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15 gennaio 2026 4 15 /01 /gennaio /2026 13:23
Io con l'alieno (Archivio fotografico Maurizio Crispi)

Crunch
Crunch

O dio, che bbbbono lo snack!
Buono!
Buono il panozzo imbottito
con pomodoro e mozzarella!
E ogni boccone scende giù per il gargarozzo
che l'è un piacere!
Ma bisogna fare i conti
con scoppi di urla disumane e stridenti,
dissonanti,
che hanno un effetto di passapitittu

Olive, olive
Oliveri chiama
Ribaudo risponde
E discutiamo di arrimonnatura

Qual è la differenza tra arrimonnatura ben fatta
e quella che non da frutto?
Crunch 
Crunch
e ancora Crunch!


Andiamo avanti!
Voltiamo pagina!

Le grida disumane si sono spente
E' l'ora del cibo robusto che spegne l'agitazione
e che seda anche i più facinorosi,
anche se, da qualche parte, ci sono 
i fachiri del digiuno spinto
strenui assertori di volontà anoressica
e della ricerca di un'elevazione spirituale,

attraverso la mortificazione della carne
 

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30 novembre 2025 7 30 /11 /novembre /2025 06:44
Lo scooter del signor Petolicchio (foto di Maurizio Crispi)

Durante una mia passeggiata mattutina, alcuni giorni fa, mi sono imbattuto in uno scooter posteggiato lungo la via vicino casa, il cui sedile era tutto squarciato, come se un drone maligno lo avesse appena attaccato con dardi e bombe dirompenti: la gommapiuma fuoriusciva da ampi squarci, mentre il rivestimento in similpelle appariva lacerato e dissolto in alcune sue parti.
Ma cos'è mai successo?, mi chiesi

In questi casi, la curiosità si accende immediatamente dentro di me e il mio emisfero non dominante (quello della creatività) comincia a lavorare con solerzia, cercando di costruire delle storie, per quanto inverosimili.

Pochi giorni dopo mi ritrovai a passare di là e vidi un tizio che stava per mettersi in movimento a cavalcioni proprio di quello scooter

Gli volli chiedere, spinto da inestinguibile curiosità, cosa fosse mai accaduto a quel sedile

Il tizio, all'inizio un po' innervosito e reticente, accettò poi di raccontarmi la sua storia.

Di cognome faccio Petolicchio..., mi disse

Quello scooter con il sedile tutto lacerato, era dunque di proprietà del signor Petolicchio...

Qui le cose si fanno interessanti!, pensai tra me e me!

Ed eccola la storia del signor Petolicchio, come me la racconto egli medesimo

Viaggiava un bel dì sul suo scooter
Mentre procedeva ad andatura allegra, d’improvviso avvertì un fastidioso rimescolio nelle budella
Cosa succedeva mai?
Si ricordò allora, mentre si affrettava verso il posto di lavoro, con il motore che allegramente ronfava e faceva le fusa, che la sera precedente si era dato ai bagordi e che, trovandosi in un ristorante di specialità messicane, aveva ordinato un abbondante piatto di frijoles (alias fagioli) in salsa piccante, accompagnati da un tripudio di salsicce Poiché aveva parecchia fame, di tale pietanza aveva mangiato ben due porzioni, alacremente, anzi con inquietante voracità
Quando era arrivato a casa si era subito buttato a letto ed era praticamente caduto in un sonno comatoso (per via delle abbondanti libagioni), dormendo poi profondamente, senza essere disturbato da alcuna flatulenza

fagioli messicani in salsa piccante
Fagioli in salsa piccante messicana

Al risveglio, sollevando le coperte e annusando l’aria imprigionata al di sotto, avendola trovata pura, era rimasto un po’ sorpreso, poiché il Petolicchio - soprattutto nelle ore notturne - usava scoreggiare abbondantemente, anche quando non avesse consumato fagioli o altri cibi esotici ben piccanti
Stranamente non vi era stata alcuna emissione di gas dopo quella scorpacciata di fagioli: l’aria nell’intercapedine tra le lenzuola, seppur tiepida, si era mantenuta pulita e fragrante, non ammorbata da mefitiche particelle volatili
Quindi il Petolicchio, mentre viaggiava sul suo scooterone, si ritrovò a pensare che, forse, codesto sommovimento viscerale fosse una conseguenza tardiva del suo spropositato consumo di fagioli e della loro piccantezza che, evidentemente, gli aveva messo il fuoco nelle viscere, un fuoco che aveva covato sotto le ceneri sino a quel punto
Ebbe appena il tempo di formulare questo pensiero che sentì l’urgenza di liberare una forte scoreggiona
Si sentiva molto tranquillo ed era consapevole che il suo peteggiare non avrebbe dato pubblico scandolo: era all’aria aperta, era da solo e non avrebbe certo dato fastidio ad alcuno…
Quindi, con voluttà quasi orgasmica, liberò il peto di cui sentiva l’urgenza
Ma non fu un semplice peto: fu un tuono, una bomba incendiaria, una di quelle scoregge che dalle nostre parti si chiamano “spaiddalenzuolo” (in altri termini, in italiano standard "lacera-lenzuolo") o anche “spacca mutande”, fu - in definitiva - una roboante emissione di potenza letale
Il Petolicchio, pur atterrito dall’immane impatto sonoro del suo peto, continuò a guidare imperterrito il suo scooter sino al porto di destinazione, spinto e velocizzato da un effetto di accelerazione prorompente tipo jet
Quando smontò di sella, vide con orripilazione che il sedile sul quale era stato seduto era totalmente lacerato e sconvolto (ed era ancora fumante, per di più forse anche puteolente)
Non ci posso credere!“, esclamò atterrito, più ancora che costernato, il Petolicchio
Preso da un’improvvisa consapevolezza con la mano andò a tastare il fondo dei suoi pantaloni e si rese conto che si erano lacerati per via della potenza dell'emissione gassosa e si ritrovava dunque a culo nudo
Come presentarsi con dignità in ufficio?
Che fare?
Cercó di rimediare alle meno peggio, drappeggiandosi attorno alla vita un orovvidenziale K-Way anti-pioggia che teneva di riserva nel bauletto dello scooterone
Con questo abbigliamento eccentrico si presentò ai colleghi di lavoro, senza svelarne l’arcano e così rimase per tutta la sua giornata

Non volle più riparare il sedile dello scooter nell’evenienza che simili eventi meteo prorompenti di origine intestinale potessero ripetersi in futuro (se gliene fosse stata data la possibilità mai avrebbe rinunciato ad un piatto di fumanti fagioli in salsa piccante messicana!)

La prudenza non è mai troppa, disse il vecchio saggio

Ed io concluderei qui con questa piccola morale: Mai dare un passaggio in auto al signor Petolicchio o ad un suo alter ego, specie se costui abbia mangiato fagioli messicani in salsa piccante!

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24 novembre 2025 1 24 /11 /novembre /2025 06:05

Ho sentito un forte odor di broccoli
Ieri abbiamo mangiato
un broccolo di provenienza oscura

Maurizio Crispi

Il colore venuto dallo spazio

"Ieri abbiamo mangiato un broccolo di provenienza oscura".

Queste parole, pronunciate con una leggerezza che in seguito avremmo maledetto, segnarono l'inizio del nostro incubo.

Il vecchio agricoltore, con occhi vitrei e mani che sembravano radici contorte, ci aveva avvertito, del resto.
Ma la fame e la curiosità ebbero la meglio sul buon senso.

Il vegetale, di un verde così profondo da sembrare nero sotto la luce fioca della luna, era stato trovato in una cesta abbandonata ai margini del bosco di Altavilla, in un luogo che gli abitanti del piccolo paese evitavano come la peste.
Il broccolo non aveva etichette, né altri elementi che indicassero la sua provenienza e la sua tracciabilità. Chi lo aveva coltivato? Dove? perchè? Non sembrava possedere tutte le qualità di un broccolo ordinario, eppure - per quanto in una maniera distorta - ci assomigliava: in più, attorno ad esse l'aria si distorceva e ne emanava una strana, quasi impercettibile, pulsazione che notammo solo dopo averlo portato in casa.
Ale, sempre audace nelle esperienze gastronomiche, lo aveva cucinato, riempiendo la nostra piccola cucina con un odore pungente, terroso, che ricordava l'umidità delle cripte.
Mentre lo consumavamo, un vento gelido si insinuò dalle fessure delle finestre, nonostante la stagione fosse mite.
Il sapore della pietanza che venne scodellata nei nostri piatti era indescrivibile: ferroso, amaro, con un retrogusto che ricordava la terra bagnata di fresco di una tomba aperta. Eppure, eravamo stranamente incapaci di smettere di mangiare finché non fu consumato fino all'ultimo, inquietante gambo.
Quella notte, il vero orrore ebbe inizio.
I nostri sogni divennero rutilanti e cominciarono a dispiegarsi in visioni distorte: non vedevamo più volti umani, ma un'infinita distesa di campi arati sotto un cielo cupo e opprimente, color sangue, e il suono di una vanga che colpiva la terra dura incessantemente e, ogni tanto, si levavano orrendi rumori di risucchio
Al risveglio, i nostri riflessi nello specchio ci apparvero distorti, mentre le nostre ombre si allungavano in modo innaturale, muovendosi con una volontà propria e sprigionando sinuosi tentacoli e viticci.
Sentivamo il bisogno irrefrenabile di tornare in quel bosco, di cercare l'origine di quella pianta maledetta che, così incautamente, avevamo ingurgitato
Guardando i nostri riflessi distorti nello specchio, avevo l’impressione che non fossimo più noi e che ci stavamo trasformando in qualcosa di altro, che cioè non si trattasse di una semplice dispercezione ma che noi stessi, in ogni nostra fibra fossimo in via di metamorfosi
Un'orribile ed indicibile trasformazione, invero, come essere diventati dei putridi vegetali marcescenti dalle fattezze ancora vagamente umane
Ah! Quel broccolo di provenienza oscura ci aveva corrotto irrevocabilmente, prima con il suo richiamo e poi indicendoci a nutrircene, al di là di ogni ragionevole prudenza.

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20 novembre 2025 4 20 /11 /novembre /2025 11:45
Cielo blu con nuvole (foto di Maurizio Crispi)

Io non salto
Tu salti?
C’è invero qualcuno che as-salta
(una speciale categoria di saltatori
più aggressiva)
Salta tu,
che salto anch’io
Chi non salta in compagnia
o fa il ladro o fa la spia
Tutti saltammo a stento
Il saltator cortese
Il saltator stizzoso
Il saltator benevolo e quello malevolo
I saltatori al buio 
I saltatori nel buio
E ci son anche i saltatori in basso
e al ribasso 
E quelli che si limitano a saltar di lato

Salta tu,
che salto anch’io
Chi non salta in compagnia
o fa il ladro o fa la spia
Tutti saltammo a stento
I saltatori al buio 
I saltatori nel buio
I saltatori bendati e ciechi,
come la Fortuna
E ci son anche i saltatori in basso
e al ribasso 
E quelli che si limitano a saltar di lato

Ci sono i saltatori-grilli
e quelli che saltano 
come cavallette esaltate
e, mentre si divertono,
infastidiscono il prossimo
E vogliamo parlare
di coloro che saltano il fosso,
sfidando la sorte? 
E che talvolta saltano anche la fossa,
mentre i becchini 
sono intenti a scavarla?
Non dimentichiamoci, poi, 
dei saltatori di banchi
che, nei secoli, 
son divenuti i saltimbanchi,
a volte impropriamente
paragonati con gli stambecchi

Vorrei qui menzionare i saltalamerda,
che, cioè, son coloro che camminano saltando 
per evitar di calpestare barocchi riccioli di merda
abbandonati lungo la via
Abbiamo anche i saltimbocca, 
ma questa genìa di saltatori
è considerata un po’ invadente, 
il perché è evidente
Aggiungerei qui 
anche quelli che saltano di gioia
e quelli che saltano, 
perché il loro cammino
è un letto di tizzoni ardenti,
ma poi ci sono quelli 
che ci hanno fatto l’abitudine
ed anche sul terreno più urente
camminano come fosse niente

Ci son quelli presi dal salto di San Vito
parente stretto dell'omonimo ballo
e che saltano sino a stramazzare al suolo,
come cavalli uccisi dalla fatica

Infine, a coronare il tutto,
non possiamo non menzionare
quelli che amano il salto al buio
e nel buio, 
costi quel che costi,
ma anche i saltatori nel vuoto
che sono vieppiù amanti del pericolo

E qui mi fermo e più non dico
e anch’io prendo a saltare
salto salterino 
salto salterino 
salto canterino
e tutti giù per terra!

Ridicoli e demenziali

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18 novembre 2025 2 18 /11 /novembre /2025 11:42
uovo sodo (dal web)

Ho dormito sodo, 
come un uovo sodo.
Sarà perché iersera 
mi son fatto un bel brodo,
con l’ultimo esemplare di Dodo,
che qualcuno aveva catturato di frodo,
lasciandolo appeso a frollare ad un chiodo,
ma senza fare il nodo
Ecco, proprio lì, 
dove il pescatore di frodo
aveva lasciato la sua rete, 
piena di pesci per il brodo
(che non avrebbe dovuto 
pescare in codesto modo), 
il gatto di casa avea ldeposto,
senza ritegno, 
il suo bel comodo


È stato, direi, 
un bell'accomodo,
molto comodo, 
per far le cose semplici 
e a modo,
ma vorrei qui dire 
che rispetto a quel Dodo 
cotto in brodo,
pur sempre preferisco 
un ovetto sodo,
innaffiato 
con un’Oransoda Crodo
(todo modo
un crodo dopo crodo,
l’é proprio un bel modo),
e magari accompagnato anche 
da un bel tozzo 
(di quel buon pane fatto in casa), 
con un top di marmellatina d’arancia,
come quella che mia nonna 
faceva un di’
con le arance belle sode
colte nel suo giardino
proprio lì, a Tortolì,
un vero e proprio lodo 
al buon gusto, todo modo,
senza condono

Evviva il magnifico brodo
(ma non di Dodo)
del buon tempo antico!

Evviva l’ovo sodo!

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15 novembre 2025 6 15 /11 /novembre /2025 11:24
Le chiavi smarrite (foto di Maurizio Crispi)

Cose che capitano!

Stamane mi accingevo ad uscire molto presto per andare in campagna e stavo impazzendo, letteralmente, perché non riuscivo più a trovare le chiavi della macchina 
Le ho cercate dovunque per mari e per monti, per laghi e per fiumi, per stelle e per pianeti, persino rovistando nelle più lontane galassie, anche perché ieri sera, rientrando a casa non le avevo messe al loro usuale posto, che è un piccolo gancio portachiavi nei pressi della porta d’ingresso.
E niente da fare, non potevo proprio trovarle! 
Con molto fastidio, mi accingevo dunque ad uscire prendendo la chiave di riserva che se ne sta appesa solitamente a quello stesso gancio e vado per mettermela al collo
Le chiavi della macchina, sia quella principale sia quella di riserva sono fornite di un cordone colorato che le rende più visibili 
E mentre faccio ciò di cosa mi accorgo?
Che la chiave che andavo cercando ce l’avevo già appesa al collo e che lì era stata per tutto il tempo della mia ricerca!

Tapino me!
Me Tapino!

Cose che, per fortuna, non capitano solo a me...

 

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18 ottobre 2025 6 18 /10 /ottobre /2025 10:50

Una zazzera di capelli
incolti e ingrigiti anzitempo
che incoronano un’ampia chierica

Giacca informe e cascante
e pantaloni altrettanto sformati,
indumenti che sembrano stantii e polverosi

Ti immagini che abbia la fiatella
e che odori di pelle vecchia

Spalle incurvate e cascanti
Andatura strascicata,
da vecchio,
un po’ traballante ed incerta

Ci manca solo la pipa da mostrare
E potrà dire:
"Non mi riconosci?
Sono uno psichiatra vecchia guardia"

Maurizio Crispi (18 ottobre 2025)

foto di ROBERT HUFFSTUTTER

Sono indubbiamente tanti i clichè che circondano la figura dello psichiatra o dello "strizzacervelli" o anche dello psicoanalista, nella nostra cultura.

Per esempio nel film di Woody Allen, "Stardust Memories" (Ricordi) del 1980, si ritrova una sequenza onirica, surreale e divertente, in cui il personaggio interpretato da Woody Allen (Sandy Bates) sta inseguendo una creatura pelosa che gli ha rapito la madre. Per fermarla, tira fuori un oggetto e grida:
"Fermo! Sono uno psicoanalista! Questa è la mia pipa!" 
È una battuta classica del suo umorismo, che prende in giro lo stereotipo dello psicoanalista che usa la pipa come simbolo indiscusso di autorità, competenza e, in questo caso, come una sorta di "distintivo" o credenziale per farsi riconoscere e rispettare.


Oppure possiamo citare una celebre gag del comico italiano Gigi Proietti.
La battuta fa parte di un famoso sketch teatrale in cui Proietti interpreta un improbabile "psichiatra-stregone", che accoglie il paziente dicendo, con tono enfatico e quasi a voler rassicurare sull'ufficialità della sua professione:
"Allora, lo vuole un caffè? Prego si segga… Ah, e poi, sa, io sono uno psichiatra! Ho la pipa!"
La comicità nasce proprio dall'associazione stereotipata tra la professione dello psichiatra e l'uso della pipa come simbolo di autorevolezza e serietà professionale.

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12 febbraio 2025 3 12 /02 /febbraio /2025 13:39
Il grande Blek (foto di Maurizio Crispi)

Ero in copisteria, con il cane al guinzaglio: il mio grande Blek (o Black, qui mi piace scrivere il suo nome così, come quello del personaggio dei fumetti)
Entra uno, anziano (è veramente strana la percezione che ho degli altri. Tecnicamente sono io quello "anziano", visto che la mia età raggiunge i tre quarti di secolo. Eppure nel mio rapportarmi ad altri, io li vedo "anziani", anche quando sono sicuramente più giovani di me)
Il tipo, appena entrato si rivolge al cane che, con la sua mole cospicua, occuppa gran parte dell'esiguo spazio riservato alla clientela)
Dice qualcosa, niente di che
Non sembra granché intimorito, piuttosto il suo fraseggiare sembra minzigghiusu e di moine verbali
Nell'attesa, il tipo - continuando ad esprimersi con quel suo borbottio benevolo -  s'accomoda su di una sedia disponibile per i clienti
Gli dico che mi sembra abbia molta dimestichezza con i cani
Mi era sembrato che il suo comportamento  e il suo modo di rivolgersi alla bestiola (se così si può dire) denotassero proprio questo
Vorrei chiedergli se abbia dei cani a casa
Ma non lo faccio
Mi risponde che no, tuttaltro!
Ha avuto brutte esperienze con i cani, in effetti, aggiunge

E prende a raccontare
Da piccolo sono stato azzannato da un cane qui e indica il suo collo
Gli avevo tirato un sassolino - era un cane di mannara - e lui mi ha assalito
Mi sono scantato, non è arrivato a farmi davvero male
lo hanno preso e lo hanno allontanato da me
Però dopo qualche giorno, mi hanno portato in un posto a farmi fare la maària per levarmi lo scantu
Ma non è finita qui 
Dopo qualche tempo ero a casa di mio zio
E c'era una capretta legata fuori, ad un paletto, con la corda lunga per potere pascolare, muovendosi attorno sul prato
Mio zio la sentiva lamentarsi e non la finiva più
Belava, belava
Lo zio è andato a vedere
La poverella era attorniata da un branco di cani inselvatichiti che la attaccavano a ripetizione
E lei non poteva fare nulla per difendersi e nemmeno poteva tentare di fuggire via (poichè era legata ad una cima di corda)
Mio zio ha visto che le avevano sbranato le mammelle ed era per questo tutta insanguinata con il sangue che imbrattava il suo pelo candido
Allora che ha fatto mio zio?
E' salito in casa, ha preso il fucile, è ridisceso e ha sparato alla capretta per liberarla da quell'indicibile sofferenza
Avrebbe voluto anche sparare a quei cani inselvatichiti, ma quei bastardi allarmati dalla fucilata, nel mentre, erano fuggiti via
Nel corso della mia vita ho capito - anche a causa di questi eventi - che ci sono cani di cui è bene non fidarsi, mentre altri invece sono dei cani trattabili, a cui ci si può avvicinare, li si può toccare
M soprattutto bisogna temere quelli che, dopo essere stati con gli umani, poi si sono inselvatichiti
Da quelli bisogna stare lontani
Nel corso del suo racconto, il signore è stato lieve e sorridente, quasi affabile
Eppure la sua narrazione tra azzannata al collo e capretta sbranata viva e poi abbattuta con un colpo di fucile, erano dettagli grandguignoleschi e trasudavano orrore
Avrei preferito non essermi dovuto addentrare nell'ascolto d'una simile narrazione e il suo narrare mi ha trasmesso in effetti un senso di disagio
Ero quasi pentito di averlo stuzzicato al raccontare di sé
Eppure quel signore, pur narrando di simili orrori, era quieto e sorridente

Evidentemente ho pensato la maària che gli avevano fatto da piccolo aveva funzionato e lu scantu gli era passato definitivamente, trasformandosi in qualcosa d'altro, fors ein una quieta capacità di affabulazione senza pesantezza e senza strascichi di fobie orientate indiscriminatamente su tutti i cani del mondo

Ci sono cani e cani... e bisogna sapersi guardare

 

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8 febbraio 2025 6 08 /02 /febbraio /2025 05:14

Un anno fa questo scrissi, ispirato dalla voglia incontenibile di merendine pomeridiane di mio figlio Gabriel

Maurizio Crispi (8 febbraio 2024)

Arancia abbandonata in un anfratto (foto di Maurizio Crispi)

Merenda, merenda
Voglio la merenda

Merenda sì, merenda no
Merenda sì, sì, sì, sì 
Sìiiiiiiiiii, nooooooooo,
SÌ!
Io merenderò, merenderò 
Il Merendero l’è un gran bandidero
È sempre merenda
Ogni momento è buono per far merenda


Merenda dolce, 
merenda salata, questo l’é
un gran dilemma
Panino con la Nutella
Panino con la mortadella
Fettine di salamella 
Una bella ciambella
ma anche un’arancinella bella
ma anche la bella salsiccia
o i würstel giganti
con la maionese 
Biscottini e patatine,
ma anche pancetta abbrustolita,
ovetto sodo,
ovetto al tegamino,
piatto di pasta fumante
Pane con l’olio
Pane abbrustolito con lo zucchero 
Una banana,
due banane,
tre banane
Mela che mela
Ora me la mena la mela
Mela bollita,
mela cotta nel forno


Ho fame, fame, fame,
molta fame,
tanta fame,
è sempre tempo di far merenda,
il mondo intero fa merenda,
il mondo in una merenda,
il mondo è una merenda
Merenda delenda
Merenda for ever

Amen

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21 gennaio 2025 2 21 /01 /gennaio /2025 09:52
Tunnel di alberi capitozzati (foto modificata di Maurizio Crispi)

Ho sognato che avevo un lavandino di casa con lo scarico intasato, tanto intasato che non passava più nemmeno una goccia d’acqua
(in altri termini, per dirla in siculo latino, lo scarico del lavandino era bello attuppato)
Provavo e riprovavo a sturarlo, ma nessun risultato ottenevo 
Sempre nel sogno, dal Ferramenta andavo e lì compravo un Mister Muscolo e l’applicavo, ma con modesti - per non dire insignificanti - risultati 
Un po’ d’acqua se ne andava, sì, ma il resto continuava a ristagnare ed io ero sempre più indispettito 
Allora, andai da un altro Ferramenta al quale dissi: Voglio uno sgorgante di prima qualità, uno sgorgante che apra tutti i condotti! 
E quello mi condusse in un angolo riposto del suo negozio fornitissimo e mi indicò una serie di flaconi tra i quali uno color grigio ferro e, indicando proprio questo, mi disse: Questo è di prima scelta, questo è lo sgorgante per professionisti; tutti gli altri, proseguì, indicando con un ampio gesto quelli di altre marche, sono solo acqua fresca. Se lei vuole buttare i suoi soldi compri uno di questi, ma se veramente vuole ottenere un risultato allora deve comprare questo qua, concluse, ritornando ad indicare il primo prodotto che mi aveva indicato.
La sue perorazione mi convinse appieno  e così, di quello dato per efficacissimo in quei contenitori grigio ferro, ne presi ben due! Non si sa mai, mi dissi!
Il negoziante solerte, mi raccomandò di fare attenzione perché si trattava di un prodotto a base di un  acido potentissimo
Mi disse che nell’aprire il flacone dovevo proteggere le mie dita con dei guanti e aggiunse anche che lo dovevo versare nello scarico del lavandino, ma ben girato di spalle, allo scopo di evitare che ritorni esplosivi di acido vaporizzato e sulfurei schizzi potessero danneggiarmi gli occhi, il cuore o i polmoni o altre parti sensibili
Per essere più incisivo mi disse anche: Giusto una settimana fa hanno portato un ragazzo al pronto soccorso a causa di ciò e il povero cristo è dovuto rimanere ricoverato per ben cinque giorni prima di ripigliarsi!
Me ne andai, convinto di avere ben speso i miei soldi, ma non senza qualche preoccupazione che qualcosa potesse andare storto
Arrivato a casa, dopo essermi bardato di tutto punto, aprii il primo flacone e lo versai tutto nel lavandino, seguendo accuratamente le istruzioni che quel venditore cortese mi aveva impartito (girato di spalle, senza guardare, etc, etc) 
Dopo averne versato tutto il contenuto, rimasi lì, ad attendere, sempre girato di spalle e senza osare guardare; improvvisamente, dopo una serie di gorgoglii e sfiati sempre più distanti da me, cominciai a sentire un puzzo diabolico e devastante di mefitici vapori ammoniacali e di acidi ribollenti, un puzzo greve, intollerabile, miasmatico, tale da farmi pensare che sarei potuto svenire da un momento all’altro
Mi feci forza e mi girai e, malgrado le esortazioni del negoziante, sentendomi un po’ come il biblico Lot (la cui moglie contravvenne all'ordine del suo Signore e si volse indietro a guardare la distruzione delle due città del peccato), mi decisi a sbirciare alle mie spalle 
Cosa vidi mai?  
C’era, si, il lavandino, ma solo quello!
Tutto il resto del mondo era scomparso, 
disciolto dalla potenza di quello sgorgante
Andato!
Gone!
Scomparso!


Potenza di quello sgorgatore e dell'astuto venditore, 
forse meglio della bomba atomica!
Meglio della fusione dell'Idrogeno!


E c’era solo quel lavandino fluttuante 
nel vuoto cosmico e io accanto a lui, 
con il flacone del talentuoso 
e portentoso sgorgante ormai vuoto 
Gaza
Netanyahu e la sua follia
L’Ucraina
Putin il vilain
Put-in-the-bin
Trump e la sua tracotanza
Lo sconvolgimento climatico
La Meloni con i suoi accoliti
Tutto digerito dall’acido
Tutto cancellato via


Ma è rimasto solo quel lavandino
non più intasato di casa mia
Il mondo ridotto ad un lavandino


Ma come sarebbe il mondo 
ridotto ad un solo lavandino,
sia pure sgorgato?


Passerò - son certo di ciò - molti anni a venire 
ad arrovellarmi e a riflettere, 
alla ricerche di risposte soddisfacenti


Intanto dovrò accontentarmi del lavandino sgorgato!
E' già qualcosa, no?


Dissolvenza

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Mi Presento

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  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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