Quellla che segue è la trascrizione del mio sogno del 9 giugno 2024
L?ho recuperata
Non trascritta qui nel blog
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Al risveglio,
la mia sensazione
è stata quella di essere stato immerso
in un unico, interminabile, sogno
nel quale mi ritrovavo a fare
sempre le stesse cose
Fare, fare, ma non cose di malaffare
C’era un posto,
forse una tipografia
o anche una Casa Editrice
ed io mi ritrovavo
a gestire o a controllare
la sua visibilità su Internet
Insomma, ero una specie di supervisore
di tutte le attività connesse al sito web
E quindi guardavo,
controllavo,
intervenivo
laddove fosse necessario,
per calibrare meglio le comunicazioni
ed elaborare le strategie
Da questo punto di vista
ero anche un addetto alle pubbliche relazioni
C’erano numerosi colloqui tra me
e il proprietario (e fondatore) dell’attività
Lui mi raccontava anche la sua storia
per farmi capire bene il perché
delle sue scelte attuali
In un lontano passato
aveva militato in un gruppo di estrema sinistra extra-parlamentare,
forse ad orientamento anarchico
e dunque aveva sviluppato
le sue attività editoriali
in funzione di ciò,
mettendole al servizio nella sua fede politica
Nel sogno facevo cose,
trasportavo oggetti,
parlavo con persone,
discutevo in continuazione con il fatidico proprietario,
ma poi ero sempre lì a controllare
le immagini che comparivano nel web
e i contenuti,
i messaggi,
gli articoli,
I saggi,
le discussioni,
le chat
Tutto ciò mi rendeva stanchissimo,
spompato,
esaurito
Non vedevo l’ora di finirla
e di farla finita,
ma ricominciavo sempre da capo
E c’erano sempre
come motivo conduttore,
quelle interminabili conversazioni
e quei confronti
Non ricordo altri dettagli
Poi di nuovo sognavo
Ero in un paese straniero
in regime monarchico
e me ne stavo in attesa d’una qualche cerimonia ufficiale
Di cerimonia ufficiali ce n’erano, in verità, in continuazione,
a bizzeffe
Come al solito
(come capita in alcuni sogni, almeno)
c’è una grande confusione
Io avevo un mio banchetto
dove riponevo tutte le mie cose essenziali,
tra le quali anche schizzi e disegni
relativi ad un qualche progetto che stavo elaborando
Era molto complicato e difficile
tenere in ordine il contenuto del banchetto che era molto particolare,
poiché era fornito d’una ribaltina
la quale faceva anche da chiusura o coperchio
e che, quando veniva aperta di 180°,
lo trasformava in un piccolo scrittoio, lasciando visibile
(e ben accessibile)
l’interno che, allo scopo di riporre comodamente diversi oggetti,
era suddiviso in scomparti di varia grandezza
I piedi di questo banchetto erano pieghevoli,
in modo che quando la ribaltina era chiusa
e i piedi opportunamente ripiegati
il banchetto si trasformava
in una comoda valigia
di formato rettangolare,
delle dimensioni, grosso modo, di una 24 ore
In una gran parte del sogno ero là vicino al banchetto
Mettevo in ordine le cose,
sfaccendavo,
ne cercavo altre che avevo smarrito,
rovistavo,
non concludevo granché
Eravamo fermi
in uno spazio che ci era stato concesso vicino alla camera
dove alloggiavano il Re e la Regina
che, a seconda delle necessità del protocollo cerimoniale
e del programma della giornata,
ne entravano e uscivano
Il protocollo era molto esigente
Non so cosa accade di preciso,
ma in un momento del sogno
qualcuno ci chiama e ci chiede,
in una forma di ospitalità estrema,
di non rimanere a ciondolare lì
ma di prenderci un po’ di riposo
e pertanto di accomodarci
nella parte marginale dello stesso lettone
in cui, al momento,
stanno riposando le loro Maestà
Certo, è una situazione un po’ imbarazzante,
ma non si può rifiutare una simile offerta quando vi è una tale disparità di ruolo
Non si può che accettare,
tenendo l’imbarazzo per se stessi
e facendo buon viso a cattivo gioco
E così mi ritrovo disteso al letto,
la mia compagna la mia sinistra,
il corpo del re la mia destra
Il letto è davvero immenso,
oppure sono io di statura molto bassa rispetto al Re
(si, il corpo di un Re è sempre immenso),
fatto sta che, pur essendo io comodamente sdraiato
e con le gambe bene allungate,
il mio torace rimaneva appena all’altezza delle ginocchia del re
(un letto regale non può che essere grande come una piazza d’armi)
Le loro Maestà
sono profondamente addormentate
e non sembrano essere assolutamente disturbate
dalla nostra intrusione nel regalo giaciglio
Superando il mio imbarazzo,
entravo in quello stato di torpore che prelude al sonno
e, in quel momento, muovo il braccio destro,
allungandolo - alla ricerca di comodità -
e posandolo, mi rendo conto solo dopo,
sul ginocchio del re
che non sembra rendersi conto di nulla
e rimane immobile
Divento improvvisamente lucido
e, con estrema cautela e cercando di non fare frusciare le coltri,
riporto il braccio nella posizione originaria, mettendomi cheto
e provando a ritrovare il sonno,
anche se non è cosa facile
perché il cuore ha cominciato a battere a mille
e mi ritovo a tossire e a scaracchiare rumorosamente
per non parlare del fastidioso prurito
in punta di naso
Faccio degli esercizi di rilassamento,
con dei respiri profondi,
inspiro,
trattengo,
espiro fino a ottenere lo stato fisiologico di relax
che di nuovo prelude al sonno
Ed ecco che, mentre sono addormentato quasi del tutto,
sposto il mio braccio destro sino ad afferrare un piede
(che è quello del re!)
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Un tocco,
una stretta affettuosa,
che poi però, purtroppo, diventa costrizione
Mi accorgo che il piede del re si scuote,
cerca di sbarazzarsi di ciò che lo infastidisce
Io, tornato ancora una volta lucido,
ritiro la mia mano,
procedendo velocemente e cautamente al tempo stesso,
ma il danno è ormai fatto:
il re si è svegliato
Ci ritiriamo dal grande letto regalo
in buon ordine,
sperando che il mio ardire
non voluto consapevolmente
non debba portare a conseguenze letali
Ma siamo preparati a tutto
Il re e la regina adesso sono attesi
per una cerimonia ufficiale
e la loro vettura è già nel cortile del palazzo
in attesa che la regale coppia interrompa il suo riposino pomeridiano
Io dentro di me tremo al pensiero della punizione
destinata a coloro che, senza averne il permesso
o senza averne titolo,
osano toccare il corpo del re,
poiché - così facendo - depauperano il potere di guarire del Re
ma - sopratutto - profanano
un ambito sacro ed inviolabile
Il corpo del Re, si sa, è taumaturgico
Forse io che l’ho toccato per ben due volte, guarirò da tutti i mali
Oppure verrò messo a morte
per la mia imperdonabile trasgressione
(Dissolvenza)
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Questo sogno mi ha fatto pensare al famoso saggio di Ernst H. Kantorowicz, I due corpi del re. L'idea di regalità nella teologia politica medievale, pubblicato in traduzione da Einaudi sin dal 1997, originariamente pubblicato nel 1954.
(Sinossi nel risvolto di copertina) Agli inizi del XVI secolo un oscuro giurista inglese diede alle stampe una singolare teoria sulla persona del re, già ampiamente diffusa in tutta l'Europa medievale e premoderna: di là dal suo corpo naturale, mortale, soggetto alle malattie e alla vecchiaia, il sovrano dispone anche di un corpo "politico", invisibile, incorruttibile, che mai invecchia, si ammala o muore. In questo secondo corpo, che passa da un re all'altro in una successione virtualmente senza fine, si concentra l'essenza della sovranità, del potere regale. Dalla scoperta di questa finzione giuridica, nasce la ricerca di Kantorowicz attorno al tema medievale del corpo doppio, della "persona ficta" e della "dignitas" immateriale che conferisce l'aureola dell'autorità, la legittimazione stessa del potere. "I due corpi del re" è ormai un classico e non solo della discussione storica e politica: la ricerca di una "dignitas" perpetua, che non muore mai, porta Kantorowicz alla scoperta della più grande, e laica, di queste figure: l'"humanitas", la dignità dell'essere uomo che accompagna, come un corpo mistico e perenne, ogni singolo individuo.
Ma ovviamente vi è un rimando importante al saggio di Marc Bloch, sui Re Taumaturghi
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I re taumaturghi erano i sovrani di Francia e Inghilterra ai quali, a partire dal Medioevo, il popolo attribuiva il potere di guarire i malati con il solo tocco delle mani.
Il termine deriva dal greco thauma ("miracolo") ed ergon ("opera"), ovvero "operatori di miracoli".
Questo fenomeno rappresenta l'altra faccia della medesima medaglia teologico-politica espressa dai "due corpi del re": serviva a legittimare l'origine divina del potere regio, elevando il monarca al di sopra dei normali laici.
Il concetto, formulato dallo storico francese Marc Bloch nel suo fondamentale saggio "I Re Taumaturghi" è diventato centrale nella storiografia moderna.
I re taumaturghi. Studio sul carattere sovrannaturale attribuito alla potenza dei re particolarmente in Francia e in Inghilterra è il titolo completo di quest'opera (titolo originale: Les Rois thaumaturges. Étude sur le caractère surnaturel attribué à la puissance royale particulièrement en France et en Angleterre), pubblicata nel 1924 (pubblicato da Einaudi nel 1973).
Bloch utilizzò questo mito per inaugurare la "storia delle mentalità", analizzando come una credenza irrazionale potesse condizionare la politica e la società per secoli e secoli.
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I Re Taumaturghi: Storia di un Miracolo - Zhistorica
I re taumaturghi: storia di un miracolo. Le origini e il significato profondo del "tocco miracoloso" di re francesi e inglesi.
https://zweilawyer.com/2021/03/09/i-re-taumaturghi-storia-di-un-miracolo/
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