Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
12 novembre 2020 4 12 /11 /novembre /2020 20:48

Non so
La vena si è esaurita, forse
Terra sterile, aria avvelenata
Non ho voglia
Non riesco
Dove sono andati i fiori e le stelle?
Cammino in un deserto
tutto è uniforme,
grigio e senza colore
anche quando splende il sole
Provare, provare e riprovare
Non smettere, sino all'ultimo respiro
La radio va sempre
bla bla bla
musica
bla bla bla
professionisti della chiacchiera,
intrattenitori ciarlieri ed invadenti, sino all'ultimo
La pandemia colpisce forte e duro
Quanto sta penetrando il virus nell'immaginario,
nelle menti individuali?
Ancora una volta non so
Ma quello che vedo è che siamo tutti isolati
il nemico invisibile ha creato barriere invisibili
molto più forti  di quelle statuite per decreto
il deserto dei senza colore e dei senza emozione
Ognuno nel suo cubicolo invisibile
qualcuno osa salire sul pulpito dell'arroganza e predicare
parole inutili, parole sprecate
che vengono fuori dagli ego  inflazionati di alcuni
Ci dicono che il Natale potrà essere un buon Natale,
se seguiamo le regole
Ho pensato di cucinare un pollo ripieno, alé!
Ho pensato a mia madre che non è più qui,
che è nata nell'anno dell'epidemia influenzale
di un secolo fa.
Penso al suo sorriso e alla sua forza

Aspettiamo Godot, come sempre

 

Condividi post

Repost0
9 novembre 2020 1 09 /11 /novembre /2020 13:56

(primi di Novembre 2020) Questa volta non mi sono impressionato più di tanto, all'annuncio di un forte giro di vite nelle misure anticovid e, poco dopo, alla loro messa in opera.

Tutto era già stato collaudato precedentemente.

L'importante -a questo secondo giro di boa - è sapersi adattare alle regole e trovare i margini di movimento possibili.

Ma la maggior parte delle attività commerciali sono rimaste aperte, anche quelle che erogano beni non essenziali. E questo fa la differenza.
Quindi, nemmeno la città mi sembra tanto spettrale come mi era apparsa la prima volta.

C'è più gente in giro, forse perché tante attività sono rimaste aperte (grazie a Dio!) e perchè le scuole primarie le prime medie sono ancora aperte e funzionanti.

Tutti con le mascherine al chiuso e all'aperto, nei luoghi pubblici, talvolta anche in auto, e sempre sui mezzi pubblici: tutti, in massima parte, più adattati e disponibili all'uso di questo dispositivo fondamentale. I riottosi e gli arroganti, quelli che continuano a starsene con il naso di fuori o che non la indossano proprio, sono pochi fortunatamente.

Ci sono nuove consuetudini e nuove fobie: quando, camminando per strada, si incrocia un altro che cammina, si devia dal proprio percorso per non passare troppo vicino. Del pari si comporta l'altro che procede nella nostra direzione.

C'è, latente, l'idea che qualunque sconosciuto possa essere un potenziale "untore", non per sua colpa, per carità.

Il virus circola ed è insidioso: questo dato di fatto s’è inculcato nelle nostre menti e sta plasmando inevitabilmente i nostri comportamenti.

Viviamo una situazione perturbante, comunque, che agisce in profondità nell'inconscio di ciascuno, io credo. Sappiamo che, anche nelle regioni che durante la prima ondata sono rimaste relativamente indenni, il virus circola e si diffonde.
E il meccanismo della trasmissione per via aerea lo rende un nemico invisibile.

E’ chiaro che una simile contingenza non può che alimentare le nostre fantasie più profonde... e, dunque, viviamo in tempi tristanzuoli sia guardando fuori di noi, cioè alla realtà che ci circonda, sia volgendo lo sguardo al nostro mondo interno.

Forse, oggi, staremmo meglio, se nel periodo precedente non ci fossero stati tanti negazionisti a spandere il loro verbo o tanti altri, stupidi o leggeri che fossero, i quali predicavano: “Qua covviddi non ce n’è”.

Ma a parte le macchiette negazioniste c'è sempre in atto una grande rimozione collettiva, anche se attorno a noi il cerchio si va stringendo e ilnegare o il rimuovere servono sempre di meno.

Solo il negazionista protervo (e quasi delirante), ammalatosi di Covvid e in punto di morte, potrebbe ancora chiedere al medico assorto al suo capezzale: "Dottore ma di quale malattia sto morendo [visto che il Coronavirusnon esiste ed è solo una grande menzogna]?".

 

 

Condividi post

Repost0
2 novembre 2020 1 02 /11 /novembre /2020 07:02
Medici della peste

Non sopporto, dico proprio NON sopporto tutti quelli che se ne stanno in situazioni di non possibile distanziamento (non dico “sociale”, perché l’accoppiamento dei due termini mi fa antipatia) portando la mascherina calata sino al mento oppure - peggio ancora - con il naso che incombe sopra la “face protection” come un’oscena proboscide.


Questa semplice misura -per non dire attenzione- dovrebbe essere alla portata della comprensione di tutti perché è necessario indossare la mascherina e, soprattutto indossarla correttamente. Per ciò, basta essere di intelligenza media: e anche i bambini sopra i sette anni si stanno adattando velocemente alle nuove regole. E loro lo fanno con facilità e senza sforzo, da quel che si può vedere.
Perchè?
Ma perchè la loro mente non è ancora stata inquinata dall’arroganza, dalla strafottenza e dalla “furbizia” di alcune esecrabili categorie di persone, tra le quali includerei - fatte salve alcune eccezioni - quella dei VIP e di certi personaggi politici di grido che, al contrario, proprio nei confronti della loro audience di riferimento in quanto "influencer" dovrebbero essere di esempio nel non indulgere in comportamenti di rischio in questi tempi tristanzuoli).

 

Due i casi: o gli esibizionisti sono gli arroganti, i furbi, gli strafottenti, oppure sono degli scaccolatori impenitenti che vogliono sempre mantenere una via d’accesso delle loro dita alle nari, per goduriosi lavori di scavo: non mi sembra che l’alternativa sia molto lusinghiera, in ogni caso.

 

Ho sentito dire alla radio che, se in una situazione di non distanziamento due persone, di cui una positiva asintomatica, indossano entrambe la mascherina il rischio di contagio per il non positivo si riduce al 7%, cosa indubbiamente significativa.

 


Quindi, indossare correttamente la mascherina è primariamente una forma di rispetto nei confronti del nostro prossimo: e ne discende che la misura primaria che abbiamo a disposizione per mitigare la diffusione del Coronavirus è appunto l’uso corretto della mascherina, come espressione di un senso forte di responsabilità individuale e di consapevolezza della propria efficacia nel promuovere strategie di contenimento (“io posso fare qualcosa”) e del senso di appartenenza ad una comunità.

 


Purtroppo, alcuni si sentono al disopra di tutto e di tutti e se ne fottono sia delle regole, sia delle buone norme sia, infine, del rispetto nei confronti dei propri simili e del senso di comunità: io ritengo che, in generale, non si debbano subire in silenzio simili oltraggi ma sempre si debba esprimere a voce alta il proprio dissenso, anche a costo di dover ricevere in contraccambio ingiurie e attacchi verbali da parte di coloro che girano con la loro proboscide nasale esposta...

Condividi post

Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth