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14 giugno 2025 6 14 /06 /giugno /2025 09:47

Le mie strade all’alba
oggi mi hanno salutato
con questa meravigliosa luce dorata
che si diffonde tra le foglie
e come oro liquido
cola sull’asfalto
Irresistibile richiamo allo scatto

Maurizio Crispi (10 giugno 2025)

Labirinto di strade all'alba (immagine generata con ChatGPT)

Cammino all’alba
lungo infinite strade metafisiche
che si intessono
si intorcono
si distendono
si allargano
a formare ampi boulevard, slarghi e piazze
per poi tornare a ricomporsi
in un groviglio di piccole vie e vicoli
A volte le percorro da solo,
talaltra affiancato dal mio cane
che procede a passo felpato
come fosse un leone
Di rado, nella distanza c’è qualcun altro
che come me cammina
Se c’è, ho il sospetto di vedere
nient’altro che me stesso duplicato,
di spalle oppure di fronte
come riflesso allo specchio
Sono estasiato
quando le vie piu ampie
sono allagate e assumono l’aspetto
di laghi o di fiumi

Lì, sono costretto al guado,
ma li c’è anche il pericolo
Sento delle resistenze
Avverto dei movimenti oscuri
sotto la superficie
e temo esseri innominabili
lì sotto che possano ghermirmi,
all’improvviso 

Adesso
Il giorno avanza
Notte inquieta
Libri muti
La radio va
I pulli dei rondoni
pigolano
in attesa di insetti gustosi
L’alba si tinge di rosa
La radio va sullo sfondo
Musica, Maestro!
Siamo qui,
sempre qui

Maurizio Crispi (10 giugno 2025)

Alba rosata (con filo spinato) - Foto di Maurizio Crispi

Alba rosata (con filo spinato) - Foto di Maurizio Crispi

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10 giugno 2025 2 10 /06 /giugno /2025 00:27
Nel labirinto (elaborazione tramite ChatGPT

Un sogno complicato (9 giugno 2025)

Qui mi aggiro nei locali di un servizio pubblico che eroga attività sanitarie
Non capisco se io sia lì come utente/paziente oppure nella funzione di consulente/supervisore oppure ancora se non sia che un semplice intruso, un clandestino, un ospite segreto o forse anche un sans papier
Mi muovo in giro
Un sacco di stanze
Alcune vuote
Altre con persone intente a svolgere 
attività che, in alcuni casi, sono assolutamente strampalate o indecifrabili
Porte telecomandate che si aprono o chiudono a distanza, cigolanti e con clangori
Gente intenta a catalogare la posta in arrivo che viene disposta sul pavimento della stanza adibita ufficio protocollo e nel corridoio adiacente in mucchi ordinati a seconda del destinatario
(Questo dettaglio mi riempie di meraviglia)
Archivi polverosi, dove si accumulano, in pile e in montagne, possenti faldoni

Non capisco quale sia il senso del mio essere là

Nessuno mi ferma
Nessuno mi interroga
Nessuno mi interpella
Nessuno mi caccia via
Non ho nulla da dire
non ho nulla da fare,
se non vagolare,
con aria assente e stordita,
a volte accigliato

Dissolvenza

Un anno fa esattamente
trascrissi il sogno che segue
su Facebook
E non ebbi tempo
di riportarlo qui, nel blog
Eccolo

Maurizio Crispi (10.06.2024)

Selfie modificato (Maurizio Crispi)

