Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
22 maggio 2022 7 22 /05 /maggio /2022 07:30
in campagna di notte (foto di Maurizio Crispi)

Dov’ero?
Non so
Forse in viaggio, forse in qualche città del Nord
Maybe
Che facevo?
Ero in compagnia di una donna, mia amica
Passeggiavamo e poi, adocchiato un ristorante,
decidevamo di entrare per rifocillarci
Eravamo affamati, dopo tanto camminare
Ci accomodavamo,
davamo un’occhiata al menu,
facevamo i nostri ordini,
ci portavano delle pietanze,
tutto secondo le regole,
nulla fuori dall'ordinario,
eppure ogni piccola cosa, ogni dettaglio,
era straordinaria
Nel localo (o dovrei dire "locale"?)
c’era già una comitiva, abbastanza rumorosa,
e quei tipi la facevano da padroni,
incuranti degli altri avventori
I tizi si raccontavano storie, l'un l'altro,
e poi ridevano rumorosamente,
qualcuno ruttava senza alcun ritegno
Uscivo sul davanti per tirare delle foto
Dall’esterno continuavo a sentire
discorsi avvinazzati e risate sguaiate
Insomma, non avevo scampo
Mentre ero lì, incerto sul da farsi,
vedo la mia compagna di viaggio
venire fuori dalla locanda
e avviarsi a passo deciso lungo la strada
Ma che fa? Dove va?
Prendo a seguirla,
carico di tutta la mia attrezzatura fotografica
La supero anche
La mia idea è quella di farle
un agguato benevolo e gioioso
Mi sembra di aver trovato il posto più idoneo
È il pianale di un autocarro,
vuoto, se non fosse per due grandi cavalli
impastoiati corti ad un paio di ganci
Mi nascondo dietro alcune casse
e mi metto in paziente attesa,
anche vigile, dovrei dire
Aspetto e aspetto,
ma la mia amica tarda ad arrivare
Un lieve torpore annebbia la mia mente,
mi sento assonnato, ma poi mi riscuoto
Che abbia cambiato strada?
Che si sia smarrita?
Che le sia successo qualcosa?
Sono in angustie

 

Decido di provare a farle una telefonata
e metto mano al mio device
Premo il tasto di chiamata
e, dopo una serie di squilli a vuoto,
sento il click della risposta
Pronto! Pronto!
Sono concitato
All’altro capo della linea sento una voce sepolcrale
che farfuglia qualcosa
Non comprendo, sono basito
Pronto! Pronto!
Cerca di parlare più chiaro!,
faccio al mio inconcludente interlocutore
Per caso, guardo il display del telefono
e vedo, per quanto confuso nei suoi tratti,
Il volto della mamma, dai tratti evanescenti,
quasi stesse per sparire o dissolversi
Sembra molto sofferente
Mamma! Mamma!
Niente! Nessuna risposta...
Finalmente subentra una voce diversa, più decisa
Chiedo notizie sulla mamma
Come sta? Ci sono problemi?
Sta peggiorando?

Ottengo soltanto risposte vaghe, ed imprecise
Decido che devo subito interrompere
il mio viaggio e andare da lei
Forse sono ancora in tempo
per tributarle un ultimo saluto

 

Ma intanto non ho risolto il problema
della scomparsa della mia amica
e compagna di viaggio

 

Mi sveglio, ma sto ancora dormendo,
e sono nel mio letto
Mi accorgo di non essere solo
Accanto a me c’è allungato
un corpo immerso in un sonno profondo
caldo e confortevole al tatto
E dico a me stesso
Allora era tutto un sogno!
E riprendo a dormire
e sognavo che di notte
mi affacciavo alla finestrella
della casa di campagna
per accorgermi
che avevano rubato
il grande tavolo di pietra
Ma come avranno fatto?

