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4 dicembre 2021 6 04 /12 /dicembre /2021 08:17
Wish you were here (una delle immagini del famoso album dei Pink Floyd)

Di continuo, creiamo mondi della mente e del cuore

territori fondati su fragili equilibri

In essi ci aggiriamo,

ammirando, pieni di meraviglia,

delicate ed ardite architetture,

crescite rigogliose e svettanti inflorescenze

di mille colori e sfumature

 

Siamo noi i creatori e padroni

di questi mondi che sono i nostri indiscussi reami

 

La loro creazione è sublime processo,

quando è condivisa da due

Due che sono divisi

e che, al tempo stesso sono uno

La carne di uno è la carne dell'altro

Il cuore di uno è il cuore dell'altro

 

Manteniamo i mondi così costruiti in equilibrio,

ma anche li spingiamo verso punti di rottura

e linee di frattura,

in modo da generare dalla crisi e dal caos che ne consegue

nuovi equilibri e nuove meraviglie,

in un'altalena inarrestabile e feconda

 

Il mantenimento di ogni mondo in-creato

è nella piena responsabilità

dei suoi creatori/facitori

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3 dicembre 2021 5 03 /12 /dicembre /2021 11:25
lunga strada vuota (dal web)

Dove andiamo? Non so!

La situazione è fluida
continuamente mutevole

Fiori di cactus
Spine e sassi
Lacrime, sudore e sangue

Non so
Vorrei poter dire di più
Ma è come voler spremere acqua dal sasso
Lacrime di pietra e di roccia

Andiamo! Dove?
Non so!
Verso il Natale?

No! Mai più dire questa parola!
Non sia mai!
Potrebbero bannarti,
perché reo di aver adoperato
un termine che non è più piccì
(acronimo di politicamente corretto)
Allora, dovremmo forse dire
che andiamo verso la “Festa”?
E tutti lì a disquisire se avremo una “festa”
migliore di quella dell’anno scorso,
visto che pur sempre siamo in tempi grami di Covid

Ma chi se ne importa! Chissenefrega!
Quando si arriva in prossimità della “Festa”
io – senza esitazione - vorrei andare in letargo
e risvegliarmi soltanto dopo l’avvento
della Befana che vien di notte

Andiamo avanti, piuttosto!
Marciamo gagliardamente!
Da qualche parte si potrà pur andare!
Muoviamo quelle gambe
Camminare
Camminare
come pellegrini, come erranti,
condannati ad un eterno viaggiare

E qui giunto, mi addormento e sogno
Sogno di essere un vagabondo delle stelle
E lascio gli altri a blaterare


blablabla bla

(Palermo, il 30 novembre 2021)
 

 

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23 novembre 2021 2 23 /11 /novembre /2021 10:09
Autoscatto natalizio (foto di Maurizio Crispi)

Ho viaggiato a lungo di notte

L’autostrada vuota, deserta

Luci arancione con un alone attorno

Il motore fa le bizze
Sferraglia di tanto in tanto
Si spegne, lo riaccendo
Non tiene il minimo
Lo sferragliamento ce l’ho messo
tanto per tragediare:
mi pareva una bella immagine acustica

Invero, la mia auto pur vecchiotta
è ancora dignitosa,
Una vecchia signora
in sostanziale buona salute
- si potrebbe dire -
e, talvolta, come si addice alle vecchie signore,
fa le bizze

Quando arrivo a destinazione,
giro e rigiro
con l’auto che si spegne
di continuo

Andatura a singhiozzo

Green light Red light
Red Pass Green Pass

Non un solo posto per parcheggiare
Ma quando non ho dove fermarmi,
ho sempre una mia carta jolly,
un piano B, insomma

Di notte poi piove
Una pioggia leggera

Peppa Pig va al Covid Party
È questa l’ultima evoluzione del Rave
o una variante del Rubeola Party
di antica memoria

Cose d’altri tempi
vorrei dire
tanto per rincarare la dose
Tutto nuovo tutto vecchio

E i pipistrelli volan di notte
e ci vampirizzano con i loro carichi letali

Quando hai la sensazione
di essere un naufrago
un Robinson Crusoe nella sua isola deserta
arriva qualcosa di nuovo
una fresca brezza che ti strappa
dal luogo del confino
e ti porta via con sé
In un turbine gioioso

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22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 11:43

  

Chiavi

L'altro giorno (era il 20 novembre), in campagna, ho smarrito il mazzo di chiavi con tutte le chiavi di pertinenza, annessi e connessi (porte di casa e magazzini, cancelli etc). Stavo andando ad aprire il cancello, quando mi sono fermato a strappare dell'erba infestante. Forse, per non aver le mani impacciate ho posato da qualche parte il mazzo di chiavi. Quando ho finito il mio lavoretto estemporaneo, avrei voluto riprendere ciò che stavo facendo, cioè andare ad aprire il cancello, ma niente! Nulla da fare! Il mazzo di chiavi era scomparso, apparentemente senza lasciare traccia.

Mi sono dato da fare, ricostruendo i miei movimenti ed i miei gesti. Ho rifatto i percorsi, guardando per terra.

Mi sentivo incapace di trovare una soluzione.

Delle chiavi, nessuna traccia, malgrado le ripetute ricognizioni.

Alla fine si è accesa una luce: ad un certo punto di questo estemporaneo indaffaramento, avevo raccolto delle frasche di ulivo e le avevo portate nel punto in cui, solitamente, faccio il falò.

E sono andato lì a cercare. Cerca che ti ricerca e, alla fine, dopo molto ravanare tra le frasche e la cenere, eccole lì le mie chiavi.

Puff puff pant pant!!! Se non le avessi trovate, ci sarebbe stato un grooooosso problema.

Houston, mayday, mayday!

Houston, qui abbiamo un problema!
Non posso portare fuori dal terreno, perchè non ho le chiavi per aprire i cancelli...

Quasi per coincidenza, Faccciabuco mi ha propr+osto un "ricordo", cioè una nota risalente al 22 novembre 2011, in cui si parla appunto di un mio mazzo di chiavi smarrito, apparentemente, e poi ritrovato, pubblicata con il titolo "Imperdonabili sbadataggini".

 

(22 novembre 2011) Tornavo a casa, dopo aver comprato il pane.

Ero ancora in tenuta sportiva: avevo finito di allenarmi proprio davanti al Forno.

Chiavi di casa, telefonino e soldi nel marsupio: ordinaria amministrazione.

Mi avvicino al cancello che mi fa entrare direttamente nel cortile (da dove posso entrare nel mio condominio da un portoncino posteriore).

Prendo le chiavi, ma poi mi accorgo dell'inutilità del gesto, perchè la serratura di questo cancello è difettosa, non scatta mai bene e dunque si può aprire con una leggera spinta, salvo quando chi lo ha aperto subito prima non abbia messo una particolare energia nel richiuderlo, facendo per una volta scattare la serratura.

Quindi, spingo il cancello per entrare e, con diligenza, lo richiudo.

Faccio il tragitto sino al portoncino che dà sulle scale.

Arrivo...

Rovisto nel marsupio alla ricerca delle chiavi.

Non ci sono.

Mannaggia! - penso tra me e me - Le ho dimenticate a casa! (cosa che accade spesso, invero).

Poi: No! Sono uscito con le chiavi, anzi le ho prese per aprire il cancello, ma poi non le usate... Ma dove sono allora?

Una lampadina si accende: Saranno cadute a terra dopo che le ho prese per aprire!

Mi avvio quindi verso l'uscita, scrutando a terra nel caso mi siano cadute di mano dopo aver varcato il fatidico cancello.

