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19 gennaio 2022 3 19 /01 /gennaio /2022 10:38
Scultura (foto di Maurizio Crispi)

La signora Massa c'è e non c'è. A volte passano giorni e giorni senza suoi avvistamenti significativi. A volte si parla della sua assenza, ma altre volte eccola ricomparire ed allora con la sua Massa si impone e riempie immediatamente tutto lo scenario

(…)
Dopo svariati giorni d’assenza è ricomparsa la signora Massa!
Ma non l’avevi già vista sull’aereo?
Nooooo! Ti sbagli! Vedi che non mi ascolti mai con sufficiente attenzione!
Mi dispiace… faccio atto di contrizione. Una simile cosa non si ripeterà più…
Se ben ti ricordi, t’avevo detto che sull’aereo c’era una signora simil-massa, ma non la signora Massa in persona…
Ah, già! È che per me tutte le signore Massa sono eguali… Non riesco mai a cogliere bene la differenza, basandomi soltanto sull’osservazione…
E’ un mero fatto invece che, scavando sotto la superficie di un’apparente somiglianza fenotipica, ogni signora Massa sia diversa dalle altre… Ricordati dunque di questo semplice assioma.
Vabbé cercherò di farlo per il futuro..,
Allora, ti stavo dicendo che, al lavoro, è ricomparsa la signora Massa, in carne ed ossa, ma soprattutto - come sempre - molto ben in carne.
Cosa ti ha detto la signora Massa?
Lei, niente! Io piuttosto le ho chiesto cosa fosse quella grossa sporta che portava con sé. Pensavo, con molta malizia, che fosse piena di merendine e di approvvigionamenti per il suo famoso stipetto.
E cosa conteneva quella grossa sporta?
Niente di compromettente, se è per questo! Mi ero sbagliato di grosso: e questo è a conferma di quanto ti dicevo prima che, cioè, non tutte le signore Massa del mondo sono eguali. Tu potresti immaginare la nostra signora Massa intenta a sbafare merendine a più non posso ed invece no! Questa signora Massa, per come l’ho vista questa mattina, reduce dalla sua prolungata assenza, parrebbe una virtuosa che s’astiene dagli eccessi alimentari. In effetti, mi ha mostrato che il contenuto della sua sporta è di tutt’altro genere: detersivi e altri prodotti per la pulizia della casa.

 

Passerella di bellezza per obesi

Che delusione… Mi piace pensare alla signora Massa sempre intenta a raccogliere provviste per le sue ricche merende: mi sembra che possa essere una vera e propria apologia dell’abbondanza!
“Allora, niente merendine, per oggi!”, le ho detto in maniera scherzosa. La signora Massa mi ha risposto: “Non posso mangiare proprio niente. Sono stata male… anzi, malissimo! Dolori alla schiena, sciatalgia, lombalgia… non c’ho capito più niente”.
Le hai chiesto se si è fatta curare?
Certo! Mi ha detto che la sua cura è starsene a letto ad aspettare che i sintomi passino via. “Perché non ha preso un anti-dolorifico?”, io le ho chiesto. “Sono allergica a tutti i farmaci di questo tipo! È un’autentica tragedia questa, la mia croce!”, s’è lamentata lei.
Povera signora Massa portatrice di siffatti incurabili “morbi” oppure si potrebbe meglio dire, con maggiore enfasi, "moooorrrbi"….
Già, è proprio così! Ma, in queste circostanze, la nostra sciura potrebbe consolarsi mangiando qualche merendina in più. C’è uno svantaggio, in questa eventualità, tuttavia: se il suo moooorrrbo si dovesse protrarre troppo a lungo, poi ci sarebbe il rischio che la signora Massa, per scendere giù dal letto, dovrebbe far venire una squadra di aiutanti attrezzata con uno speciale paranco non solo per farla scendere drizzare in piedi, ma anche per farla uscire di casa,
Mischina, la signora Massa! Però, tu mi fai sempre morir dal ridere parlandomi così delle altrui disgrazie….

Piuttosto voglio raccontarti qui una storiella a proposito di una signora simil-Massa di cui ho sentito parlare.

Dimmi! Sono tutta orecchie!

Si tratta di una notizia che ho preso da Internet e cercherò di riprodurla integralmente per te, leggendotene alcuni stralci, i più significativi Ti dirò che a Forcoli, in provincia di Pisa, si è celebrato, poco tempo fa, il Concorso “Ciccioni d’Italia 2006” e non ci crederai, ma...
Non tenermi in apprensione! Cosa è accaduto?
Ebbene, il primo posto assoluto è spettato alla massaia d’Italia Eusebia Massa! Questo di seguito è il testo della notizia di cronaca che ho avuto modo di consultare e che ti leggerò.


