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1 giugno 2026 1 01 /06 /giugno /2026 06:46

Ho sognato un catafalco,
un corpo composto su di esso,
le fiamme che ne lambivano la base
e s’accingevano a trasformare tutto
in una pira ardente
Tutt’attorno una folla
ridente e festosa,
non cupa
Finalmente,
la Nera Signora
aveva reciso
il filo della vita
di un uomo malvagio
non meritevole di compassione
e le sue ceneri indegne
di essere date in pasto
ad alcun essere vivente

Maurizio Crispi (31 maggio 2026)

La pira arfente (immagine generata da Meta AI)

La pira arfente (immagine generata da Meta AI)

Danzante su superficie riflettente convessa (foto di Maurizio Crispi)

É un giorno qualsiasi in comunità 
Sono tutti preoccupati per una paziente che ha chiesto di uscire per qualche tempo in autonomia
Molti ritengono che non sia il caso
Chiedono a me di fare una valutazione finale che sia decisiva e dirimente
Parlo con la paziente, un po’ seccato
Possibile mai che anche le più semplici decisioni vengono rimandate al giudizio ultimo del medico?
Parlo con la paziente
Non mi pare di notare alcunché di strano o anomalo
É adeguata, ragionevole, consapevole dei suoi limiti, ma anche fiera delle sue opportunità 
Certo, è un po’ eccentrica,ma chi non lo è, in definitiva?
Per convincermi della sua idoneità si esibisce in alcuni esercizi ginnici elaborati e di difficile esecuzione
Io rimango sbalordito per l’impeccabile performance
Comunico a qualcuno della comunità che, a mio avviso, la richiesta della paziente può essere esaudita 
Ma, davanti al mio parere, alcuni storcono il muso
Ma allora, perché mi avete chiesto?, faccio io alquanto piccato
Insomma, non si trova una soluzione
Sempre in comunità, cammino con difficoltà 
Ho delle scarpe con suola di cuoio, cosa per me assolutamente insolita
Non ho presa sul terreno e i piedi mi scivolano di qua e di là 
Ancora peggio è quando mi imbatto in un tratto di pavimento bagnato e scivoloso
Per mantenere l’equilibrio mi ritrovo a compiere dei movimenti a scatti e scomposti, come fossi una marionetta impazzita
Qualcuno - per darmi aiuto - mi tocca con la mano per afferrarmi e impedirmi così di cadere malamente ed io reagisco inviperito, gridando: Non voglio essere toccato da nessuno, nemmeno per una giusta causa!

Dissolvenza

Una casa nel bosco (immagine generata da Meta AI)

Sono in una casa in mezzo ad un bosco
Da lì, mi muovo per andare a lavorare
L’auto non è nel bosco
Qui le auto sono interdette
Esco di casa per andare al lavoro, correndo al piccolo trotto e portando in un piccolo zaino ciò che mi serve
Questa è la cosa più pratica da fare: raggiungere l’auto parcheggiata fuori dal bosco e da lì guidare
Mi muovo, dunque
La partenza è laboriosa 
Non é facile raccogliere nello zaino tutto ciò che mi serve
Parto... dapprima le mie gambe girano impacciate
Poi, meglio
Accidenti! Rifletto - in un’improvvisa epifania - che ho dimenticato le chiavi dell’auto
E per fortuna che me ne sono accorto solo dopo aver percorso appena alcune centinaia di metri!
Ritorno indietro e acciuffo le chiavi 
Riparto sempre al piccolo trotto
Dopo circa mezzo chilometro di sentiero accidentato e pieno di ondulazioni: ACC! Ecco che mi ritrovo a pensare di non aver messo nello zaino un’importante fascicolo
Devo tornare indietro, non posso lasciar correre!
Torno faticosamente, questa volta il mio slancio si è sensibilmente attenuato
Ma è una cosa che va fatta!
Lungo la strada del ritorno devo fare i conti con un grosso cane che se ne sta disteso sul sentiero, totalmente mimetizzato allo sguardo. È un grande cagnone, giocoso e giocherellone che decide di accompagnarmi per tutta la strada
Arrivo, prendo ciò che mancava e riparto, un po’ più affannato
Vado anche questa volta, ma la strada mi pesa un po’ di più 
Arrivo questa volta quasi alla fine del percorso sterrato in mezzo al bosco 
Sono già in vista della piazzola dove ho parcheggiato l’auto e mi ricordo all’improvviso di aver dimenticato qualcosa di essenziale e per forza devo riprendere a percorrere il sentiero all’incontrario
Uffa! Non ne posso più!
Questa uscita sta diventando una vera fatica di Sisifo!
Questa volta trovo a casa un caos calmo 
Il cane ospite giocherellone che vi avevo lasciato la volta precedente aveva causato un bel po’ di guai con la sua esuberanza e irruenza e, soprattutto, si era piazzato su letto e divani che aveva assunto essere suoi, di sua proprietà unica ed esclusiva 

Dissolvenza

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24 maggio 2026 7 24 /05 /maggio /2026 05:57
Cadono tutte le cose di mano (immagine generata da Meta AI)

Devo fare il check-out in albergo e poi andare a rendere omaggio alla salma di qualcuno che deve essere seppellito di lì a poco 
L’operazione non è semplice
Innanzitutto, non mi ricordo più qual’é la stanza dove ho alloggiato; poi, quando finalmente fare ci arrivo, mi ritrovo con un’enorme quantità di carabattole che mi viene difficile gestire
Scendo nella hall e qui c’è una folla invereconda, poiché una comitiva di turisti è appena arrivata e sono tutti in coda per fare il check-in 
Intanto, mi accorgo di aver dimenticato qualcosa su in camera e quindi raccolgo tutte le mie cose - o meglio cerco di farlo perché mi cadono da tutte le parti - e ancora una volta ho dimenticato dove si trovi la stanza
Intanto vedo che alcuni miei amici sono già fuori dall’hotel pronti per andare
Io no, e mi ritrovo per giunta ad avere un grosso phon tra le mani, grosso quanto un carrarmato o una piccola astronave e, intanto, tutte le cose continuano a cadermi da ogni parte

Una situazione disperata, ma non seria

O, forse, un’opera buffa

Poi ho sognato di nuovo

Ero in campagna, davanti alla casa
Mi crogiolavo al sole in abito adamitico
All’improvviso sentivo il sordo brontolio del motore di un’auto al di là della cortina degli alberi che rende invisibile il fronte della casa a chi si avvicina al cancello
Mi alzai allora dalla sdraio per poter sbirciare in direzione del cancello
In effetti al di là di esso, chiuso come di norma c’era un auto tipo pandina ferma e con luci di posizione accese
Correvo dentro casa, a culo nudo e disturbato nella mie quiete di prima, gridando: Ale, Ale, c’è un visitatore al cancello!, come a dire: Ale, occupatene tu di questi disturbatori della quiete pubblica!
Ma la mia quiete adamitica era stata demolita irrimediabilmente

Dissolvenza 

Un visitatore inatteso (immagine generata da Meta AI)

Un visitatore inatteso (immagine generata da Meta AI)

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18 maggio 2026 1 18 /05 /maggio /2026 06:07

Notte opaca, senza sogni
Risveglio
Occhi spalancati
nel buio

Maurizio Crispi (17 maggio 2026)

Un uomo stanco (immagine generata con Meta AI)

Poi sognai
Traccheggiavo con l’auto e con le auto
Lasciavo la mia
Ne guidavo un’altra
Poi mi rendevo conto che l’altra non potevo prenderla, 
là dove l'avevo lasciata parcheggiata
perché ero già alla guida di una seconda auto
e allora dovevo organizzare qualcosa
per farmi accompagnare da qualcuno con una terza auto
per poter ritornare a prendere la prima
E allora che fine avrebbe fatto la seconda auto?
Alla fine dei conti mi avanzava sempre un’auto
Per quanto mi scervellasi non riuscivo a trovare una soluzione
Grandi complicazioni
Poi, mi trova immesso in una situazione
in cui ci sidoveva congedare da alcuni ragazzi del pararowing
che andavano via
forse in un'altra città 
e, prima di salutarli,
avremmo dovuto guardare tutti assieme
un video che li riguardava

Questo era -  ricordo bene -
un momento molto emozionante

Succedevano molte altre cose,
un turbinio di eventi, ma non li ricordo più

Ho sognato varie cose in loop
Ero da qualche parte, per strada o in una piazza,
e qui avrei dovuto incontrarmi con alcuni operatori del Servizio per le tossicodipendenze
per definire dei casi clinici
Tuttavia, ed anche qui ero in loop, non riuscivo mai a concludere
Rimaneva tutto incompleto ed indefinito,
ma soprattutto non c’era mai un luogo dove incontrarsi
Interagivo con molte persone (e colleghi) della mia vita passata

Dissolvenza

Maurizio Crispi (15 maggio 2026)

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10 maggio 2026 7 10 /05 /maggio /2026 06:41
Temporale notturno (immagine generata da Meta AI)

Il brontolio del tuono
mi ha d’improvviso svegliato
Soffiava il vento
e il battente della finestra
sbatteva ritmicamente
Ho guardato fuori
e tutto si s’è acceso
della luce livida di un lampo
Da dormiente, 
ero immerso in un sogno vivido,
ma il risveglio tumultuoso
l’ha fatto scivolare via
assieme alla pioggia
che batteva furiosa
Niente, 
nemmeno una traccia esile é rimasta
Eppure, 
era una scena onirica densa e articolata
Dopo la tempesta,
il silenzio s’è fatto assordante,
immenso

Poi, mi sono sistemato sul divano

Mi sono addormentato e ho sognato

Camminavo lungo le vie della città
e trovavo cose
Le raccoglievo da terra
Le esaminavo
Se mi piacevano, le tenevo
Ero, dunque, un raccoglitore
Attirava la mia attenzione 
un grosso oggetto traslucido
Aveva la forma di una grossa urna
Vi si distingueva alla sommità 
Una specie di coperchio,
costruito ad arte
perché non si vedeva alcuna commessura
Riuscivo a rimuoverlo,
non senza fatica, 
perché l’incastro era perfetto,
per scoprire che al di sotto
non c’era alcuna cavità,
ma ancora solo cristallo massiccio

Il venditore di oggetti di latta (immagine generata da meta AI)

Ero contento di questo ritrovamento
che mi faceva pensare 
ai famosi teschi di cristallo andini
Continuavo a camminare
con quest’urna sotto il braccio
che non mi pesava proprio,
malgrado il suo aspetto massiccio
e  vedevo un auto 
Il cui tetto era carico di utensili
di latta e di alluminio,
in quantità enormi 
e varietà indescrivibili, 
per tutti gli usi e necessità 
Di fronte, c’era una bottega
la cui vetrina era affollata
dallo stesso genere di utensili
Pensavo che avrei dovuto tornarci
in questo nuovo negozio
Rovistando, ci avrei potuto trovare
qualcosa di utile,
così pensavo

Dissolvenza

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7 maggio 2026 4 07 /05 /maggio /2026 06:28
Arcate crollate (immagine generata da Meta AI)

Ho sognato che mi muovevo per le vie della mia città e la vedevo disastrata, come se - dovunque - fosse stata sottoposta a pesanti bombardamenti
Per esempio, nei pressi del porto, una rampa in salita sostenuta da magnifiche arcate di pietra era interamente crollata e suoi giganteschi frammenti giacevano a terra, ingombrando il cammino nella strada sottostante
Altrove dei malacarne avevano organizzato dei chioschi abusivi per la vendita di bevande alcoliche e altri ristori di dubbia qualità 
Io camminavo e osservavo
Ad un certo punto, s’accostava a me una grande berlina nera con i vetri oscurati
Il finestrino di dietro si abbassava lentamente e compariva il volto del sindaco in persona a cui io tutto riferivo, di ciò che avevo visto, come se lui potesse essere un Risolutore, anche se in cuor mio avevevo la neta percezione ch fosse soltanto un satrapo di infima qualità e dalla capacità di governo quasi nulle.
Poi me ne andavo, proseguendo nel mio cammino, e c’erano molte altre cose che colpivano la mia attenzione e che annotavo con solerzia nel mio taccuino mentale
Il mio compito di esploratore e di osservatore delle cose guaste era inesauribile e senza fine
ero un geografo del disastro e speravo di imbattermi prima o poi in un vero Risolutore, qualcuno che veramente prendesse a cuore i problemi, le desolazioni, le devastazioni, i malcostumi che io avrei potuto segnalargli

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3 maggio 2026 7 03 /05 /maggio /2026 07:11
Il percorso nella caverna-palestra (immagine generata da Meta AI)

Mi sono iscritto ad un’enorme palestra, tecnologica, superattrezzata, con sale, salette, campi da gioco delle più diverse discipline, piscine e piscinette, saune, vasche per l’idromassaggio, e disposta su diversi piani, alcuni dei quali sprofondano sottoterra
Incredibile e fantasmagorica...
Ci vado per la prima volta 
Ci vado vestito con il minimo, cioè a piedi scalzi e in costume da bagno
Entro, superando i controlli (e le relative barriere di sicurezza), e poi comincio a correre, lento e metodico, percorrendo senza fretta tutti i diversi spazi
Faccio avanti ed indietro
Su e giù 
Alcuni degli spazi sono affollatissimi di altri frequentatori che, come me, corrono
Altrove, invece, gli ambienti sono del tutto deserti, grandi quanto immense cattedrali vuote e cavernose
Ogni tanto il pavimento, lavato di fresco, è scivoloso e devo ricorrere a tutta la mia abilità per non slittare malamente
Ma vado avanti
Percorro il circuito intero diverse volte, anche se, ogni volta, mi accolgono prospettive diverse e cangianti come se fossi all’interno di architetture disegnate da Escher
Potrei correre per sempre
Ma per ogni cosa umana c’è una fine, prima o poi
Penso che alla fine di questo mio allenamento sarà bello concedermi una bella doccia corroborante
Mi rendo conto di non aver portato con me nulla per tale evenienza, né bagnoschiuma, né telo da bagno, né accappatoio
Mi sento sconfortato davanti alle uniche alternative possibili: farmi la doccia e rimanere tutto colato, oppure tornarmene a casa, rinunciando al beneficio dell’acqua

Salus per Aquam

Dissolvenza 

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26 aprile 2026 7 26 /04 /aprile /2026 06:36
SpiceLife (Immmagine generata con l'aiuto di Meta AI)

Nel sogno ho a che fare
con una serie di prodotti
per l’integrazione alimentare
e per la stimolazione naturale del metabolismo
immessi nel commercio
con il brand “Spezial SpikeLife
Nella loro preparazione
le spezie hanno un ruolo
di primo piano
Questi prodotti
in tempi in cui si discute
di metabolomica
li promuovo,
li pubblicizzo
e li consumo io stesso
H24,
di notte e di giorno
di giorno e di notte
Grazie a loro (detti prodotti)
mi sento pimpante e vitale
e ho un toro nelle mutande
Di continuo, ne do testimonianza
Sono un costante influencer
Bevo i prodotti a garganella
davanti a tutti,
sprizzando scintille e scintilline
subito dopo aver assunto la dose

Bevete Spezial SpikeLife
e la vostra vita sarà
calda e sicura,
brillante e scintillante,
ma anche performante”
,
questo è il mio magico slogan
che dico e ripeto
ad amici, a parenti ed anche a serpenti

Di più non ricordo

Dissolvenza

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26 aprile 2026 7 26 /04 /aprile /2026 06:27
La lotta per il controllo dell'acqua (immagine generata da Meta AI)

Sto viaggiando su di un autobus dopo aver lavorato
Devo percorrere un tratto di strada per arrivare alla stazione delle Ferrovie per prendere un treno e tornare a casa
La porta del bus, però, alla fermata giusta non si apre o rimane bloccata 
Per farsela aprire bisogna pigiar forte un pulsante rosso: non si può sbagliare!
Lo pigio con forza, ma il comando non risponde
Intanto viene a tampinarmi uno dell’Ufficio Gestione Risorse Umane e mi dice di passare dal suo ufficio per dargli tutti i dati per la mia anagrafica
Sono imbarazzato da questa richiesta 
É tardi e devo andare alla stazione a prendere il treno
Gli dico: Adesso non posso! Passeró domani! 
Quello sembra contrariato, poi abbozza e se ne va, scrollando le spalle
L’autobus riparte 
Vuol dire che scenderò alla prossima, mi dico
Arrivo alla fermata, e noto che la strada è tutta allagata, come se fosse appena finita un’improvvisa pioggia a tempesta
Scendendo dovrò attraversar a guado 
Pigio il pulsante rosso ma la bussola non si apre
Bussola! Bussola!, grido al conducente
Ma non c’è niente da fare 
L’autobus, inesorabilmente, riparte
Come farò a tornare a casa adesso?
Ammesso e non concesso che io riesca a scendere alla prossima fermata, poi dovrei percorrere a piedi tutta la strada sino alla stazione; e poi non so se sarò capace di orientarmi 
Del resto, sono in una cittá che ancora non conosco bene
Non so che fare a sto punto
Qualcuno mi dice che il tale che conosco é partito con una nuova infermiera per trascorrere il fine settimana da qualche parte ed io mi dico: Ma com’è possibile! Non C’é più mondo!, riflettendo sul fatto che i due sono abbastanza incompatibili e che il tale è individuo piuttosto rozzo

Succedono molte altre cose

In una parte precedente dello stesso sogno io ero preposto al governo dell’erogazione dell’acqua nella cittá intera ma venivo ingaggiato in una lotta per il suo monopolio con un losco figuro che cerca di avere il predominio
E una guerra logorante ed intanto tutta l’acqua scorrre via e si perde da una selva intricata di tubi e condotte

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22 aprile 2026 3 22 /04 /aprile /2026 06:29
Immagine generata da Meta AI

Sono in un luogo misterioso e indecifrabile, forse anche arcano
Sono successe molte cose, prima, e non le ricordo
Mi trovo davanti ad un enorme palcoscenico
Davanti ad esso (e girato di spalle, quindi con la spalliera addossata al proscenio) vi è un divano enorme sul quale potrebbero accomodarsi dei giganti o dei ciclopi
Sul palcoscenico si muovono due personaggi grotteschi, mascherati e irriconoscibili
Sembrerebbe che portino sul viso delle maschere giapponesi Kabuki e si muovono lentamente girando l’uno attorno all’altro in una danza silenziosa e muta
Ciò che avviene lì sul palcoscenico attrae immediatamente la mia attenzione e vorrei avvicinarmi per fotografare la singolarità di quanto sta avvenendo
Tuttavia, per avvicinarmi e mettermi in una posizione di ripresa propizia dovrei inerpicarmi su quel divano per giganti
E non è un’impresa facile dal momento che indosso enormi scarponi, pesantissimi, imbottiti di piombo e pietre
Con questi stivali gravosi addosso, devo apparire come una figura sicuramente caricaturale, e mi vengono in mente certi personaggi di Robert Crumb
La mia mobilità è molto limitata per via dell’ingombro e del peso di questi stivaloni che non sono certamente gli stivali delle sette leghe e, in più, il divano é d’una morbidezza esasperante, cosicché ogni singolo passo di avvicinamento mi costa una fatica brutale e i piedi di pietra e metallo sprofondano inesorabilmente nel tessuto e nell’imbottitura sottostante che è di un’anomala morbidezza
E dunque profondo più volte sino al ginocchio, come se stessi camminando sulle sabbie mobili e, ogni volta che mi sembra di avere raggiunto una postazione di ripresa ottimale, i due personaggi sul palco si spostano, oppure uno dei miei due piedi viene vieppiù inghiottito nell’imbottitura e, quindi, quando ciò accade, perdo di colpo l’inquadratura
Un’altra difficoltà è data dal fatto che l’estremità superiore del divano è ricoperta da una quantità di piccoli oggetti fragili e delicati, dei quali alcuni sono ciotole e bicchieri di cristallo intarsiato che a loro interno contengono altri piccoli oggetti, come monili, piccole pietre e pezzi di vetro levigati dal mare, conchiglie e gemme senza valore o anche monete
Nei miei goffi movimenti e sprofondamenti la stoffa che ricopre la testiera del divano si tende e questi oggetti si muovono e cadono in giù riversando il loro contenuto e rompendosi
Ed io cerco di evitare il più possibile il danno
Per alcuni degli oggetti non c’è nulla da fare, perché il loro contenuto si disperde in mille rivoli o essi stessi - i contenitori - si frantumano
Alcuni altri riesco ad acciuffarli in tempo e a metterli in salvo (ancora una volta il the di The Catcher in the Rye…)
Le operazioni di salvataggio mi distolgono del tutto dal mio obiettivo e rimango impantanato in questa attività
Forse sarebbe meglio rinunciare e non fare più nulla del tutto, rispetto al mio piano originario
I due personaggi in maschera sul palcoscenico continuano imperturbati ad eseguire i complessi movimenti della loro pantomima

Dissolvenza

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18 aprile 2026 6 18 /04 /aprile /2026 08:27

Braccia scheletriche
protese verso il cielo

Non c’è salvezza

Braccia scheletrite protese verso il cielo

Con le capitozzature violente
trasformano le città
in spettrali scenari post apocalittici
con i resti penosi di alberi spogli
e scheletriti
protesi verso il cielo in un grido muto

Maurizio Crispi (13 aprile 2026)

Braccia scheletrite protese verso il cielo
Yucche potate alla selvaggia a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

I potatori armati di motosega fanno scempio.
E' molto - troppo - facile lavorare di motosega
Si leva semplicemente tutto, anzichè limitarsi a lavorare di cesesso, con il serracolo e con le cesoie
Con un unico taglio si leva tutto
Qui, secondo me c'è l'effetto di molta ignoranza e l'incapacità di essere un "vero" giardiniere
Un "giardiniere" è colui che cura le piante di un giardino e che, di continuo, ne cura il benessere, limitandosi a levare - delle piante più grandi - i rami morti e lascinando vivere il resto della pianta che, in linea generale, sa badare a se stessa.
Per fare ciò con maestria occorre lungo apprendistato ed esperienza, occorrono conoscenze: oggi, secondo me, molti si improvvisano lavoratori di un dato settore, pensando con ubris (arroganza) che l'essere in possesso di uno strumento (come è ad esempio la motosega) li autorizza ad operare in un determinato settore.
In realtà costoro sono degli arroganti-ignoranti che, per di più sono maldiretti da altri in capo a loro, altrettanto ignoranti-arroganti.
Per dire che se dai la bomba atomica in mano ad un ignorante, costui la userà provocando un gran danno.
Gli effetti di una simile ignoranza e di altrettanta arroganza, oggi, li vediamo un po' dovunque.
Alcuni dicono, ingenuamente, "Ma sì! Si riprenderanno dal taglio! Cresceranno più forti di prima!"
Pie illusioni, anche queste dettate dall'ignoranza.
Se ad una pianta togli tutto l'apparato foliare che rappresenta il modo della pianta di far funzionare il proprio metabolismo energitico e assicurare la circolazione dei nutrienti, crei una situazione di disequilibrio formidabile che ostacola i fondamenti della vita vegetale: sarebbe come estirpare i polmoni ad un mammifero e immaginare che senza l'apparato respiratorio questi possa continuare a vivere
Non date le motoseghe agli ignoranti!
Create le premesse per una corretta conoscenza della vita vegetale prima di dargliele
Assicuratevi che coloro che sono preposti con funzioni di guida e comando abbiano anch'essi le corrette conoscenze
E poi, ovviamente, c'è un problema di carenza di sensibilità di cui dover tenere conto.
E potrei continuare ancora molto a lungo, ma mi fermo qui

Braccia scheletrite protese verso il cielo
Braccia scheletrite protese verso il cielo
Braccia scheletrite protese verso il cielo
Braccia scheletrite protese verso il cielo
Braccia scheletrite protese verso il cielo

Ho sognato a dismisura, ma non ricordo quasi niente
Tutto svanito
Se non il fatto che ero in un posto in cui avevo il controllo dell’acqua e di continuo profondevo le mie energie per gestire quest’acqua
Acqua a profusione per me e i miei amici
Niente acqua per tutti gli altri
Un tema onirico violento e di sopraffazione
Non mi è piaciuto tanto
Anche perché io mi ritrovavo nel ruolo del cattivo che lesina le risorse agli altri
E questo é quanto
Un sogno appropriato per questi tempi di violenza e sopraffazione

Maurizio Crispi (14 aprile 2026)

Il sogno dell'acqua (immagine generata da Meta AI

Il sogno dell'acqua (immagine generata da Meta AI

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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