Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
28 giugno 2022 2 28 /06 /giugno /2022 06:33

Il Suo è un atto di civismo e di amore; uno di quei tanti atti che potranno e già possono rendere migliore la nostra città

Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo (1986)

Uno degli alberi del signor Giacomo Minutella, Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Vi è un tratto della via Principe di Paternò a Palermo, tra via Veneto e via Lombardia, dove il passante può camminare sotto una volta verde e riparato dai raggi del sole da una fitta e densa ombra
È davvero molto bello questo pezzo di marciapiede che si pone in netto contrasto con quelli a monte e a valle, dove le specie arboree di precedente impianto sono scomparse e perfino le conche che le accoglievano, in successivi lavori di rifacimento del rivestimento di cemento del mariciapiedi, sono state colmate.
L’ombra è data da splendidi esemplari di Ficus (la stessa varietà che forma una meravigliosa volta verde per tutta la lunghezza della “discesa di Valdesi”, tra Palermo e Mondello, trattandosi forse del Ficus Retusa, noto anche come Ficus di Taiwan, ma un tempo denominato impropriamente Ficus Benjamina). Si tratta di sei piante, per la precisione, nella cui fila sono interpolati due esemplari della specie arborea che prima costituiva il filare di alberi di questo tratto di strada e che, nel corso del tempo, si sono schiantati per varie ragioni.
Non tutti sanno che è stato il signor Giacomo Minutella, per decenni laborioso portiere dello stabile in cui vivo, a piantumarli a partire da margotte da lui stesso realizzate dai ficus che formano un filare nel nostro giardinetto condominiale.
Se consideriamo che il signor Giacomo ne ha piantumati altri due esemplari sul marciapiede opposto ed uno più distante, quasi in prossimità dell'incrocio tra via Principe di Paternò e Via Boris Giuliano (ex-Via Piemonte), si è trattato di un’opera davvero memorabile. Questa è una piccola storia paradigmatica che merita di essere ricordata e tramandata.
Sicuramente, in questo tratto di strada, sarebbe bello poter vedere una piccola targa che la racconti.
La nostra città in cui tutto sembra andare allo sfascio - specie oggi - ha bisogno di questo tipo di storie in cui la buona volontà e il senso civico di un singolo cittadino riescono ad abbellire lo spazio pubblico, senza nessun tornaconto personale.
E niente vale nel rendere e mantenere gli spazi pubblici vivibili quanto l'iniziativa di un singolo cittadino dotato di buona volontà (e perchè no?, anche di amore per il bello): se solo si pensa che l'azione virtuosa di un Giacomo Minutella venisse moltiplicata per dieci o per cento in quale tipo di città potrenno ritrovarci? In una città che sia abbellita soltanto dalle iniziative e dalla buona volontà di singoli cittadini! Invece, attraversiamo un tempo in cui tutto sembra dover dipendere da un'amministrazione centrale e questo ci fa vivere con rassegnazione le carenze e le brutture, facendoci dimenticare che potrebbe risiedere nel semplice potere delle nostre mani al lavoro la possibilità di rimediare e di lasciare un nostro segno concreto.

E ciò a prescindere da movimenti come il "Guerilla Gardening" che, in qualche modo, politicizzano questo tipo di intervento e lo fanno diventare una forma di protesta (che però rimane pur sempre relegata nell'ambito della "straordinarietà", piuttosto che appartenere alla normale gestione quotidiana delle cose).
Senza l’azione del signor Giacomo, oggi, quel tratto di strada sarebbe senza alberi e senza ombra alcuna.
Io mi compiaccio sempre a percorrerlo e, ogni volta, penso al nostro signor Giacomo, quando mi mostrava orgoglioso le margotte che stava preparando
Vorrei che molti altri percorrendo questo tratto di strada potessero ricordarsi del signor Giacomo Minutella, dell’uomo che piantava gli alberi (come il John Appleseed che ha rappresentato uno dei miti della saga fondativa degli USA, oppure come Elzéard Bouffier, l'emblematico personaggio allegorico - per quanto ispirato alla realtà - protagonista del meraviglioso racconto di Jean Giono): e  adesso, se vogliamo formulare un pensiero poetico, Giacomo Minutella continua a vivere in essi.
Ci sono molti modi attraverso cui poter tramandare la propria memoria: e piantare gli alberi è sicuramente uno di questi.
Voglio completare questa storia, grazie a due documenti che mi hanno inoltrato i figli del signor Giacomo, quando hanno letto questa mia nota.
Si tratta di due lettere, la prima del compianto professor Giuseppe Genduso, uno dei nostri condomini ed emerito professore di latino e greco in uno dei licei cittadini, la seconda del Sindaco di Palermo.
Nella prima lettera il professor Genduso segnalava al Sindaco di Palermo, allora in carica (Leoluca Orlando), l'esimia opera di Giacomo; nella seconda, indirizzata personalmente al signor Giacomo Minutella, il Sindaco esprimeva parole di elogio nei suoi confronti.

 

(Palermo, il 24 giugno 2022)

Il Professore Giuseppe Genduso inviò al Sindaco di Palermo questa lettera, il 12 dicembre 1986: "... mi permetto di segnalarLe l'iniziativa disinteressata e singolare del portiere del nostro condominio Giacomo Minutella (...). Giacomo è un patito delle piante, cura non solo quelle del nostro spazioso atrio d'ingresso, ma si preoccupa - e si è preoccupato nel passato - di quelle allogate nei marciapiedi di via Principe di Paternò e di via Lombardia. (...) A rimediare a questo scempio [l'azione dei vandali] è intervenuto il nostro Giacomo, che puntualmente ha provveduto a piantare, e a ripiantare nuove piantine, in trepida attesa della loro crescita..."

Il Professore Giuseppe Genduso inviò al Sindaco di Palermo questa lettera, il 12 dicembre 1986: "... mi permetto di segnalarLe l'iniziativa disinteressata e singolare del portiere del nostro condominio Giacomo Minutella (...). Giacomo è un patito delle piante, cura non solo quelle del nostro spazioso atrio d'ingresso, ma si preoccupa - e si è preoccupato nel passato - di quelle allogate nei marciapiedi di via Principe di Paternò e di via Lombardia. (...) A rimediare a questo scempio [l'azione dei vandali] è intervenuto il nostro Giacomo, che puntualmente ha provveduto a piantare, e a ripiantare nuove piantine, in trepida attesa della loro crescita..."