 

Grasso è bello (Forcoli)

Al grido di "Grasso è bello", Eusebia Massa, una casalinga di 48 anni e 6 mesi, è stata incoronata Miss Cicciona d’Italia 2006. Con i suoi 194 chili ha sbaragliato le altre 24 concorrenti, togliendosi anche la soddisfazione di battere - quanto a peso - gli uomini in lizza per l'omologo titolo maschile: il vincitore nella categoria maschile, il romano Aldo Mattotti che s’è esibito con un lezioso gonnellino hawaiano, pesava, infatti, "appena" 190 chili.
Il concorso, alla sua diciannovesima edizione, ha avuto come scenario il gremitissimo stadio di Forcoli, in provincia di Pisa. Unico giudice, insindacabile, la bilancia. La premiazione è stata preceduta da una sfilata-spettacolo condotta da un rinomato conduttore di cabaret. Le concorrenti si sono esibite in vario modo: una ha suonato un pezzo alla fisarmonica, parecchie hanno cantato, un'altra si è presentata in lingerie sexy e una ha perfino abbozzato uno spogliarello. Eusebia Massa s’è esibita in passerella in gonnellino provocante che le copriva appena i fianchi opimi e si è lanciata in un virtuosismo alla grancassa (lo strumento che preferisce suonare ogni volta che ha un po’ di tempo libero) che, a lungo, ha percosso con due grossi mattarelli, liberando per il piacere della platea gagliardi ritmi militareschi: la Massa è sfilata, più volte avanti ed indietro, lungo il palco, mazziando la sua grancassa e provocando suoni di tale entità da mettere in vibrazione i denti dei convenuti, perfino di quelli seduti sugli spalti più in alto dello stadio.
Insomma, lo spettacolo s’è sviluppato con grande ironia, che, a volte, ha assunto una coloritura un po' pesante – peraltro perdonabile, data l’insolita situazione: non sono mancati, infatti, commenti salaci e spinti sulle grazie femminili di volta in volta in mostra. "Quanta carne!", ha gridato qualcuno; "Non saprei dove mettere prima le mani, davanti a tanta abbondanza", ha detto un altro; "Queste sì che sono delle vere maniglie dell'amore!", ha aggiunto un altro ancora, alludendo ai sovrabbondanti rotoli di ciccia d’Eusebia Massa.
I commenti hanno rivelato che gli spettatori convenuti, tutti per lo più ciccioni, ritengono che "Grasso è bello!", anche sotto il profilo dell'erotismo più spinto… Ma anche gli smilzi hanno rivelato il loro pieno apprezzamento delle giunoniche grazie messe in mostra, confermando che, nell’immaginario collettivo, è la donna pingue ad avere la meglio sulle esangui modelle messe in campo dai big della moda.
Eusebia Massa – occhi scuri, mediterranei, e lineamenti delicati (per quello che si può indovinare sotto gli abbondanti strati di ciccia) - è sposata e ha un figlio di 25 anni. Il figlio e il marito, entrambi ciccioni che nulla avevano da invidiare ai contendenti del concorso, erano eccitatissimi e commossi per la vittoria della madre e moglie.

 

Grasso è bello (Forcoli)

Eusebia Massa ha raccontato – nell’intervista rilasciata successivamente alla proclamazione della sua vittoria – che ama dipingere quadri alla maniera di Botero e che il suo piatto preferito è la pizza bianca ricoperta da uno spesso strato di melassa ai funghi porcini. Quando il discorso è andato a parare sulla dieta, s’è capito che quei 194 chili un po' le pesano. "Ho fatto tante diete, di vari tipi - ha detto – “sia inteso per motivi di tutela della mia salute non per una mia preferenza estetica, ma non c'è stato niente da fare: non sono riuscita in alcun modo a dimagrire. Per questo motivo, nei prossimi giorni ho fissato una visita con un dietologo di grande fama. Per quanto la mia buona volontà sia tanta, non credo che riuscirò mai rinunciare alla mia dieta a base di melassa, che è il mio cibo preferito e di cui - a casa - ho sempre una scorta ben nutrita: il mio obiettivo, in verità, è giungere alla “melassificazione” del mio corpo, in modo tale da essere un autentico zuccherino per mio marito".
Ci sono state comunque altre vincitrici: Miss CicciaBellezza è stata nominata Tamara Corvino (Aosta, 123 chili); Miss Simpatia è stata Diana Seeman (120 chili, ungherese); il titolo di Miss Cicciona Cinema è andato a Stefania Mantovani (130 chili, di Ferrara; quello di "Trop Model" a Cristina Sangiorgi (136 chili, di Roma).
Questo per la cronaca.

 

Sono davvero sbalordita! Mi raccomando continua a tenermi aggiornata sulle stupefacenti imprese della signora Massa! E comunque ti prego di notare che il suo peso era diminuito leggermente a causa dei suoi malori. Mi avevi detto che la signora simil-Massa avvistata sull'aereo pesava circa 200 chili. Invece questa Eusebia Massa, la vincitrice assoluta, era, alla pesata ufficiale preliminare alle attività della giuria, soltanto di 194 chilogrammi.