È uno di quei giorni in cui mi tocca andare al lavoro nella comunità per picchiatelli e strizzacervelli
Mi dice la mamma di Gabriel al telefono che lei non può tenerlo perché ha delle lezioni extra da fare e che lui, dunque, dovrà stare con me
Partiamo e facciamo il viaggio alla volta della comunità
Dovremmo essere in auto, vista la distanza (nella realtà), ma nel sogno siamo a piedi 
Camminiamo e camminiamo 
A volte, trasporto Gabriel sulle spalle per farlo riposare
Altre volte, invece, lui cammina accanto a me senza farsi pregare e intanto chiacchieriamo 
Alla fine arriviamo: è stato un lungo percorso! 
La comunità che appare ai miei occhi è totalmente diversa da quella che avevo lasciato il giorno prima 
Mi appare grandissima, enorme, vasta, piena di stanze e anfratti 
Tutto é modificato, cambiato, trasformato 
Entriamo e c’è un’enorme varietà di locali, tutti confusi e in disordine 
É come se fosse stato fatto di recente un trasloco, oppure come se fossero stati consegnati dei nuovi arredi che devono essere ancora disposti nelle stanze
Noto che c’è un’ampia stanza di soggiorno e per attività ricreative dov’è sono stati collocati comodi divani e poltrone
Mi compiaccio di ciò, anche se persino questa stanza trasmette un’impressione di precarietà e provvisorietà 
E ancora molta roba é imballata oppure accatastata in attesa di utilizzazione, nelle  altre stanze, nei disimpegni e nei corridoi
Tutto quanto appare disposto provvisoriamente e in modo precario 
C’è tanta gente che si affaccenda, ma senza costrutto

Elaborazione ChatGPT

Negli ampi corridoi si muovono con grande scroscio dei carrelli elevatori per trasportare le derrate in arrivo e i colli che sono da stivare o da disimballare
Sembra di essere all’interno di una grande nave cavernosa che si prepara alla partenza per una lunga traversata,
quando - al suo interno - si mescolano passeggeri, visitatori, uomini della ciurma, addetti al carico e allo scarico delle merci e operatori di terra, oltre agli addetti per rifornimento delle scorte di carburante e di acqua potabile
Insomma, ciò che vedo è un autentico pandemonio
Ci sono colleghi medici che non vedo da una vita e non so cosa ci facciano qui, anche se anche loro sono psichiatri della più bell’acqua e per passare il tempo leggono Il Giornalino di Gianburrasca, per predisporsi a navigare su flutti procellosi
Gabriel è impressionato da questa confusione, dal pandemonio 
Dovrei portarlo all’interno della struttura - e già ci siamo all’interno - e ora di cerco di arrivare alla mia stanza, ma senza raggiungerla mai
Qui, nella mia stanza Gabriel dovrebbe trascorrere la maggior parte del tempo della giornata 
Mi chiedo come mi sarà possibile lavorare e fare i colloqui con i pazienti o parlare con gli altri operatori, poiché se è presente Gabriel non potrò in alcun modo  fare tutto ciò 
Ma non è cosa semplice arrivare alla mia stanza, poiché il percorso si fa lungo e tortuoso 
Gabriel che, all’inizio pareva ben disposto, é impressionato dalla confusione, dalle novità, dalle tante facce non conosciute e si mette a piangere 
Io cerco di consolarlo 
E intanto mi chiedo come dovrò fare a gestire questa situazione 


Il morbo infuria
L’acqua ci manca
Sul ponte sventola
bandiera bianca

(Dissolvenza)

Il salone del banchetto (elaborazione ChatGPT)

Ancora sogni confusi e costanti (8.06.2025)

Sono in un'antica dimora e qui, in un vasto salone, viene preparato un banchetto al quale parteciperanno centinaia di invitati
Vengono allestiti i grandi candelieri a piantana, su cui grosse candele vengono posizionate nei rispettivi alloggi 
Ci sono venti che percorrono impetuosi il salone e i candelieri oscillano
Le fiammelle oscillano e sfrigolano, ma poi si riprendono
Uno dei candelieri, in particolare, compie delle oscillazioni più ampie e soprattutto lo spesso cero che vi è inserito non aderisce perfettamente nel suo alloggio e potrebbe cadere un momento all’altro
Suggerisco di sistemarlo meglio, inserendo dei rinforzi oppure delle zeppe 
Ma queste cose a quanto pare, pur essendo dei rimedi semplici ed elementari, non si possono fare 
Poi, ancora, devo accertarmi dell’identità di alcune persone che, alla spicciolata, stanno arrivando, ma non ho gli strumenti idonei per farlo 
Dovrei sottoporre a ciascuna persona ad un interrogatorio per accertarmi della sua identità e del motivo della sua presenza nell’edificio, ma senza questi strumenti ho ben poco da fare 
Avrei come minimo la necessità di consultare un elenco con le generalità e le qualifiche di tutte le persone che possono arrivare per motivi connessi ad una qualsiasi attività lavorativa 

