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3 ottobre 2021 7 03 /10 /ottobre /2021 15:08
Sempre più alienati e avulsi dalla realtà
Sempre più alienati e avulsi dalla realtà
Sempre più alienati e avulsi dalla realtà
Sempre più alienati e avulsi dalla realtà

1. Per molti, troppi,
il mondo è per intero dentro lo schermo dello smartphone
Di rado – ciò si osserva sempre più di frequente -
gli usatori compulsivi dello smartphone riescono a staccarsene
I tempi di utilizzo aumentano a dismisura
Se si guardano gli altri, in contesti sociali,
si vede che per la maggior parte lo smartphone lo tengono in mano,
come se ormai fosse un'appendice della mano
una specie di increscenza in cui carne, plastica e metallo si fondono
oppure se è riposto in una tasca si può osservare
che una mano nervosa scende a cercarlo per compulsare lo schermo
e verificare se sono arrivate nuove notifiche
Il prossimo passo potrebbe essere quello
di consentire ad alcuni, se lo desiderano
di farsi impiantare direttamente nel corpo un sistema di telefonia mobile
con tutti gli annessi connessi
con la possibilità di proiettare i contenuti sulla superfice di speciali occhiali
che quindi fungerebbero da display
e di inviare il sonoro direttamente alle orecchie
il tocco delle dita sullo schermo potrebbe essere sostituito da altri tipi di comandi
Ma del resto ci siamo quasi a questa ulteriore rivoluzione.
Ho visto, camminando, dei grandi manifesti pubblicitari
che promuovono gli “smart eyewear”,
occhiali di nuova generazione che consentono di connettersi,
di rispondere alle chiamate, di ascoltare la musica:
si calzano questi occhiali e si hanno tutte le funzioni dello smartphone
che rimane nella tasca, probabilmente connesso attraverso bluetooth
Dunque, arriveremo presto agli impianti bionici:
il passo da fare è decisamente breve.

 

2. Sono tristi le scene in cui persone camminano per strada
con gli auricolari saldamente infitti nelle orecchie
e gli occhi incollati al display
talvolta sono immersi in una conversazione
talaltra guardano qualcosa
un notiziario,
un film,
ascoltano della musica su youtube o su spotify o anche un canale radio
oppure una diretta streaming o un podcast
Non si accorgono di nulla, di ciò che capita loro attorno
non vedono, non sentono, non percepiscono
Un’auto potrebbe piombare in corsa su di loro,
un masso o un albero cadere sulle loro teste.
Il loro senso di prossimità
tanto prezioso per scampare a certi pericoli ambientali è annullata
dalla cascata di dati che li pervade
L'altro giorno una passeggiatrice dicane se ne stava seduta
su di un basso muretto al Giardino Inglese
il cane sciolto e libero di fare ciò che gli/le pareva
Lei con il gingillo in mano e lo sguardo incollato al display
Ma che razza di passeggiata con il cane è questa?
uno che porta il cane a spasso dovrebbe guardarsi attorno
godere dell'aria fresca del mattino,
ascoltare il cinguettio delle prime voci canore degli uccelli,
guardare gli altri,
bearsi del mondo che si risveglia
occuparsi del proprio cane,
vigilare per evitare che il proprio cane parta a gran carriera appresso ad un gatto
e, invece, no,
questo starsene chiusi nel display formato carta da visita del proprio telefono

in una beata ignoranza di tutto il resto

Non uno sguardo al mondo di fuori.

Che differenza c'è, a questo punto, con lo starsene seduti dentro una caverna buia
e solo il telefono come tramite con la realtà?

Provo una viscerale antipatia per tutto questo.
Quanto stiamo perdendo?
Quanto abbiamo già perduto?

Alcuni dicono che non si può fermare il progresso,
anche se il progresso di cui parlano costoro è quello commerciale,
fatto di un'interminale costruzione di neo-bisogni.
Se perdessimo in un attimo tutti gli orpelli della modernità,
ci renderemmo rapidamente conto che di essi
non ne sentiamo alcuna mancanza.

 

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28 settembre 2021 2 28 /09 /settembre /2021 07:14
La mia maglia bucata

L’altro giorno una mia cugina mi ha fatto notare che sul fronte della T-shirt che indossavo c’era un buchetto.
E mi ha detto che sarebbe il caso di non metterla più. Ha aggiunto: “Vada per i jeans strappati e rammendati. Quelli vanno di moda e nessuno ci fa caso” (i miie jeans, logorati, in alcuni punti erano stati più volte rammendati).

Devo ammetterlo: il vestiario non è mai stato tra le mie priorità. Mia cugina si preoccupa, quando mi vede - secondo lei - trasandato e, se capita, mi redarguisce bonariamente.
Ormai la voce di spesa "vestiario" l’ho definitivamente accantonata e vivo soltanto di ciò che mi ritrovo a casa, comprese felpe e pantaloni che, negli ultimi anni, avevo comprato per mio fratello e rimasti praticamente nuovi.
Ma una T-shirt con il buco?
Di solito le maglie più logorate le riciclo per la notte oppure per il lavoro in campagna. E poi alla fine me ne sbarazzo.
Invece, questa in particolare ho continuato ad usarla come maglia “buona” malgrado i buchetti di cui sono consapevole.
Perché?
Ci ho riflettuto un po’ su.
Ecco la risposta. Per lungo tempo la mamma continuó a comprare gli indumenti per mio fratello e, quando lo faceva, per un criterio di equità comprava qualcosa per me. Non qualcosa di sostanziale, più che altro di valore simbolico. Poi smise, perché smise di andare per negozi, quando capì che questo tipo di cosa la stancava troppo.
E, quando lei me lo chiedeva, andavo io a comprare qualcosa per mio fratello. Mentre lei, come fanno spesso le persone anziane, smise di aggiornare il suo guardaroba (peraltro piuttosto fornito).
Ecco, questa T-shirt, di un bel Verdone scuro, con delle scritte sul davanti, fu uno degli ultimi capi di vestiario che lei mi compró.
Forse, proprio per questo, continuo a considerarlo come un indumento “buono”, malgrado i buchetti. Per lo stesso motivo continuo ad usare il sopra di un pigiama di flanella che mia madre acquistò per me, quando andai a stare a Milano per la specializzazione: di fatto è tuttora uno dei miei preferiti.
È così che vanno le cose, per me.
Giusto o sbagliato che sia.
Nel social dove ho postato queste considerazioni ho avuto delle rassicurazioni e trovato dei sostanziali incoraggiamenti.
Non sono solo, e saperlo è tanto.

Possiamo dire che noi amanti delle vecchie maglie con i buchetti, ma ancora buone - si potrebbe dire "vintage" -, siamo degli incorregibili giurassici, veri e propri dinosauri in via di estinzione in una cultura non cultura che privilegia il ricambio velocissimo di oggetti (e, purtroppo, anche persone) e l'usa-e-getta. E succederà che "quando fra tremila ci ritroveranno fossilizzati, gli archeologi si chiederanno perchè indossavamo vecchie maglie bucate 😂" (il virgolettato è un commento della mia amica AR, riportato da FB).

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23 settembre 2021 4 23 /09 /settembre /2021 12:33
Il fotografo fotografato (foto di Gabriel Crispi)

Come al solito il sabato mattina sono andato al ParkRun Uditore, dove ho fatto le foto.
Una giornata afosa, benchè la temperatura fosse un po' più bassa.

La batteria mi ha tradito: pensavo che fosse ben carica e invece era agli sgoccioli e poi si è esaurita del tutto.

Perttanto per non lasciare delusi tutti quanti, corridori e staff, mi sono dovuto arrangiare con l'I-phone.

Poi, ciao ciao a tutti e nel caldo spesso e appicicoso me ne sono andato.

Poi, sono stato a casa tutto il giorno. La casa mi divora: ogni volta che ci entro dentro, non riesco quasi ad uscirne più.

Per farlo occorre un forte sforzo di volontà che il più delle volte mi manca, complice qualsiasi pianificazione rispetto ad eventuali attività esterne.
Sono solamente uscito all’imbrunire per far passeggiare i cani.
Ho guardato un film tipo thriller.
Ho letto come sempre da diversi libri.
Ho dormicchiato, disteso sul divano, lasciando il cuscino intriso di sudore.
Ho scaricato le foto del mattino e le ho pubblicate
Non ho proferito una sola parola a voce alta, durante tutto il giorno.
Ho ascoltato il fragore del silenzio, attorno a me.
È come se fossi un naufrago che trascorre le sue giornate su di un’isola deserta.
Cosa fare per superare l’impasse?
E' una domanda oziosa, accademica.
L'ho messa lì perchè dopo aver detto della mia giornata, era giusto interrogarsi.
Ma so che tornerò a leggere altri libri, a scrivere i miei post e i miei articoli, a fare i miei lavoretti in campagna, a scalzare pietre dal terreno armato di palanchino e di mazza e di piccone, a costruire muretti e scalini, a dormicchiare, a guardare i film su netflix, a fare passeggiare i cani, a rimuovere la loro merda sublime e a scattare le foto di ciò che vedo.
Viaggiare: non se ne parla nemmeno. Mi sembra un tempo lontanissimo, quello in cui viaggiavo: lo guardo come attraverso un cannocchiale messo al contrario; tutto si è fatto piccolo e remoto, come se non mi appartenesse più.
Un orizzonte perduto.

 

La notte ho fatto un sogno, eccolo di seguito:

1. Arrivo nel cortile di casa,
da cui sono assente da molti anni

In un angolo la pavimentazione di cemento è tutta sfondata
e dal profondo della terra
emerge un cactus biancastro,
come se per troppo tempo fosse rimasto nascosto,

lontano dalla luce
Il cactus non tende verso l'alto
ma ha assunto un andamento strisciante
Un cactus albino, sì: ecco come appare
Tempo fa salvai da un cassonetto un grosso tronco di euforbia cactus
lo misi in un vaso
accanto alla saracinesca del mio box
S'arripigghiò alla grande
ed ora è alto, svettante e ramificato
Ha quasi raggiunto il balcone del piano rialzato che,
dal lato del cortile,
è all'altezza di un primo piano
Il cactus trovatello é in buona salute,
anche se di rado lo abbevero
Penso talvolta che le sue radici siano penetrate
al disotto dello strato di cemento
e che in questo modo la creatura tragga
nutrimento e tutta l'umidità necessaria
Tornando al sogno,
mi ritrovo a pensare che il cactus albino
si sia sviluppato da alcuni pezzi di tronco tagliati,
buttati lì e mai rimossi,
Mi sembra strano tuttavia accreditare quest'ipotesi,
il tronco sembra troppo massiccio e tozzo
e sembra possedere una parte ancora più possente
ancora sommersa dentro la terra spaccata da cui emerge
Potrebbe essere parte di un dinosauro
che si è risvegliato e preme per uscire,
oppure la mostruosa Godzilla
che si è riscossa.

2. Mi trovo a camminare in un territorio di periferia
assolutamente deserto e squallido,
strade strette e completamente chiuse da alti muri che impediscono la vista
E' un labirinto, di fatto: mi ritrovo più volte
a ripercorrere gli stessi passaggi
e i miei percorsi mi riconducono sempre
ad un grande cancello spalancato
e su uno dei piloni si legge
inciso su di una targa di marmo: "Pineidon"
nient'altro, ma io capisco che si tratta
di una casa di riposo per anziani.
La prima volta che mi sono trovato davanti a questo cancello
ne ho varcato la soglia con timore;
superando un'ampio spazio deserto e senza piante a decorarlo
sono penetrato in un ampio vestibolo
le pareti rivestite da marmi bianchi
e, sulle superfici asettiche e fredde,
targhe commemorative
che illustravano al visitatore le caratteristiche del posto
Leggendo qua e là,
scoprivo che il luogo era una casa di riposo per anziani
Ma tutto possedeva la freddeza e l'asetticità dell'obitorio
nel quale, per quanto sia tenuto sempre pulito,
ristagna sempre un lieve odore di putrefazione e di morte
Scappavo via a gambe levate
per riprendere le mie divagazioni nel dedalo di stradine
ma il modo in cui il labirinto era disegnato
mi riportava sempre a quell'orribile camera mortuaria.
Arrivavano altri,
anche loro prigionieri del labirinto,
ma ancora inconsapevoli di ciò
e dunque ancora in possesso d'una speranza incorrotta
Mi univo a loro,
speranzoso di poter trovare una via d'uscita.
Ma niente! Più e più volte,
arrivavamo sempre a quel punto morto,
al cul de sac di quella camera fredda e gelida

(dissolvenza)

Palermo, il 26 settembre 2021

 

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19 settembre 2021 7 19 /09 /settembre /2021 16:20
Mosca (da https://ilbolive.unipd.it/it/news/pensieri-mosca-dalla-testa-storta)

Cammino e, intanto, una mosca fastidiosa mi ronza attorno alla testa. La creatura ha viaggiato con me per un paio di chilometri.
Mi è stata appresso per tutto il tempo, intrecciando voli attorno a me.
Che fastidio! Una autentica nuisance, come direbbero gli anglofoni si madre lingua.
Ogni tanto, assordato da un ronzio troppo vicino, mi sono ritrovato a calarmi una potente smanacciava sull’orecchio o sulla fronte, nell'inutile tentativo di sopprimerla.
Ahi! Ahi!
Gli occasionali passanti, vedendomi intento in una simile ginnastica, si saranno sbellicati dalle risate e, in più,  si saranno ritrovati a pensare che io potessi essere un folle autolesionista che cammina percuotendosi con voluttà, oppure una nuova specie di flagellante per estrema fede religiosa.
La mosca è stata costante: solo quando sono arrivato al cancello di casa, é svanita di colpo.

Come se non ci fosse mai stata, tanto da lasciarmi nel dubbio che fossi stato sotto l'effetto di un'allucinazione zoomorfa

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14 settembre 2021 2 14 /09 /settembre /2021 07:27
La dissolvenza del sogno

Ci sono delle notti in cui i sogni sono vividi ed intensi
Mi ritrovo con persone care da tempo scomparse, interagisco con loro in contesti ordinari che tuttavia si trasfigurano sempre, assumendo una coloritura straniante: a volte è sufficiente un piccolo dettaglio a determinare l’anomalia di tutta la costruzione onirica.
In questi casi, si sviluppano delle storie complesse, come se stessi vivendo in un mondo alternativo, uno in una serie infinita di multiversi.
Alcune volte mi sveglio di colpo, con una sensazione di pace e di benessere, ancora con metà della mia mente in quell’altra dimensione. Altre volte, invece, mi riscuoto dal sonno tutto in subbuglio.
A quella dimensione vorrei rimanere aggrappato.
Ma poi, inesorabilmente, la presa sul tempo del sogno si allenta.
E le immagini oniriche rapidamente si disfanno, vanno in dissolvenza e non ne rimane alcuna traccia, se non un vaghissimo ricordo.

Qualche volta rimane per qualche tempo ad aleggiare un sottile velo di nostalgia per il tempo del sogno che si è dissolto.

Qualche volte mi chiedo se non sarebbe preferibile vivere sempre nel tempo del sogno dove possiamo vivere momenti fantastici, incontrare persone che non ci sono più, parlare, discutere, amare.

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4 settembre 2021 6 04 /09 /settembre /2021 07:13

Questa nota l'ho scritta nell'agosto del 2013.  Molto calzante ed appropriato quel testo, perchè in questo momento sta passando su Palermo una forte perturbazione con tuoni, lampi ed acquazzone.Il finale apre la via alla speranza.

Bomba d'acqua a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Bomba d'acqua a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Tuoni e fulmini,
vento e pioggia

Buio come fossero le sette di sera

Il grande temporale avanza

Gabbiani volano alti
a stormo
allontanandosi dal fronte di nubi verdastre
che avanzano da Est

Saette solcano il cielo cupo
e si sente il rumoreggiare continuo
del tuono,
come quello di mille carri da guerra
trainati da destrieri al galoppo,
in folle corsa
su strade selciate di pietra

I soliti piccioni sono scomparsi quasi del tutto
per rintanarsi in luoghi sicuri,
al riparo e guardinghi

Anch'io sono fuggito via
alle prime avvisaglie
per cercare riparo
sentendo le narici
invase dal buon odore
di polvere bagnata

Ma poi
il temporale
è scampato velocemente
lasciando soltanto
una quieta pioggia
quella buona,
che viene assorbita dalla terra

Non si è verificata,
per questa volta,
l'apocalisse

 

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3 settembre 2021 5 03 /09 /settembre /2021 13:31
Alba a Piano Aci (foto di Maurizio Crispi)

1.
Cielo rannuvolato all’alba
Pioggerella fine che non dura
insufficiente a placare la sete degli alberi
Inebriante icore della pietra e della polvere

Il sole nascente
dopo un tragitto breve
va a nascondersi
dietro la cortina di nubi

 

2.
The freddo homemade nel bicchiere
Una motosega che brontola nella distanza
implacabile

Raggi di sole
che scendono incorporei
nell'ombra spessa del carrubo

Non c’è altro da registrare,
né da dire
Ecco Il mio mantra di oggi

 

3.
Il cielo ha ripreso a rannuvolarsi,
Anzi a ricoprirsi di una densa coltre nerastra
I tuoni rumoreggiano
I cani sono inquieti,
in vigile attesa,
ma non hanno il Covid
Ogni tanto, partono di corsa,
latrando,
con un abbaio che poi si smorza
in un gorgoglìo di gola

Attendono la fine del mondo,
forse
Dopo tanta trepida attesa,
cadono le prime gocce.
Et voilá!
Les jeux sont fait!   
 

(settembre 2021)  

 

Riflessi di sole nella verzura (foto di Maurizio Crisapi)

Riflessi di sole nella verzura (foto di Maurizio Crisapi)

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21 agosto 2021 6 21 /08 /agosto /2021 18:36
Orologi

Ho scritto di recente un what's app a mio figlio:
Qualche volta vorrei averti più vicino
Ma, d’altronde, non si può chiedere
all’arciere di tenere la freccia
che ha scoccato vicino a sè
Per sua natura la freccia
deve volare lontano

Mi sono addormentato di colpo

Quando mi sono svegliato,
potevo sentire da un'altra stanza
una musica cupa e ripetitiva,
some ominous music playing

Mi alzavo e vagavo per la grande casa vuota,
sempre con quella colonna sonora

Guardavo uno dei tanti orologi
appesi ai muri

E segnavano tutti dieci minuti alle dieci
Fuori era tutto buio
Quindi, era ancora notte
Poi, dopo aver placato l’arsura
che sentivo in bocca
con un grande bicchiere d’acqua fredda,
me tornai a letto e mi riaddormentai,
sprofondando in un sonno inquieto

E di nuovo mi svegliavo
tutto sudato stavolta,
oppresso dalla stessa musica ominosa
di prima e la bocca asciutta, allappata,
con la lingua che sembrava diventata di carta abrasiva

Di nuovo mi alzavo
dal letto che era diventato
come quello di Procruste
e giravo per la maledetta casa vuota
Andavo in bagno
bevevo a canna questa volta
per trarre sollievo

Guardavo l’ora
e il cuore mi balzava in petto
Gli orologi segnavano tutti
dieci minuti alle nove
Wow, pensavo con un senso di meraviglia,
Il tempo ha preso a scorrere all'indietro!

Di nuovo, mi addormentavo
E mi svegliavo
E guardavo l’ora
Ed erano dieci minuti alle otto di sera
con l’ultimo chiarore del giorno
che trapelava attraverso i vetri delle finestre chiuse
Ed ero ancora più meravigliato
per via di questa marcia all’indietro del tempo

Il vettore del tempo si è invertito!
mi ritrovai a pensare
Forse la freccia che ho scoccato
tanti anni fa
ritornerà da me

Ma non so se è veramente questo che vorrei

Mi sono riaddormentato ancora una volta
curioso di sapere se, al prossimo risveglio,
le lancette degli orologi avrebbero ticchettato
ancora all’indietro
Toc-tic
Toc-tic
Toc-tic

Ma, se la freccia che ho scoccato dovesse tornare a me,
anch'io dopo un altro po’ di tempo all'indietro,
dovrei sparire,

per tornare dentro l'utero di mia madre,
per poi diventare cellula appena fecondata
e poi definitivamente dissolvermi
quando le due cellule originarie
che si erano unite per darmi vita
tornassero a separarsi

La freccia deve volare libera,
non ci si può aspettare che ritorni indietro
o augurarsi che rimanga ferma,
come nel paradosso di Zenone

 

In ciò che ho scritto ci sono degli evidenti riferimenti letterari, ovviamente. In primo luogo c'è il riferimento a quella parte del poea di Hikmet in cui si parla dei figli e poi ovviamente, assieme al rimando ai paradossi di Zenone l'Eleatico, cè una citazione di uno dei capovalori di P. H.Dick che è Counterclock World, in cui si immagina un futuro distopico in cui il tempo ha preso a scorrere all'indietro, permenando in modo radicale le vite di tutti gli uomini che procedono letteralmente all'indietro, incluse tutte le funzioni fisiologiche (per esempio, ilcibo non viene più mangiato, ma viene "restituito", per dirne una.

Ma una cosa posso dire. Una volta, che un orologio cominciasse a correre all'indietro, è una cosa che mi è veramente capitata. Nella stanza in cui usavo ricevere i pazienti, tenevo su di un tavolinetto mobile accanto alla mia poltrona un piccolo orologio da tavolo a batteria, con il consueto quadrante e le lancette. Mi faceva comodo perchè ogni tanto senza dover girare la testa potevo controllare l'ora. Una volta nel pieno di una seduta mi accorsi, con grande meraviglia, che le lancette avevano preso a camminare all'indietro. Dovetti controllare due o tre volte prima di dovere accettare che era inconfutabile: le lancetta dei secondi (quella il cui movimento era più evidente) andava all'indietro e così pure quella dei minuti.

Mi chiesi, con una certa inquietudine, se non si trattasse di un fenomeno paranormale. Naturalmente pensai anche che, all'origine dell'anomalia potessero esservi delle cause naturali spiegabili, ma erano fuori dalla mia conoscenza. Provai perfino a togliere la batteria stilo e a rimetterla: per ocnstatare che il movimento delle lancette continuava imperturbato all'indietro.

Comunque, lo strano fenomeno continuò a verificarsi per giorni e giorni. Poi, da un momento all'altro, cessò e l'orologio riprese a segnare l'ora in maniera normale. Capitò un a seconda volta che le lancette di quell'orologio riprendessero a camminare all'indietro.

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21 agosto 2021 6 21 /08 /agosto /2021 07:07
Non siamo cavie

L'altro giorno ho dato risalto sui social ad un articolo comparso su Repubblica Palermo, "Siracusa, sospesi 49 medici no-vax. Il presidente dell'Ordine: Le regole si rispettano, altrimenti è meglio cambiar mestiere" (credo risalente al 19 agosto) e ho inoltre commentato la notizia sul diffondersi dei contagi in Sicilia, scrivendo al riguardo: "Questo è ciò che stavamo aspettando a causa di coloro che non si vaccinano e non rispettano le regole fondamentali anti-contagio" (e, si badi bene, la Sicilia è tuttora la regione con il maggior numero di non vaccinati).
Qualcuno ha ribattuto con tono acre:  "Disubbidire alle leggi ingiuste è un dovere civile" (per quanto riguarda il caso dei medici che non si vaccinano), citando il Presidente Pertini come autore dell'aforisma (ma Pertini secondo la voce delle rete non ha mai detto questo, non sarebbe stato da Pertini invitare alla disobbedienza civile).
E, per ciò che concerne la mia seconda affermazione, la replica che ho ricevuto è stata: "Come puoi ancora credere a tutto questo... Sono morti giovani di reazioni avverse e non di 'Covid'. E il peggio ancora lo dobbiamo vedere; forse, solo a quel punto, quelli come te inizieranno ad avere qualche dubbio".
Diciamo che ambedue le repliche sono state tutto sommato morbide e non troppo virulente, rispetto a quelle che usualmente si leggono nei social, in cui si mescolano offese, anatemi, dichiarazioni di intenti violente. Basti guardare le filiere di tweet che si scatenano non appena viene menzionata la morte improvvisa di qualcuno, che viene subito connessa in qualche alla vaccinazione, anche se, al riguardo, non vi sono elementi certi di causalità.
Per non parlare di coloro che dichiarano che ancora non abbiamo visto nulla e che i veri problemi si scateneranno quando i vaccinati riceveranno una terza dose, quasi preconizzando l'avvento di una terrifica "apocalisse zombie".
La matrice è, tuttavia, identica, come sono identiche le radici profonde del no-vax pensiero che le circostanzia. Si noti anche il virgolettato riservato al termine Covid: a mio avviso, un modo per esprimere un altro leit motiv dei no-vax che sono, al tempo stesso, dei negazionisti, in pectore. Secondo loro, Covid non esiste. Si tratta di un costrutto, di un artefatto che viene utilizzato ai fini di un oscuro complotto per sottomettere l'intera popolazione del mondo (per dire in poche parole lo scenario più cupo che essi alimentano dentro di sé).

Tutto ciò mi porta a spendere quattro riflessioni sul fenomeno dei no-vax.

“Vivi libero, il vaccino uccide”. I no vax vandalizzano un centro vaccinale a Imperia

Quando qualcuno fa delle considerazioni sui vaccini, il più delle volte i no-vax, eventualmente presenti, reagiscono in maniera oltremodo virulenta e rabbiosa, anche se il loro interlocutore non ha pronunciato parole offensive verso di loro, ma ha soltanto espresso una propria opinione.
Il loro modo di argomentare non si comprende, se si vogliono uitilizzare i parametri del pensiero razionale e il suo modo di procedere: è contorto, il più delle volte fondato su opinioni e su idee che sono rimbalzate da un no-vax all’altro, senza mai poter assumere le caratteristiche di fatti solidamente fondati nella realtà. Soltanto pseudo-verità in stile Trump, il quale dichiarava spesso nei suoi tweet delle cose palesemente false ed infondate ma che - per la sua platea - diventavano, per il fatto stesso che fossero state re-tweettate, vere e inoppugnabili.
I no-vax rimpallano le affermazioni di chi pensa che i vaccini possano essere utili, capovolgendone la verità è facendo sentire i pro-vax dalla parte del torto.
Non si può discutere con i no vax, non si può argomentare. A volte, mi è capitato di trovarmi coinvolto in un confronto con qualcuno che è assertore della fede no-vax, a partire magari da una mia banale ed innocente affermazione. Si attivava, in questo caso, una tiritera, un flusso di parole inarrestabile, solo affermazioni senza nessun ragionamento, impermeabili a quasiasi confronto, il che portava spesso al mio silenzio, poichè qualsasi mia ulteriore affermazione avrebbe portato ad una guerra. E, quindi, mi  rifugiavo nel silenzio oppure in un finto ascolto interlocutorio.
Perché questo assolutismo? Perchè questa impermeabilità alla dialettica e alconfronto?
Perché, in realtà, la loro posizione mentale ha le qualità del fanatismo religioso e, dunque, si fonda su presupposti simil-deliranti.
Essi dichiarano i motivi del loro non volersi sottoporre alle pratiche vaccinali con ardore talebano. In loro non c’è spazio per la dialettica e per il ragionamento. Chi tenterebbe di convincere uno in pieno delirio di riferimento, ad esempio, che le sue affermazioni sono frutto di un delirio e/ di allucinazioni?
Questa forma di fanatismo è radicata nelle teorie complottiste, ovviamente, perché essi - i no-vax -fanno frequentemente riferimento a trame segrete che possono portare a morte e a distruzione e che sono scientemente manovrate da manipolatori occulti. E aggiungono anche che gli elementi di inoppugnabili verità sono tutti a disposizione dei prox-vax, solo che loro si ostinano a non voler vedere e capire.
La loro fede è assoluta, le loro convinzioni adamantine.
I sostenitori del vaccino sono a loro modo di vedere ciechi e sordi. Non riescono a vedere - i no-vax affermano - ciò che è ovvio palese. Con lungimiranza profetica, affermano che chi si vaccina o che si é già vaccinato sta andando incontro alla propria rovina come un asino bendato, sospinto verso il precipizio che lo inghiottirà.
Chi si vaccina, al contrario, è spesso portatore di una dialettica dentro di sè, che lo porta a soppesare i vantaggi e gli svantaggi della vaccinazione, e a nutrire dubbi e paure. Ma anche ad alimentare un ragionevole margine di fiducia nei confronti della scienza.
Sì, certo, c’è qualcuno che si avvicina al vaccino come se fosse una salvifica Ostia consacrata (e anche qui entra in gioco una componente fideistica simil-delirante), ma non è questo l’atteggiamento generale. Molti che si vaccinano non sono pienamente convinti, vorrebbero dilazionare le cose, rimandare, perchè hanno delle riserve, in considerazione della velocità con cui questi rimedi sono stati varati), ma ciò nonostante, sì, alla fine si vaccinano, superando eroicamente remore e dubbi.
Chi si vaccina, pur dubitando, compie un atto coraggioso, poichè si muove nell'interesse della comunità di cui sente fortemente di far parte. Compie un atto coraggioso, pur avendo paura.
Vi è il riscontro positivo che, a fronte di quella che si sta configurando come una quarta ondata, sostenuta dalla variante Delta, i nuovi contagiati sono prevalentemente non vaccinati o con una vaccinazione incompleta; e, analogamente, i ricoverati nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva appartengono a queste due categorie.
Certo, può anche capitare che vi siano tra i ricoverati anche pazienti che hanno fatto ambedue le dosi: ma questo ribadisce l'importanza del raggiungimento dell'obiettivo di un'ottimale copertura collettiva che rappresenta la garanzia della protezione (in questo caso grazie all'"immunità di gregge" per coloro per i quali la vaccinazione non ha sortito l'effetto sperato).
I no-vax sono insensibili a tutto questo, impermeabili a qualsiasi argomentazione razionale, alle prove verificabili che si possano esibire loro. La loro posizione è a oltranza: sono accecati dalle loro credenze e odiano chi si vaccina o si è vaccinato (cioè, in altri termini, odiano coloro che non accettano di aderire alla loro Fede), oppure lo guardano come se fosse in mentecatto incapace di vedere la verità dietro le apparenze.
Loro SANNO.
Loro sanno che dietro la macchina dei vaccino c’è un grande inganno, di cui parlano con riferimenti oscuri, ma senza che mai si possa giungere ad una fonte certa, come succede nel meccanismo che consente la propagazione delle cosiddette "leggende metropolitane".
Per loro, uno stato che impone i vaccini è un Moloch terrificante che richiede sacrifici umani e che poi occulta la Verità e fa dei continui depistaggi.
La via scelta dai no-vax è l’unica strada che porta alla salvezza.

 

Non è fondamentalismo tutto questo?
 

Quella dei no-vax è fede oltranzista. Sono loro i nostri talebani
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17 agosto 2021 2 17 /08 /agosto /2021 15:55
Delfini

Da tempo non mi tuffo più
e nemmeno nuoto più nel mare azzurro,
nelle fresche acque
per sfuggire all'arsura dello scirocco

 

Perchè?
Perchè ho abbandonato questa e altre cose?
Troppe cose, forse, che mi sono lasciato alle spalle

Forse perchè non vale più la pena.

L'unica cosa che faccio è immergermi
nel mondo fittizio dei libri
vivere avventure di personaggi fantastici
viaggiare da un luogo all'altro,
seguendoli,
mentre io rimango sempre fermo
nel claustrum d'una stanza
Oppure guardo film e video,
sempre nella penombra della stanza,
penombra-malombra
con l'aria condizionata che va a manetta

Ho pensato questo, l'altro giorno:
vorrei fare una gita d'un sol giorno a Levanzo,
da sempre la mia preferita tra le Egadi,
per me un'isola lontana e felice.
Ci andavo spesso un tempo
per liberarmi dai fardelli del quotidiano,
per assaporare la wilderness
e tornare rigenerato

Ho accarezzato nei miei pensieri quest'idea,
mi ci sono baloccato per un po':
e poi la contemplazione è svanita in un attimo,
così come era arrivata,
veloce ed invisibile.

Al pensiero non è seguita l'azione,
cosa che sempre invece accadeva,
prima

Ho rinunciato,
troppe le difficoltà,
tutto complicato ed insormontabile.

Il desiderio appena formulato
è stato inghiottito dalle sabbie mobili dell'inerzia

E non ci ho pensato più

Scarsa la forza del desiderio, dunque?
Oppure che non sia, invece, in azione
la tremenda forza ostativa
di freni e di zavorre ineleminabili,
incrostate, stratificate?

Ho visto dei delfini in un video:
erano stati avvistati poco al largo di Capo Zafferano
(altro mio luogo della memoria e della nostalgia)
Avrei voluto essere loro, in quel loro nuotare felici,
con acrobazie, salti e sarabande

Magnifici e gioiosi, al tempo stesso

Ma anche quest'immagine
è passata via veloce ed è svanita,
senza strascichi

Non sarò mai più un delfino,
se mai lo sono stato prima

Non lo sono mai stato,
né mai potrò esserlo
in questa vita

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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