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15 gennaio 2022 6 15 /01 /gennaio /2022 09:52
Donne obese sedute in panchina (dal web)

Sono passati alcuni giorni e non ci sono molto notizie sui transiti e sui passaggi della signora Massa. Tutto tace... Ma poi viene fuori qualche notizia interressante. A volte si tratta di un semplice avvistamento,a volte di incontri più corposi...

(….)
Sono in una scuola…
Che ci fai? A scuola? Non è ormai troppo tardi per te andarci? Penso che tu sia un po’ troppo cresciuto per stare a riscaldare i banchi di scuola!
Cara mia, come diceva quella famosa trasmissione della prima televisione pubblica italiana, non è mai troppo tardi… E, poi, son venuto qui ad accompagnare la signora Massa.
Ma no! E per quale motivo se mi è consentito chiedertelo?
E' presto detto! Come sai, l'ufficio al quale sono stato assegnato si occupa anche della prevenzione dei disordini alimentari nelle scuole e promuove i prinicipi di una sana e corretta alimentazione. Negli incontri con le scolaresche portiamo con noi la signora Massa, in quantro testimonial.
Testimonial di che?
Degli effetti nefasti di un'alimentazione esclusivamente basata su cibo-merendine e su cibo-spazzatura, per non parlare della melassa di cui - come abbiamo già discusso - si ingolfa con goduria la signora Massa.
Sicuramente la signora Massa ha portato con sé una borsa a forma di nassa, abbastanza capiente da contenere un grosso vaso pieno di melassa, al quale attingere ogni tanto. Segretamente, però, poichè se lo facesse esplicitamente vanicherebbe i vostri sforzi educativi e potrebbe fare un deleterio proselitismo tra quei giovani virgulti.
Hai detto bene! La signora Massa ha per l’appunto una grossa borsa a forma di nassa che porta orgogliosamente in giro. Ha l’aria d’essere piuttosto pesante, questa borsa-nassa, e - per certo - hai visto giusto! Di sicuro la sua borsa conterrà un altrettanto grosso recipiente pieno di melassa con cui la signora Massa si spalma tutte le dita, ma sarà anche stracolma di tante altre cosuccie buone.


(…)  

Scultura di Mu-Boyan

Oggi sono rientrato al lavoro e da nessuna parte ho visto la signora Massa. Ciò ha provocato in me un’apprensione crassa!
Dove mai sarà finita la signora Massa che più non passa e ripassa con il suo vaso di melassa e le dita rappicicaticcie, ricoperte di uva passa?
Mi son or ora ricordato del motivo della sua assenza: la signora Massa è via, poichè - come un'ape laboriosa, per l’inverno provviste ammassa; tuttavia, movendosi alacre ed indefessa, per via della sua massa, con il respiro annaspa…
Ah! Già è logico ed evidente: che stupida a non averci pensato prima da sola! La signora Massa dovrà pur reintegrare le scorte di cibo per l’inverno, dentro la famosa stanzetta, a causa della quale davanti alla tua porta passa e ripassa.
Mmm…
A forza di parlare della signora Massa e delle sue gargantuesche imprese, è andata a finire che ho fatto esattamente come lei. Passa che ripassa davanti al bar, è andata a finire che mi son fermata per farmi una bella tazza di melassa, assieme ad un cornetto con ripieno di uva passa. Gnam! Gnam!
Non mi pare un buon sintomo! Anche tu finirai con l'assomigliare alla signora Massa!
Pensa a te, piuttodto e alla tua curiosità morbosa nei confronti della signora Massa... Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare!

(…)
Oggi non passa la signora Massa…
Non sarà mica ammalata, la signora Massa? E se avesse fatto indigestione di melassa?
Di questi tempi è un po’ in calo la signora Massa….

(…)
Bauuuuuuuuu!  Che fai? Ma..... la signora Massa non passa e ripassa più  con il suo barattolo di melassa infilato nelle sua borsa a forma di nassa? bau bauuuuuuuuu! Arf! Arf!
E’ da secoli che la signora Massa non passa e ripassa….

Dopo molti altri giorni di assenza, poichè, verosimilmente, la signora Massa è stata in giro, indaffarata ad accumulare le sue scorte di merendine per l'inverno, si è verificato un inatteso incontro con una sua sosia. oppure era lei in carne ed ossa? Difficile dare una risposta, poichè la signora Massa è, a quanto pare, onnipresente

(…)
Ho viaggiato in aereo. E, pensa te, una fila davanti a me c’era seduta una signora Massa
Nooo! Non ci posso credere!
Ma devi sentire cosa è successo!
Dimmi! Sono tutta orecchie!

Obeso in aereo (dal web)

Durante il volo, dapprima, questa signora Massa se ne è stata tranquilla al suo posto. Poi, dopo aver mangiato golosamente i biscottini alla nocciola del servizio rinfresco, ha sentito l’esigenza di andare in bagno. Infatti, io cominciato a percepire dei sordi brontolii, provenienti dal suo forte stomaco, e ho pensato: "O dio! Qui si mette male! A fatica, la signora Massa, tutta ingolfata da questi sordi rumori che preannunciavano venti di tempesta, s'è districata dalla sua poltrona nella quale era letteralmente incastrata, con masse di ciccia flaccida che debordavano nelle due poltrone adiacenti.
Scusa se ti interrompo! Com'era questa signora Massa?
Mah! Era una vera signora Massa DOC. Letteralmente enorme. Pensa che, al passaggio, con le tonde natiche urtava le poltrone da entrambi i lati del corridoio. Insomma, faticosamente, è arrivata sino in fondo all’aereo. Ho seriamente temuto che, con il suo spostamento, l’aereo avrebbe potuto perdere di stabilità. Si è solo sentita qualche piccola scossa di assestamento ma tutto qui, per fortuna.
Cosa è successo, quando è arrivata in fondo?
E' lì che c’è stato il vero problema! Prima, nell’aprire la porticina del bagno. ha dovuto mettere in atto complicate manovre. Poi, nell’infilarsi dentro, si sono presentati altri problemi. Siccome lo spazio del piccolo bagno era troppo angusto per girarcisi dentro una volta entrata, la signora Massa ha dovuto rinculare, andando dunque a marcia indietro, in modo tale da avere il tafanario nella giusta posizione per potersi poi allocare sul water.
E’ una fortuna che in questo momento non ci sia nessuna consimile della signora Massa ad ascoltare questa nostra conversazione, perché  se questa storia divenisse di pubblico dominio tu potresti passare un brutto quarto d’ora. Qualcuno potrebbe argomentare che alcune delle cose che dici sulla signora Massa non sono politicamente corrette e sono per di più prive di tatto e delicatezza, per non parlar della decenza!
Ma non ci posso fare niente! Io mi limito a descrivere fatti realmente accaduti di cui ho avuto la ventura (o sventura?) d’esser testimone!
Beh, ho fatto la mia parte… Dovevo pur metterti in guardia. Ma ora continua il tuo racconto perché sono divorata dalla curiosità: orsù, dimmi cosa è successo dopo!
La simil-signora Massa è rimasta incastrata nella porta. Non poteva più andare avanti né indietro. Era una cosa tragica, ma al tempo stesso così grottesca che bisognava trattenersi per non sbellicarsi dalle risate. La hostess (anche lei sull’orlo di una crisi di ridarella di portata spaziale) è dovuta intervenire e ha cominciato a spingerla con tutta la forza che si ritrovava, finchè non è riuscita a farla stare per intero dentro al bagno.
È stata una bella impresa per davvero, perché c’era sempre qualche parte del corpo della signora Massa che continuava a sporgere fuori. Alla fine, l'assistente di volo, con possenti spinte, è riuscita a chiudere la porta (che si è tuttavia leggermente deformata in fuori). Quindi, quiete. E’ passato parecchio tempo senza che dell'interno dell'angusto spazio della toilet giungesse alcun segno di vita. Il personale di bordo cominciava ad essere un po’ preoccupato e visibilmente ansioso per la mancata ricomparsa della signora Massa. Poil dopo una serie di raccapriccianti gorgoglii, s'è sentito un forte botto, come lo schiocco che si produce stappando di colpo una bottiglia, ma amplificato cento volte. A questo punto, la porta si è aperta, ma niente… nessuno veniva fuori.
Cos’era accaduto, ancora?
La sosia della signora Massa, pur essendo riuscita a mettersi in piedi (a questo movimento era stato dovuto il forte schiocco che avevamo udito) era rimasta incastrata dentro il bagnetto. Non poteva più muoversi in alcun modo, né avanti, né indietro. La hostess che era andata a guardare cosa fosse successo, con qualche difficoltà ha spalancato la porta (al prezzo di un suo quasi completo scardinamento), poichè il corpaccione della signora Massa ne impediva una completa apertura (che avviene come tu ricorderai dai tuoi viaggi in aereo verso l'interno), l’ha afferrata per le braccia e, puntellando i piedi sugli stipiti dell'angusta apertura, ha fatto forza e, tira che ti tira, alla fine è riuscita a farla venire fuori. Puff puff pant pant! Tutti noi passeggeri abbiamo tirato un sospirone di sollievo e ci siamo anche abbandonati ad un caloroso applauso.
Dopo di che?
La signora Massa, ondeggiando ma anche visibilmente sollevata per essersi liberata (in tutti i sensi), è tornata sino al suo posto. Mi sono venuti i sudori freddi pensando che, al passaggio, avrebbe potuto perdere l’equilibrio e abbattersi su di me, soffocandomi con il suo peso. Ma poi c’è l’ha fatta. Con tutta la leggiadria che le era consentita dai suoi 200 chili, spalmati su di una statura di poco più di 160 centimetri, la cicciosa pulzella s’è adagiata nell’abbraccio per nulla confortevole della poltrona, per lei minuscola e angusta. Figurati che quando è venuto il momento di risistemarsi la cintura di sicurezza ho notato che le avevano messo a disposizione una sorta di prolunga… perché altrimenti, usando la cintura di lunghezza standard (pur con il fatto che entro certi limiti essa sia estensibile) non avrebbe potuto in alcun modo rinserrarla come si conviene.
Povera signora Massa! Vedi un po’ se uno che ha un po’ di massa più della media deve sobbarcarsi a simili fatiche: avrebbe pur diritto ad un sedile un po’ più confortevole, del tipo “grandi taglie” così come esistono delle sartorie e dei prêt-à-porter per individui sovra-dimensionati.
Devo controllare la veridicità di ciò, ma credo che le compagnie aeree diano ai viaggiatori sovradimensionati la possibilità di acquistare, a prezzo scontato, un secondo posto (adiacente al proprio), in modo tale da potere agevolmente allargarsi su due poltrone con tutta la propria massa. Verificherò e ti farò sapere. Ma in ogni caso questa signora Massa era strizzata in un'unica striminzita poltroncina.
mmm….
Poi, quando siamo atterrati e sono cominciate le operazioni di sbarco siamo rimasti incolonnati tutti dietro la signora simil-Massa che procedeva a passo di lumaca affiancata dal marito, come se fossero impegnati in una lenta danza, degna di un dipinto di Botero… Ma ecco, il marito della sosia della signora Massa-nassa quanto prima te lo farò conoscere, anche lui è copia conforme del vero e unico marito dell'impareggiabile signora Massa DOC….

Alla prossima!

Leggi la puntata precedente

 

God is kike me - Mu Boyan

Mu Boyan è nato nel 1976 a Jinan, nella provincia di Shandong in Cina. Laureato in scultura Mu ha concentrato il suo lavoro nella raffigurazione iconica di un uomo grasso. Mentre in Occidente il grasso rappresenta il sovraccarico fisico in Oriente simboleggia salute e prosperità, e nei suoi lavori Mu, sembra raccontarci proprio questo: è vero che la grassezza è una abbondanza di tessuto adiposo ma è anche vero che è la condizione fisica di un “terreno” ben concimato e ricco di sostanze nutritive.

Mu Boyan is a contemporary Chinese sculptor. Best known for his variety of small-scale and life-sized depictions of obese young men suspended in various activities or poses, the underlying focus of his work is the transforming views of weight gain in China. Where obesity was once seen as a sign of wealth in a country where many people were starving, popular views are now shifting towards the Western perception of the overweight as grotesque and unhealthy. Mu’s work examines this change of view through his humorous and satirical sculptures, which, despite their exaggerated surrealism, maintain a high degree of realism and technical finish. Born in 1976 in Shandong Province, China, he went on to receive a master’s degree in fine art from the sculpture department of the China Central Academy of Fine Arts in 2005. Mu lives and works in Beijing, China.

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13 gennaio 2022 4 13 /01 /gennaio /2022 10:19
Foto di Maurizio Crispi

Un nuovo giorno con la signora Massa, in tempo di Halloween
(…)
Sono andata al bar a prendere un caffé.  Ma non sono potuta arrivare né alla cassa né al bancone per fare l’ordine. Davanti alla porta del bar c’era la signora Massa che a tutti diceva: “Di qui non si passa…”. In effetti, la sua mole ingombrava totalmente il passaggio: difatto, era impossibilitata a passare poichè era rimasta incastrato sull’uscio. E non c'era verso. Prima, quelli fuori - dandosi a vicenda la voce - hanno cominciato a spingere il suo possente deretano, per caatapultarla dentro... ma senza risultato alcuno, malgrado gli sforzi, molto sudore ed ansimare. Poi quelli dentro, quasi asfissiati per la mancanza d'aria, hanno tentato un blitz, utilizzando dei tavoli a mo' di ariete, per spingerla in fuori, ma anche in questo caso il tutto si è risolto in un nulla di fatto.
Cosa hai fatto allora?
Niente! Prima sono rimasta fuori dal bar ad aspettare: intanto la signora Massa andava mangiando golosamente tutti i dolcetti  esembrava che si gonfiasse ulteriormente, incastrandosi vieppiù nella cornice della porta. Alcune leccornie le aveva già con sé perchè venivano dalla sua attività di raccolta, porta a porta; altre le erano forniti dal barista che non desiderava ricevere alcuno scherzetto. Sai, era il giorno di Halloween e la signora Massa si era vestita da streghetta (anche se veramente assomigliava piuttosto ad una Maga Magò) e a tutti quello che incontrava andava dicendo “Dolcetto o scherzetto!”
Cosa accadeva alla sua ingiunzione?
Essendo tutti intimoriti dalla sua imponente presenza, cedevano immediatamente, elargendole a profusione squisiti dolcetti che la signora Massa, con visibile piacere, divorava rapidamente.
Ma poi si è sbloccata la porta d'ingresso del bar?
Sì, ho dovuto chiamare i Vigili del Fuoco che a colpi d'ascia hanno dovuto demolire la porta.
E cos’altro è successo?
Alla rituale richiesta "Dolcetto o scherzetto!", qualcuno dei Vigili del Fuoco le ha dato un vaso ben pieno di melassa e la signora Massa dapprima ci ha intinto biscotti e brioche, mangiandone a quattro palmenti e leccandosi le labbra per la goduria e per non disperdere una sola goccia di melassa; poi, avendo fatto fuori la scorta di dolciumi che aveva accumulato nelle tasche del suo capace grembiule, ha infilato nel vaso di melassa tutte le dita e, alla fine, per pulirsele,  se le è leccate per benino, una per una, fino a farle risplendere di nuovo. E così facendo, mi ha ricordato quella famosa filastrocca su Torquato Tasso...
Mmmmm! Alla signora Massa, dunque, piace tanto anche la melassa! Mi hanno detto che ogni tanto ama farsi il bagno nella melassme Zio Paperone si tuffa nei suoi amati dollari. E' una storia che si racconta su di lei: nessuna l'ha mai vista, però, farsi il bagno nella melassa.

 

(… più tardi)

E’ passata la signora Massa...
Ma questa volta è senza la sua grancassa…
Come fai saperlo?
Ne sono certa. Da quando ha fatto ritorno dalla XV^ Olimpiade del Formaggio, l’esimia signora Massa sarà sicuramente molto gelosa della sua grancassa, bella stracolma di formaggi, formaggelle e caciotte ed anche di interi vasi traboccanti di squaccherone e non la farà vedere tanto in giro. Tanto, anche senza grancassa, se la spassa un sacco la signora Massa…
Invece, ti dirò che quando è passata davanti alla mia porta, la sciura Massa portava un vaso bello pieno di melassa, reggendolo con tutte e due le mani tanto era grande. Mentre lo portava, si guardava attorno con circospezione: chissà! Forse la signora Massa temeva che potesse arrivare un ladrone goloso a derubarla della sua melassa.
Cosa se ne farà mai di tutta questa melassa, la signora Massa?
Ma è chiaro!
E’ chiaro? A me non è per nulla chiaro!
Sì! Non c’è dubbio alcuno che la signora Massa, una volta entrata nel suo stanzino, attingerà a man bassa da quel vaso pieno di melassa. Alcuni dicono che la signora Massa si ritiri in quel suo sgabuzzino soltanto per farsi uno spuntino con una semplice e salubre mela, visto che sbandiera ai quattro venti di essere a dieta: ma costoro sono più che benevoli.
Me la posso immaginare la signora Massa mentre, seduta su di una vecchia sedia al centro di quello stanzino con tutta la ciccia debordante attorno al suo ampio deretano, mangia a quattro palmenti di quella melassa. Una scena quasi apocalittica...
 
(…)
Appena poco fa, ho parlato con la signora Massa!
Nooo! E cosa vi siete detti?
Io, all’inizio non ho detto nulla. Era la signora Massa che parlava con qualcun altro…
E cosa diceva?
Ho sentito dirle queste parole “una risata”. Mi sono incuriosito e ho aguzzato le orecchie. Poi, siccome continuavo a non capire su cosa vertesse il discorso, ho ripetuto “Una risata?”…
Allora cos’è successo? Su! Dimmi! Non tenermi sulle spine!
La signora Massa ha detto: “Ci vorrebbe una bella risata. Questo stavo dicendo al signor Cracidino".
Tutto qua? Ma - a proposito - chi è il signor Cracidino? Non mi mi ricordo se me ne hai già parlato!
Ti dirò che il signor Cracidino è uno che lavora negli stessi uffici. E' uno smilzo che più smilzo non si può, ed è anche lungo e allampananto. A vederlo con quel suo abito nero tutto stazzonato, pare un punteruolo tutto arruginito, dotato di gambe. Ha un volto tiratissimo e sempre gli aleggia sul volto un'espressione alquanto grifagna. I due sono quasi il complemento l'uno dell'altra, ma la signora Massa in generale non ama stare in compagnia del signor Cracidino che solitamente le guasta l'appettito.
Ma torniamo alla storia che mi stavi raccontando poc'anzi! Cosa è successo dopo che la signora Massa ti ha riferito ciò che stava dicendo?
Io ho replicato “Certo, ridere fa molto bene. La risata è terapeutica! Stimola la produzione di serotonina: in definitiva, farsi una bella risata, ogni tanto, è come mangiarsi qualche barretta di cioccolato fondente….
La vostra conversazione è finita a questo punto? con un implicito invito alla signora Massa di rimpinzarsi di cioccolata fondente?
No. Alle mie parole la signora Massa si è ravvivata tutta: le si è dipinta in volto un’espressione gioviale, accompagnata però da un fugace lampo di tristezza nello sguardo. Ha detto, con voce sognante: “Il cioccolato sarebbe proprio ciò di cui avrei bisogno adesso, ma non lo non posso avere!”. "Perchè?" le ho chiesto di rimando. E lei mi ha detto che, per andare in visita alla XV sagra del formaggio e per comprare tutte le merendine della sua scorta mensile a cui peraltro ha già dato fondo, ha già esaurito le sue risorse, almeno per questo mese. E quindi una bella scorta di cioccolato fondente, adesso, è al di fuori delle sue possibilità.
Povera signora Massa! Dovresti darmi il suo indirizzo così le mando una bella confezione di cioccolatini fondenti così ne avrà abbastanza per stare allegra….

 

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6 giugno 2021 7 06 /06 /giugno /2021 10:13
Giochi d'acqua per le signore Massa

[un nuovo giorno]
Ho visto le foto che mi hai mandato della signora Massa. Carina la signora Massa!
Quale ti è piaciuta di più?
Non v’è dubbio alcuno! Quella che tu hai intitolato “massa&friends bathing”, rivelatrice di un’intensa vita sociale della signora Massa e di molte relazioni amicali con sue pari, egualmente cicciottose.

[Più tardi])

Ti dirò... In questo momento sono davanti ad una bella chiesa barocca, da poco restaurata. La sua splendida facciata di pietra calcarea color miele, erosa dal tempo e dalle intemperie, ha delle nicchie che un tempo alloggiavano delle statue di argomento sacro, da tempo scomparse e per certo convolate verso collezioni private. No! Non è possibile! Cosa succede? Aspetta, aspetta che guardo meglio. Noooo! Non ci posso credere! È davvero stupefacente ciò che vedo!
Cosa succede?
In una delle nicchie poste ai due lati del grande portone, c’è la signora Massa atteggiata in una posa statuaria… mentre sta per assumere la postura dell’armadillo a palla, il “massardillo” come viene definito da tutti gli esperti mondiali questa nuova chimera…
Magari nella nicchia, rimasta libera dall’altro lato del portale del tempio, ci potremmo mettere in ieratica posa la signora Platanìa, oppure potrei mettermici io stessa. Che ne dici? Perché non fai una proposta di questo tipo alla Soprintendenza?

[Dopo qualche giorno]

Oggi è accaduto un fatto curioso…
Cosa? Dai non tenermi sulle spine!
Nel mio ufficio una signora si è seduta su di una sedia che si è subito schiantata sotto il suo peso… anche se non era un peso massimo. La signora è finita con le gambe all’aria e si è fatta piuttosto male. L’abbiamo dovuta portare al Pronto Soccorso per farla refertare e per poter fare la necessaria denuncia per l’infortunio sul posto di lavoro.
Pensa un po’! Infortunata sul lavoro a causa di una sedia schiantata… Ci sarebbe molto da commentare sulla salubrità dei luoghi di lavoro e sulla loro sicurezza.
Ma stendiamo un velo pietoso su questi aspetti… Però volevo dirti anche questo: siccome è assolutamente impensabile che tutte le seggiole vengano sostituite a scopo preventivo, si è deciso di sottoporle ad un test di sovraccarico.
Come verrà effettuato il test?
La signora Massa…
…eh? Che mi dici? Ma la signora Massa sta diventando come il prezzemolino che si aggiunge in tutte le pietanze!
Non interrompermi, please. Dicevo: la signora Massa sarà lo strumento con il quale si effettuerà il test. Su ogni sedia dell’ufficio la signora Massa sarà invitata a sedersi di colpo, calando su di essa la poderosa massa delle sue terga come un maglio. Se la seggiola regge alla sollecitazione dovuta all'improvviso sovraccarico verrà considerata buona e certificata ISO 2000 in tal senso. Invece, in caso di cedimento, dalla semplice incrinatura alla palese rottura, la seggiola o la poltroncina con braccioli verranno immediatamente scartate. Questo test è stato validato e denominato "la prova di Massa". Gli oggetti resilienti alla "Prova di Massa" verranno rubricati come "Massa-proof", che sarà una sorta di sigillo di garanzia per la resilienza di sedie, ma anche di panche e panchine, d'ora in avanti.
Ma questo è davvero un esempio brillante di flessibile utilizzo delle risorse umane disponibili!

 

Coppia danzante secondo Botero

[Dopo un giorno]

Di nuovo ho visto passare la signora Massa, ma non in ufficio: questa volta era a passeggio con il pingue marito lungo una strada affollata e risuonante delle chiacchiere e delle risate d’un dì di festa. Chissà perchè, in generale, succede che "pingue la moglie, pingue il marito". I due, mentre procedevano a braccetto, sembravano una deliziosa coppia appena uscita per incanto da un quadro di Botero: camminavano beati, procedendo indolentemente con un’andatura alquanto rotolosa, del tutto ignari del fatto che la via, a causa dell’ingombro dei loro gargantueschi corpaccioni, fosse tutta ingorgata. Nessuno e niente potevano più passare, ma nemmeno uno spillo! Loro incedevano felici ed ignari di tutto. E qui per oggi ti lascio. Devo andare a sovrintendere ai test di Massa.
Un'ultima domanda però! Mentre passeggiava con il pingue marito la signora Massa non aveva con sè la grancassa? E le sue formagelle?
Questo te lo dirò la prossima volta, giusto per accrescere l'attesa dellaprossima puntata.

 

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1 giugno 2021 2 01 /06 /giugno /2021 10:42
ciccione che corre

Un altro giorno

La signora Massa, pensavo...

…cosa vuoi dirmi ora sulla signora Massa?

Pensavo a questa storia dei formaggi trafugati agli espositori di tutto il mondo, convenuti per la XV Olimpiade del Formaggio. Riflettevo che, in fondo, la signora Massa aveva fatto bene a metterli nella grancassa per portarseli via. Spero che quando arriverà dalle nostre parti ne sia rimasto un bel po’ di quel formaggio. In fondo, se dalle vostre parti c’è ancora un po’ di abbondanza, qui – viceversa – c’è mmmolta, mooolta scarsità: quindi avere un po’ di formaggio in più, non potrà che farci piacere, un po' per consumarlo subito, un po' invece da mettere in cambusa. Se, ovviamente, la signora Massa vorrà dividerlo e non vorrà piuttosto tenerlo tutto per sé.

Non so cosa dire… Non conosco così bene la signora Massa per potermi esprimere sui suoi piani, ma - ad occhio e croce - mi sembra che vorrà tenere tutti quei prelibati formaggi per sé, come preziosa scorta nel suo magico stipetto, sempre traboccante di cibarie. Sono certo che una delle cose che la signora Massa teme maggiormente sia la penuria di lauti bocconi e di merendine e di leccornie da sgranocchiare.


Sono certo che la signora Massa non potrà passare inosservata dal corridoio con la grancassa piena di formaggi. Si spanderà in giro un odorino… mmmmmmmmmm! La signora Platanìa la cui stanza si affaccia proprio davanti all’ingresso principale, non appena sentirà questa sinfonia di squisiti aromi, si farà sulla porta, già con l’acquolina in bocca: e sappiamo che la signora Platanìa ha un appetito insoddisfatto da secoli, poiché nei secoli si è tenuta a stecchetto, per voto o per vocazione - non saprei bene. Farà ferro e fuoco pur di avere qualche briciola di quei formaggi prelibati.

Mah! Non saprei cosa dire! Se lo dici tu, che conosci così bene le persone e le situazioni, non posso che essere d’accordo con te. Tuttavia, ti suggerirei di adottare qualche stratagemma.

Quale, dimmi, orsù! E a qual fine, poi?

Potresti predisporre qualche esca di uva passa per la signora Massa. Sono certa che ne è molto goolosa, in tutte le sue varianti: zibibbo, uva passa, passolina, sultanina, zibibbo essiccato per citare le più comuni varianti di questa specie alimentare. Sono certo del fatto che, di fronte al richiamo dell’uva passa, la signora Massa non potrà resistere: poserà immediatamente la grancassa piena di quel che rimane della scorta di formaggi per cibarsene. Tu allora potrai sgattaiolare fuori dal nascondiglio e, indisturbato, prenderti la grancassa con tutto il suo contenuto.

(…)

[Più tardi]

Ho deciso di ampliare la signora Massa, di fare con lei una specie di upgrade...

Ma cosa dici? Pensavo che già da sé la signora Massa fosse abbastanza ampia… Che bisogno c’è di ampliarla ancora?

[mumble, mumble]

[e passa un'intera giornata]

Buongiorno a voi!

La mia cagnetta ti ringrazia per averla inclusa nel buongiorno! BAU…BAUUUUU!

Ma adesso che c’entra Frida?

Be’, hai detto “a voi”…

Veramente, quando ho detto "voi", pensavo che tu stessi correndo con la signora Massa…

Ah! Già, non ci avevo pensato… che tu fantiasticassi che io fossi con la signora Massa… e che volessi dirmi: "Qui Massa ci cova"!

[un po’ più tardi, ma nella stessa giornata]


Com’è stato correre con la signora Massa?

Io correvo e lei rotolava: ma non spontaneamente. Hai presente quei pupazzetti di tessuto morbido o semi-duro che, nella parte inferiore tondeggiante, sono riempiti di pallini di piombo? Tu li fai oscillare, li spingi sino a farli capovolgere, ma poi si rimettono sempre in piedi perché il peso dei pallini che, spinti dalla gravità, si addensano in basso li fa rimettere sempre ben diritti. La signora Massa è come quei pupazzetti: potrebbe rotolare benissimo perché è tonda, ma l’eccesso di peso nella metà inferiore del suo corpo la blocca prima che una rotazione completa sia compiuta e, quindi, se ne rimane lì ad oscillare lievemente. Sono le vibrazioni impresse dalle oscillazioni che determino la traslazione lineare del suo corpaccione. Allora, per farla procedere ancora di qualche, metro occorre imprimerle un’altra spinta e così via.  Io così ho dovuto fare una doppia fatica perché mentre corro la devo spingere per farla rullare. Pensa un po’!

Certo non mi sarebbe piaciuto essere al tuo posto. Ma dimmi – a parte la fatica - ti è piaciuto correre con la signora Massa?

Beh! Lasciamo perdere… Sorvoliamo sui dettagli penosi. Però devo dirti di questa mia scoperta interessante: la signora Massa deve essere geneticamente imparentata con l’armadillo, perché – esattamente come succede all’armadillo – è capace di assumere la forma di una palla quasi perfetta. Mentre l’armadillo si mette a palla quando è in pericolo, la signora Massa lo fa quando qualcuno le chiede di correre e di trottare. Per lei, il vero pericolo è il movimento svelto e allora si difende mettendosi a palla, per poi rimarsene immobile e oscillante come se la sua pancia e il suo sedere fossero infarciti di pallini di piombo.

Ma è davvero, è incredibile! Non finiremo mai  di conoscere le potenzialità della signora Massa…
 

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25 maggio 2021 2 25 /05 /maggio /2021 12:22
Musicanti grassi (Fernando Botero)

Ed eccoci ad un altro giorno e a un nuovo incontro (passaggio) con la signora Massa.

È passata di nuovo, la signora Massa!
…e? Cosa ha fatto? Dai prosegui! Dai, non tenermi in sospeso!
Fuori, si è scatenato un diluvio universale, con fulmini e lampi: fra poco, se continua così, ci vorranno le barche per camminare nelle strade. La signora Massa si è mossa ed ecco che, in accordo con la teoria di cui dicevamo ieri, sta arrivando un maremoto. Secondo il mio modestissimo parere è lei la causa di tutto.
Sai che ti dico? La tua teoria - quella della nostra conversazione precedente, effetto farfalla e quant'altro - quasi, quasi mi sta convincendo: se le cose stanno davvero così dovresti avvisare i vulcanologi, i sismologi, i metereologi e tutti quelli che, ognuno nel proprio specifico, cercano di prevenire le catastrofi naturali. Forse, chissà, se riuscissero a tenere sotto controllo la signora Massa e i suoi possenti movimenti pendolari qualcosa potrebbe cambiare; e le castratofi naturali potrebbero essere irreggimentate: ma non voglio dire di più! Ho la sensazione che mi sto lasciando andare ad un volo pindarico. Possiamo sicuramente dire che la signora Massa ci stia conducendo alle soglie della scoperta del secolo! Anzi alla scoperta che sia proprio lei - la nostra beneamata signora Massa a causare le suddette catastrofi, quando passa e ripassa come un pendolo o un metronomo. Quindi, basta che la teniamo buonina e abbiamo risolto ogni problema ed effetti farfalla di vario genere.
Ma non è mica così facile! In linea teorica sì, ma in pratica è arduo, anzi arduissimo! Il suo movimento, per quanto lento è inarrestabile… indomabile, direi! La signora Massa, con la sua poderosa biomassa, è lei stessa una forza della natura
.

[Il giorno dopo]
È passata di nuovo, la signora Massa!
…bisogna capire se anche i passaggi della signora Platanìa (che, come abbiamo visto, è agli antipodi della signora Massa) non provochino degli effetti significativi. Magari - siccome la signora Platanìa è alta e magra, i suoi movimenti provocano effetti eguali e contrari a quelli della signora Massa, per una legge di compensazione.

No! Questa sì che è un’interessante teoria! Vorresti dire dunque che l’una è l’antidoto dell’altra?

(ma a questa domanda non c'è alcuna risposta, solo un silenzio vibrante)

[qualche ora più tardi]
E' passata di nuovo, la signora Massa!
Non è possibile! Adesso sei a casa!
Adesso passa e ripassa anche a ca(s)sa, la signora Massa!
Ma dai! Non ci posso credere! La signora Massa è diventata un incubo, un blob, un'ectoderma spaziale, onnipresente ed ubiquitaria! Anche da casa tua adesso passa, la signora Massa? Non me la conti giusta! Non ci sarà mica sotto qualcosa? Sto diventando sospettosa....

[qualche minuto più tardi]
Preciso meglio a scanso di quequivoci e di sospetti: con una grancassa, è passata la signora Massa..
Ma voglio darti la grande notizia! Anche da qua è passata la signora Massa…
Nooo! Non ci posso credere? Ma che faceva dalle tue parti? A più di 1500 km di distanza?
Era venuta a prendere la grancassa, la signora Massa… poi ne ha anche approfittato…
Di cosa avrebbe approfittato?
Del fatto che a poca distanza dove abito io era in corso la XV^ Olimpiade del formaggio e del Cacio. La nostra amica – ormai possiamo ben chiamarla così - ha fatto irruzione negli spazi in cui avvenivano le competizioni e tra stracchini, provole stagionate e gorgonzola di tutti i tipi – per non parlare di squisiti camembert e di formaggelle fresche a pasta molle, la signora Massa ha sbafato a man bassa… E' stata per lei l'occasione per fare una super-merendina!
E poi, cos’è successo?
Master Massa Ha intrapreso una competizione estemporanea con la Donna Cannone su chi mangiava più cacio e beveva più latte.
E chi ha vinto?
No, la donna Cannone non ce l'ha fatta! Mi dispiace per lei. Si era preparata a fondo per potere primeggiare: qualcuno l'aveva avvisata che prima o poi avrebbe incontrato la signora Massa: per lei una specie di mito.
E ha detto qualcosa la povera Donna Cannone?
Sì, è stata commovente. Ha detto, parlando e sputacchiando nei microfoni: "Mamma, papà, sono contenta di essere stata battuta dalla possente signora Massa! E' stato per me un grande onore!
E cosa ha fatto poi la Signora Massa?
La signora Massa, gongolando per la sua vittoria, se n'è andata caracollando con un intera sporta di caci pregiati da mettere nella sua riserva di merendine nel famoso stipetto del suo stanzino dalle tue parti.
E che ha fatto della grancassa?
Ah, già la grancassa! Quella l’ha raccattata nel tendone dove si svolgevano le competizioni per selezionare i migliori caci DOC e DOP, finalisti a livello mondiale. Ad allietare l’atmosfera, c’era una bellissima banda, con tutti i suoi musicanti vestiti con una bellissima divisa rossa adornata di alamari d’oro. La musica andava che era una meraviglia con mazurke, polke e ogni tanto anche qualche marcetta militare, sai di quelle che, solo a sentirle, mettono allegria ed un’irrefrenabile voglia di muoversi, come quando suona la fanfara dei bersaglieri. I musicanti, quando l’hanno vista comparire, sono rimasti sbalorditi, smettendo di colpo di strimpellare e dar fiato agli ottoni e sono scappati via  a gambe levate, abbandonando per terra strumenti e spartiti. La signora Massa ha raccattato la sua gran grancassa, l’ha aperta come se fosse una scatola di carne simmenthal e ci ha infilato dentro tutti i caci che era stata in grado di arraffare. Poi come una gargantuesca gigantessa con la grancassa stracolma messa di sbieco sulle spalle ampie ed opime si è rimessa in cammino.
Per andare dove?

Stomp! Stomp!

(silenzio)

 

 

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18 maggio 2021 2 18 /05 /maggio /2021 07:52
Donna boteriana si tuffa in piscina

È passata di nuovo, la signora Massa. Si muove con una buffa andatura caracollante e altalenante, al tempo stesso. Cammina con il busto leggermente proteso in avanti.

Perché? Dai, dimmelo, non tenermi sulle spine! Quando fai una mezza affermazione è perchè vuoi che ti chieda delucidazioni

Ti accontento subito! Forse se il busto tenesse dritto non potrebbe bilanciare più l’imponente massa delle sue terga opime e si ribalterebbe all’indietro.

E rimarrebbe distesa per terra con le gambe e le braccia protese verso l’alto, come una tartaruga che è stata rovesciata e giace, del tutto vulnerabile, con il suo carapace poggiato a terra. zampettando a vuoto con le quelle minuscole appendici, ma incapace di qualsiasi altro movimento. Potrebbe rimettersi in piedi solo se arrivasse una squadra di soccorittori munita di argano.

Se ciò accadesse, sarebbe un vero dramma: non potrebbe più accedere alla sua scorta di merendine. Soffrirebbe come Tantalo, con le merendine a portata di mano, senza però poterle raggiungere…

(…)

È passata di nuovo, la signora Massa, ma non si accontenta di un solo passaggio, passa e ripassae se la spassa.

Ma è davvero instancabile, la signora Massa! …potrebbe essere assunta ad esempio per il moto perpetuo o come testimonial di una marca di merendine. Oppure per lanciare un messaggio di normalizzazione dell'obesità: "Mangia che ti passa, passando e ripassando!"

La signora Massa è una Perpetua del movimento pendolare.

Avanti ed indietro… Su e giù… Avanti ed indré…

Me ne sto qua in questa stanza periferica, dimenticata da tutti, con la porta aperta e le veneziane abbassate. Tutto quello che conosco del mondo, lo vedo nel riquadro di questa porta che tengo sempre aperta. Persone che passano e ripassano e in cima a tutte l'instancabile signora Massa, regina di coloro che passano e ripassano: quelle che io vedo non sono le famose ombre della caverna di Platone, ma silhouette in movimento, quasi senza ombra. Alcuni passano più di frequente di altri: sulla frequenza dei loro transiti, potrei costruire una teoria del mondo e del suo funzionamento.

Mmmm… Lascia che ci pensi un po' su! Quando dici delle cose complicate io un po' mi ci confondo. Non riesco a seguirti con piena lucidità.

La signora Massa rimanda per certo all’abbondanza: invece, tra quelli che ogni tanto passano, c’è una certa signora, Platanìa si chiama, che è magra ed asciutta come un grissino, anche lei passa con frequenza, alternandosi con la signora Massa, quasi fosse in scena un teatrino con due personaggi, che potrei denominare la Flaca y la Gorda: uno va e l'altro viene. La signora Platanìa, ovvero la Flaca, rimanda alla dimensione della sobrietà elegante, invece. Prendo sempre appunti sugli orari dei loro passaggi. Sono dati importanti per elaborare uno studio statistico per poter giungere ad una teoria generale esplicativa dei loro movimenti: forse, nel disordine apparente, v’è un ordine nascosto; forse, i loro passaggi potrebbero essere descritti efficacemente, facendo ricorso ai frattali o alla teoria del caos.

Spiegati meglio, ci sto capendo sempre di meno!

Sulla base delle mie osservazioni sarei portato ad ipotizzare che ogni volta che la signora Massa passa davanti alla mia porta, da un’altra parte – agli antipodi, per così dire – succede qualcosa d’importante.

Ma cosa?

Sai cosa dicono i teorici del Caos? Quando una farfalla batte le ali a New York, a Tokyo succede un terremoto. Pensa un po' cosa potrebbe succedere a Tokyo se la signora Massa all'improvviso si tuffasse nelle acque tranquille del nostro mare mondellano, facendo innalzare il livello dell'acqua di diversi metri! Può darsi che, a seguito di ciò, a Tokyo si possa verificare un maremoto con la temibile onda dello tsunami? Oppure, si deve pensare che il tuffo della nostra Massa nelle acqua fresche e dolci di Mondello e il conseguente innalzamento tumutuolso delle acque siano stati causati da un battito di ali di farfalla a Tokyo?

E dunque?

Ma è chiaro, è cristallino! Ancora non l’hai capito?

No, non credo proprio!

Via, via! Affina il tuo ingegno!

Mmm… Ancora una volta non ti seguo... Chiedi alla signora Massa di passarmi una delle sue preziose merendine! Per seguirti bene ho bisogno di un apporto di zuccheri per il mio cervello!

Mi spiace, cara, ma la signora Massa rifiuta di cedere anche una sola delle sue merendine e dei suoi snack vari! Dovrai fare senza! Vabbé te lo dico io, allora. Quando la signora Massa passa davanti alla mia porta, dall’altra parte del mondo, succede un maremoto, o si sviluppa un ciclone di proporzioni colossali, o l’eruzione di un vulcano Se ci fai caso, questi sono eventi molto più frequenti adesso, in questi ultimi mesi: da quando, appunto, la signora Massa passa e ripassa davanti alla mia porta.

Se lo dici tu! Però! Con questa tua teoria mi rendi inquieta. Ora ci voglio pensare un po’ su. Poi più tardi ne riparliamo. Adesso mi pare di avere il cervello in ebollizione a causa delle tue elucubrazioni Che ne dici di una pausa, caro?

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12 maggio 2021 3 12 /05 /maggio /2021 07:19
Donna danzante Botero

La signora Massa passa e ripassa
E cosa fa la signora Massa, perchè passa e ripassa?
E' come un pendolo: instancabilmente, passa e ripassa, la signora Massa, davanti alla mia porta
In effetti, stavo accennando alla mia amica qui proprio della signora Massa. Ha trovato che sia mitica. Ha colpito molto la sua fantasia… E dunque la signaroa Massasta sta diventando famosa in tutta la Padania.
Dovresti dirglielo, allora, che sta diventando famosissima in ogni dove, proprio perchè , perchè passa e ripassa come una rolling Massa: rolling Massa gathers no moss.
Ne sarebbe certamente mmmmolto lusingata…

(...)

È passata di nuovo, la signora Massa. Soffre della sindrome delle gambe senza riposo…
Ma con tutti i passi che fa, con tutto quel passare e ripassare dovrebbe essere magrissima!
Ma noooo! Ogni volta che passa va a farsi uno spuntinello. E' il suo segreto: non lo sa nessuno!
Ah! Allora si capisce ilperchè delle sue ragguardevoli dimensioni!

(…)

È passata di nuovo, la signora Massa. E' un tormentovederlapassare di continuo.
Ma con tutti questi spuntini che fa non ti offre mai nulla?
Nulla, niente di niente. Vuole avere tutto per sé…
Ma non è giusto…
Bisogna capirla: va nel suo stanzino e ci si chiude a chiave. Poi apre il suo stipetto personale, che immagino pieno zeppo di cibarie e di leccornie e se ne nutre, sempre con la porta rigorosamente chiusa. Poi, quando ha finito, esce e, caracollando, ritorna alla sua postazione, avendo conquistato alcune centinaia di grammi di biomassa, la signora Massa.

 

 

 

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9 maggio 2021 7 09 /05 /maggio /2021 07:59
Botero

Un tempo conobbi una certa signora Massa. Lascio a voi immaginare se questo cognome sia fittizio o reale.
Noi la chiameremo "Signora Massa", proprio per quella starordinaria intimità  tra nome che la designa e apparenza della persona: un altro cognome non potrebbe essere più appropriato.

"Chiamatemi Massa" - disse la signora Massa - "e vi condurrò in un appassionante viaggio nei meandri della mia pacchionaggine".
La signora Massa la incontrai la prima volta in ospedale dove era impiegata come ausiliaria (come si diceva allora), ai tempi delle mie prime esperienze lavorative e, successivamente, ebbi modo di rivederla in un'altra struttura dell'Azienda sanitaria dove, nel frattempo, sul finire della mia carriera lavorativa ero stato trasferito.
Lei era ormai prossima alla pensione. E, in virtù delle precarie condizioni di salute, era stata assegnata ad una funzione lavorativa "riposante" e di scarso impegno quotidiano (ci fosse o non ci fosse, in sostanza, non cambiava nulla).

E si era fatta enorme: solo il viso era stranamente poco appensantito e conservava la stessa leggiadria popolana di un tempo.
Era davvero diventata una "mole" di donna, una specie di balena, fornita di gambe. In fondo, se si pensa alle dimensioni della balena bianca di Melville, il "Chiamatemi Massa" assume un suo senso preciso.

Ripeto che, essendo malatticia (anche se la sua mole dava l'impressione di floridezza e di salute straripante) era stata assegnata a compiti non gravosi (rispetto alla sua esigenza di dover combattere quotidianamente con la forza di gravità), insomma, era esentata dal dovere lottare contro le leggi sulla caduta dei gravi.

Quindi, il suo compito principale, se non unico, era quello di starsene chiusa dentro un gabbiotto a vetri con una struttura di alluminio anodizzato, situato all'ingresso della struttura operativa.
Teneva d'occhio l'ingresso e l'afflusso di visitatori e utenti. Ma il più delle volte si distraeva a sferruzzare, lanciando soltanto di tanto in tanto delle occhiate rapide con quei suoi occhietti vispi.

Dirò anche che non se ne stava sempre e volentieri dentro a quel gabbiotto, dal cui si vedeva sporgere soltanto la sua testa. Ogni tanto ne emergeva e con un'incerta andatura pachidermica si allontanava e spariva per un po' di tempo.

Soltanto molto tempo dopo scoprii che la signora Massa si ritirava in un piccolo sgabuzzino al termine di un lungo corridoio e ci si chiudeva dentro, per un po' di tempo: lo sgabuzzino non si sa perchè e come, lo aveva ottenuto per il suo personale uso.
Io immaginavo che si chiudesse lì dentro per compiere il rito di ripetuti e frequenti spuntini necessari ad alimentare il suo corpaccione e la sua golosità. E così era, in effetti.
La signora Massa, non appena trovava qualcuno disposto ad ascoltarla, prendeva sempre a lamentarsi del fatto che mangiava troppo, ma - nello stesso tempo - sosteneva spesso di essere a dieta. Un altro argomento da lei favorito erano i suoi molteplici malanni. Il terzo, invece, riguardava le congetture su quando le sarebbe stato possibile andare in pensione. E nell'attesa infiorava spuntini su spuntini, per ingannare il tempo, ma anche per golosità.
Ma com'era possibile che fosse a dieta, visto che le dimensioni del suo corpo sembravano aumentare di giorno in giorno a vista d'occhio?
E, naturalmente, le assenze dalla sua postazione aumentavano sempre più nella loro frequenza: si poteva immaginare che merende e spuntini, di conseguenza, si facessero del pari sempre più ricorrenti. Ma tra tutti gli altri miei colleghi ero io quello che aveva scoperto il bandolo della matassa ed ero io a tenerla d'occhio.
Infatti, il bello era che per raggiungere quel famoso stanzino la Signora Massa doveva passare davanti alla porta della stanza che, a quel tempo, io occupavo: e, quindi, presi a tenere la porta aperta, in modo tale da poterla tenere d'occhio e monitorare così i suoi passaggi.
Con una mia amica di quel tempo, cominciammo a scambiarci sms proprio a partire proprio dalla sua "biomassa". C'erano risate e commenti che rimbalzavano attraverso l'etere. 

Ad un certo punto, partì tra noi la scommessa di riuscire a commentare sulla signora Massa sempre in rima, utilizzando in altri termini parole che rimassero con il "Massa".
Ben ardua impresa, perchè il repertorio di possibilità lessicali era - è - alquanto limitato.
In quel fitto scambio di messaggi ci siamo divertiti un mondo. Ero sempre io che cominciavo per primo, scrivendo: "E' passata la signora Massa..." e di seguito la rima: per esempio, "...suonando una grancassa"...
Tutto questo finì con il diventare un'interminabile storia a puntate, quasi una saga-tormentone. di cui, in qualche modo, la diretta interessata venne a sapere, poichè ogni tanto mi capitava di parlare con qualcuno dei miei colleghi di questa "storia di Massa" che si stava formando a partire dai primi stringati messaggi. Sicché un bel giorno mi interpellò, la signora Massa in persona: "Mi hanno detto che Lei ha scritto una storia su di me: ma di cosa si tratta?".
Io le inventai lì per lì una penosa bugia (o meglio una falsa verità) a cui lei credette.
Le dissi che quegli altri le avevano detto una bugia per farle uno scherzetto (dolcetto scherzetto? Dolcetto, dolcetto!).

Fin dall'inizio cominciai a trascrivere quei messaggi e vidi che le cose si facevano sempre più complicate, poichè - se l'avvio erano state delle semplici rime - a poco a poco cominciavano a venire fuori delle puntate giornaliere in cui, se il cimento della rima rimaneva sempre, conquistavano sempre più spazio delle vere e proprie narrazioni.
L'insieme di quelle narrazioni ricevette il titolo di "Storie di Massa".

Per un po' di tempo persi il file originario che - fortunosamente - in tempi più recenti sono riuscito a ritrovare.

Facevano da pendant al corpo delle narrazioni prinicipali, altre sottostorie, tra le quali la descrizione parodica di un concorso canoro per ciccioni (a cui immaginavo avesse partecipato anche la signora Massa- ed era questo l'elemento fiction) ed un'altra in cui la signora Massa faceva parte di una ciurma di pirati che assaltava un cargo carico di barili di melassa.
Ed era questa in particolare la storia di cui la signora Massa mi chiedeva notizia.
Si trattava appunto della riscrittura di una notizia di cronaca sulla recrudescenza delle azioni di neo-pirati nei Mari dell'Estremo Oriente. 
Io la riscrissi, immaginando che la signora Massa fosse a capo di una ciurma di  ribaldi che assaltavano le navi che trasportavano melassa e ci ricamai sopra.
Siccome, il tutto era molto divertente - per non dire esilarante - con la signora Massa che voluttuosamente, alla fine, si tuffava nella melassa, come zio Paperone nei dollari - alcuni si fecero scappare qualche indiscrezione.

No, no! Qui in chiusura, di questa mia introduzione vorrei però dirvi che la signora Massa fu interamente un parto della parto della mia fantasia, che - forse, sì - ebbe uno spunto dalla realtà, poichè il palazzo dove avevano sede gli uffici dell'Azienda sanitaria, c'era - al tempo - anche la sede dell'Assessorato comunale alla Casa e quindi, quotidianamente arrivava una processione di cittadini tra i quali si ritrovavano anche personaggi memorabili, di uno dei quali anche scrissi un breve testo "Chi capiddi chi aio!".
E forse, come occasionale compagno di viaggio in ascensore, dovetti avere imbattermi in qualche pacchionissima che forse, in quel momento, mi ritrovai a battezzare come "la Signora Massa". E, a quel punto, i giochi erano fatti.

A partire dall'incontro fortuito con la signora Massa parti tutta la sequenza di storie e storielle.

Ed ecco di seguito per voi le "storie di Massa". Tengo a precisare che questi racconti sono molto politicamente scorretti nei confronti degli obesi, dei pacchioni e dei cicciottoni. Ma penso che questo sarà considerato un peccato veniale, visto che non vi è alcxun aggancio concreto con una realtà vissuta e sperimentata. Tutto quanto è frutto della mia fantasia.

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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