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18 aprile 2026 6 18 /04 /aprile /2026 09:35
Foto scattata negli anni Sessanta, in un fine settimana a Piano Zucchi (foto di Maurizio Crispi)

Papà era un appassionato camminatore in montagna e amava le Madonie.
Negli anni Sessanta, andammo spesso al Rifugio del CAS di Piano Zucchi e trascorrevamo lì il fine settimana, sia in Inverno sia in Primavera.
Andarci era una piccola impresa, perchè ancora non esisteva l'autostrada e arrivare sin lì in auto era un gran viaggio, con imprevisti e rallentamenti.
In queste nostre gite venivano sovente coinvolti i miei cugini, qualche volta anche un mio compagno di scuola.
Alla sera del sabato, sfruttando l'ultimo barlume di luce prima del tramonto, giusto per entrare nel mood facevamo una piccola escursione su fino a "Piano Formaggio" (mi ricordo che si schiamasse così, anche se potrei sbagliare) oppure sino al bevaio, un po' più su in una forra dove si discendeva dalla strada asfaltata che saliva verso Piano Battaglia.
Questo era solo l'antipasto
Poi, la domenica si facevano grandi escursioni avendo Piano Zucchi come punto di partenza, con papà come conduttore e "capo branco".
A volte facevamo tutto il percorso sino a Piano Battaglia, qualche volta deviavamo verso Monte Cervi oppure verso la Grande Antenna. Quando arrivavamo alla nostra meta c'era appena il tempo di un breve riposo e subito iniziava la via del ritorno che, essendo tutta in discesa, si percorreva a passo sveltissimo, se non addirittura al piccolo trotto.
Mio padre era un camminatore instancabile, quasi militaresco nel suo piglio e non ci concedeva tempo per stare a ciondolare. Le soste erano ridotte al minimo indispensabile e poi riprendevamo, giusto per non perdere il ritmo.
Papà era anche un camminatore felice (secondo me) e il suo piglio lo faceva ritornare di anni indietro probabilmente alle lunghe marce del suo servizio militare, nell'anteguerra (come si usava allora).
Al ritorno da queste nostre escursioni il passo era svelto e man mano che ci avvicinavamo acceleravamo il ritmo perchè sentivamo l'odore della stalla e del buon fieno che ci attendeva (che, nello specifico, era costituito dai lauti pasti predisposti dall'anziano Turi Moavero, allora gestore del rifugio di Piano Zucchi).
Queste camminate con mio padre sono state di grande efficacia nell'insegnarmi ad essere resiliente e quanto ho appreso l'ho trasferito successivamente nella mia passione per le corse di lunga durata.
Penso che in quel periodo io fossi oltremodo contento di quello che facevamo e di questo contatto con la natura.
A quei momenti ci penso adesso con maggiore consapevolezza, se - aiutato da foto ed istantanee, mi ritrovo a volgere uno sguardo retrospettivco al quel periodo: forse, allora, quelle cose le vivevo e basta, senza chiedermi nulla, senza interrogarmi, senza riflessioni.
Vivevo semplicemente quelle esperienze senza auto-osservarmi. Da ragazzi siamo ancora come bestioline che non si chiedono perchè, il più delle volte.
Era, quella, la mia vita vissuta e inconsapevole.
Tutte quelle cose erano il mio orizzonte
Poi, era molto bello il fatto che ci fossero sempre tanti altri con noi e direi, soprattutto, i miei due cugini Maria Patrizia e Gianfranco con i quali siamo cresciuti come fratelli. 
Salvatore in questi fine settimana in montagna era sempre con noi, anche se non poteva partecipare alle escursioni, ma era sempre un po' al centro di tutto.

Ecco, questo era uno degli aspetti del buon vecchio tempo andato...

 

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16 aprile 2026 4 16 /04 /aprile /2026 07:20

Passeggiata mattutina
sotto la pioggia
Cielo plumbeo
Freddino
Pozzanghere vaste come piccoli laghi
Gli augeletti tacciono,
forse intimoriti
Solo io cammino,
esposto agli elementi
Per il resto nessun altro,
nemmeno per sbaglio
Eppure ad Est la coltre grigia
si apre e si tinge di rosa

Maurizio Crispi (15 aprile 20026

Pioggia e sereno (foto di Maurizio Crispi)

Pioggia e sereno (foto di Maurizio Crispi)

Piove a dirotto
Lampi che accendono tutto
di una luce livida e spettrale
Tuoni come un rullio di tamburi,
e ogni tanto un suono più lacerante,
come si aprisse la volta del cielo
Un mattino freddo ed è come fossimo d'inverno,
come d'inverno non è stato
Anche questo sarà parte del cambiamento climatico,
suppongo

Pioggia (foto di Maurizio Crispi)

Pioggia (foto di Maurizio Crispi)

Piove e ripiove
Due o anche tre sotto l’ombrello
per non parlar del cane
Il parapioggia é oggetto
che vincola e unisce
Due sotto un ombrello
sembrano meno soli
come piselli nel baccello
Figuriamoci poi una moltitudine intera
sotto un unico ombrello

Maurizio Crispi (13 aprile 2026)

Sotto l'ombrello (foto di Maurizio Crispi)

Sotto l'ombrello (foto di Maurizio Crispi)

Foto di Maurizio Crispi)
Foto di Maurizio Crispi)
Foto di Maurizio Crispi)
Foto di Maurizio Crispi)
Foto di Maurizio Crispi)

Foto di Maurizio Crispi)

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25 febbraio 2025 2 25 /02 /febbraio /2025 14:03
Il passeggero (foto di Maurizio Crispi)

Ed ecco il semprepresente compagno di viaggio
Il misterioso passeggero è sempre lì a tenermi compagnia o a fare la guardia mentre io non ci sono
È una perturbante sentinella, si potrebbe dire
L’altro giorno, avevo parcheggiato l’auto vicino ad una scuola primaria: quando sono andato a prenderla era già orario di uscita e c’erano tante mamme con i bambini che sciamavano lungo la strada
Mentre mi avvicinavo all’auto una di queste mamme con i due figlioletti, accingendosi ad incrociare la mia auto parcheggiata, ha lanciato uno sguardo all’interno dell’abitacolo e ha avuto una reazione di sorpresa, mista forse ad un po’ di paura (un coccolone…): una reazione che si è tradotta in un leggero sobbalzo
Rivolgendosi ai due figli ha detto loro:  “Questa macchina mi fa paura!“ e, a passo svelto, ha tirato innanzi
Io nel mentre sopraggiungevo e quindi la mamma paurosa, con la coda  dell’occhio, mi avrà sicuramente visto mentre entravo nell’auto di paura 
Chi sa cosa avrà pensato di me!
Che anch’io le facevo paura, poiché condividevo la mia auto con un simile inquietante personaggio?

Quando vado in campagna, l’auto la metto solitamente  in un posto che si trova nel percorso che devo compiere da casa al magazzino, dove tengo gli attrezzi e tutto quello che serve.
Quando scende la sera, spesso vado sino al magazzino per accendere delle luci notturne e per chiuderne la porta
Nel fare questo, mi trovo frequentemente a passare accanto alla mia auto, quasi sempre sovrappensiero 
Al passaggio, nella semioscurità mi sembra di scorgere un occupante nella macchina  (che in campagna lascio sempre con gli sportelli non chiusi con la serratura) e sobbalzo, con il cuore in gola per la paura, e mi dico: Ma chi è costui?
Poi mi ricordo e mi dico: “Ah, vabbé, è il passeggero misterioso e taciturno! E' quello là
In effetti, il compagno di viaggio é anche un deterrente per i male intenzionati ed un guardiano

 

Ma da dove arriva il misterioso ed imperturbabile passeggero?
Cu ci u purtau?

Forse un anno fa al tempo di carnevale Gabriel era andato alla festa di Carnevale della scuola con una maschera ed era proprio questa: Dalì, la celebrata maschera degli artefici della grande rapina alla banca ne "La casa de papel".
All'uscita da scuola, uno di noi due - e non ricordo più di chi sia stata l'idea - volle mettere la maschera sul poggiatesta.
E da allora non si è mossa più
Mi ci sono affezionato.
E Gabriel per di più mi dice: Papà, tienile lì con te, così ti fa compagnia quando viaggi!
E quella che era una semplice maschera è diventata qualcosa di più: un passeggero misterioso, un compagno silente, un guardiano e tanto altro ancora, onnipresente, totipotent

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20 gennaio 2025 1 20 /01 /gennaio /2025 11:27

A volte Facebook e i social sono un autentico scrigno di tesori, dove si trovano proprie cose scritte estemporaneamente e poi lì abbandonate e dimenticate. Come è il caso di questa piccola storia che riguarda il ritrovamento di un elefantino abbandonato e alcune nefaste conseguenze che, a torto o a ragione ad esso attribuii. Da questo piccolo racconto si vede bene che il pensiero magico è sempre presente in noi ed è ben difficile che la razionalità possa estirparlo del tutto!

Maurizio Crispi (20 gennaio 2010)

Guanto di latex e foglie secche (foto di Maurizio Crispi)

Una volta ho raccolto da terra un elefantino di peluche
Era piccolo piccolo: stava confortevolmente nel palmo della mia mano chiusa a pugno
L'ho portato a casa, l'ho lavato e strigliato ben bene e l'ho messo ad asciugare
Quindi l'ho mandato per posta ad una mia amica, accompagnandolo con una lettera che era, a tutti gli effetti, una richiesta di adozione da parte di un elefantino smarrito e trovatello
Il plico arrivò a destinazione, ma purtroppo aperto e depredato proprio del povero elefantino del quale da quel momento si sono perse le tracce
Chi sa adesso su quali sentieri del mondo starà girovagando, tutto solo e ramingo?
Questa storia per arrivare al punto cruciale: dopo averlo raccolto e maneggiato, tempo due giorni, fui invaso da un prurito irrefrenabile in ogni parte del corpo, ma quello più penoso era nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. Passavo ogni notte, per quasi quindici giorni, a grattarmi irrefrenabilmente, insonne. E più mi grattavo più il prurito arrivava a vertici di insostenibilità. Cominciai a fantasticare che quell'elefantino fosse stato abbandonato a bella posta da qualche scienziato folle, dopo averlo intriso di batteri e virus da testare come armi biologiche (avevo letto poco tempo prima un medical thriller proprio incentrato su questo argomento)
Con il mio collega medico giungemmo alla conclusione che, probabilmente, si era trattato di un'infezione virale di tipo neurale, in forma blanda, partendo dall'osservazione che non vi erano i segni tipici (a livello locale) delle manifestazioni di tipo allergico, insomma una neuropatia diffusa di tipo virale
Poi a poco a poco, la sintomatologia si ridusse fino a scomparire del tutto
Ora non vorrei sbagliarmi ma cominciai a prendere anche del cortisone, dopo aver tentato, ma invano di lenire i sintomi, con gli antistaminici…
Ma il ricordo di quei giorni terribilmente pruriginosi è per me rimasto indelebile
Siccome, però, il lupo perde il pelo ma non il vizio, io continuai a raccogliere tutte quelle cose abbandonate per strada (purchè fossero di decente aspetto) che attraessero la mia attenzione, avendo l'accortezza di maneggiarle - prima del rituale (ed obbligatorio) lavaggio - con una certa cautela
Ancora non mi è capitato di imbattermi in un abito di latex con borchie sadomaso, ma non dispero, sono certo che prima o poi anche questo incontro si avvererà…
Una pura curiosità: quel guanto di latex della foto, l'ho ritratto a nemmeno dieci metri di distanza dal punto in cui quasi tre anni fa avvenne il rinvenimento dell'elefantino di peluche
E aggiungerò che stavolta mi sono ben guardato dal  toccare il reperto e semplicemente sfiorarlo, per timore di una ulteriore e letale contaminazione

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16 gennaio 2025 4 16 /01 /gennaio /2025 06:27

Ecco che da mio figlio Gabriel
sono stato beccato in flagranza di sonno improvviso!

Maurizio Crispi

Beccato! (foto di Gabriel Crispi)

Colto dal sonno
mentre digitavo un whatsapp,
probabilmente
e rimasto bloccato in quella postura,
come fossi sveglio

Nella foto sono dormiente e con gli occhi chiusi,
eppure sembro ancora affaccendato 
in ciò che stavo facendo
Mio figlio ha faticato
a togliermi l’iPhone dalla mano
perché non cadesse, dopo

Mi ha detto che, benché dormiente,
io mi opponevo e facevo resistenza

Con un libro che leggo la sera,
di frequente mi capita la stessa cosa
Rimane bello diritto 
davanti ai miei occhi
E potrei continuare a dormire così per ore

E guai a togliermi il libro dalla mano!

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6 gennaio 2025 1 06 /01 /gennaio /2025 14:13
Foto Michelacci

L'arrivo a Faenza dopo aver percorso i 100 km che la separano da Firenze, attraversando l’Appennini, é stato sempre profondamente emozionante
Ogni volta ho avuto la consapevolezza di aver compiuto un'impresa importante
Sapevo anche che avrei voluto riprovarci, 
senza però sapere con certezza se ci sarei riuscito di nuovo alla prossima tornata
Ho partecipato da runner 15 volte alla Cento del Passatore e sono stato finisher al traguardo di Faenza 8 volte. 
Ho smesso di correre prima di arrivare per la nona e decima volta a Faenza e conquistare così l’ambito riconoscimento dei dieci arrivi a Faenza
Il mio compianto amico Enzo ci è riuscito, pur avendo iniziato dopo di me a percorrere queste strade

La foto si riferisce alla 100 km del Passatore - Firenze-Faenza svoltasi nel1995 tra il 27 e il 28 maggio. Questa partecipazione vide la mia seconda migliore prestazione cronometrica all time (alla mia terza partecipazione): feci un po' meglio l'anno successivo quando conclusi in 13h02'. 
Qui tagliai il traguardo a Piazza del Popolo di Faenza in 13h12'28.
Ma anche di questa Cento ho un bellissimo ricordo
Parti questa volta senza niente con me e senza depositare dei ricambi al 50° km. Solo una T-shirt ritagliata che entrava tutta ripiegata nel marsupio (unico mio bagaglio). 
Come sempre ero senza assistenza: ho sempre pensato che la 100 km la si debba correre da soli, nudi e crudi, senza aiuti esterni oltre a quelli che ti offre l'organizzazione.

Foto Francesco Michelacci

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27 dicembre 2024 5 27 /12 /dicembre /2024 13:32
Il venditore di ombrelli pigro e poco convincente (foto di Maurizio Crispi)

Mondello, 27 dicembre 2009 - Dopo due giorni di temperatura mite, si è scatenato il diluvio
E, come sempre accade, queste piogge "monsoniche" attirano immediatamente i venditori ambulanti di ombrelli (che praticano dunque una vendita specialistica "mono-articolo", al bisogno

Analogamente, se ci fosse un'epidemia di lombosciatalgie e tutti andassero in giro sciancati sarebbero subito pronti ad offrirti vasetti di balsamo di tigre ed altri unguenti)
In questo caso, il venditore ha utilizzato la panchina disponibile come banco da esposizione, ma - poiché pioveva a dirotto - si è rifugiato al caldo in macchina, rinunciando dunque a fare da testimonial dell'articolo da lui proposto
Un venditore assai poco convincente, perché non è disposto a mettersi in gioco in prima persona
Sono convinto che oggi gli affari, al venditor di ombrelli che non ha voluto dare testimonianza della bontà della sua merce, non siano poi andati così bene

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23 dicembre 2024 1 23 /12 /dicembre /2024 16:10
Foto non mia, “Alba a Gavirate”, 23 dicembre 2011

Foto non mia, “Alba a Gavirate”, 23 dicembre 2011

Il rosa delle nuvole
il blando arancione sulla linea dell'orizzonte
il buio della notte che va in dissolvenza
(ma ce ne sono ancora tracce, nel blu più scuro in alto)
una soglia tra la notte e il giorno,
tra l'oscurità fredda che accende paure ancestrali
e la vita che, ciclicamente, risorge
Ma c'è anche in questi tenui colori
l'annuncio della Primavera che verrà
dopo il Solstizio
e dopo l'immersione profonda
nelle brume dell'Inverno

Aftermath

Maurizio Crispi

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20 dicembre 2024 5 20 /12 /dicembre /2024 16:26
Incontro con la befana (foto di Maurizio Crispi)

Whoops!
La befana è arrivata in anticipo quest’anno!

Così ho pensato quando l’ho vista

Era lì che guardava il mondo con la sua scopa in mano dalla bocca di un cassonetto per la raccolta differenziata degli abiti dismessi
Forse Befana c’era entrata dentro per trovare qualche straccio colorato e rinnovare così il suo misero guardaroba 
Che ci fai tu là?, le ho chiesto
Eh eh eh!, ha ridacchiato la vecchina, mostrando una bocca sdentata sotto il naso adunco
Vado di fretta adesso, le ho detto, Sto andando a prendere mio figlio a scuola
Di ritorno, ti prendo e ti porto via con me
Eh eh eh!, ha di nuovo ridacchiato Befana, Fai come ti pare!
Ma non so se mi troverai ancora qui!
In effetti, al mio passaggio di ritorno, Befana non c’era più 
Sono certo che fosse volata via sulla sua scopa

L’incontro magico è avvenuto a Palermo, in via Papireto 

Un incontro anzitempo con la befana
Un incontro anzitempo con la befana
Un incontro anzitempo con la befana
Un incontro anzitempo con la befana
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2 dicembre 2024 1 02 /12 /dicembre /2024 04:59

Malinconia struggente, tristezza, solitudine Eppure, lontano, un angolo di cielo si sta rischiarando Bisogna attendere
Forse, ritornerà il sereno.
Me lo auguro!
Non mi piace star fermo con questo gelo che mi penetra nelle ossa e mi fa sentire fragile come un cristallo, pronto ad incrinarsi al minimo sussulto

Maurizio Crispi (2 dicembre 2009)

Una traccia pubblicata su Facebook il 2 dicembre 2009, saltata fuori come “ricordo” con l’algoritmo

Maurizio Crispi

Ricordo di Halloween (foto di Maurizio Crispi)

Sono un ricordo di Halloween 

Nessuno mi vuole piú

Mi hanno lasciato solo, al freddo, esposto alla pioggia 

Prima, la mia vita era stata una bella festa, vedevo tanti bimbi ciarlieri attorno a me

Non immaginavo che, senza alcun preavviso sarei stato considerato una vita di scarto e gettato via con tanta indifferenza
I miei occhi vuoti non vedono più niente nuovo
Ma ho scoperto il modo di trarre consolazione da questa nuova esistenza che mi rimane - anche se non so per quanto tempo ancora
Guardo il cielo, così alto ed immenso sopra sopra di me, e le nuvole che, a volte, viaggiano come fiocchi cotonosi simili a pecorelle e che, altre volte, si addensano minacciose, incutendomi timore
Guardo il sole nel suo ciclo giornaliero e qualche volta la sua radiosità mi fa male, perchè sono una creatura della penombra.
Guardo la luna benevola e le stelle di cui è tempestata la volta celeste, di notte
E tutto questo mi tiene compagnia
Ora sei arrivato con quella macchinetta fotografica e mi hai salvato: anche se il mio corpo di carta si dissolverà presto, la mia immagine sopravviverà per molto tempo ancora
Grazie, amico sconosciuto, per avermi preso con te!

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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