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Saracinesche abbassate
Strade e marciapiedi infuocati
L'asfalto rovente sotto i piedi
Foglie e pezzi di carta
si muovono indolenti
spinti da refoli di vento
senza direzione
A parte queste deboli erranze materiche,
nemmeno gli uccelli volano nei cieli
Scomparsi del pari gli onnipresenti gabbiani
Si tengono al riparo,
se hanno ancora dei ripari,
e, se non li hanno, muoiono stecchiti
e cascano giù come pere
Sudore che scorre sulla pelle
Occhi abbacinati,
volti stralunati
Il sole è un martello che picchia senza tregua
Non c'è ombra
perchè gli alberi sono stati tagliati
e sostituiti (laddove ciò è capitato)
da fragili piantine
che mai abbeverate
muoiono disseccate
La città è chiusa per ferie
Un deserto
che, quando si esce,
si può solo attraversare,ben attrezzati
Anziani imprigionati in casa
in attesa che i commerci si riavviino
Intanto languono
Non escono perchè son fragili
e il caldo nuoce loro
Attaverso i vetri delle finestre
si intravedono ombre confuse
che scrutano dabbasso
alla ricerca di segni di vita
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