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11 agosto 2021 3 11 /08 /agosto /2021 15:09

Stelle cadenti, deh!
Stelle cadenti,
c'è pane per i vostri denti!
Poichè tanti son i desideri latenti
per non parlar poi di quelli evidenti
E se il desiderio latente
mai sarà soddisfatto
allora la stella  
fu s-cadente e decadente,
altro che cadente ed esaudiente!
E, per ciò, il più delle volte
le stelle cadenti son scadenti
ed anche poco efficienti,
oltre che per nulla benevolenti

Desideri latenti, stelle impertinenti
Tanti sono i desideri latenti,
e milioni sono le stelle irridenti
Desideri latenti, stelle nullatenenti
Desideri imponenti, stelle fatiscenti

Come sempre,
attorno alle stelle cadenti,
si fa molta retorica per nulla

E tutti lì a cercare, con occhi attenti
quelle stelle cadenti
poi deludenti
Sempre deludenti, sì
Solo pochi furono mai i fortunati

 

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4 agosto 2021 3 04 /08 /agosto /2021 06:04

Ecco due vecchi miei scritti, piuttosto dissacranti: ricordo che mi ero divertito molto a scrivere queste due piccole storie.

Vestito da campana

    

Capitolo1 - Travestito da campana

 

Oggi ho deciso di andare in giro travestito da campana
con un bel batacchio bronzeo che oscilla avanti ed indietro,
possente,
mentre cammino

Volevo andare tutto ignudo a fare la mia corsa

Ma siccome non si può,
perché a veder uno tutto nudo
i benpensanti si scandalizzano
farsi campana è un’ottima pensata
per chi voglia andare in giro
ignudo e con tutti i suoi attributi di fuori,
un travestimento discreto e poco appariscente

Sfido chiunque a riconoscermi così mascherato:
del tutto in incognito,
posso tenere il mio batacchio bene a vista,
tanto tutti pensano che esso sia
quello d’una surreale campana deambulante,

quasi un personaggio gogoliano!

Suona il campanello alla porta: qualcuno va ad aprire
Nessuno!
Sembra che non ci sia nessuno…
Chi ha bussato allora?
Qualcuno in vena di far scherzi?
Nooo!
Ma via!
Sono sempre io travestito da campanello
con il batacchino
tutto di fuori

A campane e a campanelli, da sempre,
sono concesse simili libertà,
quella d’esporre il proprio batacchio
a sole, vento ed intemperie

Agli umani invece è concessa la libertà
di camminare con il batacchio pendente
solo lontano da lontano indiscreti,
nel proprio spazio privato…

Salvo ad andare in luoghi consacrati ai non tessili,
ma non sempre ciò è possibile

Allora, proprio per questo oggi
ho voluto farmi campana


(Palermo, il 21.12.2005)

 

  

Vestito da campana

Capitolo 2 - Correndo vestito da campana, ho fatto - ahimè - più tardi del prevosto

Un bel dì
freddo e tempestoso
correvo
con lumachesco impeto,
anche quel dì
da campana vestito

Siccome l'aere
era freddo e pungente
per la bisogna
avevo indosso
un vestitino
adatto ad una campana
molto carampana
qual’ero io per l'appunto,
di buona lana e rustica fattura;
per intenderci:
cucito all'uncinetto,
come quelli delle nonne
nel buon tempo antico

Era un bel vestitino in due pezzi:
la parte di sopra a mantella
ben scampanata
come si conviene
ad una distinta campana
anche se un po’ scapigliata
ed una inferiore, lunga e stretta,
a far da rivestimento
al mio bronzeo batacchio

Così, campanavestito
correvo
con lento piede
lungo il litorale
con allegrezza
scampanando
di quando in quando
dindon dindon dindon
perchè non riesco mai a rinunciare
alla mia campanara vocazione
dindon dindon dindon
in verità emettendo
solo miseri suoni ovattati
dindon dindon dindon
perchè lo spesso involucro di tessuto
castrava il potere risuonante
dindon dindon dindon
limpido e profondo delle mie superfici
dindon dindon dindon
percosse invano dall'alacre batacchio
dindon dindon dindon

