Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
25 luglio 2022 1 25 /07 /luglio /2022 08:28
Roy Batty - Rutget Hauer

C’é una sottile felicità
nel narrare storie,
ma anche di più
nel narrarsi storie reciprocamente

 

È la gioia della condivisione

 

Se narriamo storie e le condividiamo
sappiamo che vivremo a lungo
nella memoria di chi ci ascolta

Del pari occorre saper ascoltare le storie narrate da altri 

che ci stanno accanto

 

E, dunque, non bisogna mai smettere

Narrare storie è un atto fondante del proprio essere condiviso

 

Se ci si ferma, non rimarrà alcuna traccia di noi

 

È in fondo ciò che dice
il replicante Roy Batty morente a Deckard,
cacciatore di androidi,
in una delle scene madri di Blade Runner

 

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire»

 

Il Replicante avrebbe voluto avere più tempo
più tempo per potere narrare
più tempo per potere tramandare
e perpetuare i suoi ricordi

Solo le storie rimarranno,

se qualcuno le avrà ascoltate,

quando giungerà il tempo di morire

 

Un tema universale

 

Forse per questo quel monologo
é rimasto così indelebilmente impresso
nella mente e nel cuore di molti

Condividi post
Repost0
21 luglio 2022 4 21 /07 /luglio /2022 07:13
Dopo la pioggia a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

1. Da molti giorni non scrivo granché
Solo spigolature
La riesumazione di vecchi scritti
e la loro revisione
occupano una parte del mio tempo
Nulla di nuovo, di veramente creativo
Mi assale l'idea
di aver perso la mano
di non aver più la verve
Mi angustio anche, in una certa misura,
se fossi un personaggio di un romanzo ottocentesco
potrei dire che mi torco i polsi per la sofferenza
Ma no! No, assolutamente no!
Ecco che sto deragliando
Quando non scrivo è perché
perdo momentaneamente (oppure lo metto a riposo)
il mio occhio fotografico
che mi consente di portare a casa pezzi
delle mie passeggiate quotidiane
convertendoli in qualcosa d'altro
in descrizioni che poi, a cascata,
mi portano ad esplorare me stesso

 

E' vero!
In questi giorni, ho fotografato di meno
Ma anche quando si fotografa (io fotografo) di meno,
materialmente - intendo dire -
rimane il fatto che si possono
pur sempre scattare delle fotografie mentali
che divengono in un batter d'occhio "fotografie di pensieri"
Ma anche, qui nada de nada
Forse ciò dipende che vado troppo a ravanare
tra le cose scritte in passato
E poi va a finire che mi ritrovo immerso
del tutto in quel passato,
o meglio, vivendo in quei passati,
sedi di molteplici forme del mio Sé,
perdo lo slancio per vivere nel presente,
e, di conseguenza, non osservo e non introietto
E, quindi, il vuoto

 

Sera d'autunno al mare (Mongerbino) - foto di Maurizio Crispi

Il caldo, sì, forse in qualche misura
c'entra il caldo mostruoso di questi giorni
Anche se non si dovrebbe mai dire che si soffre il caldo,
poiché poi, a corto circuito, il caldo percepito
aumenta a dismisura
Devo dire onestamente che questo caldo tropicale mi fiacca
Mi spinge a non muovermi da casa
a starmene rintanato dentro
disteso sul divano e con l'aria condizionata in funzione
con un libro in mano e con altri libri accanto a me
che garantiscono il necessario cambio di scenario, 
ogni volta io lo desideri
Anche questo è determinante, penso
I sogni non mi vengono in aiuto
Si fanno sfuggenti, evanescenti

Sogno, ovviamente,
ma non ricordo,
nemmeno le impressioni relative all'aver sognato
emergono
Vago smarrito,
alla ricerca di me stesso
Rifaccio il letto,
rigoverno la cucina
porto il cane a passeggio
rimuovo i suoi escrementi,
cucino,
leggo
e mi seggo davanti alla mia postazione PC
batto sulla tastiera
ed è tutto qui
Vorrei essere vagabondo delle stelle,
secondo una consuetudine che mi è cara,
ma non riesco a levarmi in volo
Forse, domani, si vedrà

 

2. Vaghe impressioni di un sogno di questa notte
Sono ad una gara podistica,
forse io stesso tra i partecipanti
e c'era anche un mio amico runner
di cui Facebook, giusto ieri,
mi ha notificato il compleanno
che partecipava alla competizione
Mi appariva tutto accrocchiato su se stesso
Indossava un berretto bianco da marinaio
e camminava su due stampelle-protesi
Si vedeva che procedeva a grande fatica
Ogni tanto si fermava per rifiatare
e si ripiegava su stesso
Ma non mollava
Io da lontano lo salutavo con la mano
E lui rispondeva al mio saluto, ma distratto
Ero troppo impegnato nel far fronte
al suo gravoso compito

 

3. Sono uscito con il cane perso e ritrovato
ho camminato lungo strade vuote e deserte,
benché ormai ci fosse piena luce
Solo qualche monopattino vagante
Tra le fronde degli alberi del giardinetto
ho visto sorgere la palla infuocata del sole
e ho sentito che la mia pelle
veniva accarezzata dall'alito caldo dello scirocco

 

Condividi post
Repost0
20 luglio 2022 3 20 /07 /luglio /2022 19:40

Pubblicato circa un anno addietro su Facebook e ancora non lanciato qui sul mio blog.

Watertruck con spruzzatore anteriore

Sono in una villa con un grande giardino attorno
E' la mia casa di villeggiatura estiva
C'è anche la mamma che non vedo da molto tempo
E arriva anche M., il nostro mastro di fiducia, capace di aggiustare qualsiasi cosa
E' lui, ma è anche diverso
L'elemento che più lo rende strano (e che ci fa straniti nell'osservarlo) è il fatto che esibisca un paio di baffetti in stile Hitler
Si siede davanti a noi e parliamo di affari
Nel frattempo, arriva una grossa autocisterna
M. ci spiega che l'automezzo deve fare il pieno d'acqua alla nostra presa e poi andare in giro per le strade limitrofe, per spruzzare sulla loro superficie acqua nebulizzata e così rinfrescarle, oltre ad abbattere la polvere che il vento di scirocco tende ad alzare in nugoli soffocanti

 

Vi ricordate dei tempi andati (parliamo della mia infanzia, quindi anni Cinquanta) quando lungo le vie di Palermo passavano nelle più torride giornate estive questi carri che con appositi ugelli sistemati nella parte frontale all'altezza delle ruote spargevano acqua sulla superficie d'asfalto? Procedevano a passo d'uomo spargendo il loro carico d'acqua sulla superficie delle strade assolate, coprendo con i loro passaggi la maggior parte della rete stradale cittadina, ma soprattutto dando beneficio ai pedoni nelle vie assetate del centro città.
L'effetto era quello di un'immediata sensazione di refrigerio, oltre alla piacevolezza di quel lieve sentore di terra bagnata che immediatamente si levava sino alle nostre narici, simulando le sensazioni olfattive di un improvviso piovasco. Poi questa cosa (meritoria) divenne obsoleta e non venne più praticata.

Chi sa perchè.

Forse per indurre i cittadini a starsene a casa e ad acquistare più pompe di calore, con l'effetto della crescita esponenziale dell'inquinamento termico delle città?

O forse perchè non si teme più il contagio delle tubercolosi? Riguardo a questo punto, al culmine della diffusione di questa temutissima malattia infettiva si riconobbe che uno dei vettori prinicipali della diffusione del bacillo di Koch era lo sputo: soprattutto negli ambienti pubblici ed anche nelle strade, in assenza di adeguate misure di sanificazione, nei residui organici dello sputo i germi responsabili della tubercolosi potevano sopravvivere a lungo, andando incontro ad una sorta di "sporificazione", per cui poi con facilità si levavano nell'aria in forma di polvere.

Per questo motivo, lo sputo per terra negli ambienti pubblici, al chiuso ed anche all'aperto era pesantemente sanzionato, e, in più, molti ambienti erano dotati di apposite sputacchiere (come anche nelle abitazioni private le sputacchiere erano degli oggetti d'arredamentio talvolta in ceramica o maiolica)

Forse, quella misura di umidificazione delle strade era un residuo di quelle pratiche di igiene pubblica risalenti ai tempi ruggenti della TBC.

Poi, con la rivoluzione successiva all'introduzione degli antibiotici nel trattamento delle malattie infettive, la TBC non ha destato più problemi e questa salutare pratica - dell'umidificazione delle strade pubbliche - è stata accantonata.

O forse anche perchè, con l'avvento del liberismo, tutte quelle pratiche "di comunità" che erano state pensate primariamente per il benessere dei cittadini (e per rendere la città vivibile) sono state dismesse e relegate tra le consuetudini desuete.

Ero perplesso, di fronte alla richiesta di M.. Perchè mai l'autobotte doveva rifornirisi alla nostra presa d'acqua? Che c'entravamo noi? Il camion, trattandosi di un servizio per tutti, non avrebbe dovuto andare a rifornirsi al pubblico acquedotto?
E, ammettendo che il camion si rifornisse al nostro punto d'acqua, nel caso che non fosse stato dato - per quest'azione - uno specifico permesso, non è che potesse verificarsi - ci chiedevamo - che noi  avremmo potuto essere perseguiti per aver reso possibile l'esecuzione di un'azione illecita e non prevista?
Insomma, impigliata in questi interrogativi che rimanevano senza risposta, la discussione si arenava e presto M. con i baffetti da Hitler esauriva tutte le armi di convinzione a sua disposizione
E non se ne faceva nulla
(più avanti)
Intraprendo con qualcuno una discussione a proposito della famosa pubblicazione OMS sulla prima evoluzione della pandemia in Italia, a cura dell'ufficio regionale OMS di Venezia, e subito ritirata dopo appena pochi giorni dalla sua messa online per una deliberata - gigantesca, quanto sfrontata - azione di depistaggio decisa nelle alte sfere, perchè in un suo breve paragrafo emergeva che l'Italia al momento dell'arrivo del SARS-COV-2 era priva di un piano pandemico aggiornato (a fronte dell'obbligo di aggiornarlo ogni tre anni in base alle nuove direttive OMS emergenti, quello italiano era fermo al 2006)
Io ero inserito come in un contesto di un'intervista televisiva  o in assetto da tavola rotonda e venivo intervistato. All'improvviso arrivava proprio Ranieri Guerra, principale autore assieme ad altri vertici governativi italiani e alle più alte sfere dell'OMS, dell'insabbiamento di quell'importantissimo documento, e me lo trovavo davanti
Non sopportavo la sua presenza, con quel sorrisino di supponenza (già visto in trasmissioni televisive) e quell'aria di intangibilità (la pioggia lo bagna e il vento lo asciuga) e cominciavo ad insultarlo con veemenza e ad affermare che il suo modo di porsi era espressione d'una totale assenza di onestà intellettuale e di senso morale, ed anche di una buona dose di arroganza
E perché poi?
Soltanto per la necessità di preservare delle relazioni ad alto livello che poi avrebbero potuto far comodo e per non scontentare nessuno dei potenti sensibili alla possibilità che potesse essere messa in mostra qualche pecca e qualche omissione a loro carico
Nella discussione mi accaloravo particolarmente. Era come se dovessi portare avanti una crociata personale contro questo Ranieri Guerra


(Dissolvenza)


 

Francesco Zambon, Il pesce piccolo. Una storia di virus e di segreti, Feltrinelli

Il giorno prima mi ero immerso a corpo morto nella lettura del libro (un saggio-memoir) di Francesco Zambon (Il Pesce Piccolo, publicato da Feltrinelli nel 2021) sulle vicissitudini del rapporto OMS di cui lui stesso aveva coordinato l'elaborazione nella primissima fase di esordio della pandemia Covid e mi ero indignato.
Poi stimolato  da questa lettura ero andato a guardare il secondo servizio di Report "Virus e segreti di stato" (quello andato in onda nel novembre 2020) che, a suo tempo, mi ero perso.
E mi ero indignato ancora di più.
Consiglio a tutti la lettura del memoir accorato ed indignato di Francesco Zambon: tutti dovrebbero leggerlo per comprendere come in questo nostro sistema, le persone oneste e corrette sono destinate a far la parte dei "pesci piccoli", da vilipendere e da sacrificare, per tutelare i "pesci grossi" che, invece - come gli stronzi - rimangono sempre a galla e che, con assoluta disinvoltura, possono mettere in atto azioni di depistaggio, omissioni, insabbiamento, calunnia, senza che nessuno riesca a spostarli dalle loro candide torri, opponendo a qualsiasi azioni un muro di gomma e una barriera difensiva assolutamente inincibile.
A completare questo quadro - una vera e propria ciliegina sulla torta - è giunta - proprio in questi giorni - una serie di emendamenti presentati da alcuni deputati nelle Commissioni affari esteri e affari sociali e approvati lo scorso 8 luglio, in base ai quali la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Coronavirus dovrebbe occuparsi solo di quanto accaduto prima del 30 gennaio 2020, il giorno precedente alla dichiarazione d’emergenza nazionale, solo in relazione alla Cina, dunque, e senza prendere in considerazione il ruolo dell’Oms.
E, di conseguenza, anche l'inchiesta aperta dai magistrati di Bergamo dopo i servizi di Report in merito al mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale, fermo al 2006 e poi frettolosamente aggiornato con una semplice copia-incolla al 2016, rischia di vanificarsi, con ira comprensibile da parte dei familiari delle vittime della Lombardia, in primo luogo.
E' così: nel racconto di Zambon che si è licenziato dall'OMS per poter raccontare la sua storia (che assume i toni di una vera e propria vicenda kafkiana) si colgono tutte le coloriture nefaste del rapporto tra una persona retta che va alla ricerca della verità ed un sistema immenso che oppone a qualsiasi azione un muro di silenzio e di indifferenza, se non attivandosi - al contrario - in controffensive  e azioni di screditamento pubblico, concertati nelle segrete stanze.

(18 luglio 2021)

 

Francesco Zambon

Il libro. Francesco Zambon, Il pesce piccolo. Una storia di virus e segreti, Feltrinelli (collana Serie Bianca), 2021
(risguardo di copertina) Il ricercatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha svelato i retroscena del piano pandemico italiano ée, al tempo, nel 2020, cioè, responsabile dell'ufficio OMS ubicato a Venezia] racconta gli errori e le coperture che hanno fatto del nostro paese il grande malato.
"Non potevo rimanere in silenzio"
Venezia, febbraio 2020. Il carnevale viene interrotto bruscamente e Francesco Zambon, veneziano e funzionario dell’OMS, mentre dalla sua finestra vede i turisti in abiti variopinti correre terrorizzati verso il primo vaporetto disponibile, riceve l’incarico di coordinare le informazioni che arrivano dall’Italia e che possono essere utili al mondo: il Covid-19 non è più un virus esotico, ha fatto irruzione in Occidente. Seguono settimane di lavoro forsennato, per provare a capire cosa stia accadendo nel nostro paese, perché tutti quei contagi, perché tutti quei morti. L’11 maggio il rapporto è finito, approvato dai vertici dell’OMS, stampato e pronto per essere divulgato. Potrebbe salvare molte vite. Ma qualcosa si inceppa e il 13 maggio il rapporto viene ritirato. Perché? Perché conteneva alcuni errori, dicono dai vertici dell’OMS. Ma la ragione è che rivelava un dettaglio fondamentale: il piano pandemico italiano non veniva aggiornato dal 2006, quindi era del tutto inadeguato. Ecco perché tutti quei morti. Ecco perché nessuno doveva sapere. Questa è la storia di un uomo solo, che ha denunciato e pagato in prima persona. Questa è una storia che ha fatto il giro del mondo, su cui le procure stanno indagando e che in queste pagine viene raccontata per intero per la prima volta. Nessuno sa quante vite sarebbero state risparmiate, ma tutti devono sapere quali sono state le omissioni, le coperture, le viltà che hanno reso il nostro paese così colpevolmente fragile.

Francesco Zambon si diploma giovanissimo in pianoforte prima di laurearsi in medicina a Padova. Dopo la specializzazione e dottorato in Sanità pubblica, consegue un master in Business administration negli Usa. Nel 2008 comincia a lavorare per l’Organizzazione Mondiale della Sanità a Mosca e poi a Venezia, dove diventa coordinatore della risposta Covid per Oms fino alle sue dimissioni nel marzo 2021. Nel 2021 ha pubblicato con Feltrinelli Il pesce piccolo. Fonte immagine: sito editore Feltrinelli.

Condividi post
Repost0
18 luglio 2022 1 18 /07 /luglio /2022 11:36

Ho scritto e pubblicato questa nota il 14 luglio 2015 nel mio profilo Facebook. Come spesso mi capitava (ora non più. perchè gli sviluppatori di Facebook hanno abolito questa funzione), preso dal turbine di cose da fare non la ho trasposta anche nel mio blog. L'algoritmo di Facebook me la ha riproposta come "ricordo" e, quindi, colgo l'occasione - tardivamente - di rilanciarla qui.

The Gruffalo and the Big Bad Mouse

I gabbiani volano liberi

Le rondini volano libere

Il Grande Topo squittisce e percorre le sue vie

E il Gruffalo viaggia sulle sue tracce

I gatti randagi che vivono sulle strade,

alle ricerca di prede,

conoscono le loro vie

Il sorcio percorre i suoi cunicoli

e regna nel mondo ctonio

 

Costoro sono tutti liberi

ma sono anche prigionieri

chi del Cielo

chi della Terra

chi della carta stampata che li racchiude

 

Infinitamente liberi

all'occhio di chi li osserva da fuori,

ma nello stesso prigionieri

anche loro condannati a compiere gli stessi gesti,

reali o virtuali che siano

 

Noi siamo captivi, coatti, ostaggi,

anche quando crediamo di essere liberi,

impigliati in una sottile ed invisibile rete

di obblighi e pratiche quotidiane

 

E' del tutto vacuo e inane il sogno

di poter volare libero

come il gabbiano

come la rondine

o quello di poter vagare per le strade di notte

come un essere ferino

 

Inutile, per quanto consolatorio

 

Se veramente avessimo le qualità del Gabbiano

o della Rondine

o del Gatto

o del Topo

o di Big Bad Mouse

o di Gruffalo

saremmo di nuovo prigionieri

in uno schema, per quanto differente,

senza saperlo,

di nuovi infelici

e con la sensazione di essere mancanti di qualcosa

 

Saremmo solo prigionieri di un sogno

come uomini confinati in una caverna

che, senza più contatti con il mondo fuori,

di quest'ultimo vedono soltanto ombre indistinte

e, per questo motivo,

non possono più nemmmeno sognare

Condividi post
Repost0
11 luglio 2022 1 11 /07 /luglio /2022 07:54
Alba e isole lontane (foto di Maurizio Crispi)

E' un'alba con nuvole flottanti nel cielo,
mentre il disco rosso del sole
si leva dalla sua casa d’acqua
Le nuvole cotonose trascolorano,
passando dal grigio, al rosato, all'arancione vivo
per poi tornare bianchiccie

 

E si vede il profilo delle isole lontane
isole mai trovate,
isole mai visitate,
che fanno gonfiare il cuore di nostalgia

 

L’aria è fresca,
Le rondinelle intrecciano voli,
I colombacci tubano,
E c'è anche una musica vivace
che pulsa nelle mie orecchie

 

Vivide chiazze di sole
disegnano un fine merletto sul muro

 

I resti della colazione
e delle letture mattutine
giacciono affastellati davanti a me
Sì, l’aria è ancora fresca
e soffia una brezza benefica,
ma la pioggia annunciata dai meteobilli
non è arrivata
Peccato!

 

In compenso, i fichi sono in via di maturazione
e i fiori di cactus si schiudono
in ordine sparso

 

Il primo giorno di una nuova era
dopo lo strappo

 

Boh, tre volte boh!

 

Isole lontane e mai trovate (foto di Maurizio Crispi)

 

Condividi post
Repost0
9 luglio 2022 6 09 /07 /luglio /2022 07:36
Magnolie di notte (Foto di Maurizio Crispi)

Rapidi ed effimeri fulgori di luce
si alternano ad ampi viali d'ombra
Si crede di essere nella luce,
si gode del suo calore
e il cuore si riscalda
Poi, all'improvviso,
senza nessuna ragione
se non il tiro di dadi di un dio ottuso
ci si ritrova a brancolare nel buio e nel freddo

 

Il vento fuori soffia incessante
e spazza via la cappa di calore intollerabile
Il suo soffio fresco è una benedizione

 

Il cielo si illumina ad est d'un vago chiarore

Ma forse oggi il sole non sorgerà di nuovo

Condividi post
Repost0
7 luglio 2022 4 07 /07 /luglio /2022 09:40
A tu per tu con me stesso (foto Maurizio Crispi)

Sono impegnato a seguire come fotografo accreditato un evento podistico, forse una maratona, forse a Parigi
Per realizzare le migliori foto devo tenermi in contatto con la testa della gara
Vado incontro a vicissitudini avventurose
Spesso perdo di vista il mio obiettivo principale
Devo superare ostacoli inauditi, vengo risucchiato indietro, devo recuperare il tempo perduto, affannarmi
C’è perfino un funerale a cui mi ritrovo a partecipare
E poi mi ritrovo nel bel mezzo di un mesto assembramento attorno ad una donna molto ammalata di un morbo che l’ha fatta raggrinzire nel volto e nel corpo, rendendola del tutto irriconoscibile.Ed è anche impossibile dire se sia ancora giovane o se sia anziana o vecchia
Amici e parenti raccolti attorno a lei sono preda di mestizia e sconsolato dolore, molto più intensi di coloro che si trovavano a seguire il funerale
E ci sono anche delle lamentatrici professioniste che, reclutate per la bisogna, intonano alti lai
Io non so come reagire davanti a simile spettacolo, combattuto tra mestizia e orrore/repulsione
Poi mi allontano anche da questo assembramento e riprendo il mio cammino, ritrovandomi a dover superare degli ostacoli, tipici da Parco avventura e inusuali per una semplice maratona
Da fotografo-gonzo anche io devo tuffarmi e scivolare a vertiginosa velocità sospeso ad un cavo d’acciaio, ma in fase d’atterraggio perdo la presa e vado a sbattere malamente
Per l’ennesima volta perdo la testa della corsa e devo recuperare il terreno perduto. Acciuffo una moto di grossa cilindrata a portata di mano e mi lancio a velocità folle per le vie di Parigi
Auto sfrecciano accanto a me
Altre mi vengono incontro e le devo scansare
Finalmente ritrovo l’accesso al circuito di gara, ma qui é tutto transennato
Come fare? Un addetto alla sicurezza mi dice che andare al di là delle transenne é sufficiente che io mostri il mio pass di fotografo accreditato
Ah già! Che stupido! Nella foga mi ero dimenticato di averne uno
Guardo bene e c’è l’ho appeso al collo
Supero così la transenna e mi avvio
Forse ce la farò a fotografare la testa della corsa e poi anche gli arrivi dei primi con le braccia alzate al cielo!

 

Condividi post
Repost0
6 luglio 2022 3 06 /07 /luglio /2022 17:58

Ancora un mio testo onirico, risalente al 2021, pubblicato inizialmente su Facenook e rimasto sepolto su questo blog, dietro le quinte, in forma di bozza, Eccolo.

selfie (foto di Maurizio Crispi)

(9 settembre 2021) Ho sognato che facevo un viaggio con una compagnia di sciamannati.
Eravamo stati all’estero, forse in un lontano stato insulare dell’Unione e avevamo portato con noi le auto.
Al momento del rientro la compagnia si era riunita per procedere all’imbarco delle auto. Ognuno di noi doveva esibire la documentazione sanitaria, certificati vaccinali e green pass.
All’arrivo, dopo un viaggio turbolento in nave, durante il quale i miei sodali si erano dati ai bagordi, approdiamo al porto di Palermo.
Le auto escono dal ventre della nave e si forma subito una lunga coda perché le certicazioni sanitarie devono essere controllate una per una.
Io sono da solo alla guida dell’auto.
Gli altri li ho persi di vista.
Alcuni si sono fermati a quello che sembra un free shop e hanno comprato l’inimmaginabile, compresi gli espositori delle merci.
Si va avanti a fatica, ancora più lenti che un ragionevole passo d’uomo.
Improvvisamente, mi rendo conto di non avere più con me la certificazione sanitaria, richiesta per superare i controlli.
Panico totale.
Mi levo dalla colonna di auto per poter frugare nei miei bagagli.
Nulla.
Arriva un’agente di frontiera che viene subito assalita da molti altri, pure essi privi di documenti e tempestata di domande ansiose
A nessuno di loro viene data una risposta utile.
Mi faccio strada nella calca e anch’io pongo la mia domanda: “Ho dimenticato le mie certificazioni sanitarie al porto di partenza! Come devo fare per rientrare? Io sono in buona salute e ho fatto tutte le vaccinazioni richieste!”.
La guardia mi guarda, muta come una sfinge.
Rimango sconsolato al bordo della strada, torcendomi i polsi come un personaggio di un romanzo dell'Ottocento, tirandomi la barba e strappandomi le sopracciglia, ma so che non c’è niente da fare.
Penso - con un senso di claustrofobia - che dovrò sottopormi alla quarantena oppure che verrò rimandato indietro, al porto di partenza, per recuperare le certificazioni smarrite.
Sconforto, disperazione e poi rassegnazione.
Intanto, il traffico incolonnato a poco a poco defluisce.
I miei amici, presi dall’euforia del rientro e dal'orgia degli acquisti, sono tutti scomparsi.
Nessuna solidarietà da parte loro. Non si sono preoccupati di lasciarmi indietro. Anzi, non sono nemmeno stato nei loro pensieri.
Ma ho modo di notare che la via diretta in città si è ora svuotata del tutto.
Mi decido: farò un tentativo.
Salgo in auto, accendo il motore e parto, con il cuore in gola.
Vado avanti… con un filo di speranza.
E mi rendo conto che il posto di blocco per il controllo dei documenti non è più presidiato!
Le transenne sono state rimosse.
E VIAAAA!

Entro nella mia città da clandestino, per una volta sperimentando l'ebbrezza (ma anche l'inquietudine) di essere un sans-papier!

Condividi post
Repost0
6 luglio 2022 3 06 /07 /luglio /2022 09:15
Piccola avventura di viaggio (foto di Maurizio Crispi)

Sono partito da casa alle 18.00 circa nel pieno sole del pomeriggio estivo
Con la bici che dovevo portare sino alla casa di Via del Pesco a Cardillo dove si sono trasferiti a stare mia moglie e mio figlio Gabriel: avevo pensato di farmi accompagnare al ritorno, oppure - in alternativa - di prendere il treno che collega Palermo con l'aereoporto e che fa sosta proprio dietro casa loro
Ho percorso tutta la strada sotto il sole, pedalando e sgobbando
Sono arrivato e loro non c'erano
Non avevo portato con me le chiavi, confidando sul fatto che fossero a casa
Ho parlato con la nonna della compagna di scuola di Gabriel che abita nello stesso condominio
Gentilmente mi ha aperto il portone e così ho potuto riporre la bici all'interno, davanti all'ingresso dello scantinato
Quindi, sempre nella calura, mi sono diretto alla stazione Trenitalia Palermo Cardillo per apprendere che il prossimo treno in direzione di Palermo Notarbartolosarebbe passato alle 19.17. Ed erano ancora le 18.35Si prospettava una lunga attesa.
Nel frattempo, ho provato a fare il biglietto alla macchinetta distributrice, ma non ci sono riuscito: delle due una, o la macchina era malfunzionante, oppure ero io a sbagliare la procedura. Malgrado i miei tentativi, nel momento in cui avrei dovuto pagare (provavo ad inserire le monete) non riuscivo a farlo. Mistero!
Impossibile indugiare lì
Sì, c'erano delle accoglienti panchine, ma quelle sul binario dove avrei dovuto attendere erano in pieno sole
No, non era possibile!
La pregustata attesa, seduto in panchina, a leggere, non era affatto realizzabile

