Qyesto sogno è del 10 gigno 2024, un periodo in cui il mio laoro onirico era florido e costante.
Quasi ogni giorno ne avevo uno da trascrivere. ed anche, a volte, più di uno a notte.
E' una cosa che non mi capita al giorno d'oggi, quando - invece - i sogni mi arrivano con il contagocce e con molta parsimonia.
Questo sogno non l'avevo ancora riportato nel mio blog. Ed ora eccolo qua.
È uno di quei giorni in cui mi tocca andare al lavoro nella comunità per picchiatelli e strizzacervelli
Mi dice la mamma di Gabriel al telefono che lei non potrà tenerlo perché ha delle lezioni extra da fare e che lui, dunque, dovrà stare con me
Partiamo e facciamo il viaggio alla volta della comunità
Dovremmo essere in auto, vista la distanza (nella realtà), ma nel sogno viaggiamo a piedi
Camminiamo e camminiamo
A volte, trasporto Gabriel sulle spalle per farlo riposare
Altre volte, invece, lui cammina accanto a me senza farsi pregare e, intanto, chiacchieriamo
Alla fine arriviamo: è stato davvero un lungo percorso!
La comunità che appare ai miei occhi è totalmente diversa da quella che avevo lasciato il giorno prima
Mi appare grandissima, enorme, vasta, piena di stanze e anfratti
Tutto é modificato, cambiato, trasformato
Entriamo e c’è un’enorme varietà di locali, tutti confusi e in disordine
É come se fosse stato fatto di recente un trasloco, oppure come se fossero stati consegnati dei nuovi arredi che devono essere ancora disposti nelle stanze
Noto che c’è un’ampia stanza di soggiorno e per attività ricreative dov’è sono stati collocati comodi divani e poltrone
Mi compiaccio di ciò, anche se persino questa stanza trasmette un’impressione di precarietà e provvisorietà
E ancora c'è molta roba ancora imballata oppure accatastata in attesa di utilizzazione, in altre stanze, nei disimpegni e nei corridoi
Tutto quanto appare disposto provvisoriamente e in modo precario
C’è tanta gente che si affaccenda, ma senza costrutto
Negli ampi corridoi si muovono, con grande scroscio, dei carrelli elevatori per trasportare le derrate in arrivo e i colli che sono da stivare o da disimballare
Sembra di essere all’interno di una grande nave cavernosa che si prepara alla partenza per una lunga traversata,
quando - al suo interno - si mescolano passeggeri, visitatori, uomini della ciurma, addetti al carico e allo scarico delle merci e operatori di terra, oltre agli addetti per rifornimento delle scorte di carburante e di acqua potabile
Insomma, ciò che vedo è un autentico pandemonio
Ci sono colleghi medici che non vedo da una vita e non so cosa ci facciano qui, essendo anche loro psichiatri della più bell’acqua e per passare il tempo leggono Il Giornalino di Gianburrasca, per predisporsi a navigare su flutti procellosi
Gabriel è impressionato da questa confusione, dal pandemonio
Dovrei portarlo all’interno della struttura - e già ci siamo all’interno - e ora cerco di arrivare alla mia stanza, ma senza raggiungerla mai
Qui, nella mia stanza, Gabriel dovrebbe trascorrere la maggior parte del tempo della giornata
Mi chiedo come mi sarà possibile lavorare e fare i colloqui con i pazienti o parlare con gli altri operatori, poiché se è presente Gabriel non potrò in alcun modo fare tutto ciò
Ma non è cosa semplice arrivare alla mia stanza, poiché il percorso si fa lungo e tortuoso
Gabriel che, all’inizio pareva ben disposto, é impressionato - forse anche turbato - dalla confusione, dalle novità, dalle tante facce non conosciute e si mette a piangere
Io cerco di consolarlo
Intanto mi chiedo come dovrò fare a gestire questa situazione
Il morbo infuria
L’acqua ci manca
Sul ponte sventola
bandiera bianca
(Dissolvenza)
pandemònio s. m. [dal lat. mod. Pandaemonium (comp. del gr. παν- «pan-» e δαιμόνιον «demonio»), voce coniata da J. Milton (1608-1674) nel poema Paradise lost «Paradiso perduto» per indicare l’immaginaria capitale dell’inferno dove i demonî tengono concilio, da cui l’uso fig. in ital. e in altre lingue]. – Rumore assordante, grande disordine e confusione, putiferio, per lo più in occasione di liti, diverbî, reazioni o proteste troppo vivaci, e sim.: fare, provocare, scatenare un p.; ne nacque un vero p.; se non smettono di darmi fastidio, qui succede un pandemonio!
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Sogni di pandemonio - Frammenti e pensieri sparsi
Un sogno complicato (9 giugno 2025) Qui mi aggiro nei locali di un servizio pubblico che eroga attività sanitarie Non capisco se io sia lì come utente/paziente oppure nella funzione di ...
https://www.frammentipensierisparsi.net/2025/06/nel-pandemonio.html
In realtà era già stato trascritto, anche se abbinato ad un altro sogno più breve... zucchero non guasta bevanda
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