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19 settembre 2021 7 19 /09 /settembre /2021 16:20
Mosca (da https://ilbolive.unipd.it/it/news/pensieri-mosca-dalla-testa-storta)

Cammino e, intanto, una mosca fastidiosa mi ronza attorno alla testa. La creatura ha viaggiato con me per un paio di chilometri.
Mi è stata appresso per tutto il tempo, intrecciando voli attorno a me.
Che fastidio! Una autentica nuisance, come direbbero gli anglofoni si madre lingua.
Ogni tanto, assordato da un ronzio troppo vicino, mi sono ritrovato a calarmi una potente smanacciava sull’orecchio o sulla fronte, nell'inutile tentativo di sopprimerla.
Ahi! Ahi!
Gli occasionali passanti, vedendomi intento in una simile ginnastica, si saranno sbellicati dalle risate e, in più,  si saranno ritrovati a pensare che io potessi essere un folle autolesionista che cammina percuotendosi con voluttà, oppure una nuova specie di flagellante per estrema fede religiosa.
La mosca è stata costante: solo quando sono arrivato al cancello di casa, é svanita di colpo.

Come se non ci fosse mai stata, tanto da lasciarmi nel dubbio che fossi stato sotto l'effetto di un'allucinazione zoomorfa

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4 settembre 2021 6 04 /09 /settembre /2021 07:13

Questa nota l'ho scritta nell'agosto del 2013.  Molto calzante ed appropriato quel testo, perchè in questo momento sta passando su Palermo una forte perturbazione con tuoni, lampi ed acquazzone.Il finale apre la via alla speranza.

Bomba d'acqua a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Bomba d'acqua a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Tuoni e fulmini,
vento e pioggia

Buio come fossero le sette di sera

Il grande temporale avanza

Gabbiani volano alti
a stormo
allontanandosi dal fronte di nubi verdastre
che avanzano da Est

Saette solcano il cielo cupo
e si sente il rumoreggiare continuo
del tuono,
come quello di mille carri da guerra
trainati da destrieri al galoppo,
in folle corsa
su strade selciate di pietra

I soliti piccioni sono scomparsi quasi del tutto
per rintanarsi in luoghi sicuri,
al riparo e guardinghi

Anch'io sono fuggito via
alle prime avvisaglie
per cercare riparo
sentendo le narici
invase dal buon odore
di polvere bagnata

Ma poi
il temporale
è scampato velocemente
lasciando soltanto
una quieta pioggia
quella buona,
che viene assorbita dalla terra

Non si è verificata,
per questa volta,
l'apocalisse

 

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3 settembre 2021 5 03 /09 /settembre /2021 13:31
Alba a Piano Aci (foto di Maurizio Crispi)

1.
Cielo rannuvolato all’alba
Pioggerella fine che non dura
insufficiente a placare la sete degli alberi
Inebriante icore della pietra e della polvere

Il sole nascente
dopo un tragitto breve
va a nascondersi
dietro la cortina di nubi

 

2.
The freddo homemade nel bicchiere
Una motosega che brontola nella distanza
implacabile

Raggi di sole
che scendono incorporei
nell'ombra spessa del carrubo

Non c’è altro da registrare,
né da dire
Ecco Il mio mantra di oggi

 

3.
Il cielo ha ripreso a rannuvolarsi,
Anzi a ricoprirsi di una densa coltre nerastra
I tuoni rumoreggiano
I cani sono inquieti,
in vigile attesa,
ma non hanno il Covid
Ogni tanto, partono di corsa,
latrando,
con un abbaio che poi si smorza
in un gorgoglìo di gola

Attendono la fine del mondo,
forse
Dopo tanta trepida attesa,
cadono le prime gocce.
Et voilá!
Les jeux sont fait!   
 