Dissolvenza

Condividi post
Repost0
9 maggio 2022 1 09 /05 /maggio /2022 06:47
ceramiche (foto di Maurizio Crispi)

C'è un nuovo uomo delle pulizie in giro per casa
Ahimè!
Sono alquanto in apprensione
e decido di tenerlo d'occhio
per capire quale sia il suo modus operandi

 

La mia prevenzione nei suoi confronti,
collima con ciò che osservo

 

Proprio non va, non va

 

Si muove con malagrazia elefantina e dispettosa
Sposta gli oggetti e li accatasta da parte
per spolverare
e poi li ricolloca alla rinfusa
senza rispettare l'ordine originario,
E questo passi!

 

Ma, soprattutto, non mostra l'ombra
d’un embrione di senso estetico

 

Ci sono delle facce di terracotta,
ecco, quelle le sistema tutte
con la faccia rivolta verso il muro,
tanto per fare un esempio

 

Vorrei intervenire per sistemare le cose,
ma altri doveri più urgenti mi richiamano
Provvederò più tardi - penso tra me e me,
un po' a malincuore

 

E me ne vado

Condividi post
Repost0
8 maggio 2022 7 08 /05 /maggio /2022 16:52
In versione peruviana, selfie (foto di maurizio crispi)

Mi trovo a passare tutto un giorno intero
in uno spazio fieristico a Milano

 

C’è davvero di tutto
 

La cosa che più mi colpisce è il concorso
degli uomini e delle donne tatuati,
che si presentano

a sfilare seminudi in passerella,
esibendo i tatuaggi più incredibili e meravigliosi
Per esempio, tra i concorrenti
c’è un giapponese che si mostra
con un tatuaggio full body
che lo fa apparire
come fosse interamente rivestito
con la pelliccia di un orso bianco,
anzi, guardandolo,

l'effettaccio è che egli sia un orso bianco
Si vocifera che costui sarà
il vincitore assoluto della competizione

 

C’è un sacco di movimento
la gente arriva a fiumi
Siamo sul punto di andar via
e dico “siamo” perché con me
ci sono i miei figli, ed altre persone
Andare via è complicato
perché bisogna disincagliare il van
su cui siamo arrivati
da una marea caotica di altri veicoli
Io manovro come un forsennato
Il tempo incalza
Abbiamo fretta

C'é qualche cosa urgente da fare,
un orario da rispettare
All’improvviso,
mi ricordo di aver dimenticato
il mio zainetto nell’area deposito bagagli
Interessante dissonanza,
quando ci si ricorda di aver dimenticato qualcosa
e se capitasse che ci si dimenticasse di aver ricordato
di aver dimenticato qualcosa:
e tra ricordanze e dimenticanze
si potrebbe procedere all'infinito...

 

A precipizio, in preda all’angoscia,
scendo dal van, abbandonandolo
in tredici, con tutti i passeggeri a bordo
E corro via a perdifiato

 

Il fatto drammatico è che non ricordo più
in quale deposito ho lasciato lo zaino
e l’area fieristica è davvero immensa,
labirintica, gremita di gente che va e viene,
e maree di persone vi si riversano di continuo

 

Interpello, chiedo, passo in rassegna
diversi zaini e altre borse
abbandonate
Wntro in un ufficio Oggetti smarriti

xeppo gremito di dimenticanze e oblianze,
ma niente, il mio bene non c’é da nessuna parte
Non salta fuori,
anche se lo chiamo nei modi più disparati

e su tutti "Mio tesssooro"...
 

Corro, giro, guardo e sogguardo
Mi infilo in stretti pertugi e in cunicoli
Mi ritrovo in cul de sac
Niente! Niente di niente!

 

Il tempo stringe
L’auto l’ho abbandonata
e non ricordo più nemmeno dove sia
Penso che non potrò più tornare a casa
Senza zaino sono,
senza soldi e senza documenti
un sanspapier, un sansmonnaie
Non potrò comunque prendere l’aereo
E poi anche se riuscissi a tornare a casa
dovrei sobbarcarmi alla fatica inane
della replica di tutti i documenti
sottoponendomi al gioco dell’oca
di infiniti intralci burocratici

 

Sono disperato
Vorrei mettermi a gridare e a piangere

 

Poi mi sono svegliato
e ho continuato a rimuginare per un po’
sul fatto che ero senza documenti

 

Ma poi ho riflettuto:
Ma no, era solo un sogno!
Il mio zainetto c’è l’ho con me!

E mi sono rasserenato

 

Ho visto che, fuori,
malgrado le previsioni meteo,
il sole splendeva vigoroso

Condividi post
Repost0
4 maggio 2022 3 04 /05 /maggio /2022 10:25

Ho ritrovato su Facebook questa nota, mai pubblicata sul mio blog. La nota è del 3 maggio 2014, dunque risalente al pieno del mio periodo inglese.
La ripropongo qui, con piacere.

Nei panni di una dama antica (un quasi selfie)

Sonno e sbadigli

Appena alzato,

ed è presto come al solito,

luce lattiginosa,

orario antelucano e tutti dormono beati

Vengo da una notte irta di sogni

che però non ricordo bene

 

Sonno e sbadigli,

Sbadigli grassi, incoercibili,

uno tira l'altro, come una litania, la palpebra pesante

 

Sì, sbadiglio come un ossesso, quasi fossi un coatto,

e penso che ad ogni sbadiglio rumoroso

mi si potrebe sgangherar la mandibola

 

Vorrei distendermi sul divano o per terra

e dormire, dormire, dormire...

 

Ma sono qui che strimpello sulla tastiera del PC

 

Forse mi metterò a leggere tra qualche istante

il mio Red 1-2-3 alle sue batture finali

 

C'è sempre qualcosa di urgente da fare,

strimpellare sulla tastiera è una priorità

scrivere anche

ma non sempre mi riesce bene

In uno dei tanti sogni di questa notte dovevo fare dei pagamenti

(e c'è sempre qualcosa da pagare)

e in questa bisogna mi aiutava mio figlio,

lui ad uno sportello ed io ad un altro

Quando concludeva l'operazione,

gli chiedevo cosa avesse fatto

e mi riferiva di aver "versato" 500 euri (o denari)

Io mi adiravo: "Ma come! Ti avevo detto di non pagarne più di 300,

perchè oltre non c'é la liquidità

e si andava in scopertura! Sempre lo stesso! Sempre sbadato!"

Ma, in effetti, non gli avevo detto nulla,

questa frasi le avevo solo pensate

- come mi capita sovente di fare

(e ciò è sempre fonte di grandi malintesi:

quando tutto avviene prima e solo nella mia testa

ed è come se fosse avvenuto nella realtà,

conversazioni solo pensate,

ma mai svoltesi veramente, programmi detti e discussi, etc.)

Poi c'è un illustre professorone universitario

che dovrei servilmente omaggiare,

perchè oggi è il giorno del suo compleanno.

L'etichetta lo impone...

Ed è così che siamo tutti in attesa del suo arrivo,

quasi fosse un importantissimo dignitario o un alto prelato,

se non addirittura un re d'altri tempi ("Ho visto un re...").

Quando arriva su di un'automobilina sgangherata da cartoni animati

e ne esce fuori con la sua corporatura poderosa strizzata dentro quello spazio ristretto

e quella faccia da batrace compiaciuto che si ritrova,

la scena è davvero comica

e lui non ha nulla della compassata e pomposa serietà da "dignitario",

amante dell'etichetta che solitamente attribuiamo ad un accademico

e ad altri consimili personaggi

Sono là per fare gli auguri a quell'omaccione impertinente

che sovrasta di un buon mezzo metro gli scherani del suo seguito

Ma so dirgli soltanto:

"Professore [il professore è di prammatica in questi casi]

voglio proprio vedere chi, oggi, si dimenticherà di farle gli auguri!"

E il professore, che ora mi appare vestito

- quasi fosse un abilissimo trasformista alla maniera di Leopoldo Fregoli o di Arturo Brachetti -

in abiti da lavoro e con pesanti scarponi

più adatti a calzare il piede d'un carpentiere o d'un idraulico.

prende ad arrampicarsi lungo un'antica tubatura sgocciolante e muschiosa,

improvvisandosi factotum e uomo delle riparazioni, nonché abile acrobata e climber,

e dimostrando così che la sua imponente corporatura

possiede insospettabili doti di agilità e di flessibilità

Che uomo! Che grand'uomo!

Da ammirare e venerare. Capo, ti ho sempre amato!

 

Alba grigia e nebbiosa

ma direi anche limacciosa

Un fungo di pietra si erge fuori dalla finestra,

grandi alberi fronzuti e contorti

gnomi che corrono avanti ed indietro,

affacendati e laboriosi,

muri di pietra muschiosi

un muschio così rigoglioso

da sembrare un bel pellicciotto verde

 

Il muschio sui muri

conferma, attraverso la rappresentazione opposta

della staticità e della permanenza,

il detto: "A rolling stone gathers non moss"

 

Condividi post
Repost0
26 aprile 2022 2 26 /04 /aprile /2022 11:44
Uomo incappacciato con volto coperto

E sono di nuovo in viaggio
- pare che io sia sempre in viaggio nei miei sogni -
Ho ricevuto un invito a recarmi in una città straniera
(sarà forse New York?),
tutto compreso nel viaggio,
spese di trasferimento, permanenza in hotel e perfino i gadget
Mi ha invitato uno che conosco attraverso i social
Per quanto riguarda la sistemazione in hotel,
mi è stato detto che avrò a disposizione un'intera suite
e, pertanto, considerando la pletora di spazio a disposizione
- ed anche il fatto che sia tutto gratis! -
ho deciso di andarci con i miei figli
Quando arriviamo, c'è un bel po' di trambusto
all'entrata dell'hotel
Ci sono i controlli anti-covid cui sottostare
- termoscanner, greenpass,
verifica della mascherina d'ordinanza e dei dispositivi battericidi,
esame della lingua e del buco del culo,
ed anche l'esecuzione dei gargarismi obbligatori
con candeggina diluita da eseguire sul posto,
allietati dal suono di una tromba,
mentre qualcuno regola il movimento della fila
con un bastone distanziatore
e chi più ne ha più ne metta
Il guidatore dell'automezzo uber
è restio a procedere oltre
e, non volendo infognarsi
in un tormentone senza fine,
ci lascia in tredici, armi e bagagli

 

Sia come sia riusciamo a fare il check-in,
senza che ci spediscano dritti filati
in un campo di concentramento per infetti,
e saliamo in ascensore sino ai piani alti
Sono sbalordito dell'ampiezza della suite
che ci è stata assegnata, semplicemente regale,
e - soprattutto - dalla vista che si gode da quella vetta,
lanciando lo sguardo attraverso ampi finestroni
dai vetri perfettamente puliti e anti-riflesso
che regalano una veduta davvero adamantina
di tutta la vasta città che si stende ai nostri piedi
Ho la sorpresa di scoprire, tuttavia,
che la suite è già occupata:
in una delle stanze ci sono dei bagagli parzialmente aperti
e anche dei letti disfatti
Penso che ci sia stato un errore
e che ci abbiano infilato nell'appartamento assegnato ad altri
Chiedo immediatamente al concierge
il quale replica che no,
non c'è alcun errore
e che sì, ci sono altri ospiti
Chi saranno mai questi ospiti misteriosi?
Ma il mistero rimane fitto
Degli interrogativi mi si agitano dentro:
forse l'invito inteso era solo per me
ed ho sbagliato a portare con me i miei figli
Ora non ci sarà posto per tutti!
Imbarazzante!
Tra l'altro, preso dall'entusiasmo,
avevo deciso di portare con me
anche ad un compagnuccio di mio figlio piccolo
I bambini cominciano ad impazzare
negli ampi spazi della lussuosa suite
corrono e si rincorrono,
saltano sui divani,
fanno le capriole,
usano i lettoni come trampoline
mentre il figliolo più grande
comincia a scattare foto
e fare riprese video,
con piglio e passione
All'improvviso, nel bel mezzo della baraonda
si presentano alla porta
due personaggi:
una donna agée con una chioma di capelli cotonati
che non conosco affatto,
e un uomo incappucciato,
come un personaggio dei Beati Paoli
o come un membro del KKK
Chi sono? Mi pare di capire
da ineffabili indizi
che non soltanto sono i nostri coinquilini,
ma anche i nostri ospiti
Entrambi non proferiscono verbo,
ambedue mi guardano con fissità statuaria
La donna con un grosso seno rifatti
che la fa rientrare a pieno diritto
nella categoria delle superboobs
è alquanto felliniana, ma la sua espressione
a causa del pesante strato di belletto,
spalmato sul viso, è mortifera
Dell'uomo non si può cogliere quasi nessun dettaglio,
se non uno spettrale baluginio
attraverso due sottili fessure ritagliate
nella tela di saio del cappuccio
che si polunga in una lunga ed ampia tonaca monacale
che occulta tutte le forme del corpo
Ed è di certo molto più inquietante
il silenzio dell'uomo incappucciato
In una scena successiva esco dall'albergo,
ma senza i miei figli
e mi ritrovo a vagabondare per una città che non conosco
Giro e rigiro,
poi l'ora si fa tarda
e vorrei tornare dai miei figli
Mi rendo conto, tuttavia, con inquietudine
che sto girando in tondo
e che non riesco più a ritrovare la strada di casa

 

(vado in dissolvenza)
 

E poi il sogno ricomincia
in un loop senza fine

 

La sua fine è il suo inizio

 

Palermo, il 26 aprile 2022

 

Condividi post
Repost0
21 aprile 2022 4 21 /04 /aprile /2022 11:42
In occasione di una passata edizione della mitica Pistoia-Abetone

Devo partecipare ad una maratona o ad un'ultra
Ho fatto un lungo viaggio per arrivare in questa città
Potrebbe essere New York o un'altra delle tante capitali
dove mi è già capitato di correre una maratona
Sono in preparativi, il giorno della gara
Probabilmente in un hotel
dove a me e ad altri
viene allestita una colazione abbondante
in vista della fatica che dovremo affrontare
Io sono in preda all'ansia,
e nei miei comportamenti decisamente inconcludente
Non riesco nemmeno ad allestire un piatto
con molte delle cose che compongono il ricco breakfast
che l'hotel ci mette a disposizione
Si sa che prima della partenza
i runner hanno di solito un appetito vorace
e devono ben rimpinzarsi,
soprattutto per arricchire il più possibile alcune riserve
Ma è anche noto che la maggior parte
del lavoro di immagazzinamento
è stato fatto prima,
se ci si è saputi alimentare bene
I runner tuttavia si illudono
che riempendosi bene la pancia
potranno avere un surplus di energie da spendere
nel momento cruciale
Io comunque questa colazione non riesco
proprio a portarla a termine
E intanto osservo con apprensione
che la sala si va svuotando dei runner
e che io sto per rimanere solo
Una navetta ci deve portare alla partenza
che è a molti chilometri di distanza
Che fare? Sono in apprensione ...
All'improvviso, mi ricordo che il giorno prima
non sono andato con tutti gli altri
a ritirare il numero di gara (il pettorale)
e che, dunque - senza -,
non potrò essere ammesso nei recinti di partenza
Che fare?
Ancora una volta, non so!
Tutto questo viaggio per niente
Sono arrabbiato con me stesso e con la mia sbadataggine
In altri tempi una simile cosa,
imperdonabile mancanza,
mai mi sarebbe sfuggito
Mi ricordo di una volta
quando un tizio che doveva partecipare
ad un'importante maratona,
era lì che piangeva come un vitello
ai piedi della scalinata d’un hotel
perché si era accorto
di non aver portato con sé
le scarpe da corsa
Ma quello, almeno, il pettorale ce l'aveva
e avrebbe potuto partecipare
pur correndo a piedi scalzi,
improvvisandosi gimnopodista
Io non ho il pettorale, gravissimo!
Mi sono arrugginito,
ho perso l'abitudine
Non sono più quello di un tempo,
sono un altro,
forse non amo più la corsa
Forse non voglio essere più fanatico del running,
un coatto che percorre in un anno migliaia di chilometri
Forse il non essere andato a ritirare il pettorale
è il mio modo di ribellarmi a tutto questo
Bisogna essere capaci di passare ad altro,
andare oltre
Non so
Vago sconsolato alla ricerca di una soluzione
che nessuno potrà mai aiutarmi a trovare

(Dissolvenza)

Condividi post
Repost0
17 aprile 2022 7 17 /04 /aprile /2022 09:16
Un sogno di corsa

Mi ritrovo a correre
con un mio amico
tale Francesco P***,

runner per caso,
piuttosto che per diuturna vocazione
Siamo usciti dal suo negozio
abbandonandolo di fatto,
solo il padre di lui a presidiarlo
Sin da subito siamo andati
a passo gagliardo
Improbabile!
Con noi c’erano i miei cani
sciolti, senza guinzaglio,
anche loro a passo gagliardo
Scendevamo, correndo,
verso il mare
ed era una magnifica giornata
Andavamo e andavamo,
le gambe giravano
che era una bellezza
ed intanto chiacchieravamo alla grande
dicendo di quelle cose
che si dicono in queste circostanze,
cose futili, anche se di tanto in tanto
ne scappava una più profonda
Ero felice di questa corsa inattesa,
dopo tanto tempo
Arrivavamo nei pressi del mare
e c’era un incrocio trafficato
da attraversare
E lo facevamo con grande perizia
e fluidità, i cani come soldatini
sempre al nostro seguito
Arrivati all’altro lato, indenni,
io legavo i cani ai rispettivi guinzagli
e me li appendevo al collo,
come faccio di solito
Dopo un po’ ci fermavamo a rifiatare
e parlavamo ancora nel frattempo
Era stata proprio una bella corsa
Compariva, intanto il padre del Francesco
che, nel frattempo, aveva chiuso bottega
e ci aveva seguito in auto
L’atmosfera di complicità
e di fiero cameratismo
si spegneva di colpo,
prima che il Francesco
potesse confidarmi un suo segreto
Delle parole rimanevano come congelate,
sospese in aria, immobili,
non dette

Condividi post
Repost0
21 febbraio 2022 1 21 /02 /febbraio /2022 12:10
Il volo di Icaro

Un bel dì ho pensato di indossare
un paio d'ali
Le avevo appena trovate lì,
appese nell'armadio di casa,
il loro piumaggio era tutto polveroso
come se non fossero state usate da tempo

 

Un mistero
chi le avesse lasciate e perché
Le ho prese e le ho ripulite ben bene
sino a farle risplendere di riflessi iridescenti
che s’accendevano
nella luce piena del giorno

 

Dopo averle ammirate,
le ho indossate e mi calzavano a pennello
Ed ero tutto nudo
all’infuori di quelle ali

 

Preso da subitanea eccitazione
e inedita vigoria
sono uscito fuori in balcone
e ho spiccato il volo

 

Volavo e volavo
e, intanto, emettendo dei suoni celestiali
in un idioma a me sconosciuto,
provavo a chiamare a raccolta
altri volatori come me,
preso dal desiderio di condividere
tanta bellezza
e l’estasi vivificante del volo

 

Nessuno rispose al mio richiamo

 

Il Cielo, azzurrissimo, rimaneva vuoto
ed era ben triste tutto quel vuoto tinto di blu,
senza nemmeno una nuvoletta bianca
a tenere compagnia
a me, unico volatore

 

Allora, sono salito sempre più su,
in alto, in alto
verso l'infinito d’un blu
sempre più profondo
che trascolorava nel nero
e già intravedevo le stelle,
sino a quando il freddo siderale
ha bloccato i miei muscoli
e l’aria s'era fatta così rarefatta
che l'ossigeno ha smesso di nutrirli

 

Sono caduto a precipizio
le ali si sono scomposte
e mi sono state strappate via
e, in un attimo, a velocità supersonica
mi è venuta incontro la superficie del mare,
dura come il cemento

 

Mi ci sono sfracellato
con un tonfo sordo
e, poi, sono stato inghiottito dall'acqua
che è divenuta per sempre
la mia tomba liquida

 

La morale della storia è che, quando si trova un paio d'ali,
abbandonate nell'armadio
non bisogna mai rinunciare a usarle:
le ali erano state messe lì per te
Ed il volo è stato impagabile
Ora che son morto,
dopo che le ali mi sono state strappate via,
non lo rimpiangerò mai quel volo

 

Meglio un solo volo glorioso
che una vita intera di grigiore e inettitudine

Condividi post
Repost0
5 febbraio 2022 6 05 /02 /febbraio /2022 07:51
Ciocco in fiamme nel camino di Piano Aci (foto di Maurizio Crispi)

All’improvviso,
occhi aperti, sbarrati nella notte
Respiro in pausa
spezzato
Inspirazione
Esalazione
Pausa
E poi di nuovo
Sensazione che l’aria sia stretta
Prendo tra le mani un libro
Leggo, sforzandomi di regolarizzare il respiro
Ma se uno pensa ad una cosa
che di solito si fa in automatico
tutto s’incasina,
come nel famoso racconto di Saki,
sull’imponente barba di uno
a cui viene chiesto
se, durante il sonno,
usasse tenere la sua bella barba
sopra o sotto le coltri.
E quello che, alla questione,
non ci aveva mai pensato prima
fini con il trascorrere
una notte del tutto insonne,
barba fuori,
barba dentro,
dentro, fuori,
sino a non poterne più
di quella barba
e a tagliarsela via la mattina
in un impeto di rabbia
Comunque, leggo e respiro
Leggo e respiro
Sento un nodo alla bocca dello stomaco
e cerco di scioglierlo respirando
Allungo e fletto le gambe
tutto avvolto in una leggera coperta di pile,
come in un bozzolo

Poi, la mia mente deraglia
in un caleidoscopio di immagini
E mi addormento
Dormo, sognando, forse
Poi, all’improvviso,
un lampo bianco
attraversa il mio cervello
e passa davanti ai miei occhi chiusi,
le palpebre appesantite, serrate
Un crampo violento al polpaccio,
dolore lancinante,
mi risveglia
Reagisco prontamente,
allungando con progressione
il muscolo impazzito

Respiro di nuovo, concentrato,
Inspirazione,
esalazione,
pausa
Ancora quella maledetta pausa!

Imparerò mai?

(Piano Aci, 5 febbraio 2022)

 

Condividi post
Repost0
15 gennaio 2022 6 15 /01 /gennaio /2022 09:22

Qui di seguito la trascrizione di un mio sogno del 2012, a suo tempo pubblicato come "nota" nel mio profilo Facebook il 14 gennaio 2012.

Vignetta di Guido Crepax per "I Delitti della Rue Morgue"

 Vado a trovare mio figlio. Entro nella sua casa e arrivo ad una porta chiusa, tutta dipinta di bianco. La apro e sbircio dentro.

La stanza è in grande disordine: la finestra è spalancata e le tende aperte sventolano nel vento.

Metà della stanza è invasa da una grande inferriata a sbarre cilindriche di grosso calibro: una vera e propria gabbia per animali feroci (di quelle che montano nei circhi intineranti per lo spettacolo con i leoni e le tigri, per intenderci, oppure del tipo usato per tenere a bada il temnibile Hannibal Lecter). Un cancello permette l'accesso al suo interno: ma è aperto.

Il pavimento è ingombro di frutta mezza marcia, caschi di banane e di ortaggi di vario tipo, tutti smangiucchiati e in quantità enorme.

E c'è anche una capretta tibetana che se ne sta quieta in un angolo, ruminando placida.

L'odore di selvatico, di piscio fermentato e di feci in decomposizione è orrendo e penetrante.

Un enorme gorilla se ne sta sulla soglia della gabbia, il suo corpaccione a metà tra il suo interno e il resto della stanza.

Invece, quasi fosse affacciato alla finestra c'è un altrettanto enorme orango.

Le due bestie non mi sembrano ostili: ma, appena i due sentono la porta aprirsi, si girano a guardarmi, prima sorpresi e e poi sospesi in un'immobilità di energia che si sta caricando prima di un'azione difensiva o, peggio, aggressiva.

Mi ritraggo di colpo e chiudo la porta di scatto, cercando di bloccarla in qualche modo, timoroso che gorilla e orango possano inseguirmi.

Mi si fa incontro la mia ex-moglie e allora, concitato, le dico che non sono affatto d'accordo sul fatto che debba tenere in casa simili bestie: e se diventassero incontrollabili?

 Il mio pensiero va naturalmente al famoso racconto di Edgar Allan Poe, I delitti della Rue Morgue, in cui - come scoprirà il proto-investigatore scientifico Auguste Dupin - l'assassino è un gorilla gigantesco scappato al suo ammaestratore.

Ma appena comincio a ragionare su questa cosa il volto della mia ex-moglie si deforma in una maschera d'ira quando, stringendo le labbra esangui, mi dice tagliente che non intende discutere su questa cosa e che i due animali rimarranno in casa, perchè li sta educando.

Con lei non si può proprio ragionare.

E' furiosa: le volgo le spalle e me ne vado.

La scena si sposta ad una strada.

C'è trambusto e tante guardie della sicurezza in giro.

E' arrivata in città una Regina in visita diplomatica.

Io, armato di scopa e paletta, pulisco i gradini subito precedendo il corteo imperiale, quasi fosse uno spazzino (whoops: oggi si dice "operatrore ecologico") insignito di questo alto e onorevole compito.

Ed ecco che mentre mi affaccendo (con grande scrupolo, non sottovalutando l'importanza del compito che mi è stato affidato), mi sento un abusivo e temo che quelli della sicurezza possano smascherarmi e arrestarmi, prendendomi per un potenziale attentatore.

Quindi, mi allontano e, poichè si fa impellente un problema "idraulico", vado alla ricerca di un bagno pubblico.

La ricerca è lunga e infruttuosa.

Alla fine, dopo aver percorso una strada deserta - nessun locale aperto al pubblico, porte e  finestre sbarrate - quando già penso di dar sollievo alla mia impellenza a cielo aperto, vedo - quasi fosse l'annuncio di un'oasi nel deserto -   un cartello che recita, a caratteri cubitali, "bagni pubblici", ma la freccia rozzamente disegnata di cui è corredato indica una botteguccia che vende paccottiglia varia e dolciumi.

Suono il campanello del bancone e si presenta il negoziante, grasso e panciuto. Gli chiedo del bagno e lui mi indica una portica in fondo. Mi ci infilo, ma all'interno non c'è nessuna riservatezza. I servizi igienici sono piazzati in un grande stanzone senza nessuna separazione e non parliamo di porte o di tende di cui non v'è traccia (come nei grandi manicomi di un tempo, in cui i degenti dovevano cacare e pisciare guardati a vista dai sorveglianti): lo spazio però è invaso da una squadra di idraulici che stanno piazzando nuove tubature.

I bagni sono dunque inutilizzabili.

Salvo a mettersi a pisciare contro il muro, ma sotto l'occhio dei maledetti idraulici.

Alquanto turbato e con le viscere in subbuglio, ritorno in strada.

Che fare?

E qui il sogno si è interrotto.

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth