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6 luglio 2026 1 06 /07 /luglio /2026 05:46
Fish-eye (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che con mio figlio grande affittavamo un mezzo per salire - forse - su in montagna.
Si trattava di una montagna erta e complicata che, man mano che si saliva, si faceva vieppiù impervia e, oltretutto, andando in quota era ricoperta di neve e di ghiaccio
Il mezzo che avevamo affittato era un misto di camion e di bus, con il pianale altissimo e con ruote gigantesche, adatto a superare ogni asperità e forti pendenze, con la parte anteriore lievemente disarticolata da quella posteriore, in modo da aumentare aderenza e capacità di adattamento alle asperità del terreno
Quando la strada si faceva ancora più ardua, io scendevo dal mezzo, lasciando mio figlio alla sua guida e cominciavo a camminare davanti a lui, precedendolo, e saggiando il terreno metro dopo metro
Ad un certo punto la via si faceva davvero disagevole 
Sul fondo della sede stradale s'erano formati due profondi solchi e al centro, invece, vi era un gibbo che si levava quasi a toccare il pianale (una conformazione che mi ha ricordato - non so perché - le vie lastricate di pietre dei Romani)
Con un veicolo normale sarebbe stato impossibile procedere oltre
Da un lato, alla mia destra, oltre il solco in cui correvano le ruote artigliate, vi era un profondo sbalanco, tanto che io - camminando davanti alla vettura e avendo lanciato uno sguardo dabbasso - ebbi un'improvvisa sensazione di mancamento e di vertigine
Mi preoccupai per mio figlio e sperai che egli non compisse qualche manovra azzardata, piombando a capofitto nel profondo di quell'abisso
Tuttavia mi rassicurai pensando che, essendo le ruote imprigionate nei due profondi solchi (che funzionavano come due binari) era molto improbabile che egli potesse deviare dal percorso tracciato
Ero piuttosto io quello a rischio di sprofondamento in quel pauroso inghiottitoio
Poi, più avanti, si arrivava ad una grande spianata innevata al di là della quale si apriva all'improvviso una discesa ampia e ricoperta di ghiaccio con una pendenza quasi del 50%
Nel frattempo avevo perso di vista mio figlio che, a causa delle difficoltà della strada, continuava a procedere a passo d'uomo e mi chiedevo se sarebbe stato di affrontare quella ripida discesa senza ribaltarsi e capitombolare giù dabbasso
Poi lo vedevo ai piedi della china, bello fresco e pettinato come nulla fosse stato, e tiravo un sospiro di sollievo, pensando che, pur senza di me, ce l'aveva fatta!

Dissolvenza 

Passaggi e percorsi iniziatici (immagine generata da Meta AI)

(9 luglio 2026) Correvo su e giù per un'ampia strada simile al Viale Regina Margherita che conduce dal Parco della Favorita di Palermo a Valdesi
Un po’ correvo a piedi e un po’ andavo a cavallo con grande destrezza
Erano sensazioni meravigliose che ne traevo, caracollando sul quel destriero, a pelo, aderendo al suo corpo muscoloso e reggendomi  alla lunga criniera fluente
Sentivo quel grande corpo vivente tra le gambe e mi facevo tutt’uno con esso e con il suo respiro
Poi attraversavo un territorio forgiato da un maestro giapponese che, in modo miniaturizzato (ma nemmeno tanto) aveva creato in un vasto bacino d’acqua un intero arcipelago e qui bisognava passare da un isola affiorante all’altra e percorrerne i crinali senza mai perdere l’equilibrio, piombando giù nelle profonde acque cristalline circostanti
Era una prova con profonde valenze spirituali e, forse, costituiva anche un rito d’iniziazione le cui radici sprofondavano in un lontanissimo passato
Io ero lì e superavo ogni prova con abilità innata, come se ogni cosa di queste l’avessi già fatta in una vita precedente
La Forza era con me

Dissolvenza

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3 luglio 2026 5 03 /07 /luglio /2026 13:12
Il pifferaio

Sognavo di possedere un piffero magico

Quando il piffero veniva suonato 
tutti accorrevano 
stregati dalle sue note


Era un piffero variabile
a volte piccino,
a volte strabordante,
altre volte imponente ed imperioso,
awesome!

A volte suonava da solo
senza che nessuno lo toccasse
Insomma, se la suonava e se la cantava

Era un animaletto vivace
quel piffero,
dotato di vita propria
testardo ed imperioso,
a volte morbido come burro,
un animaletto senza modi,
senza né arte né parte, 
altre volte sottomesso ed ubbidiente

A volte lasciavo che questo piffero 
venisse suonato
e le note che se ne levavano
erano allora celestiali
e fonte di magno gaudio

Ogni volta, si raccoglievano folle acclamanti
per dare testimonianza
del portento di quel piffero
Tutti entravano in deliquio nel vederlo in azione
Tutti avrebbero voluto impugnarlo
per soffiarci dentro 
sì da rimaner storditi da quelle celestiali note,
così rinvigorenti

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2 luglio 2026 4 02 /07 /luglio /2026 07:49

Ho sognato che possedevo
un set di posate magiche
di varia foggia
con le quali potevo
cucinare pietanze squisite
le più diverse
(senza conoscerne la ricetta)
Tutto ciò che accadeva nel sogno
ruotava attorno a quelle posate
contenute in una cassettina di legno
a cielo aperto (senza coperchio)
e fatta a scomparti
in modo che ogni tipo di posata
potesse avere il suo posto

E succedevano tante cose
che si componevano
In una ricca trama di eventi

E non ricordo altro
Tutto il resto é svanito
Pluff!

Certo, sarebbe bello
possedere simili posate
e poter essere dei magnifici cuochi!

Maurizio Crispi (1° luglio 2023)

Posate magiche

Pubblicato su Facebook e mai riportato qui nel blog.
E' soltanto un piccolo schizzo onirico.
Ma tant'è!

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2 luglio 2026 4 02 /07 /luglio /2026 07:34
doping (immagine tratta dal web)

Sogno dell’ultima ora prima di alzarmi

Sono in uno stadio di atletica o all’interno d’un impianto sportivo molto vasto e articolato, dove si possono praticare differenti discipline sportive
Qui, vado alla ricerca ossessiva di un tecnico con il quale mi devo confrontare su alcune modalità di allenamento e sulle ratio sottese
Ci sono numerose coincidenze avverse, a causa delle quali, ogni volta per un pelo, manchiamo di incontrarci
Ho l’impressione tuttavia che lui sia sfuggente e che in ogni modo si adoperi per evitare l’incontro 
Alla fine, una riunione ha luogo lo stesso, alla presenza di altri, ma quel tizio altolocato con il quale cercavo di incontrarmi è ancora latitante, come ogni commander che si rispetti
Qual’è il nucleo della discussione che va a svilupparsi nel corso di tale meeting?
Beh, il tema svolto e dibattuto ruota attorno all’analisi minuziosa di record, di primati, di migliori prestazioni, gettando un’ombra di dubbio su alcuni record e migliori prestazioni (MPI) ottenuti di recente nella corsa sulle lunghissime distanze
Io, per esempio, sostengo che alcune di queste performance sono dubbie e sono frutto di doping
Vado ripetutamente con gli occhi alla ricerca del tizio con cui dovevo incontrarmi perché lui è in possesso di informazioni cruciali che andrebbero a supporto delle mie tesi
Ma, niente, qualche volta mi pare di intravederlo, ma poi scompare di nuovo inghiottito nella folla

Dissolvenza

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29 giugno 2026 1 29 /06 /giugno /2026 06:34
Il grande salone con megaschermo TV (elaborazione ottenuta con Meta AI)

Ho sognato

Ero in un grande ospedale di cui non conoscevo tutti gli anfratti, diramazioni, svincoli e raccordi
Giravo senza soste cercando di impararne la struttura e la topografia
A volte mi smarrivo
Poi, ero in una sala comune dove molti sanitari erano in pausa e riposavano
Ad una parete c’era un enorme televisore a schermo piatto di ultima generazione
Io ero in possesso di un telecomando segreto e universale con il quale potevo riprogrammare ogni apparecchio televisivo smart e, all’insaputa di tutti, mandavo in onda film porno dei ruggenti anni Novanta, tipo The Devil in Miss Jones, oppure Behind the Green Door oppure ancora un classico come Deep Throat...
Nessuno insorgeva
Tutti si mostravano interessati e gongolanti davanti all’insolita messa in onda a luci rosse nè si chiedevano chi ne fosse stato il regista
In fondo, così riflettevo nel corso di questo piccolo esperimento sociologico, vale il principio del "panem et circenses"...
Tuttavia, nessuno si scomponeva, mantenevano l’aplomb e guardavano le scene uncut che si susseguivano in compassato e solenne silenzio
Mi sentivo quasi, in quel momento, un benefattore dell'Umanità intera...
Poi, sul più bello, spegnevo tutto e me ne andavo con il telecomando magico in tasca, lasciando tutti con un palmo di naso, visto che magari - nel frattempo - ci avevano anche preso gusto, pur senza volerlo riconoscere
Andandomene, entravo in una stanza al centro della quale c’era un grande letto e un dormiente su di esso, avvolto (o meglio avviluppato) nelle coltri. Retrocedevo di botto, perché comprendevo che quella era la stanza del medico di guardia…
Meglio lasciarlo riposare in santa pace il medico di guardia!
Mai disturbare il can che dorme!
Cave Medicum Dormientem!
Retrocedevo a passi felpati e richiudevo con cautela la porta senza che il dormiente si fosse accorto di nulla
Me ne andavo e proseguivo nelle mie peregrinazioni eternautiche

Dissolvenza

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25 giugno 2026 4 25 /06 /giugno /2026 06:32

Nel sogno, una voce fuori campo mi diceva:
"Tu stai facendo di tutto per essere presente, quando nascerà tuo figlio!"
Era un'affermazione lapidaria, ma - nello stesso tempo - una domanda
Ed io dicevo sì

Maurizio Crispi (Sogno istantaneo)

Il vecchio e il bambino (immagine generata da Meta AI)

Il vecchio e il bambino (immagine generata da Meta AI)

Sono in un sogno 

Vado a piedi da qualche parte
A tratti cammino, a tratti corro 
In alcuni momenti del percorso sono affiancato da un collega
In altri sono da solo 
Procedo all'aperto lungo strade affollate e devo fare una gimkana tra altri camminatori, corridori e passanti distratti a passo indolente e disordinato
In altri momenti percorro interminabili corridoi di cui non si vede la fine, fiancheggiati da ambo i lati da pesanti porte di ferro sbarrate
Arrivo alla fine in una casa (o semplicemente una stanza) dove è ubicata una mia paziente
Nella stanza, una parte dello spazio è occupato da un grande letto dove giace la paziente avviluppata in uno strato di coperte
Entrano ed escono di continuo delle persone - a me sconosciute - indaffarate
Non sembrano far caso a me
Mi seggo sul bordo del letto e con la donna avvolta nelle coperte ci parliamo
Lei mi dice del suo stato salute
Io le pongo alcune domande di chiarimento
Mi porge quindi una busta contenente delle banconote
Io apro e ne controllo il contenuto

Lungo corridoio (immagine generata da Meta AI)

Ad occhio e croce mi sembra che le banconote (alcune di grosso taglio) ammontino ad un importo ben superiore a quanto pattuito
Le mie dita sono impacciate nel compiere questo lavoro di sfogliare le singole banconote che, ripetutamente, mi cadono sul letto: sicchè ogni volta debbo riprendere la conta daccapo
Chiedo alla paziente quanto avessimo stabilito
Lei mi dice la somma
In effetti è quella
La paziente non è inabilitata, tuttavia
Mentre parliamo si alza e fa delle cose 
Poi rientra nel letto 
Sembra che per lei lo stare a letto sia uno stile di vita piuttosto che espressione di una condizione di debolezza o di malattia
Il letto è per lei una cuccia confortevole 
Le chiedo come rimaniamo per una prossima visita da parte mia
Ne avrà bisogno di ulteriori sedute?
Fissiamo sn da subito un nuovo appuntamento?
Oppure aspettiamo di risentirci in seguito?
Non ci sono risposte a queste domande
La conversazione rimane in sospeso, come in bilico
Non capivo se fossi io ad avere bisogno di qualcosa
O se non fosse la donna a trarre beneficio della mia presenza
Forse la donna è un'indovina, una chiromante o forse addirittura la Pizia dei miti antichi

Dissolvenza

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22 giugno 2026 1 22 /06 /giugno /2026 06:20

Sogno del 22 giugno 2025, non riportato prima qui nel blog

Maurizio Crispi (22 giugno 2025)

Il cielo brulicante di macchine volanti (immagine elaborata da Meta AI)

Ero con Ale su un grande terrapieno prospiciente una casa isolata, di tipo campagnolo (Ma che stai leggendo? Questo! Con quello mi stava venendo il dolore alle braccia tanto era pesante!)
Eravamo lì che ci godevamo la luce, la leggera brezza, il panorama ampio e arioso con le nuvole che, leggiadre, disseminavano il cielo come pecore al pascolo 
All’improvviso sentivamo dei rumori come di motori a scoppio martellanti ed ecco che arrivavano in volo degli aerei di piccolo cabotaggio
Erano miriadi: a diverse altezze e tutto il cielo ne era punteggiato
Sembravano quasi alla nostra altezza: ne deducevo che eravamo noi ad essere molto più in alto 
Gli aerei avevano forme strane e meravigliose: alcuni apparivano come libellule leggiadre, altri avevano  fogge fantasiose ed improbabili e mi sembravano i trabiccoli del tempo di quei temerari sulle macchine volanti 
Ero meravigliato nel vedere tutti questi in velivoli in volo (ci mancavano solo gli aerostati, o i dirigibili), quasi più meravigliato di quanto non fossi stato prima nel contemplare la bellezza del meraviglioso paesaggio che si stendeva davanti a noi 
All’improvviso vedevo dei funghi bianchi aprirsi, o meglio erano come dei grandi ombrelli bianchi, ma anche di altri colori, che andavano fiorendo nel cielo  con piccoli schiocchi sonori, e che poi cominciavano a discendere lentamente 
Dicevo ad Ale: Guarda, guarda! Ci sono i paracadutisti! 
Ma Ale non era sufficientemente veloce nel volgere lo sguardo, distogliendo gli occhi dal libro che stava leggendo e, nel frattempo, ombrelli, funghi magici volanti e paracadutisti erano scomparsi 
Dicevo: Magari stavano facendo un’esercitazione, oppure si tratta d’una gara di lanci!
Non voglio pensare al peggio e che fosse, cioè, un’operazione militare, un'offensiva di ampio respiro finalizzata alla realizzazione di un'invasione ostile, iniziata con il lancio di paracadutisti per stabilire nel nostro territorio una testa di ponte
Pur nell’inquietudine di domande che rimanevano senza risposta, avvertivo la maraviglia di quel cielo disseminato di nuvole simili a pacifiche pecore al pascolo, di quegli aerei di forma strana e soprattutto di quelle ariose libellule volanti e dell’improvvisatore fioritura di bianchi funghi ad ombrello

Dissolvenza

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22 giugno 2026 1 22 /06 /giugno /2026 05:59

Mio fratello compare sempre nei miei sogni.
Anche ieri che ricorreva l'11mo anniversario dalla sua scomparsa mi é apparso in sogno.
Qui (ed è il sogno di ieri di cui riferirò) Io l'aspettavo, ma lui non arrivava mai all'appuntamento che ci eravamo dati, così come in quello esattamente di un anno prima a mancare all'appello è la sua carrozzina pieghevole, complemento indispensabile di ogni nostro spostamento con lui

Maurizio Crispi

Il carrozzone (immagine generata da Meta AI)

Sono in un borgo antico, cintato da mura medievali

Qui, all’interno di una grossa struttura, fervono i preparativi perché, tra breve, avrà inizio un concerto che vedrà l’esibizione di Vasco Rossi e di altri musicisti ospiti
Io sono arrivato con molto anticipo e sono in attesa che anche mio fratello arrivi

All’interno ci sono soltanto quelli che fanno parte dell’organizzazione
Fuori dalle grandi porte a vetro la folla già si accalca e tutti sembrano smaniosi di entrare
Alcuni, in effetti, vengono accolti all’interno, alla spicciolata, uno alla volta, e, man mano, vanno prendendo posto nel grande auditorium dove si svolgerà il concerto

Sono preoccupato perché mio fratello tarda ad arrivare
Ci siamo dati appuntamento lì davanti, ma - mi chiedo - come farà ad arrivare sino alle porte con la sua Tatamobile? E come riuscirà a passare - lui in carrozzina - in mezzo a tutta quella calca?
Decido di uscire per andare alla sua ricerca, immaginando che la Tatamobile sia rimasta incagliata da qualche parte
Uscire non è cosa semplice
Quando alla fine ci riesco, percorro senza tregua le strade della cittadina, giungendo persino alle mura antiche, uscendo e rientrando per le vecchie porte monumentali
Di mio fratello non c’è traccia
Mi ritrovo ora in una parte moderna della città dove si apre una grande piazza, sconfinata
Dentro di me, il senso della meraviglia si fa enorme, debordante

Ed ecco che, con un rombo di motori che fanno tremare i vetri delle finestre, arriva la carovana di Vasco Rossi. Lui procede alla testa del corteo, in piedi, con la testa e il busto sorgenti dalla torretta di un autoblindo e da lì saluta a destra e a manca, compiaciuto. Il suo mezzo è seguito da un enorme autotreno a sedici ruote su cui viaggiano tutti i suoi fan più fedeli nei secoli dei secoli, gli indefettibili.
Si affacciano tutti quanti da appositi balconcini aggettanti, ricavati dalle pareti laterali dell’immenso veicolo, mentre altri danzano con vigore, in un delirio dei sensi, sul suo tetto.
Sono dei benandanti, deliranti e fuori-di-testa. Eppure sono fan, fedeli, fedelissimi, tanto che hanno diritto al trasporto al gratuito e, ai fini della riuscita dello show, sono importanti tanto quanto il grande Vasco.
Di fronte a questo spettacolo elettrico e pirotecnico perdo le speranze di poter ritrovare mio fratello

Dissolvenza

Poi, dopo uno stacco, vado ancora una volta in un centro congressi, dove si svolge la parte finale di una convention di psichiatri della Transilvania.
Non so per quale motivo, mi accompagna un ragazzino, figlio di una mia amica
Appena arrivati - e il posto è immenso, tanto che, oltre alla mia, vi si svolgono diverse altre convention transilvane - il ragazzino scompare, inghiottito nella folla
Io divento immediatamente preoccupato e ansioso e comincio a percorrere il posto in lungo e in largo alla sua ricerca, gridando il suo nome
Giro per ambienti immensi, salgo e scendo scaloni, fendendo folle di individui accalorati e vocianti che indossano buffi capellini transilvani; mi infilo persino in un condotto inclinato che dopo un inizio in lieve pendenza diventa ripidissimo, un budello senza appigli alle pareti, che scopro poi essere lo scarico della spazzatura e di altri materiali di scarto immondi, e cerco di riemergerne a fatica, gridando aiuto, ma nessuno risponde alle mie invocazioni
Come faró, come faró, mi dico, torcendomi i polsi in preda alla disperazione, come farò a dire che  mi sono perso il ragazzino?
Poi mi sovviene che quel ragazzino è uno ormai adulto e che è già sposato, addirittura
Mi tranquillizzo, pensando che mentre io lo cercavo affannosamente, lui se ne sarà sicuramente tornato a casa

E qui il sogno finisce
I sogni finiscono sempre, prima o poi
Se così non fosse, la vita sarebbe sogno
O forse è il sogno ad essere la vita?

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20 giugno 2026 6 20 /06 /giugno /2026 09:19

La bellezza delle fioriture
Dai cespugli di oleandri
gonfi di fiori e foglie giovani,
strabordanti,
ai Brachychiton in piena vegetazione,
alcuni possenti e ramificati,
circondati da un letto di foglie cadute
e di fiori rosati schiusi,
ancora turgidi
E' una meraviglia muoversi
tra queste piante floride
nel primo mattino,
ancora nell’ombra,
mentre il sole appena radente
solo accarezza le loro chiome,
avvolto in una nuvola spessa
di profumi sottili e intensi
che rendono fragrante l’aria

Maurizio Crispi (18 giugno 2026)

Fiori di Brachychiton caduti (foto di Maurizio Crispi)

L'oro del mattino
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino è un bocciolo d'oro
Quell'alba dorata che sempre mi sorprende
Oro fuso che dal cielo dell'alba
cola nelle strade

L'aria si mantiene fresca
nelle zone ancora in ombra

Il sole radente
ancora non picchia e non martella

I primi rondoni già intrecciano voli di caccia,
impazzando con strida e pigolii
I gabbiani più maestosi e lenti
planano o scivolano d'ala
e, intanto, emettono strani versi
che sembrano inquietanti lamenti di bambino
in preda ad indicibile dolore
Si sente anche il tubare insistente di piccioni
Un pullo di gabbiano
con il suo piumaggio striato
giace a terra a pancia in sù,
già gonfio per il caldo
(ha concluso la sua breve vita)

C'è tutto un tripudio di fioriture,
negli alberi e a terra
Jacarande che hanno già dismesso i loro fiori
e circondate da un tappeto viola
Brachychiton che s'ergono possenti
da un tappeto di foglie secche cadute
e di vellutati e carnosi fiori purpurei
E ci sono le lantane,
con le loro inflorescenze multicolori,
gli oleandri densi di fiori bianchi rosso-porpora e rosa,
le plumbagini con quei fiorellini viola appiccicosi
che se solo li sfiori ti rimangono addosso
e le belle di notte che ancora occhieggiano
prima del concludersi della loro breve vita notturna

È indescrivibile l’intensità del profumo che si sprigiona al mattino da questi densi cespugli di oleandro, in piena fioritura

Maurizio Crispi (18 giugno 2026)

L'oro del mattino
L'oro del mattino
L'oro del mattino
L'oro del mattino
L'oro del mattino
L'oro del mattino
L'oro del mattino

A volte, i grandi alberi
si dotano orecchie ed anche di occhi

Mi viene da pensare che dentro i tronchi
ci siano dei giganti prigioni
in riposo sornioni
e che quegli occhi
di notte
e quando non sono osservati
sì facciamo vivi e mobili,
pur se - sempre -
anche quando paiono quiescenti
sono vigili e attenti

Maurizio Crispi (22 giugno 2026)

Gli occhi degli alberi (foto di Maurizio Crispi)

Gli occhi degli alberi (foto di Maurizio Crispi)

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12 giugno 2026 5 12 /06 /giugno /2026 06:14
IL letto di casa in treno (elaborazione ottenuta da Meta AI)

Ricordo solo questo
Solo questo ricordo

Viaggiavo su di un treno e il mio letto, quello di casa, completo di trapunta e accessori era nello scompartimento
Non so perché fossi lì, nè dove stessi andando
Qualcuno aveva usato il letto come ripiano di appoggio per preparare qualcosa da mangiare: infatti, mi accorgevo con tanto disappunto che sulla trapunta era sparsi alcuni cubetti di pancetta dolce e, brontolando, li spazzavo via nervosamente, con il dorso della mano
Quella su cui il treno si muoveva, era una linea ferrata di frontiera
Sapevo che, ad un certo punto del viaggio, sarei dovuto scendere, ma ancora non sapevo dove
Lo avrei saputo, quando sarebbe arrivato il momento, per un’improvvisa cognizione
This must be the place, una voce interna mi avrebbe detto
Il treno intanto attraversava dei paesaggi montani ed intravedevo scorci di vita di altri
Qualcuno correva in salita lungo strette sterrate scavate nella roccia e mi chiedevo quanto potesse essere pericoloso
Poi, ad una stazione, scendevo ma non era quello il luogo giusto
Mettevo piede a terra durante una sosta, in cui il treno come un grande corpo vivente sbuffava e si rigenerava
Ma la voce non mi aveva parlato, in verità
Allora quando il treno ripartiva, mi aggrappavo ad un gradino di legno e proseguivo nel viaggio
Poi, il treno si fermava di nuovo ed io saltavo giù
C’era animazione
Andavo in giro per strade affollate alla ricerca di un locale dove avrei dovuto prendere accordi per celebrarvi un importante evento
Trovavo un posto che mi pareva idoneo, ma - con imbarazzo - scoprivo che era un l’opposto frequentato da swinger, anche se in considerazione dell’ora del giorno tutto era in quiete e non vi erano avventori
Qualcuno diceva che, addirittura, questo luogo era quotato in borsa e che valeva più di 50 miliardi di dollari
Trovavo un posticino appartato con un tavolo rotondo, carico di bottiglie di bevande varie e di bicchieri contornato da sedie e piccole poltrone
Mi sedevo su una di queste ed Ale si accoffolava sulle mie ginocchia
Ero contento che ci fosse anche Ale

This Must Be The Place

Dissolvenza

Una canzone d'amore dei Talking Heads, l'unica su questo tema scritta da David Byrne, diceva lui. Anche se probabilmente non è vero, è una delle poche così dirette, e difatti aggiunge il sottotitolo "naive melody", ovvero "melodia ingenua". Amore che si realizza e si concretizza in un posto nel quale stare insieme. Contenuta nell'album Speaking In Tongues del 1983. Nota anche per una efficace cover recente degli Arcade Fire, oltre che per aver dato il titolo e il filo conduttore al film omonimo di Paolo Sorrentino con Sean Penn.

This Must Be the Place

Home is where I want to be
Pick me up and turn me round
I feel numb, born with a weak heart
I guess I must be having fun
The less we say about it the better
Make it up as we go along
Feet on the ground, head in the sky
It's okay, I know nothing's wrong, nothing
Hi yo, I got plenty of time
Hi yo, you got light in your eyes
And you're standing here beside me
I love the passing of time
Never for money, always for love
Cover us and say goodnight
Say goodnight
Home is where I want to be
But I guess I'm already there
I come home, she lifted up her wings
I guess that this must be the place
I can't tell one from another
Did I find you, or you find me?
There was a time before we were born
If someone asks, this where I'll be, where I'll be
Hi yo, we drift in and out
Hi yo, sing into my mouth
Out of all those kinds of people
You got a face with a view
I'm just an animal looking for a home, and
Share the same space for a minute or two
And you love me 'til my heart stops
Love me 'til I'm dead
Eyes that light up, eyes look through you
Cover up the blank spots
Hit me on the head
And ah-ooh, ooh-ooh-ooh-ooh-ooh-ooh
Ah-ooh, ooh-ooh-ooh-ooh-ooh-ooh
Hey
Ah-ooh, ooh-ooh-ooh-ooh-ooh-ooh
Ah-ooh, ooh-ooh-ooh-ooh-ooh-ooh

 

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  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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