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17 aprile 2016 7 17 /04 /aprile /2016 07:47
Stop trivelle. Sperando in una vittoria dei sì (no), ma sopratutto nella fine delle menzogne

(Domenica 17 aprile 2016) Penso che oggi andrò a esprimere il mio parere al Referendum sulle trivellazioni in mare.
Dirò sulla scheda (che significa "no" alle trivelle ad libitum).
Tuttavia, mi rendo conto che comunque vadano le cose su questa faccenda siamo stati sommersi dalle menzogne e continueremo ad esserlo.
Se dovessero vincere i sì (ammesso e non concesso che al voto si presenti il 50% degli elettori più 1), sarà una ben magra vittoria, perchè non sapremo mai tutta la verità e tutte le losche manovre di interessi che si annidano dietro le quinte.
Sopratttto c'è da sperare che cessino su questi argomenti le molte menzogne governative e quelle delle grandi holding che tutelano solo i propri interessi.

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14 aprile 2015 2 14 /04 /aprile /2015 16:07
A Palermo, Vigile Urbano multa auto di scorta per sosta irregolare

(Maurizio Crispi) Sappiamo tutti che le auto blindate, le auto di scorta, i drappelli di auto lanciate a tutta velocità per le strade cittadine, le sirene spiegate, sono in alcuni casi un male necessario, per garantire ai Magistrati maggiormente esposti sicurezza ed incolumità, visto che sono da considerare degli obiettivi sensibili.

In altri casi, specie quando queste misure sono concesse a politici, si tratta soltanto di barocca ostentazione del Potere con il pretesto della sicurezza, rappresentazione del Privilegio e pura scenografia (compredendo nella sicurezza anche la coreografia delle molteplici bodyguard): in molti casi, infatti, tutti questi dispositivi non sarebbero intrinsecamente necessari.

Ci si auspica che chi, dalla stanza dei bottoni decide di concedere a questo o a quello politico di turno che occupa un'importante carica istituzionale, sorveglianza armata, auto di scorta e quanti altri privilegi, lo faccia con assennatezza (anche se, qualche volta, da parte di un comune mortale è lecito dubitare).

Ma ciò che disturba veramente è il fatto di vedere coloro che sono assegnati alle Scorte, infrangere tutte le norme che, invece, al comune cittadino tocca rispettare. Vedere che possano posteggiare quando e dove loro aggrada maggiormente, passare con il rosso, non ripsettare l'obbligo di dar el aprecedenza a colora che stanno attraversando sulle strisce pedonali, percorrere le corsie preferenziali in senso contrario a tutta birra.

Di fronte a tutto questo è inevitabile provare un senso di profonda irritazione, ed anche rabbia probabilmente e sentirsi portati a chiedersi:"Perchè?".

Con il fenomeno correlato ed inevitabile di prendere a dubitare delle istituzioni e con la sensazione avvolgente di vivere non in un paese democratico evoluto, ma in una Repubblica delle Banane.

I buoni cittadini, esposti a questo martellamento di trasgressioni, possono trasformarsi allora in cinici vituperatori delle stesse Istituzioni e di coloro che di queste Istituzioni sono alla guida, o anche possono diventare trasgressori essi stessi, avendo davanti agli occhi - giorno dopo giorno - un simile esempio.

E anche questa possibile metamorfosi si potrebbe chiamare "danno collaterale" di una guerra tra sistemi opposti, quello della Legalità contro quello dell'Illegalità, come ho scritto in un altro articolo.Ci si chiede tuttavia sino a che punto questi danni collaterali debbano essere considerati un male necessario.

Si vorrebbe che la tutela della sicurezza e dell'incolumità avvenisse nel pieno rispetto delle regole a cui agli altri cittadini é richiesto di uniformarsi.

E probabilmente sarebbe anche possibile, con un po' di buona volontà e implementando la cultura della legalità, senza fare distinzione tra cittadini comuni e tutori della Legge che si sentono in un certo qual modo al disopra della Legge stessa.

In questo sconsolante (e diseducativo) panorama, ogni tanto sopravviene qualcosa che ti induce a sperare bene e a pensare che qualche guizzo di vitalità legalitaria c'è da qualche parte, pronto a risorgere come una pianta vigorosa.

L'altro giorno, a Palermo, ho assistito a questa scena.

In via Empedocle Restivo un auto di scorta era ferma in attesa davanti all'abitazione di qualche importante personaggio: su questo niente di che. Soltanto che il conducente aveva deciso di fermarsi per deferenza del suo scortato, proprio davanti al suo portone, ingombrando la corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici. E quel che è peggio, si era parcheggiato in direzione contraria al senso di marcia dei mezzi autorizzati a percorrerla.

Non c'era molto traffico, perchè eravamo di sabato mattino: ma questo non siginifica nulla, ai fini dell'infrazione.

S'è avvicinato un Vigile Urbano che ha ingiunto al guidatore di togliersi da quella posizione irregolare.

Ma quello, sentendosi forte del suo ruolo e del suo mandato, non ha sentito ragione.

Non ha nemmeno dato udienza al Vigile Urbano, rimanendo chiuso in auto, impassibile.

Il Vigile Urbano allora ha messo mano al blocchetto delle multe e ha elevato verbale, mettendo il fatidico foglietto giallo sotto iltegicristallo dell'auto.

A questo punto il conducente è uscito dall'auto, mostrandosi irritato ed aggressivo, ma non certamente "pentito".

Ma il Vigile Urbano gli ha indicato il foglietto giallo, stringendosi nelle spalle: "Ormai è cosa fatta. Ti ho fatto verbale!".

Magari questa multa non verrà mai pagata, ma ho apprezzato il gesto del Vigile Urbano, perchè altamente simbolico e coraggioso.

 

Nel Regno Unito scene di questo tipo non si vedrebbero mai.

Ci sono certamente personaggi "protetti", ma tutto avviene in modo discreto - e non plateale - e, soprattutto, nel pieno rispetto delle regole che tutti i citadini devono seguire, anche quelli che richiedono una protezione speciale.

In più, dirò che in UK non si vede mai una presenza massiccia della Polizia nelle strade cittadine, eppure non appena si verifica qualche fatto, se c'è un incidente, se gli animi cominciano a riscaldarsi, ecco che chissà da dove i poliziotti arrivano a prevenire, a sedare, a mettere ordine.

E, quindi, proprio per questo motivo, ma anche per il fatto - ancora più importante - che in tutti è vivo un percorso educativo al senso civico e della comunità di cui si fa parte, tutti si tengono mediamente dentro l'area del rispetto delle regole, sorvegliandosi a vicenda: tutti - anche attraverso apposite campagne pubblicitarie - sono chiamati a cooperare e a collaborare, sentendosi pienamente responsabili della tutela del bene pubblico e della sicurezza degli altri cittadini.

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Società Il fatto
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4 aprile 2015 6 04 /04 /aprile /2015 06:14
L'AMIA di Palermo e le carogne: perchè nessuno provvede ad una sollecita rimozione?
L'AMIA di Palermo e le carogne: perchè nessuno provvede ad una sollecita rimozione?

A Palermo, purtroppo, può capitare di imbattersi nella carogna di un gatto morto, in avanzato stato di decomposizione.

E' quello che mi è successo, correndo lungo il Viale della LIbertà, nel pieno della "Palermo Bene".

La creatura senza vita giaceva sul marciapiedi e l'inconfondibile lezzo di decomposizione si avvertiva già a parecchi metridi distanza.

Non voglio pensare a cosa potrebbe accadere se un bambino piccolo, sfuggendo alla sorveglianza dei genitori dovesse toccare quel corpo senza vita.

E se si infettasse?

Scenario cupo.

Più avanti, vedo un mezzo dell'AMIA, fermo nella corsia preferenziale: stanno ritirando dei rifiuti.

Ho interpellato il conducente e gli ho segnalato che cinquecento metri più avanti, nella direzione del suo senso di marcia, c'era la carogna di un gatto in avanzato stato di decomposizione.

Mi ha detto che avrei dovuto telefonare al servizio apposito.

Ed io mi sono infuriato: ho replicato che, da cittadino, io mi aspetto che se segnalo personalmente ad un dipendente dell'Amia in servizio, questi - anche se il compito di rimozione non è di sua specifica competenza - dovrebbe sentirsi tenuto a segnalare la cosa ai colleghi del servizio deputato.
Io, telefonare? Ma non so nemmeno a chi dovrei rivolgermi e poi sono certo del risultato: estenuanti attese al telefono senza risposta, attivazioni di risponditori meccanici e così via.

E' seguita una discussione in cui sono state tirate in ballo la cattiva amministrazione, l'incapacità dei dirigenti AMIA ad organizzare il lavoro dei dipendenti, il fatto che gli stessi dipendenti siano pochi, mal pagati,non tutelati sotto il profilo dell'esposizione ai rischi professionali.

Insomma, si è parlato delle umane e dele divine cose, ed anche dei massimi sistemi.

Alla conversazione si sono aggregati altri passanti e il portiere di uno stabile antistante che aveva da dire la sua in merito ai disservizi, oggetto della nostra conversazione.

Alla fine i due dipendenti AMIA se ne sono andati dicendo che avrebbero segnalato il fatto a chi di dovere.

Comunque, non mancherò di ripassare dallo stesso posto per verificare se la carogna è stata rimossa e se rimane ancora là a scarnificarsi lentamente.

Un tempo, non c'erano problemi, gli animali morti servivano per la produzione della colla e venivano tutti raccolti con estrema sollecitudine, come anche le deiezioni animali che invece servivano per l'industria artigianale della colorazione dei pellami.

Ed erano lavoratori autonomi che di questa attività facevano una fonte di reddito, come i "cartolai", ad esempio, o i raccoglitori dei sedimenti fangosi dei bagni fotografici di sviluppo di negativi e stampe fotografiche, per ricavarne l'argento residuo con un procedimento catalitico.

Oggi, non importa più a nessuno.

Gli animali morti possono essere lasciati impunentemente, ad inquinare l'ambiente e a minacciare la salute dei cittadini. In attesa.

In attesa di che?

In attesa che siano i cittadini stessi a segnalare il fatto.

In una società civile dovrebbero essere le stesse organizzazioni pubbliuche, enti e quant'altro, a segnalare un servizio di rivcognizione costante del territorio, per potere evidenziare anomalie e provvedere tempestivamente, dalla lampadina non funzionante, all'albero malato e bisognoso di intervento alla carcassa di una povera creatura.

 

 

Dopo tre giorni dalla conversazione riportata nel post, la carcassa del povero gatto, in questo caso on quello delle proverbiali nove vita, è ancora là. Il puzzo si è attenuato e il corpicino si avvia alla mineralizzazione. Qaunto ancora dovreno asspettare per la sua rimozione?
Dopo tre giorni dalla conversazione riportata nel post, la carcassa del povero gatto, in questo caso on quello delle proverbiali nove vita, è ancora là. Il puzzo si è attenuato e il corpicino si avvia alla mineralizzazione. Qaunto ancora dovreno asspettare per la sua rimozione?
Dopo tre giorni dalla conversazione riportata nel post, la carcassa del povero gatto, in questo caso on quello delle proverbiali nove vita, è ancora là. Il puzzo si è attenuato e il corpicino si avvia alla mineralizzazione. Qaunto ancora dovreno asspettare per la sua rimozione?

Dopo tre giorni dalla conversazione riportata nel post, la carcassa del povero gatto, in questo caso on quello delle proverbiali nove vita, è ancora là. Il puzzo si è attenuato e il corpicino si avvia alla mineralizzazione. Qaunto ancora dovreno asspettare per la sua rimozione?

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28 gennaio 2015 3 28 /01 /gennaio /2015 05:46

Facebook Under Attack... L'oscuramento è durato poco, ma sufficiente a scatenare il panico tra i suoi utenti...
Nella prima mattina del 27 gennaio 2015 milioni di utenti Facdebook sono stari scollegati, peer circa un'ora e non hanno potuto più accedere ai propri profili. 

«La pagina cercata non è raggiungibile» compariva su di una schermata altrimenti vuota, quando si cercava di entrare nella pagina FB o di tentare qualche nuova operazione sul propri profilo già aperto.
Il panico... La sensazione di non avere pià radici... Il tuo mondo che si dissolve... L'impossibilità di accedere allla camera delle meraviglie... Doversi confrontare con l'orribile interrogativo: "E ora che faccio?". etc. etc. ...

Il fenomeno è stato rimarcato un po' dovunque, in UK, come in Italia ed in altri paesi dell'Occidente:  ne è stata data notizia ai notiziari BBC, ma - cercando con gli usuali motori di ricerca - si avrà il riscontro di decine di segnalazioni e di brevi comunicati stampa sull'argomento.

Un gruppo di hacker, rispondente al nome di "Lizard Squad" si è attribuita la paternità dell'incursione sul social network (a quanto sembra anche Instagram è stata colpita, nella stessa fascia oraria). L’attacco é stato rivendicato con un Tweet sul profilo @LizardMafua. Lizard Squad é un gruppo di hacker che, proclamandosi vicino all’Is, dice di combattere i simboli dell’Occidente attraverso una «cyber-jihad» in nome del Califfo al BaghdadiMa l'amministrazione di Facebook nega che si sia trattato di un "errore", causato da un aggiornamento tecnico. 

 

(www.corriere.it) Facebook e Instagram KO. Hacker rivendicano, ma il colosso nega attacco. Irraggiungibili le piattaforme di Zuckerberg, Instagram compreso. Sospetti su Lizard Squad,ma il Social dichiara: "Problema tecnico"

Irraggiungibili per circa un'ora Facebook, Instagram, Aim e Tinder, cioè tutte le principali piattaforme che fanno capo all'impero social di Mark Zuckerberg. Si sospetta un attacco hacker condotto dalla Lizard Squad, che già lunedì (il26 gennaio) aveva colpito il sito della Malaysian Airlines (proclamandosi vicina al Cyber Califfato dell'Isis) e che in precedenza aveva abbattuto anche i network di Xbox e Playstation.

Ma Facebook smentisce: "Solo un problema tecnico".

A far pensare a un attacco è stato un tweet, pubblicato poco dopo il blackout proprio da Lizard Squad. 

 "Siamo consapevoli del mal funzionamento e stiamo lavorando per risolverlo", ha scritto Instagram sul proprio profilo Twitter ufficiale. "Ci dispiace ma qualcosa non funziona, metteremo le cose a posto non appena possibile", era invece la scritta che compariva agli utenti che cercavano di accedere a Facebook. 

"Molte persone hanno avuto difficoltà ad accedere a Facebook e Instagram. Non si è trattato di un attacco di terze parti ma di un problema verificatosi dopo l'introduzione da parte nostra di alcuni cambiamenti che hanno impattato i nostri sistemi di configurazione", spiega la società in una nota ufficiale. 

L'ultimo "down" di Facebook risale a settembre, quando la piattaforma si fermò per due volte in un mese. Mentre l'ultimo tilt di Instagram risale ad agosto. Nessun problema invece per WhatsApp, l'altra piattaforma di proprietà di Zuckerberg.

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Published by Maurizio Crispi - in Il fatto
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20 settembre 2014 6 20 /09 /settembre /2014 10:42

Gabriel Babacino e la vespa molesta

(Maurizio Crispi) Proprio stamane, Babie è stato punto da un'orrenda vespa, mentre se ne stava tranquillo sul balconcino di casa.
Ha cominciato a strillare.
All'inizio non abbiamo capito.
Solo quando abbiamo visto strisciare sul pavimento la vespa tramortita (all'inizio, nella miaignoranza, avevopensato chefosse un ape), abbiamo compreso.
Abbiamo pensato che avesse potuto essere punto da qualche parte e, in effetti, esaminando bene le parti del suo corpo scoperte abbiamo notato chela manina di destra si stava gonfiando.
Non avendo rimedi a casa, io ho deciso di fare ricorso al più antico ed efficace dei rimedi: un impacco della mia p... (wee) magica e curativa....
Così come ho fatto una volta con Franci sulla spiaggia, poco dopo che era stato da una medusa.
La spiaggia era affollatissima e dovetti ritirarmi in un angolo recondito per procedere alla raccolta del "rimedio" che poi applicai sulla pelle ustionata goccia a goccia. E io dissi a Franci - ma senza entrare nello specifico - che stavo usando un rimedio miracoloso che, quasi istantaneamente produsse la fine dei suoi lamenti.
Funzionò alla meraviglia quella volta e ha funzionato anche in questa circostanza.
Era lo zio Aldo che mi parlava sempre di questo "rimedio" miracoloso a cui faceva ricorso quando veniva punto da una vespa o da un'ape,andando in motocicletta al lavoro, quando lavorava in banca a San Giuseppe Iato.
Si fermava immediatamente e procedeva alla raccolta del farmaco e alla sua applicazione sulla parte offesa.
Quel suo racconto mi affascinava sempre.

Ed ecco, nella foto, la responsabile del misfatto ai danni del nostro Babie.

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Il fatto
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22 agosto 2014 5 22 /08 /agosto /2014 19:49

Contro l'uccisione di Daniza, la Mamma Orsa, e dei suoi due cuccioli. Mobilitazione della LAV e lettera aperta di Davide S. Sapienza

 

Un Assessore del Trentino (Dellapiccola) ha ordinato la cattura e l'uccisione (forse sarebbe meglio dire "l'esecuzione") di una mamma orsa (che è stata battezzata Daniza), con i suoi due cuccioli, poichè ha aggredito un raccoglitore di funghi, ma non senza motivo: probabilmente il raccoglitore avventato stava importunando i suoi cuccioli, anche se nella sua testimonianza ha dichiarato che l'Orsa l'avrebbe aggredito senza alcun motivo.
Il fatto è accaduto nella splendida Valgenova.

Il provvedimento dell'Assessore del Trentino ha suscitato indignazione e una susseguente mobiitazione generale, prima nel web e adesso anche nella realtà con l'avvio di iniziative concrete, prese in particolare dalla LAV, la Lega Antivivisezionista.
Intanto, la caccia all'Orsa non ha dato fortunatamente alcun esito.

 

(Fonte: AltoAdige web) Non si ferma la mobilitazione in difesa dell'orsa Daniza, che dal web si sta spostando sempre più nel mondo reale: dopo l'atto formale della Lega Anti Vivisezione depositato in Procura, oggi è prevista per le 18.00 del pomeriggio del 21 agosto 2014  la protesta in piazza Walther per "fare pressione" sulla Provincia di Trento affinché ritiri l'ordinanza di cattura dell'animale considerato "pericoloso".

Contro l'uccisione di Daniza, la Mamma Orsa, e dei suoi due cuccioli. Mobilitazione della LAV e lettera aperta di Davide S. SapienzaLa diffida. In difesa di mamma Orsa Daniza, la LAV - Lega Anti Vivisezione, ha depositato una diffida contro la cattura indirizzata al Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi ed alla Procura della Repubblica. L’associazione animalista chiede con fermezza l’immediato ritiro dell’ordinanza provinciale che dispone la cattura dell’Orsa Daniza e il suo trasferimento presso il recinto di Casteller, alle porte di Trento. "Se il provvedimento provinciale venisse portato a compimento, il Presidente Rossi e gli operatori addetti alla cattura di Daniza, si renderebbero responsabili della violazione di almeno tre leggi nazionali e due articoli del codice penale posti a tutela dell’ ambiente e degli animali – commenta Massimo Vitturi, responsabile nazionale de l settore fauna selvatica dell’associazione – per questo è necessar io che la Provincia agisca rapidamente in autotutela, revocando la sua delibera".

"Il 15 agosto - si legge nel comunicato della LAV - Daniza ha attuato un normalissimo comportamento specie specifico, non è problematica né pericolosa, ha semplicemente difeso i suoi cuccioli da un possibile rischio, quindi la sua cattura sarebbe del tutto illegittima. Anche su questi cuccioli si concentra l’attenzione della LAV: sono sempre in compagnia della mamma, a conferma della loro dipendenza dalle cure parentali. È chiaro quindi che un allontanamento di Daniza provocherebbe sicuramente un maltrattamento dei due piccoli, nonché sofferenze per la mamma, che potrebbe addirittura evolvere nella loro morte, imputabile naturalmente alla frettolosa ordinanza provinciale predisposta nelle concitate fasi immediatamente successive al presunt o attacco ai danni di un cercatore di funghi".

Non siamo per nulla sicuri che le cose siano andate così come le ha esposte l’uomo che afferma di aver subito l’attacco di Daniza – prosegue Vitturi – non vi è alcun riscontro probatorio oltre al suo racconto".

La diffida è stata quindi inviata anche alla Procura della Repubblica di Trento, con la richiesta di avviare puntuali indagini, anche di medicina forense veterinaria, allo scopo di ottenere qualche dato oggettivo utile a capire cosa sia accaduto veramente qualche giorno fa a Pinzolo. "E’ inaccettabile che Daniza e i suoi due cuccioli continuino ad essere perseguitati solo per essersi comportati come dei normali orsi -  conclude la Lav - Auspichiamo che il Presidente Rossi e l’assessore D alla Piccola vogliano finalmente prendere atto che sono rimasti gli unici a voler condannare all’ergastolo un’orsa innocente, mentre sono centinaia di migliaia i cittadini che a gran voce chiedono il ritiro dell’ordinanza, nel rispetto delle leggi nazionali, delle direttive comunitarie e soprattutt o di una mamma condannata, senza processo per essersi presa cura dei suoi figli. Incessante boom di messaggi via web a difesa di Daniza e anche alcuni sondaggi di quotidiani indicano percentuali nettame nte superiori al 90% (anche 97%) di convinti NO alla cattura di mamma orsa".

 

Contro l'uccisione di Daniza, la Mamma Orsa, e dei suoi due cuccioli. Mobilitazione della LAV e lettera aperta di Davide S. SapienzaDavide S. Sapienza scrittore, traduttore delle opere di Jack London e cultore del trekking, ha scritto una lettera aperta all’Assessore del Trentino.

La riportiamo integralmente di seguito.
Buongiorno Assessore Dellapiccola!
Sono uno scrittore e giornalista e non le scriverò una lettera standard, non voglio intasare la sua casella di posta, né aggredirla verbalmente. Ma devo assolutamente scrivere per il tipo di rapporto che ho con la montagna, dove vivo, e l’informazione, che fa parte del mio lavoro di scrittore. Da decenni viaggio per il mondo e ho conosciuto situazioni simili a quelle relative al recente fatto di cronaca accaduto nella splendida Val Genova, che ora dovrebbe portare all’assassinio di un’orsa, madre di due cuccioli. E ho visto come, ad esempio in Canada, si affrontano certi problemi. Aggiungo anche che nella mia vita ho effettuato oltre 300 escursioni nel parco Adamello di Lombardia e anche Adamello-Brenta, a qualsiasi quota e in ogni stagione: non ho MAI incontrato orsi, se non alcune tracce di passaggio, certe volte. E si che ho seguito anche sentieri sperduti in foreste selvagge.

Chiunque ha approvato il progetto Life Ursus, doveva sapere che ogni animale sulla faccia del pianeta Terra ha un preciso compito affidatogli da madre natura, ovvero, garantire la vita, riprodursi, proteggere le creature fragili della propria specie. Dunque, anche gli orsi. Due zampate a un escursionista che, leggo, si ripara dietro un albero per vedere i cuccioli dell’orsa, sono davvero poca cosa e non sono il sintomo della pericolosità di un plantigrado… E si che la vostra provincia ha disseminato il territorio e il parco di avvisi sul comportamento da tenere in caso di incontri con l’orso. Daniza ha dimostrato una grande intelligenza e la consapevolezza di non dover fare male all’animale umano, che conosce benissimo, perché gli altri animali sono ben più intelligenti ed evoluti di quello che normalmente si tende a credere.

Scusate la provocazione: ma a quel comandante di crociere che ha ucciso 32 persone, cosa dovremmo fare? Un animale umano che porta una nave gigante a pochi metri dalla costa rocciosa di un’area marina protetta, sapendo i rischi ai quali va incontro, ancora a piede libero a fare lezione in università, e che ha fatto una cosa che nessun animale sul pianeta terra avrebbe mai fatto. Però lui cammina libero, mentre Daniza, madre di due cuccioli, rischia la fucilazione, il massacro barbaro: con due cuccioli il cui destino è incerto. Le faccio notare, ma sono certo che già lo sa, che muoiono più persone sulle piste da sci per incapacità, che per attacchi di orsi bruni in tutta Europa, in un anno solare (e non si scia tutto l’anno). Eppure, non mi pare si vogliano chiudere gli impianti di risalita, visto che anzi ne vengono continuamente realizzati. Come dire: io a mio figlio direi, vai in un bosco, dove trovi più saggezza e meno pericoli che su una pista da sci. È la matematica che lo dice, non l’irrazionalità che invece pervade queste scelte "politiche" che danno ascolto alla "pancia" dell’elettorato. Questo, in una provincia che in Italia è da sempre esempio di scelte intelligenti relative alla gestione del territorio montano.

Non rispondete emotivamente alle paure ataviche di una parte ignorante della popolazione: siete persone intelligenti, ricoprite ruoli determinanti per il futuro della natura madre. Dunque, per cortesia, dimostrate la vostra capacità di discernimento e trovate una soluzione: informare seriamente la gente e farle capire che si deve ritrovare un rapporto con la natura andato perduto. E ovviamente, guardate i numeri: quante persone sono state uccise da un orso negli ultimi 50 anni in Italia? Nessuno. Fatevi queste, di domande, non quelle della parte terminale dell’intestino popolare che risponde solo a principi egoistici e irrazionali (Davide S. Sapienza).

 

 

Il caso Daniza

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26 giugno 2014 4 26 /06 /giugno /2014 06:05

Fuoco sull'Etna: questa volta quello vigliacco dell'incuria degli Uomini

(Elena Cifali) C’è fuoco stanotte sull’Etna e stavolta non è il fuoco che ha voluto vomitare dalle sue viscere.

E’ un fuoco subdolo e traditore, frutto dell’incoscienza umana. E’ un fuoco che distrugge alberi e piante, che annienta tutto ciò che di civile ed umano incontra.

Le abitazioni di alcuni amici sono state evacuate, troppo pericoloso rimanere tra quelle mura che da un momento all’altro potrebbero essere avvolte dalle fiamme.

Questo di oggi sui Monti Rossi, qui a Nicolosi, è un fuoco doloso, figlio del crimine, del disagio, figlio di quegli uomini che hanno perso una fetta della loro umanità.

E’ un disastro quello che si sta consumando e nonostante le decine e decine di uomini impegnati nel tentativo di spegnerlo, di limitare i danni quel fuoco continua ad ardere, dichiarando apertamente la sua supremazia anche sulla nostra amata montagna.

Sembra quasi un paradosso questo, l’Etna che con la sua lava stabilisce sempre chi domina e comanda in questa porzione dell’Isola Bella è divorata dalle fiamme.

In paese, oggi, si celebra un avvenimento importante: 30 bambini stanno ricevendo i sacramenti della Comunione e della Cresima.

La Chiesa gremita di genitori, padrini, madrine, parenti ed amici di quei 30 angeli che si confessano davanti a Dio.

Tutti noi col sorriso sulle labbra, tutti a noi a gioire per i nostri figli e in cuor nostro a soffrire per la ferita profonda, per l’ustione che qualche povero diavolo ha voluto infliggere al nostro polmone.

Fuori, sul sagrato, sull’intero paese aleggia l’odore di fumo, di legna bruciata. Una cappa di cenere e fuliggine aleggia nell’aria, tanto forte e fastidiosa da rendere difficoltosa la respirazione e da far bruciare gli occhi.

Cresce il rancore, cresce il disappunto, cresce il dispiacere.

Restiamo inerti, incapaci di prendere decisioni, impossibilitati dagli eventi e dalle circostanze.

Brucia quell’amata pineta dentro la quale giorno dopo giorno vado ad allenarmi, bruciano quegli alberi che mi riparano dai violenti raggi del sole e dal freddo pungente dell’inverno sempre rigido.

Bruciano i sogni e le speranze di un mondo migliore.

Fiamme alte avvolgono i ricordi di tanti noi, le speranze e la voglia di vivere.

Brucia quel luogo che accoglie ogni mattina le mie fatiche, le mie ansie e le mie preoccupazioni, brucia quel luogo che mi ha vista preparare infinite gare e che mi ha vista ridere soddisfatta dei miei successi.

Sul cellulare tanti messaggi di disperazione di chi come me affida alla Pineta dei Monti Rossi l’inizio delle sue giornate, di chi come me sente quel luogo come una seconda casa da pulire, da proteggere e da tutelare.

Chi! Chi? Chi sarà stato il criminale, di chi è la responsabilità?

Me lo chiedo, ce lo chiediamo.

Non ci sarà risposta, neppure questa volta.

La cerimonia in Chiesa sta per finire, i nostri trenta angeli vengono applauditi da un pubblico festante. Mentre affido a Dio il compito di fare giustizia mi congedo, abbandono il forte odore d’incenso e mi lascio avvolgere dall’acre odore di fumo, dal quel triste odore di vigliaccheria.

 

 

(MC) Nei giorni scorsi, con la concomitanza delle elevate temperature e del vento di scirocco che ha soffiato furioso, si sono sviluppati in Sicilia incendi di vaste proporzioni in provincia di Palermo, Catania, messina. Incendi devastanti, vere e proprie tempeste di fuoco, a volte in prossimità dei centri abitati, con l'incolumità della popolazione messa a rischio ed esercizi commerciali danneggiati o distrutti.
Ancora una volta, si sono evidenziate la debolezza e la scarsa efficacia dei sistemi di portezione del nostro territorio dalla calamità del fuoco, non solo per la scarsa degli nterventi ex-post, ma soprattutto - come sempre - per la quasi assenza di misure preventive e di informazione/educazione della popolazione su come agire correttamente per prevenire il rischio di incendi.
Nella ridda di ipotesi che, ogni volta, si scatenano di chia sia la colpa se di qualche pazzo incendiario, o di delinquenti che appiccano i roghi o ancora di cittadini disattenti, c'è da dire che, sempre, gli incendi che colpiscono qualsiasi territorio - se non sono dolosi - sono sicuramente dolosi perchè trovano nelle condizioni di degrado e di incuria in cui versano le nostre contrade e nella colpevole assenza di misure preventive, terreno fertile su cui allignare.

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Published by Elena Cifali (testo e foto) - in Il fatto
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19 giugno 2014 4 19 /06 /giugno /2014 10:03

  Israeliani contro Palestinesi inermi

Israeliani contro Palestinesi inermi(Maurizio Crispi) Scioccano le immagini dei soldati israeliani che, proprio mentre trattative di riappacificazione sono in corso, invadono dal 14 giugno i territori palestinesi nella zona di Nabil e si accaniscono contro donne e bambini inermi, sfondando porte, distruggendo le loro case e disperdendo le loro povere risorse. Gli Israeliani, veri campioni di umanità, se la prendono con donne e bambini.
Alcune foto - per fortuna - stanno facendo il giro del mondo, attraverso i social network.

Vergogna!

E così il loro giorno della memoria, finisce con il diventare esercizio di mera retorica.
Il bello è che i giornalisti della carta stampata non osano criticare nemmeno di un pelo gli Israeliani per ciò che fanno contro i Palestinesi, perchè temono che cosìfacendo verranno accusati di essere fautori dell'Olocausto o negazionisti o filo-nazisti.
E' come se, con l'Olocausto, gli Israeliani si sentissero in possesso di un illimitato credito per compiere qualsiasi delitto contro l'Umanità.
Come a dire: A noi che abbiamo subito l'Olocausto, tutto è concesso! Visto che siamo stati vittime, possiamo ora essere persecutori a tutto campo!
E il perdono? E la compassione? Dove sono finiti?
Come possono continuare a chiedere simpatia e comprensione per ciò che hanno subito, se nonsono i primi a mostrare che sanno comportarsi nel modo giusto, ora che hanno la forza delle armi e il coltello dalla parte del manico?
Mi chiedo che differenza ci sia tra queste immagini e quella - famosa e divenuta icona - del bimbo smarrito che fugge davanti ai Nazisti che rastrellano il Ghetto di Varsavia.

 

IIl bambino del Ghetto di Varsavia

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Published by Maurizio Crispi - in Il fatto
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4 giugno 2014 3 04 /06 /giugno /2014 06:57

Vorrei saperne di più...
(Maurizio Crispi) Ieri sono andato al piccolo ufficio postale privato in Via Simone Cuccia (Palermo), a pochi passi da casa mia, dal quale - con molta comodità - mi sono servito dalla sua apertura alcuni anni fa.
Le cose hanno funzionato sempre perfettamente: ho fatto con loro tutte le operazioni di cui avevo bisogno, come inviare raccomandate, effettuare pagamenti, spedire pacchi.
Ogni operazione, sulla base della mia esperienza è andata a buon fine, e senza mai dovere patire la sofferenza della coda che è un must degli Uffici postali pubblici, almeno qui da noi in Sicilia.
Ma con sopresa ho trovato che era stato chiuso.
I ragazzi che sino a pochi giorni lo avevano gestito erano all'interno, ma stavano sbarazzando.
Fuori, ben affisso in vetrino il cartello riprodotto nella foto: mi chiedo cosa sarà mai successo?

Vorrei saperne di più.
E mi dispiace sinceramente per l'accaduto, perchè era una cosa che funzionava e che mi ha reso un buon servizio.
E, ovviamente, mi dispiace per quie ragazzi che ci hanno lavorato, credendoci.
Se hanno scritto le parole che hanno scritto qualche cosa deve essere accaduto.
Quando mi hanno detto che erano chiusi, sono rimasto troppo costernato per chieder loro qualche notizia in più.

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Il fatto
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5 ottobre 2013 6 05 /10 /ottobre /2013 07:06

Diego Cammarata rinuncia all'incarico presso l'Agenzia dei Beni confiscatiHa suscitato una bufera critiche e di reazioni indignate la notizia che Diego Cammarata, esponente del Pdl ed ex-Sindaco di Palermo avesse lasciato il posto da docente di scuola superiore, perchè assunto dall'ente che gestisce gli immobili sottratti alla criminalità. Nel suo curriculum, anche una condanna per essersi fatto curare la barca da un dipendente comunale. Hanno vivacemente protestato il movimento di Orlando e l'M5S. Il direttore Caruso dell'Ente: "Ha fatto domanda e l'ho accolta, operazione a costo zero"

Tra le numerose prese di posizione quella della CGIL nazionale, siciliana e di Palermo.

"La notizia dell'assunzione, attraverso lo strumento del comando, dell'ex-sindaco di Palermo Diego Cammarata presso l'Agenzia Nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, ripropone prepotentemente il tema dell'agenzia, della sua gestione e del suo ruolo".

"Manca infatti - prosegue il sindacato - un sistematico coinvolgimento delle associazioni e delle rappresentanze sociali attraverso il quale garantire quell'indispensabile elemento di trasparenza che rappresenta il valore aggiunto nella realizzazione di scelte efficaci e condivise. Proprio per affrontare questi aspetti abbiamo chiesto al direttore dell'Agenzia un incontro che ancora attendiamo".

"Da tempo - ricorda la Cgil - ci stiamo battendo per una revisione delle norme che regolano la gestione dei beni confiscati che sono una risorsa e una opportunita' di sviluppo nella legalita'. Abbiamo presentato una legge di iniziativa popolare, 'Io Riattivo il Lavoro', sostenuta da Libera, Acli, Arci, Avviso Pubblico, Sos Impresa, Centro Studi Pio La Torre, con la quale, fra le altre importanti questioni, affrontare anche i temiche la vicenda ci propone. La legge e' stata gia' annunciata in aula alla Camera e attende di essere calendarizzata in modo da avviare la discussione parlamentare. Cogliamo, quindi, questa occasione per rinnovare alle forze politiche l'appello a procedere con sollecitudine in questa direzione. Ci pare poi inopportuno - conclude il sindacato - assumere, attraverso lo strumento del comando, una persona che ha in corso un procedimento e che e' stato condannato a tre anni di carcere in primo grado per abuso di ufficio".

 

Alla fine, sommerso dalle polemiche Diego Cammarata ha gettato la spugna e rinuncia al suo incarico presso l'Agenzia dei beni confiscati. È stato lo stesso ex-sindaco di Palermo a rivelarlo con un comunicato. "Le stesse ragioni che mi hanno portato a chiedere il comando presso l'Agenzia dei beni confiscati alla mafia mi inducono oggi a fare un passo indietro. La vicenda mi ha fortemente scosso e mi indigna il solo pensiero che ci sia qualcuno che possa ritenere che le ragioni che hanno accompagnato i commenti sul comando siano corrette e fondate. Nè - ha spiegato Cammarata - vi possono essere ragioni di opportunità che tengano. La sentenza pronunciata nei miei confronti, infatti, verrà sottoposta a breve ad appello sul quale confido per uscire da questo incubo".

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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