Corri  che stracorri,
il cielo s’è fatto scuro
e già
in un batter d’occhio
(…o di campana?)
volgeva al tramonto

La coltre di nubi corruscata
ed il mare percorso da minacciose increspature
rendevano l'ora
ancora più cupa e fosca

Tardi, troppo tardi
son arrivato all'appuntamento convenuto,
e - grosso guaio -
ho fatto ben più tardi del prevosto
il quale spazientito
m’ha lasciato in asso
nella torre campanaria
senza nemmeno la compagnia
del mastro campanaro ad accudirmi
per ritirarsi nella sua dimora
ben al calduccio del focolare
a consumare il prelibato desinare
ammannito dalla fida perpetua
(dove c’è un prevosto
c’è sempre una fida perpetua
ad accudirlo);
era questo il menu del giorno
destinato alla sua pancia robusta:
squisite uova del prevosto
con l'accompagnamento di squisita insalata
pure preparata alla maniera del prevosto,
con in più - dulcis in fundo -
un delicato piattino
d'ancinagghie di pollo,
ben note ai più
anche come “il boccone del previte”,
dunque del prevosto

Sempre nei panni della ben tornita campana
son rimasto a bocca asciutta
a lamentarmi e maledire la mia sorte,
mentre l’inedia spegneva il vigore del batacchio:
anche se una panciuta campana,
forte della sua bronzea tempra
mai dovrebbe sentire i morsi della fame

Morale della favola:
quando ci si fa campana,
pur scampanando ed essendo annunciati
da ritmici rintocchi
s’arriva al traguardo
sempre più tardi del prevosto
ed il proverbio dice:
chi tardi arriva male alloggia...
per trovare che tutte le squisitezze
se l’è già pappate il prevosto
senza aver nemmeno la gioia
di poter ramazzare le briciole
del lauto pasto

Siccome sono pervicace,
non per questo
una prossima volta
rinuncerò a vestirmi
da campana

Poi semplicemente dirò:
ho fatto più tardi del prevosto!!!
Amen e così sia!

 

(Palermo, il 29.01,2006)
 

 

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3 agosto 2021 2 03 /08 /agosto /2021 13:35

Una nota di diario che riemerge dalle brume del tempo
Tutto ritorna

Quello che ho scritto quasi vent'anni fa è valido tuttora.
Almeno, così a me pare.

Il mito della caverna secondo Platone (La Repubblica, libro settimo)

 

In una vasta sala nel sottosuolo,
illuminata da lampade al neon,
la fredda luce che spiove dall'alto
bagna i volti
di una folla di reclusi
immobili sulle sedie,
disposte in file simmetriche,
rendendoli tutti simili a sagome senza spessore

Un flusso costante di aria fredda,
gelida,
fuoriesce
dai bocchettoni dell'impianto di condizionamento
creando l'acuto disagio
tipico d'una prigione disegnata
apposta per far star male
i coatti che la abitano

Fuori,
all'esterno, si scatena
un temporale
con pioggia battente
e rombo di tuoni,
ma nulla di questo
sommovimento naturale
trapela dentro il bunker sotterraneo
a turbare l'artificioso cerimoniale
cui uno stuolo
di uomini e donne
reclusi
è sottoposto

La cerimonia è officiata
da uomini vestiti in grigio e in nero
che si susseguono
con le orazioni
il volto grigio ed impassibile,
sorrisi finti,
portatori di maschere,
a cui preme il potere
e che, per questo, hanno venduto
l'anima loro e il tempo

Con sguardi gelidi,
il viso senza mimica,
controllano il gregge di reclusi
seduti obbedienti
ai loro piedi,
pensando di poterne essere
guardiani e padroni

Non c'è gioia nei loro occhi

Sono occhi spenti e morti,
il desiderio sfrenato di potere
li ha da tempo essiccati

Anch'io
recluso
(spero solo temporaneamente)
nello stesso bunker
pur sottoposto alla pressione
delle tristi ossessioni
degli uomini grigi
con lo sguardo morto,
mi sento libero
in spirito

La mia mente vagabonda
anela
soltanto
a possedere
una manciata di polvere di stelle

(Palermo, il 15.10.2003)

 

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28 luglio 2021 3 28 /07 /luglio /2021 15:42
Io mi vaccino

(28 luglio 2021) In Italia siamo bravi a incasinare tutto e a creare le premesse di inutili discussioni e polemiche.
È palese ciò proprio nella questione dei vaccini.
Vaccinarsi dovrebbe essere in primis per i singoli individui una questione di coscienza o di opportunità (come nel caso di alcune particolari malattie in cui ciascuno secondo coscienza può decidere liberamente se vaccinarsi o no, come quando si decide di viaggiare alla volta di alcuni paesi cosiddetti "esotici"), a meno che lo Stato per una questione e di Salute pubblica non stabilisca l’obbligo vaccinale, come accade già per numerose malattie trasmissibili (le vaccinazioni "obbligatorie", tali per legge, a cui sottoponiamo i nostri figli, con la possibilità conseguente che lo Stato persegua gli evasori dell'obbligo vaccinale).
Nell'affrontare le vaccinazioni anti-Covid, il nostro governo si comporta come il proverbiale individuo che vuole avere nello stesso tempo la botte piena e la moglie ubriaca. E, quindi, i nostri governanti in questo ambito tentennano senza assumere una linea decisa: non vogliono scontentare nessuno, temono di parlare in maniera esplicita di "obbligo".
Anziché varare provvedimenti che odorano di obbligo, ma senza sancirlo (introducendo la specie dell'obbligatorietà del  Green Pass per svolgere determinate attività), chi ci governa dovrebbe dire senza stare a cianciare e in maniera chiara: “Per motivi inderogabili di tutela della salute pubblica la vaccinazione anti Covid è resa d’ora in avanti obbligatoria”, indicando chiaramente per quali classi di età e le eventuali cause di esenzione), e suggellando questa statuizione con apposito decreto, in altri termini legiferando e assumendosi di ciò tutte le responsabilità.
Non si può governare, sempre assillati dal pensiero che ci saranno gli scontenti e i riottosi e lasciandosi condizionare in ogni scelta cruciale si debba prendere da tale timore.
Quello che occorre, a fronte di una recrudescenza dei contagi (che sta conducendo alle soglie di una quarta ondata), dell'emergere di notizie preoccupanti circa la comparsa di contagi con sintomi nei bambini e nella consapevolezza di un programma vaccinale ancora largamente incompleto, è una misura di governance netta e decisa, senza equilibrismi e senza che i decisori debbano nascondersi dietro ad un dito.
I pavidi non possono ben governare e, in alcune circostanze, occorre che prendano delle decisioni eroiche. A volte non ci si può gingillare a tentare di sciogliere con perizia un nodo gordiano: per risolvere l'impasse, occorre reciderlo con un taglio netto.
Io sono per l'obbligo vaccinale per tutti (salvo che per coloro per i quali vi siano validi motivi per non dover affrontare la vaccinazione): il vaccino (assieme a tutte le misure di contenimento che rimangono sempre valide) è l'unica misura valida per proteggere il sistema sanitario italiano da un ulteriore collasso.
Questo mi aspetto da un governo di cui possa fidarmi.

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21 luglio 2021 3 21 /07 /luglio /2021 18:11
Ritratti di famiglia (foto di Maurizio Crispi)

Sono nella casa di via Lombardia
tutto è a soqquadro, sottosopra, gli arredi spostati,
alcuni addirittura rimossi,

i quadri tutti levati dalle pareti e accatastati alla rinfusa

Idem le foto di famiglia

Ed anche alcuni ritratti

Il disordine è orribile,
così pure il senso di abbandono

Scendono i vicini del piano di sopra
e guardano incuriositi la baraonda,
le porte sono aperte eanche il pianerottolo
è invaso da oggetti di casa

io sto cercando di rimettere un po' d'ordine nel caos
e nella stanza adibita a studio
cerco di ricollocare i quadri alle pareti

Un inane tentativo, vista la portata dello scompiglio

I vicini mi chiedono di mostrare loro un'immagine di mio padre

Preso così di sorpresa,
vorrei mostrare loro un disegno a pastello
un ritratto di mio padre
realizzato da un suo compagno di sorte
negli anni di prigionia

Mi è sempre piaciuto molto
un leggero cartocino in formato
si direbbe oggi A4

Le tinte dei pastelli nel tempo
si sono un po' sbiadite,
malgrado laprotezione fornita dal vetro

Tanto mi piaceva
che dopo la morte di papà
lo feci mettere in cornice

Sollecitato dall'interesse dei vicini,
lo cerco per un bel po', senza trovarlo

E dopo aver molto scartabellato
eccolo lì ad occhieggiare
da sotto una pila di altri quadri e libri,

Lo prendo per mostrarlo ai miei visitatori
quasi con un grido di soddisfazione,
esultante

Guardo anch'io il disegno
ma non è quello che ricordavo e ritenevo di aver trovato
Sono preso da un senso di spaesamento

Questo che ho sotto gli occhi è appena un abbozzo informe
potrebbe essere qualsiasi cosa

Propongo loro altri fogli sciolti
ma tutti si presentano identici,

o meglio, sono tutti abbozzi lievemente diversi,
ma in nessuno mi pare di vere emergere
le familiari fattezze di mio padre da giovane

I vicini se ne vanno

Malgrado il disordine
le stanze hanno ora un aspetto migliore
ed anche appaiono più luminose e spaziose

Appoggiati al muro,
vedo una serie di dispositivi nuovi
per l'illuminazione e diversi lampadari,
una griglia metallica quadrata
di dimensioni smisurate
per ospitare un impianto di lampade a led
che presumo dovrà essere issata
per coprire l'intera superficie del soffitto di una stanza

Non ne so niente
Chi sta facendo tutto questo?
Un po' il pensiero che qualcuno stia cambiando
lampadari e applique
per sostituirli con qualcosa di più moderno
mi irrita profondamente
ed anche mi lascia un po' sgomento

(dissolvenza)


Piano Aci (Altavilla Milicia), il 21 luglio 2021

 

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19 luglio 2021 1 19 /07 /luglio /2021 18:08
Fiore di cactus (foto di Maurizio Crispi)

Vivo in solitudine

Non me ne frega nulla delle riaperture.

Aperture, chiusure, riaperture:
un vacuo balletto infinito

Per me non cambia nulla
In campagna: da solo
In città: da solo
L'idea di uscire di casa
anche per una semplice commissione
mi pesa infinita-mente
Se è necessario lo faccio,
sempre al minimo però.
Non più di una cosa sola in un giorno
Preferisco la casa o il chiuso del recinzione della mia campagna
Nel claustrum di questi luoghi trovo tutto ciò che mi serve
Poltrone e sofà,
libri e musica,
smartTV
i miei lavori manuali
le pietre mute che non tradiscono mai,
le foglie secche da rimuovere
le piante da abbeverare
E le conversazioni con gli umani?
Non ce ne sono con persone reali, solitamente
Salvo qualche contatto sporadico
Per il resto, visto che leggo, di questi tempi,
furibonda-mente
i miei dialoghi e le mie conversazioni
si svolgono per lo più con i personaggi dei libri
oppure con quelli dei film che guardo in TV,
sulle piattaforme
La loro compagnia mi riempie a sufficienza
Non guardo nemmeno la televisione ordinaria
- odio le pubblicità fasulle e ripetitive -
Mi tengo aggiornato al minimo
ascolto i dibattiti e le discussioni
su RAI3 e su RadioCapital
Mi faccio qualche idea,
e, in fondo, basta poco per farsi qualche idea,
se si vuole essere ed agire come indipendente-mente,
non fuorviati dai luoghi comuni
Vivo fuori dalla realtà, si potrebbe dire
senza più distinzione tra tempo ordinario
e tempo della festa e dello svago
Ogni giorno tutto eguale,
nei suoi ritmi e nelle incombenze

A me sta bene così.

Palermo, il 19 luglio 2021

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12 luglio 2021 1 12 /07 /luglio /2021 06:34
I am back (foto di Maurizio Crispi)
I am back (foto di Maurizio Crispi)
I am back (foto di Maurizio Crispi)
I am back (foto di Maurizio Crispi)
I am back (foto di Maurizio Crispi)

I am back (foto di Maurizio Crispi)

Le ore passano lente

Il giorno diventa notte
la notte si fa giorno

Le albe sono silenti
anche se a volte
si sentono voci concitate
rumori di auto in corsa
stridore di freni

Caos calmo

Oggi, prima dell'alba,
la quiete è stata rotta
da due voci straniere
litiganti tra loro
Due camminavano lungo la strada
e intanto uno dei due gridava all'altro
l'altro seguiva in silenzio
così ho visto,
affacciandomi alla finestra,
richiamato dal trambusto

All'alba, di solito,
prima che sorga il sole,
anche i gabbiani tacciono
Non c'è movimento,
non c'è speranza

L'unico obiettivo è attraversare indenne
le aride distese del giorno
traghettarsi alla notte
e poi riprendere il ciclo
E' sempre più facile così
Cioè, pensare ad una sorta di eterno ritorno

Anche se...

Anche se talvolta cominciò a pensare
- e sempre più di frequente -
che, all'improvviso,
potreii morire,

un improvviso malore, un subitaneo mancamento

e, vicino a me,
nessuno pronto a soccorrermi,

da solo con i due i miei cani,
una compagnia, sì, loro,
ma impotenti nel dare aiuto

Cosa mi angoscia di questo pensiero?

Non tanto il morire in sè,
quanto piuttosto lo scomparire
senza che nessuno se ne accorga
e senza che nessuno esprima parole di cordoglio per me,
essere archiviato
senza rintocco di campane,
come dice la canzone

Andarmenne in silenzio, insomma,
e da uomo invisibile,

quale io sono e fui

Palermo, il 12 luglio 2021

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9 luglio 2021 5 09 /07 /luglio /2021 06:36
Un viaggio per mare (foto di Maurizio Crispi, 2012)

Ancora una volta ho sognato
Questa volta è stato un sogno di avventura

Ero in un piccolo porto
piccolo, ma davvero piccolo
eppure al suo interno ci stava ormeggiata una nave gigantesca
dalla chiglia d'argento
Non era assicurata bene alle bitte
tanto che si spostava in continuazione, mettendo a repentaglio la sua fiancata
quella aderente al molo,
ma anche venendo a urtare con il bulbo di prora sul cemento e le grosse pietre squadrate,
Vedevo anche la mia auto anfibia pure ormeggiata alla banchina
e mi preoccupavo dei danni che ne avrebbe potuto ricevere

a causa del continuooscillare dell'enorme bastimento
Mi soprendevo anche nel constatare che la mia auto fosse divenuta un mezzo anfibio

Mi chiedevo come e quando questa trasformazione fosse avvenuta
E chi ero io, d'altra parte?
Non è che mi fossi trasformato io stesso in qualcosa di diverso
senza averne acuna consapevolezza?
Parlavo con qualcuno, forse il comandante della nave
o forse la massima autorità portuale presente al momento
Esponevo il problema,
quello dei movimenti fuori controllo del cargo
Poi mi tuffavo (con gioia)
e mi accorgevo che il livello del mare si era abbassato di molto
lasciando emergere gli scogli sommersi
con tutta loro fiorente vegetazione
l'acqua era limpida e trasparente
si vedevano i pesci numerosi e di specie diverse
navigare pigramente alla ricerca di cibo,
A completare il quadro, mi accorgevo anche di una piccola foca che inscenava uno spettacolo di immersioni, emersioni ed evoluzioni a beneficio dei molti bambini che, con grida di gioia, si tuffavano e nuotavano spensierati mentre la fochina volteggiava acrobaticamente in mezzo a loro
Il comandante (di qualsiasi cosa fosse al comando) mi portava in giro e andavamo, lasciandoci il problema alle spalle, compreso quello dell'abbassamento di livello dell'acqua, che presto avrebbe portato la grossa nave ad incagliarsi.
Soprattutto teneva a farmi visitare una struttura in cemento armato: una specie di bunker con delle strette feritoie; e mi spiegava che si trattava di un nido per mitragliatrici pesanti, costruito al tempo della guerra per difendere il porto dalle incursioni nemiche.

Dissolvenza

 

(Palermo, il 9 luglio 2021)

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29 giugno 2021 2 29 /06 /giugno /2021 06:43
Villa Piccolo di Calanovella - Foto di Maurizio Crispi - 2011

Sogno che devo andare ad una festa
In realtà, c'è un programma molto elaborato, io devo accompagnare qualcuno da qualche parte. E mi offro di farlo, così, al passaggio - o al ritorno, ora non so - potrò passare dal luogo dove si svolge questo evento festaiolo. Cosa che è, poi, il mio obiettivo primario.
E adesso sono lì. Noto che c'è molta confusione. Ma, del resto, che festa sarebbe senza confusione?

E' che, dall'inizio della pandemia, all'atmosfera delle feste mi sono disabituato. Anche se si potrebbe dire pure  - e forse questo è  più credibile - che, in generale, l'atmosfera delle feste non mi è mai piaciuta.

Andando in giro, noto che c'è una grande polla d'acqua fresca, abbastanza grande per starci tutti seduti dentro o immergercisi dentro totalmente, se ci si corica, lasciando fuori soltantaìo la testa.

C'è un punto, però, in cui la polla si approfonda maggiormente, ci sono spruzzi e correnti di bollicine, come se fosse una gigantesca iacuzzi.

Ci sono molti dentro la vasca, altri se ne stanno fuori, chi seduto sul bordo, chi in piedi, a formare piccoli capanelli e gruppi di leziosa conversazione..
Uomini e donne.
Tutti in costume adamitico, con naturalezza e senza alcun pudore.
Donne dai seni opulenti, altre con la fica depilata, alcune con il piercing sull'ombelico e sulle grandi labbra.
Mi immergo voluttuosamente nella vasca e scendo giù in apnea.
C'è un corpo femminile accanto al mio e mi sposto fino ad avere - sempre sott'acqua le mia labbra a contatto con la sua fica, che - per quanto in apnea -  comincioa leccare: la sensazione che ne traggo è dolcissima. Indugio a lungo, girando attorno alle sue labbra, poi penetrando in profondità.
Pur immerso nella 'acqua riesco ad avvertire la fragranza e il sapore di quel frutto che sono sublimi: si tratta per me di qualcosa da tempo dimenticata. Ed è come ritornare a casa.
Continuo a leccare e a succhiare incurante del fatto di essere a corto di respiro. Anzi, l'essere in una condizione di leggere asfissia rende ancora più sublime questo momento che vorrei prolungare all'infinito.
Resisto sinchè posso ma poi riemergo a prendere una boccata d'aria e quindi di nuovo giù.
Ma questa volta la fica che mi si presenta è quella di una donna diversa: è una fica depilata e fglabra, ed anche questa prendo a leccarla con rinnovato vigore e volutà, abbeverandomi dei suoi succhi.
Poi, di colpo, devo smettere. La realtà mi chiama, con le sue incombenze.
Adiòs

Adiós muchachos, compañeros de mi vida!

... e dissolvenza.

(22 giugno 2021)

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26 giugno 2021 6 26 /06 /giugno /2021 06:56
Agriturismo Villa Dafne (Alia) - foto di Maurizio Crispi

La Sicilia dell'interno, specie se si abbandona l'autostrada, possiede tuttora un aspetto primordiale.
Si possono vedere campi dove ancora si succedono i lavori secondo un preciso calendario,  i campi di fieno tagliato eleballe fgià pronte per la conservazione nei fienili, e quelli di stoppie, quelli che già vengono dissodati, in preparazione della semina per il frumento del prossimo anno,e gli uliveti e le vigne. Ed altri alberi da frutta, in piccoli appezzamenti ben temuti.
E poi qua e là pecore che nella calura del meriggio, dopo aver pascolato fanno la ruota per proteggersi dal caldo (un comportamento di gregge protettivo, che tanto ci potrebbe insegnare) e ci sono mucche che ruminano placide.
Su tutto domina il silenzio, scarsissima la presenza umana, anche il passaggio di auto è limitatissimo: sembra di stare in un pianeta diverso.
E ci sono le cittadine arroccate nei punti più elevati, spesso dello stesso colore della roccia o della terra: hanno un aspetto antico, come mille anni fa, o come le città e i paesi dell'entroterra siculo descritti da Vittorini.
Dovunque, al limitare della provincia di Palermo e quella di Agrigento, si intravede la massa imponente di Rocca Palumba, con i suoi maestosi 1900 metri di altitudine e la sua apparenza sfaccettata, cosicché assume un aspetto diverso a seconda del lato da cui la si guardi.
Cammini e, all'improvviso, intravedi questo gigante maestoso che appare nitido sullo sfondo del cielo azzurro, oppure che si erge come fantasma nella caligine del giorno estivo che volge al tramonto.
E ti chiedi, se non sai: "Cosa sarà mai questa montagna imponente?"  
E' perturbante. poichè a volte in questo suo apparire improvviso ha la stessa sostanza del sogno. E qualcuno potrà risponderti: "E' Rocca Busambra!".
Se invece sai già, riconosci che è una presenza amica che ti appare però ogni volta metamorfica, ma sempre con le sembianze di un gigante.  
Sì, ogni tanto si incontra un rudere, ma potrebbe essere di ora come anche di cento o di duecento anni fa. Non è indicativo dell'abbandono o della malora imminente. Epperò, come segno dell'abbandono da parte dell'uomo (in questo caso da parte dello Stato) si possono incontrare caselli ferroviari ormai caduti in disuso  da tempo e in rovina, oppure case cantoniere altrettanto in rovina. Per questo motivo, si rimane quasi sorpresi quando ci si imbatte in un passaggio a livello chiuso e, dopo un'attesa di qualche minuto, si vedi passare un treno  sferragliante, composto però di due soli vagoni, che sembra venire dal nulla ed andare verso il nulla.
In questi luoghi il tempo non è andato avanti, piuttosto sembra essere rimasto fermo, fissato ad un ritmo antico che l'era digitale non è riuscito a scalfire, per nulla.
Una bella differenza con le campagne della linea costiera del Palermitano che languono il più volte in uno stato di abbandono, poco curate dai proprietari, perché ormai i costi della mano d'opera sono proibitivi e gli agrumeti non sono più redditizi, quando molti fecero la follia di convertire gli uliveti, cancellando piante secolari.

 

26 giugno 2021

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  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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