Sì, hai proprio ragione! Ma comunque non capisco cosa tu voglia dire: stai tentando qualche acrobatico parallelismo? Mi sembra che questa questione sia poco pertinente. Ma vedremo in seguito cosa ci combinerà la signora Massa!

Non vedo l'ora di essere aggiornata sulle sue imprese!

 

La puntata precedente

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9 dicembre 2021 4 09 /12 /dicembre /2021 09:45
Biglie di vetro

Mi reco in una casa di mia proprietà, assieme all'avvocato che mi rappresenta.
Devo mostrare l'appartamento a qualcuno che deve fare dei rilievi planimetrici.
E' stato preso un appuntamento qualche giorno prima.
In realtà, la casa, al momento, è occupata abusivamente da qualcuno che non ha più titolo per esserne il conduttore, poiché l'inquilino originario è morto e del contratto d'affitto è già stata inviata, in tempo utile, la disdetta.
Sono in corso le procedure per la cessazione degli accordi di locazione, dunque.
Ma si tratta di procedure lunghe e l'inquilino (o meglio il suo erede), nel frattempo, è sempre là, ed io non posso rientrare nel pieno e legittimo possesso del mio bene.
Quindi, a stretto rigore, in questa situazione, non avrei alcun titolo per entrare nell'appartamento: non dovrei nemmeno essere in possesso delle chiavi  che mi consentono di accedervi.
Comunque sia, arriviamo puntuali all'appuntamento con i geometri e, dopo aver armeggiato con la serratura, apriamo la porta ed entriamo.
L'avvocato che è con me mi avverte che, aprendo la porta con una chiave in nostro possesso e varcando la soglia dell'abitazione,  stiamo infrangendo la Legge, ma ciò nondimeno entriamo. L'avvocato mi ha parlato come se fosse - in questa contigenza - un mio Super Io, severo, ma inefface.
L'apparrtamento, ad una prima ispezione, sembra essere desolatamente vuoto, o meglio è disseminato di scarti e di macerie, come tutto ciò che rimane indietro - solitamente - dopo un trasloco frettoloso.
Io dico, tirando un sospiro di sollievo: "Sembra che l'inquilino se ne sia andato!"
Ma l'avvocato replica: "Sì, ma - in ogni caso - senza una notifica ufficiale di ciò da parte sua, stiamo infrangendo la Legge. Non dovremmo essere qui, in questo momento".
Comunque, girando per l'appartamento e guardando meglio in ciascuna stanza, vediamo che ci sono dei residui di mobilia, ma come di una casa che è andata in malora da tempo.
Poi, arriviamo ad una piccola stanzetta che è arredata con un piccolo lettino, poco più che un misero giaciglio o una cuccia, e sparsi in giro molti effetti personali e capi di vestiario, in totale disordine e abbandono. Sporcizia e degrado dovunque.
Dopo aver terminato questo rapido esame, io dico: "Allora, l'inquilino abita ancora qua, anche se la sua abitazione è ridotta ai minimi termini".
L'avvocato replica: "A maggior ragione, ora che abbiamo appurato ciò, dovremmo essere fuori dall'appartamento il più rapidamente possibile. Altrimenti sono guai, nel caso che l'inquilino dovesse sopraggiungere all'improvviso, cogliendoci in piena effrazione!".
In fretta, ci portiamo verso l'ingresso e, avendone varcata la soglia, cerchiamo di chiudere la porta ma senza risultato: la serratura si inceppa, malgrado i nostri numerosi tentativi. Questo è imbarazzante, poichè chi dovesse sopraggiungere, esaminando la serratura così inceppata, potrebbe dedurre che essa sia stata scassinata.
Nel mentre - lupus in fabula - sopraggiunge proprio l'inquilino (che però io non ho mai visto in volto, anch se sono in grado di riconoscerlo, per via della somiglianza con i genitori - un tempo conduttori -: nel suo viso, infatti, vedo l'^impigna" di famiglia).
Si fa verso di noi, minaccioso e con un aria da bulletto spavaldo ed arrogante.
"Cosa state facendo? Ora chiamo i Carabinieri e vi denuncio, perchè siete  entrati abusivamente a casa mia! E, per giunta, a quanto vedo, forzando la serratura!".
Io sono in piena confusione.
Il tipo s'avvicina ad una finestrella che aggetta sul pianerottolo  e ci fa vedere un dispositivo che ha installato, in modo tale che si attivi in caso di effrazione e che lo avvisi immediatamente se qualcuno dovesse entrare abusivamente a casa sua.
Si tratta di una bacinella basculante che contiene una pietra. Se la porta viene aperta la bacinella si rovescia e la pietra cade a terra, azionando un dispositivo di chiamata rapida al suo cellulare.
"Ecco perchè sono arrivato subito!" - aggiunge lui al termine delle sue spiegazioni, quasi gongolando.
Inoltre, ci fa vedere una grossa scatola piena di biglie di vetro mlticolori, alcune delle dimensioni di una pallina di ping pong.
"E questo è un altro dispositivo che tengo di riserva per difendermi da chiunqui tenti di penetrare abusivamente nel mio appartamento!".
Prende la scatola e, repentinamente, rovescia a terra le biglie che prendono a rimbalzare e a rotolare da tutte le parti.
Senza ulteriore indugio io e l'avvocato prendiamo la via delle scale e cerchiamo di affrettarci, nel tentativo di venire fuori da un territorio che si è fatto così all'improvviso ostile, ma poichè i gradini sono invasi dalle biglie rotolanti, ci ritroviamo praticamente con i piedi a rullare su di esse, riuscendo a mantenere a stento l'equilibrio in un difficile esercizio acrobatico che, se fossimo al circo, strapperebbe grida di ammirazione.

Ma l'equilibrio riusciamo a mantenerlo per poco tempo.
Difatti, l'avvocato cadde a terra.
Immediatamente dopo anche io cado rovinosamente

(Dissolvenza)

 

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24 novembre 2021 3 24 /11 /novembre /2021 10:01

 

La moltiplicazione del Crispi (foto di Maurizio Crispi - autoscatto)

Ha piovuto in campagna
Dei sacchi di cemento abbandonati
si sono ammollati e ammalorati
E ora formano un mucchio informe
mescolato alla terra scura
Provo ad appianare questo cemento
e a lavorarlo
prima che si rapprenda del tutto,
quando per rimuoverlo
dovrò prenderlo a colpi di mazza
Il compito si rivela ingrato e difficile
Il muro di contenimento
fatto con pietre e patatoni di laterizio
cede a causa di queste mie manovre

Non provo ira, tuttavia,
di fronte all’imprevisto evento
e mi limito soltanto a contemplare
ciò che accade
come se fossi al cinema

E poi, con determinazione, mi metto all’opera
per rimediare al danno

C’è uno che mi ronza attorno
Io mi allontano un attimo
a sbrigare delle cose

Quando ritorno
trovo che il mio portafoglio
è stato manomesso
e che i documenti che vi sono contenuti
sono stati manomessi e sono adesso tutti stropicciati,
sparsi sul tavolo

Il tipo se ne va,
soddisfatto e gongolante
Io penso immediatamente che,
approfittando della mia assenza,
abbia riprodotto o fotografato
tutti i miei documenti
E che, quindi, il suo andarsene via
così tronfio e pieno di sicumera
sia espressione del raggiungimento
di un pieno successo della sua missione

Io rimango a macerarmi nel dubbio
di poter essere stato vittima
d'un piano per rubare la mia identità
Ho dei sospetti, ma non posso dimostrarli
Non ho nessuno a cui rivolgermi
per esporre le mie lagnanze
Non c’è un ufficio reclami
e neppure quello degli oggetti smarriti
Provo a telefonare a qualcuno,
non so chi
ma la chiamata suona invano,
nessuno risponde all’altro capo del filo,
come sempre

Dove andare, che fare?

Penso a scenari terrificanti
conto corrente svuotato
spese faraoniche compiute
azioni perpetrate in nome mio
espropriazione permanente della mia identità
Io ridotto ad un guscio vuoto
e senza sostanza
Help!

 

(Dissolvenza)

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22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 11:43

  

Chiavi

L'altro giorno (era il 20 novembre), in campagna, ho smarrito il mazzo di chiavi con tutte le chiavi di pertinenza, annessi e connessi (porte di casa e magazzini, cancelli etc). Stavo andando ad aprire il cancello, quando mi sono fermato a strappare dell'erba infestante. Forse, per non aver le mani impacciate ho posato da qualche parte il mazzo di chiavi. Quando ho finito il mio lavoretto estemporaneo, avrei voluto riprendere ciò che stavo facendo, cioè andare ad aprire il cancello, ma niente! Nulla da fare! Il mazzo di chiavi era scomparso, apparentemente senza lasciare traccia.

Mi sono dato da fare, ricostruendo i miei movimenti ed i miei gesti. Ho rifatto i percorsi, guardando per terra.

Mi sentivo incapace di trovare una soluzione.

Delle chiavi, nessuna traccia, malgrado le ripetute ricognizioni.

Alla fine si è accesa una luce: ad un certo punto di questo estemporaneo indaffaramento, avevo raccolto delle frasche di ulivo e le avevo portate nel punto in cui, solitamente, faccio il falò.

E sono andato lì a cercare. Cerca che ti ricerca e, alla fine, dopo molto ravanare tra le frasche e la cenere, eccole lì le mie chiavi.

Puff puff pant pant!!! Se non le avessi trovate, ci sarebbe stato un grooooosso problema.

Houston, mayday, mayday!

Houston, qui abbiamo un problema!
Non posso portare fuori dal terreno, perchè non ho le chiavi per aprire i cancelli...

Quasi per coincidenza, Faccciabuco mi ha propr+osto un "ricordo", cioè una nota risalente al 22 novembre 2011, in cui si parla appunto di un mio mazzo di chiavi smarrito, apparentemente, e poi ritrovato, pubblicata con il titolo "Imperdonabili sbadataggini".

 

(22 novembre 2011) Tornavo a casa, dopo aver comprato il pane.

Ero ancora in tenuta sportiva: avevo finito di allenarmi proprio davanti al Forno.

Chiavi di casa, telefonino e soldi nel marsupio: ordinaria amministrazione.

Mi avvicino al cancello che mi fa entrare direttamente nel cortile (da dove posso entrare nel mio condominio da un portoncino posteriore).

Prendo le chiavi, ma poi mi accorgo dell'inutilità del gesto, perchè la serratura di questo cancello è difettosa, non scatta mai bene e dunque si può aprire con una leggera spinta, salvo quando chi lo ha aperto subito prima non abbia messo una particolare energia nel richiuderlo, facendo per una volta scattare la serratura.

Quindi, spingo il cancello per entrare e, con diligenza, lo richiudo.

Faccio il tragitto sino al portoncino che dà sulle scale.

Arrivo...

Rovisto nel marsupio alla ricerca delle chiavi.

Non ci sono.

Mannaggia! - penso tra me e me - Le ho dimenticate a casa! (cosa che accade spesso, invero).

Poi: No! Sono uscito con le chiavi, anzi le ho prese per aprire il cancello, ma poi non le usate... Ma dove sono allora?

Una lampadina si accende: Saranno cadute a terra dopo che le ho prese per aprire!

Mi avvio quindi verso l'uscita, scrutando a terra nel caso mi siano cadute di mano dopo aver varcato il fatidico cancello.

Niente lì, vado al cancello e lo spingo pe ruscire, ma fantozzianamente, poco prima lo avevo chiuso davvero ermeticamente: quindi sono bloccato dentro e non ho le chiavi per aprirlo.

Che fare?

Vedo una tizia che sta parcheggiando il motorino sul marciapiedi e intanto parla al cellulare. Attiro la sua attenzione, prigioniero come sono dietro le sbarre e le chiedo a gran voce di percorrere a ritroso il tratto di strada che avevo fatto io avvicinandomi al cancello, guardando se per terra ci sia un grosso mazzo di chiavi.

La tizia comincia solerte la sua perlustrazione... quasi osssessivamente devo dire: le manca solo una grossa lente d'ingrandimento e il cappello a doppia visiera di Sherlock Hoolmes e sarebbe perfetta nel ruolo che si è assunto, grazie alla mia sventura.

Si allontana e non ritorna più.

Ma dove caspita se ne è andata?

Intanto io penso: Ma dove siete finite, dannate chiavi?

Una lampadina si accende, all'improvviso: siccome non ho sentito nessun tonfo (se fossero cadute a terra, battendo sul duro avrebbe prodotto un tintinnio o qualcosa del genere), forse mi sono scivolate dentro il sacchetto del pane.

Lo sollevo per guardarci meglio e verificare così la mia teoria...

Di cosa mi accorgo, con grande disappunto?

Le chiavi le ho sempre tenuto in mano, con la stessa mano che reggeva la sportina.

Chiamo la tizia a gran voce: Grazie! Lei è stata davvero molto gentile. Ma le chiavi le ho ritrovate. Le ho sempre avute in mano e non me ne ero accorto.

E lei, di rimando, mi lancia uno sguardo più che eloquente che sembra dire: "Ma sei proprio un coglione"!

 

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22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 10:25
ragno (foto tratta dal web)

Un ragnetto s’arrampica
su per la parete scoscesa
del lavello della cucina,
per lui minuscolo
erta come l’abisso d’un canyon,
ma lui non difetta di ardimento

É acrobatico
Forse progetta
di andare a tessere la sua tela
da qualche parte più in su

 

“Non voglio la tua tela!”
borbotto tra me e me
e lo spazzo via con un getto d’acqua

Il ragnetto scompare in un attimo
nello scarico, in un mulinello vorticante

Dopo, soltanto dopo,
mi son detto“Povero ragnetto innocente!
In fondo, che male mi avevi fatto?
Cosa avrai provato mai nel vedere
il tuo mondo capovolgersi,
mentre finivi in un turbine gorgogliante?”

Nei prossimi giorni
dovrò fare ammenda
salvando almeno dieci ragnetti
da morte certa

 

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22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 10:08
La sicilia alata e pensosa (graffito a Palermo, foto di Maurizio Crispi)

Sono ad un convegno, almeno così mi pare.
Sono arrivato nella città dove si svolge dopo un lungo viaggio, e ho il mio zaino sulle spalle.
Entro in un grande edificio e salgo su per un grande scalone di pietra e marmo.
Chiedo indicazioni e vengo indirizzato verso una stanza dove si svolge un seminario in presenza, non un webinario.
I partecipanti si sono accomodati in ordine sparso ed informale, su sedie e poltrone di plastica. Sono tutti rivolti verso un ometto seduto davanti ad uno stretto tavolo. L’ometto-conferenziere sembra, a dire il vero, uno hobbit. Parla e parla, dottamente, ma anche con bonomia. mi sento in imbarazzo: poichè sono in ritardo, entrando nella sala, devo sfilare sotto gli occhi di tutti e mi ritrovo a muovermi goffamente, come chi cerchi di non attirare l'attenzione su di sé, ottenendo invece l'effetto contrario.
Sempre persegendo l'obiettivo di non attrarre l'attenzione su di me, mi seggo in fondo, un po’ decentrato da tutti gli altri astanti.
Penso che così avrò agio di addormentarmi, non visto, per un breve sonnellino di cui sento di avere tanto bisogno dopo le fatiche del viaggio.
Poi, tuttavia, mi rendo conto che sono troppo periferico e che rischio di attirare l’attenzione su di me.
Avanzo, dunque, facendo oscillare la mia poltrona con ripetuti colpi di reni, sino a mescolarmi con gli altri.
All’improvviso il seminario si trasforma in un’interrogazione.
L’hobbit-conferenziere si trasforma in occhiuto professore che scorre con gli occhi il suo registro e che poi punta il dito su questo o su quello degli astanti, invitandolo ad alzarsi in piedi per dire ciò che sa. Qualcuno si rifiuta e allora lo hobbit sentenzia: “X@@@ prende uno sul registro…”. Altri si cimentano, ma la loro preparazione si rivela assolutamente insoddisfacente.
Panico totale.
Vorrei farmi invisibile.
Cerco di sprofondare il più possibile nella poltrona che, in un abbraccio quasi materno, avvolge le mie terga. Mi sforzo anche di evitare lo sguardo inquisitorio dello hobbit.
Ma non c’è niente da fare quello - implacabile - mi chiama e dice: “Vediamo cosa sa dirci il nostro Crispi!”.
Mi alzo incerto e mi guardo attorno, come cercando la solidarietà dei miei colleghi, io con la mandibola caduta per l'imbarazzo.
Ma niente: tutti tengono gli occhi incollati a terra.
Sento la bocca asciutta e la lingua si è fatta rasposa, di consistenza lignea. Cerco di parlare, ma quello che viene fuori è soltanto un rantolo informe.
Vorrei dire allo hobbit che mi osserva con occhi di ghiaccio che purtroppo non ho potuto studiare la lezione come avrei dovuto…
Lo hobbit continua ad sogguardarmi, con occhi adesso feroci e selvaggi, e poi sentenzia: “Se le cose stanno così…”.
Si alza, rivelando all’improvviso, di possedere una statura inaudita… non è più uno hobbit adesso, ma un temibile troll di montagna o forse un orco malvagio: afferra da sotto il tavolo una grossa mannaia e, stringendola nella sua mano nodosa, prende a muoversi verso di me…
Di nuovo panico assoluto. Quello si avvicina sempre di più, brandendo la sua arma.
Provo a fuggire via, ma ho le gambe che sembrano essersi  fatte di cera molle e quindi mi ritrovo a terra strisciando penosamente, mentre lo hobbit, diventato troll-orco - ormai incombe su di me, agitando minaccioso la sua crudele mannaia di lucente acciaio ben temprato.

 

(Rielaborazione di un sogno istantaneo)

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29 ottobre 2021 5 29 /10 /ottobre /2021 05:56
foto di Maurizio Crispi

Impenitente raccoglitor di immagini
ciò ch'io sono e fui

Cammino e cammino

Subito il mio occhio
si posa sul portento del cielo
nella limpida trasparenza
di due scatole di cartone a terra
mezze piene d'acqua della recente pioggia.

Poi, m'imbatto in una ripida rupe
sormontata da nubi pennacchiose,
outburst di romantica visione,

E ancora, dopo aver superato l'ennesimo invito
gigantografico
a non lasciare la cacca dei cani sui marciapiedi,
ecco, meraviglia delle meraviglie,
ritorno a contemplare la poltrona del gigante,
intelaiatura di rattan,
seduta e spalliera
di vimini intrecciato
Il gigante-orco oggi non c'è
E' fuori sede
Dopo essere stato a lungo seduto
intonando la sua lugubre litania
Ucci, ucci, sento odor di cristianucci
s'è alzato ed è andato a fare una passeggiata
per sgranchire le sue membra rattrappite
Dove si sarà recato?
Magari è andato a far visita
sin dentro al centro vaccinale della Fiera
e a cercare lì lauti pasti
di cristianucci vaccinandi
Sì, al gigante piace mangiarseli
crudi e vaxinati, anziché no
Trova che essi siano dei bocconcini più gustosi,
col pepe del vaccino appena inoculato

Cosa trovo, poscia,
andando un po' più in là?

Prima un minaccioso annuncio di morte,
ingabbiato
e quindi, pure questo dietro ad una gabbia,
il banner d'una premiata ditta
che provvede alla rimozione capillare dei peli di cane dalle abitazioni
per farne maglioni e gilet
per padroni di cani nostalgici
che desiderano continuare ad indossare l'odore
(e il pelo) del loro caro animale,
estinto

Infine m'imbatto
in un angolo d'altri tempi

Una vera ciliegina sulla torta
E' un portone d'antica fattura,
solido e robusto,
acceso d'una bella tonalità rosso mattone
che dà accesso a quello che un tempo fu
un asilo rurale
Ma qua di campagne non ce ne sono più da tempo
Soltanto palazzoni e cemento
L'asilo rurale è solo una reliquia,
una traccia appartenente di diritto
al registro del buon tempo andato

Strattonato dai cani,
traballante e incerto,
con gambe malferme,
come una marionetta malmessa,
sono infine arrivato a casa,
con un bel bottino di immagini,
di impressioni ed emozioni

Qui ho scritto quasi tutto ciò che ho visto,
pur con delle affabulatorie licenze,
ma ciò che conta per essere vitali
è che gli incontri casuali
con oggetti e persone
attivino il senso della meraviglia
Senza di questo,
vita e speranza
languiscono e muoiono

 

Foto di Maurizio Crispi

 

La mia passeggiata con cani del 28.10.2021

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23 settembre 2021 4 23 /09 /settembre /2021 12:33
Il fotografo fotografato (foto di Gabriel Crispi)

Come al solito il sabato mattina sono andato al ParkRun Uditore, dove ho fatto le foto.
Una giornata afosa, benchè la temperatura fosse un po' più bassa.

La batteria mi ha tradito: pensavo che fosse ben carica e invece era agli sgoccioli e poi si è esaurita del tutto.

Perttanto per non lasciare delusi tutti quanti, corridori e staff, mi sono dovuto arrangiare con l'I-phone.

Poi, ciao ciao a tutti e nel caldo spesso e appicicoso me ne sono andato.

Poi, sono stato a casa tutto il giorno. La casa mi divora: ogni volta che ci entro dentro, non riesco quasi ad uscirne più.

Per farlo occorre un forte sforzo di volontà che il più delle volte mi manca, complice qualsiasi pianificazione rispetto ad eventuali attività esterne.
Sono solamente uscito all’imbrunire per far passeggiare i cani.
Ho guardato un film tipo thriller.
Ho letto come sempre da diversi libri.
Ho dormicchiato, disteso sul divano, lasciando il cuscino intriso di sudore.
Ho scaricato le foto del mattino e le ho pubblicate
Non ho proferito una sola parola a voce alta, durante tutto il giorno.
Ho ascoltato il fragore del silenzio, attorno a me.
È come se fossi un naufrago che trascorre le sue giornate su di un’isola deserta.
Cosa fare per superare l’impasse?
E' una domanda oziosa, accademica.
L'ho messa lì perchè dopo aver detto della mia giornata, era giusto interrogarsi.
Ma so che tornerò a leggere altri libri, a scrivere i miei post e i miei articoli, a fare i miei lavoretti in campagna, a scalzare pietre dal terreno armato di palanchino e di mazza e di piccone, a costruire muretti e scalini, a dormicchiare, a guardare i film su netflix, a fare passeggiare i cani, a rimuovere la loro merda sublime e a scattare le foto di ciò che vedo.
Viaggiare: non se ne parla nemmeno. Mi sembra un tempo lontanissimo, quello in cui viaggiavo: lo guardo come attraverso un cannocchiale messo al contrario; tutto si è fatto piccolo e remoto, come se non mi appartenesse più.
Un orizzonte perduto.

 

La notte ho fatto un sogno, eccolo di seguito:

1. Arrivo nel cortile di casa,
da cui sono assente da molti anni

In un angolo la pavimentazione di cemento è tutta sfondata
e dal profondo della terra
emerge un cactus biancastro,
come se per troppo tempo fosse rimasto nascosto,

lontano dalla luce
Il cactus non tende verso l'alto
ma ha assunto un andamento strisciante
Un cactus albino, sì: ecco come appare
Tempo fa salvai da un cassonetto un grosso tronco di euforbia cactus
lo misi in un vaso
accanto alla saracinesca del mio box
S'arripigghiò alla grande
ed ora è alto, svettante e ramificato
Ha quasi raggiunto il balcone del piano rialzato che,
dal lato del cortile,
è all'altezza di un primo piano
Il cactus trovatello é in buona salute,
anche se di rado lo abbevero
Penso talvolta che le sue radici siano penetrate
al disotto dello strato di cemento
e che in questo modo la creatura tragga
nutrimento e tutta l'umidità necessaria
Tornando al sogno,
mi ritrovo a pensare che il cactus albino
si sia sviluppato da alcuni pezzi di tronco tagliati,
buttati lì e mai rimossi,
Mi sembra strano tuttavia accreditare quest'ipotesi,
il tronco sembra troppo massiccio e tozzo
e sembra possedere una parte ancora più possente
ancora sommersa dentro la terra spaccata da cui emerge
Potrebbe essere parte di un dinosauro
che si è risvegliato e preme per uscire,
oppure la mostruosa Godzilla
che si è riscossa.

2. Mi trovo a camminare in un territorio di periferia
assolutamente deserto e squallido,
strade strette e completamente chiuse da alti muri che impediscono la vista
E' un labirinto, di fatto: mi ritrovo più volte
a ripercorrere gli stessi passaggi
e i miei percorsi mi riconducono sempre
ad un grande cancello spalancato
e su uno dei piloni si legge
inciso su di una targa di marmo: "Pineidon"
nient'altro, ma io capisco che si tratta
di una casa di riposo per anziani.
La prima volta che mi sono trovato davanti a questo cancello
ne ho varcato la soglia con timore;
superando un'ampio spazio deserto e senza piante a decorarlo
sono penetrato in un ampio vestibolo
le pareti rivestite da marmi bianchi
e, sulle superfici asettiche e fredde,
targhe commemorative
che illustravano al visitatore le caratteristiche del posto
Leggendo qua e là,
scoprivo che il luogo era una casa di riposo per anziani
Ma tutto possedeva la freddeza e l'asetticità dell'obitorio
nel quale, per quanto sia tenuto sempre pulito,
ristagna sempre un lieve odore di putrefazione e di morte
Scappavo via a gambe levate
per riprendere le mie divagazioni nel dedalo di stradine
ma il modo in cui il labirinto era disegnato
mi riportava sempre a quell'orribile camera mortuaria.
Arrivavano altri,
anche loro prigionieri del labirinto,
ma ancora inconsapevoli di ciò
e dunque ancora in possesso d'una speranza incorrotta
Mi univo a loro,
speranzoso di poter trovare una via d'uscita.
Ma niente! Più e più volte,
arrivavamo sempre a quel punto morto,
al cul de sac di quella camera fredda e gelida

(dissolvenza)

Palermo, il 26 settembre 2021

 

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19 settembre 2021 7 19 /09 /settembre /2021 16:20
Mosca (da https://ilbolive.unipd.it/it/news/pensieri-mosca-dalla-testa-storta)

Cammino e, intanto, una mosca fastidiosa mi ronza attorno alla testa. La creatura ha viaggiato con me per un paio di chilometri.
Mi è stata appresso per tutto il tempo, intrecciando voli attorno a me.
Che fastidio! Una autentica nuisance, come direbbero gli anglofoni si madre lingua.
Ogni tanto, assordato da un ronzio troppo vicino, mi sono ritrovato a calarmi una potente smanacciava sull’orecchio o sulla fronte, nell'inutile tentativo di sopprimerla.
Ahi! Ahi!
Gli occasionali passanti, vedendomi intento in una simile ginnastica, si saranno sbellicati dalle risate e, in più,  si saranno ritrovati a pensare che io potessi essere un folle autolesionista che cammina percuotendosi con voluttà, oppure una nuova specie di flagellante per estrema fede religiosa.
La mosca è stata costante: solo quando sono arrivato al cancello di casa, é svanita di colpo.

Come se non ci fosse mai stata, tanto da lasciarmi nel dubbio che fossi stato sotto l'effetto di un'allucinazione zoomorfa

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4 settembre 2021 6 04 /09 /settembre /2021 18:18

A luglio 2010 (il 7 per la precisione), durante una delle mie passeggiate, feci questa foto e così la commentai.

Bici in balcone

Bici in balcone

Questa foto ha una sua storia.
Mi sono fermato a fotografare nella calura del primo pomeriggio.
Dopo lo scatto, mi son girato e, dietro di me, c'era uno che mi guardava con aria minacciosa.
"Preco!?" - mi fa.
Io, facendo la parte di non capire: "Che?"
"Preco?" - ripete il tipo, monocorde.
"Che?" - replico io.
"E che... fotografavi... Taliavi... C'è cosa?"
Io, a questo punto, senza proferire verbo indico la bici posteggiata sul balconcino.
Sguardo interrogativo da parte del tizio, più ottuso per la verità, opaco ...
"Faccio la collezione di foto di bici in città" - replico in modo conclusivo.
Il tipo se ne va, muovendosi verso la porta di casa tutta sbarrata.
Mah! - fa iddu, scuotendo la testa.
"Ma se vuoi te le faccio vedere!" - gli grido dietro, intendendo che ero disposto a fargli vedere la foto e che non avevo doppi fini.
Quello: "No, no, non c'è bisogno..."

Insomma, tanto rumore per nulla. Il tizio dalla mentalità primitiva e diffidente per atavica tradizione aveva fatto la sua pisciata contro il muro, per marcare il suo territorio.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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