(settembre 2021)  

 

Riflessi di sole nella verzura (foto di Maurizio Crisapi)

Riflessi di sole nella verzura (foto di Maurizio Crisapi)

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21 agosto 2021 6 21 /08 /agosto /2021 18:36
Orologi

Ho scritto di recente un what's app a mio figlio:
Qualche volta vorrei averti più vicino
Ma, d’altronde, non si può chiedere
all’arciere di tenere la freccia
che ha scoccato vicino a sè
Per sua natura la freccia
deve volare lontano

Mi sono addormentato di colpo

Quando mi sono svegliato,
potevo sentire da un'altra stanza
una musica cupa e ripetitiva,
some ominous music playing

Mi alzavo e vagavo per la grande casa vuota,
sempre con quella colonna sonora

Guardavo uno dei tanti orologi
appesi ai muri

E segnavano tutti dieci minuti alle dieci
Fuori era tutto buio
Quindi, era ancora notte
Poi, dopo aver placato l’arsura
che sentivo in bocca
con un grande bicchiere d’acqua fredda,
me tornai a letto e mi riaddormentai,
sprofondando in un sonno inquieto

E di nuovo mi svegliavo
tutto sudato stavolta,
oppresso dalla stessa musica ominosa
di prima e la bocca asciutta, allappata,
con la lingua che sembrava diventata di carta abrasiva

Di nuovo mi alzavo
dal letto che era diventato
come quello di Procruste
e giravo per la maledetta casa vuota
Andavo in bagno
bevevo a canna questa volta
per trarre sollievo

Guardavo l’ora
e il cuore mi balzava in petto
Gli orologi segnavano tutti
dieci minuti alle nove
Wow, pensavo con un senso di meraviglia,
Il tempo ha preso a scorrere all'indietro!

Di nuovo, mi addormentavo
E mi svegliavo
E guardavo l’ora
Ed erano dieci minuti alle otto di sera
con l’ultimo chiarore del giorno
che trapelava attraverso i vetri delle finestre chiuse
Ed ero ancora più meravigliato
per via di questa marcia all’indietro del tempo

Il vettore del tempo si è invertito!
mi ritrovai a pensare
Forse la freccia che ho scoccato
tanti anni fa
ritornerà da me

Ma non so se è veramente questo che vorrei

Mi sono riaddormentato ancora una volta
curioso di sapere se, al prossimo risveglio,
le lancette degli orologi avrebbero ticchettato
ancora all’indietro
Toc-tic
Toc-tic
Toc-tic

Ma, se la freccia che ho scoccato dovesse tornare a me,
anch'io dopo un altro po’ di tempo all'indietro,
dovrei sparire,

per tornare dentro l'utero di mia madre,
per poi diventare cellula appena fecondata
e poi definitivamente dissolvermi
quando le due cellule originarie
che si erano unite per darmi vita
tornassero a separarsi

La freccia deve volare libera,
non ci si può aspettare che ritorni indietro
o augurarsi che rimanga ferma,
come nel paradosso di Zenone

 

In ciò che ho scritto ci sono degli evidenti riferimenti letterari, ovviamente. In primo luogo c'è il riferimento a quella parte del poea di Hikmet in cui si parla dei figli e poi ovviamente, assieme al rimando ai paradossi di Zenone l'Eleatico, cè una citazione di uno dei capovalori di P. H.Dick che è Counterclock World, in cui si immagina un futuro distopico in cui il tempo ha preso a scorrere all'indietro, permenando in modo radicale le vite di tutti gli uomini che procedono letteralmente all'indietro, incluse tutte le funzioni fisiologiche (per esempio, ilcibo non viene più mangiato, ma viene "restituito", per dirne una.

Ma una cosa posso dire. Una volta, che un orologio cominciasse a correre all'indietro, è una cosa che mi è veramente capitata. Nella stanza in cui usavo ricevere i pazienti, tenevo su di un tavolinetto mobile accanto alla mia poltrona un piccolo orologio da tavolo a batteria, con il consueto quadrante e le lancette. Mi faceva comodo perchè ogni tanto senza dover girare la testa potevo controllare l'ora. Una volta nel pieno di una seduta mi accorsi, con grande meraviglia, che le lancette avevano preso a camminare all'indietro. Dovetti controllare due o tre volte prima di dovere accettare che era inconfutabile: le lancetta dei secondi (quella il cui movimento era più evidente) andava all'indietro e così pure quella dei minuti.

Mi chiesi, con una certa inquietudine, se non si trattasse di un fenomeno paranormale. Naturalmente pensai anche che, all'origine dell'anomalia potessero esservi delle cause naturali spiegabili, ma erano fuori dalla mia conoscenza. Provai perfino a togliere la batteria stilo e a rimetterla: per ocnstatare che il movimento delle lancette continuava imperturbato all'indietro.

Comunque, lo strano fenomeno continuò a verificarsi per giorni e giorni. Poi, da un momento all'altro, cessò e l'orologio riprese a segnare l'ora in maniera normale. Capitò un a seconda volta che le lancette di quell'orologio riprendessero a camminare all'indietro.

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21 agosto 2021 6 21 /08 /agosto /2021 07:07
Non siamo cavie

L'altro giorno ho dato risalto sui social ad un articolo comparso su Repubblica Palermo, "Siracusa, sospesi 49 medici no-vax. Il presidente dell'Ordine: Le regole si rispettano, altrimenti è meglio cambiar mestiere" (credo risalente al 19 agosto) e ho inoltre commentato la notizia sul diffondersi dei contagi in Sicilia, scrivendo al riguardo: "Questo è ciò che stavamo aspettando a causa di coloro che non si vaccinano e non rispettano le regole fondamentali anti-contagio" (e, si badi bene, la Sicilia è tuttora la regione con il maggior numero di non vaccinati).
Qualcuno ha ribattuto con tono acre:  "Disubbidire alle leggi ingiuste è un dovere civile" (per quanto riguarda il caso dei medici che non si vaccinano), citando il Presidente Pertini come autore dell'aforisma (ma Pertini secondo la voce delle rete non ha mai detto questo, non sarebbe stato da Pertini invitare alla disobbedienza civile).
E, per ciò che concerne la mia seconda affermazione, la replica che ho ricevuto è stata: "Come puoi ancora credere a tutto questo... Sono morti giovani di reazioni avverse e non di 'Covid'. E il peggio ancora lo dobbiamo vedere; forse, solo a quel punto, quelli come te inizieranno ad avere qualche dubbio".
Diciamo che ambedue le repliche sono state tutto sommato morbide e non troppo virulente, rispetto a quelle che usualmente si leggono nei social, in cui si mescolano offese, anatemi, dichiarazioni di intenti violente. Basti guardare le filiere di tweet che si scatenano non appena viene menzionata la morte improvvisa di qualcuno, che viene subito connessa in qualche alla vaccinazione, anche se, al riguardo, non vi sono elementi certi di causalità.
Per non parlare di coloro che dichiarano che ancora non abbiamo visto nulla e che i veri problemi si scateneranno quando i vaccinati riceveranno una terza dose, quasi preconizzando l'avvento di una terrifica "apocalisse zombie".
La matrice è, tuttavia, identica, come sono identiche le radici profonde del no-vax pensiero che le circostanzia. Si noti anche il virgolettato riservato al termine Covid: a mio avviso, un modo per esprimere un altro leit motiv dei no-vax che sono, al tempo stesso, dei negazionisti, in pectore. Secondo loro, Covid non esiste. Si tratta di un costrutto, di un artefatto che viene utilizzato ai fini di un oscuro complotto per sottomettere l'intera popolazione del mondo (per dire in poche parole lo scenario più cupo che essi alimentano dentro di sé).

Tutto ciò mi porta a spendere quattro riflessioni sul fenomeno dei no-vax.

“Vivi libero, il vaccino uccide”. I no vax vandalizzano un centro vaccinale a Imperia

Quando qualcuno fa delle considerazioni sui vaccini, il più delle volte i no-vax, eventualmente presenti, reagiscono in maniera oltremodo virulenta e rabbiosa, anche se il loro interlocutore non ha pronunciato parole offensive verso di loro, ma ha soltanto espresso una propria opinione.
Il loro modo di argomentare non si comprende, se si vogliono uitilizzare i parametri del pensiero razionale e il suo modo di procedere: è contorto, il più delle volte fondato su opinioni e su idee che sono rimbalzate da un no-vax all’altro, senza mai poter assumere le caratteristiche di fatti solidamente fondati nella realtà. Soltanto pseudo-verità in stile Trump, il quale dichiarava spesso nei suoi tweet delle cose palesemente false ed infondate ma che - per la sua platea - diventavano, per il fatto stesso che fossero state re-tweettate, vere e inoppugnabili.
I no-vax rimpallano le affermazioni di chi pensa che i vaccini possano essere utili, capovolgendone la verità è facendo sentire i pro-vax dalla parte del torto.
Non si può discutere con i no vax, non si può argomentare. A volte, mi è capitato di trovarmi coinvolto in un confronto con qualcuno che è assertore della fede no-vax, a partire magari da una mia banale ed innocente affermazione. Si attivava, in questo caso, una tiritera, un flusso di parole inarrestabile, solo affermazioni senza nessun ragionamento, impermeabili a quasiasi confronto, il che portava spesso al mio silenzio, poichè qualsasi mia ulteriore affermazione avrebbe portato ad una guerra. E, quindi, mi  rifugiavo nel silenzio oppure in un finto ascolto interlocutorio.
Perché questo assolutismo? Perchè questa impermeabilità alla dialettica e alconfronto?
Perché, in realtà, la loro posizione mentale ha le qualità del fanatismo religioso e, dunque, si fonda su presupposti simil-deliranti.
Essi dichiarano i motivi del loro non volersi sottoporre alle pratiche vaccinali con ardore talebano. In loro non c’è spazio per la dialettica e per il ragionamento. Chi tenterebbe di convincere uno in pieno delirio di riferimento, ad esempio, che le sue affermazioni sono frutto di un delirio e/ di allucinazioni?
Questa forma di fanatismo è radicata nelle teorie complottiste, ovviamente, perché essi - i no-vax -fanno frequentemente riferimento a trame segrete che possono portare a morte e a distruzione e che sono scientemente manovrate da manipolatori occulti. E aggiungono anche che gli elementi di inoppugnabili verità sono tutti a disposizione dei prox-vax, solo che loro si ostinano a non voler vedere e capire.
La loro fede è assoluta, le loro convinzioni adamantine.
I sostenitori del vaccino sono a loro modo di vedere ciechi e sordi. Non riescono a vedere - i no-vax affermano - ciò che è ovvio palese. Con lungimiranza profetica, affermano che chi si vaccina o che si é già vaccinato sta andando incontro alla propria rovina come un asino bendato, sospinto verso il precipizio che lo inghiottirà.
Chi si vaccina, al contrario, è spesso portatore di una dialettica dentro di sè, che lo porta a soppesare i vantaggi e gli svantaggi della vaccinazione, e a nutrire dubbi e paure. Ma anche ad alimentare un ragionevole margine di fiducia nei confronti della scienza.
Sì, certo, c’è qualcuno che si avvicina al vaccino come se fosse una salvifica Ostia consacrata (e anche qui entra in gioco una componente fideistica simil-delirante), ma non è questo l’atteggiamento generale. Molti che si vaccinano non sono pienamente convinti, vorrebbero dilazionare le cose, rimandare, perchè hanno delle riserve, in considerazione della velocità con cui questi rimedi sono stati varati), ma ciò nonostante, sì, alla fine si vaccinano, superando eroicamente remore e dubbi.
Chi si vaccina, pur dubitando, compie un atto coraggioso, poichè si muove nell'interesse della comunità di cui sente fortemente di far parte. Compie un atto coraggioso, pur avendo paura.
Vi è il riscontro positivo che, a fronte di quella che si sta configurando come una quarta ondata, sostenuta dalla variante Delta, i nuovi contagiati sono prevalentemente non vaccinati o con una vaccinazione incompleta; e, analogamente, i ricoverati nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva appartengono a queste due categorie.
Certo, può anche capitare che vi siano tra i ricoverati anche pazienti che hanno fatto ambedue le dosi: ma questo ribadisce l'importanza del raggiungimento dell'obiettivo di un'ottimale copertura collettiva che rappresenta la garanzia della protezione (in questo caso grazie all'"immunità di gregge" per coloro per i quali la vaccinazione non ha sortito l'effetto sperato).
I no-vax sono insensibili a tutto questo, impermeabili a qualsiasi argomentazione razionale, alle prove verificabili che si possano esibire loro. La loro posizione è a oltranza: sono accecati dalle loro credenze e odiano chi si vaccina o si è vaccinato (cioè, in altri termini, odiano coloro che non accettano di aderire alla loro Fede), oppure lo guardano come se fosse in mentecatto incapace di vedere la verità dietro le apparenze.
Loro SANNO.
Loro sanno che dietro la macchina dei vaccino c’è un grande inganno, di cui parlano con riferimenti oscuri, ma senza che mai si possa giungere ad una fonte certa, come succede nel meccanismo che consente la propagazione delle cosiddette "leggende metropolitane".
Per loro, uno stato che impone i vaccini è un Moloch terrificante che richiede sacrifici umani e che poi occulta la Verità e fa dei continui depistaggi.
La via scelta dai no-vax è l’unica strada che porta alla salvezza.

