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19 agosto 2026 3 19 /08 /agosto /2026 06:04

Ero in un sogno complicatissimo in cui acquistavo un canoa, ma - al momento della consegna - le canoe diventavano due, perché in quella originaria mancava ancora un pezzo fondamentale per un suo corretto utilizzo.
Mi ritrovavo così a dover gestire due diverse canoe che dovevo preparare al mare, dopo averle trasportate sino sl punto del varo
Tutto diventava estremamente complicato e non ci capivo più niente
Dialoghi totalmente folli con diversi personaggi
Non capivo nemmeno se la canoa l’avessi comprata per me o per qualcun altro
Insomma, non cavavo un ragno dal buco e sperimentavo una sensazione di enorme fatica
Succedevano un sacco di cose e tanti contrattempi
E non ricordo più nulla
Ero indaffarato, affacendato, operoso, ma per quanto mi dessi da fare, non riuscivo a risolvere granchè

Maurizio Crispi (18 agosto 2026)

Scafi che si raddoppiano

Scafi che si raddoppiano

I cani-cloni (Immagine generata da Gemini AI)

Ero a casa
Uscivo sul pianerottolo e trovavo cinque altri cani addormentati, cloni identici del mio
Mio Dio, no!
E poi mi chiedevo come avrei fatto a gestire sei cani tutti assieme, come se già uno solo non fosse più che sufficiente

Poi c’era un bimbo piangente in un corridoio di una grande struttura, tipo comunità 
Il bambino non poteva più stare lì e doveva essere trasferito altrove, per problemi di tipo logistici
Io avevo il compito di rendere esecutivo tale provvedimento
Dicevo alla direttrice che il bambino pur dormendo nella nuova struttura avrebbe potuto svolgere tutte le attività didattiche e di socializzazione nel suo luogo di origine, cioè qui
Il volto della diretttice si induriva di botto
Con una violenza inaudita mi diceva che ciò non era assolutamente possibile
Il bambino continuava a piangere senza tregua, disperato, coprendosi il volto con le mani a coppa.

Fine della storia 

(16 agosto 2026)

L'istitutrice severa e senza cuore (Immagine generata con l'ausilio di Gemini AI)

L'istitutrice severa e senza cuore (Immagine generata con l'ausilio di Gemini AI)

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17 agosto 2026 1 17 /08 /agosto /2026 06:47
In fuga dall'alluvione (immagine generata con Gemini AI)

Un sogno incuboso dei miei soliti

Dovevo andare in aeroporto molto presto
e mi avrebbe accompagnato la mamma
Per assicurarmi un minimo di ore di sonno, andavo a letto presto
Nella stanza accanto ospitavo il vicino di sotto con la moglie (come mai? Forse erano rimasti senza alloggio o erano reduci da un viaggio a loro volta…).
Cercando di fare in silenzio (per via dei vicini) io e la mamma ci preparavamo e sgattaiolavamo fuori senza far rumore. Ma quelli sentivano le stesso e brontolavano
Nella fretta non riuscivo a prender tutto ciò di cui avrei avuto bisogno. Per esempio, ricordo che indossavo dei ridicoli mocassini in pelle nera simili a babbucce assolutamente non idonei e dei pantaloni chiari da dandy
Ci mettevamo in auto e andavamo dritti all’aeroporto
Sosta in strisce bianche per il check-in 
Faccio tutte le operazioni per il volo delle 5,30
Chiedo della macchina e mi dicono che non va bene lasciarla parcheggiata lì, poiché quelle strisce bianche sono solo per la sosta breve
Mi indicano la direzione che devo imboccare per il tipo di parcheggio più consono e vado
Dopo un breve spostamento, arrivo nell’area indicata
Scendo dall’auto e mi reco alla reception ma qui mi incanalano verso una zona di ristorazione self service dove ci sono altri in attesa
Parrebbe che, per avere tutti i documenti attestanti il pagato parcheggio a lungo termine, si debba fare obbligatoriamente colazione
Ma io non voglio!!!
Eppure siamo tenuti in ostaggio, dobbiamo aspettare per un tempo che sembra dilatarsi all’infinito e nessuno ci dice niente
Tic toc
Tic toc
Tic toc

Il tempo corre e noi siamo fermi, immobili,
In attesa della colazione coatta, una colazione che per di più non arriva
Ma io non voglio far colazione!
Il tempo della colazione non è il mio tempo!
Lascia correre, mi dico
Lasciar correre!
Dong 
Dong
Dong

A posto siamo!  C’è una colazione da fare che non arriva e c’è pure una campana che ha cominciato a rintoccare ossessivamente
Per chi suona la campana?
Me ne vado, mando tutti a fanculo
e mi avvio lungo strade fangose e dissestate
Non ho più idea di dove sia la macchina, ma non posso riaverla indietro perché non ho fatto quella dannata colazione
Comincio a vagare senza meta cercando di raccapezzarmi
In un intermezzo mi ritrovo di nuovo nella casa da cui mi ero mosso per andare in aeroporto e qui scopro che, oltre al mio vicino di sotto con famiglia che li aveva alloggiato, c’erano anche tre uomini in divisa che costituivano parte dell’equipaggio di volo di un aereo di linea (tiravo ad indovinare). Avevano dormito e ora si accingevano a lasciare l’alloggio. Nel prepararsi avevano fatto casino, con le loro voci forti e risuonanti, e avevano svegliato l’avvocato che, infatti, si preparava a farmi una querela 
Ma come - io dicevo - non solo ti ho ospitato per una notte, venendoti incontro in un momento di difficoltà, e mi fai pure querela?
Parlando con gli altri ospiti capisco che costoro sono proprio i piloti dell’aereo con cui dovrei viaggiare io
Capisco anche che, malgrado tutti i contrattempi ancora potrei farcela e riuscire a partire egualmente
Niente piloti, nessun volo!, questo è il mio ragionamento
Faccio loro un discorsetto per chiedere loro di cercare di ritardare il più possibile il trasferimento in aeroporto in modo da darmi il tempo di raggiungerlo e di risolvere tutte le complicazioni che dovrò ancora affrontare
Un discorsetto con strizzata d’occhio, per così dire
Loro annuiscono con un sorriso complice
Mi ritrovo di nuovo in aeroporto a vagare alla ricerca della mia auto e percorro un labirinto di strade avvolte in una luce crepuscolare
Mi accorgo a stento (per via della luce fioca) che arriva una piena d’acqua solo dal baluginare della cresta schiumosa dell’onda che spazza la via e me ne accorgo anche perchè intravedo i corpi di pecore ed altre bestie che rotolano nell’onda senza più vita
Dalla velocità con cui la cresta avanza capisco che si tratta di una piena impetuosa
Allora prendo a correre per mettermi in salvo e imbocco altre strade, ma da ogni parte mi giri l’acqua continua ad arrivare con veemenza
Corro come un forsennato per sfuggire all’alluvione, ma non c’è via di scampo
E ancora non sono le 5,30
Forse

se riuscirò a trovare la mia auto
se riuscirò a metterla nel parcheggio di lunga sosta
se riuscirò con l’apposita navetta ad arrivare al gate d’imbarco
se riuscirò ad uscire dal labirinto
se riuscirò a sfuggire all’esondazione
allora ce la farò a prendere quel maledetto aereo 
E il mondo intero sarà mio

Dissolvenza

Se riuscirò...
Se riuscirò...
Se riuscirò...
Se riuscirò...
Se riuscirò...
Se riuscirò...
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13 agosto 2026 4 13 /08 /agosto /2026 18:29
Strade che biforcano (elaborazione di foto di Maurizio Crispi)

Sono impegnato in una corsa a piedi, furiosa, senza tregua, su strada 
Le segnalazioni del percorso sono carenti, gli ostacoli sono molteplici
Si tratta di correre su di un circuito che prevede in ognuno dei due giri l’ascesa ad una montagna e il rientro al Giro di boa lungo una strada che scende sull’altro fianco del monte
Superati i ristori alla fine del primo giro riprendo alacremente a correre e poi mi accorgo di non avere imboccato la strada in salita che mi porta su in cima, ma di aver proseguito lungo quella che, tutta in saliscendi, compie l’intero giro della montagna
É per questo che non vedo più avversari davanti a me e nemmeno ce ne sono che mi arrivano alle spalle e mi insidiano
Qui, lungo il percorso sbagliato sono io l’unico avversario di me stesso
Non mi perdo d’animo e continuo ad andare avanti, sicuro che il mio errore mi verrà abbuonato visto che, arrivando al traguardo per questa via diversa, avrò percorso un numero di chilometri ben maggiore di tutti gli altri corridori
Quindi, per un principio di equivalenza, il mio errore sarà perdonato, così mi ritrovo a pensare per confortarmi
Anche qui devo fronteggiare mille ostacoli: automobili che mi intossicano di gas di scarico, autotreni che mi spingono contro il cordolo e che minacciano di travolgermi, incontri con persone del mio passato che, come le Sirene di Ulisse, tentano di abbindolarmi con il loro canto, cani senza collare ostili, mongrels che mi assicutano
Ma io vado avanti imperterrito
Sono, in questo sogno, come un mitico eroe, come un ronin, come un cavaliere solitario che ripone piena fiducia nelle proprie forze, le uniche su cui possa contare
Vado avanti
Vado avanti
In lotta con me stesso, pur sapendo che, quando arriverò al traguardo, non ci sarà più nessuno ad aspettarmi, a registrare il mio arrivo, ad acclamarmi, a mettermi una medaglia al collo

Sarà stata allora vana la mia fatica?
No, ne sarà valsa comunque la pena!

Dissolvenza 

 

Corsa senza fine su percorso sbagliato (elaborazione Gemini)

 

Anche questa vignetta è stata generata da Gemini AI e forse è ancora meglio, con più elementi della piccola storia onirica

Anche questa vignetta è stata generata da Gemini AI e forse è ancora meglio, con più elementi della piccola storia onirica

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11 agosto 2026 2 11 /08 /agosto /2026 07:13
Il momento presente

C’era qualcuno che mi tampinava e mi perseguitava
Io cercavo di far perdere le mie tracce in un gioco ripetitivo e senza fine
Mi sentivo braccato
Dovevo muovermi in continuazione per non farmi bekkare
Non potevo più tornare alla mia auto perché il mio persecutore senza volto la teneva sotto sorveglianza
Decidevo di tornare a piedi, percorrendo una via più lunga, seguendo una strada che costeggiava il mare, donandomi una vista su paesaggi di rara bellezza
Mi chiedevo come avrei fatto a tornare all'auto abbandonata
Ma intanto mi godevo la camminata

Il momento presente

Dissolvenza

Maurizio Crispi (11 agosto 2026)

Lo spadaccino (Immagine generata da Meta AI)

(9 agosto 2026) Ho sognato

Ero a casa e c’era la mamma
Lei parlava di me con una sua amica
Io facevo altre cose, ma orecchiavo
Da piccolo,  ero sempre interessato quando capivo che si parlava di me
Le mamme - si sa - si vantano sempre delle imprese dei propri figli
Quindi, entravo e uscivo di continuo dalla stanza dove la mamma e la sua ospite conversavano davanti ad una tazza di the

Dovevo esercitarmi nelle arti marziali e, in particolare, nel combattimento con la sciabola
Uscivo fuori nel balcone e lì, poggiate su di un tavolo da giardino rotondo in ferro battuto, trovavo due grosse sciabole, una nera e una bianca, ambedue con tanto di elsa
Le guardavo, le prendevo in mano e, mentre le soppesavo, capivo sgomento che avrei dovuto combattere senza più potermi tirare indietro

Combattere era il mio destino ineluttabile
Dentro di me non avrei voluto
Ma non potevo più tirarmi indietro


Dissolvenza

Il questuante (immagine generata da Meta AI)

(9 agosto 2026) Sono in una città diversa

Forse Milano con grandi viali e strade di cui non conosco la destinazione
Passo di corsa ad un buon ritmo
C’è qualcuno con me, ma non so chi sia (forse mi era chiaro mentre sognavo, ma non più adesso)
Andiamo e andiamo
Quando decidiamo di tornare siamo ormai molto lontani dal punto di partenza e non ho idea se ce la faremo a tornare

Chiediamo informazioni
Io, poi, vorrei fare un percorso diverso per tornare e questo mi complica le cose
In più non abbiamo alcuna idea della toponomastica e ciò comporta ulteriori difficoltà nel tracciare un possibile itinerario per il ritorno

Insomma i nostri interlocutori a cui chiediamo di volta in volta rinunciano prima di farci capire veramente qualcosa

Entriamo a questo punto nel grande atrio di un edificio austero che sembra una banca

Ci sono molti in attesa accomodati sulle panche
Altri, invece, seduti ai tavoli, scrivono o compilano moduli

C’è uno emaciato, con una canottiera sporca ed una bandana in testa, che gira dall’uno all’altro facendo la questua
Ha lo sguardo spiritato
Farfuglia parole senza senso e tende la mano per ottenere qualcosa
Non si trattiene
É insistente oltre misura 
Si avvicina a ridosso delle persone,
incurante delle leggi della prossemica 
Sarà strafatto di crack, penso io
Si muove, infatti, stralunato, come uno zombo
Gli interessa soltanto potere soddisfare con urgenza il suo bisogno
Tende la mano e si avvicina sempre di più
Io gli do un manrovescio secco all’altezza dell’addome e questo lo tiene a bada

Si allontana da me, a questo punto, e continua le sue peregrinazioni dall’uno all’altro, senza ottenere nulla

Poi si dirige verso un punto del grande atrio ov'è ubicato lo sportello bancomat e comincia a molestare i diversi clienti in attesa di fare le loro operazioni

Scattano gli allarmi e arrivano i vigilantes allertati dal suo comportamento
Si presenta anche il direttore dell’istituto, accompagnato da un carabiniere
Nel frattempo io avevo scritto una relazione clinica dettagliata sul tipo in questione, proponendo per lui un trattamento sanitario obbligatorio

Il direttore della banca, scortato dal carabiniere, si rivolge a me, chiedendomi un parere professionale
Vorrei dar loro la mia relazione già pronta, ma - per quanto la cerchi tra le mie cose - non la trovo più

Dissolvenza

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5 agosto 2026 3 05 /08 /agosto /2026 18:40
Deserto d'acqua (foto generata da Gemini AI

Ho sognato

Ero in viaggio, forse
Mi ritrovavo seduto su di una panchina assieme ad una mia amica di un tempo (che rimane tuttavia senza una precisa identità)
Abbiamo con noi gli zaini e un'agile attrezzatura da viaggio
Vado a comprare dei biglietti di treno per compiere l'ultimo tratto del viaggio
La biglietteria è in smobilitazion
Sembra che ci sia stato un black out severo
L'addetta alla vendita dei biglietti deve compilare tutto a mano
Le dico che ho bisogno dei biglietti per andare sino a Roma
E lei comincia a scrivere
Poi le annuncio che mi servono anche quelli per proseguire da Roma sino a Palermo
Ci ripenso ancora meglio e aggiungo "forse a questo punto è meglio fare un unico biglietto per Roma e per Palermo"
L'impiegata per la terza volta comincia a scrivere
A questo punto li stampa perchè con un ronzio le macchine e i dispositivi hanno ripreso a funzionare.
Torno dalla mia amica
Al passaggio altri ci hanno lasciato latte piene di olio d'oliva ed altre vettovaglie
A questo punto non siamo più dei "viaggiatori leggeri", come ci eravamo considerati sino a quel momento
Sono incuriosito dalla città in cui ci troviamo
Vedo che c'è un gruppo che si dirige verso una via monumentale, fiancheggiata da antichi palazzi per fare un giro turistico e mi aggrego a loro
La guida parla e blatera illustrando le belle storiche ed architettoniche
C'è un grande arco che consente di immettersi dentro un grande spazio illuminato che pare una caverna dove ha luogo una sorta di culto, senza che sia una chiesa in senso stretto
Torno indietro a chiamare la mia amica perchè possa guardare anche lei
Poi ci dirigiamo verso la stazione
Mi ricordo che nell'andare a visitare la caverna cultuale avevamo lasciato tutto quanto possedevamo, compresi i doni ricevuti, poggiato sulla panchina, ma ogni cosa era stata rimossa all'infuori dei nostri due zaini
Li prendo e faccio strada verso la stazione, ma adesso tutto si è trasformato in un mare che scorre minaccioso attraverso gli edifici, trasformando la città in un deserto d'acqua dove non è possibile procedere con facilità a guado tenendo bene in alto gli zaini
Occorre nuotare e temo che gli zaini possano bagnarsi e il contenuto ammalorarsi, compresi i due preziosi biglietti di treno per fare ritorno

Dissolvenza 

Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
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29 luglio 2026 3 29 /07 /luglio /2026 18:25

Ho sognato che ero in una libreria molto affollata, piena di gente
C'erano tanti libri in mostra, di tutti i tipi
C'era anche un settore cartoleria, dove - tra le altre cose - erano in vendita dei portamatite giganteschi che avrebbero potuto essere utili ai figli dei Ciclopi.
Mi aggiravo tra quelle meraviglie, alquanto stupefatto... Oooooooh!
Poi m'avvicinavo ad un banco dove erano esposti dei libri antichi e di gran pregio, ma anche codici ed incunaboli
Ne osservavo uno che pareva un codice miniato, le pagine preziose di pergamena e lo sfogliavo con delicatezza, temendo che il semplice tocco della mano potesse farle a pezzi
Mi chiedevo quale costo avrebbe mai potuto avere questo codice
Me ne andavo, alla fine, e il sogno si dissolve

Maurizio Crispi (27 luglio 2026)

Il codice miniato (Immagine generata da Gemini AI)

Il codice miniato (Immagine generata da Gemini AI)

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28 luglio 2026 2 28 /07 /luglio /2026 05:45
Le vie brevi e le vie lunghe (Immagine generata da Gemini AI)

Un sogno strano

C’era anche mia madre
Aspettavo che arrivasse una paziente con la quale era fissato un appuntamento per un colloquio e mi affacciavo più volte al balcone, preoccupato perché non arrivava
La strada era buia, i lampioni tutti rotti e giù da basso nell’ombra cupa e densa scorgevo strani movimenti inquietanti 
Ero preoccupato che la mia paziente avrebbe potuto avere dei problemi e che, arrivando, avrebbe potuto essere insidiata ed assalita da quegli uomini senza volto che si nascondevano nelle pieghe d’oscurità della via
Quando ritenevo che la paziente fosse sul punto di giungere abbandonavo il mio punto di osservazione elevato, mi congedavo da mia madre frettolosamente e mi dirigevo verso il mio studio (ubicato nell'appartamento adiacente) per potere aprire da lì il cancello esterno e il portone di giù 

Anzichè essere nell'appartamento dov'è si trova lo studio, mi ritrovavo nel bel mezzo di un’enorme fattoria agricola dove v'era - da qualche parte - anche l’accesso al mio studio 
Lì mi ritrovavo a vagare come fossi smarrito e senza memoria assorbendo tutta la meraviglia di ciò che vedevo e, nello stesso tempo, cercando sempre la via per raggiungere il mio studio per potere accogliere la mia paziente ed assolvere ai miei doveri

Ci sono vie brevi e vie lunghe
Chi sceglie le vie più brevi e spicce raggiunge rapidamente il proprio scopo
Colui che sceglie le vie lunghe, pur correndo il rischio di perdercisi, sarà benedetto dal senso della meraviglia per le cose inaspettate che avrà modo di vedere e di incontrare. 
Chi sceglie la via lunga accetta l'incertezza.
Questo atteggiamento trasforma l'imprevisto da ostacolo a dono, regalando una comprensione più profonda della realtà che una linea retta non potrà mai offrire.

Uno sguardo fuori da una finestra rotonda (immagine modificata da Gemini AI a partire da una mia foto)

Uno sguardo fuori da una finestra rotonda (immagine modificata da Gemini AI a partire da una mia foto)

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26 luglio 2026 7 26 /07 /luglio /2026 05:55
Sala d'attesa gremita (immagine generata da Meta AI)

Sono in un posto simile alla comunità

È quasi ora di pranzo
C’è anche mio fratello con me, in carrozzina
Ci dirigiamo verso la sala che funge da refettorio
Lascio lì mio fratello, proprio davanti ad un tavolo ben apparecchiato
e mi allontano per cercare un luogo dove cambiarmi
Voglio indossare qualcosa di più comodo
Vado dunque alla ricerca di un luogo adatto alla bisogna, che sia un bagno oppure uno spogliatoio
I bagni sono tutti occupati oppure sono in corso le pulizie e dunque sono inaccessibili
Finalmente, dopo molto cercare, mi ritrovo in un grande stanzone che potrebbe essere lo spogliatoio di una palestra o una sala d’attesa, gremito di gente, uomini, donne, bambini, tutti seduti su lunghe panche acccostate ai muri oppure messe in file disordinate al centro della stanzona
Cerco un luogo riservato: non ne trovo alcuno
C’è gente dovunque, soprattutto bambini
Non mi pare opportuno cambiarmi davanti a loro
Alla fine, pressato dalla necessità di far presto (mio fratello mi aspetta) mi seggo all’estremità di una lunga panca, incurante a questo punto di essere circondato dalle genti
Comincio a sfilarmi i pantaloni ma mi si ingarbugliano attorno alle gambe e non riesco più a smuoverli dalla loro posizione, per quanto mi sforzi e mi contorca
Sono ansioso per il fatto che mio fratello mi attenda ignaro
Penso che intanto sta già per finire il tempo della refezione
Che senso avrà allora l’essermi cambiato per stare più comodo?

Dissolvenza 

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18 luglio 2026 6 18 /07 /luglio /2026 05:42
La spiaggia di Cap d'Agde, vista dalle dune (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che mi trovavo su di una lunga spiaggia,
immensa,
che si perdeva nella lontananza 
e non se ne vedeva la fine
Era piatta 
Lo sguardo correva lungo di essa,
senza incontrare ostacoli
Non vi era vegetazione ad interromperne la monotonia 
e nemmeno una linea di dune alle sue spalle 
verso l'entroterra
Era tutto un piattume 
La sabbia era liscia e fine, compatta, umida
perchè frequentemente invasa dalle onde 
nei giorni di tempesta
Se, da un lato, non ci fosse stata la linea grigio-blu del mare,
l'essere lì
avrebbe potuto dare l'impressione di stare 
su di una vasta superficie desertica
Eppure era una lunga spiaggia infinita,
un limite, forse una linea di confine
Anche al di là della spiaggia
verso l'interno,
non si intravedeva alcunché 
che servisse a creare una sensazione di movimentazione paesaggistica
Nulla di nulla
Partecipavo ad una gara,
prima correndo a piedi, 
all'inseguimento di altri avversari,
anch'essi costretti a muoversi a piedi
Mi difendevo dagli assalti di quelli che erano alle mie spalle,
ma anche insidiavo con il mio passo costante 
quelli che mi precedevano
Non v'erano giudici di gara,
del pari non v'erano spettatori o fan,
soltanto noi 
che avanzavamo lungo la spiaggia-deserto
Eravamo dei benandanti, forse
Poi, invece, la corsa continuava,
ma in altro modo
Ognuno era in sella ad un trabiccolo fantasioso,

Gara di trabiccoli (immagine generata da Gemini AI

del tipo che si vedono in Quei pazzi sulle macchine volanti
oppure nella Corsa più pazza del mondo
Anche qui, sulla mia bizzarra cavalcatura meccanica,
mi comportavo bene e non sfiguravo
Mi chiedevo quale senso potesse avere questa corsa eterna,
quale sarebbe stato il premio spettante a ciascuno di noi
Neppure sapevamo dove sarebbe stato il traguardo,
nemmeno sapevamo se ci sarebbe mai stato un traguardo
Eppure, malgrado le incertezze,
malgrado gli interrogativi e i dubbi,
sperimentavo un senso di grande pace interiore,
immerso com'ero,
nell'eterno ricorrere 
del qui ed ora di quella corsa 

La tazza rotta (immagine generata da Meta AI)

Dovevo acquistare un biglietto per il treno
C’era il grande dilemma se andare ad acquistarlo direttamente allo sportello, oppure telefonicamente o addirittura online
Innanzitutto c'era da scegliere tra queste
possibili alternative e il dubbio era lacerante 
Poi, quando finalmente decidevo di usare il telefono per collegarmi online, c'erano delle complicazioni di ogni genere
Non riuscivo a fare funzionare il telefono
Provavo e riprovavo 
Numerosi erano i tentativi che andavano a vuoto
Si avvicinava inesorabile il tempo della partenza ed ero ancora a niente

Più tardi, con Gabriel mi ritrovavo all'interno di un grande museo, in visita
Era un museo che esponeva le antichità di una regia casertana
Passavamo attraverso grandi e magnifici saloni, adornati di splendidi pezzi di mobilia d'epoca, sfarzosi, grandi specchiere dovunque, arazzi e dipinti di grandi dimensioni, oltre a ritratti di regnanti e dignitari di alto lignaggio
Era tutta una meraviglia
Bacheche, vetrinette, mensole ospitavano preziose collezioni di oggetti d'uso quotidiano, porcellane, cineserie, utensili e posate d'argento cesellato, ma anche statuine e altri oggetti privi di qualsiasi utilità pratica, madi squisita fattura: di tutto e di più, e persino pregiati pralli, vanvere e piritere, ma c'era anche un'intera collezione di dildi in ceramica, legno cesellato, vetro, oro e argento, di tutte le forme e dimensioni
Prendevo in mano una delicata tazza di porcellana per esaminarla meglio
Perdevo la presa del manico e whoops! la tazza cadeva a terra e si frantumava in mille pezzi, alcuni più grandi e altri minuti e minutissimi, più che altro schegge e materiale polverizzato 
I cocci più grandi li raccoglievo da terra e li posavo su di una mensola molto alta, fuori dalla vista
Avevo il cuore in gola
Mi chiedevo quanto avrei dovuto pagare per risarcire il museo del danno che avevo causato
Raccolsi anche i più minuti frammenti e li misi in tasca
Nel mentre sopraggiungevano altri visitatori, ma forse di nulla si accorsero, costoro (o forse sì? Non potrei giurarci)
Entrando nella sala successiva, un Guardiano, vedendoci arrivare, intonò un canto melodioso e minaccioso al tempo stesso, le cui uniche parole facevano così: 
Tazza rotta! Rotta tazza!
Tazza rotta! Rotta tazza!
Tazza rotta! Rotta tazza!

E questo canto si dipanava in tutte le possibili sfumature cantoriche e cantabriche
Era un modo per avvisare tutti della rottura appena avvenuta e che l’occhio onnipresente e onnisciente del Guardiano aveva colto
Pur continuando a camminare con quei minuti frammenti che ballonzolavano nella tasca e che, ogni tanto, attraverso il tessuto sottile mi pungevano la coscia, provavo un intenso imbarazzo ed un greve senso di colpa
Mi sentivo in pericolo
Quanto potrà costarmi riparare al danno fatto?, mi chiedevo di nuovo, con rinnovata ansia

Poi tutto andava in dissolvenza 

(19.07.2026)

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6 luglio 2026 1 06 /07 /luglio /2026 05:46
Fish-eye (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che con mio figlio grande affittavamo un mezzo per salire - forse - su in montagna.
Si trattava di una montagna erta e complicata che, man mano che si saliva, si faceva vieppiù impervia e, oltretutto, andando in quota era ricoperta di neve e di ghiaccio
Il mezzo che avevamo affittato era un misto di camion e di bus, con il pianale altissimo e con ruote gigantesche, adatto a superare ogni asperità e forti pendenze, con la parte anteriore lievemente disarticolata da quella posteriore, in modo da aumentare aderenza e capacità di adattamento alle asperità del terreno
Quando la strada si faceva ancora più ardua, io scendevo dal mezzo, lasciando mio figlio alla sua guida e cominciavo a camminare davanti a lui, precedendolo, e saggiando il terreno metro dopo metro
Ad un certo punto la via si faceva davvero disagevole 
Sul fondo della sede stradale s'erano formati due profondi solchi e al centro, invece, vi era un gibbo che si levava quasi a toccare il pianale (una conformazione che mi ha ricordato - non so perché - le vie lastricate di pietre dei Romani)
Con un veicolo normale sarebbe stato impossibile procedere oltre
Da un lato, alla mia destra, oltre il solco in cui correvano le ruote artigliate, vi era un profondo sbalanco, tanto che io - camminando davanti alla vettura e avendo lanciato uno sguardo dabbasso - ebbi un'improvvisa sensazione di mancamento e di vertigine
Mi preoccupai per mio figlio e sperai che egli non compisse qualche manovra azzardata, piombando a capofitto nel profondo di quell'abisso
Tuttavia mi rassicurai pensando che, essendo le ruote imprigionate nei due profondi solchi (che funzionavano come due binari) era molto improbabile che egli potesse deviare dal percorso tracciato
Ero piuttosto io quello a rischio di sprofondamento in quel pauroso inghiottitoio
Poi, più avanti, si arrivava ad una grande spianata innevata al di là della quale si apriva all'improvviso una discesa ampia e ricoperta di ghiaccio con una pendenza quasi del 50%
Nel frattempo avevo perso di vista mio figlio che, a causa delle difficoltà della strada, continuava a procedere a passo d'uomo e mi chiedevo se sarebbe stato di affrontare quella ripida discesa senza ribaltarsi e capitombolare giù dabbasso
Poi lo vedevo ai piedi della china, bello fresco e pettinato come nulla fosse stato, e tiravo un sospiro di sollievo, pensando che, pur senza di me, ce l'aveva fatta!

Dissolvenza 

Passaggi e percorsi iniziatici (immagine generata da Meta AI)

(9 luglio 2026) Correvo su e giù per un'ampia strada simile al Viale Regina Margherita che conduce dal Parco della Favorita di Palermo a Valdesi
Un po’ correvo a piedi e un po’ andavo a cavallo con grande destrezza
Erano sensazioni meravigliose che ne traevo, caracollando sul quel destriero, a pelo, aderendo al suo corpo muscoloso e reggendomi  alla lunga criniera fluente
Sentivo quel grande corpo vivente tra le gambe e mi facevo tutt’uno con esso e con il suo respiro
Poi attraversavo un territorio forgiato da un maestro giapponese che, in modo miniaturizzato (ma nemmeno tanto) aveva creato in un vasto bacino d’acqua un intero arcipelago e qui bisognava passare da un isola affiorante all’altra e percorrerne i crinali senza mai perdere l’equilibrio, piombando giù nelle profonde acque cristalline circostanti
Era una prova con profonde valenze spirituali e, forse, costituiva anche un rito d’iniziazione le cui radici sprofondavano in un lontanissimo passato
Io ero lì e superavo ogni prova con abilità innata, come se ogni cosa di queste l’avessi già fatta in una vita precedente
La Forza era con me

Dissolvenza

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Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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