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17 novembre 2023 5 17 /11 /novembre /2023 10:57
Sogno incimurrato _ Libreria a parete del soggiornino (foto di Maurizio Crispi)

Notte agitata
inquieta
esagitata

 

Incimurrato
(come soleva dire mio padre)
me ne sto tutto intabarrato e accupunato 
per curare a modo mio
l’incipiemte malessere
(come soleva fare mio padre,
che passava la notte sotto sette strati di coperte)

 

Sonno poco profondo
interrotto da frequenti risvegli
con colpi di tosse e naso che cola,
occhi lacrimosi

 

Mi sono spostato altrove
(la pratica del disambientamento)
Non sopportavo più di stare a letto
Ho provato a leggere
Chiudevo gli occhi
mentre ero nel vivo della pagina
e senza propriamente dormire
Vagabondavo nell’altrove, tra le stelle

 

In uno di questi momenti
ho sognato che guidavo la mia auto
lungo una strada di montagna 
con frequenti serpentine,
sì da poter mantenere
- pur andando in salita -
un’andatura allegra e frizzante
con cambi di direzione e rettifiche
assicurati da leggeri tocchi al volante 
Poi all’improvviso 
lo sterzo si irrigidiva,
non rispondeva 
più al comando
Il piede rimaneva incollato all’acceleratore
e io uscivo di strada

 

Mi sono riscosso
Mi sono alzato
e sono tornato a sdraiarmi a letto,
tra le coltri,
intabarrato e accupunato 
come prima


E finalmente sono riuscito a dormire

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30 ottobre 2023 1 30 /10 /ottobre /2023 07:00
1.

 

In ufficio postale 2022 (selfie - Maurizio Crispi=

Bythos e Orthrus
Kraken,
Sinciziale
My friends 
Amenità 
Disquisizioni
Ogni tanto una news
Ma non gliene frega più niente a nessuno
Passata é la tempesta
Odo augelli far festa
Ieri sono stato all’ufficio postale
Affollatissimo
Sbracato
Gente che scatarrava e tossiva
Tutti tranquilli 
Tutti sereni 
Amo respirare mefitici vapori
Mascherine appese ad un chiodo
ad impolverarsi 
Oggi ho un lieve mal di gola
Cough! Cough!
Che sarà mai?

 

(07.05.2023)

 L'ittiocentauro è una creatura immaginaria con busto umano, zampe anteriori da cavallo e coda di pesce. Gli ittiocentauri sono "molto usati nell'iconografia, ma assenti nella mitologia". Sono spesso raffigurati come cavalcature delle ninfe. I due ittiocentauri più famosi sono Aphros (personificazione della schiuma del mare) e Bythos (personificazione della profondità del mare). Bythos è stata denominata una delle varianti COVID. E' curioso il fatto che le ultime varianti del Coronavirus identificate in ordine di tempo abbiano ricevuto il nome di esseri mitologici oppure di misteriosi animali viventi (possibilmente pericolosi e letali). Interessante vedere che dalla nomenclatura ispirata a criteri scientifici e neutrali si sia passarti ad una nomenclatura mitopoietica.

L'ittiocentauro è una creatura immaginaria con busto umano, zampe anteriori da cavallo e coda di pesce. Gli ittiocentauri sono "molto usati nell'iconografia, ma assenti nella mitologia". Sono spesso raffigurati come cavalcature delle ninfe. I due ittiocentauri più famosi sono Aphros (personificazione della schiuma del mare) e Bythos (personificazione della profondità del mare). Bythos è stata denominata una delle varianti COVID. E' curioso il fatto che le ultime varianti del Coronavirus identificate in ordine di tempo abbiano ricevuto il nome di esseri mitologici oppure di misteriosi animali viventi (possibilmente pericolosi e letali). Interessante vedere che dalla nomenclatura ispirata a criteri scientifici e neutrali si sia passarti ad una nomenclatura mitopoietica.

2.

 

Salvatore Crispi, mio fratello (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato
Ero con mio fratello
Prendevamo parte ad un banchetto
Eravamo seduti ad un lungo tavolo
in mezzo a numerosi convitati
Non c'era servizio al tavolo
Ognuno doveva alzarsi e andare a prendere 
ciò che voleva ad un buffet allestito poco più in là
Invece, sul tavolo erano già disposte
caraffe d'acqua e di vino, ma anche bottiglie di birra
Io mi alzavo e andavo a riempire un piatto per me e mio fratello,
solo uno - si badi bene -
perché altrimenti mio fratello sarebbe andato in escandescenze
accusandomi di volerlo fare mangiare troppo
Ho dunque riempito il piatto per entrambi, 
ma un po' più ricco
Piccoli trucchi di armoniosa convivenza
La stessa cosa che faceva la mamma, per alcuni versi,
con bonomia e con grazia,
ma soprattutto animata di amore materno, inestinguibile
Al buffet c'era un po' di tutto,
di tutto e per tutti i gusti
Non mancavano gli allestimenti fantasiosi
Io procedevo lentamente nel riempire il piatto,
sentivo una specie di impaccio cognitivo
nel riconoscere le diverse pietanze 
e nel capire come fossero fatte
Quindi, dedicavo molto tempo
all'analisi di ogni singola entry
cercando di capire appieno quali ne fossero gli ingredienti
In più cercavo in ogni modo di evitare
cibi contenenti abbondante cipudda
Quelli non avrei potuto proprio sopportarli
Sia come sia, alla fine, riuscivo nel mio intento
e tornavo al nostro tavolo con il piatto stracolmo
Mio fratello non era contento, però
Tentennava la testa e disapprovava con energia
Mi diceva che voleva soltanto bere un bicchiere di vino
e poi fumare una sigaretta
Nulla più 
Io rimanevo paziente ad ascoltarlo,
senza contraddirlo
e, poi, cominciavo a piluccare qualcosa dal piatto,
porgendogli ogni tanto un boccone
che lui accettava, mostrando di gradire
Mai fargli notare, però, che stesse mangiando!
Era sempre così - è sempre così - che vanno le cose
Quasi rituale il suo rifiuto di cibarsi
Poi, però, si cibava a condizione che anche lo spingitore si cibasse
dello stesso cibo
Una specie di comunione - mangiando per di più dallo stesso piatto-
che scaturiva da una preliminare contrattazione
Faceva parte del suo modo di essere,
specie negli ultimi anni, 
di non gioire mai del cibo,
di non accettare i piaceri della tavola,
di non cercarli
Fosse stato per lui
si sarebbe accontentato di una patata bollita a pranzo 
e di una a cena
Cibo da anacoreta:
dopo la morte della mamma mio fratello
avrebbe voluto essere sempre un quaresimante spinto
Ma il bicchierino di vino
e la santa sigaretta
non dovevano mai mancare
Mi accorgevo che una delle entrée a cui avevo attinto
era guarnita di abbondante cipudda
Questa ingrediente era sfuggito al mio esame minuzioso
e ormai il danno era fatto 
Pazienza!

 

Mio fratello barbuto, Piano Sempria, 1973 (foto di Maurizio Crispi)

Chissà perché ho sognato questo sogno
A volte i morti nei sogni ritornano
Forse questa volta sono stato stimolato
dall'aver dormito, per motivi organizzativi, 
nella stanza che, da ragazzo,
dividevo con mio fratello,
ancora gravida della sua presenza

 

In attesa del sonno 
questo pensavo:
Sto bene
Sono al caldo
Sono archetipico
Mi fa piacere dormire qui di quando in quando
Quando sono in questo lettuccio striminzito
é come se il cerchio si chiudesse
ed io potessi coltivare l’illusione di essere tornato ragazzino
con un enorme carico di speranze e sogni 
davanti a me
Un giovane virgulto
verde e flessibile
elastico e duttile
tanta strada davanti
ancora tutta da percorrere e scoprire


Non so perché i nostri morti 
si manifestano a noi
Forse, lui o altri, a volte, 
ritornano,
perché sentono il bisogno di dirci qualcosa,
un annuncio in alcuni casi,
una premonizione, 
oppure un semplice memento


La vita è fatta ed intessuta di ricordi
Senza, noi moriamo
Senza di loro, i nostri morti,
senza la loro presenza intessuta di ricordi
non non siamo nulla,
più fantasmi di un fantasma


Questo è quello che penso

(7 marzo 2023)

3.

 

The Lone Ranger (dal Web)

Questa notte ho sognato mio fratello
Lo accompagnavo ad un evento
che si teneva in un grande palazzo storico,
irto di barriere architettoniche

 

Ad ogni passaggio 
bisognava prenderlo di peso
con la sua carrozzina 
e spostarlo al di là dell’ostacolo

 

Era una fatica da Titani
oppure degna di quel traghettatore
che poi ebbe nome di Cristoforo

 

Poi lo perdevo di vista 
Ogni tanto lo scorgevo
Era come se avesse acquisito
la capacità di spostarsi da solo
pur imprigionato in quella carrozzina
(forse solo con la forza della mente)

 

E, da lontano, lo vedevo
andare a cacciarsi in posti impossibili
In cima a vertiginose scalinate
oppure su davanzali di enormi finestroni
aggettanti sul vuoto

 

Da queste postazioni 
pareva che osservasse ciò che accadeva,
enigmatico o sornione,
come un Lone Ranger in carrozzina a rotelle, 
anziché a cavallo

 

Avrei voluto raggiungerlo per aiutarlo,
ma ogni volta ostacoli
si frapponevano tra me e lui
oppure si attivavano complesse situazioni di folla,
acclamazioni o anche tumulti

 

Cercavo di gridare il suo nome,
di attirare la sua attenzione
ma dalla mia gola non usciva suono alcuno,
solo inefficaci gorgoglii 

 

Lui si allontanava sempre di più,
sino a diventare evanescente
come un fantasma 
oppure come un’entità metafisica

 

E poi non lo vedevo più,
la sua figura andava in dissolvenza 
come in un film,
per poi scomparire del tutto

 

(29 ottobre 2022)

4.

 

Selfie (Maurizio Crispi)

Il sogno infinito
imprigionato in un loop
Vado ad un raduno di giovani anime
Siamo alloggiati all’ultimo piano
di un grande hotel in stile liberty
alquanto vecchiotto

 

Ci indicano di salire sino all’ultimo piano
per mezzo di un ascensore cigolante
Ci é stata assegnata una grande camerata
dove dei lettucci striminziti sono disposti affiancati 
su ciascuna delle due pareti lunghe
Di fronte, possiamo accedere ai bagni comuni
piuttosto sporchi

 

Non succede mai nulla
Siamo lì imprigionati, come in attesa in un limbo

 

Poi ci sono all’improvviso delle scosse violente
e la torre dell’ascensore crolla,
fortunatamente senza vittime
Mi ritrovo a camminare per strada
poiché devo andare a recuperare la mia auto
Poiché indosso ai piedi 
due paia di scarpe sovrapposte
non posso camminare bene 
e vado avanti strascinando i piedi e ciabattando

 

Mi imbatto in un mio conoscente d’antan
e gli chiedo se voglia fare la strada 
con me, per tenermi compagnia
Ma anche qui non succede mai nulla
Non arrivo mai da nessuna parte
(come spesso accade)

 

(30 ottobre 2022)

La luna piena - quasi - di notte (foto di Maurizio Crispi)
5.

 

Ho sognato
sognato
sognato

 

Ho viaggiato

 

Questa volta ero in una metropoli
e mi pareva che fosse 
Roma Capitale

 

Facevo cose,
mi giravo e rigiravo,
mi muovevo
a volte annoiato
a volte pieno di meraviglia
Dovevo anche fare qualcosa d’importante
e mi rendevo conto 
di aver dimenticato 
tutto ciò che mi serviva
e soprattutto la mia consueta scorta di libri
C’era molta folla 

 

Solcavo le strade con la sicurezza 
di colui che sa 
Poi dovevo accompagnare qualcuno
e diventavo, per così dire, lo duca suo

 

I sogni aprono scenari,
immettono in multiversi

 

La notte, quando dormo,
vorrei subito scivolare nel sogno
per entrare nella dimensione magica
che mi viene proposta 
Se non ricordo il sogno,
poi, mi adiro
e penso di essermi perso
qualcosa di importante
La dimensione del sogno
mi è più congeniale
Non mi stanco mai
Devo sempre vivere sino in fondo
le avventure che il sogno 
mi propone,
anche se talvolta
sento di provare un po’ di paura
ma poi mi dico;
É solo un sogno!

 

Mi chiedo come sarebbe
se - una volta o l’altra -
si rimanesse impigliati per sempre
nel proprio sogno,
specie se è uno di quelli inquietanti

 

A volte ho la sensazione 
che sto sognando il sogno di un altro
E allora penso che il sogno
dia l’opportunità di vivere molte vite
E ancora una volta,
quando penso ciò,
torno ad essere 
vagabondo delle stelle

 

(30 ottobre 2023)
 

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27 ottobre 2023 5 27 /10 /ottobre /2023 07:02
Stephen King

Sono ad una convention dei fan di Stephen King

 

Di questo sogno ricordo poca roba
Con maggiore chiarezza
soltanto il momento della registrazione dei partecipanti,
quando, al termine di un lungo viaggio,
tutti in gruppo o alla spicciolata, 
arriviamo sovraeccitati e stanchi
in una vecchia casa fatiscente, 
piena di boiserie e di inquietanti scricchiolii
che, con il suo aspetto goticheggiante
e molto old America,
sembra essere lo scenario perfetto
per la convention 
Io ho portato co me
molti romanzi del Re,
poiché intendo chiedergli degli autografi
È stato scritto chiaramente nei flyer 
che sono stati fatti circolare da alcuni giorni
e che mi sono pervenuti:
sarà presente il Re in persona,
anche se non è stato detto quando

 

Ci sono vivaci conversazioni,
mosse più che da un reale desiderio
di conoscersi, dal bisogno di ambientarsi
e per meglio calarsi nell’atmosfera
(un po’ nel registro di 10 piccoli indiani)
Sono previsti diversi eventi
dark, horror e mistery
Sono molti quelli che indossano
perfette maschere al silicone
che riproducono le fattezze del Re
in diversi momenti della sua vita

 

Naturalmente, come in tutte le convention che si rispettano, 
c’è un’infinità varietà 
di partecipanti in maschera 
che impersonano i principali caratteri dei romanzi del Re, 
alcune pedisseque e precise al dettaglio,
altre assolutamente fantasiose 
e ciò nondimeno inquietanti
Moltissimi sono i Pennywise,
ma ci sono anche tutti gli altri,
in un’infinità galleria animata
L’effetto è davvero perturbante
Mi domando come è che faremo,
quando sarà il momento
della sua entrata in scena, 
a riconoscere il vero King
dalle imitazioni che ci circondano
Io no,
non indosso alcuna maschera,
non ho adottato alcun travestimento:
sono solo me stesso
con la mia curiosità 
Se avessi voluto travestirmi,
quale personaggio avrei potuto impersonare?, 
mi chiedo

 

Non ho dubbi al riguardo
La risposta è: Roland di Gilead,
l’Ultimo Pistolero o anche l'Ultimo Cavaliere,
detto anche The Gunslinger,
della serie The Dark Tower
(la Torre Nera)
e da ciò che posso vedere in questa convention
non c’è nessuno che lo rappresenti

 

Una grave mancanza!

 

Staremo a vedere

 

Accadono molte altre cose
che non ricordo più

 

Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
Una convention dei fan di Stephen King
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23 ottobre 2023 1 23 /10 /ottobre /2023 07:08

Questo è un sogno la cui trascrizione risale al 23 ottobre del 2011.
Anche in questo caso ho dimenticato - a suo tempo - di trasferire questo breve testo qui nel blog.
Mi rifaccio adesso. Mi piace ripercorrere le tappe di questo sogno poiché in esso compare mio padre (che a volte nei sogni ritorna e continua a ritornare)

Maurizio Crispi

Mio padre a Palermo, nell'immediato dopoguerra

Ero nel terminal di un aeroporto e dovevo partire

Sin lì mi aveva accompagnato mio padre

Quando mi sono presentato al banco del check-in, mi sono accorto che non avevo il biglietto e nessun altro documento con me

Goffamente rovistavo tra le mie cose contenute nello zaino, nelle tasche, tra le pagine dei libri: niente

Mi sentivo uno stupido perso

In tutto questo traccheggio, mio padre era una presenza costante e  discreta, anche se avrei avuto di che per sentirmi in imbarazzo.

Mai essere concreto, mai predisporre le cose in anticipo, mai controllare che tutto sia a posto

Cosa fare? Il rischio era quello di mandare a monte il viaggio e perdere tutti i soldi investiti nel biglietto

Pensavo che avrei potuto tornare a casa a prendere il biglietto e i documenti e poi farmi riaccompagnare in aeroporto da mio padre

Mi sembrava una buona idea, ma poi mi rendevo conto che ero già in aeroporto e che i tempi disponibili non rendevano affatto praticabile un'idea che, all'inizio, mi era parsa tanto brillante

Ma c'era mio padre che non vedevo da moltissimo tempo, non dell'età che avrebbe oggi, ma come è nel mio ricordo nel periodo i cui morì: un cinquantenne pieno di vigore e di forza. Io dunque, nel sogno ero più vecchio di lui di un decennio

Sentivo che, in qualche modo, avrebbe potuto essere d'aiuto

Mi svegliavo di colpo e pensavo proprio a questo: mio padre anche se solo per poco era stato con me

Forse, era l'idea di compiere un viaggio con lui: cosa che negli ultimi dieci anni della sua vita non avevo mai più sperimentato

Riflettiamo sempre sulla nostra storia: da dove veniamo, dove andiamo

Ci interroghiamo spesso sul nostro futuro: un viaggio pieno di incognite della cui meta finale, in effetti non sappiamo nulla

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20 ottobre 2023 5 20 /10 /ottobre /2023 06:56
Santa Irene

Oggi è il 20 ottobre ed è il giorno dedicato a Santa Irene. 
Quindi era il giorno in cui ricorreva la piccola festa familiare per celebrare l’onomastico della mamma. 
Era un giorno speciale in cui tanti della famiglia, anche se in orari diversi della giornata, venivano da noi, come anche tanti altri ed altre che ci tenevano a farle gli auguri.
Mio fratello, alla vigilia, mi ricordava sempre di trovare un regalino per lei. 
E poi, siccome lo consideravamo un giorno speciale, c’erano i dolci oppure una piccola torta. 
Era bello. 
Era un giorno spensierato. 
E quindi, anche adesso, che la mamma non c’é più (e non c'è più nemmeno mio fratello), io continuo a ricordarmene e a celebrarlo in silenzio, anche se ormai - in queste occasioni che potrebbero essere rievocative o celebrative - nemmeno con i miei cugini ci incontriamo più.
Fu mio nonno a volere per la mamma il nome Irene (che peraltro era già in famiglia perché lo portava una sorella della nonna). 
E perché il nonno volle proprio quel nome? 
Alla nascita della mamma (8 marzo 1918) la I Guerra Mondiale era ancora in corso e dunque lui volle fortemente questo nome come augurio per una prossima pace tra i popoli. 
Il nome Irene è di origine greca ed era quello portato dalla dea della Pace.
Eirene o Irene (in greco antico: Eἰρήνη, Eirḕnē) era nella mitologia greca la dea della pace, di cui costituisce la personificazione. Figlia di Zeus e di Temi, era una delle Ore. Il corrispondente nella mitologia romana era Pax.
E credo che mio nonno pensasse a questa simbologia del nome piuttosto che alle caratteristiche della Santa che, comunque, sono pure interessanti.

 

Irene di Tessalonica, o Irene di Salonicco (Aquileia, III secolo – Salonicco, 304), fu una cristiana che subì il supplizio a Tessalonica; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa.
Irene era la più giovane di tre sorelle; le altre due erano Agape e Chionia. Secondo la tradizione, questi non erano i loro nomi originali: divenute cristiane, furono battezzate e furono loro attribuiti i nomi di Agape, nome con il quale i Greci chiamavano la Carità, la stessa predicata da Paolo di Tarso durante i suoi viaggi; Chionia, che in greco significa neve, a ricordo della purezza; e Irene, che simboleggia la pace. Esse vivevano ad Aquileia ed erano figlie di genitori pagani.
Oltre che ornate di virtù, le tre sorelle dovevano essere anche molto ricche e di nobili origini.
Agape, Chionia e Irene furono sempre additate come modello di santità, da parte degli altri fedeli; alla giovanissima Irene furono addirittura affidati i Libri Sacri contenenti la parola di Dio, ed ella fu sempre una custode affezionata e scrupolosa: li depose dentro delle cassette e li posò insieme ai tanti scrigni che racchiudevano i suoi innumerevoli gioielli.

La cosa curiosa è che il sogno che segue è delle prime ore del 20 ottobre 2012, giorno dell'onomastico di nostra madre

Maurizio Crispi

La mamma (foto di Maurizio Crispi, 8 marzo 1990)

Sognavo di essere a casa di mio fratello che prima era anche di mia madre e quella dove ho abitato anche io [e dove sono tornato ad abitare da alcuni anni

C'era dovunque una grande confusione, tutto era fuori posto

Poi, mi rendevo conto che gran parte delle cose (mobili e suppellettili) venivano proprio dalla stanza della mamma che, dopo la sua morte, è rimasta così com'era

Forse, come una specie di tempio: sappiamo che c'è, ma non c'entriamo mai: solo una volta alla settimana vengono fatte le pulizie e si fa arieggiare

Io sono propenso a non cambiare niente: in fondo che motivo ce ne sarebbe?

La stessa cosa vale per mio fratello

Eppure, era tutto sottosopra

Andavo nella stanza a sbirciare

La porta era aperta (solitamente sta chiusa) e, all'interno, non c'era più il solito arredo di sempre, ma era arredata come un'anonima stanza da letto realizzata con semplici mobili di Ikea [orrore!]

Pareva più che altro una stanza d'albergo, senza nessun segno di vita vissuta

Pensavo di primo acchito che fosse stato il nostro collaborante domestico a fare tutti questi indesiderati cambiamenti, desideroso di farsi una camera tutta per sé

Assurdo! - riflettevo tra me e me - Che motivo ce ne sarebbe visto che la sua stanza già ce l'ha?

Era tutto confuso, però, e non riuscivo nemmeno a ragionare con lucidità, immerso com'ero in quella gran confusione

Più avanti, senza avere ancora risolto il mistero di come si fosse arrivati a quel punto, cercavo di fare ordine nel caos

Prendevo le cose le spostavo, cercando di catalogarle e chiedevo al nostro collaborante se avesse fatto delle foto della stanza prima di rimuovere tutto quanto, in modo tale da avere delle indicazioni su come ricollocare gli oggetti nella loro posizione originaria

Il collaborante si risentiva di questa mia domanda, come se lo rimproverassi

Mi sentivo angosciato, perché non riuscivo a ricordare come fossero disposti alcuni degli oggetti, ma ce n'erano anche altri che non corrispondevano a nessun mio ricordo

In questa fase del tentativo di riordino, mia madre era accanto a me e mi dava dei suggerimenti

Era come se con la sua presenza benevola mi volesse dire che non sono gli oggetti in sé, mantenuti come in un museo, ad essere importanti, ma che vale di più la memoria delle persone che si serba viva dentro di noi

Ero distratto di continuo da piccoli eventi microscopici

Vedevo un piccolo ragno esotico zampettare sul pavimento e cercavo di catturarlo, ma senza successo.

Ed ero incurante del pensiero che potesse essere velenoso

è un sogno di dolcezza e tristezza…
la tua mamma ti dice di andare avanti: anche se è assente, sarà sempre presente nella tua vita, a prescindere dagli oggetti…
In fondo, è un sogno bello, con tua madre al tuo fianco a mettere a posto le cose, no?

Anita Riotta

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20 ottobre 2023 5 20 /10 /ottobre /2023 06:43
Sogno (selfie con effetto speciale, foto di Maurizio Crispi)

Dopo tanto tempo sto gareggiando

 

Dirò anche che sto partecipando 
ad una podistica di 10 km
in una piccola cittadina siciliana
(potrebbe essere Balestrate)
C’è Pino Giordano che segna i passaggi
(ma non c’è accanto a lui 
l’amico Pino Sutera 
che è mancato qualche tempo fa)
Corro corro e corro
Ma siccome é tanto che non corro
vado veramente lento,
sempre più a rilento,
e sono l’ultimo
anzi l’ultimissimo della fila
(alcuni direbbero tapascione,
altri filosofo delle retrovie)
Avevo capito che bisognava fare due giri
ma, quando con immane fatica
arrivo al secondo passaggio,
il Pino mi dice che c’è da fare un terzo giro
e aggiunge: Mauro non ti preoccupare!
Ti aspetto!
Prenditi il tempo che ti serve!
Io vado, continuo ad andare,
ma sono davvero stremato,
sfibrato e con la lingua di fuori

 

E vado avanti per questo terzo giro
che è diventato come un calvario
Mi accorgo lungo il percorso
che gli addetti (lo staff di volontari)
stanno smobilitando e mettendo via tutto
Sicché - senza punti di riferimento -
è anche diventato difficile orientarsi 
prendendo la strada giusta
laddove vi sono delle biforcazioni
Vado avanti anche 
davanti ad anomalie evidenti,
quando si deve passare 
attraverso delle case abitate
con gli arredi e tutto quanto,
compresi vasi fioriti e tendine alle finestre
Non ci capisco nulla

 

Eppure continuo ad andare avanti
trafelato, ansimante,
sentendomi le gambe di piombo
e impossibilitato a volare
e poi la sete che mi attanaglia la gola
Dio, che sete!

 

(Volare oh oh 
cantare oh oh oh 
nel blu dipinto di blu 
felice di stare lassù
)

 

Sentivo in bocca
una devastante arsura
che cresceva e cresceva
(non c’era nessuno in giro
a cui chiedere un bicchier d’acqua)
e tuttavia continuavo ad andare
prolungando all’infinito la mia agonia
e sognando di un traguardo
che sembrava allontanarsi sempre di più 

 

(Volare oh oh 
cantare oh oh oh 
nel blu dipinto di blu 
felice di stare lassù
)

 

Poi, mi sono svegliato
mi son levato dal letto
che pareva diventato 
un letto di Procuste
e sono andato a bere
due gran bicchieri di acqua di rubinetto
Com’era buona!
Anzi, buonissima!

 

(Volare oh oh 
cantare oh oh oh 
nel blu dipinto di blu 
felice di stare lassù
)


E questo è stato un sogno dolce-amaro
Eppure non mi arrendevo,
continuavo a lottare
e a tirare la carretta,
inseguendo un traguardo 
che si faceva sempre più lontano,
irraggiungibile
evanescente
Illusorio

 

Eppure avevo fiducia
Pino, il grande Pino,
mi aveva detto che mi avrebbe aspettato


 

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16 ottobre 2023 1 16 /10 /ottobre /2023 06:56

La trascrizione di questo frammento onirico del 15 ottobre 2022. la pubblicai in un post sul mio profilo Facebook.
Come spesso mi capita, ho trascurato di trasferire questa mia nota diaristica qui sul mio blog.
Ed ora eccola!
Non è mai troppo tardi per rimediare!
E aggiungerò che quanto scrissi mi piace molto per la sua gioiosità e ariosità (qualità, ambedue, insolite nelle piccole, insulse, scritture)

Maurizio Crispi

In Francia - Aprile 2013

Sono in campagna.

Il mio terreno è vasto e si estende per diversi acri su terreni collinari ed ondulati (ma non è vero, si ho un terreno in campagna, ma non é certamente vasto e nemmeno è grande quanto il Bosco dei Cento Acri di Winnie the Pooh!)
Terra fertile ed irrigua, prati verde smeraldo, sentieri (anche questa descrizione é pura materia onirica, poiché il mio terreno è molto asciutto e pietroso!)
Mi alleno per un trekking e percorro delle tracce che si sviluppano lungo il perimetro della proprietà, scoprendo di continuo degli angoli inediti e delle vedute straordinarie. 
E' come se il terreno contenesse il mondo intero e più vasto (un mondo nel mondo)
Ci sono dei casali abbandonati, alcuni sono in legno, tipo dei padiglioni sulle dune
Altri sono strutture in muratura con appartamenti da tempo disabitati e in stato di abbandono, eppure forniti ancora di tutto il necessario, i pavimenti rivestiti da una coltre di foglie secche ed escrementi di topo.
Entro in alcuni di essi per esplorarli
Mi è sempre piaciuto esplorare i ruderi, penetrare al loro interno ed aspirare l'aria fresca ed umida che sa un po' di muffa
Poi mi ritrovo su di un terrazzamento delimitato da una ringhiera che mi appare come un unico belvedere di proporzioni titaniche quasi fosse una specie di muraglia cinese e qui mi metto a correre prima in un senso e poi nell'altro e, lungo questo camminamento, devo anche attraversare dei lunghissimi tunnel
Di nuovo ritorno in piena campagna e qui Black mi corre incontro festoso, caracollando, per poi scattare  all'inseguimento di due anatre (o oche) che cominciano a correre in modo buffo, starnazzando
Ecco che arriva un gigantesco cane da pastore tutto bianco, molto più grande di Black e, con tutta la sua mole, gli corre incontro, quasi a volerlo investire e calpestare, ma Black intende questa poderosa rincorsa verso di lui come invito al gioco e prende a fare delle corse nervose, accompagnate da finte e da repentini cambi di direzione
Poi, all'improvviso, arriva - chi sa da dove - un caprone, bianco, ed anche lui si mette a correre e capitombolare per nulla minaccioso. L'atmosfera è quella di un gioco condiviso ed io sono lieto che la mia campagna sia animata da tutte queste presenze viventi
Ci manca soltanto un asinello e potrei toccare il cielo con un dito
Mi sento pervaso da un senso di meraviglia
Al di là della mia recinzione vedo un casale diruto, un tempo utilizzato da pastori, e fuori addobbate su di un filo ci sono appese delle lenzuola candide che si agitano nel vento
L'aria è impregnata di buoni odori, di terra umida e di legna bruciata, e di un lieve sentore di stallatico

Mi sembra di essere in attesa del presepe vivente, prossimo venturo

 

Tutto qui (e poi vado in dissolvenza)

Gabriel in maschera da alieno (foto di Maurizio Crispi)

Gabriel in maschera da alieno (foto di Maurizio Crispi)

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16 ottobre 2023 1 16 /10 /ottobre /2023 06:19
Accura ca muzzico (selfie di Maurizio Crispi)

Ho con me una grossa borsa pesante
con tutte le mie cose dentro
(tutto ciò che mi serve
per la mia giornata di lavoro)
Vado ad un Centro di Salute Minerale
che è ubicato, 
come un tempo, 
in Via dei Cantieri numero zero
Non so perché io stia andando proprio lá
Quando arrivo c’è grande arrivugghio

(in siculo: trambusto e confusione)
Moltissima gente
utenti e operatori
Alcune facce nuove, altri conosciuti 
(ma per questi ultimi

il tempo non é stato clemente)
Sono in incognito
(in effetti, nessuno mi riconosce),
ho la mia borsa
che mi qualifica
e null’altro
Grandi stanze
che formano un labirinto intricato
Miriadi di pazienti e aspiranti tali
che formano lunghe code
e che mi guardano in cagnesco,
pensando che io sia uno di loro
e che voglia bypassarli
Sono un medico,
faccio io, alzando la borsa 
quasi fosse uno status symbol
Sì, vabbé!
reagisce qualcuno,
subito pensando all’imbroglio e al raggiro
da parte del solito furbetto di turno
Continuo nella mia ricerca
Scanso corpi sudati e puzzolenti
Sfioro bocche sdentate vocianti
da cui, assieme a torrenti di parole incomprensibili,
escono nuvole di saliva nebulizzata
e talvolta qualcosa di più 
(Aiutooo! Dove sono finito!)
A quanto pare è in corso
un contest indetto da big pharma
per la presentazione di un nuovo pharmacon 
(Miracoloso! La cura delle cure!)
e l’attenzione di tutti gli operatori 
è polarizzata sulla distribuzione di gadget e buffi cotillon,
e poi sul ricco buffet che seguirà 

 

Intanto io continuo ad aggirarmi
per quegli ambienti sovraffollati e densi di afrori,
come anima in pena
Arrivo ad un grande ambiente circolare 
pieno di scrivanie e grandi banconi
che fanno da separatori
tra il pubblico dei postulanti e i curanti
Qui i primi sono stati contrassegnati
da coccarde colorate rosse gialle verdi bianche e persino nere,
affisse sul petto e sulla testa, 
in taluni casi
Gli operatori indossano
ampi camici bianchi svolazzanti
aperti sul petto
e anche loro hanno delle coccarde
di diverso colore
(penso stranito 
che stiano ad indicare i diversi livelli
di competenza e di affidabilità 
rispetto alle diverse patologie affluenti)
C'è ressa, c'è confusione,
l'atmosfera si divide tra attonito stupore e attesa sospesa, 
affaccendamento senza scopo e tensione elettrica
Tant'è che c'è qualcuno che si alza di continuo dalla panca
e chiede se può telefonare a suo figlio 
perché è in pensiero per lui
Un altro entra ed esce dallo stanzone 
per andare a fare pipì
e ci sono anche due energumeni che si offendono a vicenda
e che poi vengono alle mani
Due colossi corpacciuti 
un Gargantua e un Pantagruel, 
poco bonari ma - in definitiva - inoffensivi
(tanto rumore per nulla),
che si scagliano l'uno contro l'altro
come due colossi di Rodi scesi dal loro piedistallo
Urlano e gridano, 
si accapigliano,
sferrano colpi,
ma nessuno punta a far male 
oppure osa una presa di bella
(una testata, un morso, un dito nell'occhio,
come erano le risse crudeli di un tempo)
Gli astanti nel vedere la lotta
si vivacizzano e puntano scommesse
mentre improvvisati broker si danno da fare
Un altro occupa l'attesa,
bevendo litri su litri di acqua da una bottiglia di plastica
e quando finisce va a riempirsela di nuovo dal rubinetto
per poi rimettersi assiso su di uno scranno
con le gambe esili
che scompaiono sotto un enorme ventre idropisico
e sembra un Buddha alieno
in meditazione
E c'è un altro che grida e sbraita,
vomitando un torrente di parole incomprensibili
e poi, ogni tanto, batte i pugni su di un tavolo, con gran fragore,
mentre un altro si scaccola con gravoso impegno 
per poi esaminare il contenuto di ciò che ha cavato dalle fosse nasali
e piazzarlo diligentemente sotto la seduta della seggiola che occupa

 

Un delirio, una tarantella e, ancora, un delirio,
tre, quattro passi nel delirio per poi passare alla controdanza 
in una successione repentina dalla comicità più estrema
ad una tragedia senza confini (con piccoli sprazzi di Butō),
e poi ritorno

 

In tutto questo io sono un senzacolore,
né paziente (o utente o cliente) e nemmeno operatore
Io, chi sono io?
Pensavo di saperlo prima,
adesso non più 
Vorrei proprio saperlo,
o che qualcuno me lo dicesse
All’improvviso, mi accorgo 
che mi manca la borsa
Troppo stanco l’avevo poggiata 
da qualche parte nella grande stanza rotonda
Prendo a cercarla, rovistando ogni angolo
Introvabile!
Se la sono portata!
É sparita!
Zio santo! Santo zio!
Mi sento smarrito e confuso 
Prima ero soltanto un senza colore, adesso sono anche un sanpapié,
un nulla di nulla, insomma,

una cosa inutile
Vado verso un bancone
sotto il quale occhieggia un borsone
simile al mio
Lo prendo e lo apro,
tra le proteste del suo proprietario,
ci rovisto dentro,
ma niente! 
Il contenuto non corrisponde,
nemmeno di striscio
Vedo una faccia conosciuta
e mi ci rivolgo 
chiedendo aiuto
Quello mi ascolta serio
e poi esce fuori dal salone
da una porta che s'affaccia direttamente 
sulla strada principale
e vedo che si rivolge ad un malacarne
corpulento e massiccio 
che ha attorno una coorte di scugnizzi
Dopo aver confabulato 
con il mio conoscente,
il malacarne prende a lanciare concisi ordini
ai suoi adepti
e quelli si disperdono immediatamente
come uno stormo di api esploratrici
Il mio conoscente rientra:
Buone notizie, mi dice strizzandomi l'occhio,
Tutto a posto! La tua borsa verrà ritrovata!

 

Ma io non ci credo
Non ci crederò finché non la vedrò di nuovo

 

E poi, in quali mani mi son messo?

 

(Dissolvenza)

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15 ottobre 2023 7 15 /10 /ottobre /2023 20:04

Anche in questo caso si tratta di un 'ripescaggio' dai meandri di un profilo Facebook (il mio), ormai datato di 14 anni.
Di questo triplice sogno avevo perso del tutto memoria.
Ed eccolo qua, restyled!

Un cucciolo di leone

(15 ottobre 2012) Questa notte ho stra-sognato tra PC infettato da virus, un leoncino randagio e il mio box trasformato nella casa di Robinson Crusoe

Ho stra-sognato questa notte
Ma tra un sogno e l'altro ho anche dormito come un ghiro
Il primo sogno era inquietante
Ero seduto davanti al PC e improvvisamente lo schermo diventava instabile e si andava trasformando come se avessi le allucinazioni
Assumeva uno stano aspetto a nido di vespa, quasi tridimensionale, gonfiandosi e sporgendo sempre di più
Pensavo che se avesse continuato ad espandersi, mi sarebbe esploso sulla faccia
La mia conclusione era che il computer era stato infettato da un bug o da un worm o da un trojan, ovvero da per dirla in soldoni un malefico virus informatico ed ero disperato perché pensavo alla miriadi di file (tra cui le foto) che sarebbero risultate distrutte
Andavo a chiamare mia madre (sì, in questo sogno interagivo con mia madre che non è più), perché volevo farle vedere ciò che accadeva e chiederle consiglio
Quando tornavo con lei il monitor non c'era più: o meglio era stato spostato da qualcuno sul pavimento sotto la scrivania
Dove avrebbe dovuto esserci c'era invece una miriade di briciole di pane, come se qualcuno avesse appena finito di banchettare


Nel secondo sogno, ero in giro per le strade con mio figlio piccolo: e avevamo adottato un leoncino anche lui piccolo, appena un cucciolo
Il nostro problema era cercare di abituarlo a convivere con un cane randagio che ci veniva a trovare per aver cibo e compagnia.
Il leoncino era docile ed affettuoso, ma il suo comportamento diveniva imprevedibile non appena - con il suo odorato finissimo - sentiva l'odore della carne e si accorgeva che altri cani di passaggio avevano fatto un pasto di quel tipo
Quando ciò accadeva, prendeva a ringhiare e tirava fuori le piccole zanne (piccole, ma già temibili), arricciando le labbra
Andavo allora nella bottega del macellaio e gli chiedevo di prepararmi dei bocconcini di carne di seconda e terza scelta, e di frattaglie (ma anche delle ossa con abbondanza di cartilagini), in modo che potessi soddisfare tutte le voglie di carne del piccolo leone
Ma ero anche piuttosto preoccupato: mi chiedevo se dargli da mangiare della carne non fosse la cosa sbagliata e se non fosse meglio, invece, tenerlo a stecchetto, per indurlo ad abituarsi ad una dieta semi-vegetariana, se non addirittura vegana
Però, mi dicevo: "Non si può modificare la natura di un animale che geneticamente deve mangiare carne sanguinolenta"!
Mi chiedevo anche come sarebbe riuscito a convivere pacificamente con la mia canuzza, crescendo
Il leoncino era tanto affettuoso, ma pensavo con preoccupazione a quando sarebbe cresciuto: Cosa ne sarebbe stato?
Mio figlio, che era con con me (ma era tornato piccolo), era molto contento di questo nuovo amico che si lasciava prendere in braccio e spupazzare come un pelouche
Ma un pelouche non lo era affatto
Era vivo e vegeto, era in carne ed ossa!

Robinson Crusoe

Nel terzo sogno scoprivo, infastidito, che il portiere del mio stabile aveva infilato tutti i contenitori per la raccolta differenziata dentro il mio box
E li ricacciavo fuori, naturalmente, accorgendomi che proprio davanti alla saracinesca del garage, c'era una quantità di attrezzi agricoli rotti, vasi di piante vuoti, ciarpame vario, travi di legno e grosse canne conficcate nel terreno quasi a formare la palizzata della casa selvatica di Robinson Crusoe
Ero basito, ovviamente
Mentre ero davanti al box a sfaccendare, si fermava - proprio vicino - un'auto con quattro a bordo. che erano in tenuta da running.
Chiedevo loro dove stessero andando e mi rispondevano farfugliando qualche parola incomprensibile e, mentre parlavano, mi guardavano strafottenti e stravaccati.
Parlavano di una certa gara trail, ma il finale della frase si perdeva sempre in un suono indistinto.
Chiedevo più volte, animato dalla buona intenzione di far conversazione con loro, ma ogni volta si ripeteva la stessa scena.
Per chiudere quello che sembrava un loop interminabile li salutavo, augurando loro una buona corsa, e andavo via

 

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15 ottobre 2023 7 15 /10 /ottobre /2023 07:34

Di questo sogno non ricordo più il contesto e le circostanza. Certo è che è avvenuto in una notte poco dopo l'avvio della guerra tra Israeliani e Palestinesi, ma non credo di ravvisare alcun collegamento tra 'sto sogno e quei fatti.
I due frammenti rimangono - come molte narrazioni oniriche - criptici ed enigmatici, ma sono pur sempre espressione delle molte vite avventurose di me sognatore e vagabondo

Maurizio Crispi (31 maggio 2024)

Bleck, Frida e Gabriel (foto di Maurizio Crispi)

1. Sono in un grande parco

 

Cammino e cammino con Black al guinzaglio

 

Ci sono inconvenienti 
legati ad incontri con altri cani

 

Ero andato in quel parco 
per partecipare ad un contest 
in cui venivano premiati
i migliori conduttori di cani
C’é con me il mio amico Delfio di un tempo,
mio mentore di corsa
Mentre camminiamo, parliamo
- ovviamente - di conduzione del cane
C’è anche una terza persona,
senza volto
È bello camminare nel parco, 
dopo tanto tempo
e ci sono vari inconvenienti 
che ci rallentano,
ostacoli che si frappongono
Arriviamo ad una specie di piccolo bar
e qui mi offrono del caffè fumante
in una tazza a forma di birillo
Dall’odore sembra una ciofeca
ed io declino con cortese veemenza l’offerta
(non potrei mai bere quella brodaglia),
anche se il mio stomaco brontola
Da una seconda uscita del bar
si sbuca direttamente in strada,
non più nel parco, dunque
Prima di uscire 
vengo richiamato dentro
É il mio amico Mario di vecchio corso
che mi mette davanti una serie di confezioni
di nastri a cassette cinesi
realizzati in economia,
ciascuno di essi contenuto in un incarto di plastica
senza la consueta custodia di plastica rigida
Ciascuno è corredato da un cartoncino
con le diciture essenziali
(titolo, contenuto ed informazioni varie)
Si tratta di sketch i più diversi 
della tv anni Settanta e Ottanta
con quelli più famosi
realizzati da Arbore e compagnia bella
Gli chiedo perché mi stia facendo vedere tutto questo
E lui mi dice: Niente,
Volevo solo chiederti un parere
E io il parere glielo do:
Non sono nastri di buona qualità 
- gli dico - 
al primo ascolto dovrai essere attrezzato
per riversarli in un altro supporto migliore
Il mio amico sembra perplesso
e mi dice che non è all’altezza
e che é per di più sprovvisto 
di un'apparecchiatura sofisticata
Per il riversaggio 
Poi, sono con il mio collega attuale,
(l’amico Delfio é scomparso)
e lui mi dice che la sua famiglia
ha delle radici ebraiche 
e che viene da Messina
Diverse volte - mi dice -
ha fatto da sponsor di giovani
per educarli nel pieno rispetto 
delle tradizioni 
e della reciproca tolleranza
La conversazione va avanti
per molto tempo
e poi  va in dissolvenza

 

2. Poi, di nuovo in un differente contest
Qui ci sono delle moto enduro
che partono ad intervalli regolari
per una prova a cronometro 
lungo un percorso urbano
Io, con la mia attrezzatura fotografica,
faccio gli scatti della partenza 
e poi attendo gli arrivi
L’ultimo segmento di percorso si fa 
scendendo lungo una stretta scala
addossata ad un enorme bastione difensivo
I motociclisti arrivano dalla cima del muro, 
dove attraverso una stretta apertura
si immettono su di un angusto pianerottolo
compiendo un abile giravolta a gomito
Per far ciò ocorrono destrezza e sangue freddo
All’arrivo di uno dei primi
io mi accingo a fotografare
e zoomando in avanti
faccio scatti su scatti
Un motociclista in particolare
sbaglia la manovra 
Ha un attimo di esitazione,
forse tocca il freno un po’ troppo,
insomma succede che la sua moto si ribalta e lui sbalzato dal sellino
vola fuori dal bastione come un fuscello
Io fotografo ogni fase
Sono con il fiato sospeso,
pur facendo gli scatti,
e spaventato anche
di fronte al farsi di una tragedia
Ma io e gli altri presenti 
tiriamo un sospiro di sollievo
quando vediamo il centauro
cadere con un grosso fragore 
sul tettuccio di un’auto
posteggiata lì sotto
(direi provvidenzialmente)
che attutisce il colpo
E lui scende dall’auto con le sue gambe
mentre tutti si abbandonano
a grida di giubilo
e ad un applauso liberatorio

 

(e di nuovo dissolvenza)
 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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