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17 agosto 2022 3 17 /08 /agosto /2022 12:12

Questa piccola nota risale al 17 agosto del 2014, pubblicata come "nota" su Facebook e mai qui sul blog. La rilancio, perchè nella sua brevità mi piace particolarmente.

Lampadina nuda (foto Maurizio Crispi)

Il vento soffia gelido,

annunciando l'inverno

che verrà

 

Alba che trascolora

in un giorno mesto e grigio,

mentre la luce gialla

della nuda lampada a bulbo

impallidisce

 

Odore di latte appena munto

e di panni lavati

stesi ad asciugare

 

Le foglie secche

improvvisano danze

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17 agosto 2022 3 17 /08 /agosto /2022 08:29
Crispi clonato (foto di Maurizio crispi)

Ho sognato che dormivo

Mentre dormivo,
all'inseguimento di chissà quali immagini oniriche a sfondo erotico,
il mio cazzo si faceva duro e grosso
E scoprivo con sorpresa che non avevo un solo cazzo, bensì due
Un secondo pene turgido si gemmava dalla base del primo,
come un fungo figlio che si origina dalla base di uno già ben cresciuto
Questo clone era un po' più piccolo quanto a diametro,
ma quasi della stessa lungezza
Ero un po' perplesso per questa strana cosa
che mi accadeva
Mi sentivo spaesato e stordito
un po' come il povero Gregor Samsa
del celebre racconto di Kafka

 

Andavo subito dal Medico e gli parlavo di questo accadimento
Lui non sembrava affatto sorpreso
e, stemperando la mia veemenza, mi chiedeva:
Ma lei si vuole operare?

 

Come! - facevo io - Non se ne va da solo questo intruso?
 

E no! Purtroppo no! - replicava il Medico -
 

No? Ma io non posso vivere portandomi appresso
questa specie di ascia bipenne! - esclamavo io

 

Allora non ci sono alternative, visto che non se andrà da solo,
l'unica via da percorrere è quella chirurgica - insistette il Medico,
aggiungendo poi, quasi a riassumere - Se si convince a levarlo,
dovrà sottoporsi all'intervento chirurgico di ablazione!
Sarà una cosa semplice semplice,

una specie di crio-chirurgia amplificata!
Un'autentica passeggiata!
Ma non subito però, poichè per adesso
Lei mi deve continuare la terapia ormonale che sta facendo!

 

Quale terapia ormonale? - ho chiesto io, allarmato
(non avevo memoria di alcuna terapia ormonale intrapresa
in precedenza)

 

Ma quella che le ho prescritto alcuni mesi fa! Non ricorda?
- ha replicato il Medico, piccato -
Come è mai possibile che non si ricordi
di esser venuto da me
lamentandosi di un calo delle sue performance erotiche?

 

No, in effetti no! - ribattevo io, un po' smarrito e vieppiù perplesso
 

E intanto il Medico, quasi sovrapponendosi alla mia voce, diceva
- Se vuole che il neo-pene sia asportato, dovrà aspettare!
Dovrà portare pazienza!
Pazienza! Pazienza e ancora pazienza!
E, intanto, cosa che di sicuro non guasta,
avrà del tempo per riflettere! - aggiunse, deciso

 

Ma io non lo voglio asportato! - sussultai io
Non voglio sottopormi a nessun intervento chirurgico!
Voglio soltanto che questo coso anomalo se ne vada via da me!
Sia come sia, se ci dovrò convivere,
come farò ad apparire in pubblico?
E ad andare al mare, poi! Nelle spiaggie naturiste, se mai dovessi andarci?
Tutti mi considereranno un scherzo di natura, un mostro!
Ricordo che quando studiavo - dissi ancora al Medico
che mi guardava di sottecchi - c'era, in uno dei testi,
la foto inquietante d'un pene deforme - per causa congenita -
che si biforcava ad ipsilon!
Ed era un'immagine che mi turbava e mi infastidiva
Non voglio finire con l'essere citato in un testo per studenti di medicina,
con tanto di fotografia!

 

Il medico replicò allora,
tenendo
tra gli indici delle due mani una matita in orizzontale
e facendola lentamente ruotare sul suo asse,
No, nooo, mio caro, deve stare tranquillo, non è niente di grave!
Se vorrà tenerlo, vedrà che ci farà l'abitudine!
E capitato anche ad altri (di cui - per discrezione - non Le rivelerò l'identità)
e costoro non sono certo morti di ostracismo sociale
oppure della sindrome dell'Uomo Elefante!
Le dirò anzi che si sono affezionati
alla realtà di possedere un pene clonato
E poi, pensi ai vantaggi della cosa,
con il doppio pene potrà soddisfare contemporaneamente due donne!
Oppure, pensi all'altro indubbio vantaggio
di poter replicare immediatamente un rapporto,
senza soluzione di continuità:
appena finisce con uno dei suoi membri,
l'altro sarà già pronto, in piena erezione!
(e Le dirò anche che su questa mia affermazione ci sono delle incofutabili evidenze!)

 

Ma non ci pensò proprio! - esclamai io -
anzi l'idea di fare sesso, adesso, in queste condizioni,
me lo fa ammosciare!
E, in effetti, l'erezione che mi aveva portato alla scoperta del secondo pene
era scomparsa da tempo

 

Vedrà che il secondo pene, continuando la terapia,
si rafforzerà sempre di più, fino a diventare pari,
se non più potente, del primo;
non rimarrà per sempre un cazzetto da strapazzo!
Lo potrà mostrare ed esibire al mondo intero con orgoglio
e trarne anche piena soddisfazione performativa!
- replicò il Medico con fare conclusivo

 

Me ne andai perplesso e tutto mogio
Mah... proprio non sapevo cosa fare!
Elencavo nelle mia mente tutte le situazioni imbarazzanti
in cui sarei potuto incorrere con il pene replicato
e non potevo più dormire

 

Poi, malgrado l'irrequietezza, alla fine
sono scivolato nel sonno
e ho sognato che mi trovavo con tanta gente
impegnato in una grande manifestazione pacifica a favore dell'Europa
Eravamo su di una grande nave
che, dopo aver navigato nel Mediterraneo e attraverso il Mar Nero,
avrebbe dovuto risalire il corso del Danubio,
toccando tutte le città che vi si bagnavano
e portando a tutti un messaggio di pace
Portavamo con noi un'enorme bandiera dell'Europa
che tutti quanti dovevamo tenere sempre ben dispiegata sul ponte
in modo tale che dall'alto dei cieli fosse costantemente visibile
anche da grande altezza
(come ad esempio ai ricognitori aerei e ai droni
che si fossero trovati a sorvolarci):
così saremmo stati protetti da eventali incursioni missilistiche
e il nostro messaggio sarebbe stato chiaro ed evidente
Il corso del fiume si faceva sempre più tortuoso e fitto di anse
Il viaggio pareva interminabile
A tratti, pareva che il fiume andasse in discesa
e la nave, sbuffando e tremando in tutti i suoi giunti,
doveva arrancare, come in salita, di conseguenza,
non soltanto controcorrente
E, alla fine, arrivavamo a Vienna,
e, benchè ci fosse ancora un po' di navigazione da fare,
già sentivo che la nostra missione era compiuta,
che il nostro canto per l'Europa era stato cantato
sino in fondo
Avremmo salvato l'Europa?
No so!
Ma so per certo che alcune cose si fanno
perchè è giusto così,
senza chiedersi perchè

 

Poi, mi svegliavo e non potevo più dormire
perchè ripensavo a quel mio cazzo biforcuto
e al fatto che non sarei più stato normale,
con un pene unico e solo, come tutti
Mi sono alzato,
abbandonando la stanza buia e silenziosa
nella quale mi sentivo soffocare
e sono andato via

Avevo qualcosa da scrivere,
subito, prima di dimenticare

(Palermo, il 17 agosto 2022)

 

La seconda parte del sogno - chissà come - mi è stata ispirata dall'ultimo libro di Paolo Rumiz (Canto per l'Europa, Feltrinelli, 2021) che, da molti mesi se ne sta sul mio comodino in attesa di una lettura più vigorosa.
A differenza di altri scritti di viaggio di Rumiz non mi prende, forse perchè è troppo poetico e visionario.

Ma come sottolinea Umberto Eco il contenuto dei libri in modi misteriosi si travasa dentro di noi anche qando non li leggiamo in modo canonico, dall'inizio alla fine.

Giusto la sera prima avevo preso tra le mani il volume, cercando di recuperare il filo interrotto, ma avevo troppo sonno e ho lasciato perdere.

Eppure ciò è stato sufficiente a creare una traccia onirico.. E questo è davvero uno dei misteri del sognare.

Paolo Rumiz, Canto per l'Europa, Feltrinelli, 2021

(dalla scheda editoriale su IBS) Paolo Rumiz scrive un poema che ricorda le sonorità de La cotogna di Istanbul, ma al tempo stesso, nel richiamare il mito della fondazione del nostro continente, si interroga sulle sue origini, sui suoi valori, sui suoi strappi e sulle sue lacerazioni: in un dittico ideale con Il filo infinito.

«Una cintura di costellazioni ornava le murate della barca come segno d'augurio per il viaggio.»

Una giovane siriana, profuga di guerra, fugge sulla barca a vela di quattro uomini assetati di miti. La ragazza si chiama Evropa. Da quel momento la leggenda della principessa fenicia rapita sulla costa del Libano da Giove trasformatosi in toro si intreccia con gli eventi del Mediterraneo di oggi: emigrazioni, secessioni, conflitti, turismo di massa. Ingravidata in sogno dal re degli dèi, la ragazza riesce a sbarcare in Italia dopo infinite avventure e a dare il suo nome alla Terra del Tramonto, che però non riconosce in una figlia dell'Asia la Grande Capostipite. Dopo il suo drammatico sbarco, Petros, il capitano, continuerà a viaggiare da solo senza più attraccare in nessun porto. Clandestino anche lui, ma libero, fino alla sua misteriosa scomparsa.

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15 agosto 2022 1 15 /08 /agosto /2022 08:05
Selfie (15 agosto 2022 - foto di Maurizio Crispi)

Avevo viaggiato in una città lontana
E, alla fine dei miei giorni di avventura,
dovevo tornare in aereo
Al momento di spostarmi verso l’aeroporto, perdevo tutto:
documenti, biglietto, effetti personali,
perfino gli abiti, anche quelli che indossavo
Mi presentavo così al check-in
Esponevo la mia situazione
Dicevano che avrebbero rimediato
e mi suggerivano che, intanto,

avrei potuto superare i controlli di sicurezza

 

Io così facevo e arrivavo al gate
per mettermi in attesa
Chiedevo a qualcuno del personale un abito,
visto che ero del tutto ignudo
“Per la decenza…” - dicevo
E questa tizia mi rispondeva che avrebbe provveduto,
aggiungendo che non c’era problema,
avrebbe sicuramente potuto rimediare qualcosa,
poichè in tanti dimenticano
parti del proprio abbigliamento
quando sono in viaggio
Di lì a poco, infatti,
arrivava con un involto e me lo dava
Io lo esaminavo e scoprivo
con disappunto
che si trattava di un abito femminile
di tessuto stampato
con una fantasia a fiori
Nel dispiegarlo mi accorgevo anche,
con altrettanto disappunto
e forse anche con un pizzico di disgusto,
che la veste era macchiata di sangue,

dovunque chiazze e schizzi
che già viravano dal rosso al bruno,
come se chi lo aveva indossato prima
si fosse ferito o fosse stato presente

sulla scena di un crimine
Forse per questo motivo non lo mettevo
e rimanevo tutto nudo, in attesa,
non osando farmi sotto di nuovo
per chiedere un altro abito
che fosse più adatto a me

 

Mi chiedevo anche
se sarei riuscito a viaggiare
senza documenti e senza credenziali
D’altra parte, come mi dicevo,
per sedare la mia ansia,
ambasciator non porta né pene, né pena

 

[stacco]

 

Sono adesso in una scuola
per seguire una conferenza
Io e altri siamo tutti assieme
in una stanza molto affollata,
tutti senza mascherina
e senza distanziamento
La cosa va per le lunghe
Ci sono molti preamboli
molto bla bla bla
ma niente sostanza
Ci sono tre ciccioni seminudi
soltanto le pudende ricoperte
da un perizoma di tessuto bianco,
come quello che possiamo immaginare
indosso ad un thug
in procinto di partire per la sua missione assassina
I tre hanno sul tronco degli enormi tatuaggi tribali curvilinei,
oltre a grosse escrescenze fungoidi,
tanto che mi ritrovo a pensare
se non appartengano alla stessa famiglia
e non mostrino i segni di qualche tara ereditaria

 

Chiedo a qualcuno che mi sta vicino conferma della mia intuizione,
ma costui mi dice che no!
Non sono consanguinei!
aggiungendo che tatuaggi ed escrescenze
sono la prova lampante
della loro appartenenza ad una gang
E soggiunge anche che noi siamo qui
proprio per questo,
per studiare come la cultura
(o pseudocultura)
possa influenzare la natura,
piegandola sino ad estreme manifestazioni fenotipiche

 

Mi accorgo che chi mi sta parlando
é una mia vecchia conoscenza
Professore! Bentornato!
- mi ritrovo ad esclamare -
da quanto tempo!
Sono davvero lieto di rivederla!
Parlo con foga chiedendo notizie
della sua vita nella città lontana
in cui si è trasferito
La mia voce é di molti toni
troppo alta
di quanto dovrebbe essere
in un simile contesto,
cosicché la nostra conversazione privata
si fa pubblica
e tutte le teste si girano verso di me,
i volti accigliati

 

La preside dell’Istituto,
intanto, cerca di dare avvio
alla giornata di studio
e, senza successo,
cerca di sovrastare la mia voce dissonante
Qui sono vestito
con pantaloni neri a sigaretta
con una camicia bianca
e cravatta nera sottile
Sembro uno che appartiene ad un culto
e che vuole fare proseliti

 

Dissolvenza

Una difficile catabasi
Una difficile catabasi
Una difficile catabasi
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13 agosto 2022 6 13 /08 /agosto /2022 09:47
Alle falde di Monte Pellegrino (Foto di Maurizio Crispi, 2017)

Da molto tempo non faccio l’acchianata
a Santa Rosalia
Mi trovo lì, proprio ai piedi del monte
e faccio i preparativi
per intraprendere l’ascesa

 

Controllo lo zaino
Allaccio per bene gli scarponi
Indosso una giacca a vento leggera
per ripararmi dal vento

 

Tuttavia, non riconosco i luoghi
Avverto una sensazione di spaesamento
e di intimo malessere

 

Tutto appare diverso

Non vedo l’imbocco della Scala vecchia
che mi è così familiare
per innumerevoli altre salite
devozionali e sportive

 

Procedo per prova ed errore
ma i miei tentativi non portano a nulla
Ogni volta i sentieri che tento
risultano essere illusori e ingannevoli
oppure si arrestano
davanti a pareti di roccia insormontabili

 

Ogni volta, deluso, ritorno sui miei passi

 

Alla fine, mi risolvo a chiedere informazioni
ad uno che se ne sta
ai piedi del monte, vicino alla sua auto
Io sono straniero qui - mi risponde, pieno di garbo
Siccome io insisto, in preda all'ansia,
il tipo, dopo aver consultato una mappa,
mi dà delle istruzioni

 

Ed io mi avvio
fiducioso che, questa volta,
riusciró ad imboccare la strada giusta

 

Ma mai dire gatto, se non l’hai nel sacco

 

I gabbiani veleggiano in alto
e mi deridono con i loro versi

 

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9 agosto 2022 2 09 /08 /agosto /2022 10:52
Manichino in città (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato

 

Difficile dire dove il sogno finisce e dove comincia la realtà

 

Ero in un posto lontano
Forse per un viaggio di piacere,
o forse di studio,
o forse altro ancora

 

Dopo aver percorso mmolti, molti chilometri
mi fermavo in un bed and breakfast, stile old England,
lussuoso, pieno di spazi comuni
Il mio telefono era scarico, non dava più segni di vita
Mi davo da fare per metterlo in carica
e trovavo, in fondo ad un salone poco utilizzato dagli ospiti,
una presa di corrente e lo mettevo, a caricarsi
Il posto era abbastanza isolato
e pensavo che il telefono fosse al sicuro

 

Tuttavia, quando dopo qualche tempo tornavo, il telefono era scomparso

Rimaneva soltanto un cavetto di ricarica nero
(non il mio)
e nessuno, benché chiedessi a destra e a sinistra
sapeva dirmi nulla
Lanciavo degli anatemi alle mani ignote che me lo avevano sottratto
Perfino la proprietaria della location
con la quale tornavo sul posto per una veloce ispezione
non sapeva darmi delle spiegazioni convincenti
Prima diceva che, se io avevo messo lì il mio telefono,
lasciandolo incustodito, avevo fatto ciò a mio rischio e pericolo,
Poi, addirittura, prendeva a negare
che il telefono ci fosse mai stato,
insinuando che io stessi mentendo
(per chi sa quali oscure ragioni)

 

Il mistero rimaneva irrisolto
e, intanto, veniva servita un'abbondante colazione
Io cercavo di recuperare il tempo perduto,
ma erano rimaste soltanto poche briciole

 

Più tardi, mi ritrovavo assieme ad altri in una diversa località
dove doveva svolgersi un convegno di psichiatria
Ero con un'auto scassata, tipo una vecchia R4,
con portapacchi sul tetto
(come il mio mitico modello rosso di un tempo andato),

 

Non avendo un alloggio ed essendo tutti i posti letto occupati,
mi procuravo una tenda e la montavo sul tettuccio della macchina
Ero contento del mio lavoro,
ma nel fare marcia indietro
per spostare l'auto verso un luogo appartato,
adatto al pernottamento,
causavo gravi danni alla tenda
che, dopo l'urto, appariva tutta sbilenca
e, in pratica, inutilizzabile
Avrei dovuto smontarla ed arrangiarmi diversamente
(tutto quel lavoro sprecato!)
e rassegnarmi a dormire in macchina

 

Intanto parlavo con varie persone
tutte degli eccentrici
tra cui, un fusacchione di prima categoria,
che era arrivato lì in camper
e che - chissà perché - sembrava avermi preso in simpatia
Venivo a sapere che, a questo convegno,
avrei dovuto esporre una relazione,
ma non sapevo assolutamente
quale avrebbe dovuto esserne il contenuto
Cadevo letteralmente dalle nuvole

 

Venivo anche a conoscenza  che era stato già pubblicato un volume,
con le sinossi di lectio magistralis, interventi, relazioni e comunicazioni
e che io comparivo tra gli autori di questa relazione
(tempo accordato: 20 minuti),
assieme alla professoressa Vattelapesca
dell'Università di Giampietroni
Capivo, leggendone il sunto, che il tema portante di tale disquisizione
era il concetto di "border" in psichiatria
Respiravo...! Sì, sull'argomento sapevo qualcosa
Giusto il giorno prima avevo avuto tra le mani il volume
di un certo Bollas
Vedevo un po' di luce in fondo al tunnel,
ma capivo anche che, benché io avessi qualcosa da dire sull'argomento,
ciò non era sufficiente,
poiché non ero stato io a scrivere la relazione completa,
quella l'aveva elaborata la prof.ssa Vattelapesca
ed io ero soltanto un comprimario, senza né onore né gloria,
un semplice lacché che aveva ricevuto l'onore della firma
su di un lavoro che non era farina del mio sacco

 

Scattava quindi una sequenza allucinante di tentativi
di mettermici in contatto con la Vattelapesca
per avere inviato tramte mail o fax
il testo completo e potermelo studiare
Ma la Prof non rispondeva mai al telefono
Di cosa parlerà [la relazione]?
Quale sarà il taglio del suo argomentare?
Di cosa parlerò io?
Oppure farò scena muta, davanti a tutto l'uditorio
di professoroni e di colleghi?
Oppure dovrò inventare tutto di sana pianta,
creando a braccio qualcosa di nuovo e di difforme?
L'angoscia  andava salendo alle stelle
Non sapendo cosa fare prima,
cominciavo a smontare e a rimettere in ordine,
pezzo a pezzo,
la tenda che avevo in precedenza
assemblato sul tetto dell'auto
Per riuscirci mi facevo aiutare dal tipo eccentrico
che mi aveva preso in simpatia
Il lavoro era alquanto complicato,
anche perché, nel mentre, aveva cominciato a piovere a dirotto
Nel chiudere la tenda
trovavo al suo fondo
diversi oggetti
tra i quali una moneta da 50 centesimi
(forse di buon auspicio,
oppure da utilizzare come obolo da elargire a Caronte)

 

Almeno, anche oggi, la fortuna che è cieca
mi ha baciato sulla fronte!

 

Oggi è il mio compleanno
e ciò che ho appena scritto
lo ricorderò come il sogno del mio compleanno

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8 agosto 2022 1 08 /08 /agosto /2022 19:12

Questo scrissi nel mio profilo Facebook l'8 agosto 2010. Questa nota non venne mai pubblicata nei blog di allora, nè in quello attuale.

on the road

La strada esercita sempre su di me
un richiamo potente

Dopo un po' che sono stanziale
immagino di partire, io e il cane,
zaino in spalla

Mi esercito mentalmente
a fare l'inventario di tutto ciò che occorre

Poche cose in verità,
ma alcune essenziali

Macchina fotografica, agenda,
taccuino per scribacchiare gli appunti
di quelle cose che sono importanti da tenere a mente
e i sogni che verrebbero a visitarmi lungo la via

E poi, naturalmente, un sacco a pelo leggero
la bottiglia con ciotola incorporata
per le bevute di Frida,
una borraccetta per me,
spazzolino per i denti, saponetta
un rasoio per la barba (della crema da barba non c'è bisogno),
una piccola salvietta per le mie abluzioni, una boccettina di detersivo

Libri, infine.

E qui si aprirebbe un dilemma
Cosa scegliere?
Molti libri di genere diverso,
oppure un unico libro sostanzioso,
un classico che avrei sempre voluto leggere
senza riuscirci mai,
oppure una raccolta di racconti
e, in tal caso, dello stesso autore o antologica?

Arrivato a questo punto, non saprei decidere:
ed è per questo che, quando viaggio,
trasporto con me
una piccola biblioteca itinerante.

Partendo dovrei lasciarmi alle spalle PC
e tutti gli accessori,
a meno di non portarmente uno piccolino.

Ma, in ogni caso, da qualche parte
ci sarà pure qualche internet point
da cui collegarsi e così, volendo,
potrei stare in contatto con il mondo.

Ma per quello c'è il telefono
che potrebbe funzionare
con qualche ricarica di batteria
rubata qua e là

Vorrei andare avanti per molti giorni,
senza pensieri,
senza una meta definita,
fermandomi solo là dove mi porta il cuore,
per poco o per molto tempo,
senza una regola decisa in anticipo

Poi, alla fine di tutto,
sbarcare su di una piccola isola
con poca gente

Radi incontri, affidati al caso,
qualche chiacchiera qua e là,
ma per la maggior del tempo
un dialogo silente
con me stesso e con il cane,
fedele compagno.

Silenzio, notti all'addiaccio,
cibo frugale e tanta frutta,
notti solitarie a guardare le stelle
nell'infinita volta del cielo
e a sognare

Questo sarebbe il mio viaggio
e, anche se sono chiuso a casa,
nella mia stanza,
la mia mente è in già via,
on the road,
libera,
in luoghi lontani e tra le stelle

 

 

Palermo, 8 agosto 2010

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1 agosto 2022 1 01 /08 /agosto /2022 20:05
Bottiglia di passato di pomodoro sul marciapiedi (foto di Maurizio Crispi)

Il caldo è feroce
L’umidità alle stelle
Una folla, stremata dai dardi della canicola,
s'accalca davanti all’Ufficio Postale

 

Volgo le spalle a quei coatti sotto il sole
e riprendo scoraggiato la via del ritorno

 

Mi distenderei volentieri
su una delle panchine
davanti alla statua di Santo Pio,
se non fosse così arroventata,
una graticola più che altro,
benchè un ventaglio di poveri materiali,
l'ì dimenticato da un precedente abitatore
eserciti su di me un surreale richiamo

 

Dietro una recinzione di ferro e rete metallica
occhieggiano tristi rose prigioniere

 

Poco più in là, una bottiglia di passato di pomodoro
giace a terra scappellata
e spande il suo contenuto sul cemento,
mimando gli effetti di un orribile delitto,
avvenuto qualche istante del mio arrivo

 

Mi ritiro fiaccato a casa
E qui trovo il divano  
ad accogliere le mie terga stanche
Un po’ di aria condizionata
per raffrescarmi

 

Ma non bisogna mai dire che c’è caldo!
È un grave errore di metodo far ciò
Ho piuttosto la visione d’una fresca vallata alpina
I prati verdi rasati di fresco
e l’ombra fitta degli alberi
Il ruscello che scorre tra i sassi
con un piacevole, lento, murmure
No! Lì, non c’è caldo,
posso sentire sulla mia pelle
la piacevole frescura
e l’aroma della fienagione

 

Ma il beneficio della visualizzazione
cessa troppo presto, purtroppo

 

Squilla il telefono e c'è un'emergenza
Il beneficio diventa veneficio
Orsù, gambe in spalla, Wolf!
Tu sei quello che risolve i problemi
Vai, Wolf, sei atteso!
Corri! Corri!
Prima arrivi, meglio è!

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1 agosto 2022 1 01 /08 /agosto /2022 08:59
Altavilla a notte (Foto di Maurizio Crispi)

Svegliozzo, ma senza singhiozzo,
sono stato a lungo a titillarmi il pirillozzo
Forse ho il gozzo
E magari, siccome son gaglioffo,
mi imbarcai su di un ghiozzo
per andare alla ricerca
del mitico bacherozzo
Però alla fine della cerca trovai
soltanto un misero barilozzo
Dovetti accontentarmi
di questo accozzo
e, allisciandomi il cozzo,
sganciai un pirotozzo
Così facendo precipitai
in un profondo pozzo
ritrovandomi sul cranio un bel bozzo
E cosa trovai in fondo a quel pozzo?
Ma un fragrante e caldo maritozzo!
Che mangiai avidamente
intasandomi il cannarozzo

 

E dell’intera storia ho subito scritto un cotal abbozzo!

 

Amen 🙏

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30 luglio 2022 6 30 /07 /luglio /2022 09:27
Il furto della sanseveria (foto di Maurizio Crispi)

A Palermo, in Viale Principe di Paternò,  davanti all’ingresso di un esercizio di Bioestetica, sono stati posti - simmetrici - due vasi con Sanseverie.
A quanto pare all'inizio di luglio, una delle due piante decorative, spregevolmente, è stata estirpata dalla terra che l’accoglieva e portata via (ovviamente, da mani ignote). Ed è stato lasciato soltanto il vaso (bontà dei ladruncoli).
Un gesto più che altro vandalico, poiché non ci si arricchisce di certo rubando una sanseveria.
Ricordo che una volta ignoti sono entrati nel mio terreno in campagna, tagliando con le apposite forbici la recinzione di filo spinato, e hanno portato via tre piantine di ulivo, piantumate l'anno prima e seguite con cura nel loro sviluppo.
Che senso ha un simile furto: se quel ladro fosse venuto a chiedermi cinque euro per acquistare na piantina di ulivo di qelle dimensioni gliele avrei date volentieri, tanto per dire, ecco!
Ma nel caso del furto da me subito e di questo (dei cui effetti sono stato testimone e cronista) si tratta più che altro di un gesto asseverativo che dice “Io puó”.
L’altra Sanseveria gemella è stata risparmiata: ma sino quando?
Al gestore dell’attività commerciale non è rimasto altro da fare se non affiggere un cartello sul vaso sconsolatamente vuoto per esprimere il proprio disprezzo nei confronti del ladro
Questo è il vivere quotidiano in una città che si definisce "europea" e che, invece, non lo è affatto tra monnezza lasciata per giorni a marcire al sole, ignobili e vili furtarelli, clacson sparati a duemila, fumi di scarico … etc etc

Succede a Palermo. Il meschino furto di una sanseveria
Succede a Palermo. Il meschino furto di una sanseveria
Succede a Palermo. Il meschino furto di una sanseveria
Succede a Palermo. Il meschino furto di una sanseveria
Succede a Palermo. Il meschino furto di una sanseveria
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27 luglio 2022 3 27 /07 /luglio /2022 10:20
Fiori di panchina (foto di Maurizio Crispi)

Ho visto un bus con tutti i finestrini oscurati

da affissioni pubblicitarie

e i passeggeri all'interno erano

come inscatolati dentro una cassa da morto

con le mascherine indosso

Erano lasciati liberi, per poter guardare fuori

soltanto dei minuscoli rettangoli

che hanno evocato in me le finestrelle

dei carri bestiame usati per trasportare i deportati

verso i campi di concentramento

E, dunque, questo bus pubblicitario

tanto simile anche adun minaccioso bunker semovente

mi ha fatto raccapricciare

Perchè privare i passeggeri, in viaggio,

della possibilità di guardare fuori?

 

Ho visto una che passeggiava

in una mano, stringeva lo smart phone,

quasi fosse il suo più èprezioso bene,

intenta a chiacchierare di inezie/facezie

- cose inutili -

con un interlocutore lontano

Nell'altra reggeva il guinzaglio del cane

al quale però non dedicava la benchè minima attenzione,

e nemmeno uno sguardo,

ma - nello stesso tempo - stringeva con forza

anche lo svapatore

(non si sa mai, occorre sempre poter alimentare

la propria dipendenza tabagica)

stringendolo con la forza con cui si tiene la presa

su uno strumento salvifico

 

Ho visto guidatori di monopattino sfrecciare

silenziosi per le strade

i leggeri vestiti estivi fluttuanti nel vento,

come piccole vele schioccanti,

i corpi atteggiati in posture diverse

alcuni con il corpo tutto proteso in avanti,

altri invece buttati all'indietro

alcuni con la testa incassata nelle spalle,

altri invece quasi restii a farla camminare

assieme al resto del corpo

E poi, i piedi: alcuni li tengono uniti, e paralleli,

altri invece si dispongono con i talloni uniti e le punte divaricate

Altri con un piede innanzi e uno indietro, in asse

Altri ancora con un piede avanti deciso e l'altro indietro,

ma elegantemente poggiato per la punta,

quasi fossero in procinto di piegarsi in una riverenza

E poi ho visto gli sciagurati

che cavalcano il manopattino in due

oppure trasportando i sacchetti della spesa

e altre sporte appese al manubrio,

quasi che i poveri monopattini

fossero delle bestie da soma

E ho visto anche i pacchioni andare sul monopattino

ma loro non riescono a raggiungere elevate velocità

e rimangono piantati per terra

come grosse palle semoventi

Il loro è più che altro un desiderio pio di movimento elettrico

 

Ho visto altri incedere con le giapponesine ai piedi

o anche "tappine", se così vogliamo dire,

(dunque erano tappinari e tappinare)

e sono calzature che determinano sempre

un'andatura indolente e strascicata,

perchè altrimenti scappano dai piedi

e, nel caldo umido del primo mattino,

si sente il suono ritmico delle suole

che sbattono sul tallone, ad ogni passo

 

Flip-flop

Flip-flop

Flip-flop

Squish

Flip-squish-flop-squish

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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