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5 agosto 2026 3 05 /08 /agosto /2026 18:40
Deserto d'acqua (foto generata da Gemini AI

Ho sognato

Ero in viaggio, forse
Mi ritrovavo seduto su di una panchina assieme ad una mia amica di un tempo (che rimane tuttavia senza una precisa identità)
Abbiamo con noi gli zaini e un'agile attrezzatura da viaggio
Vado a comprare dei biglietti di treno per compiere l'ultimo tratto del viaggio
La biglietteria è in smobilitazion
Sembra che ci sia stato un black out severo
L'addetta alla vendita dei biglietti deve compilare tutto a mano
Le dico che ho bisogno dei biglietti per andare sino a Roma
E lei comincia a scrivere
Poi le annuncio che mi servono anche quelli per proseguire da Roma sino a Palermo
Ci ripenso ancora meglio e aggiungo "forse a questo punto è meglio fare un unico biglietto per Roma e per Palermo"
L'impiegata per la terza volta comincia a scrivere
A questo punto li stampa perchè con un ronzio le macchine e i dispositivi hanno ripreso a funzionare.
Torno dalla mia amica
Al passaggio altri ci hanno lasciato latte piene di olio d'oliva ed altre vettovaglie
A questo punto non siamo più dei "viaggiatori leggeri", come ci eravamo considerati sino a quel momento
Sono incuriosito dalla città in cui ci troviamo
Vedo che c'è un gruppo che si dirige verso una via monumentale, fiancheggiata da antichi palazzi per fare un giro turistico e mi aggrego a loro
La guida parla e blatera illustrando le belle storiche ed architettoniche
C'è un grande arco che consente di immettersi dentro un grande spazio illuminato che pare una caverna dove ha luogo una sorta di culto, senza che sia una chiesa in senso stretto
Torno indietro a chiamare la mia amica perchè possa guardare anche lei
Poi ci dirigiamo verso la stazione
Mi ricordo che nell'andare a visitare la caverna cultuale avevamo lasciato tutto quanto possedevamo, compresi i doni ricevuti, poggiato sulla panchina, ma ogni cosa era stata rimossa all'infuori dei nostri due zaini
Li prendo e faccio strada verso la stazione, ma adesso tutto si è trasformato in un mare che scorre minaccioso attraverso gli edifici, trasformando la città in un deserto d'acqua dove non è possibile procedere con facilità a guado tenendo bene in alto gli zaini
Occorre nuotare e temo che gli zaini possano bagnarsi e il contenuto ammalorarsi, compresi i due preziosi biglietti di treno per fare ritorno

Dissolvenza 

Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
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29 luglio 2026 3 29 /07 /luglio /2026 18:25

Ho sognato che ero in una libreria molto affollata, piena di gente
C'erano tanti libri in mostra, di tutti i tipi
C'era anche un settore cartoleria, dove - tra le altre cose - erano in vendita dei portamatite giganteschi che avrebbero potuto essere utili ai figli dei Ciclopi.
Mi aggiravo tra quelle meraviglie, alquanto stupefatto... Oooooooh!
Poi m'avvicinavo ad un banco dove erano esposti dei libri antichi e di gran pregio, ma anche codici ed incunaboli
Ne osservavo uno che pareva un codice miniato, le pagine preziose di pergamena e lo sfogliavo con delicatezza, temendo che il semplice tocco della mano potesse farle a pezzi
Mi chiedevo quale costo avrebbe mai potuto avere questo codice
Me ne andavo, alla fine, e il sogno si dissolve

Maurizio Crispi (27 luglio 2026)

Il codice miniato (Immagine generata da Gemini AI)

Il codice miniato (Immagine generata da Gemini AI)

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28 luglio 2026 2 28 /07 /luglio /2026 05:45
Le vie brevi e le vie lunghe (Immagine generata da Gemini AI)

Un sogno strano

C’era anche mia madre
Aspettavo che arrivasse una paziente con la quale era fissato un appuntamento per un colloquio e mi affacciavo più volte al balcone, preoccupato perché non arrivava
La strada era buia, i lampioni tutti rotti e giù da basso nell’ombra cupa e densa scorgevo strani movimenti inquietanti 
Ero preoccupato che la mia paziente avrebbe potuto avere dei problemi e che, arrivando, avrebbe potuto essere insidiata ed assalita da quegli uomini senza volto che si nascondevano nelle pieghe d’oscurità della via
Quando ritenevo che la paziente fosse sul punto di giungere abbandonavo il mio punto di osservazione elevato, mi congedavo da mia madre frettolosamente e mi dirigevo verso il mio studio (ubicato nell'appartamento adiacente) per potere aprire da lì il cancello esterno e il portone di giù 

