Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
29 marzo 2015 7 29 /03 /marzo /2015 23:20
La casa di Tarling Street si è rapidamente svuotata...
La casa di Tarling Street si è rapidamente svuotata...
La casa di Tarling Street si è rapidamente svuotata...
La casa di Tarling Street si è rapidamente svuotata...
La casa di Tarling Street si è rapidamente svuotata...
La casa di Tarling Street si è rapidamente svuotata...

La casa di Tarling Street si è rapidamente svuotata...

(Maurizio Crispi) Come sempre, quando si attende un cambiamento rilevante, le cose arrivano in fretta, fin troppo velocemente, lasciando spiazzati per aver pensato nella nostra stoltezza di poter fronteggiare un cambiamento soft, sostanzialmente sotto controllo..
Da che sembra che ci sia un grande margine di tempo per fare con pigrizia indolente tutte le cose necessarie e senza dovere rinunciare ad altre attività, ci si ritrova all'improvviso con l'acqua alla gola e bisogna trottare, ogni secondo prezioso, in medias res, come dicevano i Latini o nche "nell'occhio del ciclone"..
Ci si rende conto allora di averla tirata troppo le lunghe e che certi adempimenti si sarebbero dovuti portare avanti molto tempo prima, quando quelle cose le si sarebbero potute fare senza alcuna pressione.
E' stato così per il nostro cambiamneto abitativo e per il nostro ritorno in Italia.
Ce la siamo presa comoda, pensando ogni volta che c'era ancora tempo e ci siamo ritrovati alla fine a dovere intraprendere una corsa affannosa.
Tempo due giorni, tra il 25 e il 26 marzo, praticamente la casa si è svuotata sotto i nostri occhi, mentre Mr Insinga procedeva implacabilmente a sfilarci i mobili da sotto le chiappe, perfino il tavolo su cui stavamo mangiando o il frigorifero (ed io costretto ad una sbrinatura dell'ultim'ora e ad improvvisare una ghiacciaia "naturale" nel balcone()..
Tutto finito: eppure dobbiamo rimanere a Londra ancora qualche giorno, vivendo in una casa vuota, causa la difficoltà di trovare un posto in aereo a prezzi accettabili (siamo sotto Pasqua e non ci avevamo pensato prima: un esempio di Legge di Murphy applicata).
Eppure questi quattro giorni di sosta dopo la frenesia che li ha preceduti (tra il viaggio a Roma e il compimento del trasloco, con impacchettamenti, inscatolamenti e imballaggi vari) non ci dispiacciono.
La casa svuotata quasi di ogni cosa dove continuiamo a vivere in questo intervallo sospeso possiede una semplicità zen: ti rendi conto che puoi vivere davvero con poco, avendo l'essenziale: un tetto che ti ripari, un materasso su cui dormire o riposare, una macchina per cucinare, dove preparare i pasti.
Per mangiare, ci siamo ritrovati seduti a terra con una desco improvvisato: e abbiamo anche avuto degli ospiti, in queste condizioni. Ma è facile immaginarsi semisdaraiti come in un antico triclinio, intenti a consumare un ricco banchetto, invitati d'onore alla tavola di Trimalcione.

E l'esperienza è stata (é ancora) positiva.
Il frigorifero? Per ora, fa ancora freddino e quindi non ce n'è bisogno: abbiamo come ghiacciaia naturale il balconcino aggettante su Tarling Street.
Certo, non possiamo sederci su di una comoda poltrona, né stravaccarci su di un divano; nemmeno possiamo ascoltare la musica, né possiamo guardare un DVD, possiamo però godere della reciproca compagnia e Gabriel sembra essere perfino estasiato per avere adesso questi grandi spazi vuoti per correre e giocare: non sembra abbia sentito nemmeno la mancanza dei suoi giocattoli, perché abbiamo lasciato delle palline e un pallone mezzo sgonfio e, approfittando del fatto che non si possono più fare danni, scorrazziamo per la casa tirando le palle e rincorrendoleef acendole rimbalzare sui muri, senza timore di poter rompere qualcosa, anche perchè non c'ì più nulla da rompere in giro.
E, poi, il vuoto attorno a te, il vuoto in cui i piccoli rumori e le voci rimbombano e giganteggiano, indubbiamente apre la strada alla meditazione e alla riflessione.
Le abitudini si esemplificano e si scremano, riducendosi proprio all'essenziale.

Ti rendi conto che se, sttrato dopo strato, elimini tutto il superfluo, ti avvicini sempre di piùa ciò che è essenziale: man mano che scarnifichi la dimensione dell'Avere, ti ritrovi ad "essere" in un modo piuttosto essenziale ed appagante.

Insomma, una sorta di parentesi zen.

Condividi post
Repost0
12 marzo 2015 4 12 /03 /marzo /2015 23:04
Seconda visita ai Royal Botanic Gardens Kew: anche questa volta non sono rimasto deluso

Il 9 marzo (2015) siamo andati a fare una bella escursione ai Kew Royal Botanic Gardens, in direzione di Richmond, proprio al limitare del territorio urbano di Londra a Ovest. Un'enorme area che un tempo faceva parte della tenuta di un palazzo reale e che, successivamente,è stata trasfomata in Giardino Botanico.
Ci abbiamo portato la mamma di Maureen, in visita.
Per me è stata la seconda volta: la prima visita con Maureen, quando ancora Gabriel non era nato.
Quella prima visita cadde in un altro periodo dell'anno: eravamo in prmavera inoltrata e c'era un trionfo di fioriture e mille fragranze nell'aria.
Ma anche questa volta, pur nella grigia atmosfera decisamente ancora invernale, benché ci stiamo avvicinando alle soglie della primavera, è stato bello: a dimostrare che uno stesso posto si può presentare con mille volti, in ogni diverso periodo dell'anno e che c'è sempre tanto da scoprire, unaa inesauribile miniera di dettagli, dai macro-elementi alle cose più minute.
Per esempio, questa volta  siamo entrati nella grande Serra delle Palme: una struttura fantastica e ardita, tutta di ferro dipinto e di vetro che racchiude uno spazio gigantesco che è un trionfo delle foreste pluviali e tropicali del Centroamerica e dell'Asia.

Sembrava di camminare all'interno della foresta amazzonica o dentro qualcheanalogo habitat tropicale asiatico, sia per la temperatura sia per i grevi odori di terra umida e di essenze profumate..
Poi, siamo andati ad un Coffee Shop allestito sotto enormi gazebo climatizzati e qui ci siamo fermati per rifocillarci con una bibita, ma mangiando i panini imbottiti portati da casa.

Al termine di questa sosta per rifocillarci, Maureen e la mamma, con Gabriel, sono andate a fare un giro ed io sono rimasto al caldo perchè era afflitto da una tosse insistente e il naso mi colava.
E ho passato un po' di tempo confortevolmente (a parte i miei sintomi) leggendo.
Quando Maureen, Margie e Gabriel sono tornati, sul finire - prima di andare via - siamo entrati in una grande struttura, adibita ad area giochi per i piccini, ma sempre "tematica", nel senso che tutti i vari giochi era ispirati alle tematiche botaniche.
Infine, con qualche difficoltà, poichè ci siamo persi nell'immensità del Parco e, ricercando l'uscita attraverso la Victoria Gate, cieravamo messi gagliadamente a camminare nella direzione diametralmente opposta, addentranci nel suo interno, anziché avvicinarci alla sua periferia, ci siamo messi sulla via del ritorno, su di un super-affollato e claustrofobizzante treno della metropolitana, esattamente nel culmine della rush hour.
Ed io con la mia tosse insistente e con il naso che mi colava, mi sentivo peggio di un appestato, un possibile untore affetto da Ebola...

E più pensavo a questo, più mi veniva da tossire e sputacchiare...

Ma, a parte il malessere e il fastidiosoè stata una giornata sommamente piacevole...

Alcune immagini sparseAlcune immagini sparse
Alcune immagini sparseAlcune immagini sparseAlcune immagini sparse
Alcune immagini sparseAlcune immagini sparse

Alcune immagini sparse

Condividi post
Repost0
11 marzo 2015 3 11 /03 /marzo /2015 20:33
E se...?