Tempestivamente, dopo pochi giorni appena (il 16 dicembre 1986), è arrivata una lettera del Sindaco Leoluca Orlando, indirizzata personalmente al Signor Giacomo, in cui si legge:  "... Il Suo è un atto di civismo e di amore; uno di quei tanti atti che potranno e già possono rendere migliore la nostra città".

Tempestivamente, dopo pochi giorni appena (il 16 dicembre 1986), è arrivata una lettera del Sindaco Leoluca Orlando, indirizzata personalmente al Signor Giacomo, in cui si legge: "... Il Suo è un atto di civismo e di amore; uno di quei tanti atti che potranno e già possono rendere migliore la nostra città".

Film d'animazione di Frédérick Back tratto dal romanzo di Jean Giono. Vincitore del premio Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione nel 1988. Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo, se l'idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio d'errore, di fronte a una personalità indimenticabile.

Condividi post
Repost0
11 maggio 2022 3 11 /05 /maggio /2022 11:54
ciabatte (foto di maurizio crispi #fotodimauriziocrispi )

Ieri sera, tornato a casa, come di consuetudine, ho indossato le mie comode pantofole
E subito ho sentito un impiccio e come delle piccole punture al piede sinistro
Ero stanco e non ci ho fatto caso più di tanto
Ma avevo pensato anche: “Ma che sia un sassolino?”, interrogativo che è rimasto senza risposta, perché poi non ci ho pensato più
Stamane, al mio risveglio, nell’alzarmi dal letto, ho infilato i piedi nelle pantofole ed ecco che di nuovo mi sono sentito pungere il piede sinistro..,
Ma cosa sarà mai?
Già, la stessa cosa di ieri…
Un attimo che do un’occhiata, mi son detto
E ho preso la pantofola incriminata per ispezionarla
Ho infilato la mano, ho frugato dentro e ecco che ho sentito materializzarsi sotto i polpastrelli uno strano oggetto…
Indecidibile dire cosa fosse al tatto
Di sicuro, ho avvertito delle parti pungenti
L’ho estratto e …
Cos’era?
Ma un elefantino! Perfetto, con tanto di proboscide e di zanne
Un Babar!
Cosa ci faceva l’elefantino nella mia ciabatta?

 

Un elefantino per amico (foto di maurizio crispi) #fotodimauriziocrispi

Forse si era perso e aveva cercato un luogo caldo dove riposare per un po’, prima di proseguire nel suo viaggio
Non saprei proprio dire come fosse finito lì
Mi sono chiesto in quali avventure mirabolanti si fosse imbattuto o quali guai fosse scampato prima di arrivare a me
Ora dovrò, in qualche modo, occuparmi di lui
Dargli da mangiare
Vestirlo
Spazzolarlo
Ricoprirlo di fango per dargli sollievo, quando soffierà lo scirocco
Asciugargli la proboscide che cola muco quando si raffredderà
Ma anche asportare via le sue deiezioni delle dimensioni d'una palla da futball, così come faccio con quelle dei miei cani - per fortuna di dimensioni più modeste
Ma sicuramente potrò dire che mi sono levato un elefantino dalla scarpa!
La morale della storia è che, se ti sentì un sassolino nel tuo calzare, devi subito provvedere a rimuoverlo. Se non lo fai, potrebbe diventare qualcosa ben più grande e grosso di una semplice pietruzza che - peraltro - da sola potrebbe causare molto danno, tramutandosi in montagna impervia e petrosa.
Ma, in alcuni altri casi, il sassolino può essere qualcosa d’altro che spalanca le porte della meraviglia.
E, tornando a bomba a questo mio sassolino nella ciabatta, sono certo di poter dire che m'è accaduta una cosa molto speciale e che non a tutti capita nella propria vita di vedere un sassolino trasformarsi nella meraviglia d’un fiabesco elefante!

Condividi post
Repost0
28 aprile 2022 4 28 /04 /aprile /2022 11:38

Dopo molti anni da quando avevamo iniziato a parlare della signora Massa, delle mie osservazioni londinesi mi hanno riportato di botto alle storie di Massa e ne scrissi nel mio blog, nel 2014. Si trattò del primo tentativo di riesumare quelle storie di Massa di cui avevo perso momentaneamente traccia.

La famiglia dei ciccioni (foto di Maurizio Crispi)

Ecco che quindi, a distanza di molti anni, si riattivò casualmente, il dialogo immaginario sulla Signora Massa e sui suoi consimili.

Capisco che sono passati tanti anni dall'ultimo guizza delle storie di Massa, eppure te ne devo raccontare una fresca fresca

Non ci posso credere... e ti sei ricordato di me!
E sì, certo! Sei la mia interlocutrice preferita, quando si appena si sfiora l'argomento delle storie di Massa, si questi tempi poi, in cui si affacciano sempre più alla ribalta obesi e pacchioni che vogliono una loro ribalta e un loro pubblico...

Allora, dimmi, raccontami questa storia e vediamo di capire se sia veramente attinente con la Massa! E soprattutto se è strabiliante come le altre

Allora ascoltami! Di fronte a casa nostra in una palazzina ad un piano, con l'ingresso che si affaccia direttamente su Sutton Street abita una famiglia di ciccioni.

Frequentemente li osservo dalla mia finestra, nei loro andirivieni, sentendomi in ciò molto hitchkokchiano. Ti ricordi del film "La Finestra sul Cortile"?
Si, certo, è stato uno dei miei preferiti.

Bene ti posso dire, alla luce delle mie accuratissime osservazioni che padre, madre e figli: tutti ciccioni.
Sorelle e fratelli: ciccioni.
I loro occasionali visitatori: tutti ciccioni, nessuno si salva!
Persino il loro postino abituale è un emerito ciccione!

Noooo! Non ci posso credere! E non dirmi che per giunta il postino ciccione suona sempre due volte alla loro porta per annunciarsi!

Non c'è nessuno che sia solo lontanamente smilzo.
Nessuna variazione sul tema: l'unica variazione è data soltanto dal "quanto" essi siano ciccioni.
Il simile chiama il simile, evidentemente.
Ma c'è anche una linea di trasmissione trans-generazionale (genetica, ma soprattutto culturale): del resto, il gigante Gargantua generò un altro gigante: Pantagruel. Ed erano entrambi possessori di un corpo immenso e mangioni come non mai.
Oppure, si creano abitudini condivise: mangiare tanto e, soprattutto mangiare junk food.

Già!