Niente lì, vado al cancello e lo spingo pe ruscire, ma fantozzianamente, poco prima lo avevo chiuso davvero ermeticamente: quindi sono bloccato dentro e non ho le chiavi per aprirlo.

Che fare?

Vedo una tizia che sta parcheggiando il motorino sul marciapiedi e intanto parla al cellulare. Attiro la sua attenzione, prigioniero come sono dietro le sbarre e le chiedo a gran voce di percorrere a ritroso il tratto di strada che avevo fatto io avvicinandomi al cancello, guardando se per terra ci sia un grosso mazzo di chiavi.

La tizia comincia solerte la sua perlustrazione... quasi osssessivamente devo dire: le manca solo una grossa lente d'ingrandimento e il cappello a doppia visiera di Sherlock Hoolmes e sarebbe perfetta nel ruolo che si è assunto, grazie alla mia sventura.

Si allontana e non ritorna più.

Ma dove caspita se ne è andata?

Intanto io penso: Ma dove siete finite, dannate chiavi?

Una lampadina si accende, all'improvviso: siccome non ho sentito nessun tonfo (se fossero cadute a terra, battendo sul duro avrebbe prodotto un tintinnio o qualcosa del genere), forse mi sono scivolate dentro il sacchetto del pane.

Lo sollevo per guardarci meglio e verificare così la mia teoria...

Di cosa mi accorgo, con grande disappunto?

Le chiavi le ho sempre tenuto in mano, con la stessa mano che reggeva la sportina.

Chiamo la tizia a gran voce: Grazie! Lei è stata davvero molto gentile. Ma le chiavi le ho ritrovate. Le ho sempre avute in mano e non me ne ero accorto.

E lei, di rimando, mi lancia uno sguardo più che eloquente che sembra dire: "Ma sei proprio un coglione"!

 

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22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 10:25
ragno (foto tratta dal web)

Un ragnetto s’arrampica
su per la parete scoscesa
del lavello della cucina,
per lui minuscolo
erta come l’abisso d’un canyon,
ma lui non difetta di ardimento

É acrobatico
Forse progetta
di andare a tessere la sua tela
da qualche parte più in su

 

“Non voglio la tua tela!”
borbotto tra me e me
e lo spazzo via con un getto d’acqua

Il ragnetto scompare in un attimo
nello scarico, in un mulinello vorticante

Dopo, soltanto dopo,
mi son detto“Povero ragnetto innocente!
In fondo, che male mi avevi fatto?
Cosa avrai provato mai nel vedere
il tuo mondo capovolgersi,
mentre finivi in un turbine gorgogliante?”

Nei prossimi giorni
dovrò fare ammenda
salvando almeno dieci ragnetti
da morte certa

 

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16 novembre 2021 2 16 /11 /novembre /2021 16:01
Buen retiro, ovvero l'isola felice

Una strada dissestata

Pesanti cancelli di ferro
che sempre richiudo al mio passaggio

Quando sono nel mio eremo
di campagna
penso con forza
di essere naufrago,
approdato su di un’isola
disabitata e selvaggia
fuori dalle rotte commerciali

Dall’eremo
che è anche buen retiro
osservo il mondo da lontano

Il traffico incessante sull’autostrada

Le luci lontane di paesi e di abitazioni isolate

Il tremolio delle lampare in mare
nelle notti di calma

Qualche volta
i giochi di fuoco
di qualche festa patronale
con botti e tonfi
attutiti dalla distanza

Qualche volta gli spari di un cacciatore
e l’abbaio dei suoi cani
o la figura evanescente e furtiva
di un raccoglitore di asparagi selvatici

Oppure ancora le voci concitate
di finti soldati in mimetica,
Intenti nei loro giochi di guerra fake

Tutto è lontano,
eppure vicino

Nella lontananza
dal mondo degli altri
mi sento connesso, tuttavia,
e in un equilibrio dinamico

I cani che abbaiano
alla minima anomalia
o a presenze umane estranee
che percespicono con finissimo udito
sono la mia ombra
ma anche miei fedeli guardiani

La casa antica di pietre
con l’intonaco a snella
è il mio guscio accogliente

Coltivo il silenzio

Contemplo la Natura
e le sue continue trasformazioni
da un mese all’altro

Scavo e cavo pietre
dissodo la terra
strappo via le erbe selvatiche,
alcune le mangio

Adoro il tempo
che trascorro nella mia isola

Non chiedo nulla di più

(Piano Aci, il 15 novembre 2021)

 

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12 novembre 2021 5 12 /11 /novembre /2021 09:58
Nuvole dopo la pioggia (foto di Maurizio Crispi)

Le nuvole dopo la pioggia intensa di ieri e di oggi si sono diradate.
Della coltre grigia e opprimente di nubi basse rimangono delle nuvole sfilacciate inframmezzate da ampi squarci di cielo libero. Si intravede anche, nella luce evanescente del giorno, un rossore di ultimo sole.
Le nuvole residue si muovono lievi e vaporose, sospinte da un lieve venticello.

Da piccolo, guardavo incantato questa traslazione: per me, allora, quelle nuvole erano ferme, mentre il movimento era dovuto alla rotazione della terra.
Questo pensiero (che adesso posso solo definire ingenuo e da sempliciotto) mi riempiva di meraviglia, ma il fatto di avere una percezione visiva della rotazione terrestre (per quanto illusoria) e di sentirla, mi causava un repentino senso di vertigine, dandomi anche l'acuta percezione della mia piccolezza di fronte alla vastità del cosmo.

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10 novembre 2021 3 10 /11 /novembre /2021 07:10
Cercatori di tracce

Al nostro passaggio
lungo i percorsi della vita
disseminiamo tracce
Anche se, al tempo stesso,
di tracce siamo instancabili cercatori
I nostri geni ancestrali
sono sempre attivi
malgrado le decine di migliaia di anni di evoluzione
da cui veniamo

Disseminiamo tracce,
o le inseguiamo,
spesso deviando dal sentiero abituale
e volentieri avventurandoci
su percorsi poco esplorati,
troviamo qualcosa di prezioso,
per esempio una fonte d'acqua
che sgorga da un terreno pietroso
(come nella storia biblica di Noé),
acqua preziosa che allarga i confini
della nostra esplorazione

A volte,
più persone si trovano a viaggiare assieme
e anche loro
nel seguire le uste,
lasciano tracce e trovano cose:
i segni che essi scrivono
al loro passaggio
sono visibili solo a loro,
emergendo in filigrana
dallo sfondo uniforme
e sono tracce che connettono
e rafforzano l'unione e l'identità

Come nelle vie dei canti
degli aborigeni d'Australia
le tracce sono incise nel territorio,
ma mentre ciascuna via viene percorsa e cantata
da coloro che conoscono quel canto
-  e quel canto soltanto -
la via viene creata
e costantemente ri-creata
(e manutenuta)
e si rende possibile l'esistere del mondo

In queste vie dei canti
si può scorgere
sotto traccia
l’invisibile filo rosso
che collega in modo potente  
tutti coloro che le hanno percorse
Per effetto di questa connessione nascosta
gli scenari sovente cambiano
e si trasformano
Il mondo si rinnova
in un turbine di epifanie
pur rimanendo immutabile

 

(Palermo, 10 novembre 2021)

Cercatori di tracce
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9 novembre 2021 2 09 /11 /novembre /2021 11:03
Notte vicino all'alba, quando viene fuori il blu (foto di Maurizio Crispi)

Notte vicino all'alba, quando viene fuori il blu (foto di Maurizio Crispi)

La sostanza dei sogni
Sogno o son desto?
Non so

Sono vero
oppure sono soltanto
una fantasmagoria
un arabesco
una debole traccia
su di un evanescente fondale?
Anche qui, non so

Il sogno è uno stato altro di noi stessi

C'è tutta una vita segreta dei sogni
nelle quale ci immergiamo ogni notte
e dalla quale attingiamo a piene mani
ricordi e desideri,
talvolta paure profonde
e timori reverenziali

Percorriamo dei reami fantastici
per poi riemergerne,
portando indietro con noi frammenti e reperti,
come i pescatori di perle d'un tempo

L’abisso del sogno ci scruta sempre
con le sue strane creature:
mentre noi ne percepiamo soltanto
deboli riflessi,
loro ci conoscono a fondo

Noi siamo loro,
in definitiva,
ma senza saperlo a pieno

Siamo fatti della materia dei sogni
e della stessa sostanza delle stelle
ed è dunque impossibile dare una risposta
al sogno di Lao-Tzu
Chi sogna chi?
Chi sogna cosa?

La vita reale e il sogno:
una trama intessuta
di infiniti rimandi

 


(Palermo 9 novembre 2021)

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29 ottobre 2021 5 29 /10 /ottobre /2021 05:56
foto di Maurizio Crispi

Impenitente raccoglitor di immagini
ciò ch'io sono e fui

Cammino e cammino

Subito il mio occhio
si posa sul portento del cielo
nella limpida trasparenza
di due scatole di cartone a terra
mezze piene d'acqua della recente pioggia.

Poi, m'imbatto in una ripida rupe
sormontata da nubi pennacchiose,
outburst di romantica visione,

E ancora, dopo aver superato l'ennesimo invito
gigantografico
a non lasciare la cacca dei cani sui marciapiedi,
ecco, meraviglia delle meraviglie,
ritorno a contemplare la poltrona del gigante,
intelaiatura di rattan,
seduta e spalliera
di vimini intrecciato
Il gigante-orco oggi non c'è
E' fuori sede
Dopo essere stato a lungo seduto
intonando la sua lugubre litania
Ucci, ucci, sento odor di cristianucci
s'è alzato ed è andato a fare una passeggiata
per sgranchire le sue membra rattrappite
Dove si sarà recato?
Magari è andato a far visita
sin dentro al centro vaccinale della Fiera
e a cercare lì lauti pasti
di cristianucci vaccinandi
Sì, al gigante piace mangiarseli
crudi e vaxinati, anziché no
Trova che essi siano dei bocconcini più gustosi,
col pepe del vaccino appena inoculato

Cosa trovo, poscia,
andando un po' più in là?

Prima un minaccioso annuncio di morte,
ingabbiato
e quindi, pure questo dietro ad una gabbia,
il banner d'una premiata ditta
che provvede alla rimozione capillare dei peli di cane dalle abitazioni
per farne maglioni e gilet
per padroni di cani nostalgici
che desiderano continuare ad indossare l'odore
(e il pelo) del loro caro animale,
estinto

Infine m'imbatto
in un angolo d'altri tempi

Una vera ciliegina sulla torta
E' un portone d'antica fattura,
solido e robusto,
acceso d'una bella tonalità rosso mattone
che dà accesso a quello che un tempo fu
un asilo rurale
Ma qua di campagne non ce ne sono più da tempo
Soltanto palazzoni e cemento
L'asilo rurale è solo una reliquia,
una traccia appartenente di diritto
al registro del buon tempo andato

Strattonato dai cani,
traballante e incerto,
con gambe malferme,
come una marionetta malmessa,
sono infine arrivato a casa,
con un bel bottino di immagini,
di impressioni ed emozioni

Qui ho scritto quasi tutto ciò che ho visto,
pur con delle affabulatorie licenze,
ma ciò che conta per essere vitali
è che gli incontri casuali
con oggetti e persone
attivino il senso della meraviglia
Senza di questo,
vita e speranza
languiscono e muoiono

 

Foto di Maurizio Crispi

 

La mia passeggiata con cani del 28.10.2021

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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