Ma non è il mio compito!  
Io sono un psicoterapeuta!
Che c’entra che io debba fare i controlli di polizia sull’identità delle persone?

Una voce fuori campo mi dice, tuonando, che non posso oppormi e che, pur nolente, dovrò svolgere questa incombenza

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7 giugno 2025 6 07 /06 /giugno /2025 18:55
Sei pronto? (Immagine generata con ChatGPT)

Mi sono ritrovato a fare un breve sonno,
colto da improvvisa stanchezza
(mi si chiudevano gli occhi,
il libro mi cadeva in grembo)

Ho sognato

Ero davanti al mare e al cielo
Guardavo e ciò che vedevo
mi pareva privo di interesse alcuno,
piatto e scialbo

Giravo le spalle al panorama
e mi incamminavo per andarmene
Eppure c’è qualcosa lì
Questo pensiero mi fece esitare
Mi girai e di nuovo guardai,
strizzando gli occhi stavolta
Ed ecco apparire come in filigrana
uno strano disegno di nubi purpuree
disposte a formare uno curioso arabesco,
una dicitura che reclamava attenzione
e chiedeva interpretazione
A quel punto, decidevo di fotografare
quella strana formazione
per fissarla nella mia memoria

Poi la scena si spostava

Ero alla guida della mia auto
lunga una strada tutta curve
che si dipanava nel cuore
d’una fitta boscaglia

All’inizio d’una curva piuttosto acuta
sentivo che lo sterzo non rispondeva più
Era come bloccato

L’auto usciva per la tangente
ed io ero impotente
a modificarne la traiettoria
Vedevo gli alberi fitti
correre incontro a me
a velocità inaudita
e mi abbandonavo al mio destino
con il fiato sospeso
aspettando lo schianto
che si sarebbe verificato
dopo una manciata di secondi
lunghi come secoli

Dissolvenza

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5 giugno 2025 4 05 /06 /giugno /2025 11:35

Man mano che si va avanti nella vita si accresce la convinzione che vi sia sempre meno tempo a disposizione: un tempo che si fa scorre inesorabile e i margini a disposizione appaiono come una trama di stoffa consunta che si fa sempre sempre più logora e trasparente
Il domani è incerto, mobile, evanescente

Eppure ci diciamo (mi dico)

Dopo
Dopo
Dopo

C'è ancora qualcosa da fare, da dire, da costruire
C'è spazio per la speranza

Maurizio Crispi

Selfie modificato con manipolazione in ChatGPT (da autofoto di Maurizio Crispi)