Anzichè essere nell'appartamento dov'è si trova lo studio, mi ritrovavo nel bel mezzo di un’enorme fattoria agricola dove v'era - da qualche parte - anche l’accesso al mio studio 
Lì mi ritrovavo a vagare come fossi smarrito e senza memoria assorbendo tutta la meraviglia di ciò che vedevo e, nello stesso tempo, cercando sempre la via per raggiungere il mio studio per potere accogliere la mia paziente ed assolvere ai miei doveri

Ci sono vie brevi e vie lunghe
Chi sceglie le vie più brevi e spicce raggiunge rapidamente il proprio scopo
Colui che sceglie le vie lunghe, pur correndo il rischio di perdercisi, sarà benedetto dal senso della meraviglia per le cose inaspettate che avrà modo di vedere e di incontrare. 
Chi sceglie la via lunga accetta l'incertezza.
Questo atteggiamento trasforma l'imprevisto da ostacolo a dono, regalando una comprensione più profonda della realtà che una linea retta non potrà mai offrire.

Uno sguardo fuori da una finestra rotonda (immagine modificata da Gemini AI a partire da una mia foto)

Uno sguardo fuori da una finestra rotonda (immagine modificata da Gemini AI a partire da una mia foto)

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26 luglio 2026 7 26 /07 /luglio /2026 05:55
Sala d'attesa gremita (immagine generata da Meta AI)

Sono in un posto simile alla comunità

È quasi ora di pranzo
C’è anche mio fratello con me, in carrozzina
Ci dirigiamo verso la sala che funge da refettorio
Lascio lì mio fratello, proprio davanti ad un tavolo ben apparecchiato
e mi allontano per cercare un luogo dove cambiarmi
Voglio indossare qualcosa di più comodo
Vado dunque alla ricerca di un luogo adatto alla bisogna, che sia un bagno oppure uno spogliatoio
I bagni sono tutti occupati oppure sono in corso le pulizie e dunque sono inaccessibili
Finalmente, dopo molto cercare, mi ritrovo in un grande stanzone che potrebbe essere lo spogliatoio di una palestra o una sala d’attesa, gremito di gente, uomini, donne, bambini, tutti seduti su lunghe panche acccostate ai muri oppure messe in file disordinate al centro della stanzona
Cerco un luogo riservato: non ne trovo alcuno
C’è gente dovunque, soprattutto bambini
Non mi pare opportuno cambiarmi davanti a loro
Alla fine, pressato dalla necessità di far presto (mio fratello mi aspetta) mi seggo all’estremità di una lunga panca, incurante a questo punto di essere circondato dalle genti
Comincio a sfilarmi i pantaloni ma mi si ingarbugliano attorno alle gambe e non riesco più a smuoverli dalla loro posizione, per quanto mi sforzi e mi contorca
Sono ansioso per il fatto che mio fratello mi attenda ignaro
Penso che intanto sta già per finire il tempo della refezione
Che senso avrà allora l’essermi cambiato per stare più comodo?

Dissolvenza 

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23 luglio 2026 4 23 /07 /luglio /2026 16:44

L’aria è di fuoco

Ci sono roghi che ardono,
non lontano
Borgo Nuovo,
Villa Tasca,
Bosco di Casaboli,
San Martino
Mi arriva il lezzo di bruciato al naso
fatto di legna resinosa,
di paglia e di altri detriti urbani
Camminare fuori
è come stare avviluppati
in uno sciroppo denso
che ti leva il respiro

Dove stiamo andando?

Quando finirà?

O prenderemo tutti fuoco
come zolfanelli
e sarà così che finirà?

Maurizio Crispi (il 22 luglio 2026)

Roghi sopra Monreale (immagine tratta dal web)

Roghi sopra Monreale (immagine tratta dal web)

Mulinelli di foglie secche e aghi di pino
si animano
e si dissolvono
come in una danza
Nugoli di polvere
si levano dal terreno disseccato

Il sole volge al tramonto

Nel nuovo giorno che ci attende
stuoli di macellai
armati di motoseghe
abbatteranno alberi secolari

Maurizio Crispi (vecchio post)

Alberi morti e fiamme sullo sfondo (Immagine generata da Gemini AI)

Alberi morti e fiamme sullo sfondo (Immagine generata da Gemini AI)

Immagine realizzata con Meta AI

Immagine realizzata con Meta AI

Mulinelli e alberi  morti (immagine generate da Gemini AI)

Mulinelli e alberi morti (immagine generate da Gemini AI)

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18 luglio 2026 6 18 /07 /luglio /2026 05:42
La spiaggia di Cap d'Agde, vista dalle dune (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che mi trovavo su di una lunga spiaggia,
immensa,
che si perdeva nella lontananza 
e non se ne vedeva la fine
Era piatta 
Lo sguardo correva lungo di essa,
senza incontrare ostacoli
Non vi era vegetazione ad interromperne la monotonia 
e nemmeno una linea di dune alle sue spalle 
verso l'entroterra
Era tutto un piattume 
La sabbia era liscia e fine, compatta, umida
perchè frequentemente invasa dalle onde 
nei giorni di tempesta
Se, da un lato, non ci fosse stata la linea grigio-blu del mare,
l'essere lì
avrebbe potuto dare l'impressione di stare 
su di una vasta superficie desertica
Eppure era una lunga spiaggia infinita,
un limite, forse una linea di confine
Anche al di là della spiaggia
verso l'interno,
non si intravedeva alcunché 
che servisse a creare una sensazione di movimentazione paesaggistica
Nulla di nulla
Partecipavo ad una gara,
prima correndo a piedi, 
all'inseguimento di altri avversari,
anch'essi costretti a muoversi a piedi
Mi difendevo dagli assalti di quelli che erano alle mie spalle,
ma anche insidiavo con il mio passo costante 
quelli che mi precedevano
Non v'erano giudici di gara,
del pari non v'erano spettatori o fan,
soltanto noi 
che avanzavamo lungo la spiaggia-deserto
Eravamo dei benandanti, forse
Poi, invece, la corsa continuava,
ma in altro modo
Ognuno era in sella ad un trabiccolo fantasioso,

Gara di trabiccoli (immagine generata da Gemini AI

del tipo che si vedono in Quei pazzi sulle macchine volanti
oppure nella Corsa più pazza del mondo
Anche qui, sulla mia bizzarra cavalcatura meccanica,
mi comportavo bene e non sfiguravo
Mi chiedevo quale senso potesse avere questa corsa eterna,
quale sarebbe stato il premio spettante a ciascuno di noi
Neppure sapevamo dove sarebbe stato il traguardo,
nemmeno sapevamo se ci sarebbe mai stato un traguardo
Eppure, malgrado le incertezze,
malgrado gli interrogativi e i dubbi,
sperimentavo un senso di grande pace interiore,
immerso com'ero,
nell'eterno ricorrere 
del qui ed ora di quella corsa 

La tazza rotta (immagine generata da Meta AI)

Dovevo acquistare un biglietto per il treno
C’era il grande dilemma se andare ad acquistarlo direttamente allo sportello, oppure telefonicamente o addirittura online
Innanzitutto c'era da scegliere tra queste
possibili alternative e il dubbio era lacerante 
Poi, quando finalmente decidevo di usare il telefono per collegarmi online, c'erano delle complicazioni di ogni genere
Non riuscivo a fare funzionare il telefono
Provavo e riprovavo 
Numerosi erano i tentativi che andavano a vuoto
Si avvicinava inesorabile il tempo della partenza ed ero ancora a niente

Più tardi, con Gabriel mi ritrovavo all'interno di un grande museo, in visita
Era un museo che esponeva le antichità di una regia casertana
Passavamo attraverso grandi e magnifici saloni, adornati di splendidi pezzi di mobilia d'epoca, sfarzosi, grandi specchiere dovunque, arazzi e dipinti di grandi dimensioni, oltre a ritratti di regnanti e dignitari di alto lignaggio
Era tutta una meraviglia
Bacheche, vetrinette, mensole ospitavano preziose collezioni di oggetti d'uso quotidiano, porcellane, cineserie, utensili e posate d'argento cesellato, ma anche statuine e altri oggetti privi di qualsiasi utilità pratica, madi squisita fattura: di tutto e di più, e persino pregiati pralli, vanvere e piritere, ma c'era anche un'intera collezione di dildi in ceramica, legno cesellato, vetro, oro e argento, di tutte le forme e dimensioni
Prendevo in mano una delicata tazza di porcellana per esaminarla meglio
Perdevo la presa del manico e whoops! la tazza cadeva a terra e si frantumava in mille pezzi, alcuni più grandi e altri minuti e minutissimi, più che altro schegge e materiale polverizzato 
I cocci più grandi li raccoglievo da terra e li posavo su di una mensola molto alta, fuori dalla vista
Avevo il cuore in gola
Mi chiedevo quanto avrei dovuto pagare per risarcire il museo del danno che avevo causato
Raccolsi anche i più minuti frammenti e li misi in tasca
Nel mentre sopraggiungevano altri visitatori, ma forse di nulla si accorsero, costoro (o forse sì? Non potrei giurarci)
Entrando nella sala successiva, un Guardiano, vedendoci arrivare, intonò un canto melodioso e minaccioso al tempo stesso, le cui uniche parole facevano così: 
Tazza rotta! Rotta tazza!
Tazza rotta! Rotta tazza!
Tazza rotta! Rotta tazza!

E questo canto si dipanava in tutte le possibili sfumature cantoriche e cantabriche
Era un modo per avvisare tutti della rottura appena avvenuta e che l’occhio onnipresente e onnisciente del Guardiano aveva colto
Pur continuando a camminare con quei minuti frammenti che ballonzolavano nella tasca e che, ogni tanto, attraverso il tessuto sottile mi pungevano la coscia, provavo un intenso imbarazzo ed un greve senso di colpa
Mi sentivo in pericolo
Quanto potrà costarmi riparare al danno fatto?, mi chiedevo di nuovo, con rinnovata ansia

Poi tutto andava in dissolvenza 

(19.07.2026)

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6 luglio 2026 1 06 /07 /luglio /2026 05:46
Fish-eye (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che con mio figlio grande affittavamo un mezzo per salire - forse - su in montagna.
Si trattava di una montagna erta e complicata che, man mano che si saliva, si faceva vieppiù impervia e, oltretutto, andando in quota era ricoperta di neve e di ghiaccio
Il mezzo che avevamo affittato era un misto di camion e di bus, con il pianale altissimo e con ruote gigantesche, adatto a superare ogni asperità e forti pendenze, con la parte anteriore lievemente disarticolata da quella posteriore, in modo da aumentare aderenza e capacità di adattamento alle asperità del terreno
Quando la strada si faceva ancora più ardua, io scendevo dal mezzo, lasciando mio figlio alla sua guida e cominciavo a camminare davanti a lui, precedendolo, e saggiando il terreno metro dopo metro
Ad un certo punto la via si faceva davvero disagevole 
Sul fondo della sede stradale s'erano formati due profondi solchi e al centro, invece, vi era un gibbo che si levava quasi a toccare il pianale (una conformazione che mi ha ricordato - non so perché - le vie lastricate di pietre dei Romani)
Con un veicolo normale sarebbe stato impossibile procedere oltre
Da un lato, alla mia destra, oltre il solco in cui correvano le ruote artigliate, vi era un profondo sbalanco, tanto che io - camminando davanti alla vettura e avendo lanciato uno sguardo dabbasso - ebbi un'improvvisa sensazione di mancamento e di vertigine
Mi preoccupai per mio figlio e sperai che egli non compisse qualche manovra azzardata, piombando a capofitto nel profondo di quell'abisso
Tuttavia mi rassicurai pensando che, essendo le ruote imprigionate nei due profondi solchi (che funzionavano come due binari) era molto improbabile che egli potesse deviare dal percorso tracciato
Ero piuttosto io quello a rischio di sprofondamento in quel pauroso inghiottitoio
Poi, più avanti, si arrivava ad una grande spianata innevata al di là della quale si apriva all'improvviso una discesa ampia e ricoperta di ghiaccio con una pendenza quasi del 50%
Nel frattempo avevo perso di vista mio figlio che, a causa delle difficoltà della strada, continuava a procedere a passo d'uomo e mi chiedevo se sarebbe stato di affrontare quella ripida discesa senza ribaltarsi e capitombolare giù dabbasso
Poi lo vedevo ai piedi della china, bello fresco e pettinato come nulla fosse stato, e tiravo un sospiro di sollievo, pensando che, pur senza di me, ce l'aveva fatta!

Dissolvenza 

Passaggi e percorsi iniziatici (immagine generata da Meta AI)

(9 luglio 2026) Correvo su e giù per un'ampia strada simile al Viale Regina Margherita che conduce dal Parco della Favorita di Palermo a Valdesi
Un po’ correvo a piedi e un po’ andavo a cavallo con grande destrezza
Erano sensazioni meravigliose che ne traevo, caracollando sul quel destriero, a pelo, aderendo al suo corpo muscoloso e reggendomi  alla lunga criniera fluente
Sentivo quel grande corpo vivente tra le gambe e mi facevo tutt’uno con esso e con il suo respiro
Poi attraversavo un territorio forgiato da un maestro giapponese che, in modo miniaturizzato (ma nemmeno tanto) aveva creato in un vasto bacino d’acqua un intero arcipelago e qui bisognava passare da un isola affiorante all’altra e percorrerne i crinali senza mai perdere l’equilibrio, piombando giù nelle profonde acque cristalline circostanti
Era una prova con profonde valenze spirituali e, forse, costituiva anche un rito d’iniziazione le cui radici sprofondavano in un lontanissimo passato
Io ero lì e superavo ogni prova con abilità innata, come se ogni cosa di queste l’avessi già fatta in una vita precedente
La Forza era con me

Dissolvenza

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3 luglio 2026 5 03 /07 /luglio /2026 13:12
Il pifferaio

Sognavo di possedere un piffero magico

Quando il piffero veniva suonato 
tutti accorrevano 
stregati dalle sue note


Era un piffero variabile
a volte piccino,
a volte strabordante,
altre volte imponente ed imperioso,
awesome!

A volte suonava da solo
senza che nessuno lo toccasse
Insomma, se la suonava e se la cantava

Era un animaletto vivace
quel piffero,
dotato di vita propria
testardo ed imperioso,
a volte morbido come burro,
un animaletto senza modi,
senza né arte né parte, 
altre volte sottomesso ed ubbidiente

A volte lasciavo che questo piffero 
venisse suonato
e le note che se ne levavano
erano allora celestiali
e fonte di magno gaudio

Ogni volta, si raccoglievano folle acclamanti
per dare testimonianza
del portento di quel piffero
Tutti entravano in deliquio nel vederlo in azione
Tutti avrebbero voluto impugnarlo
per soffiarci dentro 
sì da rimaner storditi da quelle celestiali note,
così rinvigorenti

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2 luglio 2026 4 02 /07 /luglio /2026 07:49

Ho sognato che possedevo
un set di posate magiche
di varia foggia
con le quali potevo
cucinare pietanze squisite
le più diverse
(senza conoscerne la ricetta)
Tutto ciò che accadeva nel sogno
ruotava attorno a quelle posate
contenute in una cassettina di legno
a cielo aperto (senza coperchio)
e fatta a scomparti
in modo che ogni tipo di posata
potesse avere il suo posto

E succedevano tante cose
che si componevano
In una ricca trama di eventi

E non ricordo altro
Tutto il resto é svanito
Pluff!

Certo, sarebbe bello
possedere simili posate
e poter essere dei magnifici cuochi!

Maurizio Crispi (1° luglio 2023)

Posate magiche

Pubblicato su Facebook e mai riportato qui nel blog.
E' soltanto un piccolo schizzo onirico.
Ma tant'è!

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2 luglio 2026 4 02 /07 /luglio /2026 07:34
doping (immagine tratta dal web)

Sogno dell’ultima ora prima di alzarmi

Sono in uno stadio di atletica o all’interno d’un impianto sportivo molto vasto e articolato, dove si possono praticare differenti discipline sportive
Qui, vado alla ricerca ossessiva di un tecnico con il quale mi devo confrontare su alcune modalità di allenamento e sulle ratio sottese
Ci sono numerose coincidenze avverse, a causa delle quali, ogni volta per un pelo, manchiamo di incontrarci
Ho l’impressione tuttavia che lui sia sfuggente e che in ogni modo si adoperi per evitare l’incontro 
Alla fine, una riunione ha luogo lo stesso, alla presenza di altri, ma quel tizio altolocato con il quale cercavo di incontrarmi è ancora latitante, come ogni commander che si rispetti
Qual’è il nucleo della discussione che va a svilupparsi nel corso di tale meeting?
Beh, il tema svolto e dibattuto ruota attorno all’analisi minuziosa di record, di primati, di migliori prestazioni, gettando un’ombra di dubbio su alcuni record e migliori prestazioni (MPI) ottenuti di recente nella corsa sulle lunghissime distanze
Io, per esempio, sostengo che alcune di queste performance sono dubbie e sono frutto di doping
Vado ripetutamente con gli occhi alla ricerca del tizio con cui dovevo incontrarmi perché lui è in possesso di informazioni cruciali che andrebbero a supporto delle mie tesi
Ma, niente, qualche volta mi pare di intravederlo, ma poi scompare di nuovo inghiottito nella folla

Dissolvenza

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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