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28 ottobre 2025 2 28 /10 /ottobre /2025 08:46
Hamba kanhe Tata

L'altro giorno, mio figlio Gabriel, che ha già da alcuni mesi superato il giro di boa dei 12 anni, mi ha chiesto con fare meditabondo: Papà, ma quando muori chi si occuperà del terreno in campagna"?
Io gli ho risposto: "A farlo sarete tu e tuo fratello Francesco, se vorrete occuparvene".
Gabriel è stato un attimo a riflettere, ponderando la mia risposta; poi ha replicato in modo deciso: Allora sicuramente se ne dovrà occupare Francesco!"
"Perché mai?", ho chiesto io
"Ma semplice! - ha detto Gabriel - perché, quando morirai, io sarò ancora impegnato ad andare a scuola!"
Io allora - tra le tante possibili risposte, ho chiosato:: "Be', veramente, spero di vivere ancora molti anni" (a dio piacendo)

(...) "...quindi, possibilmente [e auspicabilmente], - ho aggiunto - quando tu finirai di andare a scuola io potrei essere ancora tra i viventi".

"Hamba kahle tata" è un'espressione in lingua isiZulu che significa "va' bene, papà" o "riposa in pace, papà". Si usa per esprimere un addio rispettoso a un uomo anziano o a una figura paterna, specialmente in contesti di lutto. Viene spesso utilizzata come commiato per personaggi importanti e amati, come nel caso di Nelson Mandela ("Tata Madiba"), come riportato dal African Oral History Archive e da msfsouthasia

African Oral History Archive

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22 ottobre 2025 3 22 /10 /ottobre /2025 11:14


Piove
Piove
Senza sosta,
fitto e continuo
Le strade sono vuote e silenziose,
a parte il continuo picchiettio delle gocce
Ogni tanto lame di luce
fendono il buio,
abbacinanti
nei riflessi
che si accendono sull’asfalto bagnato
e nelle pozzanghere
vaste come piccoli laghi
Sono questi guidatori
in paziente attesa
Eppure si comprende bene
che sono inquieti e frettolosi
e che non si soffermano a cogitare,
e nemmeno a sentire
la pulsazione del mondo
sotto i propri piedi

Maurizio Crispi

Improvvise raffiche di vento,
come il forte respiro fremente
di un gigante adirato
Scruscio e porte che sbattono
Pioggia intensa
di grossi goccioloni
Forte transito
Vibrazioni nell’aria
Poi il gigante s’e placato
contento d’aver riscosso
il suo tributo
Ed è rimasto solo
un lento cader di gocce piovane,
tranquille e pacate

Con la pioggia son cadute le foglie,
quelle ormai mature, a fine vita

Uno sguardo notturno
fuori dalla finestra

Maurizio Crispi (16 ottobre 2025)

Strada all'alba (foto di Maurizio Crispi)

Le mie strade all’alba
tra ombre e oggetti reali
Talora l’ombra, tuttavia,
é indistinguibile dall’oggetto 
che la genera
e finisce con l’assumere vita propria


Lame di luce
Lampioni che all’improvviso
si spengono (inquietante!)
per poi riaccendersi
a macchia di leopardo
(inquietante!)
Zone di buio profondo,
zone morte e fredde


Ciangottio di uccelletti
che, innanzi al primo barlume del giorno,
son già desti nei loro nidi
a cantare il giorno che verrà 


Sì va avanti così 
un giorno dopo l’altro,
dal buio alla luce,
dalla luce alle tenebre più profonde,
e poi di nuovo alla luce 


Un passo dopo l’altro
Step by step
La ruota gira


Così sia
 

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18 ottobre 2025 6 18 /10 /ottobre /2025 10:50

Una zazzera di capelli
incolti e ingrigiti anzitempo
che incoronano un’ampia chierica

Giacca informe e cascante
e pantaloni altrettanto sformati,
indumenti che sembrano stantii e polverosi

Ti immagini che abbia la fiatella
e che odori di pelle vecchia

Spalle incurvate e cascanti
Andatura strascicata,
da vecchio,
un po’ traballante ed incerta

Ci manca solo la pipa da mostrare
E potrà dire:
"Non mi riconosci?
Sono uno psichiatra vecchia guardia"

Maurizio Crispi (18 ottobre 2025)

foto di ROBERT HUFFSTUTTER

Sono indubbiamente tanti i clichè che circondano la figura dello psichiatra o dello "strizzacervelli" o anche dello psicoanalista, nella nostra cultura.

Per esempio nel film di Woody Allen, "Stardust Memories" (Ricordi) del 1980, si ritrova una sequenza onirica, surreale e divertente, in cui il personaggio interpretato da Woody Allen (Sandy Bates) sta inseguendo una creatura pelosa che gli ha rapito la madre. Per fermarla, tira fuori un oggetto e grida:
"Fermo! Sono uno psicoanalista! Questa è la mia pipa!" 
È una battuta classica del suo umorismo, che prende in giro lo stereotipo dello psicoanalista che usa la pipa come simbolo indiscusso di autorità, competenza e, in questo caso, come una sorta di "distintivo" o credenziale per farsi riconoscere e rispettare.


Oppure possiamo citare una celebre gag del comico italiano Gigi Proietti.
La battuta fa parte di un famoso sketch teatrale in cui Proietti interpreta un improbabile "psichiatra-stregone", che accoglie il paziente dicendo, con tono enfatico e quasi a voler rassicurare sull'ufficialità della sua professione:
"Allora, lo vuole un caffè? Prego si segga… Ah, e poi, sa, io sono uno psichiatra! Ho la pipa!"
La comicità nasce proprio dall'associazione stereotipata tra la professione dello psichiatra e l'uso della pipa come simbolo di autorevolezza e serietà professionale.

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18 ottobre 2025 6 18 /10 /ottobre /2025 07:13

É strano quando succede 
di accorgersi 
di aver sognato
Ti svegli
e, all’improvviso, 
ci sono delle immagini estranee
che cominciano a colare 
fuori dalla tua mente
All’inizio, 
non te ne rendi conto
Poi, sì!
Pensavi di non aver sognato
ed invece c’è un sogno 
che preme per uscire
alla luce e alla consapevolezza
Sono immagini vaghe e fluttuanti
quelle che filtrano
si tratta di acchiapparle con un retino
come quando si va a caccia di farfalle
e di metterle in ordine 
organizzandole in un racconto
Questo processo è perturbante
perché ti mette in contatto
con una parte del tuo sé
poco conosciuta
come fosse la faccia nascosta della luna

Maurizio Crispi (19 ottobre 2025)

In acqua (selfie, con effetto speciale) - Maurizio Crispi

Ero a casa, a letto
Qui giacevo tra le coltri, inquieto,
a metà ancora tra il sonno e la veglia
Indulgevo in una stimolazione auto-erotica
Sentivo una forte tensione 
e cercavo di placarla
Forse ansimavo o gemevo
Ma poi mi riscuotevo
e, senza essere giunto all’apice,
mi alzavo
Mentre mi muovevo per rivestirmi,
mi accorgevo che, nella stanza vicina,
c’era un ospite di cui ignoravo l’esistenza
Sorprendente! 
Come avrà fatto ad entrare?
Con quali chiavi?
Mi sentivo imbarazzato al pensiero 
che potesse avermi sentito
mentre mi agitavo e gemevo
nel viluppo onirico dell’autoerotismo
Poi, ci ritroviamo attorno ad un tavolo
e qui ci sono la mamma e mio fratello
C’è anche l’ospite segreto di prima
Siamo seduti per il desinare
e all’ospite dico di mio fratello
e dei suoi limiti 
che sono possibilità 
Sento anche la presenza di mio padre
che aleggia attorno a noi,
una presenza impalpabile
come un fremito nell’aria,
un soffio di vento 
o un’increspatura nell’aria
C’è, tuttavia, mio padre,
pur invisibile, s’impone a noi
con forza
Poi mi ritrovo a camminare 
con il cane al guinzaglio
lungo un sentiero scosceso e scivoloso
Ci sono alberi stenti che crescono 
da un terreno fangoso e brullo
Mi aggrappo al loro tronco
per non scivolare giù.
nei passaggi più impervi 
Più volte rischio di cadere rovinosamente,
ma ciò non accade 
poiché con un guizzo riesco sempre
ad aggrapparmi a qualcosa
che mi trattiene 

Una voce imperiosa 
con un registro cupo
grida di transitare forte

L’ospite segreto e ignoto
cammina dietro di me
con costanza, senza inciampi
ed è la mia ombra, 
una malombra che non proferisce verbo

Vado a rilento, superando
uno alla volta
tutti gli ostacoli 
che si frappongono nel mio cammino
attraverso questa selva oscura

Mi ritrovo infine all’interno 
di un centro commerciale
vasto e cavernoso
Qui ha avuto luogo una festa di bambini
e tutte le merci esposte 
sono state messe in disordine
Anche qui continuo a fare 
un percorso ad ostacoli,
una specie di parkour urbano,
e, nello stesso tempo, 
cerco di mettere a posto
gli oggetti sparsi in giro
Qui non ci sono più pericoli da affrontare
ma c’è solo da compiere una traversata
caratterizzata da piccoli ostacoli
e solo da qualche passaggio angusto
da superare, 
ma niente di che

Ci sono degli incontri con persone
che rimangono senza volto

Dissolvenza

In fuga dall'ombra-onda malombra perturbante

Ero sulla riva del mare
ed era una spiaggia grigia ed incolore 
che si stendeva a perdita d’occhio
Subito a ridosso della battigia
cresceva un’enorme duna scoscesa
Ed era tanto alta che non c'era modo di capire
se al di là vi fossero altre dune,
oppure monti o laghi o pianure o una città

Io mi ci inerpicavo sopra,
arrancando su per il pendio
e cercando di arrivare sulla cresta
per poi scendere sull’altro versante
L’ascesa era faticosa ed aspra,
il terreno cedevole sotto i miei piedi
Avevo fretta, 
ero in ansia,
ogni tanto incespicavo
I miei piedi facevano franare la sabbia
verso il basso in piccoli rivoli,
talvolta vi sprofondavano dentro
come fosse neve soffice
Quando mi giravo a guardare il mare
alle mie spalle
vedevo una grande onda,
un gigantesco tsunami
avvicinarsi alla riva,
romband e gonfiandosi a dismisura
L’onda che cresceva vieppiù in altezza
e la cresta che, sempre più alta,
formava un ricciolo 
ormai maturo per rinchiudersi 
su se stesso
e la duna gigantesca 
che si elevava verso il cielo
formavano due muri colossali
contrapposti tra loro
Quale dei due avrebbe vinto
nel prossimo, inevitabile, scontro?
Quale dei due avrebbe schiacciato,
annientato l’altro?
Io ero lì in mezzo,
una formicola minuscola
sotto il maglio liquido di un gigante

Ero in affanno
Lottavo per arrivare alla cresta
e oltre 
prima che l’onda mostruosa
si abbattesse su di me

Impresa dall’esito incerto 

Dissolvenza

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11 ottobre 2025 6 11 /10 /ottobre /2025 09:32
Rientro dei profughi dopo la recente tregua

Sono contento che si sia giunti ad una tregua a Gaza

Certo una tregua non è la pace e non è nemmeno un piano di pace

Non sappiamo nemmeno se la tregua verrà rispettata, se cesseranno i bombardamenti indiscriminati, le vessazione; non sappiamo se veramente potranno arrivare gli aiuti umanitari
Non sappiamo nulla di nulla: le precedenti esperienze ci dicono che tutto potrebbe essere instabile e aleatorio
Tuttavia si apre la porta alla speranza.
Confidiamo che tutto vada per il verso giusto.

La cosa che mi più mi sconcerta e disgusta è il fatto che su questo esile passo verso la pace tutti i politici (politicanti) sono piombati addosso come i falchi, attribuendosene con vanagloria o in modo strumentale il merito, esaltando la propria compartecipazione , portando  Mr The President in palmo di mano.

Ciò che più mi sconcerta come estrema manifestazione di servilismo è che la nostra "premier", con una lingua da inveterato lecchino lunga due metri, abbia proclamato che l'Italia proporrà la candidatura di Mr Trumpet al Nobel della Pace.

Cose dell'altro mondo!

Io in queste scelte e in queste prese di posizione non mi identifico proprio, nemmeno alla lontana

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24 settembre 2025 3 24 /09 /settembre /2025 13:56
Hulk, forte transitatore

Transita forte
Mr Transita forte
Ecce Mr Transita forte
Ecce Mr Transita Forte,
in silenzio e con un boato
Anche Mr Trumpet transita forte
Ogni volta che lo vedo parlare,
con quell’espressione immutabile
di stolido disprezzo
nei confronti del mondo intero,
me lo figuro seduto su di WC
scintillante come un trono,
all’interno di una ritirata di gran pregio,
intento a spremersi 
per ben transitare forte,
a stento e con gran dolore
Sic transit gloria mundi!
Sic transit forte gloria mundi
Sic transita forte gloria mundi
Transita Forte!
La vita è un transito,
a volte stentato,
a volte irrefrenabile
Tutti transitammo forte
Tutti transitammo forte, a stento,
chi in silenzio,
chi con strepiti e forti boati

Trump on the Water Closet

Transita forte con impellenza
Transita forte con irruenza
Transita forte, senza dilazioni

Transita Forte
Un nome, una garanzia
Forte Transito
La mia ossessione di oggi


PS - A volte le denominazioni dei farmaci 
fanno veramente ridere

PPS - Comunque, detto inter nos, non soffro di stipsi, nemmeno occasionalmente
Il mio transito è sempre forte e chiaro

Questo scritto è stato ispirato da questo farmaco (del quale ignoravo l'esistenza e che, casualmente, ho conosciuto perchè prescritto ad uno dei pazienti della CTA dove lavoro), mi ha fatto ridere e mi ha indotto a fare una serie di associazioni scherzose e irriverenti a proposito del "transitare", inteso come evacuazione; se poi al "transitare" si aggiunge l'avverbio "forte" l'effetto risultante in tale catena associativa è di dirompente comicità. Sono stato a giocare con mio figlio con queste associazioni per un intero pomeriggio, facendo anche delle estensioni alle condizioni meteo, ossia al fatto che quado piove "transita forte". Mio figlio ad un certo di fronte alla prorompenza delle mie associazioni e davanti alla loro ostinata reiterazione, mi ha detto: "Papà, ora basta!"....

Questo scritto è stato ispirato da questo farmaco (del quale ignoravo l'esistenza e che, casualmente, ho conosciuto perchè prescritto ad uno dei pazienti della CTA dove lavoro), mi ha fatto ridere e mi ha indotto a fare una serie di associazioni scherzose e irriverenti a proposito del "transitare", inteso come evacuazione; se poi al "transitare" si aggiunge l'avverbio "forte" l'effetto risultante in tale catena associativa è di dirompente comicità. Sono stato a giocare con mio figlio con queste associazioni per un intero pomeriggio, facendo anche delle estensioni alle condizioni meteo, ossia al fatto che quado piove "transita forte". Mio figlio ad un certo di fronte alla prorompenza delle mie associazioni e davanti alla loro ostinata reiterazione, mi ha detto: "Papà, ora basta!"....

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22 settembre 2025 1 22 /09 /settembre /2025 06:10
Cielo e nuvole al tramonto (foto di Maurizio Crispi)

C'è qualcosa nell'aria,
nel mood

Qualcosa accadrà, oppure no

Siamo qui, 
siamo noi

Siamo in attesa di eventi 

Intanto il mondo va a rotoli

Ho sognato forse, ma non ricordo

Ho dormito sodo nella prima parte della notte
poi ho vegliato, leggendo e ascoltando la musica    

C'era qualche brandello di sogno 
negli angoli più reconditi della mia memoria
Ma anche quelli si son dispersi
come evanescenti volute di nebbia
spazzate via da una brezza lieve

Notte avara di sogni, dunque,
così come le nubi che si addensano sulla mia testa 
sono avare di pioggia

Forse dovevo fare un test 
che consisteva nello scrivere un breve saggio
(a quale scopo non so) 
Provavo e riprovavo, 
ma non riuscivo mai 
C'erano sempre delle difficoltà insormontabili

Andiamo verso la siccità, è vero, 
le piante sono sempre più secche 
e sono bruciate dal sole
Alcune già sono più morte che vive 
C'è ben poco che possiamo fare

Intanto, una pazza scatenata conciona 
dai podi che - per via del suo ruolo - le sono concessi
e fa rivivere il brivido del discorso urlato,
rievocante i fasti delle dittature più esecrate
I guerrafondai spingono verso le armi, 
ma noi, inermi cittadini, 
sballottati dalle menzogne dei media,  
mai sapremo le verità e le segrete intenzioni

Andiamo avanti, 
un passo dopo l'altro 
verso l'orlo del baratro

Tirèmm innànz!

 

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18 settembre 2025 4 18 /09 /settembre /2025 09:21
La sepoltura di Yeats (foto presa dal web)

Muoiono tutti

Muoiono in tanti, troppi 

Alcuni muoiono dolcemente
Altri nella sofferenza,
lottando ed imprecando
Altre morti sono ingiuste e premature
(come quelle dei morti di Gaza,
adulti e bambini inermi)

Quelli della generazione che ci ha preceduti
ormai sempre più sparuti

Quelli della mia stessa generazione
oggi sempre più spesso falcidiati dalla Mietitrice
che esige il suo obolo

Ieri se n'è andata, 
dopo molto sofferenza una mia cugina
Un paio di mesi fa una mia zia
Anche lo stimatissimo musicologo
Paolo Emilio Carapezza
(del quale per una vita ho ascoltato la musica al piano,
abitando io al piano di sotto)
se ne è andato
con mia grande tristezza
(ho pianto quel giorno)

Due giorni fa è toccato a Robert Redford

E sono sempre di più quelli che muoiono
nel mio orizzonte
(sino a quando la mia generazione 
non sarà stata interamente spazzata via) 

Ad alcuni viene rivolto un tributo,
altri (molti di più) se ne vanno 
nell'anonimato e nel silenzio
Ma anche i primi,
dopo un po' (più tardi alcuni)
saranno dimenticati

La morte è una grande livellatrice

Vedere tante morti sfilarmi accanto
mi è di sconforto

Mi aiuta pensare che, sempre più,
sono un sopravvissuto,
aggrappato ad una zattera della Medusa
alla deriva sul mare,
in attesa di eventi salvifici
o, con maggiore certezza,
dell'incontro con la Nera Signora,
quando il tempo sarà giunto
di entrare nel Mistero

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17 settembre 2025 3 17 /09 /settembre /2025 10:16

Siamo qui
Siamo noi
Sono io
Sono l’altro

Dopo una notte di sonno pesante
poco pensante
poco sognante

Non ho alcuna immagine vivida
nella mente
Solo la sensazione d’una cortina opaca
Sette veli di nebbia attorno
mi avviluppano nelle loro spire
Mi radico nella lettura,
piluccando da un libro qua
e da un libro là
un assaggino di tutto
per non farmi mancare nulla
Andiamo avanti a vista

Cosa faccio?
Quasi quasi
mi faccio uno shampoo

Oppure mi mangio una patata

Sbircio attraverso i vetri
della finestra che dà sulla corte interna
affollata di auto parcheggiate

È tutto buio lì fuori

Un gatto nero
cammina guardingo
ombra tra le ombre

Maurizio Crispi (17 settembre 2024)

Un piccolo scritto perso e ritrovato...

Selfie modificato (foto di maurizio Crispi)

Selfie modificato (foto di maurizio Crispi)

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16 settembre 2025 2 16 /09 /settembre /2025 06:15

Fortunato è chi riesce
a posare lo sguardo
su di una nuova alba

Fortunato è chi ritiene
che questa piccola cosa grande
conti davvero
e che sia degna di meraviglia,
ogni volta unica,
ogni volta diversa

E poi c’è il sole che sorge,
e all’alba ci appare
ancora morbido e benevolo
benché stia già sfoggiando
tutta la sua forza

La prima luce dell'alba
e il sole che sorge
rappresentano per me
la forza impetuosa della vita

Nei momenti più bui,
quando è massimo lo sconforto
e sembra che una coltre nera
e soffocante tutto avviluppi
c’è un’ancora di salvezza nel pensare:
Il sole sorgerà di nuovo, domani

Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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