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11 agosto 2026 2 11 /08 /agosto /2026 11:17

«Ogni tanto arriva un libro, raro e benedetto, che ti ricorda perché leggi. Tra questi ci sono i libri di Michael McDowell».

Fabio Genovesi

McDowell, L'amuleto, Neri Pozza

L'amuleto di Michael McDowell (The Amulet, pubblicato da Neri Pozza nel 2026, nella traduzione di  Elena Cantoni) è un romanzo horror in stile "southern gothic" ed è stato il romanzo d'esordio dell'autore, dato alle stampe - per la prima volta - nel 1979.

Al centro della trama, vi un amuleto misterioso, connesso a una serie di disgrazie e uccisioni che avvengono in una piccola comunità rurale dell'Alabama, Pine Cone,  in un crescendo spaventoso (una sorta di catena di sant'Antonio in chiave horror, sino ad una vera e propria "esplosione" finale).
Il romanzo è avvincente, anche se si percepisce che in questa narrativa manca ancora qualcosa: non c'è quella sottile e variegata costruzione dei personaggi come nelle storie di Stephen King (si vedano, ad esempio, opere kinghiane come Cose Preziose o anche The Dome, in cui si esplorano i cambiamenti nella psiche dei diversi personaggi coinvolti in una situazione-trigger strisciante in un caso ed estrema e paradossale nell'altro che portano ma solo in un momento successivo all'azione violenta e crudele).

(Sinossi) Pine Cone, Alabama, 1965. Dean Howell sta per essere inviato in Vietnam, quando un orribile incidente lo riduce a un vegetale. Da quel momento, la vita di sua moglie Sarah diventa un inferno: oltre al marito, dovrà occuparsi anche della suocera, Jo, una donna pretenziosa e crudele da cui sgorga inesauribile un fiume di odio per la sorte capitata al figlio. Un giorno, Jo regala un amuleto a colui che ritiene il vero responsabile, e strani eventi si mettono in moto: una danza macabra di maledizioni e disgrazie, orrori e omicidi. Man mano che il panico dilaga, Sarah dovrà affrontare una realtà impossibile. E mettere le mani sull’amuleto: prima che le morti diventino una strage, che la vendetta rada al suolo l’intera città.


 

Michael McDowell

L'autore. Michael McDowell, nato nel 1950, Enterprise, Alabama, è stato un autore e sceneggiatore statunitense. Si è laureato in inglese ad Harvard e ha conseguito un dottorato di ricerca a Brandeis. Ha lavorato come insegnante, critico teatrale e segretario. È stato autore di più di venticinque romanzi e sceneggiature, tra cui quella del film Beetlejuice - Spiritello porcello. La casa editrice Neri Pozza ha portato in Italia, a partire dal 2023, la saga gothic-horror di Blackwater, ambientata nella cittadina di Perdido sconvolta da una devastante alluvione.
Tra gli altri titoli pubblicati in Italia, Gli aghi d'oro (2024), Katie (2025).

Michael McDowell si è spento a Boston il 27 dicembre 1999, in seguito a complicazioni dell’AIDS.

La nascita de L'amuleto

(La nascita de L'AmuletoIn un’intervista rilasciata nel 1984, Michael McDowell raccontò in modo diretto e ironico le origini della sua carriera. Prima di L’Amuleto aveva già scritto una mezza dozzina di romanzi non horror, che però non riusciva a vendere. Stanco di quel fallimento, cercava un’idea diversa, più estrema, che potesse funzionare.

L’ispirazione arrivò in modo quasi casuale: mentre stava per guardare Barry Lyndon, vide il trailer de Il presagio, con il bambino demoniaco chiamato Damien. Poco prima aveva visto L’Esorcista, con la piccola Regan. Gli venne allora un pensiero ironico: i bambini demoniaci hanno sempre nomi affascinanti… e se ce ne fosse uno chiamato semplicemente Fred? Da quell’idea nacque il primo nucleo di una sceneggiatura che, col tempo, si sarebbe trasformata in L’Amuleto. Il personaggio di Fred sparì, ma restò l’idea di un male che si sposta e contagia.

Prima ancora di sviluppare la trama, McDowell aveva un’immagine chiara in mente: una sequenza di morti e un oggetto maledetto che passa di mano in mano. Non sapeva ancora come collegare tutto, così una sera si sedette con un amico e iniziò un vero e proprio gioco inquietante: “In quanti modi si può uccidere qualcuno con oggetti comuni di casa?”. Nacquero così idee terribili e fantasiose — un rompighiaccio nell’orecchio, un bambino gettato in una lavatrice, una decapitazione con un ventilatore a soffitto — che poi avrebbe legato in una struttura narrativa.

Alla fine decise di trasformare la sceneggiatura in un romanzo, quasi per esercizio. La prima edizione andò immediatamente esaurita. Capì allora di aver trovato la strada giusta. Un editore vide in lui un autore promettente e l’anticipo per due libri successivi gli permise di smettere di lavorare e dedicarsi alla scrittura.

Il risultato di questo percorso è L’Amuleto, pubblicato nel 1979, un romanzo horror ambientato nell'Alabama del 1960, dove vendetta, maledizione e critica sociale si intrecciano in una danza macabra.

La trama de L'Amuleto. Al centro della storia c'è Sarah Howell, una donna intrappolata in una vita soffocante: il marito Dean, durante l’addestramento prima della partenza per il Vietnam, subisce un incidente al poligono che lo lascia in stato vegetativo. La vita di Sarah diventa un inferno quotidiano: turni massacranti in fabbrica, la cura di un marito immobile, e la presenza tossica della suocera Jo, che riversa il proprio rancore sulla città intera.

La svolta arriva quando la suocera di Sarah entra in possesso di uno strano amuleto e lo consegna all’uomo che ritiene responsabile della tragedia di Dean. Da quel gesto si scatena una spirale di violenza: una serie di omicidi inspiegabili e di morti “accidentali” che colpiscono la comunità senza distinzione di classe, età o posizione sociale.

Man mano che il sangue si accumula e il terrore si diffonde, Sarah si rende conto di una verità sconvolgente: l’amuleto è il vero cuore della carneficina. Da vittima passiva, si trasforma in una figura ossessiva e determinata, pronta a tutto pur di rientrare in possesso dell’oggetto e spezzare — o forse controllare — il male che lei stessa ha messo in moto.

L’Amuleto non è soltanto una storia di orrore soprannaturale, ma un ritratto feroce di una comunità rurale americana, attraversata da ipocrisie, segregazione e rabbia.
È un romanzo spietato, venato di umorismo nerissimo, in cui la morte diventa una forza inarrestabile e la maledizione appare come il riflesso più oscuro della natura umana.


Michael Mc Dowell (1950-1999) è stato uno scrittore prolifico, oltre che uno sceneggiatore (tra i suoi lavori più noti, Beetlejuice e Nightmare before Christmas) riconosciuto a livello internazionale, amato da Stephen King e considerato da Peter Straub uno dei migliori autori di horror in America.

Neri Pozza ha intrapreso la pubblicazione di tutta la sua produzione a cominciare dal 2023, quando è stata riscoperta la saga di Blackwater. La sua opera è al centro anche del podcast firmato da Neri Pozza Podcast: Blackwater. Alla scoperta della saga, che ne approfondisce la trama e i personaggi principali, soffermandosi anche sulla vita di McDowell.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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