“Fiatella” è un termine popolare e familiare per indicare l'alito cattivo o pesante.
È sinonimo colloquiale di alitosi, fenomeno caratterizzato dalla presenza di un odore sgradevole nell'aria espirata dalla bocca.
Si usa spesso in un linguaggio informale o scherzoso per descrivere un odore momentaneo (come al risveglio o dopo aver mangiato cibi particolarmente saporiti).
Chi è stato mai senza fiatella scagli la prima pietra…
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La fiatella è quella parola del gergo popolare che descrive senza troppi complimenti un alito decisamente sgradevole e penetrante, capace di creare quell'imbarazzante effetto distanziamento sociale non appena si apre bocca.
Più che un termine medico, che parlerebbe di alitosi, la fiatella richiama subito all'immaginazione un odore forte, acre e persistente, spesso legato a stravizi culinari o a momenti della giornata un po' critici.
La causa regina resta senza dubbio l'alimentazione, dove l'accoppiata micidiale di aglio e cipolla la fa da padrona: questi ingredienti rilasciano composti solforati che non si accontentano di rimanere nel cavo orale, ma vengono assorbiti dal flusso sanguigno ed espulsi gradualmente attraverso i polmoni ogni volta che si espira, rendendo vano anche il lavaggio dei denti più energico.
A questo si aggiungono la sigaretta, il caffè e gli alcolici, che riducono la salivazione lasciando la bocca arida. La mancanza di saliva è proprio il motivo per cui la fiatella raggiunge il suo picco massimo al risveglio, dato che durante la notte la bocca si secca e la flora batterica ha tutto il tempo di metabolizzare i residui di cibo sulla lingua producendo gas poco piacevoli. Non è però solo una questione di bocca e cibo, perché anche lo stomaco vuoto da troppe ore o le diete drastiche possono alterare il respiro, costringendo il corpo a bruciare grassi e rilasciare chetoni nell'aria che espiriamo.
Anche i denti guasti e non curati adeguatamente fanno la loro parte: un dente cariato è praticamente una fabbrica a pieno regime di fiatella. Quando una carie profonda devasta la struttura del dente o quando la polpa dentaria va in necrosi, si crea un vero e proprio micro-ecosistema protetto dove la placca e i residui di cibo si incastrano senza che lo spazzolino possa minimamente raggiungerli. Lì dentro, protetti dall'aria e dall'azione pulente della saliva, i batteri anaerobi proliferano e decomppongono i tessuti organici, liberando gas a base di zolfo e altre sostanze dal tipico odore putrefatto.
A ciò si aggiunge il ruolo delle gengive: spesso un dente guasto causa infezioni, ascessi o tasche gengivali profonde dove si accumulano pus e sangue degenerato, con il risultato che l'odore diventa ancora più acuto e metallico. In questi casi non c'è gomma da masticare, mentina o lavaggio dei denti che tenga, perché l'origine del problema è letteralmente chiusa dentro il dente; l'unica soluzione definitiva per spegnere la "fiatella da carie" resta la poltrona del dentista, che cura la lesione ed elimina la fonte dell'infezione.
Quando ci si trova in emergenza (in situazioni sociali) e ci rende conto che la propria fiatella è ad un punto critico, la classica gomma da masticare o la caramella alla menta offrono una tregua momentanea ma finiscono per mescolarsi all'odore di fondo, mentre masticare un rametto di prezzemolo fresco, un chicco di caffè o bere molta acqua aiuta a neutralizzare chimicamente le sostanze volatili e ad idratare la bocca.
Alla fine, la prevenzione migliore resta la cura quotidiana dell'igiene orale, senza mai dimenticare di spazzolare anche la superficie della lingua, che è il vero covo dove la fiatella ama nascondersi.
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