Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
21 giugno 2017 3 21 /06 /giugno /2017 17:40
Salvatore Crispi, gigante dei diritti delle persone con disabilità. Ecco come lo ricorda un caro amico nel secondo anniversario della sua scomparsa

Salvatore Crispi, mio fratello, se ne è andato all'improvvviso due anni fa, il 21 giugno 2015. Ha lasciato dietro di sè un profondo vuoto di affetti nei familiari e negli amici, ma soprattutto con lui è venuta meno un'impareggiabile, instancabile, forza nel promuovere nella Regione Sicilia la tutela dei diritti delle persone con disabilità, la sua azione continua, fatta di piccole cose, di tessitura instancabile di relazioni, di minuto e certosino lavoro di corrispondenze cartacee (e non), di mobilitazioni e di azioni concrete, animato dalla vision potente che soltanto se si è uniti, persone con disabilità di tipi diverso, si progredisce, al di là dei particolarismi e degli interessi di singole categorie o associazioni.
Ecco come lo ricorda Rosario Fiolo, amico e compagno di tante lotte.

Salvatore Crispi(Rosario Fiolo) Oggi 21 giugno 2017 ricorre il secondo anniversario della scomparsa di Salvatore Crispi,  sino alla sua morte Presidente (e impareggiabile animatore) del Coordinamento H per la tutela delle persone con disabilità della Regione Siciliana Onlus.
Salvatore è stato definito, senza alcuna retorica, "il Gigante dei Dirittti delle Persone con Disabilità" e chi gli è stato vicino può testimoniare ciò.
Ha lottato sino alla fine dei suoi giorni, sempre in prima linea con grande intelligenza e grande ironia.
Penso che, in questo periodo, da un lato, sarebbe stato contento per tutto quello che è stato messo in campo per garantire i diritti dei cittadini con disabilità, ma dall'altro lato sarebbe stato rattristato per come questa politica odierna disattenta e smemorata disattende le necessità dei cittadini con bisogni.
Salvatore era una persona testarda ed instancabile: queste sue caratteristiche è importante ricordarle oggi.
E' importante farlo per non arrendersi e per continuare sulla scia di quello che lui ci ha lasciato: un'idea forte di eguaglianza, di forza e di amore per il bene comune.
Non possiamo dimenticare quello che lui ha fatto e dobbiamo proseguire sulla sua sua scia: per lui, per noi, per le persone tutte.
Sempre grazie, Salvatore, per quello che sei stato tu, per quello che ci hai fatto diventare, per la società che hai cercato di fare progredire!

Repost 0
14 novembre 2016 1 14 /11 /novembre /2016 07:35
(foto di Cinzia Russo)

(foto di Cinzia Russo)

Il 13 novembre 2016  che, per Palermo, è stato il giorno della 22^ edizione della Maratona Città di Palermo, ha preso il via, sin dalle prime ore del mattino, anche il "Carrozzina Day", una giornata (in verità due sono state le giornate, poichè la manifestazione si è sviluppata tra il 12 e il 13 novembre) dedicata alla crescita della sensibilità contro le barriere architettoniche e alla diuturna battaglia per la mobilità sostenibile per tutti i cittadini con difficoltà motorie di ogni genere, non solo quelle connesse alle disabilità (facendo esempi a caso: anziani, donne in stato di gravidanza, mamme con neonati in carrozzina, soggetti che per incidente o malattie recente sono costrette a camminare con difficoltà, aiutandosi con le stampelle).  Il Carrozzina Day ha avuto i suoi momenti topici nel ripiano antistante la Cattedrale e poi lungo tutte le principali direttive stradali del Centro storico, successivamente sviluppandosi nell'arco dei due giorni previsti, nel corso dei quali molti volontari hanno guidato dei cittadini normali (e molti bambini anche) a sperimentare essi stessi dei percorsi, muovendosi sulle carrozzine dei diversamente abili.
Anche alla Maratona di Palermo, nella manifestazione collaterale non competitiva "The Walk of a Smile", sono stati molti i genitori che spingevano i propri figli in carrozzina: e il Primo Cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, poco prima di dare lo start alla Maratona e alla successiva e partecipatissima camminata non competitiva, ha voluto ricordarlo molto opportunamente, sottolineando che prima ancora delle barriere fisiche che definiscono il concetto di "barriera architettonica" occorre abbatterie le barriere mentali che creano forti ostacoli alla via verso la "normalizzazione" delle persone disabili e ad una loro mobilità senza ostacoli, facendo uno sforzo fondamentale e costante di mettersi sempre "nei panni" del disabile di chiunque sia in difficoltà.

Maratona Città di Palermo 2016 (13 nvembre 2016)  e Carrozzina DayLungo questo percorso ha un forte senso che cittadini e cittadine normalmente abili sperimentino cosa significa sedersi su di una carrozzina per disabili e che provino essi stessi a spostarsi lungo i percorsi quotidiani, imparando a rendersi di quanto sia attualmente irto di ostacoli il cammino di chi, diversamente abile, è costretto a spostarsi su di una carrozzina. E, interpretando questa necessità, lo stesso Sindaco, intervenendo all'apertura della manifestazione, ha voluto dare l'esempio.
Io - personalmente - credo che nelle scuole do ogni ordine e grado questo obiettivo debba essere perseguito con determinazione, in modo tale da dare ai ragazzi di oggi, cittadini di domani, una piena consapevolezza dicosa significhi essere diversamente abile.
Cinzia Russo, operatirice del volontariato, così commenta: "E' stata una bellissima esperienza che si ripeterà anche domani e che ha insegnato tanto a noi volontari. Io spero che molti dei miei concittadini che sono intervenuti sedendosi pure sulle carrozzine, abbiano compreso tutte le problematiche che una persona disabile o anche un anziano può trovare dove esistono le barriere architettoniche ma anche l'inciviltà di molti che parcheggiano le loro vetture ed i loro scooter/moto sui marciapiedi, sugli scivoli o direttamente sul posto riservato a loro. La cosa che mi ha emozionato particolarmente è stata quella di vedere i bambini fare il percorso sulla sedia in modo serio e compìto spiegando poi le loro sensazioni ai genitori. In cuor mio spero che questa città si adoperi per dare una qualità di vita migliore a tutte queste persone e che soprattutto il cittadino "normodotato" possa mettersi nei panni di..."
Se mio fratello Salvatore fosse stato ancora in vita, sicuramente - nella sua posizione di "paladino dei diritti dei disabili" - avrebbe partecipato.
Così commenta Vincenzo Marino, ricordando giustamente l'impegno profuso da Salvatore Crispi:

 

 

"Speriamo bene, e speriamo che le battaglie di Salvatore Crispi e quanto postiamo nei social, servano a fare crollare le barriere architettoniche, culturali e sociali che rendono un'esistenza ancora più difficile a Cittadini ed a Cittadine della città di Palermo".

Il 13 Novembre 2016, in Piazza Ruggero Settimo si è svolta la seconda giornata dell’evento del Carrozzina day, finalizzato a sensibilizzare tutti sulla necessità di vivere in una città a misura di essere umano, in qualunque condizione esso si trovi (bambino sul passeggino, persona in carrozzina, persone non vedenti, persone con difficoltà a deambulare, ecc).
Lo slogan era "Impariamo a metterci nei panni di”.
È subito ritornato in mente il 29 gennaio 2015, quando affiancando Salvatore Crispi, abbiamo partecipato ad una manifestazione, invitando quante più realtà sociali che rappresentavano le Cittadine ed i Cittadini diversamente abili, con un corteo che occupava parte degli assi principali del centro storico palermitano quali: corso Vittorio Emanuele , via Maqueda , via Roma e piazza Marina.
Tale manifestazione era stata preceduta da un incontro presso la sede operativa del "Coordinamento H", avvenuto il 15/01/2015 con il Vice Presidente e la Commissione Cultura della I Circoscrizione, nel quale erano stati condivisi tre obiettivi che si intendeva raggiungere:
• Tutelare i diritti di tutte le persone in situazioni di diversabilità;
• Garantire l’effettiva partecipazione a livello consultivo;
• Sollecitare l’Amministrazione locale ad adottare quanti più servizi per il territorio.
Lo slogan era: "LASCIA LIBERO IL MIO PASSAGGIO! Non per dovere ma per Cultura".
E’ scoraggiante verificare che, dopo quasi due anni, ben poco è cambiato e che, nonostante il Piano della nuova mobilità, le difficoltà di una tipologia di Persone resta alquanto trascurata.
Tali difficoltà aumentano in dismisura quando "gli incivili" occupano i posti auto riservati e/o posteggiano a ridosso degli scivoli ed in prossimità delle strisce pedonali, mettendo a repentaglio anche l’incolumità.
Molte Cittadine ed altrettanti Cittadini si sono messi alla prova sulla carrozzina, costatando di persona le difficoltà, attraverso la simulazione di un breve percorso realizzato ad hoc dagli Organizzatori.
Muscoli doloranti, complicazioni nella gestione della direzione, affaticamento, possibili ribaltamenti, imprecazioni quando trovavano uno scivolo occupato da una moto simbolica che li costringeva a ripercorrere il percorso.
Basilari le prove eseguite da diversi adolescenti, in quanto sono state gettate le fondamenta per una cultura sociale e solidale.
Ma la cittadinanza è abituata a superare le difficoltà e, per quanto possibile, "vivere in positivo".
Quindi grazie agli Organizzatori ed agli sponsor tale manifestazione, pur svelando la quotidiana drammaticità, si è conclusa in allegria.
Come tanti altri Volontari abbiamo offerto con il cuore il nostro modesto contributo, nella speranza che "Lazzaro potrà sedersi e camminare senza incontrare alcuna barriera".

Movimento dei Cittadini Sicilia

Repost 0
Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Società Disabili diversabili portatori di handicap Salvatore Crispi
scrivi un commento
4 novembre 2016 5 04 /11 /novembre /2016 10:59
Ozio Gastronomico a Palermo. Succede in Sicilia: come applicare al contrario la legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche

(Maurizio Crispi) Apre in questi giorni a Palermo un nuovo locale che si chiama “Ozio gastronomico - La Materia Prima” per iniziativa di Dario Genova, un eclettico pizzaiolo panormita, considerato tra i più bravi in Sicilia, che si sta così lanciando in una nuova avventura, dopo il lancio di "Tondo", sempre a Palermo, in Piazza Ignazio Florio.
Ozio Gastronomico è ubicato in via Libertà, angolo via Francesco Paolo Di Blasi al posto del Wine Bar Oliver, con ingresso su via F.P. Di Blasi, al numero civico 2.
Non si vuole entrare in questa sede nel merito delle proposte gastronomiche sicuramente interessanti e raffinate del nuovo punto di ristorazione palermitano (e, per inciso, sembra che a Palermo, in un panorama di languente economia le uniche attività che - anche se per brevi stagioni - riescono a fiorire, siano quelle della ristorazione a tutti i i livelli dal semplice punto di vendita di cibo da strada, alle gelaterie alle pizzerie e ai ristoranti più raffinati, passando per i venditori di junk food), ma si vuole coglere l'occasione per dissertare su di un'altra questione, ben più cogente e che nulla ha a che fare con la ristorazione in sé.
Oliver, nell'approdare a questa location, aveva intrapreso lodevolmente dei lavori per abbattere le barriere architettoniche esistenti e per consentire l'ingresso, almeno nello spazio terrazzato esterno sopraelevato rispetto al piano stradale e al marciapiede, ai disabili in carrozzina (ed anche, ovviamente, delle mamme con passeggino per i propri infanti).
Io stesso, grazie a questo beneficio (e sappiamo quanto a Palermo i privati siano restii ad applicare le norme che regolamentano l'abbattimento delle barriere architettoniche) ci sono andato frequentemente a prendere un aperitivo assieme a mio fratello, disabile in carrozzina).
Tutto il lavoro fatto dal gestore di Oliver, in questo passaggio, è stato prontamente annullato, per ripristinare le condizioni originarie dello spazio terrazzato antistante.
Inizialmente, ignoravo che questi lavori di riaggiustamento fossero stati realizzati per creare le premesse di un nuovo locale pubblico al posto del precedente: pensavo, semplicemente, che un privato stesse facendo delle ristrutturazioni e delle modifiche al proprio spazio abitativo (e in questo caso la cancellazione della precedente rampa per disabili in carrozzina poteva ancora essere accettata). Ma grande è stata la mia sorpresa nel constatare che tutti questi lavori erano finalizzati all'avvio di un nuovo esercizio di ristorazione, quando ho visto collocate le targhe che ne annunciavano il nome.
A Palermo, può veramente capitare di tutto sino al paradosso di dover vederer che le norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche vengano applicate all'incontrario e che, quindi, in un luogo adibito ad esercizio pubblico e, sotto questo profilo, già a norma (cosa peraltro a Palermo alquanto rara), si possa procedere ad una cancellazione delle preesistenti facilitazioni per disabili.
Tutto ciò è rivelatore di molta, molta, insensibilità e di assenza di political correctness, ma anche espressione di una forte social unfriendliness nei confronti delle categorie di cittadini disagiati e con difficoltà motorie.