Sono in viaggio e devo raggiungere un luogo lontano, ma proprio lontano, dove si svolgerà una maratona o comunque una gara di lunga lena
Incontro alcuni altri conoscenti che, come me, devono partire
A quanto pare, loro andranno per nave per un primo tratto e poi faranno un volo per coprire il resto della distanza
Io invece, dovrei arrivare in auto al più vicino aeroporto e da lì prendere l'aereo che, con volo diretto, mi condurrà alla mia destinazione
Mi intrattengo con questi amici: salgo con loro a bordo della nave, i cui spazi interni sono dotati d'un arredamento elegante (boiserie a tutto spiano, mobili di legno pregiato) e chiacchieriamo a lungo
Poi mi rendo conto che il tempo stringe: io dovrei ancora raggiungere l’aeroporto per prendere l’aereo. Mi rendo conto che il tempo rimasto è troppo esiguo e che non ce la potrei fare mai
L’alternativa è quella di rimanere a bordo della nave e, a questo riguardo non ci sono problemi, poiché i miei amici mi ospiterebbero in cabina, ma appare incerta la possibilità di proseguire il viaggio per arrivare sino a Baden Baden e alla Foresta Nera.
Loro - i miei amici - secondo organizzazione, al termine del viaggio in nave, prenderanno un aereo
Ed io, che sono senza prenotazione, riuscirò a trovare un posto sul loro stesso aereo? E acquistando il biglietto all’ultima ora, quanto verrà a costarmi?
I miei amici sono incoraggianti
Mi dicono che si occuperanno di tutto e che saranno persino loro a sostenere l’onere del biglietto 
Malgrado la loro generosa offerta, sono perplesso ed incapace di prendere una decisione

Ed intanto il tempo scorre inesorabile

Dissolvenza

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24 maggio 2025 6 24 /05 /maggio /2025 08:56
Replicato (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che ero in viaggio

Entravo in una stanza 
che forse era stata il mio alloggio in una precedente occasione
Qui trovavo una grande quantità di roba che riconoscevo come mia
Indumenti,
coperte,
strani dispositivi dei quali ignoravo la funzione
e poi un numero enorme e cospicui
di soldatini di metallo,
in piombo o metallo pressofuso
Mi chiedevo come avrei fatto a portar via 
tutte queste cose
e dove le avrei riposte,
visto che ero arrivato soltanto con un borsone

Non avevo memoria della maggior parte dei dettagli

Per quale motivo ero già venuto qui?
Perché, in precedenza,
avevo lasciato tutte queste cose,
come fossero tracce del passato?

Tutte domande destinate a restare senza risposta

Nel sogno c'erano un sacco di movimenti e di dettagli
che più non ricordo

C'erano molto sconforto e senso di solitudine

Dissolvenza

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20 maggio 2025 2 20 /05 /maggio /2025 09:35
Bambola disarticolata (foto di Maurizio Crispi)

Sto partecipando ad una grande corsa su di un circuito che si deve ripetere più volte
Il percorso di ogni singolo giro è accidentato, pieno di difficoltà, con numerosi punti di svolta a gomito e passaggi ardimentosi.
Si sale e si scende di continuo 
Poi, ad un certo punto, si entra all’interno di un grande centro commerciale e si deve passare di lì fino al punto dove sono collocati i ristori e la zona di neutralizzazione
Poi si riprende ad andare e si torna all’esterno 
E così per tante volte 
(potrebbe essere un'ultramaratona a tempo su circuito, la cui organizzazione - da quel che ricordo del sogno - è di due ultrarunner che ben conosco, nel sogno e nella vita)
Ricordo che la fatica nelle mie gambe si faceva immensa, soprattutto dopo il passaggio al coperto e quando riprendevo a correre, dopo la sosta per rinfrancarmi e rifocillarmi, sentivo che erano come di cemento e facevo fatica a sollevarle e farle girare come si deve
In un certo momento della gara, mi ritrovavo all’interno d'una stanza e qui frugavo alla ricerca di qualcosa
Aprivo una scatola di cartone, tipo quella in cui sono contenute le merci acquistate su Amazon, e estraevo il suo contenuto per esaminarlo: ed era costituito da una grande varietà di DVD e CD musicali
Alcuni li trovavo interessanti e li mettevo da parte: avrei voluto portarli con me durante la parte di corsa che ancora mi restava, ma poi mi ricredevo e li riponevo di nuovo nella loro scatola, ripromettendomi di tornare a prenderli dopo la cerimonia delle premiazioni
Poi riprendevo a correre, di nuovo con quella sensazione di fatica infinita e le gambe pesanti 
Mi si è affiancato uno che mi dava da parlare, mi sbeffeggiava e interferiva con la mia corsa, urtandomi e mettendosi in rotta di collisione con me
Cercavo di evitare la distrazione e il contatto, ma quando il tizio si è fatto il più insistente, non potendone più, l’ho attaccato a sorpresa, facendolo cadere per terra come una bambola disarticolata e proseguendo, infine, nella mia corsa indisturbato

Dissolvenza

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16 maggio 2025 5 16 /05 /maggio /2025 06:06

Esattamente un anno fa trascrissi questo sogno

Maurizio Crispi (16 maggio 2024)

Aiutooo! Fatemi scendere (foto di Maurizio Crispi)

Faccio parte di una squadra investigativa che deve raccogliere degli elementi per incastrare un pericoloso boss della mafia
Nel corso della mia attività devo operare sotto copertura e mi ritrovo a far parte del gruppo di scherani che vengono mobilizzati per proteggere il boss nei suoi spostamenti 
Il boss richiede un’obbedienza assoluta ed è afflitto da una spiccata paranoia (che é poi la paranoia del potere) e, quindi, controlla tutto e tutti, instancabilmente, incessantemente
L’inchiesta raggiunge un importante punto di svolta grazie al lavoro svolto da noi che siamo gli infiltrati speciali: è stato raccolto un importante dossier che contiene tutti gli elementi atti ad incastrare il boss e i suoi luogotenenti
Ciascuno di noi non conosce l’identità degli altri agenti sotto copertura
Mentre si sta arrivando a questo importante risultato, la sospettosità del boss è aumentata a dismisura 
Dietro i suoi imponenti occhiali da sole con impenetrabili lenti a specchio controlla tutto e tutti, e sembra che stia sempre lì a fissarti con uno sguardo invisibile
Stiamo ritornando In aereo nella città di residenza del boss: il volo di è quasi concluso e ho gli ultimi minuti del volo a disposizione per sottrarre delle carte importantissime ai fini dell’inchiesta 
Tra le mani tengo un fascicolo dal quale devo sottrarre dei documenti
Si tratta di estrarli da una busta trasparente di plastica, separarli da altri con cui sono spillati e velocemente intascarli, con destrezza
Le mie dita però sono impacciate, perché il boss è seduto un paio di fila dietro di me e ho l’impressione che mi osservi minacciosamente 
L’operazione é a rischio di fallire 
Ho paura di essere beccato e, di conseguenza, punito se non ucciso
Poco prima il boss aveva dato del filo da torcere ad uno dei suoi (mi chiedevo se anche costui non fosse sotto copertura), perché non aveva fatto correttamente l’elenco delle voci di spesa, entrate ed uscite, e delle relative destinazioni d’uso delle somme di denaro
Il boss controllava meticolosamente una voce alla volta, poi sollevava lo sguardo (sempre mascherato da quei possenti occhiali scuri) e fissava implacabile quel meschino
E il poveretto tremava
All’ultimo sguardo si era anche pisciato addosso, aspettando la parola (o il gesto) fatale

Ed io mi immedesimavo e tremavo con lui

Ed ora avevo paura che la stessa sorte potesse capitare a me 

Aiutoooo, voglio scendere!

(Dissolvenza)

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11 maggio 2025 7 11 /05 /maggio /2025 13:51
Cave canem (foto di Maurizio Crispi)

Cammino
all’interno d’un grande appezzamento
di terreno incolto,
circondato da alte mura possenti 
su due lati
lunghi quanto un campo di calcio
(e forse di più)

Su di uno dei lati corti
(che è poi quello da cui provengo)
c’è un edificio fatiscente
adibito a dubbio luogo di ristorazione
(che deve aver visto giorni migliori)

Il quarto lato,
quello verso cui procedo,
é aperto verso il mare
che s’intravede nella distanza
azzurro e scintillante
Una visione da sogno
che contrasta con lo squallore 
di questa corte interna, 
invasa dalla crescita selvaggia di male erbe
e ingombra di rottami e sfabricidi,
attraverso cui io incedo

Il fido Black mi precede, 
non al guinzaglio stavolta
Trotta gioiosamente 
e fa grossi balzi
Caracolla come un puledro imbizzarrito ed eccitato,
nevrile,
o forse si tratta soltanto 
di giovanile energia
e naturale impetuosità 
Poi lo vedo scivolare 
dentro una grossa buca fangosa
da cui sembra emergere
la testa di un toro lì abbandonato,
forse morente
Penso allarmato 
che quella buca possa essere 
una trappola di sabbie mobili
(ed entro in allarme per Black
nell’eventualità che venga catturato
da quella insidia letale)
ma sono al contempo infastidito
al pensiero che lui,
seguendo la sua natura
ferina ed ancestrale
possa indugiare a rotolarsi
con goduria
in quella melma 
puzzolente e fetida
Sì sa che i cani 
che abbiano lo spirito della caccia
ancora vivo
facciano ciò molto volentieri
per mascherarsi olfattivamente
o anche soltanto per il piacere di farlo,
afinalistico
Lo chiamo più volte
Black!

Black!
Black!
E mai risponde
Poi lo vedo balzare fuori dalla fossa,
lasciando il toro morente al suo destino
per proseguire nella sua corsa gioiosa,
pur rivestito ora da capo a piedi
di melma verdastra e purulenta

 

coccodrillo gigante preistorico

Mi accorgo con allarme 
che dalla direzione opposta avanza 
un coccodrillo enorme
(o forse si tratta di una gigantesca salamandra),
un essere preistorico, 
di immani proporzioni,
dal corpo ferrigno ricoperto
di grosse piastre verdastre,
luogo di crescita 
d’un fitto manto di alghe
e incrostato di cirripedi,,
le zampe arcuate 
grosse come tronchi
Un’entità primitiva 
che sembra essere uscita da un incubo
o da una delle tante versioni filmiche
di King Kong
Forse, proprio grazie alla mimetizzazione fangosa,
Black passa inosservato
e prosegue oltre, 
verso il mare,
verso la libertà 
Il mostro continua ad avanzare 
verso di me,
impedendomi di fatto
il passaggio 
Ad ogni suo movimento 
il terreno trema 
sotto i miei piedi
Quello potrebbe ghermirmi in un sol boccone
oppure potrebbe spezzarmi in due
con un semplice colpo di coda
Non ho alternative
Ritorno indietro
verso quel ristorante terzomondista

Entro e grido
a gran voce, 
cercando di avvisare
eventuali avventori e lavoranti
del pericolo imminente

Ma le mie grida sono inani
Non c’è nessuno ad ascoltarmi

Il mostro avanza alle mie spalle

Black tutto insudiciato
se ne é corso via 
verso la libertà 

Ed io?
Cosa mi rimane da fare
per avere salvezza?

Dissolvenza

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3 maggio 2025 6 03 /05 /maggio /2025 09:45

Questo piccolo scritto è stato recuperato da Facebook e non era mai stato riportato prima su questo blog

Maurizio Crispi (24.04.2021)

Albero capitozzato (foto di Maurizio Crispi, Palermo Villa Sperlinga)

Ho sognato di essere in un luogo di natura.

Ero su di un'auto, anche se - in questa circostanza - l'auto era il mezzo meno idoneo, poiché il percorso era difficile ed ero costretto di continuo a compiere manovre azzardate. per mantenere le ruote in assetto senza precipitare nella scarpata fiancheggiante la stretta pista che s'addentrava all'interno di un bosco fitto di alberi di grandi dimensioni.
C'erano anche altri con me nell'abitacolo che era come quello di una piccola astronave.
Qualcuno aveva acceso un fuoco ed io mi accorgevo che le fiammelle erano salite in alto, lungo il tronco - sino alla chioma - di un alto e fronzuto eucalipto (simile ad uno vicino a casa mia, maestoso, che di recente è stato capitozzato in modo selvaggio - e credo che si riprenderà mai da questo taglio che è stato in fondo un deliberato atto omicidiario) e che, da lì avevano cominciato a passare ad altri alberi le cui chiome, quasi per via di un irrefrenabile contagio, si facevano fiammeggianti (la temibile modalità della propagazione degli incendi boschivi "a balzi").
Cercavo di attirare l'attenzione degli altri su quanto stava accadendo e del pericolo imminente.
Nessuno mi dava ascolto. 
Soprattutto, nessuno volgeva lo sguardo verso l'alto.
"Guardate, Dio mio! Non vi rendete conto di quello che sta succedendo?".
I miei avvisi cadevano nel vuoto più disperante

Più avanti ero in una specie di libreria
E facevo delle fotografie, scatti su scatti
Una mia conoscente di vecchia data (che non vedo da anni e che fu un mio "amore" adolescenziale, mai ricambiato) mi guardava e mi chiedeva "Dove sei, adesso?".
Una domanda che cadeva anch'essa nel vuoto, perché trovavo che fosse difficile se non impossibile darvi una risposta
Cosa intendeva dire esattamente? Voleva riferirsi ad un luogo fisico, oppure ad uno stato mentale?
Oppure intendeva chiedermi: "In quale stato (o momento) della tua vita ti trovi?".
Rimanevo senza parole, ma anche con la mente semi-paralizzata, quasi che la domanda così criptica mi imponesse di esaminare nel dettaglio ogni risvolto della mia vita.

 

L'incendio nel bosco, mi ha riportato al libro che sto per finire di leggere in questi giorni ed è "La Pianta del Mondo" di Stefano Mancuso (Laterza,2021), ma mi ha anche ricondotto ad un mio piccolo scritto di qualche tempo fa che è "La piccola quercia tenace" (pubblicato nel mio blog).

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30 aprile 2025 3 30 /04 /aprile /2025 19:59

Una piccola nota onirica del 30 aprile 2023, recuperata da FB

Maurizio Crispi

Villa Cattolica (Bagheria): L’uomo che legge il giornale (foto di Maurizio Crispi)

Ancora una volta in viaggio

Questa volta su di un piccolo van,
assieme ad altri

Percorriamo una strada costiera
in prossimità del mare

Giungiamo in una città un tempo possente,
con edifici una volta magnifici,
ora ridotti in macerie,
muri erosi,
torri smozzicate, 
macerie sparse dovunque
Tutto invaso dalle acque
con onde di risacca 
cimate di spuma bianca 
che percorrono gli spazi tra le rovine

Uno spettacolo di romantica bellezza decadente
che ci fermiamo ad ammirare con stupore
Io sono armato d'una camera reflex con zoom
e scatto foto su foto

Ci sono dei cavalieri che si avvicinano
a passo lieve
camminando dentro l’acqua
e dunque non si sente il rumore di zoccoli,
solo lo scricchiolare dei finimenti 
e l’ansimare delle bestie

All’improvviso uno dei cavalieri
con tutto il suo destriero 
comincia a spiccare dei salti in verticale
ad altezza crescente
Qualcosa di innaturale,
mai visto
che nemmeno Buffalo Bill


 

Cowboy destrezza a cavallo (dal web)

Io, intanto, colgo l’occasione
e faccio scatti a ripetizione,
zoomando sul cavallo,
sui suoi occhi e sulle froge frementi,
ma anche sul cavaliere

C’è il terrore negli occhi del cavaliere,
panico in quelli del cavallo
Poi, alla fine dell’ultimo salto
cadono malamente
su di uno spuntone di muro
 
Il cavaliere si rialza indenne
Non così il povero cavallo
che rimane a terra,
semisommerso dall’acqua,
ancora vivo,
ma con il respiro affannoso

Penso che ora quel povero cavallo
dovrà essere abbattuto 
con un colpo misericordioso,
per porre fine alle sue terrene sofferenze

Dissolvenza

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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