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11 dicembre 2022 7 11 /12 /dicembre /2022 07:22
Fuoco che arde moltiplicato (da una foto di Alessandra Leone)

1

Ho sognato che sognavo
Nel sogno dovevo fare qualcosa
e non ci riuscivo
Ma non ricordo altro
Devo andare oltre
Ultreya, ultreya!
Fuori il vento ulula
Non la smette mai
Ulula alla luna
La luna risplende nel cielo
in uno squarcio tra le nubi naviganti
Facebook mi ricorda 
che, esattamente un anno fa,
pioveva fitto e faceva freddo
Tutto ritorna
Adesso sono stanco
e mi va di dormire
ancora un po’

Ho coperto la mia testa con un ampio mantello
per escludere del tutto la luce
Mi sono addormentato, dopo poco,

pur avendo la sensazione di essere sempre sveglio

Selfie multiplo (foto di Maurizio Crispi)

2

Ho sognato che tornavo a casa mia
C’erano tanta confusione e molta gente,
persino sul pianerottolo in cima alle scale
Mi pareva che fosse una qualche riunione familiare: 
vedevo anche molti bimbi
intenti a giocare
Entravo in casa, portandomi appresso una piccola poltrona che era stata lasciata davanti alla porta
Con questo mio carico
entravo nella stanza adibita (tuttora) 
a mio studio
Anche quest’ambiente era stipato di persone
In fondo, accomodato in una delle due poltrone, c’era mio zio Aldo
(che non è più)
Lo zio mi diceva che
avrei dovuto comprare
- visto che si avvicinava il tempo delle festività -
tante copie di uno stesso libro
(di cui mi diceva il titolo
che però non comprendevo
a causa del brusio delle tante persone presenti),
In modo che non avremo dovuto avere
l’imbarazzo di scegliere un dono per ciascuno
Annuivo, pur non avendo compreso il messaggio nella sua interezza,
ma non volevo dispiacere lo zio
che non vedevo da tanto tempo
e arretravo per uscire dalla stanza
il cui affollamento aveva cominciato a causarmi
un senso fortemente claustrofobico
Arretrando, riportavo con me 
quell’insulsa poltroncina
che non avevo avuto modo di utilizzare
Entravo nell’appartamento accanto
(che è quello dove abito adesso)
e anche qui trovavo tanta confusione 
e molta gente
Sentendo un forte bisogno di urinare, 
m’infilavo subito nel bagno più vicino all’ingresso
É eguale a quello di sempre, eppure diverso
Provo un senso di straniamento
mentre esamino tutte le piccole differenze, 
come nel gioco in cui ci sono due vignette del tutto eguali (apparentemente)
e uno deve trovare le differenze tra l’una e l’altra
Intanto, distrattamente, apro la patta
e tiro fuori il pene,
anche se lo straniamento ha rallentato
l’urgenza di prima 
Faccio cadere un oggetto ignoto per terra 
Mi chino per raccoglierlo, 
augurandomi che non si sia rotto
Rovisto con le dita sul pavimento
e non lo trovo più 
Mi sposto verso il WC, 
già con l’uccello al vento
e mi posiziono per urinare
Nel mentre giro la testa
verso la vaschetta da bagno
con annessa doccia
che si trova sulla mia sinistra
per accorgermi, sbigottito,
che dietro la tenda della doccia,
solo in parte tirata,
c’è un volto femminile
che mi guarda
strabuzzando gli occhi
Io trasalgo e nemmeno comincio
la mia minzione liberatoria
L’imprevista presenza sortisce un effetto inibitorio
Mi sento confuso e in totale imbarazzo
Rinculo, afferro a tentoni la maniglia 
della porta e vado via, vergognoso
Il volto della donna mi era sconosciuto
Non so chi sia
Che si tratti di un’ospite di cui ignoro l’esistenza?
Proseguo verso le camere da letto
e qui incontro la mamma
(anche lei non la vedo da molti anni)
Questo incontro mi procura
un immediato senso di sollievo
e con voce rotta dall’emozione
prendo a raccontarle l’accaduto
Ma quel volto con l’espressione sbigottita
non lo dimenticherò tanto presto


(dissolvenza)

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10 dicembre 2022 6 10 /12 /dicembre /2022 07:15
Selfie multiplo (foto di Maurizio Crispi)

Sognavo di essere impegnato a costruire uno scenario,
fatto di architetture e personaggi
Non so per conto di chi
o se fosse una mia impresa

 

C’era anche una grande terrazzo-attico
piena di grandi piante in fioriere enormi,
In pieno rigoglio
Pareva che lassù 
ci fosse una foresta
degna dei giardini di Babilonia
E c’era perfino un bel cavallino roano
che trotterellava fiero
andando su e giù i terrazzamenti 
di cui era fatto quell'Eden pensile,
mediante robuste rampe di tavole di legno
che rimbombavano cupe
sotto i suoi fieri zoccoli
Mi preoccupavo,
guardando quell’audace cavallino,
chiedendomi se - nell’ardore del suo trotto -
non potesse finire oltre il parapetto,
precipitando nel vuoto
Poi, scacciavo questo pensiero triste
dalla mia mente, 
non consentendogli di scalfire
la contemplazione della bellezza

 

Intanto, continuavo nel mio lavoro
sul quale aleggiava il maleficio 
lanciato da uno stregone 
secondo il quale
- quando avessi finito di svolgere
il mio compito -
io stesso sarei stato trasformato
per sempre
In un personaggio dei cartoni animati,
appiattito in due dimensioni
Questa mia sorte segnata
era di continuo dilazionata
da numerosi intoppi e imperfezioni del mio lavoro
che mi costringevano ad azzerare tutto
per ricominciare tutto daccapo
in un infinito processo
Ero impegnato in un lavoro
che era come il fare e il disfare
di una tela di Penelope 
che mi consentiva di posporre
il tempo fatidico
dell’ineluttabile trasformazione

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9 dicembre 2022 5 09 /12 /dicembre /2022 08:55
Tripartito (foto di Maurizio Crispi)

Sono In un antico paesello tra i monti 
e Il mio compito è condurre delle pecorelle al pascolo 
(saranno quelle di Tarling Street?)
Ci sono delle persone del posto
che mi guardano immobili
i volti sfingei,
sguardi neri come di ossidiana,
mentre cerco di radunare il gregge
Black il cane fedele è con me
e corre alacre da una pecorella all’altra
(Cane e pecorelle assomigliano tanto
ai personaggi di Shaun the Sheep...)
La faccenda va per le lunghe
Ci sono degli intoppi 
(come sempre, quelli non mancano mai)
Non riusciamo a partire

Con un grosso pezzo di gesso
(o è un tizzone semicarbonizzato che ho preso dai resti un faló
ormai spento?)
traccio a terra il percorso che dovremo fare per arrivare al pascolo
Poi scrivo con grossi caratteri irregolari:
“Forza, pecorelle mie, quando arriveremo a questo punto, sarà passata la china”
(non nel senso che ha nel proverbio
Calati juncu ca passa ‘a china)
Le pecorelle continuano a starsene per i fatti loro,
incuranti del mio messaggio
Avanti u peri cu issu 
cu issu 
cu issu e senza issu

I contadini antichi e i pastori mi guardano
enigmatici e non favellano
Non comprendono il mio darmi da fare
e affannarmi così tanto
Loro capiscono solo il linguaggio dei fatti,
non quello delle intenzioni
o delle azioni non efficaci


Poi, mi ritrovo all’interno di una delle case del paese
Qui devo compilare i moduli F24 per il pagamento della TARI
ma sono inceppato
un contadino del posto mi guarda 
anche lui con il volto impassibile,
intagliato di rughe,
gli occhi ridotti a due sottili fessure
Gli dico se può procurarmi del pane buono e del cacio fresco
e portarli sino a casa mia, 
In modo che poi io possa predisporre
il pane cunzatu da portare ai miei amici di città come dono
Il contadino annuisce solenne
Prende i miei soldi ed esce di scena
Anche io dopo un po’ me ne vado 
senza aver concluso nulla


Affanculo la TARI!


Ma prima di andar via
adocchio dei libri
poggiati su di uno sgabello
Attirano la mia attenzione
per via delle loro copertine colorate, 
li esamino solenne
Questo non c’è l’ho!
Anche questo mi manca!
Li prendo e li porto via con me


Amen!

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7 dicembre 2022 3 07 /12 /dicembre /2022 09:23
Atmosfera onirica (foto di Maurizio Crispi)

Faccio un viaggio, attraversando dei luoghi e facendo delle soste qua e là 
Sono stato ingaggiato come scrittore fantasma
con il compito di scrivere una storia emozionale dei luoghi che osservo e che vivo
Sono però luoghi che ha deciso lo scrittore vero
Io opero per suo conto,
seguendo una scaletta predefinita
pur avendo la licenza di compiere piccole variazioni
Il mio è esclusivamente quello
di raccogliere sensazioni ed emozioni
Sono come un cercatore di location per i film,
ma ciò che devo raccogliere sono gli stati emozionali,
i turbamenti e le fluttuazioni d'animo,
insomma tutto ciò che si sperimenta,
esponendosi a luoghi, a situazioni, ad eventi
Ricordo ad esempio la straniante bellezza
della spuma bianca di onde che si infrangono a riva
e il sottile velo dell’acqua dell’alta marea che giunge a lambire i miei piedi scalzi
Parlo con molte persone
Raccolgo impressioni
Sono sempre con un Moleskine con copertina nera in mano
e prendo instancabili appunti 
su tutto ciò che mi colpisce

 

Poi, più avanti, sono ad un ufficio postale
per fare un pagamento
Anche qui mentre aspetto che si smaltisca la coda 
osservo e annoto
Adocchio una splendida mantella impermeabile con cappuccio,
double-face, abbandonata,
Mi ripropongo di portarmela a casa
e cerco di capire se davvero sia stata dimenticata
Ad ogni buon conto mi ci seggo vicino
Intanto arriva un dipendente delle poste
e mi avvisa che c’è un pacco in consegna per me
Mi porge un dispositivo nel quale - mi dice - io dovrò digitare il mio pin
Quale? faccio io, allarmato, Ne ho tanti!
Quello che corrisponde a questo dispositivo, fa l’impiegato accigliato
Prendo la macchinetta in mano 
e l’esamino 
È un dispositivo complicatissimo,
pieno di bottoni e di led, e con due diversi display
Non mi raccapezzo
Vado per tentativi, prova ed errore
E ogni volta il dispositivo si blocca
L’impiegato si spazientisce, 
perché ogni volta deve resettare l’apparecchio
Infine, mi sembra di avere identificato il pin più papabile
e, dopo molti tentativi falliti,
finalmente lo digito corretto e la macchina da l’ok
“A questo punto, però, mi fa l’impiegato,
per oggi abbiamo concluso, perché il plico glielo potrò consegnare solo domani.
Adesso si è fatto tardi e il deposito è chiuso!”
Se ne va e io rimango frastornato a maneggiare la mantella che vorrei portarmi via
Mi chiedo anche cosa dovrò fare per ricevere il pacchetto domani
Non ho alcun modo di contattare l’impiegato responsabile della procedura
Mi rendo conto di non avergli chiesto un qualsiasi riferimento al pacchetto
o il suo numero di telefono
Mentre questo pensieri mi si agitano in testa,
mi rivolgo agli utenti presenti che tuttora fanno la loro brava coda,
la quale procede a ritmo lentissimo
Mi trovo ad Improvvisare un discorso,
una vera concione da arruffapopolo
Gli altri mi guardano esterrefatti, ma poi pendono dalle mie labbra
“È mai possibile, dico, che per qualsiasi cosa noi facciamo
ci debba volere un pin oppure una password, o quell'infernale spid?
Dobbiamo sempre penare per ricordare tutti questi numeri e cifre e lettere ballerini!
Ci stanno avvelenando la vita, questi qua.
Insorgiamo uniti contro questo abuso!”
Chiedo ai presenti di improvvisare una votazione per alzata di mano
per capire in quanti siano d’accordo con me
e poter dar vita ad un movimento neo-luddista
Persino la direttrice dell’Ufficio postale
che si è portata sull’uscio della sua stanza, sentendo tutto il trambusto,
applaude alle mie parole, piena di convinzione
E tutti alzano la mano a mio favore!
C’è l’ho fatta!
Ma ora rimangono da risolvere molti altri problemi in sospeso
Nell’immediato cerco, di appallottolare la mantella double-face
per infilarla nello zaino e poterla portare via
Almeno per oggi qualcosa ho trovato!
E riporto a casa anche un quaderno fitto di appunti

Bringing it all back home


(dissolvenza)

Cose che mi succedono di notte
Cose che mi succedono di notte
Cose che mi succedono di notte
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5 dicembre 2022 1 05 /12 /dicembre /2022 10:34
Selfie multiplo

Ho sognato che partecipavo ad un piccolo banchetto in onore della Regina Elisabetta
Di questo consesso io ero l’animatore indiscusso
Ero il narratore di cunti
Ero il comico scoppiettante
Ero il trasformista, alla maniera di Ridolini
Ero l’escapista come il mitico Houdini
Ero il Giullare,
il Jolly sardonico
ed anche il Jack-in-the-box
Ero istrionico e scoppiettante 
Infrangevo spesso l’etichetta,
suscitando sovente imbarazzo nei compunti servitori,
ma sovente ilarità nei commensali
che attorniavano il tavolo per accorrere ad ogni piccola esigenza di ciascuno dei commensali
Per esempio, facevo spesso cadere i calici dell’acqua e del vino, rovesciandone il contenuto sulla fine tovaglia
Ero seduto a capotavola, anche in ciò in contrasto con l’etichetta
La Regina, invece, era stata fatta accomodare, al centro di uno dei lati lunghi,
attorniata da pomposi personaggi, forse i suoi dignitari
Raccontavo storie e cercavo di catturare l’attenzione della Regina
A volte ci riuscivo, altre no
Barcollavo, ma non mollavo
Non demordevo
Tiravo fuori sempre nuovo argomenti con caleidoscopica foga
Gesticolavo con altrettanta foga
Cos' facendo, rovesciavo i calici dell’acqua e del vino
Infine, riuscivo a catturare la totale attenzione di Sua Maestà,
quando soddisfacevo una mia curiosità a lungo covata,
ponendole la domanda se avesse mai letto “La sovrana lettrice” di Alan Bennett,
un romanzo breve in cui entra in scena lei stessa
nei panni d’una curiosa e ironica lettrice
La regina fa un sobrio cenno della testa, come a dire Sì,
ma il suo sguardo è sorridente e compiaciuto
Io allora comincio a raccontare la trama di quel piccolo romanzo, ma faccio confusione
Non la ricordo più tanto bene
Mi sfuggono molti dettagli
Mi impappino e tartaglio
Devo infrusare e addobbare
Ma ciò nondimeno la Regina è più che soddisfatta e contenta
ch'io abbia ricordato al consesso quest’opera
Mi guarda adesso con interesse e attenzione, ed anche con simpatia,
mi par di capire
C’è qualcosa che brilla nel fondo dei suoi occhi
Non temo questa Regina
Non é una folle isterica come la Rossa Regina di Cuori di Alice 
Con questa Regina si può parlare e dialogare
Penso che potrei diventare il suo narrator di cunti preferito

 

E poi non ricordo altro
Mi sono svegliato 
ed ero nel mio letto
giù nel Kansas, 
proprio lì a Kansas City!

 

————————————
 

La regina di cuori, in una recente versione cinematografica

La Regina diventò di porpora per la rabbia e, dopo di averla fissata selvaggiamente come una bestia feroce, gridò: – Tagliatele la testa, subito!…
– Siete matta! – rispose Alice a voce alta e con fermezza; e la Regina tacque.
Il Re mise la mano sul braccio della Regina, e disse timidamente: – Rifletti, cara mia, è una
bambina

Alan Bennett, La sovrana lettrice, Adelphi

Alan Bennett, La sovrana lettrice (nella traduzione di Monica Pavani), Adelphi, 2007

 

(Nota di copertina) A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga.

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30 novembre 2022 3 30 /11 /novembre /2022 10:21
Selfie (29 novembre 2022) - foto di Maurizio Crispi

Ho sognato che ero in attesa di partire per un viaggio
C’erano infiniti preparativi,
c’era sempre qualcosa fuori posto,
c’era un lungo filo di cotone 
pendente dai uno dei miei indumenti
che avevo cercato di rammendare alla buona
Era un filo grosso ed intrecciato,
quasi una cordicella fatta di tante anime
Lo toglievo via o qualcuno mi aiutava in ciò 
Ma il filo ritorto poi rispuntava da qualche altra parte
e di nuovo cercavo di liberarmene,
all’infinito

 

Poi, ogni tanto, dovevo tirare l'acqua
su dal pozzo con un secchio
sino ad un recipiente che avrei dovuto riempire
una secchiata alla volta
Il secchio era fissurato sul fondo
e nel tragitto tra i due punti
si svuotava quasi del tutto all'infuori di poche gocce
Ma dovevo continuare questa fatica di Sisifo,
all'infinito

 

Non partivo mai
Non era mai tempo
Ero come arenato
Non era mai il tempo di morire
Invece, ero condannato a vivere
in attesa
in un tempo sospeso

Tempo di vivere, tempo di morire
Tempo di vivere, tempo di morire
Tempo di vivere, tempo di morire
Tempo di vivere, tempo di morire
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26 novembre 2022 6 26 /11 /novembre /2022 09:07
Foto di Maurizio Crispi - Mare mosso con boa

Nei sogni ne succedono sempre di tutti i colori

Questa volta sono in un contest all'interno del quale, 
assieme a mio figlio Francesco devo realizzare un corto
Discuto con lui delle inquadrature e delle sequenze
Siamo all'aperto
e davanti a noi accomodati su sedie intrecciate di paglia ci sono dei pescatori
dai volti antichi disegnati da un fitto reticolo di rughe
e piedi nudi, deformi e callosi, 
come solo qelli di uomini rotti alle intemperie 
e ai lavori di manutenzione delle reti possono essere
L'idea sarebbe di girare delle sequenze che mettano assieme questi dettagli
piedi, rughe del volto e sguardi profondi e antichi
Poi, arriva sulla scena un fuoribordo
Da dove non so
Forse, qualcuno l'ha portato
Anche questo mezzo dovremo usarlo per le riprese,
soprattutto per girare delle sequenze costiere:
vedute di mare, scogliere e spuma delle onde
Ma il fuoribordo crea problemi e genera preoccupazioni di gestione
Io non ne ho mai posseduto uno 
Non idea alcuna di come si faccia a manovrare 
in tutte le diverse circostanze
Lo guardo dall'alto di una torre
Come io sia arrivato sulla cima della torre, non so
Ma dall'alto vedo che il natante lasciato a secco sulla spiaggia 
è preso d'assalto dai bagnanti
che ci salgono sopra 
lo utilizzano per stendere i propri teli da mare 
e come base operativa per i loro picnic
Cerco di attirare la loro attenzione
Grido più volte, invitandoli ad abbandonare il mio fuoribordo,
ma non mi sentono (oppure semplicemente non mi ascoltano)
Scendo di fretta dal mio punto di osservazione
e cerco di rientrare nel pieno possesso dell'uso del mio bene
Ma ci sono altre preoccupazioni
Qualcuno mi dice che devo pagare la tassa di circolazione
e mi porge una serie di bollettini per il pagamento
e mi sento affondare in un mare di complicazioni burocratiche
Altri mi fanno notare che non sono in possesso della patente nautica
ma soprattutto mi trovo a riflettere sul fatto 
che mai nella mia vita mi sono trovato a gestire un natante motorizzato
e che non possiedo alcun know-How
Un bel casino insomma
Non so cosa fare

 

(dissolvenza)
 

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

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22 novembre 2022 2 22 /11 /novembre /2022 09:00
Via di notte a Palermo, con radici pensili (foto di Maurizio Crispi)

Come da copione,
mi sono svegliato nel cuore della notte
lucido e pimpante

Ho letto
Ho scrollato.
Ho pensato

Fuori, il vento soffiava
scuotendo gli alberi

Poi sono arrivati i rumori sgraziati,
dissonanti,
degli addetti al ritiro della monnezza

Tonfi
scricchiolii funesti
sfregamenti
l’ansimare cupo d'un motore a scoppio
non ben regolato
che risuona ominoso
come il respiro rotto d'un drago malefico
Un’accozzaglia di suoni non umani,
molesti

Poi, di nuovo, la voce del vento
e il silenzio

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20 novembre 2022 7 20 /11 /novembre /2022 09:18
La mia ultima Pistoia-Abetone (2007) - Foto di Paola Noris

Mi ritrovo a correre dopo molti anni una maratona, forse a Palermo
Non so
Ero indubbiamente senza allenamento alcuno per affrontare una simile fatica
ma ritenevo di dovermi accingere egualmente all’impresa
La maratona è cominciata ed io, allo start, sono partito assieme a tutti gli altri, amministrando le mie forze
"Se doso le mie forze ce la potrò fare", era il mio mantra, più volte mentalmente ripetuto
Ad un certo punto, forse a circa metà distanza, per alleviare la fatica - e forse anche per combattere dei crampi che sentivo imminenti - prendevo a correre all’indietro,
in quella maniera che alcuni, nel pittoresco e variegato mondo della corsa amatoriale,
chiamano retro-running e che anche praticano attivamente,
alcuni più che altro per distinguersi
Sono stato affiancato da uno (era il nostro Rachid Berradi) il quale, prima, a gesti mi faceva segno di rimettermi in assetto di corsa normale e, poi, strattonandomi cercava di girarmi, per obbligarmi a riprendere il giusto orientamento di marcia 
Ma chi me lo manda? E' forse un emissario dei giudici di gara?
Io prendevo il suo intervento come un sopruso e non gli davo ascolto,
mi divincolavo dalla sua presa e continuavo a correre all’indietro
Passavo davanti al tavolo dei giudici di gara, i quali - mentre gli atleti scorrevano davanti al loro -
scattavano delle foto e, dopo averle stampate in tempo reale,
le esaminavano alla ricerca di irregolarità ed infrazioni
Quando veniva il turno della mia foto,  si accigliavano e, scuotendo la testa, dicevano “Sempre tu, Crispi! Sei squalificato!
Ero così costretto a ritirarmi d’ufficio
Dovevo rinunciare al mio sogno di gloria e alla trita e ritrita retorica della maratona 
Ma non mi sentivo appesantito, né mortificato
Vagavo a lungo tra atleti in disarmo,
vecchie glorie,
super-maratoneti accaniti,
rappresentanti indomiti del popolo delle lunghe
e passavo accanto ai resti di banchi dei ristori,
presi d’assalto dagli atleti famelici e dai loro familiari e accompagnatori
C’erano folle di persone che, coperte di teli termici luccicanti,
ritornavamo dalla zona del traguardo,
esibendo una grossa medaglia pendula dal loro collo
Ero immerso nella puzza di sudore
e in quello assai pungente dell’olio canforato 
Sentivo l’urgente bisogno di svuotare la vescica,
ma in giro non c’era un solo water chimico

Continuavo a lungo a vagare in quel limbo senza potere trovare una via d’uscita

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16 novembre 2022 3 16 /11 /novembre /2022 09:30
Foto di Maurizio Crispi (in un parco giochi)

Sono andato a letto

Ho provato a leggere

Ma subito son crollato
con li libro aperto sulla faccia acquattato

E adesso dopo tre ore mi son scrollato
Un po’ scollato, ma ben cucuato 
(o forse collocato?)
sentendomi come uno che sul dark side of the moon
sia atterrato
O dovrei dire allunato?
O ammunnato?
No sé sasá
Invece, mi ritrovo semplicemente allettato

ma anche ben levigato

Pronto ad una secondo turno di ronfamento 

Every Day We Do It We Do It Better
Ogni giorno che lo facciamo,
lo facciamo meglio
Amen e Così sia

Ora, si ho dormito ancora, 
una seconda tappona tutta filata 
nel sogno prendevo parte ad una gara di triathlon moderno
e vincevo persino una medaglia di categoria
“primo posto Red cat. M70”, 
con PIF che tifava per me

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  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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