Quindi, me ne sono andato: ero assetato e desideravo qualcosa di fresco
Mi sono incamminato verso il Bar Gardenia, storico, sulla strada principale - tuttora Statale - per Trapani, anche se affogata nelle case e negli agglomerati residenziali
Mi sono concesso un bel gelato dissetante: una coppetta mista anguria e limone (costo: €2,50)
Me la sono goduta tutta
Quindi mi sono riavviato verso la stazione
Qui sono riuscito a fare il biglietto: ma non ho potuto pagare con la moneta, ho dovuto per forza usare il bancomat, per pagare l'obolo richiesto (€1,70)
Mi ha aiutato  in questa bisogna una ragazza dal forte accento agrigentino, che era per tutto il tempo con l'orecchio incollato al telefonino e che era reduce dall'aver partecipato ad un concorso nazionale per l'assunzione di impiegati ministeriali, da quanto ho capito carpendo il contenuto della sua conversazione
Nell'attesa dell'ultima manciata di minuti prima del passaggio del treno proveniente da Punta Raisi mi sono potuto accomodare sulla panchina, finalmente in ombra e sono riuscito anche ad aprire un libro che avevo nel mio zainetto e leggerne alcune pagine.
Il treno è arrivato puntuale come un orologio... mi ci sono imbarcato e in 12 minuti come promesso dal tabellone sono sceso alla Stazione Notarbartolo, da dove in cinque minuti a piedi ero a casa.
E' stata una piccola avventura di viaggio, con tutti i suoi imprevisti e con le soluzioni da adottare. Mi ha rinfrancato: nel senso che, siccome negli ultimi anni, ho poco viaggiato, mi ha dato l'ebbrezza di farmi sentire - anche se soltanto per un paio d'ore - "on the road"
Il bello - nei viaggi - è proprio questa cosa qui: riuscire a sfruttare in modo creativo i contrattempi e i tempi morti, facendoli diventare qualcosa di vivo

Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Una piccola avventura di viaggio… nella calura
Condividi post
Repost0
4 luglio 2022 1 04 /07 /luglio /2022 09:01
Notte d'estate (foto di Maurizio Crispi)

La notte d'estate è densa
con i suoi richiami misteriosi
e le sue ombre,
ma i cani sono vigili
Quando avvertono suoni e rumori
(ma anche odori)
scattano sull'attenti
con i loro latrati vivaci ed impetuosi
e pattugliano il terreno
sino ai suoi confini più remoti
La notte d'estate è una coltre calda
in cui si intrecciano gli aromi della terra e dell'erba secca,
surriscaldate dal sole,
e quello più sottile dell'umido delle conche,
innaffiate all'imbrunire,
per abbeverare i giovani virgulti assetati

 

Mi muovo nella notte
con i sensi all'erta,
insonne
E poi, crollo addormentato,
sul divano
con il libro aperto sulla faccia
Sogno d'essere in un paese lontano
ma ci sono contrattempi
e il mio viaggio non riesce a decollare
Ci sono cose che ho dimenticato di prendere con me,
altre che non ho fatto prima di congedarmi,
persone care che non ho salutato,
e avrei dovuto
Tormentato dal senso di colpa
per mancanze e dimenticanze
rimango fermo, immobile,
in attesa,

o forse come in bilico su di una soglia
che non riesco a superare

 

Aspettando che arrivi qualcuno
capace di sciogliere il dilemma

 

Give me shelter (selfie di Maurizio Crispi)

 

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth