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8 gennaio 2026 4 08 /01 /gennaio /2026 13:24

Lessi questo romanzo nel 2015 e, da allora, questa mia recensione abbozzata a maggio del 2015 è rimasta in standby nelle "bozze"

Maurizio Crispi

Terri Persons, La morte negli occhi

Terri Persons, giornalista free-lance e reporter, ha creato un singolare personaggio con i suoi romanzi che si possono collocare nell'area mista detective story-thriller e noir: si tratta di Bernadette Saint Clare, agente dell'FBI con "licenza speciale" di utilizzare i suoi "poteri" paranormali nelle indagini che le vengono affidate.
Bernadette Saint Clare è dotata in particolare di poteri psichici che le permettono di vedere attraverso gli occhi dei criminali, rendendola un'investigatrice unica ma controversi (il nome richiama anche la famosa Santa Bernadette Soubirous di Lourdes, protettrice dei malati e dei pastori, spesso associata a guarigioni e miracoli). 
Bernadette "vede" delle cose, maneggiando oggetti che sono stati indossati dalle vittime o maneggiati dall'assassino: vede, in altri termini, con gli occhi dell'assassino stesso.
Ma, nello stesso tempo, deve potere indagare conmezzi normali dal momento che le sue "visioni" richiedono di essere circostanziate, di ricevere delle coordinate spazio-temporali.
Il primo romanzo della serie è stato pubblicato con successo nel 2007 e subito dopo tradotto in lingua italiana ed è La morte negli occhi (titolo originale: Blind Spot), Sperling&Kupfer Editori, 2007.
Hanno fatto seguito due altri romanzi, rispettivamente dal titolo Blind Sight (2008) e Blind Rage (2009), ma la Casa editrice italiana non ha più ritenuto di tradurli.
Eppure, da quel che posso capire, avendo letto Blind Spot (La morte negli occhi) si tratta di romanzi insoliti ed originali e - almeno a giudicare da quello che conosco - che si fanno leggere a spron battuto, perché di ha voglia di arrivare alla fine del plot.
Il volume di Terri Persons non è più disponibile sul mercato italiano: non si trova nemmeno su IBS con la dicitura "attualmente non disponibile".
Misteri dell'editoria.

Terri persons, Blind Spot

(risvolto) Tipo riservato, Bernadette Saint Clare è un'agente dell'FBI. Piglio mascolino, modi bruschi e la fama che la precede non ne fanno una beniamina tra i colleghi. Infatti ciò che la rende un personaggio scomodo è l'aura di cupo mistero che avvolge i suoi metodi d'indagine. Chiamata a risolvere casi sempre più torbidi dove il reale sembra sconfinare nel soprannaturale. la donna pare dotata di poteri inquietanti: "visioni" che la portano attraverso un processo psichicamente devastante a vedere con gli occhi dell'assassino. E per uno scottante incarico che viene trasferita nel Minnesota, sulle tracce di un killer che amputa la mano destra delle sue vittime, lasciandole morire dissanguate. Sola e sempre più sotto pressione, Bernadette piomba in un tunnel dove spesso la realtà si confonde con le spaventose ombre della sua mente. Chi sono il misterioso e inquisitorio frate che la paralizza nel buio di una chiesa e Io strano vicino di casa che le sussurra dritte sinistramente azzeccate? Con una procedura incalzante, un thriller spietato dai risvolti nero pece, che non lascia respiro fino al corpo a corpo conclusivo.

L'autrice. Terri Persons è una ex reporter e scrittrice freelance statunitense che vive nel Midwest. È conosciuta principalmente per la serie di romanzi thriller con protagonista l'agente dell'FBI Bernadette Saint Clare, dotata di un particolare dono extrasensoriale che le permette di visualizzare scene del crimine attraverso gli occhi degli assassini. 
Opere principali
Blind Spot (2007) – Il romanzo d'esordio della serie.
Sixth Sense (2008)
The Scent of Death (2009)
Sebbene non abbia una biografia propria su Wikipedia, il suo nome può apparire in liste correlate a scrittori di genere suspense o thriller.

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8 gennaio 2026 4 08 /01 /gennaio /2026 11:57
Mio padre il pornografo (Chris Offut)

Il padre dello scrittore statunitense Chris Offut,  è stato a sua volta uno scrittore che si è occupato di letteratura di genere e, tra i generi, che ha coltivato, spiccavano in particolare la Science Fiction e, soprattutto, la pornografia. Se già l'attività dello scrittore di genere richiede tempi molto rigidi perché si deve produrre il più possibile per stare al passo con i contratti quella del porno-scrittore è ancora più coinvolgente. Sia da scrittore di fantascienza sia da scrittore porno, il padre di Chris frequentemente partecipava lle convention, spesso accompagnato dalla madre che tra l'altro trascriveva a macchina i manoscritti del padre; inoltre il padre, dovendosi sottoporre ad una rigida disciplina giornaliera, richiedeva nella piccola casa in cui la famiglia viveva il massimo silenzio e tranquillità allo scopo di mantenere la concentrazione. Alla morte del padre, Chris ricevette lo specifico mandato di occuparsi Mio Padre, il Pornografo (titolo originale: My Father, the Pornographer, nella traduzione di Roberto Serrai, Minimum Fax (collana Sotterranei), 2019
L'autore nel suo memoir, racconta di un rapporto difficile e conflittuale con la figura paterna, di cui poi, per disposizioni testamentaria, si troverà a gestire l'ingombrante eredità letteraria, con il mandato specifico nelle ultime volontà di diventare il curatore dell'intera sua stanza di scrittura e di tutto ciò che vi fosse contenuto.

(dall'articolo il cui link è riportato in calce) Andrew Jefferson Offutt fu uno scrittore in erba, vinse qualche concorso, lasciò perdere facendo l’assicuratore, poi riuscì a mantenere la sua numerosa famiglia producendo centinaia di romanzi SF (prevalentemente in ambito fantasy) e pornografici, utilizzando anche uno pseudonimo col quale firmò numerose lettere al figlio. Ma non fu la natura della sua scrittura a sconvolgere la famiglia, quanto il suo carattere con tendenze sadiche con manifestazioni comportamentali che riuscivano ad umiliare tutti quelli che gli stavano attorno, moglie compresa, al punto da azzerarne ogni volontà (benché costei fosse la sua principale collaboratrice e segretaria, per così dire): solo dopo la morte del marito la signora Offutt scelse per la sua nuova casa dei fiori colorati, perché il marito, daltonico, non li apprezzava. “Molti anni dopo ho capito l’orrenda situazione in cui si trovava, intrappolata tra due forze opposte. Ogni manifestazione di lealtà verso i propri figli la esponeva al rischio che papà concludesse che non era leale verso di lui, il peggior tradimento possibile”.
Andrew Offutt morì di cirrosi epatica: era un alcolizzato, condizione che costrinse i figli ormai adulti a telefonargli a un’ora precisa, le 7.00 di sera, all’inizio - non dopo - le sue quotidiane sessioni alcoliche.

 

Andrew Jefferson Offut

Andrew Jefferson Offutt (16 agosto 1934 - 30 aprile 2013) è stato un prolifico autore americano noto per i suoi contributi sia alla fantascienza/fantasy sia alla letteratura erotica. Ha iniziato la sua carriera di scrittore nel 1954, passando alla scrittura a tempo pieno nel 1971. 
Carriera e Generi:
Offutt ha scritto oltre 400 romanzi utilizzando una varietà di pseudonimi, tra cui il suo principale, John Cleve. Sotto il suo nome, si è distinto nel genere science fantasy e sword and sorcery, contribuendo a serie iconiche come quelle di Conan e Thieves' World. Sotto pseudonimo, ha prodotto un'enorme quantità di narrativa erotica, inclusa la serie di fantascienza erotica Spaceways.
Oltre alla scrittura, Offutt è stato attivo nella comunità di fantascienza, ricoprendo la carica di presidente della Science Fiction Writers of America dal 1976 al 1978.
Ha anche curato la serie di antologie Swords Against Darkness.
Nato nel Kentucky, ha conseguito diverse lauree presso l'Università di Louisville. La sua complessa figura di scrittore è stata esplorata dal figlio Chris Offutt nel memoir Mio padre, il pornografo, che ne ha messo in luce la doppia vita professionale e le dinamiche familiari. Offutt ha ricevuto il Phoenix Award nel 1986. 


(Risvolto di copertina) Quando Andrew J. Offutt muore, suo figlio Chris eredita una scrivania, un fucile e otto quintali di pornografia. Romanzi scritti in pochi giorni e venduti in decine di migliaia di copie, approfittando della fame di erotismo che aveva travolto un’intera nazione dopo la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta. Una carriera, quella di Andrew, cominciata per pagare le cure dentistiche del figlio e poi trasformatasi in un’autentica ossessione, consumata nel chiuso di uno studio inaccessibile ai suoi cari, eccetto che alla moglie, pronta a dattiloscrivere le sue spericolate incursioni nella pornografia.
Chris si immerge negli scritti padre, e si rende conto di trovarsi davanti un’opportunità irripetibile per comprendere finalmente l’uomo difficile, instabile, a volte crudele che ha amato e temuto in eguale misura.
Mio padre, il pornografo ci racconta la vita di uno scrittore professionista, che sa di poter sostenere la propria famiglia solo attraverso l’incessante lavorio della sua penna, ma ci rivela anche il carico di rabbia e dolore che ogni padre trasmette ai propri figli, il conflitto fra creatività e produzione di massa, e infine cosa voglia dire crescere sulle colline del Kentucky, in un mondo isolato in cui la libertà, la felicità, la spensieratezza sono inestricabilmente legate a un retaggio di povertà, ribellione e violenza.

 

L'autore. Chris Offut è nato nel 1958 a Lexington (Kentucky, USA). Oltre a Nelle terre di nessuno, ha scritto un’altra raccolta di racconti, Out of the Woods, un romanzo, The Good Brother, e tre memoir: The Same River Twice, No Heroes: A Memoir of Coming Home, e My Father, the Pornographer. Ha ricevuto, nel 1996, il Whiting Award per la narrativa e la saggistica, ed è stato incluso da Granta tra i venti migliori narratori delle ultime generazioni.

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28 novembre 2025 5 28 /11 /novembre /2025 11:51

Si narra che tre ragazze arabe provenienti dalle montagne avessero un solo grande sogno: quello di bere il tè nel Sahara; per questo misero assieme tutto il denaro che avevano e dai carovanieri si fecero portare nel deserto. Si incamminarono e di duna in duna andarono in cerca dii quella più alta dove fermarsi a preparare il tè e a berlo contemplando il paesaggio quietamente illuminato dalla luna.
Ma non erano mai soddisfatte, si spostavano di continuo sperando che la duna successiva sarebbe stata la più dalla quale contemplare un paesaggio più ampio.
Vennero ritrovate ormai morte molti giorni dopo da una carovana di passaggio nella stessa posa in cui, evidentemente, si erano addormentate, con le tazze che avevano con sé piene di sabbia.

Il tè nel deserto

Locandina del film di B. Bertolucci, Il The nel deserto

"Il tè nel deserto" è un romanzo del 1949 dello scrittore e compositore statunitense Paul Bowles.
La rivista Time lo ha inserito tra i cento migliori romanzi in inglese del periodo tra il 1923 e il 2005.


La frase che dà il titolo originale al libro: The Sheltering Sky ("Il cielo protettivo") è questa:

(in lingua originale) «A black star appears, a point of darkness in the night sky's clarity. Point of darkness and gateway to repose. Reach out, pierce the fine fabric of the sheltering sky, take repose
(in italiano) «Una stella nera appare, un punto oscuro nel chiarore del cielo notturno. Luogo oscuro e punto di passaggio verso il riposo. Tendi la mano, trapassa il fine tessuto di questo cielo protettivo, riposa
(Bowles, p. 93)

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27 novembre 2025 4 27 /11 /novembre /2025 12:30
Cose che succedono la notte, Peter cameron, Adelphi

Immergersi nei romanzi di Peter Cameron è, ogni volta, come affrontare una piccola avventura.
Si tratta sempre di storie che espongono un evento o una somma di eventi che hanno delle ripercussioni sui personaggi principali, l'evoluzione nel cui percorso di vita sarà successivamente modificata in modi che non possiamo sapere con certezza, ma soltanto intuire.
Così è in uno dei suoi più recenti romanzi, Cose che succedono di notte (What Happens at Night, nella traduzione di Giuseppina Oneto), pubblicato da Adelphi (Collana fabula nel 2020): un uomo e una donna dei quali non sarà mai detto il nome (così da renderli quasi dei personaggi archetipici) arrivano - dopo un lungo viaggio (pare che siano partiti da New York) - in una sperduta località del Nord Europa (almeno così si presume) per portare a termine l'adozione di un bimbo.
La donna sta per morire per le complicazioni di un tumore e desidera che, prima di giungere all'esito fatale, il marito possa avere un figlio di cui occuparsi e non dover rimanere da solo.
Arrivano in questo luogo sperduto e gelido a fatica e si insediano in un hotel grande e fastoso (ma un po' demodé),  ma le cose si complicano: entrano in scena altri personaggi che gravitano attorno all'hotel in cui alloggiano e che assumono il ruolo di interlocutori dialettici che aprono visuali e fanno intravedere spiragli di vita differente. Nei pressi dell'albergo sta anche un guaritore rinomato che la Donna cerca di incontrare, Un'anziana signora che occasionalmente suona il piano per intrattenere i clienti dell'albergo si intromette nella vita dei due, così come anche un altro oscuro personaggio.
L'Uomo e la Donna vengono distolti dal progetto originario e, apparentemente prendono altre strade.
Alla fine l'adozione verrà portata a termine, ma i destini di vita dell'Uomo e della Donna divergeranno. 
E qui il romanzo si ferma.
Al lettore, l'onere di immaginare ciò che non è stato scritto. 
Mi è piaciuto.

(Risvolto di copertina) Questo libro è fatto di buio e di neve. Di un treno nella notte, e di una coppia senza nome che scende in una stazione deserta del Grande Nord. Di un immenso, lussuoso albergo nel cuore di una foresta. Delle sue stanze chiuse, dei suoi infiniti corridoi, dell'isola di luce del suo bar. Dei suoi due unici frequentatori – una vecchia cantante che tutto ha visto, e un losco uomo d'affari con un suo crudele disegno. E ancora, di un sinistro orfanotrofi o, e di un enigmatico guaritore. Non tutti gli scrittori avrebbero saputo trasformare questa materia in un grande, misterioso romanzo. Ma Peter Cameron, questo nel tempo lo abbiamo imparato, non è uno scrittore come tutti.
Un romanzo che fin dalla prima riga prende alla gola – e non fa che stringerla sempre di più.

Peter Cameron

«È ambientato al Borgarfjaroasysla Grand Imperial Hotel molto somigliante al Grand Budapest Hotel visto nel film di Wes Anderson» - Mariarosa Mancuso

L'autore. Peter Cameron è uno scrittore statunitense. Si è laureato all'Hamilton College di New York nel 1982 in letteratura inglese.
Ha venduto il suo primo racconto al The New Yorker nel 1983 dove ha successivamente pubblicate numerose altre storie. Il suo primo romanzo è stato una raccolta di racconti, da titolo In un modo o nell'altro, pubblicato da Harper & Row nel 1986 (in Italia da Rizzoli). Il suo secondo romanzo The Weekend, è stato pubblicato nel 1994 da Farrar, Straus & Giroux, che ha anche pubblicato Andorra, nel 1997 e Quella sera dorata nel 2002.
Ha pubblicato anche Un giorno questo dolore ti sarà utile (2007), Paura della matematica (2008), Coral Glynn (Adelphi 2012), Gli inconvenienti della vita (Adelphi 2018), Cose che succedono la notte (Adelphi 2020) e Anno bisestile (Adelphi 2021).

(21 novembre 2021)

Puoi leggere e scaricare le prime pagine del romanzo

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20 novembre 2025 4 20 /11 /novembre /2025 13:39

Il posto che chiamano casa potrebbe non essere più un luogo sicuro.

Codice di Dean R. Koontz (IBS Libri)

Dean R. Koontz, Codice, Fanucci

Codice (Elsewhere, nella traduzione di Annarita Guarneri) di Dean R. Koontz, (pubblicato da Fanucci, 2022) è un romanzo divertente (sufficientemente ironico) sul tema degli universi (o mondi) paralleli.
Vi si affronta il tema del "multiverso" (o delle dimensioni parallele) con una miriade di mondi paralleli, in cui passando dall'uno all'altro tutto è possibile, con un'intera gamma di sfumature e di piccole variazioni.
Al centro della vicenda di questo romanzo c'è un dispositivo che viene chiamato "la chiave di tutto" e che consente il passaggio da un mondo all'altro (quelli già conosciuti ed esplorati dal suo inventore) e, ovviamente, il ritorno al punto di partenza (sempre che sia possibile tornare al punto di partenza).
Alcuni mondi sono molto pericolosi ed espongono i visitatori a pericoli inimmaginabili, alcuni differiscono per piccoli dettagli, mentre altri sono andati incontro a derive formidabili, per cui si presentano agli "esploratori" come realtà da incubo e irte di pericoli inimmaginabili.

Nello stesso tempo, muovendosi dall'uno all'altro, è possibile trovare delle soluzioni ai problemi incombenti nel mondo di provenienza e cambiare i propri destini di vita trovando una realtà più gradevole in cui inserirsi e dove forgiare il proprio destino.

Come tutte le cose scaturenti dal progresso tecnologico è l'uso che se ne fa che le rende pericolose e micidiali. Quindi ci sono dei personaggi che vorrebbero impossessarsi della "chiave di tutto" per i propri malefici scopi, mettendola al servizio della propria dissennata sete di potere.

"Codice" si legge con piacere e con divertimento.

(Soglie del testo) Il posto che chiamano casa potrebbe non essere più un luogo sicuro.
Da quando sua moglie, Michelle, se n'è andata sette anni prima, Jeffy Coltrane ha lavorato per mantenere una vita apparentemente normale per sé e sua figlia di undici anni, Amity. Tutto procede per il meglio fino a quando un eccentrico tipo, noto come Spooky Ed, si presenta alla loro porta e chiede a Jeffy di nascondere un oggetto strano e pericoloso - qualcosa che lui chiama "la chiave di tutto" - dicendo a Jeffy che non deve mai usarlo. Mai, e per nessuna ragione. Ma dopo una visita di un gruppo di uomini dai tratti inquietanti, Jeffy e Amity si ritrovano ad attivare accidentalmente la chiave e a scoprire una verità straordinaria. Il dispositivo consente loro di passare tra piani paralleli allo stesso tempo familiari e bizzarri, meravigliosi e terrificanti.

Hanno detto: 
«Un romanzo spettacolare, ricco di azione, un'avventura incentrata sui personaggi… Koontz rimane incandescente con un altro bestseller annunciato.» – Booklist
«Vivido, ingegnoso… un romanzo fresco e insolito.» – Kirkus Reviews

 

Dean R. Koontz

L'autore. Dean R. Koontz è autore di thriller di successo e autore bestseller di fama internazionale. Per tanti anni è stato insegnante di Inglese in una scuola superiore, prima di dedicarsi alla scrittura, pubblicando nel 1968 il suo primo romanzo: Jumbo-10. Il Rinnegato.
Con più di 120 titoli all’attivo e oltre 500 milioni di copie vendute, Dean Koontz è considerato uno dei maestri del genere thriller. Il silenzio uccide, con cui fa il suo ingresso nel catalogo Timecrime, è stato opzionato per una serie tv prodotta da Paramount Television e Anonymous Content. Seguono La notte uccide (Jane Hawk#2), e L’inganno uccide (Jane Hawk#3), tutti pubblicati nel catalogo Timecrime. Nel 2020 esce Abisso. Coronavirus: il romanzo della profezia (Timecrime).

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13 novembre 2025 4 13 /11 /novembre /2025 08:51
Con la massima discrezione

Con la massima discrezione (Guanda, 2024) è uno degli ultimi romanzi pubblicati da Arnaldur Indriðason e appartiene alla serie "Kónrað" che vede come protagonista l'ex-poliziotto, ora in pensione, Kónrað che si ritrova a indagare su vecchi casi, spinto dall'ossessione di chiarire le circostanze drammatiche della morte del padre.  
Scritto con la consueta maestria, il romanzo porta il lettore a scandagliare vecchie storie che riguardano la Rejkyavick degli anni Cinquanta, quando chi era incline a scelte sessuali non ortodosse era costretto a nasconderlo perchè non vi era tolleranza alcuna del "diverso".
Mentre Kónrað indaga sul mistero della vecchia Luger ricomparsa che, forse, era passata per le mani del padre, ucciso da mano rimasta ignota, con caparbietà si immerge in un mondo di vecchie relazioni, riuscendo a trovare a poco a poco un bandolo della matassa investigativa.
Questa è la prima storia di Kónrað che mi capita di leggere e ora dovrò recuperare il tempo perduto, leggendo le precedent: mi sono spoilerato da solo, tuttavia, leggendo per primo l'ultimo volume della serie.

(Risvolto) Da giorni imperversa su Reykjavík una fitta nevicata che ha imbiancato tutto e non accenna a diminuire. In condizioni del genere è sconsigliato uscire, ma l’anziana donna che quella mattina si presenta alla centrale di polizia pensa di avere a che fare con una faccenda davvero importante. Fra gli oggetti del marito mancato da poco ha appena trovato una Luger degli anni Quaranta, nascosta dietro una cassetta degli attrezzi in garage. Non l’aveva mai vista prima, il marito non andava a caccia e non aveva motivo di possedere una pistola. La Scientifica non tarda ad appurare che si tratta dell’arma di un delitto commesso nel 1955 nel quartiere popolare dei Múlar, la cui vittima era un ventenne di nome Garðar. Tuttavia, non c’è nulla che colleghi il defunto a quell’omicidio. A chi apparteneva allora la Luger? Konráð si ricorda benissimo di avere visto un’arma identica fra le mani di suo padre... Tutti gli indizi portano a vecchie conoscenze del detective, criminali che hanno gestito e coperto per anni sordidi giri di pedofilia. Il cerchio si stringe attorno al colpevole e Konráð sente di essere a un passo dalla verità. Ma sarà una verità difficile da accettare.

Serie Kónrað
2017 - (Myrkrið veit) - Quel che sa la notte, Guanda 2019
2017 - (Stúlkhan hjá brúnni) - La ragazza del ponte, Guanda 2020
2019 - (Tregasteinn) - La pietra del rimpianto, Guanda 2023
2020 - (Þagnarmúr) - Muro di silenzio, Guanda 2024
2022 - (Kyrrþey) - Con la massima discrezione, Guanda 2025

Hanno detto

«Il maestro islandese del poliziesco.» - Le Monde des livres

«Un giallo superbo, scritto da un acclamato virtuoso del genere- Kirkus Reviews

«Indriðason descrive la quotidianità di chi vive ai margini. Spesso Konráð merita di essere trattato male, eppure non si può fare a meno di stare dalla sua parte. L'autore ha costruito la serie intorno a un antieroe che non nasconde il suo lato oscuro. Cosa si può chiedere di più?» - Morgunblaðið

Arnaldur

«Un fenomeno letterario internazionale, ed è facile capirne il motivo. I suoi romanzi sono avvincenti, autentici, inquietanti e appassionati.» - Harlan Coben

L'autore.  Arnaldur Indriðason, nato nel 1961, a Reykjavík, è uno scrittore islandese di romanzi polizieschi che hanno come protagonista il personaggio di Erlendur Sveinsson. Ha lavorato come giornalista indipendente e come critico cinematografico. Laureato in storia, ha scritto il suo primo romanzo nel 1997. Ha vinto numerosi premi fra i quali il Glasnyckeln e Gold Dagger. Tra i suoi romanzi pubblicati da Guanda: Sotto la città (2005), La signora in verde (2006), La voce (2008), Un corpo nel lago (2009), Un grande gelo (2010), Un caso archiviato (2010), Un doppio sospetto (2011), Cielo Nero (2012), Le abitudini delle volpi (2013), Sfida cruciale (2013), Le Notti di Reykjavík (2014), Una traccia nel buio (2015), Un delitto da dimenticare (2016), Il commesso viaggiatore (2017), La ragazza della nave (2018), Quel che sa la notte (2019), I figli della polvere (2021), In silenzio si uccide (2022), La pietra del rimpianto (2023), Muro di silenzio (2024).

 
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28 ottobre 2025 2 28 /10 /ottobre /2025 11:14

Mimetizzato per quasi un secolo come un piccolo vortice scuro fra le correnti della prosa espressionista, questo romanzo di Peter Flamm torna ad agire su di noi come un sortilegio, la stenografia di un sisma psichico ancora lontano dall’essere decifrato.

Casa Editrice Adelphi

Il mio nome, che non è il mio nome eppure lo è, il mio destino, che non appartiene a me, ma a un altro, e ora mi è piombato addosso, soffocante come fosse il mio

Peter Flamm

Peter Flamm, Io?, Adelphi

Il capolavoro che Peter Flamm, psicoanalista e letterato berlinese, pubblicò alla metà degli anni Venti – Io? (nell'ammirevole traduzione di Margherita Belardetti e seguito da una ricca nota di Manfred Posani Löwenstein), pubblicato da Adelphi (2024), inizia allucinato e sorprendente con una negazione: «Non io, signori giudici, un morto parla per bocca mia».
Chi racconta  è un sopravvissuto agli orrori della guerra di tirncea, Wilhelm Bertuch, che, accusato di un duplice omicidio, ricostruisce in tribunale con un lungo monologo la sua storia friabile e oscura: «Non sono io qui, non è mio questo braccio che si alza, non sono miei questi capelli ora bianchi, non è mio il crimine, non è mio il crimine».

Tutto aveva avuto inizio nel 1918. Da poche ore era finita la Prima guerra mondiale e, mentre cercava di lasciarsi alle spalle i cumuli di morti e i cunicoli delle trincee, Bertuch era inciampato nel corpo esanime di un commilitone. Senza pensarci, con un rapido gesto della mano aveva afferrato dalla tasca il passaporto, impossessandosi, insieme al documento, anche della sua identità. E così quel povero fornaio di Francoforte si era trasformato nel dottor Hans Stern, colto e affermato medico berlinese.

Invece di tornare dalla madre e dalla sorella, sale come un sonnambulo – almeno così dice – sul treno che lo porta a Berlino, la città in cui Hans aveva vissuto con la moglie Grete, il figlio e un cane.
Riconosciuto, accolto, vezzeggiato da tutti per una illusione collettiva che le cronache a volte riportano – tranne che dal cane che, dopo averlo morso, stabilirà con lui una tregua precaria – si acquartiera  nella casa, nel letto del morto, in una professione che non conosce e che pure  vorrà praticare, tra amici che non ha mai incontrato. Lo guida una creaturalità alla Kaspar Hauser che tutto deve ancora imparare  e quel bisogno sempre deluso di felicità che attrae in modo irresistibile la letteratura di Weimar, nell’ultima stagione dell’espressionismo.

In calce - come già detto - si può leggere una nota esplicativa ed ermeneutica scritta da Manfred Posani Löwenstein

E' stata per me una lettura molto interessante che mi ha portato, inevitabilmente, a pensare al celebre caso dello "smemorato di Collegno" che è emblematico di tanti casi analoghi (e, più in generale, attinenti con lo scambio di persona) che si verificarono tra i reduci della prima guerra mondiale e che è anche alla base del famoso romanzo di Nathaniel Hawthorne, La Lettera Scarlatta, in cui il marito della protagonista femminile, Hester, ritenuto morto per mano dei Pellerossa e disperso, riappare con un'altra identità, assumendo il nome di Roger Chillingworth, medico,

Qui, nel romanzo di Flamm, si dipana una vicenda indecidibile tra due diverse possibili spiegazioni, in una tessitura narrativa che si muove tra flusso di coscienza e rimemorazione.
Sino all’ultimo, anche a lettura ultimata, si rimane sospesi in un limbo di possibilità diverse riguardanti il tema dello scambio di persona con molti interrogativi che si aprono ai quali non vengono date risposte  davvero decisive.

La Guerra di Otto Dix (dal web)

É interessante ricordare qui che Peter Flamm visse l’esperienza della I Guerra Mondiale e che, successivamente, fu medico e psichiatra; e, dunque, si può ipotizzare che in questa narrazione riversi esperienze personali e professionali.
Molto bella la nota finale, al tempo stesso esplicativa, ermeneutica e chiarificatrice, contenente anche esaurienti notizie su questo poco conosciuto scrittore germanico.

«Il mio nome, che non è il mio nome eppure lo è, il mio destino, che non appartiene a me, ma a un altro, e ora mi è piombato addosso, soffocante come fosse il mio» (Peter Flamm).

(Soglie del testo) Mimetizzato per quasi un secolo come un piccolo vortice scuro fra le correnti della prosa espressionista, questo romanzo di Peter Flamm torna ad agire su di noi come un sortilegio, la stenografia di un sisma psichico ancora lontano dall’essere decifrato.


(Risvolto) Berlino, 1918. La guerra è appena finita, un uomo torna a casa e non è più lui. È convinto di aver rubato l’identità a un morto. Crede di vivere nel corpo di un altro; tutti lo riconoscono e pensano di sapere con chi parlano. Solo il vecchio cane gli abbaia contro e lo morde. Il cane sa che quello non è il suo padrone. Poi comincia a ricordare: Grete, la giovane donna dalla chioma tizianesca che ora vede alla finestra, è sua moglie; nella culla c’è il loro bambino; si rivolge a un’anziana signora chiamandola «mamma». Ma quei ricordi non hanno radici, sono cose che sa: «come un attore me ne sto su un palcoscenico, imparerò la mia parte, è già scritta fino in fondo, di certo già da prima, e io mi limito a recitarla». Solo l’amore incondizionato e la gelosia per Grete – quando riceve la visita di un uomo, Borges, un «amico» che l’ha corteggiata mentre lui era al fronte – risveglia un sentimento che potrebbe essere suo. Questo è quanto ci è dato sapere del protagonista prima che la storia inizi. Lo ritroveremo nell’aula di un tribunale, accusato di omicidio, mentre cerca di scagionarsi. Ma chi parla in queste pagine? Chi ha commesso il crimine? Il rispettabile chirurgo berlinese Hans Stern, o piuttosto Wilhelm Bettuch, l’umile fornaio che sembra averne assunto le sembianze? La risposta rimane racchiusa nel punto interrogativo del titolo e le ultime parole che l’imputato rivolge ai giudici non fanno che rendere ancora più impenetrabile l’enigma: «Ora chinatevi, spazzate via quel po’ di terra. Ed ecco, troverete – me. Sì, ossa e teschio e polvere e il mio nome, che non è il mio nome eppure lo è, il mio destino, che non appartiene a me, ma a un altro, e ora mi è piombato addosso, soffocante come fosse il mio».

Con una Nota di Manfred Posani Löwenstein.

Peter Flamm


L'autore. Peter Flamm,, nato a Berlino nel 1891, è stato un autore tedesco. Iniziò a pubblicare articoli e racconti sui giornali quando era ancora uno studente di medicina. Nel 1926, il suo romanzo psicologico d'esordio Ich? fece scalpore quando fu pubblicato da S. Fischer. Negli anni successivi continuò l'attività letteraria, scrivendo altri tre romanzi parallelamente alla sua attività di medico finché, in quanto ebreo, dovette emigrare dalla Germania a Parigi con la moglie Marianne nel 1933 e poi a New York nel 1934. Tra i suoi pazienti ricordiamo il premio Nobel William Faulkner, mentre celebrità come Albert Einstein e Charlie Chaplin andavano e venivano dalla sua casa. Morì a New York nel 1963.
Nel 2024 Adelphi pubblica in Italia Io?.

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9 ottobre 2025 4 09 /10 /ottobre /2025 09:27

«Quello che succede oggi in Medio Oriente è per Israele un vero e proprio suicidio. Un suicidio guidato dal suo governo, contro cui – è vero – molti israeliani lottano con tutte le loro forze, senza tuttavia finora riuscire a fermarlo. E senza nessun aiuto, o quasi, da parte degli ebrei della diaspora.»

Anna Foa (da "Il suicidio di Israele")

Anna Foa, Il suicidio di Israele, Laterza, 2024

Nell'attuale, acceso, dibattito, sulla questione palestinese merita certamente una lettura attenta e meditata, il piccolo saggio di Anna Foa, Il suicidio di Israele (pubblicato da Laterza nel 2024).  

Anna Foa, storica italiana, docente universitaria e saggista, fa in questo piccolo libro un'analisi lucida e disincantata della situazione medio-orientale, circa un anno dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
L'autrice offre al lettore una narrazione complessa ed imparziale che tiene conto di tutte le sfaccettature di un problema complesso e dei suoi numerosi nodi.
Per comprendere, bisogna conoscere: ed è per questo motivo che l'autrice, sia pure in forma sintetica, ci offre una disamina dei decenni che hanno preceduto la nascita dello stato d'Israele, proclamato nel 1948. Seguono i fatti noti, illustrati ampiamente anche da altre fonti, tra le cui non mancano i saggi importanti di Ilan Pappè e di altri autori. Infine, l'autrice, dopo aver esaminato  accuratamente i diversi aspetti terminologici, illustrando al lettore come e perché si sia giunti a identificare l'antisemitismo con l'antisionismo e a considerare i due termini equivalenti, si sofferma a parlare dell'assetto presente, denunciando il fatto che persistendo in questa strada Israele - in quanto stato - rischia di mettersi in una posizione che, alla fine, ne determinerà un vero e proprio suicidio; e ammonendo che occorre un vero e proprio cambio di rotta, coraggioso e che riprenda la via della convivenza di due differenti popoli con pari diritti di cittadinanza.
La tesi del suicidio dello stato di Israele, qualora perseverasse in questa sua vocazione fortemente colonialista, segregazionista e genocida, è stata anche esaminata dal giornalista Chris Hedges nel suo recente volume

Molto interessante, e sicuramente meritevole di lettura, nel momento che stiamo attraversando.

Il volume è stato Libro vincitore del Premio Strega Saggistica 2025 ed anche Libro vincitore del Premio De Sanctis - Saggistica 2025
 

  1. «Quello che succede oggi in Medio Oriente è per Israele un vero e proprio suicidio. Un suicidio guidato dal suo governo, contro cui – è vero – molti israeliani lottano con tutte le loro forze, senza tuttavia finora riuscire a fermarlo. E senza nessun aiuto, o quasi, da parte degli ebrei della diaspora.» (dal volume)


(Risvolto di copertina) Israele stava già attraversando un periodo di crisi drammatica prima del criminale attacco del 7 ottobre 2023. Grandi manifestazioni chiedevano a gran voce le dimissioni di Netanyahu e del suo governo e il paese era praticamente bloccato.

La risposta al gesto terroristico di Hamas con la guerra di Gaza rischia però di essere un vero e proprio suicidio per Israele. Da un lato, infatti, abbiamo l’involuzione del sionismo, o meglio dei sionismi: da quello originario della fine del XIX secolo, passando per quello liberale e favorevole alla pace con gli arabi, fino alla crescita del movimento oltranzista dei coloni e all’assassinio di Rabin. Dall’altro, il resto del mondo ebraico – la diaspora americana e quella europea – si confronta oggi con un crescente antisemitismo che, contrariamente alla propaganda di Netanyahu, non è la stessa cosa dell’antisionismo, ma che certo dalle vicende della guerra di Gaza trae spunto e alimento. Per salvare Israele è necessario contrapporre al suprematismo ebraico, proprio dell’attuale governo Netanyahu, l’idea che lo Stato di Israele deve esercitare l’uguaglianza dei diritti verso tutti i suoi cittadini e deve porre fine all’occupazione favorendo la creazione di uno Stato palestinese. Qualunque sostegno ai diritti di Israele – esistenza, sicurezza – non può prescindere da quello dei diritti dei palestinesi. Senza una diversa politica verso i palestinesi Hamas non potrà essere sconfitta ma continuerà a risorgere dalle sue ceneri. Non saranno le armi a sconfiggere Hamas, ma la politica.

 

Anna Foa

L'autrice. Anna Foa è una storica italiana, specializzata in storia culturale dell'età moderna e nella storia degli ebrei in Europa e in Italia. Ha dedicato la sua carriera alla memoria storica, con particolare attenzione alla Shoah, e ha insegnato Storia moderna nell'Università Sapienza di Roma.
Con il Mulino ha pubblicato Giordano Bruno (1998), Eretici (2004), Andare per ghetti e giudecche (2014), Andar per luoghi di confino (2018) e Le vie degli ebrei (2024).
Con Laterza ha pubblicato Ebrei in Europa. Dalla Peste nera all'emancipazione (1992), Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento (2009), Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del 1943 (2013), La famiglia F. (2018) e Gli Ebrei in Italia: i primi 2000 anni (2022).
Ha inoltre scritto Anime nere. Due donne e due destini nella Roma nazista (Marsilio, 2021) e Donne e shoah (Mimesis, 2021).
Nel 2024 pubblica per Laterza Il suicidio di Israele con il quale vince nel 2025 il Premio De Sanctis e la prima edizione del Premio Strega Saggistica.

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7 ottobre 2025 2 07 /10 /ottobre /2025 11:51
Loop out. Diario di un'adolescente in fuga

Loop out. D’amore e di rabbia. Diario di un’adolescente in fuga, scritto da un'a giovane che si presenta sotto il falso nome di C. Betty e pubblicato da Mediter Italia, nel 2025) si propone come un interessante diario di vita vissuta, scritto nel web (utilizzando una specifica app, scaricabile nello smartphone) da un'adolescente che percorre diverse - precoci - esperienze nel campo delle nuove dipendenze e dei nuovi modi di assumere sia gli oppiacei, sia la cocaina, ambedue in forme che ne consentono il consumo attraverso il fumo che si libera dalla combustione delle "pietre".
Alle spalle di Betty C. vi sono esperienze di appartenenza ad un nucleo familiare poco consistente, scarsamente efficace sotto il profilo educativo e poco o niente contenitive. 
L'ambientazione è il quartiere Ballarò del centro storico di Palermo, dove ha preso piede in anteprima rispetto ad altre realtà italiane la diffusione del crack.
E' - secondo me - un importante testo contemporaeo, un documento del nostro tempo, lucido e disincantato.


(soglie del testo) “Vi è mai capitato di buttare via qualcosa e poi di rendervi conto che vi serviva? A me è successo con la mia vita”. È l’incipit dell’autrice che ripercorre oltre dieci anni di dipendenza dalle droghe trascorsi tra comunità e ospedali, che descrive le conseguenze fisiche e psichiche di una adolescenza spesa tra la strada, con eroina e crack, e i rave, con anfetamina e MdM. È stato incredibilmente scritto al telefonino e, alcune parti, giravano su Wattpad, nella forma clandestina di brevi resoconti di giornate destinati soprattutto a se stessa. Un diario che, dopo anni, oggi viene pubblicato per essere un documento straordinario, necessario per una riflessione sulle conseguenze delle perdite affettive e sulla prevenzione dei rischi dalle dipendenze. Una memoria che è anche la prova di come i rapporti sociali dipendano sempre dall’uso del potere che genera conflitti e che produce un soggetto alienato per l’azione oppressiva dell’Altro, così come Lacan aveva spiegato. Perciò la vita è qui descritta come un’amara e instancabile routine, come se la protagonista fosse stata a lungo bloccata in un loop.

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19 settembre 2025 5 19 /09 /settembre /2025 11:15
Jack London, Le mille e una morte, Adelphi (Gli adelphi),, 2006

Le mille e una morte (pubblicato in traduzione da Adelphi nel 2006, già pubblicato da Theoria nel 1992), raccoglie storie che jack London scrisse  originariamente a fine '800 (il racconto omonimo è del 1899) e che esplorano i confini tra vita e morte attraverso atmosfere cupe e tinte spesso fantastiche o gotiche.
Con rapidità bruciante i racconti di Le mille e una morte attraversano tutto il mondo di Jack London, illuminandone la mappa segreta. La miccia si accende nella baia di San Francisco, dove lo scrittore poco più che ventenne ingaggia col fantasma del Padre una vera e propria psicomachia; attraversa i territori del Grande Nord, quel Klondike dove, giovane avventuriero, London non troverà l'oro ma se stesso - perché «là nessuno parla» -, e lo sfondo di racconti come "Perdifaccia e Allestire un fuoco", fra i più celebri e perfetti; per giungere infine al deflagrante esito di "Il dio rosso", scritto sotto il segno di Freud e di Jung negli ultimi mesi di vita e ambientato in Polinesia, paradiso invano agognato. E come sempre si impone la presenza animale, che in "Bâtard", dove uomo e cane lupo lottano letteralmente all'ultimo sangue e con le stesse armi, tocca inauditi vertici di ferocia. Abbiamo così sotto gli occhi nella loro luce più vivida tutte le ossessioni di London: la natura primitiva, anzi preistorica, dell'uomo; il conflitto tra gli istinti ferini del corpo e i folli sogni della mente; e soprattutto, vero mito fondante dell'uomo e dello scrittore London, il presagio di una fine violenta, che giungerà immancabile.

Le mille e una morte è una raccolta di racconti accostati per tema - quello della morte, appunto - che si manifesta nei contesti narrativi più amati da Jack London: la natura, il viaggio, la vita per mare, l’esplorazione tracciando anche, come un’autobiografia, la linea della sua turbolenta esistenza. I personaggi, tutti, affrontano i loro ultimi istanti di vita con sfrontatezza e sfacciataggine. Scherniscono la morte, che per i contesti è quasi sempre violenta, come per esorcizzarla ma senza opporvisi, alla fine. In tutto e per tutto, ci troviamo davanti alla sintesi delle ossessioni umane (che sono poi anche quelle di London): una natura aspra ed inospitale con le sue fiere ed i suoi demoni; la lotta contro i propri mostri interiori ed i propri germi di follia; gli interrogativi ancestrali sulla vita dopo la morte.


 

Le mille e una morte”, scritto nel 1899, si presenta come una magnifica raccolta di micro-racconti che che hanno come tema morte, vita e spiritismo.
Con una scrittura ispirata e vibrante, in poche pagine ogni racconto riesce a creare emozioni e a coinvolgere il lettore nel profondo.
E' raccolta meritevole di essere letta e decisamente adatta per gli amanti di London che potranno così scoprire un lato meno conosciuto e più intimo sotto questo aspetto “mistico”.
L'edizione Theoria, nel contenuto, differisce lievemente da quella più recentemente proposta da Adelphi.

"Chi ci crede ai fantasmi?"
Tre giovani, uno credente, uno agnostico e uno scettico, si confrontano sull’esistenza dei fantasmi, il primo per dargliene prova invita gli altri due a passare la notte in una casa che si dice stregata.
Cosa accadrà in quel lasso di tempo? E quella scacchiera impolverata cosa celerà?

"Le mille e una morte" - Un giovane, discendente da una ricca famiglia ma ora diseredato, viene ripescato dall’Oceano ormai morto, sarà il comandante della nave a farlo tornare in vita attraverso un portentoso macchinario, ma quella sarà solo la sua prima, di tante, esperienze con la morte, infatti un’isola lo sta attendendo e lì il misterioso capitano ha già idee ben chiare sul da farsi.

"Il ringiovanimento del maggiore Rathbone" - E se esistesse un metodo semplice ed efficace per ringiovanire?
È quello che due giovani studiosi vedranno avverarsi davanti ai loro occhi, sperimentando la loro scoperta su l’anziano zio di uno dei due.
Ma questa invenzione miracolosa porterà con se anche situazioni e risvolti di cui non si era tenuto conto.

"Fino alla morte" - Due innamorati si promettono amore eterno ma i casi (scelti e subiti) della vita parranno decidere altro per loro. Giungerà però il fato a ristabilire ciò che era stato giurato solennemente.

"L’ombra e il baleno" - Due aitanti ed intelligenti giovani sono, sin dall’infanzia, in perenne bagarre per risultare uno migliore dell’altro e questa voglia di prevalere arriverà a livelli talmente incredibili da risultare infine disastrosi.

"I morti non risorgono" - Un diciassettenne alla sua prima esperienza, si arruola su una nave per la caccia alle foce, lì si guadagnerà il rispetto degli altri membri dell’equipaggio ben più esperti di lui, il rispetto di tutti tranne quello di un violento, rozzo, incapace e odioso uomo, non apprezzato da nessuno, la morte lo coglierà e con essa parrà dissolversi la cappa d’odio aleggiante sull’intera imbarcazione ma una notte il giovane scoprirà che forse i morti possono risorgere, o forse no?!

"L’eternità delle forme" - Due fratelli, legatissimi e in totale sintonia, differiscono però in una sola cosa: il primo crede ad una forma di esistenza anche dopo la morte, mentre il secondo, credente meccanicista, è convinto del contrario. La morte del primo però farà, forse, ricredere il secondo e tutto attraverso una semplice… sedia.

"Guerra" - Un giovane ragazzo, ricognitore dell’esercito, incrocia casualmente un altro ricognitore nemico, pur potendo ucciderlo deciderà, mosso da pietà, diversamente…

"Il rosso" - Un naturalista, impegnato nello studio della fauna di Guadalcanal, viene incuriosito da un suono celestiale che percorre tutta l’isola e spinto dalla voglia di conoscerne l’origine si addentra nel folto della foresta dove inizierà per lui la fine, poiché i cacciatori di teste e la malaria lo attendono, ma con questa fine arriverà anche la scoperta del sapere totale.

Jack London

Ripudiato dalla famiglia, X inizia a viaggiare per il mondo fino a quando non rischia di annegare nella baia di San Francisco. Ripescato mezzo morto, si ritrova a fare da cavia umana su un’isola adibita a laboratorio scientifico… Tra Bâtard e Black Leclère, un cane ed il suo padrone, si instaura un rapporto fatto di odio reciproco nell’eterna lotta tra l’uomo ed il lupo che si esaurisce tra un cappio ed un proiettile… Un uomo decide di risalire da solo il fiume Yukon a 60° sottozero. L’iniziale spavalderia si trasforma presto in dramma quando panico ed un principio di congelamento rendono impossibile accendere un fuoco per salvarsi la vita… Subienkow si aggrega in Alaska ad una squadra di cacciatori di pellicce che tiranneggia una comunità di pellerossa. Quando gli indiani si ribellano, i cacciatori sono fatti prigionieri e sottoposti ad immani torture. Tutti, tranne Subienkow… Sedley Crayden, dopo la morte del fratello, crede di vederlo ancora seduto al suo scrittoio. Pur convinto che si tratti di allucinazioni, perde la tranquillità a saperlo lì. Non gli resta altro che occupare ininterrottamente la sua sedia… Un soldato in perlustrazione si ferma in una fattoria abbandonata per fare scorta di mele. Scoperto dai nemici inizia una forsennata corsa a cavallo per raggiungere il fitto del bosco e salvarsi… Bassett è un geologo nell’entroterra di Guadalcanal. Lì è rapito da un suono soave: il suono del Dio Rosso, venerato dalla tribù con tributi di sangue. Roso dalla febbre, Bassett chiede di morirgli davanti per sentire l’ultima volta quel suono come una tromba di arcangelo…

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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