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27 settembre 2016 2 27 /09 /settembre /2016 11:59
Il gabbiano che vuole la luna

Dopo la pioggia notturna
é tornato il sereno

Stracci di nubi
come pennellate di bianco
nel cielo
che ad Est è giallo-bianco
da far male agli occhi
e, negli altri quadranti,
intensamente azzurro

La luna, un tondo quasi perfetto,
ancora luminosa
é sospesa allo zenit

E c'é un gabbiano
che veleggia pigro
Si potrebbe pensare
che voglia raggiungere la luna
e prenderla nel becco come una pagnotta
per portarsela via
in un luogo recondito
dove i suoi piccoli aspettano
cibo a e attenzioni

Un giorno é trascorso
Uno nuovo comincia

La ruota del desiderio e dei sogni
gira e rigira a tondo
come una ruota di preghiera buddista
il cui movimento impresso
incensantemente da ogni orante e supplice di passaggio
fa sì che pensieri e desideri
ascendano verso l'alto,
trascendendo l'umana fallibilità,
e vadano via in volo
come quel gabbiano
che cerca di afferare la luna

E le bandiere di preghiera
garriscono nel vento

(foto di Maurizio Crispi)

(foto di Maurizio Crispi)

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22 settembre 2016 4 22 /09 /settembre /2016 10:13
Bradipitudine

Oggi corsa lenta, come quella di un tapascione...

No, ancora più lenta, mi correggo,
è stata come potrebbe essere quella di un bradipo tridattilo
che impiega circa un giorno per arrivare a grattarsi
con il dito dietro l'orecchio

Non parliamo poi quando deve spostarsi da qui a lì
percorrendo una distanza di circa cinque metri,
se è vero che la velocità dei suoi spostamenti
è di circa 67 mm per secondo...

Per ogni minuta attività quoitidiana
il Bradipo intraprende un viaggio
richiedente tempi lunghi per il riposo
e per estemporanei sonnellini,
ma anche per compiere lunghe ed arzigogolate riflessioni

Dunque, ho appena scoperto
la mia vocazione ad essere bradipo
e da neo-bradipo intonerò
un gioioso peana di elogio alla lentezza

Ma ci vorranno giorni e giorni
per articolarne oggni singola parola

Fondiamo dunque il bradipo-day,
come momento di adunanza per tutti i bradipi - bradipini e bradipine - del mondo
e per coloro che hanno scelto la bradipitudine
come stile di vita

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21 settembre 2016 3 21 /09 /settembre /2016 12:58
Attenti a quel percoroso

Un cartello plastificato indica il percorso pedonale da seguire passando per Viale Lazio (Palermo), visto che la strada è - e sarà - chiusa per secoli in attesa del completamento dei lavori di una stazione sotterranea di quella che sarà la potenziata Metro di Palermo.

percoroso pedeonale in Viale Lazio (PalermoMa l'amanuense frettoloso non si è accorto del refuso che ha trasformato "percorso" in "percoroso", - si sa che i programmi di videoscrittura, non ben bilanciati nel loro utilizzo da un'attenzione sempre desta, possono causare dei clamorosi errori.
Leggendo l'indicazione involontariamente comica e, procedendo per libere associazioni, ci si pongono quindi dei problemi: sarà il percoroso indicato pericoloso o comodoso? Sarà esso odoroso o spiritoso? Sarà stertoroso o rumoroso? Bisognerà provarlo per capire quali infinite sfumature situazionale questo inedito percoroso possa contenere.
Certo, odoroso di sicuro, visto che il passaggio indicato è disseminato di cacate canine (poveri cani! Certo non per colpa loro!). E il percoroso sarà anche pericoloso (per via delle insidie cui saranno sottoposti i piedi dei passanti non attenti) e odoroso, se non francamente puzzoso per via delle deiezioni canine in vari stadi di trasformazione dallo stato organico a quello minerale.
Yes!, anche rumoroso (per via dell'azione continua dei complessi macchinari deputati allo scavo della stazione sotterranea di viale Lazio) e stertoroso, di sicuro, quando da quel percoroso si trovano a passare bande di runner allo stremo delle forze in un eccesso di competività dialogica.
Insomma, si potrebbe pensare che l'oscuro amanuense abbia scritto "percoroso" a bella posta, per creare nel cittadino che si fosse trovato ad adocchiarlo una serie di possibili associazioni sulle qualità del passaggio indicato.

E se, invece di "percoroso", fosse stato scritto "percor-orsoso" avremmo avuto la suggestione che, in piena città, ci fosse un percorso per orsi (paura!) a memoria della famosa invasione degli orsi in Sicilia raccontata da Buzzatti; o se avessimo letto "percor-orcoso" avremmo pensato di poterci trovare di fronte a una gang di orchi (paurissima!) in cerca di cibo.
Insomma, a partire da un banale lapsus, la nostra giornata può essere allietata dall'umorismo.. e mi raccomando... attenti a quel percoroso!

 

Le foto sono di Maurizio Crispi

Gli interminabili lavori per la stazione sotterranea della metropolitana a Palermo (viale Lazio)

Gli interminabili lavori per la stazione sotterranea della metropolitana a Palermo (viale Lazio)

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15 settembre 2016 4 15 /09 /settembre /2016 10:22
Nel tempo del sogno

Nostalgia dell'estate
con la sua siccità,
con il caldo asfissiante,
ma anche con la dolce brezza carica di salsedine
che giunge dal mare

Nella mia mente (o forse nel sogno)
c'è un padiglione sulle dune
con tende da sole di canapa bianco sporco
svolazzanti con piccoli schiocchi,
logorate da anni di esposizione alla canicola
e dall'azione abrasiva della sabbia sospinta dal vento
e c'è una spiaggia ripulita di fresco,
spazzolata e rasata,
liscia come un pavimento di pietra
appena lavato,
e pedane di legno per arrivare sino alla battigia
a piedi scalzi senza bruciarsi i piedi

C'è la gioia di sorrisi condivisi
Ci sono i giochi nell'acqua
e i castelli di sabbia

Ecco l'istantanea di un ricordo
che il tempo non farà mai sbiadire

La memoria crea eterei ponti
che annullano per incanto
tempo e spazio

 

Nel tempo del sogno

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6 settembre 2016 2 06 /09 /settembre /2016 22:41
Nella notte una stella

Nella notte,
mentre il vento soffiava,
scompigliando tutto al suo passaggio
e annunciando tempesta,
mi sono affacciato alla finestra,
aprendo il cuore a quell'unica stella a me visibile,
infissa nella tessitura scura della volta celeste

Sempre si ritorna alle stelle,
eterne,
così ci vogliamo illudere
(ma anche le stelle muoiono),
imperscrutabili,
enigmatiche,
amiche,
poiché nella loro luce pulsante
possiamo riporre i desideri,
quelli di cui sappiamo
e quelli che ancora ignoriamo

Stellamiche che ci parlano e a cui parliamo

Le stelle ci fanno sentire
piccoli ed insignificanti,
ma ci aprono anche alla prospettiva
che non siamo soli nell'Universo,
che, in un altrove, ci siano altri
che - come noi osserviamo la loro stella -
se ne stanno a guardare il nostro Sole pulsare

Poi, al mattino, quel vento della notte,
carico di umido,
ha accumulato nubi gonfie di pioggia
e, in pochi istanti, una burrascata d'acqua,
s'è abbattutta sulla città assetata

Infine, c'è stato il sole nella pioggia
e così è iniziato un nuovo giorno

Panchine di Villa Sperlinga, a Palermo, dopo la pioggia (foto di Maurizio Crispi)
Panchine di Villa Sperlinga, a Palermo, dopo la pioggia (foto di Maurizio Crispi)

Panchine di Villa Sperlinga, a Palermo, dopo la pioggia (foto di Maurizio Crispi)

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3 settembre 2016 6 03 /09 /settembre /2016 17:44
Il Re Joker ciclomontato

Un dì, poco dopo l'alba,
camminavo e corricchiavo
sormontato da grandi cumuli torreggianti,
orlati di un giallo vivo, abbagliante,
che trascolora nell'arancio.
E tra essi si insinuava il primo raggio di sole
In alto i trionfi della luce, mentre in basso
ancora i colori smorti
senza nerbo
della fase di transizione
tra notte e giorno,
 

Dallo sfondo di grigio uniforme
un Re Joker ciclomontato e pieno di colori,
mi ha ammiccato sornione
dalla sua finestrina di cartone,
posata sul marciapiede

La sua bici pareva piuttosto
un velocipede d'antan,
di quelli senza pedali.

La sua presenza lì, davanti a me,
ominoso presagio oppure buon auspicio.

E, siccome do credito ai segni
che la Sorte mi pone dinnanzi,
ho trattenuto il mio incedere e
l'ho raccolto da terra
per portarlo con me.

Tratterò il Re Ciclista,
insolito Jolly Joker,
come carta pigliatutto e vincente,
a meno che il suo significato più recondito
non sia nefasto

In antico, gli aruspici scrutavano i cieli
in attesa di segni e di messaggi.
Io tengo sempre gli occhi
incollati alla Terra davanti ai miei piedi
e - più che nel cielo - lì trovo i segni che mi guidano

 

 

Il Re Joker ciclomontato

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26 maggio 2016 4 26 /05 /maggio /2016 00:44

Gabbiani volano radente sospesi sul fiume grigio-nero di asfalto

E' l'inizio di un nuovo giorno

Le stelle di cui vorrei parlare sono sempre sopra di me

infisse nel firmamento (anche se non si vedono)

Gioielli inattingibili

La Libra
Orione il cacciatore
Il Grande e il Piccolo Carro

De Sideribus (DeSidera)

Grande è la forza del desiderio

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25 maggio 2016 3 25 /05 /maggio /2016 20:38
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca
Un giorno nell'agriturismo/fattoria biologica di Cambuca

(foto e testo di Maurizio Crispi) La gita di fine anno (anche se siamo ancora appena a fine maggio) del Centro DoReMi ha avuto come meta (il 21 maggio 2016) l'agriturismo (e Fattoria biologica) Cambuca, sito nella contrada omonima, nel territorio di Grisì, una piccola frazione del Comune di Monreale con appena 900 anime residenti.
Una scelta azzeccata: l'agriturismo che è stato ricavato da un vecchissimo casale, utilizzato già in epoche antiche, come testimonia il fontanile di pietra che, secondo alcuni, con la sua struttura a "cubula" sarebbe addirittura di impianto arabo, si erge su di un dolce pendio che guarda la valle del fiume Iato e del fiume Poma che qui si allarga a formare un grande invaso di raccolta delle acque determinato dalla diga Poma poco più a valle.
Il pendio, in considerazione della sua posizione, sembra essere costantemente battuto dal vento e il soffio della brezza crea una sensazione di solitudine vibrante, offrendo allo sguardo una veduta mozzafiato che spazia per ogni dove, da un lato in direzione del mare che si intravede scintillante, e dall'altro, verso i monti sino a lasciare intravedere l'aspro profilo di Rocca Busambra.

Il territorio che si stende in basso sino allo scintillante invaso Poma, appare suddiviso in chiazze ordinate monocromatiche in relazione alle coltivazioni, si articola in ondulazioni e piccoli picchi, nel complesso digradanti ed è punteggiato di agglomerati fitti di case che, in questa visione panottica, tanto fanno pensare alle atmosfere sognanti di "Le Città del Mondo" di Elio Vittorini.
Cambuca - Agriturismo e Fattoria biologicaL'edificio imponente dell'agriturismo si apre davanti al visitatore con un ampio portale ad arco di pietra calcarea che immette su di una corte dal selciato di grosse pietre, nucleo centrale dell'antico baglio fortificato: la fabbrica con diverse elevazioni che non è stata interamente restaurato e le altre strutture un tempo adibite ai servizi, a magazzini delle granaglie, a stalle e ad abitazione dei contadini che un tempo vi vivevano, suggeriscono una sensazione di incompiuto che accresce lo strano fascino romantico che promana dalle pietre, dalle mura dirute e muschiose e da una scala di pietra viva invasa dalle erbe selvatiche che sembra ascendere verso il cielo vuoto... ma, se si osserva meglio, la cresta del colle sovrastante è dominata da una schiera di pale eoliche: insomma, il nuovo e l'antico in una suggestiva contaminazione non priva di fascino, anche perché le pale eoliche ci ricordano molto i mulini a vento: se oggi un redivivo Don Chisciotte percorresse questi luoghi a cavalcioni del suo Ronzinante, lo si vedrebbe ingaggiare una battaglia contro di esse, anzichè con i mulini a vento a cui l'iconografia donchisciottesca ci ha abituato....

Coniglietti per i bimbi, una lezione su come si preparano la tuma e la ricotta a partire dal latte appena munto (e l'illustrazione in modi semplici ma efficaci di tutte le diverse fasi del procedimento), la preparazione del pane a partire dalla farina, tutto questo ha fatto parte della giornata, con degustazione di prodotti freschi o appena fatti (come la ricotta ancora calda).

Pranzo abbondante, ma nel complesso sobrio, senza quelle esagerazioni tipiche di alcuni agriturismo in cui il pasto che dovrebbe essere all'insegna della frugalità per meglio degustare antichi sapori diventa invece occasione per un'abbuffata (antipasti che da soli valgono un pasto, due primi, due secondi, dolce, frutta).

Poi, dopo pranzo è stata la volta della visita agli animali, di cui i pazienti coniglietti per la gioia dei bimbi erano stati una dolce anteprima: cavalli, un asinello appena giunto di nome Camillo, galline, rane e pesci rossi.

E poi cosa dire delle essenze che circondano a profusione la struttura agrituristica? Riconoscibili rigogliosi cespugli di lavanda così abbondanti e folti che si potrebbe avere l'impressione di essere in Provenza, cespi di rosmarino, di salvia, timo. E poi le essenze arboree come l'alloro, gli ulivi -ovviamente - e tante diverse varietà di alberi da frutta, qualche cipressosvettante e tantissime ginestre in piena fioritura.
Si cammina, inspirando a pieni polmoni per impregnare le narici e le mucose ofattive degli aromi di queste specie mediterranee.

Nell'ambito del Progetto didattico che porta avanti, l'Agriturismo Cambuca opera - a quanto pare - con una scolaresca alla volta e, quindi, si ha davvero l'impressione che la struttura sia tutta per i visitatori del momento e il godimento dell'essere in questo posto, via dalla pazza folla e dai rumori della città, è tanto di più.

D'estate è fruibile anche una piscina (nemmeno tanto piccola) con la possibilità di unire alle suggestioni della vita campagnola, il piacere della balneazione (sia per i grandi sia per i più piccini) e vicino alla piscina, un'area attrezzata per una sosta di stampo balneare con sdraio, gazebo e zona bar: ma ancora tutta questa parte dell'agriturismo era in disarmo.
E un campetto di calcio per gli impenenitanti del football, oltre ad un'area giochi per i più piccini.

Ecco di seguito come si presenta l'Agriturismo e fattoria biologica Cambuca nel proprio sito web...

Dove riscoprire l'armonia con l'ambiente, con sé stessi
Cambuca è un piccolo mondo dove Natura e buona tavola sono i cardini di un sistema di vita semplice, scandito dal ritmo delle stagioni e dal carattere genuino della sua gente. Qui il tempo scorre tra i colori della campagna siciliana, i sapori della e l'ospitalità dei padroni della masseria. Momenti ed emozioni ricchi di gusto e di gioia, da vivere per riscoprire sé stessi e la Natura.
La Fattoria Biologica Cambuca si trova nella valle del fiume Jato, a circa 40 km da Palermo, sui fianchi di una collina ai bordi del lago Poma, a circa 380 metri sul livello del mare, in una stupenda posizione che regala un panorama mozzafiato.
La struttura occupa gran parte di un’antica masseria seicentesca, recentemente restaurata e ristrutturata. Architettura storica che un tempo fu polo rurale del latifondo.
L'etimologia del nome Cambuca, dall'arabo "Lakamuka", fa risalire le origini del feudo al tempo della dominazione degli Arabi. Ne è testimonianza il ritrovamento presso la masseria di un'antica sorgente, d'epoca araba, chiamata in dialetto "a cubula".
Cambuca vede nuova luce con il progetto didattico "Fattoria Biologica", dedicato ai bambini e ragazzi che frequentano le scuole dell'infanzia, la primaria, la secondaria, i licei.
Un corso di educazione ambientale e alimentare organizzato appositamente per inserirsi all'interno del programma di studi adottato in classe e per ampliarlo. Cambuca si popone così come una classe speciale, a cielo aperto, dove imparare e sperimentare la vita a stretto contatto con l'ambiente.
Al centro del progetto, vi è il coinvolgimento delle nuove generazioni nella la salvaguardia delle risorse del territorio e delle biodiversità.

Cambuca - Agriturismo e Fattoria Biologica

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24 maggio 2016 2 24 /05 /maggio /2016 21:25
La spiaggetta di Torre Normanna rivisitata
La spiaggetta di Torre Normanna rivisitata
La spiaggetta di Torre Normanna rivisitata
La spiaggetta di Torre Normanna rivisitata
La spiaggetta di Torre Normanna rivisitata
La spiaggetta di Torre Normanna rivisitata
La spiaggetta di Torre Normanna rivisitata

(foto e testo di Maurizio Crispi) Bisogna ogni volta introdurre delle variazioni nelle proprie abitudini, per evitare di cristallizzarsi in schemi ripetitivi che siano del tutto blindati rispetto al sentimento della meraviglia.
E' stato così che, andando - come faccio sempre - almeno due volte alla settimana in campagna a fare dei lavoretti ho deciso di fermarmi a Torre Normanna (Torre delle Mandre) per scendere, seguendo il sentiero di accesso ripido e accidentato sino alla spiaggetta sottostante, racchiusa tra il promontorio su cui sorge l'antica torre di guardia, conosciuta come "Torre Normanna" (anche se si tratta, in realtà, di una fabbrica di impianto aragonese, risalente al XVI secolo), in posizione dominante su Cala Sciabica sul versante che guarda Palermo e su una piccola caletta il cui arenile é di ghiaia e sabbia, delimitato da una seconda prominenza rocciosa più bassa (sormontata da alcuni ruderi) oltre la quale si stende una spiaggia ancora più piccola, solitamente utilizzata in via esclusiva dagli ospiti del sovrastante Hotel Torre Normanna che possono raggiungerla per mezzo d'un ascensore scavato nella viva roccia.
Rispetto ad una mia precedente visita ho trovato il sentiero molto deteriorato e, sparsi lungo tutto il percorso, eterni e proliferanti mucchi di rifiuti lasciati dai soliti gitanti estivi, irrispettosi e maleducati.
La giornata era ideale: il sole forte, ma mitigato da una brezza decisa.
Al riparo della parete di roccia mi sono disteso come un gatto, deciso a rimanere a rosolarmi a fuoco lento per un'ora: mezz'ora disteso sulla schiena e mezz'ora sulla pancia.
Trascorso il tempo stabilito - e la mia cagnetta Frida, ansimante, aveva assoluto bisogno di bere - mi sono incamminato per raggiungere l'auto e di lì la campagna, dove ho lavorato con soddisfazione (e alacremente) sino alle 13.30.
E' stato gratificante...
Bisogna sempre rompere gli schemi che ci imprigionano, schemi che siamo noi stessi a costruire e per poterlo fare bisogna sempre infrangere delle resistenze interiori, nuotando controcorrente per uscire dalla solita rassicurante routine...

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30 aprile 2016 6 30 /04 /aprile /2016 21:15
L'inesausto desiderio di svelare e conoscere

Si vuole andare sempre a vedere cosa c'è al di là del confine che si pone davanti a noi...
Una porta chiusa, una tenda tirata, un muro, un cancello o un ostacolo qualsiasi che ci sbarra il cammino e ci impedisce una piena visuale.
Andare a guardare dietro l'angolo della strada: cosa ci aspetta?
Voler raggiungere l'orizzonte lontano.
E' questa una meditazione che ha suscitato in me l'istante che ho ripreso in foto.
Il mistero: cosa ci sarà dietro quella tenda?
L'immagine da cui scaturisce questa riflessione, quella di un bambino che si accinge a superare un tendaggio che gli sbarra il cammino e la visuale, secondo me, é fortemente simbolica e rappresentativa dell'essenza della spinta epistemologica che da sempre ha caratterizzato l'Uomo dalle sue origini più antiche e che si ritrova esattamente nelle prime fasi dello sviluppo infantile, il bisogno di sapere, di svelare, di conoscere...
Una potente spinta questa, la stessa che ci porta a porre domande e a cercare risposte, a porre domande che portano ad altre domande e che non ci consente mai di fermarci a riposare sugli allori di ciò che abbiamo appena conquistato.
Del resto cosa sarebbe la vita senza questo margine di mistero, senza un limite che si possa desiderare superare per vedere ciò che si cela al di là?
E come insegna la meditazione di Leopardi sull'Infinito, per quanto noi si possa fare, rimarrà sempre la nostalgia di ciò che non riusciremo mai conoscere e a incontrare.
E, a questo punto, per chiudere il cerchio di queste considerazioni (o forse per aprire un altro percorso) diventa inevitabile citare per intero la lirica di Leopardi.

 

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare

Giacomo Leopardi

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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