La famiglia dei ciccioni (foto di Maurizio Crispi)

Posso soltanto immaginare che, dietro quella porta che si affaccia sulla strada, siano costantemente in corso pantagruelici e rabelaisiani banchetti. Ricordo di una famiglia di ciccioni che frequentare andavo a visitare. Papà e mamma ciccioni e una figlioletta decenne, pur essa cicciona.
Qualche volta li ho visti cenare. Una volta venne servito a cena un gigantesco gateau di patate. Di che sfamare una famiglia di dieci. Ebbene! Loro se lo spolverarono tutto in pochi minuti, fatta salva una minuscola porzioncina che mi fu servita nel piatto... Ma torniamo alla nostra famiglia di ciccioni inglesi...

Sì, continua! Voglio sapere tutto di loro!

La padrona di casa è un donnone gigantesco, come la gigantessa di Rabelais o come un personaggio di Botero: a voi la scelta. Io la potrei mettere - nella mia galleria di immagini - accanto alla "Signora Massa".
Ho scoperto che, quando è in casa, il donnone se ne sta tutto il giorno avvolta in una grande e grossolana vestagliona rossa di pyle, dall'aspetto molto matronale.
L'altro giorno un tipo faceva il porta a porta per lasciare attraverso la buca della lettere qualche materiale pubblicitario, proprio come fanno qui da noi in Italia.
Non appena ha sentito armeggiare dietro la sua porta, quel donnone spaventoso (che potrei tollerare vicino a me soltanto nei peggiore dei miei sogni) ha aperto la porta ed è uscita a  razzo sul piano della strada, sempre paludata in quel suo vestaglione rosso, blaterando ed inveendo contro quel poveretto che, si era nel frattempo allontanato, ignaro del pericolo che aveva corso: trovarsi a tu per tu con una gigantessa adirata.
Poi, dopo aver compiuto questa sua buona azione quotidiana, il donnone è rientrato in casa, sbattendo la porta con veemenza (almeno così ho immaginato io, pichè nella distanza non ho potuto sentire il tonfo della porta).
Il donone esce, ogni tanto, in compagnia di parenti ed amiche: tutte obese: in questi casi, abbandona il vestaglione di pyle e si abbiglia "in mise": se non fosse così cicciona, si potrebbe dire che riesce ad ottenere quasi un effetto vezzoso.
Quando salgono in macchina, l'auto sotto il loro peso sprofonda con un sussulto e la carrozzeria sembra dover toccare le ruote.
Quindi, faticosamente - è questa la mia impressione - l'auto si avvia e si allontana ansimando e scoppiettando: se fosse un personaggio di Disney, come nel film "Cars", sarebbe con la lingua di fuori e tutta sbilenca per via del peso.

Mi sembra quasi di poter visualizzare una sequenza da comica finale...

E, sorpresa finale, ti dirò che l'altro giorno mi è sembrato di vedere la signora Massa bussare a caso loro!

E che ci faceva a Londra la signora Massa?

Non lo so e non ho potuto chiederglielo... Tuttavia ho visto che indossava un abito a fiori vivacemente colorato e che indossava un buff cappellino un po' sulle ventitré che aveva sulla sommita piatta un'ingombrante composizione floreale... Nulla di strano che i signori inglesi siano suoi parenti. Indagherò e vedrò di scoprire qualcosa... Ti terrò informata.

Magari a casa dei signori inglesi tutti ciccioni e simil-massa c'è la possibilità di fare il bagno nella melassa.

Questa potrebbe essere certamente un'interessante ipotesi! Staremo a vedere!


 

 

 

 

 
 

 

Condividi post
Repost0
25 marzo 2022 5 25 /03 /marzo /2022 11:53

Per molti giorni la signora Massa non s'è più rivista. Silenzio totale: anche di lontani rombi di grancassa. Forse, era intenta a ripigliarsi dalle gioie e dagli eccessi del concorso di bellezza per ciccione e ciccioni.
Poi è ricomparsa...

gli allegri ciccioni di Xu Hongfei

La signora Massa è passata e ripassata davanti alla mia porta…
Allora è tornata la signora Massa? Cosa ti ha detto? Ha fatto dei commenti sulla sua esperienza al concorso di bellezza?
No, è stata mutacica. Ma non ha detto quasi nulla, nemmeno riguardo di altri argomenti. Niente di particolare! Ma si è quasi subito rintanata nel suo stanzino e lì si è trattenuta a lungo. Ad un certo punto, l’ho vista venir fuori dalla sua tana. Camminava ondeggiando, con gli occhi socchiusi ed un'espressione estatica in viso, e, intanto, masticava cercando di ingollare un grosso boccone…
Cosa hai potuto dedurre? Che fosse andata nel suo stanzino a intingere pane e biscotti nella melassa?
Non mi sentirei di fare affermazioni tanto esplicite, ma sono pur certo che, se qualcuno avesse fatto irruzione nello stanzino l'avrebbe di certo colta con le mani nel sacco (no dico meglio: nella melassa!), e poi, l’avrebbe vista intenta a leccarsi tutte le dita - includendo il dito grosso - con grande goduria, per nettarle dalle minime tracce di melassa di cui non va perduta nemmeno una goccia, e dalle briciole di pane.

Di nuovo, passa qualche giorno e nulla di nuovo sul fronte di Massa e della melassa. Poi...

C’è la nebbia. Tutto è avvolto in una coltre fitta. Non sarà mica la signora Massa che è venuta a riprendersi il suo barattolo di melassa?
Qui, in effetti, non c'è la signora Massa che passa e ripassa e se la spassa con gli intingoli a base di melassa! Ne sento quasi la mancanza... Ma di quale barattolo stai parlando?
Già! Non te l'avevo ancora detto! Io sono stata buona con la signora Massa: le ho fatto trovare un bel barattolo pieno di melassa, tutto infiocchetato, e con questo barattolo, ovviamente lasciato astutamente aperto sicchè l'aroma della melassa potesse sprigionarsi liberamente e giungere alle nari della golosona, ho attirato la signora Massa dalle mie parti. Eppure lei continua ad avvolgermi con la nebbia crassa che produce!
Mia cara amica, mi sembra che, a questo punto, tu stia sfoggiando un pensiero delirante! Come farebbe la signora Massa a produrre una nebbia tanto fitta e crassa? O che non sia piuttosto, tale nebbia, una cortina fumogena che la signora Massa produce per nascondersi meglio, quando - di soppiatto - s'avvicina per rubare melassa a manbassa?
E' un dato fatto! La nebbia è stata prodotta dalla signora Massa. Non ho alcun dubbio al riguardo. Non voglio proprio dirlo: non è gentile affermare certe cose per una femminella qual sono io, ma - secondo me - questa nebbia prodotta dalla signora Massa potrebbe avere ben altra origine…
Cosa intendi dire?
Ehm, ehm...
Va bene! Capisco il tuo imbarazzo: ma alcune cose bisogna pur dirle con il loro nome, giusto per essere coerenti con il proprio pensiero e non lasciare seppellite quelle verità che, finendo con il divenire occulte, possono causare gran danno! Allora, lo dirò io per te! Forse, avresti voluto dire che la nebbia che ammorba la tua Regione , non è fumogena bensì cul-generata e di natura petale, piritogena, scorreggiale o flatulenziale, se non pestilenziale? E' questo il concetto che volevi esprimere?
Sì, sì, questo! Esattamente! Mi hai rubato le parole di bocca! Non potevi esprimerti più felicemente di così! Ed io invece non avevo fatto che reprimere dentro di me quelle parole!
Sii più pronta la prossima volta, amica mia. Non avere peli sulla lingua, quando parleremo ancora della signora Massa. Esprimiti con assoluta libertà, deh! O forse dovrei dire "neh"?
Certamente!!! Ma adesso ti lascio: la signora Massa in forma di nebbia crassa sta calando di nuovo ed io devo urgentemente correre ai ripari, approntando delle difese.
Come?
Te lo racconterò la prossima volta! Ora devo proprio scappare!

Qualche giorno dopo, siamo a pochi giorni dalle feste di Natale e la signora Massa, quasi onnipredente, si è letteralmente scatenata con i suoi lauti pasti

Non me ne ero accorta, ma la signora Massa, anche lei travestita da Babbo Natale, suonava alacre la grancassa, ma di tanto in tanto non disdegnava dal cimentarsi con una cornamusa di grandi proporzioni - avrebbe potuto essere quella di un Ciclope - e poi, poco dopo, l'ho avvistata che si aggirava furtiva tra la folla che affollava lo spazio del Centro commerciale, dedicato all'asta di beneficienza nella quale erano messe in vendita delle buonissime torte artigianali. Qui, non ti dico, ha fatto man bassa di quelle con la glassa alla melassa. Poi, poco dopo, l'ho anche vista alla kassa intenta a pagare una ricca spesa per un pasto a base di polenta e stufato di ciuchino all’uva passa.

E siamo quasi alla vigilia del nuovo anno

Mia cara, la signora Massa si appresta a trascorrere degnamente l’ultimo giorno dell’anno…
Come fai a saperlo? Sino ad ieri mi dicevi che da diversi giorni più non passava e ripassava la signora Massa.
Sì, ciò è vero, ma è anche vero che la signora Massa compare di frequente nei luoghi e nei modi più impensabili...
Non dirmi che la signora Massa è ricomparsa così all’improvviso.
In effetti, sono arrivato da poco all’aeroporto di Bologna e chi ti ritrovo?
Nooooo! Non ci posso credere e cosa ci faceva lì la signora Massa?

Passato è il primo dell'anno, e così pure i giorni immediatamente successivi, senza avvistamenti di rilievo della signora Massa e poi, quasi alla vigilia dell?Epifania, alias Befana, eccola di nuovo, pronta ad una nuova piccola avventura gastronomica...

Ero andato in una stanza degli uffici a prendere il caffè assieme ad altri colleghi di lavoro. Una tizia ha tirato fuori dei tocchetti di conserva di mele cotogne… mmmmm… ma com’erano buoni! Veramente, da leccarsi i baffi. Ad un certo punto, impetuosamente, è entrata la signora Massa per unirsi al nostro consesso: non ancora sazia delle merendine che aveva sbafato nella sua stanzetta “segreta”, la signora Massa s’è avventata verso il tavolo dov’erano posate quelle delizie, allungando le mani e già con l’acquolina alla bocca (non solo in metafora, ma proprio visibilimente: mentre era presa dall'impeto, si vedevano chiaramenterivoletti luccicanti scendere dalla sua rima labiale, mentre per essa s'affacciava guizzante una pingue lingua rosa! Il movimento di Massa è stato repentino ed impetuoso come quello di un cane molecolare che ha all'improvviso rintracciato la sua usta. Sfortuna ha voluto che io mi trovassi sulla sua traiettoria, interposto tra lei e le squisite cotognatine che l'estatica Massa, correndo con le braccia protese in avanti, cercava di aggranfare a piene mani. Come un treno in corsa, la signora Massa mi s’è abbattuta addosso con tutta la sua massa! Io sono cascato a terra, mentre lei mi sommergeva con tutta la sua ciccia, avvolgendomici quasi. Non avevo scampo. Non potevo fare un solo movimento. Quasi non ptevo respirare. Aiuto! Aiutoooooo! Soffoco! Qualcuno mi aiuti! Niente da fare! …nemmeno il generale Binskij, parente prossimo del grande Babinski, poteva sentirmi per correre in mio aiuto… Binskij, Binskij! Dove sei? Aiuto!!! … Ti sto raccontando tutto questo ora che ho riconquistato la mia lucidità e che il pericolo è scampato. Subito, mentre la tempesta si abbatteva su di me ti ho mandato un veloce sms, e tu non rispondesti alle mie invocazioni d'aiuto e, anche adesso che ti sto raccontando tutto per filo e per segno, non dai segno di vita e  non mi dici nulla. Stai ignorando bellamente la mia disperazione...
Ma non l’ho mai ricevuto il tuo messaggino! Non ne sapevo proprio nulla dell'incidente occorso con la signora Massa. Ignara di tutto, beatamente!
Aspetta, aspetta! Ora te lo ridico per benino quello che è accaduto così se ti va mi puoi mandare un tuo commento di conforto!

 

[le racconto daccapo tutta la storia, aggiungendo altri dettagli, tra cui quello raccapricciante dell'acquolina della signora Massa che mi aveva inondato il volto e inzuppato tutti i vestiti: si sa che repetita iuvant… ma passa svariato tempo senza ottenere alcuna risposta; poi…]

Ma… ma… Cosa c'entra poi Binskij…? La signora Massa … sob…sob… Non ricordo bene il messaggio… Anche Binskij mi ha severamente rimproverato per non averti soccorso. Scusami Binskij… non arrabbiarti con me! Sii clemente! Ho tanta paura paurissima…

Ohibò!!!! Posso immaginare che il generale Binskij abbia inarcato il sopracciglio che ora sporge come un severo punto interrogativo oltre il bordo del suo monocolo…

Mmmm… arcigno il nostro Binskij…

 

Condividi post
Repost0
21 febbraio 2022 1 21 /02 /febbraio /2022 12:10
Il volo di Icaro

Un bel dì ho pensato di indossare
un paio d'ali
Le avevo appena trovate lì,
appese nell'armadio di casa,
il loro piumaggio era tutto polveroso
come se non fossero state usate da tempo

 

Un mistero
chi le avesse lasciate e perché
Le ho prese e le ho ripulite ben bene
sino a farle risplendere di riflessi iridescenti
che s’accendevano
nella luce piena del giorno

 

Dopo averle ammirate,
le ho indossate e mi calzavano a pennello
Ed ero tutto nudo
all’infuori di quelle ali

 

Preso da subitanea eccitazione
e inedita vigoria
sono uscito fuori in balcone
e ho spiccato il volo

 

Volavo e volavo
e, intanto, emettendo dei suoni celestiali
in un idioma a me sconosciuto,
provavo a chiamare a raccolta
altri volatori come me,
preso dal desiderio di condividere
tanta bellezza
e l’estasi vivificante del volo

 

Nessuno rispose al mio richiamo

 

Il Cielo, azzurrissimo, rimaneva vuoto
ed era ben triste tutto quel vuoto tinto di blu,
senza nemmeno una nuvoletta bianca
a tenere compagnia
a me, unico volatore

 

Allora, sono salito sempre più su,
in alto, in alto
verso l'infinito d’un blu
sempre più profondo
che trascolorava nel nero
e già intravedevo le stelle,
sino a quando il freddo siderale
ha bloccato i miei muscoli
e l’aria s'era fatta così rarefatta
che l'ossigeno ha smesso di nutrirli

 

Sono caduto a precipizio
le ali si sono scomposte
e mi sono state strappate via
e, in un attimo, a velocità supersonica
mi è venuta incontro la superficie del mare,
dura come il cemento

 

Mi ci sono sfracellato
con un tonfo sordo
e, poi, sono stato inghiottito dall'acqua
che è divenuta per sempre
la mia tomba liquida

 

La morale della storia è che, quando si trova un paio d'ali,
abbandonate nell'armadio
non bisogna mai rinunciare a usarle:
le ali erano state messe lì per te
Ed il volo è stato impagabile
Ora che son morto,
dopo che le ali mi sono state strappate via,
non lo rimpiangerò mai quel volo

 

Meglio un solo volo glorioso
che una vita intera di grigiore e inettitudine

Condividi post
Repost0
20 gennaio 2022 4 20 /01 /gennaio /2022 10:38
Scultura (foto di Maurizio Crispi)

La signora Massa c'è e non c'è. A volte passano giorni e giorni senza suoi avvistamenti significativi. A volte si parla della sua assenza, ma altre volte eccola ricomparire ed allora con la sua Massa si impone e riempie immediatamente tutto lo scenario

(…)
Dopo svariati giorni d’assenza è ricomparsa la signora Massa!
Ma non l’avevi già vista sull’aereo?
Nooooo! Ti sbagli! Vedi che non mi ascolti mai con sufficiente attenzione!
Mi dispiace… faccio atto di contrizione. Una simile cosa non si ripeterà più…
Se ben ti ricordi, t’avevo detto che sull’aereo c’era una signora simil-massa, ma non la signora Massa in persona…
Ah, già! È che per me tutte le signore Massa sono eguali… Non riesco mai a cogliere bene la differenza, basandomi soltanto sull’osservazione…
E’ un mero fatto invece che, scavando sotto la superficie di un’apparente somiglianza fenotipica, ogni signora Massa sia diversa dalle altre… Ricordati dunque di questo semplice assioma.
Vabbé cercherò di farlo per il futuro..,
Allora, ti stavo dicendo che, al lavoro, è ricomparsa la signora Massa, in carne ed ossa, ma soprattutto - come sempre - molto ben in carne.
Cosa ti ha detto la signora Massa?
Lei, niente! Io piuttosto le ho chiesto cosa fosse quella grossa sporta che portava con sé. Pensavo, con molta malizia, che fosse piena di merendine e di approvvigionamenti per il suo famoso stipetto.
E cosa conteneva quella grossa sporta?
Niente di compromettente, se è per questo! Mi ero sbagliato di grosso: e questo è a conferma di quanto ti dicevo prima che, cioè, non tutte le signore Massa del mondo sono eguali. Tu potresti immaginare la nostra signora Massa intenta a sbafare merendine a più non posso ed invece no! Questa signora Massa, per come l’ho vista questa mattina, reduce dalla sua prolungata assenza, parrebbe una virtuosa che s’astiene dagli eccessi alimentari. In effetti, mi ha mostrato che il contenuto della sua sporta è di tutt’altro genere: detersivi e altri prodotti per la pulizia della casa.

 

Passerella di bellezza per obesi

Che delusione… Mi piace pensare alla signora Massa sempre intenta a raccogliere provviste per le sue ricche merende: mi sembra che possa essere una vera e propria apologia dell’abbondanza!
“Allora, niente merendine, per oggi!”, le ho detto in maniera scherzosa. La signora Massa mi ha risposto: “Non posso mangiare proprio niente. Sono stata male… anzi, malissimo! Dolori alla schiena, sciatalgia, lombalgia… non c’ho capito più niente”.
Le hai chiesto se si è fatta curare?
Certo! Mi ha detto che la sua cura è starsene a letto ad aspettare che i sintomi passino via. “Perché non ha preso un anti-dolorifico?”, io le ho chiesto. “Sono allergica a tutti i farmaci di questo tipo! È un’autentica tragedia questa, la mia croce!”, s’è lamentata lei.
Povera signora Massa portatrice di siffatti incurabili “morbi” oppure si potrebbe meglio dire, con maggiore enfasi, "moooorrrbi"….
Già, è proprio così! Ma, in queste circostanze, la nostra sciura potrebbe consolarsi mangiando qualche merendina in più. C’è uno svantaggio, in questa eventualità, tuttavia: se il suo moooorrrbo si dovesse protrarre troppo a lungo, poi ci sarebbe il rischio che la signora Massa, per scendere giù dal letto, dovrebbe far venire una squadra di aiutanti attrezzata con uno speciale paranco non solo per farla scendere drizzare in piedi, ma anche per farla uscire di casa,
Mischina, la signora Massa! Però, tu mi fai sempre morir dal ridere parlandomi così delle altrui disgrazie….

Piuttosto voglio raccontarti qui una storiella a proposito di una signora simil-Massa di cui ho sentito parlare.

Dimmi! Sono tutta orecchie!

Si tratta di una notizia che ho preso da Internet e cercherò di riprodurla integralmente per te, leggendotene alcuni stralci, i più significativi Ti dirò che a Forcoli, in provincia di Pisa, si è celebrato, poco tempo fa, il Concorso “Ciccioni d’Italia 2006” e non ci crederai, ma...
Non tenermi in apprensione! Cosa è accaduto?
Ebbene, il primo posto assoluto è spettato alla massaia d’Italia Eusebia Massa! Questo di seguito è il testo della notizia di cronaca che ho avuto modo di consultare e che ti leggerò.


 

Grasso è bello (Forcoli)

Al grido di "Grasso è bello", Eusebia Massa, una casalinga di 48 anni e 6 mesi, è stata incoronata Miss Cicciona d’Italia 2006. Con i suoi 194 chili ha sbaragliato le altre 24 concorrenti, togliendosi anche la soddisfazione di battere - quanto a peso - gli uomini in lizza per l'omologo titolo maschile: il vincitore nella categoria maschile, il romano Aldo Mattotti che s’è esibito con un lezioso gonnellino hawaiano, pesava, infatti, "appena" 190 chili.
Il concorso, alla sua diciannovesima edizione, ha avuto come scenario il gremitissimo stadio di Forcoli, in provincia di Pisa. Unico giudice, insindacabile, la bilancia. La premiazione è stata preceduta da una sfilata-spettacolo condotta da un rinomato conduttore di cabaret. Le concorrenti si sono esibite in vario modo: una ha suonato un pezzo alla fisarmonica, parecchie hanno cantato, un'altra si è presentata in lingerie sexy e una ha perfino abbozzato uno spogliarello. Eusebia Massa s’è esibita in passerella in gonnellino provocante che le copriva appena i fianchi opimi e si è lanciata in un virtuosismo alla grancassa (lo strumento che preferisce suonare ogni volta che ha un po’ di tempo libero) che, a lungo, ha percosso con due grossi mattarelli, liberando per il piacere della platea gagliardi ritmi militareschi: la Massa è sfilata, più volte avanti ed indietro, lungo il palco, mazziando la sua grancassa e provocando suoni di tale entità da mettere in vibrazione i denti dei convenuti, perfino di quelli seduti sugli spalti più in alto dello stadio.
Insomma, lo spettacolo s’è sviluppato con grande ironia, che, a volte, ha assunto una coloritura un po' pesante – peraltro perdonabile, data l’insolita situazione: non sono mancati, infatti, commenti salaci e spinti sulle grazie femminili di volta in volta in mostra. "Quanta carne!", ha gridato qualcuno; "Non saprei dove mettere prima le mani, davanti a tanta abbondanza", ha detto un altro; "Queste sì che sono delle vere maniglie dell'amore!", ha aggiunto un altro ancora, alludendo ai sovrabbondanti rotoli di ciccia d’Eusebia Massa.
I commenti hanno rivelato che gli spettatori convenuti, tutti per lo più ciccioni, ritengono che "Grasso è bello!", anche sotto il profilo dell'erotismo più spinto… Ma anche gli smilzi hanno rivelato il loro pieno apprezzamento delle giunoniche grazie messe in mostra, confermando che, nell’immaginario collettivo, è la donna pingue ad avere la meglio sulle esangui modelle messe in campo dai big della moda.
Eusebia Massa – occhi scuri, mediterranei, e lineamenti delicati (per quello che si può indovinare sotto gli abbondanti strati di ciccia) - è sposata e ha un figlio di 25 anni. Il figlio e il marito, entrambi ciccioni che nulla avevano da invidiare ai contendenti del concorso, erano eccitatissimi e commossi per la vittoria della madre e moglie.

 

Grasso è bello (Forcoli)

Eusebia Massa ha raccontato – nell’intervista rilasciata successivamente alla proclamazione della sua vittoria – che ama dipingere quadri alla maniera di Botero e che il suo piatto preferito è la pizza bianca ricoperta da uno spesso strato di melassa ai funghi porcini. Quando il discorso è andato a parare sulla dieta, s’è capito che quei 194 chili un po' le pesano. "Ho fatto tante diete, di vari tipi - ha detto – “sia inteso per motivi di tutela della mia salute non per una mia preferenza estetica, ma non c'è stato niente da fare: non sono riuscita in alcun modo a dimagrire. Per questo motivo, nei prossimi giorni ho fissato una visita con un dietologo di grande fama. Per quanto la mia buona volontà sia tanta, non credo che riuscirò mai rinunciare alla mia dieta a base di melassa, che è il mio cibo preferito e di cui - a casa - ho sempre una scorta ben nutrita: il mio obiettivo, in verità, è giungere alla “melassificazione” del mio corpo, in modo tale da essere un autentico zuccherino per mio marito".
Ci sono state comunque altre vincitrici: Miss CicciaBellezza è stata nominata Tamara Corvino (Aosta, 123 chili); Miss Simpatia è stata Diana Seeman (120 chili, ungherese); il titolo di Miss Cicciona Cinema è andato a Stefania Mantovani (130 chili, di Ferrara; quello di "Trop Model" a Cristina Sangiorgi (136 chili, di Roma).
Questo per la cronaca.

 

Sono davvero sbalordita! Mi raccomando continua a tenermi aggiornata sulle stupefacenti imprese della signora Massa! E comunque ti prego di notare che il suo peso era diminuito leggermente a causa dei suoi malori. Mi avevi detto che la signora simil-Massa avvistata sull'aereo pesava circa 200 chili. Invece questa Eusebia Massa, la vincitrice assoluta, era, alla pesata ufficiale preliminare alle attività della giuria, soltanto di 194 chilogrammi.

Sì, hai proprio ragione! Ma comunque non capisco cosa tu voglia dire: stai tentando qualche acrobatico parallelismo? Mi sembra che questa questione sia poco pertinente. Ma vedremo in seguito cosa ci combinerà la signora Massa!

Non vedo l'ora di essere aggiornata sulle sue imprese!

 

La puntata precedente

Condividi post
Repost0
9 dicembre 2021 4 09 /12 /dicembre /2021 09:45
Biglie di vetro

Mi reco in una casa di mia proprietà, assieme all'avvocato che mi rappresenta.
Devo mostrare l'appartamento a qualcuno che deve fare dei rilievi planimetrici.
E' stato preso un appuntamento qualche giorno prima.
In realtà, la casa, al momento, è occupata abusivamente da uno che non ha più titolo per essere il conduttore della locazione, poiché l'inquilino originario è morto e del contratto d'affitto è già stata inviata, in tempo utile, la disdetta.
Sono in corso le procedure per la cessazione degli accordi di locazione, dunque.
Ma si tratta di cose lunghe e l'inquilino (o meglio il suo erede), nel frattempo, è sempre là, ed io non posso rientrare nel pieno e legittimo possesso del mio bene.
Quindi, a stretto rigore, in questa situazione, non avrei alcun titolo per entrare nell'appartamento: non dovrei nemmeno essere in possesso delle chiavi  che mi consentono di accedervi.
Comunque sia, io e l'avvocato arriviamo puntuali all'appuntamento con i geometri e, dopo aver armeggiato con la serratura, apriamo la porta ed entriamo.
L'avvocato che è con me mi avverte che, aprendo la porta con una chiave in mio possesso e varcando la soglia dell'abitazione,  stiamo infrangendo la Legge, ma ciò nondimeno entriamo. L'avvocato mi ha parlato come se fosse - in questa contigenza - un mio Super Io, severo, ma inefface.
L'apparrtamento, ad una prima ispezione, sembra essere desolatamente vuoto, o meglio è disseminato di scarti e macerie, come tutto ciò che rimane indietro - solitamente - dopo un trasloco frettoloso.
Io dico, tirando un sospiro di sollievo: "Sembra che l'inquilino se ne sia andato!"
Ma l'avvocato replica: "Sì, ma - in ogni caso - senza una notifica ufficiale di ciò da parte sua, stiamo infrangendo la Legge. Non dovremmo essere qui, in questo momento".
Comunque, girando per l'appartamento e guardando meglio in ciascuna stanza, vediamo che ci sono dei residui di mobilia, ma come di una casa che è andata in malora da tempo.
Poi, arriviamo ad una piccola stanzetta che è arredata con un piccolo lettino, poco più che un misero giaciglio o una cuccia, e sparsi in giro molti effetti personali e capi di vestiario, in totale disordine e abbandono. Sporcizia e degrado dovunque.
Dopo aver terminato questo rapido esame, io dico: "Allora, l'inquilino abita ancora qua, anche se la sua abitazione è ridotta ai minimi termini".
L'avvocato replica: "A maggior ragione, ora che abbiamo appurato ciò, dovremmo essere fuori dall'appartamento il più rapidamente possibile. Altrimenti sono guai, nel caso che l'inquilino dovesse sopraggiungere all'improvviso, cogliendoci in piena effrazione!".
In fretta, ci portiamo verso l'ingresso e, avendone varcata la soglia, cerchiamo di chiudere la porta ma senza risultato: la serratura si inceppa, malgrado i nostri numerosi tentativi. Questo è imbarazzante, poichè chi dovesse sopraggiungere, esaminando la serratura così inceppata, potrebbe dedurre che essa sia stata scassinata o manomessa.
Nel mentre - lupus in fabula - sopraggiunge proprio l'inquilino (che però io non ho mai visto in volto, anche se sono in grado di riconoscerlo, per via della somiglianza con i genitori - un tempo conduttori -: nel suo viso, infatti, vedo l'^impigna" di famiglia).
Si fa verso di noi, minaccioso e con un aria da bulletto spavaldo ed arrogante.
"Cosa state facendo? Ora chiamo i Carabinieri e vi denuncio, perchè siete  entrati abusivamente a casa mia! E, per giunta, a quanto vedo, forzando la serratura!".
Io sono in piena confusione.
Il tipo s'avvicina ad una finestrella che aggetta sul pianerottolo  e ci fa vedere un dispositivo che ha installato, in modo tale che si attivi in caso di effrazione e che lo avvisi immediatamente se qualcuno dovesse entrare abusivamente a casa sua.
Si tratta di una bacinella basculante che contiene una pietra. Se la porta viene aperta la bacinella si rovescia e la pietra cade a terra, azionando un dispositivo di chiamata rapida al suo cellulare.
"Ecco perchè sono arrivato subito!" - aggiunge lui al termine delle sue spiegazioni, quasi gongolando.
Inoltre, ci fa vedere una grossa scatola piena di biglie di vetro multicolori, alcune delle dimensioni di una pallina di ping pong.
"E questo è un altro dispositivo che tengo di riserva per difendermi da chiunqui tenti di penetrare abusivamente nel mio appartamento!".
Prende la scatola e, repentinamente, rovescia a terra le biglie che prendono a rimbalzare e a rotolare da tutte le parti.
Senza ulteriore indugio io e l'avvocato prendiamo la via delle scale e cerchiamo di affrettarci, nel tentativo di venire fuori da un territorio che s'è fatto così all'improvviso ostile, ma poichè i gradini sono invasi dalle biglie rotolanti, ci ritroviamo praticamente con i piedi a rullare su di esse, riuscendo a mantenere a stento l'equilibrio in un difficile esercizio acrobatico che, se fossimo al circo, strapperebbe grida di ammirazione e applausi fervidi.

Ma l'equilibrio riusciamo a mantenerlo per poco tempo.
Difatti, l'avvocato cadde a terra.
Immediatamente dopo anche io cado rovinosamente

(Dissolvenza)

 

Condividi post
Repost0
24 novembre 2021 3 24 /11 /novembre /2021 10:01

 

La moltiplicazione del Crispi (foto di Maurizio Crispi - autoscatto)

Ha piovuto in campagna
Dei sacchi di cemento abbandonati
si sono ammollati e ammalorati
E ora formano un mucchio informe
mescolato alla terra scura
Provo ad appianare questo cemento
e a lavorarlo
prima che si rapprenda del tutto,
quando per rimuoverlo
dovrò prenderlo a colpi di mazza
Il compito si rivela ingrato e difficile
Il muro di contenimento
fatto con pietre e patatoni di laterizio
cede a causa di queste mie manovre

Non provo ira, tuttavia,
di fronte all’imprevisto evento
e mi limito soltanto a contemplare
ciò che accade
come se fossi al cinema

E poi, con determinazione, mi metto all’opera
per rimediare al danno

C’è uno che mi ronza attorno
Io mi allontano un attimo
a sbrigare delle cose

Quando ritorno
trovo che il mio portafoglio
è stato manomesso
e che i documenti che vi sono contenuti
sono stati manomessi e sono adesso tutti stropicciati,
sparsi sul tavolo

Il tipo se ne va,
soddisfatto e gongolante
Io penso immediatamente che,
approfittando della mia assenza,
abbia riprodotto o fotografato
tutti i miei documenti
E che, quindi, il suo andarsene via
così tronfio e pieno di sicumera
sia espressione del raggiungimento
di un pieno successo della sua missione

Io rimango a macerarmi nel dubbio
di poter essere stato vittima
d'un piano per rubare la mia identità
Ho dei sospetti, ma non posso dimostrarli
Non ho nessuno a cui rivolgermi
per esporre le mie lagnanze
Non c’è un ufficio reclami
e neppure quello degli oggetti smarriti
Provo a telefonare a qualcuno,
non so chi
ma la chiamata suona invano,
nessuno risponde all’altro capo del filo,
come sempre

Dove andare, che fare?

Penso a scenari terrificanti
conto corrente svuotato
spese faraoniche compiute
azioni perpetrate in nome mio
espropriazione permanente della mia identità
Io ridotto ad un guscio vuoto
e senza sostanza
Help!

 

(Dissolvenza)

Condividi post
Repost0
22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 11:43

  

Chiavi

L'altro giorno (era il 20 novembre), in campagna, ho smarrito il mazzo di chiavi con tutte le chiavi di pertinenza, annessi e connessi (porte di casa e magazzini, cancelli etc). Stavo andando ad aprire il cancello, quando mi sono fermato a strappare dell'erba infestante. Forse, per non aver le mani impacciate ho posato da qualche parte il mazzo di chiavi. Quando ho finito il mio lavoretto estemporaneo, avrei voluto riprendere ciò che stavo facendo, cioè andare ad aprire il cancello, ma niente! Nulla da fare! Il mazzo di chiavi era scomparso, apparentemente senza lasciare traccia.

Mi sono dato da fare, ricostruendo i miei movimenti ed i miei gesti. Ho rifatto i percorsi, guardando per terra.

Mi sentivo incapace di trovare una soluzione.

Delle chiavi, nessuna traccia, malgrado le ripetute ricognizioni.

Alla fine si è accesa una luce: ad un certo punto di questo estemporaneo indaffaramento, avevo raccolto delle frasche di ulivo e le avevo portate nel punto in cui, solitamente, faccio il falò.

E sono andato lì a cercare. Cerca che ti ricerca e, alla fine, dopo molto ravanare tra le frasche e la cenere, eccole lì le mie chiavi.

Puff puff pant pant!!! Se non le avessi trovate, ci sarebbe stato un grooooosso problema.

Houston, mayday, mayday!

Houston, qui abbiamo un problema!
Non posso portare fuori dal terreno, perchè non ho le chiavi per aprire i cancelli...

Quasi per coincidenza, Faccciabuco mi ha propr+osto un "ricordo", cioè una nota risalente al 22 novembre 2011, in cui si parla appunto di un mio mazzo di chiavi smarrito, apparentemente, e poi ritrovato, pubblicata con il titolo "Imperdonabili sbadataggini".

 

(22 novembre 2011) Tornavo a casa, dopo aver comprato il pane.

Ero ancora in tenuta sportiva: avevo finito di allenarmi proprio davanti al Forno.

Chiavi di casa, telefonino e soldi nel marsupio: ordinaria amministrazione.

Mi avvicino al cancello che mi fa entrare direttamente nel cortile (da dove posso entrare nel mio condominio da un portoncino posteriore).

Prendo le chiavi, ma poi mi accorgo dell'inutilità del gesto, perchè la serratura di questo cancello è difettosa, non scatta mai bene e dunque si può aprire con una leggera spinta, salvo quando chi lo ha aperto subito prima non abbia messo una particolare energia nel richiuderlo, facendo per una volta scattare la serratura.

Quindi, spingo il cancello per entrare e, con diligenza, lo richiudo.

Faccio il tragitto sino al portoncino che dà sulle scale.

Arrivo...

Rovisto nel marsupio alla ricerca delle chiavi.

Non ci sono.

Mannaggia! - penso tra me e me - Le ho dimenticate a casa! (cosa che accade spesso, invero).

Poi: No! Sono uscito con le chiavi, anzi le ho prese per aprire il cancello, ma poi non le usate... Ma dove sono allora?

Una lampadina si accende: Saranno cadute a terra dopo che le ho prese per aprire!

Mi avvio quindi verso l'uscita, scrutando a terra nel caso mi siano cadute di mano dopo aver varcato il fatidico cancello.

Niente lì, vado al cancello e lo spingo pe ruscire, ma fantozzianamente, poco prima lo avevo chiuso davvero ermeticamente: quindi sono bloccato dentro e non ho le chiavi per aprirlo.

Che fare?

Vedo una tizia che sta parcheggiando il motorino sul marciapiedi e intanto parla al cellulare. Attiro la sua attenzione, prigioniero come sono dietro le sbarre e le chiedo a gran voce di percorrere a ritroso il tratto di strada che avevo fatto io avvicinandomi al cancello, guardando se per terra ci sia un grosso mazzo di chiavi.

La tizia comincia solerte la sua perlustrazione... quasi osssessivamente devo dire: le manca solo una grossa lente d'ingrandimento e il cappello a doppia visiera di Sherlock Hoolmes e sarebbe perfetta nel ruolo che si è assunto, grazie alla mia sventura.

Si allontana e non ritorna più.

Ma dove caspita se ne è andata?

Intanto io penso: Ma dove siete finite, dannate chiavi?

Una lampadina si accende, all'improvviso: siccome non ho sentito nessun tonfo (se fossero cadute a terra, battendo sul duro avrebbe prodotto un tintinnio o qualcosa del genere), forse mi sono scivolate dentro il sacchetto del pane.

Lo sollevo per guardarci meglio e verificare così la mia teoria...

Di cosa mi accorgo, con grande disappunto?

Le chiavi le ho sempre tenuto in mano, con la stessa mano che reggeva la sportina.

Chiamo la tizia a gran voce: Grazie! Lei è stata davvero molto gentile. Ma le chiavi le ho ritrovate. Le ho sempre avute in mano e non me ne ero accorto.

E lei, di rimando, mi lancia uno sguardo più che eloquente che sembra dire: "Ma sei proprio un coglione"!

 

Condividi post
Repost0
22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 10:25
ragno (foto tratta dal web)

Un ragnetto s’arrampica
su per la parete scoscesa
del lavello della cucina,
per lui minuscolo
erta come l’abisso d’un canyon,
ma lui non difetta di ardimento

É acrobatico
Forse progetta
di andare a tessere la sua tela
da qualche parte più in su

 

“Non voglio la tua tela!”
borbotto tra me e me
e lo spazzo via con un getto d’acqua

Il ragnetto scompare in un attimo
nello scarico, in un mulinello vorticante

Dopo, soltanto dopo,
mi son detto“Povero ragnetto innocente!
In fondo, che male mi avevi fatto?
Cosa avrai provato mai nel vedere
il tuo mondo capovolgersi,
mentre finivi in un turbine gorgogliante?”

Nei prossimi giorni
dovrò fare ammenda
salvando almeno dieci ragnetti
da morte certa

 

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth