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9 giugno 2026 2 09 /06 /giugno /2026 07:05

Quellla che segue è la trascrizione del mio sogno del 9 giugno 2024
L?ho recuperata
Non trascritta qui nel blog

Maurizio Crispi (4 giugno 2024)

Ripetizione (selfie modificato)

Al risveglio, 
la mia sensazione 
è stata quella di essere stato immerso 
in un unico, interminabile, sogno 
nel quale mi ritrovavo a fare 
sempre le stesse cose
Fare, fare, ma non cose di malaffare
C’era un posto, 
forse una tipografia 
o anche una Casa Editrice 
ed io mi ritrovavo 
a gestire o a controllare 
la sua visibilità su Internet  

Insomma, ero una specie di supervisore 
di tutte le attività connesse al sito web
E quindi guardavo, 
controllavo, 
intervenivo 
laddove fosse necessario, 
per calibrare meglio le comunicazioni 
ed elaborare le strategie
Da questo punto di vista 
ero anche un addetto alle pubbliche relazioni
C’erano numerosi colloqui tra me 
e il proprietario (e fondatore) dell’attività
Lui mi raccontava anche la sua storia 
per farmi capire bene il perché
delle sue scelte attuali
In un lontano passato 
aveva militato in un gruppo di estrema sinistra extra-parlamentare, 
forse ad orientamento anarchico 
e dunque aveva sviluppato 
le sue attività editoriali 
in funzione di ciò, 
mettendole al servizio nella sua fede politica

Nel sogno facevo cose, 
trasportavo oggetti, 
parlavo con persone, 
discutevo in continuazione con il fatidico proprietario, 
ma poi ero sempre lì a controllare 
le immagini che comparivano nel web
e i contenuti, 
i messaggi, 
gli articoli,
I saggi, 
le discussioni, 
le chat
Tutto ciò mi rendeva stanchissimo,
spompato, 
esaurito
Non vedevo l’ora di finirla
e di farla finita,
ma ricominciavo sempre da capo

E c’erano sempre 
come motivo conduttore,
quelle interminabili conversazioni
e quei confronti
Non ricordo altri dettagli

Poi di nuovo sognavo 

Ero in un paese straniero 
in regime monarchico 
e me ne stavo in attesa d’una qualche cerimonia ufficiale
Di cerimonia ufficiali ce n’erano, in verità, in continuazione,
a bizzeffe 

Come al solito 
(come capita in alcuni sogni, almeno) 
c’è una grande confusione 
Io avevo un mio banchetto 
dove riponevo tutte le mie cose essenziali, 
tra le quali anche schizzi e disegni 
relativi ad un qualche progetto che stavo elaborando 
Era molto complicato e difficile 
tenere in ordine il contenuto del banchetto che era molto particolare, 
poiché era fornito d’una ribaltina 
la quale faceva anche da chiusura o coperchio
e che, quando veniva aperta di 180°, 
lo trasformava in un piccolo scrittoio,  lasciando visibile 
(e ben accessibile) 
l’interno che, allo scopo di riporre comodamente diversi oggetti, 
era suddiviso in scomparti di varia grandezza
I piedi di questo banchetto erano pieghevoli, 
in modo che quando la ribaltina era chiusa 
e i piedi opportunamente ripiegati 
il banchetto si trasformava 
in una comoda valigia 
di formato rettangolare, 
delle dimensioni, grosso modo, di una 24 ore
In una gran parte del sogno ero là vicino al banchetto 
Mettevo in ordine le cose,
sfaccendavo, 
ne cercavo altre che avevo smarrito,
rovistavo,
non concludevo granché

Eravamo fermi 
in uno spazio che ci era stato concesso vicino alla camera 
dove alloggiavano il Re e la Regina 
che, a seconda delle necessità del protocollo cerimoniale
e del programma della giornata, 
ne entravano e uscivano
Il protocollo era molto esigente
Non so cosa accade di preciso,
ma in un momento del sogno 
qualcuno ci chiama e ci chiede, 
in una forma di ospitalità estrema, 
di non rimanere a ciondolare lì 
ma di prenderci un po’ di riposo
e pertanto di accomodarci 
nella parte marginale dello stesso lettone 
in cui, al momento, 
stanno riposando le loro Maestà
Certo, è una situazione un po’ imbarazzante, 
ma non si può rifiutare una simile offerta quando vi è una tale disparità di ruolo
Non si può che accettare, 
tenendo l’imbarazzo per se stessi
e facendo buon viso a cattivo gioco
E così mi ritrovo disteso al letto, 
la mia compagna la mia sinistra, 
il corpo del re la mia destra
Il letto è davvero immenso, 
oppure sono io di statura molto bassa rispetto al Re
(si, il corpo di un Re è sempre immenso),
fatto sta che, pur essendo io comodamente sdraiato 
e con le gambe bene allungate,
il mio torace rimaneva appena all’altezza delle ginocchia del re
(un letto regale non può che essere grande come una piazza d’armi)

Le loro Maestà 
sono profondamente addormentate 
e non sembrano essere assolutamente disturbate 
dalla nostra intrusione nel regalo giaciglio
Superando il mio imbarazzo, 
entravo in quello stato di torpore che prelude al sonno 
e, in quel momento, muovo il braccio destro, 
allungandolo - alla ricerca di comodità - 
e posandolo, mi rendo conto solo dopo, 
sul ginocchio del re 
che non sembra rendersi conto di nulla
e rimane immobile

Divento improvvisamente lucido 
e, con estrema cautela e cercando di non fare frusciare le coltri, 
riporto il braccio nella posizione originaria, mettendomi cheto 
e provando a ritrovare il sonno, 
anche se non è cosa facile 
perché il cuore ha cominciato a battere a mille
e mi ritovo a tossire e a scaracchiare rumorosamente
per non parlare del fastidioso prurito
in punta di naso 
Faccio degli esercizi di rilassamento, 
con dei respiri profondi, 
inspiro, 
trattengo, 
espiro fino a ottenere lo stato fisiologico di relax 
che di nuovo prelude al sonno
Ed ecco che, mentre sono addormentato quasi del tutto, 
sposto il mio braccio destro sino ad afferrare un piede
(che è quello del re!)

 

Il re di Francia guarisce gli scrofolosi con l'imposizione delle mani

Un tocco, 
una stretta affettuosa, 
che poi però, purtroppo, diventa costrizione
Mi accorgo che il piede del re si scuote,
cerca di sbarazzarsi di ciò che lo infastidisce
Io, tornato ancora una volta lucido, 
ritiro la mia mano, 
procedendo velocemente e cautamente al tempo stesso, 
ma il danno è ormai fatto: 
il re si è svegliato
Ci ritiriamo dal grande letto regalo 
in buon ordine, 
sperando che il mio ardire 
non voluto consapevolmente 
non debba portare a conseguenze letali
Ma siamo preparati a tutto
Il re e la regina adesso sono attesi 
per una cerimonia ufficiale 
e la loro vettura è già nel cortile del palazzo 
in attesa che la regale coppia interrompa il suo riposino pomeridiano
Io dentro di me tremo al pensiero della punizione 
destinata a coloro che, senza averne il permesso 
o senza averne titolo, 
osano toccare il corpo del re, 
poiché - così facendo - depauperano il potere di guarire del Re
ma - sopratutto - profanano 
un ambito sacro ed inviolabile
Il corpo del Re, si sa, è taumaturgico
Forse io che l’ho toccato per ben due volte, guarirò da tutti i mali
Oppure verrò messo a morte
per la mia imperdonabile trasgressione

(Dissolvenza
       

I due corpi del re, Einaudi, 1995

Questo sogno mi ha fatto pensare al famoso saggio di Ernst H. Kantorowicz, I due corpi del re. L'idea di regalità nella teologia politica medievale, pubblicato in traduzione da Einaudi sin dal 1997, originariamente pubblicato nel 1954.

 

(Sinossi nel risvolto di copertina) Agli inizi del XVI secolo un oscuro giurista inglese diede alle stampe una singolare teoria sulla persona del re, già ampiamente diffusa in tutta l'Europa medievale e premoderna: di là dal suo corpo naturale, mortale, soggetto alle malattie e alla vecchiaia, il sovrano dispone anche di un corpo "politico", invisibile, incorruttibile, che mai invecchia, si ammala o muore. In questo secondo corpo, che passa da un re all'altro in una successione virtualmente senza fine, si concentra l'essenza della sovranità, del potere regale. Dalla scoperta di questa finzione giuridica, nasce la ricerca di Kantorowicz attorno al tema medievale del corpo doppio, della "persona ficta" e della "dignitas" immateriale che conferisce l'aureola dell'autorità, la legittimazione stessa del potere. "I due corpi del re" è ormai un classico e non solo della discussione storica e politica: la ricerca di una "dignitas" perpetua, che non muore mai, porta Kantorowicz alla scoperta della più grande, e laica, di queste figure: l'"humanitas", la dignità dell'essere uomo che accompagna, come un corpo mistico e perenne, ogni singolo individuo.

Ma ovviamente vi è un rimando importante al saggio di Marc Bloch, sui Re Taumaturghi


 

I Re Taumaturghi: Nelle figura il re Enrico II di Francia che cura gli scrofolosi (miniatura del XVI secolo)

I re taumaturghi erano i sovrani di Francia e Inghilterra ai quali, a partire dal Medioevo, il popolo attribuiva il potere di guarire i malati con il solo tocco delle mani.
Il termine deriva dal greco thauma ("miracolo") ed ergon ("opera"), ovvero "operatori di miracoli".
Questo fenomeno rappresenta l'altra faccia della medesima medaglia teologico-politica espressa dai "due corpi del re": serviva a legittimare l'origine divina del potere regio, elevando il monarca al di sopra dei normali laici.

Il concetto, formulato dallo storico francese Marc Bloch nel suo fondamentale saggio "I Re Taumaturghi" è diventato centrale nella storiografia moderna.
I re taumaturghi. Studio sul carattere sovrannaturale attribuito alla potenza dei re particolarmente in Francia e in Inghilterra è il titolo completo di quest'opera (titolo originale: Les Rois thaumaturges. Étude sur le caractère surnaturel attribué à la puissance royale particulièrement en France et en Angleterre), pubblicata nel 1924 (pubblicato da Einaudi nel 1973).
Bloch utilizzò questo mito per inaugurare la "storia delle mentalità", analizzando come una credenza irrazionale potesse condizionare la politica e la società per secoli e secoli.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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