Per la seconda volta, arrivando a Londra, ai controlli "di frontiera", la mia Carta d'identità è stata passata sotto microscopio...

La prima volta, mi hanno richiesto un documento supplementare e, chi sa perchè, mi hanno domandato se avevo la patente..

La seconda volta (in qurst'ultimo viaggio (tornando il 7 marzo da Palermo), il funzionario di turno (in questo caso una donna) si è alzata dalla sua postazione ed è andata a consultarsi con suo collega.

In entrambe le occasioni, dopo questi lunghi esami, sono stato ammesso in territorio britannico:.in entrambi i casi, il mio documento di riconoscimento è stato esaminato, per così dire, con la lente d'ingradimento, analizzandone il pelo e il contropelo o - come soleva dire mia madre - facendone l'analisi grammaticale e logica..

In questi casi, sai che non c'è nulla di cui preoccuparsi, ma - di questi tempi - tutto è possibile, persino essere presi per un pericoloso terrorista jahidista o,adesso, dell'ISIS che cerca di infiltrarsi.

E, da lì, a trovarsi segregato in una Guantanamo, il passo potrebbe essere breve: Guantanamo è nelle nostre menti, come Chernobyl.

Ad essere esaminati con simile occhiuta attenzione, ci si sente un po' sulle spine, insomma...

In effetti, niente è come appare...

Potrei essere un terrorista...

Potrei portare su di me una bomba batteriologica...

Potrei essere un Jack the Ripper redivivo, o anche un Jack the Snipper...

Potrei essere Hannibal Lecter

Paurissima!

Ma forse, molto di più, se proprio devo essere preso per qualcuno, m piacerebbe uno sbeffeggiante Spring-heeled Jack. O anche la Lepre Marzolina... o il Cappellaio Matto.

E' sempre meglio diffidare: fidarsi è bene, ma non fidarsi é meglio, dice il vechio adagio.

Non puoi mai sapere chi hai di fronte e quali sono i suoi più riposti segreti.

E se...?E se...?
E se...?
Condividi post
Repost0
25 febbraio 2015 3 25 /02 /febbraio /2015 19:46

The FallL'altro giorno, mentre scattavo  una foto di Gabriel sulla scala mobile dell'Underground ho perso l'equilibrio: ho cercato di trattenermi afferrandomi alla spalla dell'escalator, ma così facendo ho bloccato il mio movimento: Maureen e Gabriel (sul passeggino) mi hanno travolto e superato.

Io, senza capire più nulla di quello che succedeva, stavo per ruzzolare ulteriormente. In una frazione di secondo, si sono aperti nella mia mente scenari horror in cui venivo preso e stritolato dai meccanismi della scala mobile.

Ho compiuto due o tre contorsioni acrobatiche: e, alla fine, sono riuscito a rimetttermi in assetto, prima che si arrivasse al termine della corsa e alle sue terrifiche conseguenze. Come, al solito, siamo vittime delle suggestionicinematografiche e letterarie sedimentate nella nostra mente: e ce nìè per ogni circostanza.
Ma, naturalmente, sono riemerse le raccomandazioni che mi faceva la mamma quando andavamo alla Standa di Palermo, uno dei primi negozi su parecchi piani, e fornito di scale mobili,per salire e scendere: allora, per la palermo degli anni Cinquanta un'assoluta novità.
La mamma mi spiegava che il momento veramente pericoloso era la parte finale del tragitto e che dovevo stare mooolto, ma moooolto attento. Ed io ubbidiente, me ne stavo con gli occhi incollati ai gradini, nell'attesa del fatico momento in cui con un rapido saltello avrei dovuto divincolarmi dalla trappola minacciosa che avrebbe potuto catturarmi ed inghiottirmi in un sol boccone.
Puff Puff, Pant Pant!
Ce l'ho fatta per questa volta! Wow!
Ma la prossima volta eviterò di mettermi a scattare funny foto sulle scale mobili.

Lezione appresa e metabolizzata!

La foto è venuta egualmente, ma totalmente mossa perchè, mentre la scattavo, mi arruzzolavo ingloriosamente.
L'ho voluta conservare perconservarememoriadell'istantedi "the fall".
Certo però che la mia caduta non diventerà "viral" come quella recentissima e rovinosa di Madonna sul palco del Brit Awards! Ma la mia ha avuto la stessa caratteristica, vissuta con fair play e all'insegna del principio "The show must go on!".

 

The Fall

Condividi post
Repost0
19 febbraio 2015 4 19 /02 /febbraio /2015 18:26

Ci sono certi giorni...

Oggi, qui a Londra abbiamo goduto d'una splendida giornata.

Il cielo era terso terso e brillante. Il sole allegro, per quanto mai troppo alto sull'orizzonte.

Temperatura mite e dentro casa, con il riscaldamento andante (tarato sulle giornate più fredde), un caldo bestiale. E non sapevo come fare per ridurne la potenza, perchè non ho mai chiesto come si fa.

Il salone era letteralmente inondato di luce.    

Via con la solita routine, iniziata alle 5.00 di mattino perchè Gabriel è stato alquanto precoce nel suo  risveglio. E anche all'alba il cielo dove cominicavano a comparire delle strie chimiche rossastre e la sottilissima falce della luna calante era di una purezza incredibile.

Ma qualcosa non mi soddisfaceva.Mentre gabriel ha dormito a lungo, ho dormito anch'io e ho letto, spostadomi in diverse postazioni di lettura, ogni volta con un libro diverso, attuando una tecnica primordiale - ma efficace - di disambientamento.

Ma con Babie dormiente mi sentivo tutto solo soletto.

E, svegliatomi prima di lui, non avevo nemmeno voglia di mettermi a scrivere, cosa che frequentemente è davvero l'ultima spiaggia: una specie di droga che assorbe totalmente la mia mente e che mi fa viaggiare nel tempo e nello spazio, come la lettura del resto. 

E' arrivato il postino che, come ogni postino che si rispetti, ha suonato due volte.

Poi, Babie s'è svegliato e abbiamo mangiato un piccolo snack.

Con una giornata così bella sarebbe stato naturale affrettarsi ad uscire (come avevo fatto ieri con un meteo molto più incerto, mettendo un sogno positivo nei miei buoni proprsiti).

Eppure l'ho tirata per lunghe, sistemando, aggiustando, rasandomi (cosa che avrei potuto fare tranquillamente più tardi).

Ci sono certi giorni...I miei propositi bellicosi di correre anche oggi, per tenere l'abitudine appena ripresa, si sono rapidamente afflosciati e mi sono sentito pericolosamente privo di energia.
E poi è sempre una seccatura doversi radere almeno una volta ogni due giorni. Se ci fosse una pillola per bloccare la crescita della barba la prenderei volentieri: ma certo non gli estrogeni, quelli sarebbero perfetti, ma produrrebbero anche altri effetti, decisamente indesiderati.
Che strano! Quando ero ancora un adolescente imperbe ero ansioso che la barba cominciasse a crescere e spiavo con ansia il rafforzarsi di tutti i segni di virilizzazione.
E provavo anche a radermi, in gran segreto, anche laddove non c'era nessuna barba fomata, tagliando via la sottile peluria che stava al posto della barba, immaginando che così facendo l'avrei rafforzata e irrobustita.

Il passaggio dal bagno quasi sempre mi deprime, soprattutto per il fatto di dover vedere una mia immagine riflessa che offende il mio narcisismo.

Quasi quasi, a fronte dell'incomodo psichico che ne deriva, é preferibile rimanere con la barba non fatta. 

Ma tant'è.

E oggi, vista la solfa, radermi mi ha depresso ancora di più.

Sia come sia, alla fine siamo usciti ("Wow! Ce l'abbiamo fatta!" - quasi che uscire sia partire per una complicata missione esplorativa), ma sin da subito ho deciso di non mettermi in assetto di corsa.

L'opzione è per una passeggiata, dunque, spingendo il baby jogger con zainetto sulle spalle.La giornata é bella, ma l'aria è pungente e lo sento soprattutto nella mia testa nuda. 

Solito giro: King Edward's Memorial Garden, Thames Path, Narrow Street, Limehouse Basin e da lì, indietro lungo Commercial Road.

Il Tamigi oggi - come ieri - é con l'alta marea: acque limacciose, onde gonfie che si infrangono sugli argini, gabbiani che stridono e si accapigliano.

E, approfittando dell'alta marea, una folla di imbarcazioni lo percorre verso la foce e, soprattutto, pesanti chiatte che trasprortano container e rifiuti e il catamarano che serve una linea in collegamento con underground e overground e che sempre mi sono ripromesso di sperimentare, senza per questo diventare operativo.

Uno stuolo di runner che vanno e vengono, un flusso senza interruzione, anche loro numerosi come i gabbiani: runner prestanti, runner goffi, camminatori, fitwalker, tutti a ricordarmi la mia infingardaggine e lo gran rifiuto semi-letargico di questo giorno. Due lady attempatelle camminano verso di me, poi una delle due due rompe il passo e comincia a trotterellare arzilla e, intanto, ridendo, incita ("Jog! Jog!") la compagna che segue immediatamente il suo esempio [nei micro-gruppi di corsa, c'è sempre un leader, è innegabile...].

Il mio passo è lento, strascicato, quasi per contrasto.Io, oggi, non "joggo"... Ci sono certi giorni...

Sono stanco: questi sono i miei momenti di loneliness estrema che io stesso costruisco da me. E, paradossalmente, ciò capita nei giorni che, oggettivamente, sono i più belli e dovrebbero essere vissuti più intensamente.

Eppure la natura risorge: alcune specie vegetali si esibiscono in una fioritura precoce, altre ancora prive di foglie sono gonfie di linfa e punteggiate di gemme,ronte ad esplodere, nelle zone periferiche i crochi sono in piena fioritura.

E alla fine, guardando piccioni e gabbiani volteggiare su di noi, e scendere in picchiata per contendersi qualche brandello di cibo ("Birdie, Birdie!" - grida Gabriel, eccitato), siamo ritornati indietro seguendo una strada diversa, con una piccola sosta da Sainsbury's (ma non quello solito: questo più profondamente indovato nell'East End islamico, quanto a merci esibite ha un aspetto un po' più proletario)per comprare alcune cose essenziali.

A casa abbiamo ripreso la nostra piccola routine quotidiana, rassicurante e avvolgente.

Pranzo per Babie.

Pranzo per me.

Rigovernare.

Spazzolata dei denti per Babie.

La stessa cosa per me.

E poi il nostro riposino quotidiano:

Babie si addormenta nella sua rocking chair ed io sul divano, accanto a lui, leggendo un libro e, nello stesso tempo, muovendo ritmicamente il dondolo: si tratta di un giallo che sta polarizzando la mia attenzione, ma non tanto da impedirmi di cadere addormentato.

 

E dormendo scivolo nel sogno di Lao-Tsu.

 

E dirò di più! So già cosa cucinerò per cena!Ma non lo scriverò qui. Lo farà sapere in altra sede, se qualcuno vorrà domandarmi.Non era la cena l'aspetto importante di ciò che ho scritto, ma qualcosa connesso con le epifanie. 


 

 


 

Ci sono certi giorni...

Condividi post
Repost0
24 gennaio 2015 6 24 /01 /gennaio /2015 06:13

Come topi nel labirinto

Shop Galleries at Canary Wharf
negozi ammiccanti

manichini in mostra

occhiali gioielli & paraphernalia

 

Un delirio di folla

febbrile

come topi in un labirinto

Le shop galleries come un labirinto per topi

Scalpiccio di piedi

brusio di parole

code alle mangiatoie

per il lunchbreak

 

Tutti si muovono in fretta

come in un film antico accelerato,

comici se non fossero tragici

come criceti intrappolati nella loro ruota

 

Fuori al sole

nessuno si avventura 

perchè fa freddo

Al mattino c'è una sottile gelata

sui tetti di ardesia

e i grattacieli sembrano cuspidi di ghiaccio

scintillanti in un sole obliquo

che stenta ad alzarsi

 

Ad una panchina assolata

i più preferiscono sotterranei claustrofobici,

grondanti false promesse

 

I bacini riempiti dal fiume addomesticato

risplendono della fredda luce invernale

 

E il Tamesis di acque limacciose

e correnti intrecciate ed alterne

scorre imperturbabile verso il mare

Condividi post
Repost0
24 gennaio 2015 6 24 /01 /gennaio /2015 06:00

Vivere la notte

Vagare per la casa buia, muovendosi con circospezione per non fare e non turbare il sonno degli altri

Mangiare biscotti sdraiato su di un divano troppo corto con i piedi che sporgono ad un'estemit...

Come sono buoni quei biscotti sbocconcellati a piccoli morsi e degustati ad occhi chiusi...

Il loro sapore è più ricco e più pieno che durante il giorno...

Leggere un libro e poi l'altro, anche loro sbocconcellandoli, come prima i biscotti

Fare di nuovo un giro veloce per casa e ascoltarne prima il silenzio e poi il sottile rumoreggiare delle tubature che si dilatano e dell'acqua che scorre nei muri...

Rimettersi seduto in poltrona, questa volta per divorare un capitolo d'un romanzo che ti sta piacendo particolarmente

Guardare le mail in arrivo e rispondere a questa e a quella

Consultare le statistiche del tuo magazine online

Alzarsi e prepararsi un the: per la tua prima colazione mattutina.

Poi, ne verranno altre

Un the sorseggiato assieme a due biscotti digestivi e ad un piccolo donout ormai raffermo, comprato ad una vendita promozionale una settimana fa, e per contorno altre letture ancora, osservando compiaciuto il progredire di diversi libri in cantiere.

Alcuni appena aperti, altri in stato avanzato di lavorazione.

E guardare dalle ampie finestre la notte che trascolora nel giorno

E i treni che vanno in su e in giù, senza fermarsi mai

E le luci delle council house di fronte.

E le strade senza passanti

E intanto prepararsi al ritmo del nuovo giorno, che vedrà ulteriori letture e scritture&piccole scoperte

Il mattino ha l'oro in bocca

Alcuni, cultori dell'inalienabile sonno lungo, definirebbero tutto questo insonnia

Ma la mancanza di sonno o il risveglio precoce o quello frequente possono essere volti a tuo favore, invece che vissuti con sofferenza

In fondo, il giorno dei monaci comincia presto: sono sempre tante le cose da fare e la mente deve essere sempre tenuta impegnata.

Il sonno troppo protratto è parente dell'accidia, dicono, oppure genera mostri


Condividi post
Repost0
18 gennaio 2015 7 18 /01 /gennaio /2015 06:16

L'alba di un nuovo giorno

 

L'alba di un nuovo giorno si accende, mentre ancora domina il silenzio della notte

 

Il mio culo appiattito da una lunga sessione mattutina davanti al PC urla e protesta

 

Ma ho fatto quello che volevo fare, per oggi, e mi ritengo soddisfatto.

 

Ora mi attende un po' di ginnastica home made per rivitalizzarmi.

 

Il cielo ad est si illuminana di vaga nuance arancione

 

La falce di luna ad est brilla cospicua nell'area del cielo ancora di un profondo blu che volge al nero.

 

Aerei con le loro luci ammiccanti intersecano rotte

 

Alieni in avvicinamento con le loro navi argentee solcano i cieli.

 

Dalla torre di cristallo scruto il mondo

 

Fogli volanti, pagine sparse e libri alati turbinano attorno a me 

 

Alcuni premono impetuosamente contro i vetri delle finestre perchè vorrebbero uscire e volare nel mondo.

 

Voci sussurrano e raccontano storie su quanto sia vasto e misterioso il mondo, al di là del banale che ci viene propinato.

 

E, all'improvviso, sento vivido nelle mie narici l'odore delle poseidonie portate a riva dalla mareggiata e l'odore aspro della salsedine.

Un ricordo d'infanzia che emerge impetuoso assieme al rombo della risacca sulla riva sabbiosa e l'eccitazione di correre sulla linea di confine tra terra e mare alla ricerca di conchiglie e di altri detriti spiaggiati

 

Corvi e gabb.iani, scoiattoli e nutrie riprendono in quello spazio intermedio tra la notte e il giorno i loro traffici

 

I tetti di tegole sono rivestiti da una patina sottile di ghiaccio che si dissolverà con i primi raggi del sole (se il sole mai tornerà a splendere)

 

 

E' sabato, sabato, sabato, uno dei tanti giorni dell'eterno ritorno 

Condividi post
Repost0
7 gennaio 2015 3 07 /01 /gennaio /2015 23:04

Quelli che non si fanno i cazzi loro e gli pseudo-buoni samaritani

Corro spingendo il passeggino da corsa (Baby Jogger) mentre Gabriel dentro se ne sta tranquillo e al caldo.

 Incrocio alla Villa dello Stadio una coppia e lei sbotta: "Uh! Corre con il bambino! Ma così lo strapazza!".

Più avanti, una zingara questuante all'incrocio, da lontano mi grida: "Il bambino prende freddo!"

Vado al cinema con mio fratello. Lo lascio per un attimo "parcheggiato" davanti all'ingresso secondario, che è privo di barriere architettoniche, mentre vado ad avvertire il personale perché ci apra la porta dall'interno. Sopraggiunge una donna di mezz'età affannata per essere quasi a passo di corsa che grida verso di me, concitata e con tono di rimprovero: "Ma come lo lascia da solo! Ma che sta facendo?", quasi io fossi un criminale reo di abbandono di un bambinetto di pochi mesi.

A tutti i costoro, dico: "Ma via, fatevi i cazzi vostri!"

Non ne possiamo più di questi pseudo-buoni samaritani sempre pronti a dire la loro! E altrettanto pronti ad interferire con il tuo operato in nome della loro giusta causa!

 

Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e dei briganti lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno» (Vangelo secondo Luca 10,25-37) 

 

Quelli che non si fanno i cazzi loro e gli pseudo-buoni samaritani 

Il Buon Samaritano (Van Gogh)

Condividi post
Repost0
3 gennaio 2015 6 03 /01 /gennaio /2015 06:20

Quel che rimane, quel che ci aspetta

 

Giorno dopo giorno,

vita dopo vita

 

Al mattino presto

quando è ancora buio pesto

dominano i rumori della spazzatura che viene ritirata,

sacchi pieni di vetro scossi e triturati dal Barong innominabile

e il frastuono della sua rumorosa ruminazione

 

La vita procede come sempre

nel suo alveo

 

Un Natale e un Capodanno sono pasati

come sempre

Cosa è cambiato? Niente!

Un tempo quello tra le due festivita di fine anno

era periodo - per quanto breve - di bilanci e grandi aspettative

di attese di rivolgimenti, 

di speranze di cambiamenti

e di trasformazioni cruciali e definitive

di punti di svolta

Oggi niente più

c'è alle porte soltanto un altro anno che verrà 

uno in meno da vivere

uno in più nel conto di quelli trascorsi

da annullare con un frego rosso

 

Cosa è successo?

Niente! E, forse, molto...

Ho avuto un altro figlio

che ora cresce rigogliosamente

Mi sono sposato per la seconda volta

Scrivo e medito

faccio foto

leggo a più non posso

e mi imbottisco la mente di avventure e di mondi

per il momento, almeno,

facendo scongiuri,

la salute non mi manca

Ci sono tutti gli ingredienti

per poter dire: il bilancio di quest'anno è stato buono,

non siamo ancora alla bancarotta

e possiamo guardare con fiducia a quello che verrà

Ma in un angolo del nostro cuore

siamo sempre come quel pastore nomade 

nelle steppe asiatiche che a notte

mentre il suo gregge dorme

lui solitario guarda alla luna

vagabonda in cielo,

anch'essa solitaria

 

Quel che rimane, quel che ci aspetta

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth