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4 novembre 2025 2 04 /11 /novembre /2025 06:19
Prefiche (dal web)

Sogno complicato
pieno di movimento e di persone

Ma non ricordo molto, 
benché succedano tante cose

Mi ritrovo a camminare con Black
al guinzaglio accanto a me
(come spesso accade, nella vita e nel sogno)
Incrocio un gruppetto di donne in gramaglie,
in lutto stretto,
come se fosse appena morto qualcuno
Benché in lutto stretto, tuttavia,
sono vestite in modo ricercato,
come se stessero andando
alla cerimonia funebre 
del proprio congiunto
Una di loro 
é minuta e di bassa statura
Al momento dell’incrocio
Black, forse incuriosito,
si protende con il muso,
verso la donna minuta
(che è quella a lui più vicina)
Quella di ritrae con un movimento brusca
(in volto in espressione che è
tra le disgustato e l’inviperito)
Così facendo incespica 
e sta per cadere
Io con prontezza la afferro 
per il braccio e la sostengo,
salvandola da un rovinoso capitombolo
Senza alcuna riconoscenza
lei mi guarda con quell’espressione irata
e comincia a strillare e a inveire
come se avessi appena tentato
di farle violenza,
anziché salvarla
È un’esperienza difficile da sostenere
Mi allontano, assieme a Black,
mentre quella ancora grida i suoi insulti

Entro in una palazzina
dove c’è molta gente che conosco
e dove è in corso un qualche evento
(non so di cosa si tratti,
o non ricordo)
Vorrei raccontare a qualcuno
ciò che mi è appena successo
ma non riesco a trovare 
il momento adatto
In più, accanto a me
cammina con insistenza,
senza mai mollarmi, 
una tizia (non a lutto)
che mi guarda
tenendomi gli occhi puntati addosso
come fossero due trapani
Sono convinto che sia la figlia di quella donna in gramaglie
che era stata così ostile con me
Perché mi segue?
Perché mi assilla?

Dissolvenza

La prefica (dal latino praefica) è una figura le cui tracce risalgono all’antica Roma. Era una donna pagata per piangere ai funerali, inneggiando al morto con canti, urla e gesti di disperazione.

Non del tutto scomparse nella forma tradizionale, le prefiche 2.0 non lo fanno a pagamento ma per un senso di elaborazione collettiva del lutto. Come le loro antenate, possono non conoscere il morto ma seguono fedeli il carro funebre della notizia.
Amplificano le proprie urla dotandosi di prolungamenti virtuali. Generano una “nenia aumentata”: guardi al morto attraverso il loro account e ne rivivi la memoria con video, citazioni e interviste.

Prefiche

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2 novembre 2025 7 02 /11 /novembre /2025 06:17
Studenti protestanti (dal web)

C’è una protesta in corso
in una scuola o all’Università
Gli studenti sono nelle loro aule
disposti in piedi
ognuno davanti al proprio banco
e gridano slogan a voce stentorea
Alcuni modulano il suono dei fischietti
Altri battono con dei legnetti
sul fondo dei pentolini
È una protesta molto vivace,
eppure ordinata
Io giro da un’aula all’altra,
fornendo ai protestanti 
conforto e consigli, 
ma anche ristori di cibo e bevande
Succedono molte altre cose
ma nulla più ricordo

Poi di nuovo sognai
Ero con mio cugino Marcello
Ed eravamo andati in auto
in un lontano paesotto
dalle strade strette e tortuose
Per poter procedere oltre 
dovemmo lasciare l’auto
parcheggiata in una via angusta
e proseguire a piedi nel dedalo di stradine

Poi, volevamo tornare 
Ma per quanto ci affannassimo,
non c’era verso di poter ritrovare l’auto
Eravamo stremati da questa ricerca
che si protraeva da ore, infruttuosa
Non so perché, ma eravamo a torso nudo,
forse per via della stanchezza
Dicevo al cugino:
mentre ti rivesti,
io vado a dare un’occhiata in giro,
magari sarò fortunato
E vado
Ma dell’auto nemmeno l’ombra
Arrivo in un punto 
in cui la strada si fa stretta,
Poi si trasforma in poco più di un sentiero 
che corre lungo il ciglio di un dirupo
e mi accorgo di essere 
ad una grande altezza
Sono preso dalle vertigini
e devo stendermi a terra per non cadere
Strisciando vado avanti
sino ad una grande piazza
dove c’è una grande ressa di gente vociante 
che si diverte
Poi, intravedo una grande struttura metallica 
un sottile ponte aereo 
eretto per superare un precipizio 
che taglia la piazza in due parti,
vicine, eppure irraggiungibili, 
se non con l’uso di quel ponticello aereo 
Uno mi spiega che
con la costruzione d’una maledetta autostrada
solo per gli autoarticolati
hanno tagliato il paese in due
e che il sindaco ha organizzato una protesta
cui tutti i cittadini sono chiamati a partecipare
Giusto!, faccio io
Ma intanto non riesco a trovare
l’auto parcheggiata prima
e nemmeno ho la più pallida idea
su come fare per raggiungere
mio cugino Marcello

Dissolvenza
  

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25 ottobre 2025 6 25 /10 /ottobre /2025 11:03
Il mare ottobrino a Mondello (Foto di Maurizio Crispi)

Anche questa volta mi accadono molte cose di cui non ho memoria

Ricordo solo questo
Dovrei andare in un posto dove avrà luogo una gara podistica di endurance 
Mi hanno invitato a partecipare, non saprei dire se come podista o semplicemente come testimone dell’evento o come fotografo o in quanto giornalista o tutte cose assieme 
Ma andarci è una cosa alquanto complicata 
È un po’ lontano, ma mi sposto a piedi non ho mezzi di locomozione e non si comprende per quale motivo non voglio utilizzare dei mezzi di trasporto 
Strada facendo incontro una con cui in passato andavamo a fare assieme le gare podistiche di lunga durata in giro per l’Italia (con la quale ci siamo conosciuti per l’appunto durante una gara di 50 km)
Decidiamo di fare sosta in un posto non lontano da quello della gara, una località lacustre, e le propongo di farci un giro in pedalò
In effetti, c’è un posto dove questi pedalò vengono dati in affitto 
Vado e ne trovo uno ancora libero, ma è tutto pieno di sabbia 
Come faremo a usarlo in queste condizioni? 
Ci sporcheremo tutti di sabbia!, penso 
Allora lo prendo, sollevandolo con tutta la forza che posso usare sulla mia testa 
(Mi sento una specie di Sansone) e lo porto - con grande destrezza - in equilibrio sulla testa sino alla zona dove si trova il proprietario dei pedalò e dove vi è un’area attrezzata per il lavaggio degli stessi
Comincio quindi la complicata operazione di pulizia dell’interno del pedalò dalla sabbia che lo ingombra 
Prima lo scuoto, facendo cadere tutta la sabbia che posso, poi lo riempio d’acqua, lo scuoto di nuovo e lo svuoto dell’acqua e della sabbia residua; infine, lo metto ancora una volta sotto la doccia per eliminare i granelli di sabbia più resistenti 
Dopo aver fatto quest’operazione, ritorno dove avevo lasciato la mia amica, sempre portando il pedalò, adesso lindo e pulito, in equilibrio sulla mia testa 
Nell’attesa la mia amica si è distesa a prendere il sole senza utilizzare un telo da bagno e si è tutta imbrattata di sabbia
Ció mi irrita molto, perché se dovesse salire sul pedalò in queste condizioni, saremmo di nuovo punto e daccapo e il pedalo si riempirebbe di nuovo di sabbia molesta
Le dico, molto infastidito: “Vatti a lavare, mettiti sotto la doccia, elimina tutta la sabbia, così finalmente potremmo fare la nostra gita sul pedalò e arrivare sino al luogo della gara podistica!”
Lei esegue senza fiatare (ed una fortuna che non fiati, perché se soffrisse di fiatella e dovesse fiatare, sarebbe certamente una tremenda, insostenibile, esperienza) e va a farsi la doccia 
Ritorna e si distende sulla sabbia, ancora una volta senza usare il telo, di nuovo imbrattandosi tutto quanto il corpo di quei granelli di sabbia fine, molesti e onnipresenti
E io penso: Siamo punto e daccapo! 
Non so se riusciremo mai a fare la tanto agognata gita in pedalò!
Non so se riusciremo mai a giungere nel luogo dove si celebra la gara podistica!

Ci sono sempre molti ostacoli da superare, molte situazioni incompiute, molte incertezze e sono tante, troppe, le cose che non so
E non so se riuscirò a portare a termine ciò che voglio fare
Non so
Non so
Non so

Sono un cripto-viaggiatore
Sono un cripto-sognatore
Vorrei andare nell’Altrove

Dissolvenza 

Sto apposto!
Apposto sto!

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24 ottobre 2025 5 24 /10 /ottobre /2025 11:52
Selfie a testa in giù (foto di Maurizio Crispi)

In questo sogno sono al lavoro nella comunità terapeutica

Si tratta di andare a prelevare dei soldi per la gestione delle spese di un paziente ospite della comunità
Pare che ci siano dei problemi nel potere, prelevare l’intera somma che serve per le sue esigenze e che - a quanto pare - è molto cospicua
Me lo viene a dire, di questo problema, l’educatrice M.
Me lo espone  e io le dico che ne possiamo parlare con il mio collega (che è il Responsabile della Comunità) e ci rechiamo da lui 
che, tuttavia, è molto indaffarato per poterci dare udienza nell'immediato. 
Il pavimento dell’ambulatorio dove si trova è interamente ricoperto da sacchetti che contengono materiali imprecisati
A stento vi si può camminare, destreggiandosi e facendo attenzione a dove mettere i piedi 
Penso con timore che in uno dei sacchetti possa esserci del materiale esplosivo e, dunque, la cautela è d’obbligo
Lui, il mio collega, è molto indaffarato, ma questo l’ho già detto.
Sta parlando contemporaneamente a due telefoni alternativamente a voce stentorea e intanto dà delle direttive ad una terza persona presente nella stanza. 
Cerco di parlargli, ma non riesco ad attirare la sua attenzione e, quindi, la soluzione al nostro problema, capiamo, tarderà ad arrivare 
Allora, considerando l’urgenza della questione irrisolta e desideroso di trovare soluzioni, dico ad M., l’educatrice, “Non ti preoccupare, adesso ti accompagno io a fare il prelievo" (il problema era anche di sicurezza, infatti, in considerazione dell’entità della somma da prelevare ed M. non si sentiva di andare da sola).
E dunque, ce ne partiamo  
Per arrivare allo sportello bancomat, dobbiamo fare una lunga traversata della città, ma anche di un grande parco con prati verdi con maestosi alberi e ci mettiamo a correre 

Corriamo, corriamo ma senza mai arrivare 

Diventiamo i corridori di una gara podistica di lunga lena

Insomma, questo prelievo non riusciamo a farlo 

E, quando mi sveglio, sto ancora correndo

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18 ottobre 2025 6 18 /10 /ottobre /2025 07:13

É strano quando succede 
di accorgersi 
di aver sognato
Ti svegli
e, all’improvviso, 
ci sono delle immagini estranee
che cominciano a colare 
fuori dalla tua mente
All’inizio, 
non te ne rendi conto
Poi, sì!
Pensavi di non aver sognato
ed invece c’è un sogno 
che preme per uscire
alla luce e alla consapevolezza
Sono immagini vaghe e fluttuanti
quelle che filtrano
si tratta di acchiapparle con un retino
come quando si va a caccia di farfalle
e di metterle in ordine 
organizzandole in un racconto
Questo processo è perturbante
perché ti mette in contatto
con una parte del tuo sé
poco conosciuta
come fosse la faccia nascosta della luna

Maurizio Crispi (19 ottobre 2025)

In acqua (selfie, con effetto speciale) - Maurizio Crispi

Ero a casa, a letto
Qui giacevo tra le coltri, inquieto,
a metà ancora tra il sonno e la veglia
Indulgevo in una stimolazione auto-erotica
Sentivo una forte tensione 
e cercavo di placarla
Forse ansimavo o gemevo
Ma poi mi riscuotevo
e, senza essere giunto all’apice,
mi alzavo
Mentre mi muovevo per rivestirmi,
mi accorgevo che, nella stanza vicina,
c’era un ospite di cui ignoravo l’esistenza
Sorprendente! 
Come avrà fatto ad entrare?
Con quali chiavi?
Mi sentivo imbarazzato al pensiero 
che potesse avermi sentito
mentre mi agitavo e gemevo
nel viluppo onirico dell’autoerotismo
Poi, ci ritroviamo attorno ad un tavolo
e qui ci sono la mamma e mio fratello
C’è anche l’ospite segreto di prima
Siamo seduti per il desinare
e all’ospite dico di mio fratello
e dei suoi limiti 
che sono possibilità 
Sento anche la presenza di mio padre
che aleggia attorno a noi,
una presenza impalpabile
come un fremito nell’aria,
un soffio di vento 
o un’increspatura nell’aria
C’è, tuttavia, mio padre,
pur invisibile, s’impone a noi
con forza
Poi mi ritrovo a camminare 
con il cane al guinzaglio
lungo un sentiero scosceso e scivoloso
Ci sono alberi stenti che crescono 
da un terreno fangoso e brullo
Mi aggrappo al loro tronco
per non scivolare giù.
nei passaggi più impervi 
Più volte rischio di cadere rovinosamente,
ma ciò non accade 
poiché con un guizzo riesco sempre
ad aggrapparmi a qualcosa
che mi trattiene 

Una voce imperiosa 
con un registro cupo
grida di transitare forte

L’ospite segreto e ignoto
cammina dietro di me
con costanza, senza inciampi
ed è la mia ombra, 
una malombra che non proferisce verbo

Vado a rilento, superando
uno alla volta
tutti gli ostacoli 
che si frappongono nel mio cammino
attraverso questa selva oscura

Mi ritrovo infine all’interno 
di un centro commerciale
vasto e cavernoso
Qui ha avuto luogo una festa di bambini
e tutte le merci esposte 
sono state messe in disordine
Anche qui continuo a fare 
un percorso ad ostacoli,
una specie di parkour urbano,
e, nello stesso tempo, 
cerco di mettere a posto
gli oggetti sparsi in giro
Qui non ci sono più pericoli da affrontare
ma c’è solo da compiere una traversata
caratterizzata da piccoli ostacoli
e solo da qualche passaggio angusto
da superare, 
ma niente di che

Ci sono degli incontri con persone
che rimangono senza volto

Dissolvenza

In fuga dall'ombra-onda malombra perturbante

Ero sulla riva del mare
ed era una spiaggia grigia ed incolore 
che si stendeva a perdita d’occhio
Subito a ridosso della battigia
cresceva un’enorme duna scoscesa
Ed era tanto alta che non c'era modo di capire
se al di là vi fossero altre dune,
oppure monti o laghi o pianure o una città

Io mi ci inerpicavo sopra,
arrancando su per il pendio
e cercando di arrivare sulla cresta
per poi scendere sull’altro versante
L’ascesa era faticosa ed aspra,
il terreno cedevole sotto i miei piedi
Avevo fretta, 
ero in ansia,
ogni tanto incespicavo
I miei piedi facevano franare la sabbia
verso il basso in piccoli rivoli,
talvolta vi sprofondavano dentro
come fosse neve soffice
Quando mi giravo a guardare il mare
alle mie spalle
vedevo una grande onda,
un gigantesco tsunami
avvicinarsi alla riva,
romband e gonfiandosi a dismisura
L’onda che cresceva vieppiù in altezza
e la cresta che, sempre più alta,
formava un ricciolo 
ormai maturo per rinchiudersi 
su se stesso
e la duna gigantesca 
che si elevava verso il cielo
formavano due muri colossali
contrapposti tra loro
Quale dei due avrebbe vinto
nel prossimo, inevitabile, scontro?
Quale dei due avrebbe schiacciato,
annientato l’altro?
Io ero lì in mezzo,
una formicola minuscola
sotto il maglio liquido di un gigante

Ero in affanno
Lottavo per arrivare alla cresta
e oltre 
prima che l’onda mostruosa
si abbattesse su di me

Impresa dall’esito incerto 

Dissolvenza

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14 ottobre 2025 2 14 /10 /ottobre /2025 09:55
Bagno turco (Hammam)

Ero su di una grande nave da crociera
Camminavo sui ponti, passando dall’uno all’altro per mezzo di scalette e stretti passaggi 
Era una nave talmente enorme da sembrare una piramide egizia più larga alla base e un po’ più stretta verso l’alto 
La grande nave si accingeva a salpare
Il mare era di un blu profondo con venature verde cupo, il cielo azzurro e sgombro di nubi
I motori pulsavano con un rombo continuo e basso:  la nave vibrava sotto i miei piedi come un gatto che fa le fusa 
Era un corpo enorme e gigantesco che prendeva vita, con un movimento che, dapprima lento, si faceva più veloce 
Salivo e scendevo lungo quelle scale, esplorando
Ad un certo punto, nel corso di queste mie inquiete peregrinazioni, vedevo un vasto salone che s'affacciava all’esterno per mezzo di grandi e ariosi finestroni
Al suo interno, che era riccamente arredato con numerosi divani e sommier foderati di velluto rosso, uomini e donne si accoppiavano nelle più diverse e fantasiose posizioni, con dedizione e passione, dando vita ad un colossale partouze, in cui prendevano risalto scenette e complesse configurazioni
Grappoli di uomini e donne intenti nella frenesia dell’amore 
Mi eccitavo a quella vista e mi soffermavo a guardare 
Sentivo che il cazzo mi si induriva immediatamente per l’eccitazione 
Avrei voluto unirmi, a quegli scopatori e diventare parte di quella live performance, ma - come mi accorgevo - non vi erano vie di accesso
Era come se quell’orgia appartenesse ad un altro mondo, dal quale io ero escluso
Potevo solo guardare, avvertendo con un senso di penosa frustrazione, il cazzo eretto e già lucido di  umori stillanti che voleva piacere

 

Il bagno turco di Ingrès e le donne esotiche di oriente

Non mi restava che toccarmi, sfregare e strattonare il pene turgido, cercando di trarre un piacere surrettizio, mentre quelli al di là del vetro godevano come ricci, in un groviglio di corpi, di membra e di membri.
Ma la situazione non era agevole 
Nel mio punto di osservazione, arrivavano di continuo nuovi passeggeri in formazioni familiari compatte che volevano godere del panorama e che sembravano non accorgersi minimamente di ciò che accadeva all’interno di quel grande salone delle feste 
Quindi, io ero continuamente distolto dalla mia azione autoerotica coinvolgente, per quanto solitaria 
Ma poi succedeva anche che quelli all’interno del salone si accorgevano di me all’esterno, un povero pirla con il cazzo gonfio e arrossato, quasi priapico e satiresco,, e immediatamente si distoglievano dalle loro attività e si facevano tutti contro le vetrate e mi guardavano dandomi la baia 

Dissolvenza

Questo sogno mi ha ricondotto a pensare ad un sogno intensamente erotico occorso circa quattro anni addietro

Erotismo (disegno a china) - dal web

Una stanza
Una grande alcova

Il pavimento ricoperto di soffici tappeti

C'è - al centro di un grande letto rotondo - 
una donna dal corpo flessuoso, i seni sontuosi
La sua vita è stretta, i fianchi non sono troppo larghi
ma il suo culo è reso attraente a dismisura 
dalla sinuosità del corpo e dall'elasticità delle membra
La donna è semivestita, 
ma - per come è ricoperta dai tessuti -
potrebbe essere nuda 
per l'effetto che mi fa osservandola 
attraverso lo spiraglio della porta semichiusa di un camerino.
dove io sono appostato (con il suo consenso, ovviamente)
attendendo che arrivi un suo amante
Il quale, seppure con un certo ritardo,
s'appresenta
Ha una faccia da furbetto,
non mi piace proprio,
anche perché è vestito tutto azzimato
con abiti alla moda
Si accosta alla donna è comincia a farle delle moine
e a toccarla, a tratti la palpeggia
Io osservo non visto la scena,
ma lei sa che io sono lì, nascosto
e questa consapevolezza accresce la mia eccitazione
a dismisura
Appare ora anche un vecchio,
con barba e capelli bianchi
Il vecchio è semivestito
ha i pantaloni calati che lasciano intravedere 
un cazzo enorme, per quanto flaccido,
e due palle da torello
che per via del rilasciamento dei tessuti
dovuto all'età, pendono a dismisura,
ma in ogni caso la loro massa denota grande vigoria
L'arrivo del vecchio accresce la mia eccitazione
e, cogliendo uno sguardo di complicità della donna, 
rompo gli indugi ed entro nella stanza
calpestando senza rumore i soffici tappeti
Comincio a spogliarmi 
poiché voglio essere del tutto nudo 
prima di accostarmi alla donna
Il tizio con l'aria da furbetto
si gira verso di me 
e mi fa cenno con la mano 
di non essere troppo precipitoso
Calmati! Calmati!, sembra voler dire
Ed io a mio volta penso: 
Ma cosa cazzo vuole! Io faccio quel che mi pare!
La donna sembra non aver gradito il gesto del tizio
volto a rallentarmi e a stemperare il mio ardore
Fa un gesto di stizza,
accompagnato anche da una sintona mimica facciale
Un punto a mio favore, dunque
Anche il tizio e il vecchio 
ora si spogliano
Il vecchio rimane da canto, 
in veste da osservatore, parrebbe, 
per quanto il suo cazzo
con sapienti tocchi della mano
abbia raggiunto una ragguardevole erezione,
quasi priapesca

Penso che il vecchio possa essere appunto un Priapo 
inviato dalle potenze celesti
a osservare e a fare da arbitro
di questa singolare tenzone d'amore
Siamo tutti nudi adesso:
anche la donna si è liberata dei suoi indumenti 
e mostra in tutta la sua gloria
il suo prorompente seno,
e si vede per bene,
per la mia delizia, il ciuffetto di peli pubici 
che lasciano una piena visuale
della fica già bagnata

I corpi della donna e dell'uomo con la faccia da furbetto
s'avvinghiano
per un attimo mi pare di non avere alcuna via d'accesso
alle parti erogene della donna,
poiché sono in una posizione svantaggiata,
posso soltanto allungare la mano 
e prendere ad accarezzarla con dolcezza,
dove posso
Lei mi guarda e socchiude le labbra, 
lasciando intravedere la punta della sua lingua rosea
La mia erezione è al massimo,
La forza del desiderio è salita alle stelle,
ma so che dovrò aspettare ancora 
prima di ricevere il suo bacio 
sulla punta del mio cazzo e di sentire la lingua che ci gioca
come pure prima di poterla penetrare
e scoparla dolcemente
per arrivare assieme ad un orgasmo condiviso 
e alla mia eiaculazione furibonda

Lei si sposta in modo tale che i suoi piedi affusolati
con le unghie dipinte
nel modo che piace a me 
siano alla mia portata
e, con voluttà, inizio a leccarne le dita, una per una,
e a succhiarle
La donna geme di piacere
Ho la sensazione di essere adesso 
un primus inter pares,
in netto vantaggio rispetto al tizio con l'aria da furbetto
Il vecchio Priapo approva

(dissolvenza)

 

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13 ottobre 2025 1 13 /10 /ottobre /2025 11:19
Autoritratto (modificato con effetto chiaroscuro)

Mi reco in un posto dove devo prendere nuovo incarico di lavoro
Si tratta di una clinica (forse)
Arrivo, parcheggio l’auto e ci lascio dentro Black (che viaggia sempre con me), visto che non fa troppo caldo
La clinica si trova nel centro storico di Palermo, vicino alla Cala, che è il vecchio porto della città (scrivo ciò a beneficio di chi, fra i lettori, non è di Palermo)
L’ingresso alla clinica è disagiato; la porta d’ingresso non è facilmente riconoscibile, poichè non vi sono grandi insegne che ne consentano l’identificazione
Devo percorrere uno stretto vicolo e poi salire delle scale altrettanto strette e tortuose (che razza di clinica sarà mai questa? Sembra essere piuttosto la location di un lupanare dei tempi andati nella città vecchia…)
Quando finalmente arrivo, dopo aver faticato non molto per orientarmi in quello che sembra un complicato labirinto, trovo tanta gente indaffarata, alcuni con camici bianchi, altri con camici verdi e cuffiette da chirurgo alla testa 
Si tratta - da quel che comprendo - di una clinica che si occupa prevalentemente di chirurgia (che si tratti di chirurgia plastica?)
Questo mi spiazza un po’, ma nello stesso tempo mi elettrizza, poiché penso che finalmente mi troverò a fare qualcosa che, ancora da studente di medicina, pensavo di voler fare, sino a quando non ebbi un repentino cambio di aspirazioni e di interessi
Penso che, in questa circostanza, potrei riesumare il ricordo della diuturna frequentazione che, da studente, feci della sala operatoria di un’importante clinica privata di Palermo, il cui chirurgo principale era un grande amico di mio padre
Vado in giro, aspettandomi di poter parlare con qualcuno, ma non c’è nessuno che mi dia udienza
Non so a chi rivolgermi 
Sono tutti molto indaffarati e non mi danno conto

Poi mi ritrovo a ridiscendere giù per strada, non so perché, forse ho dimenticato qualcosa in macchina 
Ne approfitto e prendo con me Black e lo faccio passeggiare per un po’
E' tutto scodinzolante e felice per questo inatteso intermezzo che ha interrotto la monotonia di un'attesa senza tempo
Quando vado per rimetterlo in macchina perché si è fatto il tempo di tornare alla clinica, ha cominciato a piovere violentemente e la maggior parte delle strade si sono adesso allagate con fiumane d'acqua che scorrono da tutte le parti con foga torrentizia e che rendono il basolato di pietre oltremodo scivoloso
Ma non trovo più la macchina (Atch!!!!)
È scomparsa 
(Forse ho dimenticato dove l’ho parcheggiata)

 

Beffardo

Penso anche che sia stata travolta e portata via dall’alluvione che si è abbattuta su questa parte della città 
Cerco dei punti di riferimento, ma senza trovarli 
È davvero un dilemma 
Non so che fare, anche perché adesso ho con me il cane e non so come fare ritornare alla clinica (Non posso certo portarlo con me! Che figura ci farei?)
Inoltre, non sono più abbigliato in modo formale e adeguato per una situazione lavorativa, bensì con indumenti raffazzonati e obsoleti, di tipo sportivo, proprio di quelli che sono più adatti ad una tenuta da passeggiata mattutina con il cane
Non posso certo ripresentarmi lì con il cane al guinzaglio (di nuovo!)
Mentre mi aggiro nei dintorni, senza sapere bene che fare, ecco che avvisto molti della clinica con indosso sempre i loro camici bianchi o verdi che si aggirano anche loro per quei vicoli 
Forse sono usciti un attimo per andare a prendere un caffè al bar 
Mi avvicino a quello che sembra essere uno dei capi-decisori, in blusa e pantaloni verdi, e attiro la sua attenzione 
Gli espongo la mia situazione, dicendogli che non posso ritornare per il momento, perché si è verificata questa incresciosa contingenza 
Non trovo più la macchina 
Di conseguenza, non ho più il posto dove lasciare il cane 
E non posso certo salire su alla clinica con il cane al guinzaglio 
Mi dice che comprende la mia situazione e mi ammonisce dicendomi che, se non dovessi risolvere nel più breve tempo possibile questa mia momentanea impossibilità a far fronte alle mie responsabilità, dovrà prendere dei provvedimenti disciplinari a mio carico
D’altra parte, mi dice, dovrò ancora fare il colloquio di ammissione e di valutazione con il capo dei capi (della clinica) il quale - tra l’altro - mi dovrà dare delle indicazioni specifiche sulla natura del mio lavoro lì  e mi accenna anche qualcosa in anteprima: si tratterà di un'attività di valutazione delle condizioni psicopatologiche dei soggetti portatori di Morbo di Basedow, prima che intraprendano l’intervento chirurgico di ablazione della tiroide 

Cose che succedono di notte!

Dissolvenza

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9 ottobre 2025 4 09 /10 /ottobre /2025 12:39
Strada di notte (foto di Maurizio Crispi)

Corro e ricorro
Forse anche rincorro
Chi? Qualcuno o qualcosa

Sono in un campus universitario e mi sposto da un luogo all’altro correndo
C’è una grande stanza in un edificio isolato in mezzo al verde che un tempo era un spazio ad uso e consumo degli psicologi e che ora è diventato una casa degli studenti
Faccio avanti indietro tra le diverse strutture, sempre correndo: Non ci capisce bene se sono là per allenarmi o per lavorare 
Ogni tanto incontro qualcuno e parlo di casi clinici, sempre correndo 

Poi mi ritrovo in un grande refettorio dove ognuno, passando davanti a una serie di tavoli imbanditi, può farsi allestire il piatto con le vivande che ritiene più adatte o più desiderabili 
Con il mio piatto pieno mi avvio, questa volta camminando, verso la la stanza degli psicologi che adesso è diventata la casa degli studenti
Incontro degli altri e camminiamo assieme , ciascuno di noi con il proprio piatto in mano con le pietanze da ciascuno prescelte
Ci diciamo che mangeremo assieme  appena arrivati, anche se non tutti sono del tutto d’accordo con questa tempistica

Mi interrogo, perché non so più dove sia adesso la stanza degli psicologi 
E mi dico che se avessi necessità di parlare con loro, farei fatica a rintracciarli

Dissolvenza

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6 ottobre 2025 1 06 /10 /ottobre /2025 06:15

Nei sogni succedono le cose più strane. come ad esempio in questo qua

Collage (Maurizio Crispi)

Sto pelando delle patate che hanno delle forme strane, apparendo piuttosto come grossi ciocchi di legno nodosi
Mi arrivano sul tavolo da lavoro anche dei peperoni molto grossi Quando li apro per togliere via la parte dei semi, mi accorgo che all’interno ci sono altre patate che, dunque, metto da parte per poterle cuocere a parte 
Poi mi arriva davanti, sempre sul piano di lavoro, un altro peperone gigante a forma di faccia al cui centro campeggia un’enorme bocca dentata atteggiata in un sorriso da clown con delle grosse labbra rosse
Questo grosso peperone, lì per lì, non sapendo in che modo catalogarlo, lo definisco “mostro marino“, forse perché è alquanto viscido e verdognolo
Anche questo contiene al suo interno delle grosse patate bollite e mi accorgo di ciò non appena lo sventro con un coltellaccio
Dopo aver liberato il “mostro marino” del suo ripieno di patate, lo metto da parte per la cottura, assieme ai peperoni che ho già parimenti svuotato delle patate bollite che contenevano 
Intanto, mentre compio queste operazioni, mi arrivano dei fogli da firmare che riguardano dei piani terapeutici predisposti in modo personalizzato per pazienti che hanno problemi di abuso di sostanze e di alcol e che sono rinchiuse in istituti di pena 
Ci sono da firmare anche degli ordini di servizio che riguardano, in verità, stupidaggini e che regolamentano in maniera minuta e ottusa i comportamenti da tenere nelle più diverse circostanze
Mi chiedo perché dover firmare questa roba che pare essere nient’altro che la più stupida celebrazione del potere, partorita da una mente malata e ossessionata dal controllo
Qualcuno mi parla di una tizia che è pronta per andare in una comunità terapeutica per tossicodipendenti e che - a quanto mi si dice -, nonostante l'avvio di tale progetto, continua a bere come una spugna
Qual'è il senso di tutto ciò?

Dissolvenza

La parte in cui predispongo per la cottura quelle patate che sembrano dei ciocchi di legno e sicuramente la più vivida

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5 ottobre 2025 7 05 /10 /ottobre /2025 09:43

Questo scrissi su Facebook un anno fa, dimenticandomi poi di riportarlo su questo blog.
Una delle me avventure/vicissitudini oniriche

Maurizio Crispi (5 ottobre 2024)

The band! The band (fotogramma dal film "The Blues Brothers")

Ci sarà a Palermo il concerto di una nuova banda blues
È un evento straordinario 
La banda sarà composta da musicisti talentuosi, un po’ attempatelli, appassionati di blues fin dalla più tenera età (alcuni addirittura compagni di scuola sin dalle Elementari) e che, adesso, concretizzando la loro pluridecennale vocazione, hanno deciso di mettersi assieme creando una band, come i Blues Brothers, quando vengono illuminati da un raggio di luce divina che li trasfigura, indicando loro la strada
Io conosco personalmente alcuni di questi musicisti; sono stato gomito a gomito con loro; ne ho condiviso scelte musicali e passioni e, quindi, non posso mancare di partecipare a questo evento epocale 
Mi reco dunque in una location dove, prima dell’evento musicale in senso stretto, si svolgeranno diverse attività con stand culturali e con l’offerta di gadget, CD e altri parafernalia musicali 
Mi aggiro all’interno di questa specie di fiera, dove non ci sono ancora molti visitatori 
Per il momento, mi pare che io sia addirittura l’unico e solo
Forse sono arrivato in anticipo, non so 
(chi tardi arriva male alloggia)
Incontro diverse persone che ho conosciuto in passato e che se ne stanno a presidiare i diversi stand 
Non so se dovrei essere contento di vederli, forse sì da un lato, eppure mi sento piuttosto schivo e vorrei starmene in disparte ed evitare gli incontri, ma non c’è niente da fare, siamo io mammete e tu


Poi succede una cosa strana 
Devo andare in bagno per espletare le mie necessità fisiologiche e non si tratta di una semplice pisciata, bensì della cosa grossa 

Mi indicano il bagno che è, in realtà, un semplice water closet (o forse soltanto una seggetta o un bugliolo) collocato in un punto di passaggio senza alcun riparo per la decenza e la riservatezza 
Certamente, non è un luogo assolutamente idoneo alla bisogna e ai bisogni, ma poiché non riesco più a tenermela dovrò comunque usufruirne, caschi il mondo

Come ho detto prima non c’è quasi del tutto flusso di visitatori: quindi, dico a me stesso che posso farlo, riuscirò a farla franca, riuscirò a fare la cacca (diciamolo pure senza mezzi termini) con tranquillità senza che nessuno arrivi a vedermi o a dileggiarmi 
Quindi mi accomodo sulla seggetta e faccio ciò che devo
E nel mentre penso ad una sequenza del romanzo “La sottile linea rossa” che lessi da ragazzo (un regalo di papà): e si tratta d’una scena breve e drammatica che mi aveva particolarmente colpito e che appunto evocava la fragilità e vulnerabilità degli esseri umani in simili momenti
Nel periodo di tempo (breve in termini oggettivi, ma lunghissimo e interminabile nella sua valenza di vissuto soggettivo) in cui mi libero comincia ad affluire - manco a farlo apposta - un’enorme quantità di gente: quindi, io mi ritrovo nell’imbarazzante situazione di essere seduto su un water closet con i pantaloni calati e pertanto in una palese ostentazione (per quanto non voluta) di vulnerabilità 
E non posso nemmeno ricompormi velocemente, perché - avendo appena espletato - devo prima procedere alle necessarie operazioni di igiene personale 
Mi accorgo, tra l’altro, (e con un moto di stizza e disappunto) che manca la carta igienica 
Dio mio!, faccio io a mezza voce, alquanto irritato, scocciato, ma in fondo anche imbarazzato
Vicino a me si sono accomodati su delle sedie dei sindacalisti (vedi un po’, dei sindacalisti! Ma chi ce li porto!?)
Mi accorgo anche che, assieme a loro sono arrivati dei mucchi di sottili foglietti di carta traslucida, collocati lì vicino ma per me, nella mia posizione seduta pressoché irraggiungibili, e chiedo loro gentilmente di prenderne alcuni e di darmeli 
Ma l’esecutore di quest’operazione è totalmente imbranato: questi foglietti si incollano sulle dita, non riesce a dividerli uno dall’altro: insomma, la situazione ristagna, mentre l’ambiente si fa sempre più affollato
Intanto, io sono riuscito a recuperare  una specie di ometto appendiabiti (di quelli con le rotelle), sul quale sono drappeggiati dei tessuti tinti a colori vivaci e l’ho tirato verso di me in modo tale da creare una specie di barriera o di paravento tale da proteggermi dallo sguardo degli astanti, a questo punto dileggiante e sarcastico

Mi sembra di essere bloccato in una situazione di stallo, dalla quale non riesco a venire fuori in alcun modo

Dissolvenza

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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