 

Non è fondamentalismo tutto questo?
 

Quella dei no-vax è fede oltranzista. Sono loro i nostri talebani
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17 agosto 2021 2 17 /08 /agosto /2021 15:55
Delfini

Da tempo non mi tuffo più
e nemmeno nuoto più nel mare azzurro,
nelle fresche acque
per sfuggire all'arsura dello scirocco

 

Perchè?
Perchè ho abbandonato questa e altre cose?
Troppe cose, forse, che mi sono lasciato alle spalle

Forse perchè non vale più la pena.

L'unica cosa che faccio è immergermi
nel mondo fittizio dei libri
vivere avventure di personaggi fantastici
viaggiare da un luogo all'altro,
seguendoli,
mentre io rimango sempre fermo
nel claustrum d'una stanza
Oppure guardo film e video,
sempre nella penombra della stanza,
penombra-malombra
con l'aria condizionata che va a manetta

Ho pensato questo, l'altro giorno:
vorrei fare una gita d'un sol giorno a Levanzo,
da sempre la mia preferita tra le Egadi,
per me un'isola lontana e felice.
Ci andavo spesso un tempo
per liberarmi dai fardelli del quotidiano,
per assaporare la wilderness
e tornare rigenerato

Ho accarezzato nei miei pensieri quest'idea,
mi ci sono baloccato per un po':
e poi la contemplazione è svanita in un attimo,
così come era arrivata,
veloce ed invisibile.

Al pensiero non è seguita l'azione,
cosa che sempre invece accadeva,
prima

Ho rinunciato,
troppe le difficoltà,
tutto complicato ed insormontabile.

Il desiderio appena formulato
è stato inghiottito dalle sabbie mobili dell'inerzia

E non ci ho pensato più

Scarsa la forza del desiderio, dunque?
Oppure che non sia, invece, in azione
la tremenda forza ostativa
di freni e di zavorre ineleminabili,
incrostate, stratificate?

Ho visto dei delfini in un video:
erano stati avvistati poco al largo di Capo Zafferano
(altro mio luogo della memoria e della nostalgia)
Avrei voluto essere loro, in quel loro nuotare felici,
con acrobazie, salti e sarabande

Magnifici e gioiosi, al tempo stesso

Ma anche quest'immagine
è passata via veloce ed è svanita,
senza strascichi

Non sarò mai più un delfino,
se mai lo sono stato prima

Non lo sono mai stato,
né mai potrò esserlo
in questa vita

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11 agosto 2021 3 11 /08 /agosto /2021 15:09

Stelle cadenti, deh!
Stelle cadenti,
c'è pane per i vostri denti!
Poichè tanti son i desideri latenti
per non parlar poi di quelli evidenti
E se il desiderio latente
mai sarà soddisfatto
allora la stella  
fu s-cadente e decadente,
altro che cadente ed esaudiente!
E, per ciò, il più delle volte
le stelle cadenti son scadenti
ed anche poco efficienti,
oltre che per nulla benevolenti

Desideri latenti, stelle impertinenti
Tanti sono i desideri latenti,
e milioni sono le stelle irridenti
Desideri latenti, stelle nullatenenti
Desideri imponenti, stelle fatiscenti

Come sempre,
attorno alle stelle cadenti,
si fa molta retorica per nulla

E tutti lì a cercare, con occhi attenti
quelle stelle cadenti
poi deludenti
Sempre deludenti, sì
Solo pochi furono mai i fortunati

 

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4 agosto 2021 3 04 /08 /agosto /2021 06:04

Ecco due vecchi miei scritti, piuttosto dissacranti: ricordo che mi ero divertito molto a scrivere queste due piccole storie.

Vestito da campana

    

Capitolo1 - Travestito da campana

 

Oggi ho deciso di andare in giro travestito da campana
con un bel batacchio bronzeo che oscilla avanti ed indietro,
possente,
mentre cammino

Volevo andare tutto ignudo a fare la mia corsa

Ma siccome non si può,
perché a veder uno tutto nudo
i benpensanti si scandalizzano
farsi campana è un’ottima pensata
per chi voglia andare in giro
ignudo e con tutti i suoi attributi di fuori,
un travestimento discreto e poco appariscente

Sfido chiunque a riconoscermi così mascherato:
del tutto in incognito,
posso tenere il mio batacchio bene a vista,
tanto tutti pensano che esso sia
quello d’una surreale campana deambulante,

quasi un personaggio gogoliano!

Suona il campanello alla porta: qualcuno va ad aprire
Nessuno!
Sembra che non ci sia nessuno…
Chi ha bussato allora?
Qualcuno in vena di far scherzi?
Nooo!
Ma via!
Sono sempre io travestito da campanello
con il batacchino
tutto di fuori

A campane e a campanelli, da sempre,
sono concesse simili libertà,
quella d’esporre il proprio batacchio
a sole, vento ed intemperie

Agli umani invece è concessa la libertà
di camminare con il batacchio pendente
solo lontano da lontano indiscreti,
nel proprio spazio privato…

Salvo ad andare in luoghi consacrati ai non tessili,
ma non sempre ciò è possibile

Allora, proprio per questo oggi
ho voluto farmi campana


(Palermo, il 21.12.2005)

 

  

Vestito da campana

Capitolo 2 - Correndo vestito da campana, ho fatto - ahimè - più tardi del prevosto

Un bel dì
freddo e tempestoso
correvo
con lumachesco impeto,
anche quel dì
da campana vestito

Siccome l'aere
era freddo e pungente
per la bisogna
avevo indosso
un vestitino
adatto ad una campana
molto carampana
qual’ero io per l'appunto,
di buona lana e rustica fattura;
per intenderci:
cucito all'uncinetto,
come quelli delle nonne
nel buon tempo antico

Era un bel vestitino in due pezzi:
la parte di sopra a mantella
ben scampanata
come si conviene
ad una distinta campana
anche se un po’ scapigliata
ed una inferiore, lunga e stretta,
a far da rivestimento
al mio bronzeo batacchio

Così, campanavestito
correvo
con lento piede
lungo il litorale
con allegrezza
scampanando
di quando in quando
dindon dindon dindon
perchè non riesco mai a rinunciare
alla mia campanara vocazione
dindon dindon dindon
in verità emettendo
solo miseri suoni ovattati
dindon dindon dindon
perchè lo spesso involucro di tessuto
castrava il potere risuonante
dindon dindon dindon
limpido e profondo delle mie superfici
dindon dindon dindon
percosse invano dall'alacre batacchio
dindon dindon dindon

Corri  che stracorri,
il cielo s’è fatto scuro
e già
in un batter d’occhio
(…o di campana?)
volgeva al tramonto

La coltre di nubi corruscata
ed il mare percorso da minacciose increspature
rendevano l'ora
ancora più cupa e fosca

Tardi, troppo tardi
son arrivato all'appuntamento convenuto,
e - grosso guaio -
ho fatto ben più tardi del prevosto
il quale spazientito
m’ha lasciato in asso
nella torre campanaria
senza nemmeno la compagnia
del mastro campanaro ad accudirmi
per ritirarsi nella sua dimora
ben al calduccio del focolare
a consumare il prelibato desinare
ammannito dalla fida perpetua
(dove c’è un prevosto
c’è sempre una fida perpetua
ad accudirlo);
era questo il menu del giorno
destinato alla sua pancia robusta:
squisite uova del prevosto
con l'accompagnamento di squisita insalata
pure preparata alla maniera del prevosto,
con in più - dulcis in fundo -
un delicato piattino
d'ancinagghie di pollo,
ben note ai più
anche come “il boccone del previte”,
dunque del prevosto

Sempre nei panni della ben tornita campana
son rimasto a bocca asciutta
a lamentarmi e maledire la mia sorte,
mentre l’inedia spegneva il vigore del batacchio:
anche se una panciuta campana,
forte della sua bronzea tempra
mai dovrebbe sentire i morsi della fame

Morale della favola:
quando ci si fa campana,
pur scampanando ed essendo annunciati
da ritmici rintocchi
s’arriva al traguardo
sempre più tardi del prevosto
ed il proverbio dice:
chi tardi arriva male alloggia...
per trovare che tutte le squisitezze
se l’è già pappate il prevosto
senza aver nemmeno la gioia
di poter ramazzare le briciole
del lauto pasto

Siccome sono pervicace,
non per questo
una prossima volta
rinuncerò a vestirmi
da campana

Poi semplicemente dirò:
ho fatto più tardi del prevosto!!!
Amen e così sia!

 

(Palermo, il 29.01,2006)
 

 

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3 agosto 2021 2 03 /08 /agosto /2021 13:35

Una nota di diario che riemerge dalle brume del tempo
Tutto ritorna

Quello che ho scritto quasi vent'anni fa è valido tuttora.
Almeno, così a me pare.

Il mito della caverna secondo Platone (La Repubblica, libro settimo)

 

In una vasta sala nel sottosuolo,
illuminata da lampade al neon,
la fredda luce che spiove dall'alto
bagna i volti
di una folla di reclusi
immobili sulle sedie,
disposte in file simmetriche,
rendendoli tutti simili a sagome senza spessore

Un flusso costante di aria fredda,
gelida,
fuoriesce
dai bocchettoni dell'impianto di condizionamento
creando l'acuto disagio
tipico d'una prigione disegnata
apposta per far star male
i coatti che la abitano

Fuori,
all'esterno, si scatena
un temporale
con pioggia battente
e rombo di tuoni,
ma nulla di questo
sommovimento naturale
trapela dentro il bunker sotterraneo
a turbare l'artificioso cerimoniale
cui uno stuolo
di uomini e donne
reclusi
è sottoposto

La cerimonia è officiata
da uomini vestiti in grigio e in nero
che si susseguono
con le orazioni
il volto grigio ed impassibile,
sorrisi finti,
portatori di maschere,
a cui preme il potere
e che, per questo, hanno venduto
l'anima loro e il tempo

Con sguardi gelidi,
il viso senza mimica,
controllano il gregge di reclusi
seduti obbedienti
ai loro piedi,
pensando di poterne essere
guardiani e padroni

Non c'è gioia nei loro occhi

Sono occhi spenti e morti,
il desiderio sfrenato di potere
li ha da tempo essiccati

Anch'io
recluso
(spero solo temporaneamente)
nello stesso bunker
pur sottoposto alla pressione
delle tristi ossessioni
degli uomini grigi
con lo sguardo morto,
mi sento libero
in spirito

La mia mente vagabonda
anela
soltanto
a possedere
una manciata di polvere di stelle

(Palermo, il 15.10.2003)

 

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28 luglio 2021 3 28 /07 /luglio /2021 15:42
Io mi vaccino

(28 luglio 2021) In Italia siamo bravi a incasinare tutto e a creare le premesse di inutili discussioni e polemiche.
È palese ciò proprio nella questione dei vaccini.
Vaccinarsi dovrebbe essere in primis per i singoli individui una questione di coscienza o di opportunità (come nel caso di alcune particolari malattie in cui ciascuno secondo coscienza può decidere liberamente se vaccinarsi o no, come quando si decide di viaggiare alla volta di alcuni paesi cosiddetti "esotici"), a meno che lo Stato per una questione e di Salute pubblica non stabilisca l’obbligo vaccinale, come accade già per numerose malattie trasmissibili (le vaccinazioni "obbligatorie", tali per legge, a cui sottoponiamo i nostri figli, con la possibilità conseguente che lo Stato persegua gli evasori dell'obbligo vaccinale).
Nell'affrontare le vaccinazioni anti-Covid, il nostro governo si comporta come il proverbiale individuo che vuole avere nello stesso tempo la botte piena e la moglie ubriaca. E, quindi, i nostri governanti in questo ambito tentennano senza assumere una linea decisa: non vogliono scontentare nessuno, temono di parlare in maniera esplicita di "obbligo".
Anziché varare provvedimenti che odorano di obbligo, ma senza sancirlo (introducendo la specie dell'obbligatorietà del  Green Pass per svolgere determinate attività), chi ci governa dovrebbe dire senza stare a cianciare e in maniera chiara: “Per motivi inderogabili di tutela della salute pubblica la vaccinazione anti Covid è resa d’ora in avanti obbligatoria”, indicando chiaramente per quali classi di età e le eventuali cause di esenzione), e suggellando questa statuizione con apposito decreto, in altri termini legiferando e assumendosi di ciò tutte le responsabilità.
Non si può governare, sempre assillati dal pensiero che ci saranno gli scontenti e i riottosi e lasciandosi condizionare in ogni scelta cruciale si debba prendere da tale timore.
Quello che occorre, a fronte di una recrudescenza dei contagi (che sta conducendo alle soglie di una quarta ondata), dell'emergere di notizie preoccupanti circa la comparsa di contagi con sintomi nei bambini e nella consapevolezza di un programma vaccinale ancora largamente incompleto, è una misura di governance netta e decisa, senza equilibrismi e senza che i decisori debbano nascondersi dietro ad un dito.
I pavidi non possono ben governare e, in alcune circostanze, occorre che prendano delle decisioni eroiche. A volte non ci si può gingillare a tentare di sciogliere con perizia un nodo gordiano: per risolvere l'impasse, occorre reciderlo con un taglio netto.
Io sono per l'obbligo vaccinale per tutti (salvo che per coloro per i quali vi siano validi motivi per non dover affrontare la vaccinazione): il vaccino (assieme a tutte le misure di contenimento che rimangono sempre valide) è l'unica misura valida per proteggere il sistema sanitario italiano da un ulteriore collasso.
Questo mi aspetto da un governo di cui possa fidarmi.

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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