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17 agosto 2026 1 17 /08 /agosto /2026 06:47
In fuga dall'alluvione (immagine generata con Gemini AI)

Un sogno incuboso dei miei soliti

Dovevo andare in aeroporto molto presto
e mi avrebbe accompagnato la mamma
Per assicurarmi un minimo di ore di sonno, andavo a letto presto
Nella stanza accanto ospitavo il vicino di sotto con la moglie (come mai? Forse erano rimasti senza alloggio o erano reduci da un viaggio a loro volta…).
Cercando di fare in silenzio (per via dei vicini) io e la mamma ci preparavamo e sgattaiolavamo fuori senza far rumore. Ma quelli sentivano le stesso e brontolavano
Nella fretta non riuscivo a prender tutto ciò di cui avrei avuto bisogno. Per esempio, ricordo che indossavo dei ridicoli mocassini in pelle nera simili a babbucce assolutamente non idonei e dei pantaloni chiari da dandy
Ci mettevamo in auto e andavamo dritti all’aeroporto
Sosta in strisce bianche per il check-in 
Faccio tutte le operazioni per il volo delle 5,30
Chiedo della macchina e mi dicono che non va bene lasciarla parcheggiata lì, poiché quelle strisce bianche sono solo per la sosta breve
Mi indicano la direzione che devo imboccare per il tipo di parcheggio più consono e vado
Dopo un breve spostamento, arrivo nell’area indicata
Scendo dall’auto e mi reco alla reception ma qui mi incanalano verso una zona di ristorazione self service dove ci sono altri in attesa
Parrebbe che, per avere tutti i documenti attestanti il pagato parcheggio a lungo termine, si debba fare obbligatoriamente colazione
Ma io non voglio!!!
Eppure siamo tenuti in ostaggio, dobbiamo aspettare per un tempo che sembra dilatarsi all’infinito e nessuno ci dice niente
Tic toc
Tic toc
Tic toc

Il tempo corre e noi siamo fermi, immobili,
In attesa della colazione coatta, una colazione che per di più non arriva
Ma io non voglio far colazione!
Il tempo della colazione non è il mio tempo!
Lascia correre, mi dico
Lasciar correre!
Dong 
Dong
Dong

A posto siamo!  C’è una colazione da fare che non arriva e c’è pure una campana che ha cominciato a rintoccare ossessivamente
Per chi suona la campana?
Me ne vado, mando tutti a fanculo
e mi avvio lungo strade fangose e dissestate
Non ho più idea di dove sia la macchina, ma non posso riaverla indietro perché non ho fatto quella dannata colazione
Comincio a vagare senza meta cercando di raccapezzarmi
In un intermezzo mi ritrovo di nuovo nella casa da cui mi ero mosso per andare in aeroporto e qui scopro che, oltre al mio vicino di sotto con famiglia che li aveva alloggiato, c’erano anche tre uomini in divisa che costituivano parte dell’equipaggio di volo di un aereo di linea (tiravo ad indovinare). Avevano dormito e ora si accingevano a lasciare l’alloggio. Nel prepararsi avevano fatto casino, con le loro voci forti e risuonanti, e avevano svegliato l’avvocato che, infatti, si preparava a farmi una querela 
Ma come - io dicevo - non solo ti ho ospitato per una notte, venendoti incontro in un momento di difficoltà, e mi fai pure querela?
Parlando con gli altri ospiti capisco che costoro sono proprio i piloti dell’aereo con cui dovrei viaggiare io
Capisco anche che, malgrado tutti i contrattempi ancora potrei farcela e riuscire a partire egualmente
Niente piloti, nessun volo!, questo è il mio ragionamento
Faccio loro un discorsetto per chiedere loro di cercare di ritardare il più possibile il trasferimento in aeroporto in modo da darmi il tempo di raggiungerlo e di risolvere tutte le complicazioni che dovrò ancora affrontare
Un discorsetto con strizzata d’occhio, per così dire
Loro annuiscono con un sorriso complice
Mi ritrovo di nuovo in aeroporto a vagare alla ricerca della mia auto e percorro un labirinto di strade avvolte in una luce crepuscolare
Mi accorgo a stento (per via della luce fioca) che arriva una piena d’acqua solo dal baluginare della cresta schiumosa dell’onda che spazza la via e me ne accorgo anche perchè intravedo i corpi di pecore ed altre bestie che rotolano nell’onda senza più vita
Dalla velocità con cui la cresta avanza capisco che si tratta di una piena impetuosa
Allora prendo a correre per mettermi in salvo e imbocco altre strade, ma da ogni parte mi giri l’acqua continua ad arrivare con veemenza
Corro come un forsennato per sfuggire all’alluvione, ma non c’è via di scampo
E ancora non sono le 5,30
Forse

se riuscirò a trovare la mia auto
se riuscirò a metterla nel parcheggio di lunga sosta
se riuscirò con l’apposita navetta ad arrivare al gate d’imbarco
se riuscirò ad uscire dal labirinto
se riuscirò a sfuggire all’esondazione
allora ce la farò a prendere quel maledetto aereo 
E il mondo intero sarà mio

Dissolvenza

Se riuscirò...
Se riuscirò...
Se riuscirò...
Se riuscirò...
Se riuscirò...
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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