Già questo semplice (ma non irrilevante) dettaglio, facendomi pensare alle molte battaglie combattute da mio fratello Salvatore Crispi proprio per l'applicazione delle norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche, un movimento interiore di forte rifiuto.
E non credo che per quanto io non sia disabile, nemmeno per curiosità mi recherà mai in questo locale.
Non ci sono né scuse né scappatoie: fintantochè ci sono le barriere architettoniche, chi  indossa i panni del gestore di un un luogo pubblico, può fare spallucce e dire che "...sì, si dovrebbe fare qualcosa, ma come la mettiamo con i costi da affrontare?, ma che si spendano soldi per eliminare facilitazioni precedentemente esistenti - quasi fossero un inutile ingombro - questo è proprio il colmo e non ammette scusanti di alcun genere. Siamo di fronte ad un'attività che parte con un implicita (e nemmeno tanto)  dichiarazione di una volontà di esclusione dei disabili e di tutte le categorie di svantaggiati ed adulti "deboli" e "con difficoltà motorie".
E non me ne voglia Dario Genova per queste osservazioni che, frutto di un'amara e sconsolata riflessione, non vogliono essere dirette contro la sua attività e contro la sua periza di pizzaiolo, ma contro chi lo ha consigliato in questo percorso di ristrutturazione degli spazi operativi del suo nuovo esercizio.

Legge 9 gennaio 1989, n. 13 - Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati. Circolare regionale esplicativa. Per barriere architettoniche si intendono: a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti; c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi. Ciò premesso e partendo dal fondamentale presupposto che lo scopo principale, se non unico, della legge in oggetto. E' sostanzialmente il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privatiî ovverosia fornire, in parte, i mezzi ai soggetti che presentano determinati requisiti per la realizzazione di tutte quelle opere o l'acquisto di quegli ausili che permettano loro di vivere la loro quotidianità nella maniera meno disagiata possibile sotto il profilo della mobilità in genere ed in particolare dell'accessibilità, adattabilità e fruibilità delle proprie abitazioni, si evidenziano di seguito i requisiti soggettivi ed oggettivi necessari ed indispensabili per l'accesso al contributo pubblico e le procedure da seguire nel procedimento amministrativo in parola.

Repost 0
Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Riflessioni Società Disabili diversabili portatori di handicap Salvatore Crispi
scrivi un commento
20 aprile 2016 3 20 /04 /aprile /2016 16:54
Fratelli al cinema 3D

Fratelli al cinema 3D

A volte, mio fratello era davvero burbero e intrattabile.
Su alcune questioni si irrigidiva e non c'era verso di discutere e di ragionare.
Dopo la morte della mamma, abbiamo avuto un grande riavvicinamento e vissuto degli splendidi momenti assieme, anche se - a volte -  per le ragioni enunciate si determinanavano delle incomprensioni.
Salvatore, in maniera ancora più marcata dopo la morte della mamma, avrebbe voluto vivere una vita da anacoreta spartano, soprattutto per quanto riguardava òl'alimentazione.
Si creavano dei conflitti. Io mi sentivo responsabilizzato sorvegliare che si alimentasse in maniera adeguata, mentre lui cercava di tenere fede con caparbietà alla sua decisione.
Spesso discutevamo su questa faccenda e litigavamo anche.
Non so perchè fosse così rigido... O meglio lo so. Questa ed altre cose (come l'aderire a decisioni apparentemente irragionevoli) investivano dei campi in cui poteva esercitare la sua volontà di autodeterminazione che, tuttavia, a volte collideva con il principio dell'autoconservazione.
Io mi sentivo in dovere di spingerlo a mangiare, rispettando tuttavia la sua volontà di mangiare poco.
Facevo cucinare giornalmente, ma ero io a dovermene occupare (e tutto ciò che vi era connesso, come fare la spesa, decidere le pietanze etc), perchè a sentir lui era sufficiente mangiare "una patata bollita" a pranzo e a cena.
Condizione fondamentale era che io fossi presente al momento dei pasti, in modo da poter utilizzare dei piccoli trucchi (che poi erano gli stessi che usava la mamma per farlo mangiare un po' di più),

Salvatore CrispiE così andavamo avanti: la mia vita in quel periodo è cambiata molto proprio perchè io subordinavo l'architettura della mia giornata all'esigenza di essere presente ai pasti, mattina e sera.
E così andavamo avanti.
Il prezzo? Qualche lamentela da parte sua, qualche presa di posizione clamorosa, ma poi trovavamo sempre una via di mezzo che fungesse da crinale tra la sua volontà e la mia.
Ma, naturalmente, perchè tutto funzionasse bene era necessario che io fossi presente.
Quando ero in viaggio?
Inevitabilmente le cose cambiavano.
Lo scettro del comando passava pienamente a lui e si doveva fare come diceva a lui, anche se il suo carer aveva in parte appreso i miei metodi e anche lì si trovavano delle soluzioni di compromesso, ma pur sempre in minus rispetto a quando c'ero io.
Nel corso del tempo, Salvatore era forte dimagrito e, da che era robusto e pienotto, pesava quanto un fuscello.
Un'altra cosa su cui si manifestava il suo forte temperamento era quando, avvicinandosi delle ricorrenze che lo riguardavano, come il compleanno e l'onomastico o cert efestività in cui io cercavo di mantenere le consuetudini a cui la mamma teneva, mi proibiva con veemenza di fare qualsiasi cosa per lui e, soprattutto, di convocare amici e parenti per una cena assieme.
Presi ad organizzare degli "eventi" familiari di nascosto: di modo tale che poi la riunione familiare predisposta dovesse risultare una "sorpresa" per lui, davanti alla quale non c'era altre da fare che opporre un buon viso.
Prima di arrivare a questo stratagemma che, poi, a tutti gli effetti era un vero e proprio segreto di Pulcinella, perchè lui capiva tutto, ma - sornione - faceva finta di non sapere e di cascare dalle nuvole, avemmo su questo tema un clamoroso litigio che finì in una manifestazione irata da parte sua e nella mia ritirata, come spesso accadeva in simili circostanze.
Ma fu solo una ritirata strategica, poichè nelle ore successive - dopo una ponderata riflessione - gli scrissi una lettera e gliela feci trovare sul tavolo della sua stanza.
La lesse sicuramente, ma non mi disse mai niente: non parlammo di come accomodare le cose
Ma da allora, dopo la lettera, non ci furono più eclatanti discussioni.
Trovammo un punto di equilibrio e mi lasciò fare.
Eccola di seguito: la propongo adesso, perchè me n'ero dimenticato e mettendo ordine tra le sue cose, l'ho trovata in uno dei cassetti della sua scrivania.
Mi ha commosso il fatto che l'avesse conservata: evidentemente l'aveva letta, ci aveva riflettuto e l'aveva considerata una cosa da conservare, un'importante documento visto che di queste cose non parlavamo mai direttamente (ma più che altro per una lunga consuetudine familiare).

Tutti assieme riuniti in occasione del 90° compleanno della mamma.

Tutti assieme riuniti in occasione del 90° compleanno della mamma.

Caro Tatà,
Con tutto l'affetto che ci lega, non posso assolutamente essere d'accordo con quello che mi hai appena detto, proprio per niente.
Le ricorrenze hanno un senso, proprio perchè in quelle occasioni ci si manifesta reciprocamente l'affetto che si prova e le piccole cose celebrative che si fanno hanno un piccolo costo materiale ed un elevato valore simbolico.
E, proprio per questo, non sono inezie che si possano liquidare per l'esigenza di mantenere (motivati dalle circostanze) uno stile di vita sempre più quaresimale e penitenziale.
Viviamo assieme, consumiamo assieme i nostri pasti e condividiamo molte altre cose.
Io ritengo che le piccole ricorrenze vadano comunque celebrate: altrimenti c'è il rischio che, levando questo e quello, ci si ritrovi a vivere come in una tomba.
In più, ti diro una cosa: queste piccole celebrazioni sono un modo per ricordare nostra madre e farla vivere con noi.
FratelliNegli ultimi tempi, quando non aveva più le forze, mi diceva sempre: "Ricordati che domani è l'onomastico di Salvatore" oppure "Domani è il suo compleanno", "Comprami un regalino per l'onomastico di tuo fratello"!
E proseguiva, esortandomi: "Mi raccomando, pensaci tu che io non posso fare più niente".
Quindi, ricordarci delle ricorrenze e fare non quello che tutti fanno, ma il minimo che si possa fare, come spegnere una candelina oppure mangiare dei dolci e rendere così il giorno un po' più speciale è un modo di ricordare nostra madre e perpetuare la sollecitudine che, in tutti i modi, metteva in atto nei nostri confronti.
Altrimenti, non ha più senso nemmeno ricordarla con una messa mensile.
Quindi, non ti seccherai né ti arrabbierai, se procederemo nel consueto modo. Non fare niente del tutto, come tu chiedi, per me sarebbe tradire la memoria di mamma.
Con un abbraccio
maurizio

Repost 0
Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Ricordi Salvatore Crispi
scrivi un commento
9 aprile 2016 6 09 /04 /aprile /2016 09:08
Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi

Il 2 aprile 2016, in occasione della manifestazione svoltasi a Piazza Castelnuovo di Palermo nel contesto della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’Autismo (voluta dall’ONU), Fiorella Acanfora, fondatrice della organizzazione di solidarietà familare “Futuro semplice onlus”, ha reso un tributo a Salvatore Crispi, “il gigante dei diritti dei disabili”, scomparso con dolore e costernazione di tutti lo scorso 21 giugno 2015. Un tributo toccante e profondo che viene riportato qui di seguito nella sua integrità.
Grazie, Fiorella, per il bellissimo tributo alla memoria e soprattutto per la statuizione e l'augurio che Salvatore continui a vivere in noi.

 

Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi
Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi
Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi
Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi
Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi
Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi
Un tributo di Fiorella Acanfora per il Gigante dei Diritti dei Disabili, Salvatore Crispi

(Fiorella Acanfora) Mi è stato chiesto di parlare di Salvatore Crispi, l’amico Salvatore.

E se il mio pensiero va a lui, ricordo non solo un uomo sempre disponibile, competente, ma soprattutto una persona in grado di condurre fino in fondo tutte le battaglie per salvaguardare i diritti di tutti, spesso negati. Competente non perché portasse sul suo fisico i segni di una grave disabilità, ma perché intrinseca a lui era la voglia di conoscere e l’aggiornamento continuo. Non c’era legge che io indicassi che lui non conoscesse già, né circolare né direttiva. Ha sollecitato la Regione perché si dotasse di buone leggi sulla Disabilità, fin dagli anni ’80.
Ha collaborato al Piano Triennale per la Disabilità nella Regione Sicilia, da lui continuamente sollecitato fino alla sua pubblicazione nel 2006.

Ed era uno dei pochi che, fra le persone a rischio di emarginazione e con disabilità, includeva anche le persone con disabilità intellettive e i Familiari che ho sempre definito “portatori sani di disabilità”.

Era uno dei pochi che lottava per i diritti delle Persone Disabili, senza distinzioni e senza settorializzazioni, con signorilità e senza timore alcuno. Un “signore battagliero”, un vero guerriero, senza macchia e senza peccato, che riusciva ad esprimere i suoi concetti e le sue certezze con garbo ma con fermezza, scandendo quelle parole, che venivano fuori con difficoltà, a volte persino con durezza, se la situazione lo richiedeva. Perché Salvatore “viveva”, anzi “divorava la vita a grandi morsi”. Ed è stato presente, pallido ma sorridente, per le manifestazioni organizzate dalla Rete dei CSE. Perché i diritti non hanno tempo, perché lui il tempo lo trovava, sempre. E quando abbiamo scritto sul volantino “Oggi non si può più perdere tempo, noi non ne abbiamo!”, non sapevamo che il tempo sarebbe venuto a mancare proprio a lui…

2 aprile 2016. Giornata Mondiale della consapevolezza dell'autismo. Durante il tributo reso da Fiorella AcanforaCome amica, ricordo ancora, dopo più di vent’anni, il sorriso che mi ha accolto nel suo studio, la fucina dove si forgiavano tutte le azioni che Salvatore, con il Coordinamento H, avrebbe portato avanti. Dove le mamme di ragazzi speciali, come me, si presentavano per chiedere aiuto, consigli e suggerimenti. Dove le mamme come me hanno trovato la forza di unirsi con altre mamme per portare avanti le loro battaglie. Come Futuro Semplice e Parlautismo, associazioni di familiari.

Le sue parole mi hanno spronato sempre di più ad andare avanti nel cammino intrapreso, “nonostante tutto e tutti”.

Sono certa che non sarebbe mancato alla presentazione di “Figli con le Ali”, il lungo racconto di una vita con una figlia speciale e rara ma non invisibile, speciale come lo sono tutti i familiari presenti, qui e non solo. Mi sarebbe stato accanto e mi avrebbe spronato, come sempre.

Sarebbe stato qui, in questo Teatro, con il suo sorriso sornione, pensando a quali azioni condurre affinché fossero sempre tutelati e rispettati i diritti di tutti.

E sarebbe stato fiero di quello che stiamo continuando a fare, le organizzazioni siciliane, le persone disabili e i familiari, per fare sì che il Coordinamento H continuasse a vivere attraverso le nostre gambe, le nostre azioni e il suo cuore. Quel cuore che quasi dieci mesi fa ha improvvisamente smesso di battere nel suo corpo, continuando però in quello di tutti noi.

Nel sentirmi fiera di aver collaborato con lui, di averlo conosciuto e di avere condiviso momenti importanti della vita, penso che l’eredità di Salvatore vive in ognuno di noi e non sta andando perduta attraverso un nuovo Coordinamento H. E continuerà con il Tavolo Sociale, ma soprattutto con la collaborazione fra tutte le Amministrazioni, perché le persone con disabilità “non appartengono” ad un Assessorato più che ad un altro: i loro diritti appartengono a tutti i cittadini e a tutte le Amministrazioni e solo dalla collaborazione degli Enti Pubblici con il Privato Sociale potranno nascere interventi mirati e adeguati alle esigenze di tutti.

Andiamo quindi, avanti e collaboriamo “…come tessere giganti di un domino che non avrà mai fine” (De Andrè, Recitativo Corale).

Repost 0
Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Fiorella Acampora) - in Salvatore Crispi Salvatore Crispi-Coordinamento H
scrivi un commento
3 luglio 2015 5 03 /07 /luglio /2015 06:26
Il sistema integrato degli interventi a favore delle persone con disabilità: le buone leggi ci sono, bisogna applicarle, tramutandole in buone prassiIl sistema integrato degli interventi a favore delle persone con disabilità: le buone leggi ci sono, bisogna applicarle, tramutandole in buone prassi

A Palazzo delle Aquile (Palermo), il 30 giugno 2015, in occasione della “Tavola rotonda sulla legge 328/2000″, organizzata dall’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con ASAEL (Associazione siciliana amministratori enti locali), che ha preso lo spunto dalla presentazione del saggio di Salvatore Migliore, dal titolo “Sistema integrato di interventi e di servizi sociali: un progetto per garantire la qualità della vita”, volume che si apre con un'introduzione scritta da Salvatore Crispi.
Salvatore era stato invitato a far parte del cast dei relatori: non è stato presente materialmente, ma lo è stato in spirito ed è stato commovente sentire le parole su di lui enunciate dal Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Orlando e dall'autore del volume, che - nei confronti di Salvatore - aveva un rapporto pluriennale di stima ed affetto.
(Dalla locandina dell'evento, Nadia Spallitta) Sulla scia del testo di Salvatore Migliore, si ritiene che è importante porsi l’obiettivo di verificare lo stato di attuazione della c.d. “Integrazione-socio- sanitaria” che fu alla base della riforma del sistema di welfare nel nostro paese e che in Sicilia costituì agli inizi degli anni duemila uno degli obiettivi della politica.
Infatti, in un quadro di auspicabile realizzazione di crescita della nostra società, non si può parlare di politiche economiche ed occupazionali, di partecipazione al mercato del lavoro e di sviluppo economico della nostra regione, senza porre l’accento sullo sviluppo delle politiche di inclusione, coesione e protezione sociale.
Sulla base di queste considerazioni, ci si permette sottolineare che a questa opera di necessaria rivisitazione della legislazione regionale in materia socio-sanitaria, auspicata nel presente lavoro dall’Autore, sarebbe opportuno che la Regione coinvolga sempre più gli enti locali, primi attori nell’appagamento dei bisogni dei cittadini e finanziatori delle varie politiche integrative dei programmi dei piani di zona.

Salvatore Crispi, come si è detto sopra, dietro richiesta dell'autore del volume, aveva scritto un'introduzione densa che espone in maniera lucida lo stato dell'arte sui temi dell'integrazione socio-sanitaria nell'intervento a favore dei disabili che, pur auspicato e previsto dalla legge nazionale del 2000 rimane ancora ben lontano dall'essere operativo.
Di seguito la sua premessa.

Il sistema integrato degli interventi a favore delle persone con disabilità: le buone leggi ci sono, bisogna applicarle, tramutandole in buone prassi

(Salvatore Crispi) Le grandi normative di riforma, in grado di incidere, anche in prospettiva, e di accrescere la qualità della vita delle persone, sono state approvate, in molti casi grazie alle pressioni delle Associazioni di base e del terzo settore in genere, superando e forzando in qualche modo, i momenti sociali e culturali nei quali le assemblee elettive (Camera dei deputati, Senato della repubblica e, per la Sicilia, l’Assemblea regionale siciliana) hanno approvato le stesse normative.

Spesso ci si confronta con impostazioni sociali culturali operative e concettuali contenute nello spirito e nella lettera delle norme, che molto spesso non corrispondono al momento sociale in cui si vive o, per lo meno, perché ci si adagia poiché il “cambiamento” è sempre fastidioso; infatti il cambiamento può comportare, tra le altre cose, la necessità di rimuovere delle incrostazioni che nel corso di questi anni si sono formate sul territorio a scapito del benessere di tutta la collettività.

Questo si è verificato sia, nello specifico sull’area della disabilità, con la legislazione promulgata dallo Stato e dalla Regione Siciliana, ma soprattutto con la legge nazionale 328/2000, che ha suscitato grande interesse ed aspettative poiché si affrontavano, finalmente, i problemi che vivono quotidianamente le persone senza quella divisione, deleteria, tra gli ambiti sanitari e sociali, per introdurre concettualmente il principio culturale, sociale e operativa che la tutela della salute e il benessere dei residenti sul territorio deve passare attraverso il processo reale e concreto d’integrazione socio sanitaria senza alcuna sovrapposizione o divisione di competenze tra le istituzioni sanitarie e sociali operanti sul territorio per realizzare una rete interistituzionale ad esclusiva beneficio dei cittadini.

La legge 328/2000 con l’andare del tempo (sono passati 15 anni dalla sua approvazione) ha provocato molte amarezze e delusioni poiché non si è stati capaci di tradurre in fatti concretamente operativi le buone norme contenute nel testo legislativo.

La superficialità, l’ignavia, la scarsa conoscenza della norma, la separazione consolidata degli ambiti sanitari e sociali e la mancata volontà di utilizzare lo strumento a disposizione per intraprendere il percorso dell’integrazione socio sanitaria, hanno determinato una mancata applicazione di fatto di questa normativa sia a livello nazionale, regionale e locale.

Concettualmente e operativamente è indispensabile fare in modo che l’integrazione socio-sanitaria non sia un coinvolgimento estemporaneo o momentaneo degli ambiti sanitari e sociali su un problema o su una azione specifica, ma bensì un processo continuo per assicurare alla persona interventi senza soluzioni di continuità in grado di assicurare condizioni di vita migliori e di qualità.

Inizialmente, questa normativa è stata vista anche come una legge di spesa che poteva risolvere, sia pure temporaneamente un problema rispetto ad un altro avvantaggiando un ambito piuttosto che un altro.

La difficoltà di mettere insieme tutti questi processi e di favorire il dialogo, codificato, attraverso un linguaggio comune delle istituzioni sanitarie e sociali, hanno, di fatto rallentato o reso totalmente non applicata la legge 328/2000 che invece prevede che le azioni che compongono il Piano di zona siano aggiuntive e innovative rispetto ai servizi che in base alla vigente legislazione devono ordinariamente erogare gli Enti locali (in Sicilia le Aziende sanitarie provinciali e i Comuni).

A queste difficoltà si aggiunge che, la sempre maggiore ed evidente riduzione dei trasferimenti delle somme occorrenti in maniera ordinaria dallo Stato e dalla Regione siciliana verso gli Enti locali e i Comuni in particolare, ha determinato che gli stessi Comuni per realizzare e per non interrompere servizi essenziali e prioritari indispensabili alla vita quotidiana dei residenti, sono stati costretti ad attingere ai fondi destinati alle azioni dei Piani di zona trasformando di fatto gli stessi servizi essenziali e prioritari che devono avere per le loro funzioni continuità ed essere dal punto di vista temporale illimitati, in azioni progettuali che hanno quindi un inizio e una fine abbastanza ravvicinata.

Per quanto riguarda l’area della disabilità, la norma veramente innovativa è l’articolo 14 della legge 328/2000 che prevede che i Comuni istituiscano delle commissioni integrate con professionisti provenienti dalle Aziende Unità Sanitarie locali (ora in Sicilia dalle Aziende Sanitarie Provinciali), cioè dall’ambito sanitario, per elaborare ad ogni persona con disabilità, che ne faccia richiesta, il Piano individualizzato.

Questo Piano che, in base alle condizioni patologiche di minore, media, gravi o gravissimi di disabilità, deve essere indirizzato al benessere biopsichico sociale della persona.

In questa ottica, gli interventi individuati possono variare dal servizio domiciliare semplice, quindi esclusivamente sociale, a quello integrato (ADI), al trasporto, all’organizzazione di centri socio-educativi, anche, per fare emergere le potenzialità della persona disabile o per recuperare e mantenere le sue capacità residue, ai servizi, anche residenziali o semiresidenziali che, devono fornire i Comuni e, le altre istituzioni competenti per territorio (come per esempio le ex Province Regionali ora Liberi Consorzi dei Comuni ), sempre di concerto là dove occorra con le istituzioni sanitarie territoriali, per potenziare, implementare e mantenere con continuità il processo d’integrazione scolastica per gli alunni con disabilità, ecc.

Sono interventi, che già di per sé obbligano ad un coinvolgimento di tutte le istituzioni presenti sul territorio con le loro varie competenze più o meno grandi, dirette o indirette sull’area della disabilità, e rendono indispensabile un lavoro di rete interistituzionale nel quale siano coinvolti anche le Associazioni di base che tutelano i diritti delle persone con disabilità o che gestiscono per conto dell’amministrazione pubblica servizi a loro favore.

Seguendo quest’ottica il lavoro è molto intenso e complesso, senza la costruzione o ricostruzione di un Sistema codificato ( per la verità, la codificazione del sistema è già contenuto dello spirito e nella lettera della normativa vigente) e, quindi gli ambiti sanitari e sociali devono sempre di più essere coesi.

Senza dubbio, i Piani individualizzati, ai sensi dell’Articolo 14 della legge 328/2000, sono la cartina di torna sole, per poter redigere Piani di zona sempre più confacenti e rispondenti alle necessità delle persone che risiedono nei territori dei 55 Distretti socio sanitari della Regione Siciliana; i Piani individualizzati redatti , infatti, permetterebbero di individuare, nel miglior modo possibile le azioni che devono avere priorità, le risorse umane ed economiche da impiegare e i meccanismi per implementare le caratteristiche di efficienza, efficacia, trasparenza, economicità e soprattutto qualità che devono riempire i contenuti delle stesse azioni.

Le sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR), in questo senso, che si sono succedute in questi anni hanno avuto il merito soprattutto di costringere le istituzioni ad offrire alle persone con disabilità delle risposte immediate alle loro necessità, ma anche hanno riproposto all’attenzione delle amministrazioni pubbliche l’esigenza dell’elaborazione dei Piani individualizzati alle singole persone che ne fanno richiesta, quale strumento indispensabile per elaborare ed attivare una programmazione organica e globale, come del resto recitano le vigenti normative, sull’area della disabilità e del sociale in genere.

Finora, non sono molti i Piani individualizzati redatti, sia per una scarsa conoscenza e mancata lettura approfondita dei testi normativi da parte delle istituzione territoriali e per una assenza, quasi completa d’informazioni offerte alle persone con disabilità, ai loro genitori e alle loro Associazioni di base, sia perché della maggioranza dei Comuni vi è una totale assenza di una programmazione organica e globale che coinvolga, non solo l’ambito che, nell’immaginario collettivo, è deputato essenzialmente ad occuparsi di persone fragili e con disabilità, bensì l’intera Amministrazione pubblica per garantire con le risorse umane ed economiche e indispensabili, non solo l’assistenza domiciliare ma anche il resto che si evince da una attenta lettura dello stesso Piano individualizzati.

Questa situazione è favorita anche dalla Regione Siciliana e in particolare da suo Assessorato della Famiglia delle politiche sociali e del lavoro che, emana provvedimenti straordinari ( come per esempio i bandi per accedere ai contribuiti annuali per le persone con disabilità gravi o gravissimi o per l’assistenza di H 24), che hanno una durata limitata nel tempo e, non ordinari, come dovrebbero essere in base a le attuali disposizione Legislative .

In questo periodo la devastante crisi economica, finanziaria e, quindi di liquidità che avviluppa la nostra società, si registra la tendenza a ridurre sempre di più i servizi essenziali, codificati dalle normative, a favore delle persone fragili e con disabilità; questo avviene soprattutto a causa della riduzione sempre maggiore delle somme necessarie trasferite dallo Stato e dalla Regione Siciliana ai Comuni che sono chiamati in prima persona a realizzare tutti quei servizi essenziali e indispensabili per sostenere e , poi migliorare la qualità e la vita delle persone.

Recenti sentenze del TAR e normative sia pure amministrative, invece, evidenziano che i servizi essenziali devono essere garantiti, assicurando la loro continuità, qualunque sia la condizione di bilancio dell’amministrazione pubblica.

L’ennesima disamina su quest’ambito di Salvatore Migliore, già dirigente dell’Assessorato agli Enti locali della Regione Siciliana e successivamente di fondamentali istituzioni sanitarie di Palermo, attento e sensibile lettore e analista sulle politiche sociali, socio sanitarie, di integrazione ed inclusione delle persone fragile e con disabilità, arriva puntuale e precisa e costituisce, come già è avvenuto per altri suoi libri, un testo prezioso da consultare per gli operatori e da leggere per avere suggerimenti e motivi di riflessione ed anche degli stimoli per andare avanti con sempre migliori capacità di incidere per migliorare la qualità della vita dei cittadini e, comunque delle persone residenti nel territorio della nostra Sicilia.

 

Salvatore Crispi sino alla sua improvvisa scomparsa, avvenuta il 21 giugno 2015, è stato il Responsabile del Coordinamento H fra le Associazioni che tutelano i diritti delle Persone con disabilità nella Regione Siciliana e quello qui riprodotto è stato uno dei suoi ultimi scritti ufficiali.

Questo ha scritto Salvatore Migliore in calce alla prefazione di Salvatore Crispi, al suo volume

Ipse dixit. Conosco Salvatore Crispi da molto tempo e l’ho sempre apprezzato per il suo generoso e costante impegno per la difesa dei diritti delle persone con disabilità. In qualche occasione, ho detto che la mia attenzione verso i problemi delle persone con fragilità e di quelle con disabilità, in modo particolare, oltre che la mia esperienza come funzionario dell’ex Assessorato regionale degli Enti Locali, è stata sollecitata dall’esempio di Salvatore. Conoscendolo non si può fare a meno di porsi il problema: cosa posso fare io per aiutarlo nella sua battaglia quotidiana contro l’indifferenza delle Istituzioni, per agevolare l’attuazione di tante normative che anzicchè sollievo hanno provocato delusioni e disagi perché non attuate? Un interrogativo che mi sono posto anch’io allorquando un giorno ho scoperto un Salvatore deluso perché alla mia domanda: "Salvatore come vanno le cose?". "Male! Male!" - mi ha risposto con tanta sofferenza e delusione in volto.

Ora, leggendo la nota scritta da Salvatore, da me richiesta, per il mio libro, sono stato immediatamente sollecitato a scrivere questa breve ma sentita riflessione.

La nota (suggerisco di leggerla attentamente) è una lezione umana prima che tecnica. Confermano il mio giudizio sulla numerosa normativa prodotta a favore delle persone con disabilità: puntuale e ricca di buoni propositi, ma nei fatti ha provocatrice di tante delusioni perché non attuata.

Allora, quanti avranno la opportunità di leggere la nota di Salvatore o di ascoltarlo nelle sue numerose presenze in convegni e manifestazioni varie, deve prendere, come suole dirsi, per oro colato le cose che dice e come il filosofo Pitagora, merita di essere beneficiato della frase ipse dixit, non per essere criticato come accadeva per il filosofo, ma per apprendere come stanno effettivamente le cose nel campo della disabilità e, auspicabilmente, per una motivazione di impegno a loro favore. (Salvatore Migliore)

 

 

 

Repost 0
2 luglio 2015 4 02 /07 /luglio /2015 05:30
Salvatore Crispi e il coraggio di non arrendersi di fronte ad ostacoli apparentemente insormontabili. Un tributo di Maurizio Li Muli
Salvatore Crispi e il coraggio di non arrendersi di fronte ad ostacoli apparentemente insormontabili. Un tributo di Maurizio Li MuliSalvatore Crispi e il coraggio di non arrendersi di fronte ad ostacoli apparentemente insormontabili. Un tributo di Maurizio Li Muli

Ecco un intenso ricordo personale di Salvatore Crispi, scritto da Maurizio Li Muli, consigliere comunale della V Circoscrizione di Palermo, già pubblicato sul suo blog.
(Maurizio Li Muli) E’ molto difficile esprimersi quando tanti, troppi ricordi affollano la memoria, quando lo stato d’animo è affannato, quando l’emozione non accenna a placarsi.
Salvatore Crispi ha inciso in modo determinante nella mia vita, così come in quella di tutti noi.

Il Coordinamento Handicap Sicilia è uno dei suoi capolavori. Palermo, l’intera regione Sicilia e il mondo della disabilita possono contare su quelle Leggi, invero spesso disapplicate, perché Salvatore ha saputo imporle sulla scena con caparbietà, con autorevolezza e spendendosi con tutte le sue forze fisiche. Questo nessuno potrà e dovrà mai dimenticarlo.
Noi tutti abbiamo presente come se fosse qui con noi con quanta energia, con quanta lucidità e determinazione, con quanta generosa dedizione e con quale carisma, Salvatore riusciva a trasmettere le sue intuizioni, le sue idee su come cambiare, su come aiutare la politica, le Amministrazioni per consentire una vita piena, cosciente e degna di essere vissuta dai disabili siciliani tutti.
Fu capace, grazie alla sua caparbietà, di fondare il Coordinamento H [in cui "H" sta per "handicap"- ndr], fucina di idee e proposte per tutte le amministrazioni, capace di farsi ascoltare e mettere insieme le svariate associazioni, che spesso, purtroppo, con il loro tipico egoismo, preferivano agire isolatamente come se un handicap fosse più o meno importante di un altro.
Mi piace però sottolineare anche la sua punta di diamante, il suo coraggio.
Il coraggio di intraprendere progetti a prima vista impossibili, talvolta privi di ritorni immediati, ma proiettati nel futuro, il coraggio di non arrendersi mai di fronte agli ostacoli anche se apparentemente insuperabili ma soprattutto il coraggio di non adagiarsi mai sugli allori dei molti successi raggiunti ne scoraggiarsi nelle sconfitte, ma di continuare a lottare per fa crescere la consapevolezza e per affermare i diritti di tutte le persone disabili e non in Sicilia.
Di questo coraggio, derivazione di una intelligenza rara e profonda, c'è ancora tanto bisogno.
Ci mancherai Carissimo Salvatore, mi mancherai e ci mancherai tanto.
L’emozione si fa sentire troppo, perché il dolore e la tristezza premono, e allora devo concludere.
Voglio farlo – e mi sembra significativo e appropriato ricordarti con la tua solita risata - quando venivo a trovarti a casa per un consiglio o per lanciare qualche denuncia, quando io gridavo anche in pubblico contro qualcosa o qualcuno tu abbassavi lo sguardo facevi di sì con la testa e poi mi zittivi con la tua calma e le tue proposte, ti ricordo per tutte le volte che sono venuto per portarti qualcuno che aveva bisogno dei tuoi consigli, in qualche modo sentendomi un tuo guerriero nella mischia politica.
Dal rito della tua sigaretta non venivo esentato, ti dicevo sempre "Fumi troppo" e tu con il tuo sorriso e chinando il capo, con gli occhi mi facevi comprendere che non sarebbe stata certo una sigaretta a portarti via da noi.
Ci lasci una difficile eredità tante cose da fare sul fronte della disabilità, per attestare i diritti di tutti noi e per questo motivo io spero che il Coordinamento H non solo possa continuare nella sua opera ma che con l'aiuto della Regione Sicilia, che tanto ti deve, possa diventare una Fondazione che continui nella tua meritoria opera.
Nel contempo, e di questo mi farò portavoce, la città di Palermo dovrà ricordarti, mi piacerebbe che lo facesse come ti ricordiamo noi con la tua carrozzina e il cappello, magari in un'affollata Piazza di Palermo, in mezzo alla gente con il tuo sorriso per sempre.
Riposa in pace caro Salvatore, che la terra ti sia lieve.

(Maurizio Crispi) Caro Maurizio Li Muli, belle ed emozionanti le tue parole: le pubblco sul mio blog e posto il link sul profilo FB di mio fratello.
Con l'occasione ho visitato il tuo profilo FB. Meritorio quello che fai con impegno quotidiano.
Per quanto riguarda la tua idea, sarebbero molto bello poter dar vita ad una Fondazione intitolata a mio fratello che si occupi dei problemi delle disabilità, promuovendo iniziative civiche, convegni, proposte culturali e - perché no -anche un'attività editoriale sulle disabilità.
Però a questo fine occorre che tutti si mobilitino e facciano pressioni sugli organismi preposti della Regione: credo che se si aspetta che la Regione autonomamente faccia qualcosa, non si andrà molto lontano.
Occorre una mobilitazione dalla base: occorrono adesso, soprattutto, mentre è ancora vivo il dolore per la Sua scomparsa, iniziative e convegni che lo ricordino.
Ho lanciato l'idea, tra le altre cose, di creare una voce su Wikipedia a lui intestata che contenga anche una traccia e un percorso sulle diverse iniziative, lotte e successi conseguiti nel corso degli anni.
Io mi sono offerto di scrivere la parte biografica generale, mentre vorrei che altri si dedicassero ad altre parti, magari così articolate:
1. La situazione prima del coordinamento H: azioni a pioggia e associazionismo isolato
2. dalla fondazione del Coordinamento H alla legge del 2000
3. gli anni successivi: la mancata attuazione della legge e le lotte relative
Ma ovviamente queste parti potrebbero essere meglio articolate.

Repost 0
Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Li Muli) - in Salvatore Crispi Obituaries e commemorazioni
scrivi un commento

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth