C’era qualcuno che mi tampinava e mi perseguitava
Io cercavo di far perdere le mie tracce in un gioco ripetitivo e senza fine
Mi sentivo braccato
Dovevo muovermi in continuazione per non farmi bekkare
Non potevo più tornare alla mia auto perché il mio persecutore senza volto la teneva sotto sorveglianza
Decidevo di tornare a piedi, percorrendo una via più lunga, seguendo una strada che costeggiava il mare, donandomi una vista su paesaggi di rara bellezza
Mi chiedevo come avrei fatto a tornare all'auto abbandonata
Ma intanto mi godevo la camminata
Il momento presente
Dissolvenza
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(9 agosto 2026) Ho sognato
Ero a casa e c’era la mamma
Lei parlava di me con una sua amica
Io facevo altre cose, ma orecchiavo
Da piccolo, ero sempre interessato quando capivo che si parlava di me
Le mamme - si sa - si vantano sempre delle imprese dei propri figli
Quindi, entravo e uscivo di continuo dalla stanza dove la mamma e la sua ospite conversavano davanti ad una tazza di the
Dovevo esercitarmi nelle arti marziali e, in particolare, nel combattimento con la sciabola
Uscivo fuori nel balcone e lì, poggiate su di un tavolo da giardino rotondo in ferro battuto, trovavo due grosse sciabole, una nera e una bianca, ambedue con tanto di elsa
Le guardavo, le prendevo in mano e, mentre le soppesavo, capivo sgomento che avrei dovuto combattere senza più potermi tirare indietro
Combattere era il mio destino ineluttabile
Dentro di me non avrei voluto
Ma non potevo più tirarmi indietro
Dissolvenza
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(9 agosto 2026) Sono in una città diversa
Forse Milano con grandi viali e strade di cui non conosco la destinazione
Passo di corsa ad un buon ritmo
C’è qualcuno con me, ma non so chi sia (forse mi era chiaro mentre sognavo, ma non più adesso)
Andiamo e andiamo
Quando decidiamo di tornare siamo ormai molto lontani dal punto di partenza e non ho idea se ce la faremo a tornare
Chiediamo informazioni
Io, poi, vorrei fare un percorso diverso per tornare e questo mi complica le cose
In più non abbiamo alcuna idea della toponomastica e ciò comporta ulteriori difficoltà nel tracciare un possibile itinerario per il ritorno
Insomma i nostri interlocutori a cui chiediamo di volta in volta rinunciano prima di farci capire veramente qualcosa
Entriamo a questo punto nel grande atrio di un edificio austero che sembra una banca
Ci sono molti in attesa accomodati sulle panche
Altri, invece, seduti ai tavoli, scrivono o compilano moduli
C’è uno emaciato, con una canottiera sporca ed una bandana in testa, che gira dall’uno all’altro facendo la questua
Ha lo sguardo spiritato
Farfuglia parole senza senso e tende la mano per ottenere qualcosa
Non si trattiene
É insistente oltre misura
Si avvicina a ridosso delle persone,
incurante delle leggi della prossemica
Sarà strafatto di crack, penso io
Si muove, infatti, stralunato, come uno zombo
Gli interessa soltanto potere soddisfare con urgenza il suo bisogno
Tende la mano e si avvicina sempre di più
Io gli do un manrovescio secco all’altezza dell’addome e questo lo tiene a bada
Si allontana da me, a questo punto, e continua le sue peregrinazioni dall’uno all’altro, senza ottenere nulla
Poi si dirige verso un punto del grande atrio ov'è ubicato lo sportello bancomat e comincia a molestare i diversi clienti in attesa di fare le loro operazioni
Scattano gli allarmi e arrivano i vigilantes allertati dal suo comportamento
Si presenta anche il direttore dell’istituto, accompagnato da un carabiniere
Nel frattempo io avevo scritto una relazione clinica dettagliata sul tipo in questione, proponendo per lui un trattamento sanitario obbligatorio
Il direttore della banca, scortato dal carabiniere, si rivolge a me, chiedendomi un parere professionale
Vorrei dar loro la mia relazione già pronta, ma - per quanto la cerchi tra le mie cose - non la trovo più
Dissolvenza
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