Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
4 dicembre 2025 4 04 /12 /dicembre /2025 06:35
Il raccolto delle olive 02.12.2025 (foto di Maurizio Crispi)

Questa è bella!

Ho sognato che ero istruttore in una palestra e qui, nel frammento di sogno che ricordo, ero impegnato a spiegare accuratamente ad un pubblico di astanti esclusivamente femminile la procedura per preparare le olive in salamoia.
La spiegazione era lunga e laboriosa, punteggiata di continue (e fastidiose) interruzioni e digressioni
Mi comportavo con sussiego, come se le mie spiegazioni fossero argomento degno di una Lectio Magistralis
Il tutto nasceva dal fatto che, poco prima, nelle pieghe degli abiti che indossavo avevo trovato una decina di “passuluna” in perfette condizioni e mi ero accinto a metterli in salamoia, appunto
Le mie spiegazioni procedevano in modo tormentato
Ogni oliva vale, mi ha insegnato il contadino, e non deve essere sprecata
Ieri, mentre i cutuliatori erano al lavoro, raccoglievo ogni singola oliva che saltava fuori dalla superficie delle tende…

É questo è quanto

Dissolvenza

 

Condividi post
Repost0
24 novembre 2025 1 24 /11 /novembre /2025 06:15

Ero in viaggio, non da solo
Facevo parte di una comitiva piuttosto numerosa
Non ho idea da quale luogo fossimo partiti, nè dove fossimo diretti
Ricordo soltanto che eravamo impegnati in un faticoso transfer, attraverso una sequenza di stanze, corridoi, cortili, ciascuno portando un pesante borsone con i propri effetti personali

Maurizio Crispi (23.11.2025)

It's a lovely war

Ci provo
Ci provo
Provando e riprovando
Ci provo-lo 
Ci provo-lo
Auricchio piccante 
Primo sale
Canestrato 
Forte odore di cacio stagionato,
anche nelle mani 
Mani da casaro
Un due!
Un due!
Un due!
Ritmo!
Ritmo!
Un due!
Un due!

Ed ora tutti giù per terra!
Saltelli 
E ancora saltelli
Op!
Op!
Op!

Ritmo!
Ritmo!
In alto le braccia
Scuotimento di mani
come fossero fronde arboree
scosse dal vento

Il vento,
grande cotoliatore!
Non vedo l’ora di esser me stesso,
ma anche di uscire da me stesso
ed essere altro da me

Aspettando Godot

Poche parole ogni tanto,
qualche grugnito di assenso
Sì sì
No no
Sì no
No sì


Spesso il silenzio,
mancanza di parola,
il vuoto e lo spazio siderale
che s’interpone

It’s a long, long, way to Tipperary

It’s never too late to mend

Chi sa mai perché, in chiusura, ho pensato proprio a questa canzone It's a long, long, way to Tiperrary"?

It's a long way to Tipperary

Up to mighty London came
An Irish lad one day
All the streets were paved with gold
So everyone was gay!
Singing songs of Piccadilly
Strand, and Leicester Square
'Til Paddy got excited and
He shouted to them there:
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square!
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there
Paddy wrote a letter
To his Irish Molly O'
Saying, "Should you not receive it
Write and let me know!
If I make mistakes in "spelling"
Molly dear", said he
"Remember it's the pen, that's bad
Don't lay the blame on me"
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there
Molly wrote a neat reply
To Irish Paddy O'
Saying, "Mike Maloney wants
To marry me, and so
Leave the Strand and Piccadilly
Or you'll be to blame
For love has fairly drove me silly
Hoping you're the same!"
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there


 

Condividi post
Repost0
21 novembre 2025 5 21 /11 /novembre /2025 09:12
Quando correvo (una delle mie ultime partecipazioni alla Pistoia-Abetone)

Sognavo che correvo lungo il mare
un po' sulla sabbia,
un po' sul terreno duro
d'una strada che correva parallela alla spiaggia

Forse stavo partecipando ad una gara
(ma di questo non sono certo)
C'erano altri che correvano davanti a me
Ne vedevo la schiena oscillare ad ogni passo
e le gambe che pompavano su e giù

Cercavo di non farmi distanziare 
Stavo sul pezzo
Tenevo breccia
Le braccia si muovevano regolari per assecondare il passo
Le gambe andavano su e giù come pistoni

Non mi pareva di sentire la fatica

Procedevo così per un tempo interminabile

Poi ci apprestavamo ad arrivare
a quello che pareva un traguardo
Cercavo di avvicinarmi al podista che mi precedeva
e almeno quello superarlo
Mi sembrava però di non potere in alcun modo riuscire
ad incrementare la mia andatura
Sentivo le gambe di piombo
e mi pareva di essere incollato a terra,
impastoiato

Rimaneva tutto bloccato
Come se il flusso del tempo si fosse arrestato
e ogni movimento in corso
si fosse cristallizzato

Eppure, malgrado tutto,
avvertivo una sensazione di benessere
e non c'era senso alcuno di frustrazione

Dissolvenza


 

La mattina dopo aver sognato, nella mia uscita mattutina con il mio fidato amico Black, senza alcuno sforzo le mie gambe hanno cominciato a muoversi e mi sono ritrovato a correre, cosa che negli ultimi tempi non faccio sempre volentieri perché a volte non sento proprio lo stimolo oppure perché è come se non partisse il comando di attivazione ai neuroni della corteccia motoria.
Penso di correre e mi blocco, mentre invece bisogna semplicemente correre, senza stare troppo a pensarci su...

Condividi post
Repost0
20 novembre 2025 4 20 /11 /novembre /2025 13:40
Ecoute

Ecco che vengo fuori da un sogno movimentato nel quale sono successe, come spesso capita, molte cose
Ne ricordo solo pochi dettagli 
Ero in un grande parco, che potrebbe essere con molta verosimiglianza quello della Favorita a Palermo, anche se non è esattamente identico a quello della realtà, come quando ci si muove in una situazione in cui tutto appare identico alla mondo che già conosciamo e però ci sono delle piccole e sottili differenze che introducono con un piccolo brivido, l’idea che forse non siamo proprio in quel posto e che forse stiamo vivendo in una realtà parallela, in un’altra dimensione. Ed è questo pensiero a generare sovente il perturbante

Stavo facendo un percorso (di salute, forse anche di vita)
In una radura in mezzo a grandi alberi trovavo, abbandonati fra l’erba, due marchingegni per scagliare delle frecce, simili nella loro concezione alle balestre.
Prima ne scorgevo uno, e poi ne vedevo un altro seminascosto dalla vegetazione 
Lo prendevo, lo esaminavo accuratamente, constatando che era ancora in ottime condizioni d’uso e decidevo di prendermelo per portarlo a casa
L’altro decidevo di lasciarlo lì dov’era (giusto per non essere troppo avido). Peccato che, assieme a loro, non vi fossero abbandonati in giro anche dei dardi.
Poi proseguivo il mio giro esplorativo, occasionalmente incontrando qualcun altro che camminava stralunato lungo i viali altrimenti deserti del parco, anime perse come me.
Mi ritrovavo ad imboccare un vicolo cieco che mi conduceva ad un casale, attraverso un cancello lasciato aperto,
Non si poteva proseguire oltre 
Da uno degli edifici che contornano la corte interna veniva fuori un tizio con un aria ostile e mi chiedeva brusco cosa ci facessi lì, aggiungendo che quello spazio era proprietà privata e che, dunque, io ero intruso, un trasgressore perseguibile anche ai sensi di legge
Mi scusavo allora, profondendomi in mille parole, cercando di mettere in evidenza la mia buona fede e l’assenza di malizia alcuna
E me ne andavo insalutato ospite
Alle mie spalle, appena varcata la soglia, arrivava uno che chiudeva un pesante cancello di ferro con forte clangore 
Muovendomi in giro, mi ritrovavo in un’altra grande corte fiancheggiata da edifici magnifici, forse settecenteschi
Il pavimento della corte era rivestito di lastre di marmo sulle quali ruscellava dell’acqua
Camminarci sopra non era sicuro e c’era il rischio concreto di slittare e, quindi, di capitombolare 
Anche qui cercavo una via di uscita, ma non ve ne erano 
Anche questa volta dunque ero andato a ficcarmi cose in un vicolo cieco 

Aiuto! 
Come farò a venire fuori da questo mondo? 

 

La statua "Ecoute"

Dissolvenza

La foto ê l’elaborazione della scultura di grandi dimensioni intitolata "Écoute" (Ascolta). 
È stata creata dallo scultore francese Henri de Miller. 
Si trova a Parigi nel quartiere di Les Halles, più precisamente sul lato esterno della Chiesa di Saint-Eustache.
La scultura monumentale in pietra rappresenta una gigantesca testa con una mano portata all'orecchio, come in ascolto, che emerge parzialmente dal terreno o dal muro su cui è appoggiata. 
Questa scultura è un punto di riferimento iconico e insolito della zona.

Condividi post
Repost0
12 novembre 2025 3 12 /11 /novembre /2025 05:59
Nell'erba alta (autoscatto Maurizio Crispi)

I miei pensieri vanno
a ruota libera
mentre me ne sto in una cameretta
con finestrelle alte,
proprio al limitare del soffitto,
attraverso le quali
(i vetri sono opachi per la polvere e l'incuria)
s'intravede soltanto 
un barlume blu di cielo

Altomare
Bello Mare 
Che bello il mare!
Voci dialoganti 
Frastuono 
Dove siamo? 
Dove andiamo? 
A volte,  siamo come patelle
fortemente abbarbicate al loro scoglio
e lo sono ancor di più 
se avvertono un pericolo,
e nemmeno un coltello allora ci può
per scalzarle (per dire)

Forte patema (d’animo)
Andare forte 
Correre, 
correre, 
correre a perdifiato
Sentire il cuore che batte 
e batte,
percuotendo con forti colpi
la stretta gabbia di ossa
che gli é prigione
e il respiro che si fa sempre più corto

Ricordo

Ricordo che da bambino
ebbi una crisi di ansia notturna
(la chiamo così adesso,
allora fu terrore senza nome) 
Credevo di non poter più respirare
Avrei voluto aprirmi il petto
con le mani
per poter fare fluire liberamente
l’aria,
liberando i miei polmoni dalla loro gabbia
E così liberare la mia mente
Il pediatra consultato il giorno dopo
ebbe a dire:
Niente ci fu!
Nulla di cui preoccuparsi!
Passerà!
Non é vero, giovanotto?

E con le sue dita grosse e dure
mi diede un pizzicotto sulla gota

Io non fiatai,
benché sentissi male
E poi rifiatai

Mi ricorderò sempre di quella notte 
in cui pensai di non poter più respirare
come sempre ricorderò quel forte pizzico 
sulla guancia

Ogni tanto, ancora oggi,
dimentico di respirare

Condividi post
Repost0
9 novembre 2025 7 09 /11 /novembre /2025 06:14
Nel labirinto (immagine generata da AI dietro mie indicazioni)

Sono in un posto di lavoro
Molta parte del tempo la passo
in un corridoio dove sono alle prese 
con una cassettiera 
dove vorrei poter riporre le mie cose

Ci sono molti contrattempi
e non riesco mai a concludere

Vedo che l’interno del mobiletto
é ampio e spazioso,
pieno di scomparti
Farebbe proprio al mio caso!
É abbandonato lì 
Nessuno lo utilizza
Vorrei spostarlo nella mia stanza,
ma qualcuno mi dice
che, prima di poterlo fare,
dovrei fare all’ufficio competente
specifica istanza scritta
in carta da bollo (se cartacea)
oppure tramite PEC 
E già mi passau 'u priu
Una di quelle cose assurde
Nessuno utilizza quel mobile,
ma sei volessi usarlo per me,
qualcuno potrebbe farsi avanti,
accampando dei diritti pregressi
Non fare e non far fare
(è uno degli inviolabili siculi principi)
In pratica, non se ne fa nulla

Continuo a vagare 
come anima in pena
e arrivo in una parte dell’edificio 
dove c’è un po’ più di vita
Mi ritrovo con varie genti
da me conosciute nel lavoro,
in passato e nel presente,
tutte mescolate assieme
C’è qui una stanza a disposizione
e penso che, infine, 
potrò liberarmi del fardello delle mie cose
Infatti, c’è tra gli arredi della stanza 
una cassettiera
(o, forse, trattasi un’armadietto) 
disponibile e utilizzabile,
senza dover fare penose trafile burocratiche 
La cosa mi mette di buon umore
C’è tutta una tarantella
per svuotare le mie tasche
e posare ciò che ho in mano

Poi, mi ritrovo 
assieme a tutti gli altri, a bagno
nelle acque di un magnifico laghetto
(o forse è una piscina,
costruita in modo da non apparire tale)
contornato da una fitta vegetazione arborea
di araucarie e magnolie
Sembra di essere in un altro mondo
o in un luogo esotico 
lontano da tutto e da tutti

Lost Io dico)

Dissolvenza

Condividi post
Repost0
9 novembre 2025 7 09 /11 /novembre /2025 06:13
gnocco fritto (wikipedia)

Di tutto e di più 
Sono in un posto
E mi fermo per mangiare
Mio fratello è con me
Entro in una specie di trattoria rustica dove fanno del cibo molto semplice e vigoroso
Mi appresto al banco e chiedo di servirmi un panino imbottito con mortadella e primosale (che è secondo me, una combinazione splendida)
Poi mi correggo e dico:  No, lo voglio con caciocavallo non stagionato! (anche questa combinazione, sempre con la mortadella, è ottima)
Intanto, vedo che c’è mio fratello accostato un tavolo e mi rendo conto di essermi dimenticato di lui nella comanda 
Quindi dico di preparare un panino eguale anche per lui 
È tutto pronto dopo un’attesa relativamente breve e, attraverso la finestrella, mi porgono un vassoio che contiene i due panini imbottiti e poi una padella nella quale nell’olio bollente galleggia, ancora a friggersi, una grossa piadina
Usanza del posto! Mi dice la cuciniera
Forse più che di una piadina si tratta dello gnocco fritto (una pietanza dai molti nomi, tipo tigelle e crescentine) che è una tipica pietanza emiliana, usata per accompagnare affettati e formaggi
Invece di portare il tutto al tavolo di mio fratello, mi dirigo all’auto che ho lasciato parcheggiata fuori
Non so perché  (oppure, semplicemente, non ricordo il motivo adesso), ma dovevo sbrigare una commissione urgente
Ci salgo su, sistemando alla meno peggio il vassoio con il cibo e, sul pavimento, il padellino con l’olio sfrigolante
E compio un tragitto, pregando di fare presto e che, nel frattempo, l’olio non si spanda da tutte le parti
Vado, ed é un viaggio inutile, perché non riesco a concludere ciò che volevo fare 
Ritorno e non riesco a posteggiare davanti al locale 
Compio una serie di manovre sconclusionate, avanti, indietro, di lato, in alto e in basso
Quando, finalmente, ho trovato un buon parcheggio libero proprio davanti alla porta del locale, qualcuno mi dice che devo spostare l’auto con urgenza, poiché proprio quel posto è riservato all’auto che trasporta un disabile e che arriverà, di lì a poco
Penso con ansia a quei panini che stanno perdendo la loro freschezza e all’olio che sicuramente si starà spandendo da tutte le parti, rendendo la mia auto ancora più catorcio di quanto non sia già 
Finalmente, dopo molte vicissitudini, riesco a parcheggiare
Prendo il vassoio con i panini e il padellino
Mi accorgo che è vuoto adesso (quindi tutto l'olio ne deve essere fuoriuscito)
Della piadina che conteneva non vi é più traccia
Dell’olio, altrettanto
Certo! É tutto per terra sul pavimento dell’auto dove si vede una pozza di olio ormai freddo e rappreso
Entro brandendo il padellino vuoto e il vassoio con i panini
Cerco di spiegarmi con la signora che gestisce il ristorante, chiedendole un nuovo padellino con olio fresco, sfrigolante, e la piadina, raccontandole la mia odissea, ma lei mi fa capire che ormai è tardi e che la cucina ha chiuso i battenti
Arrivo al tavolo, dove mio fratello mi aspetta
Il tavolo è tutto disfatto, come se già un’orda intera ci avesse desinato
Mio fratello è lì, apparentemente tutto soddisfatto
Non sembra che l’attesa gli sia stata di peso e poi, forse, qualcuno durante la mia assenza gli ha tenuto compagnia e gli ha dato da mangiare
Osservo con mestizia il tavolo devastato e mi accingo a mangiare tristemente il mio panino
Manca la birra che avevo pregustato durante tutte le mie vicissitudini
Quella non me l’hanno data
E, ovviamente, ho soltanto con me quel padellino vuoto che mi ricorda la mia disfatta
Mi chiedo perché non avessi chiesto alla signora di ritardare l’esecuzione della comanda in modo da avere il tempo di eseguire la mia commissione in tutta calma
Domanda che non può trovare risposta poiché riguarda una di quelle cose assurde e di quelle incongruenze e irrazionalità che capitano non solo nei sogni ma anche nella vita
Che sogno!
Che sogno!


C’erano anche dei dettagli più vividi che adesso non riesco più a ricordare

Poi,
quando il sogno andava in dissolvenza
udii un trepestio di tuoni
sopra la testa
come un rullare di cannoni in battaglia
e, subito dopo, il picchiettio della pioggia
che presto si fece furibonda
ed inizió a transitar forte

Condividi post
Repost0
4 novembre 2025 2 04 /11 /novembre /2025 06:19
Prefiche (dal web)

Sogno complicato
pieno di movimento e di persone

Ma non ricordo molto, 
benché succedano tante cose

Mi ritrovo a camminare con Black
al guinzaglio accanto a me
(come spesso accade, nella vita e nel sogno)
Incrocio un gruppetto di donne in gramaglie,
in lutto stretto,
come se fosse appena morto qualcuno
Benché in lutto stretto, tuttavia,
sono vestite in modo ricercato,
come se stessero andando
alla cerimonia funebre 
del proprio congiunto
Una di loro 
é minuta e di bassa statura
Al momento dell’incrocio
Black, forse incuriosito,
si protende con il muso,
verso la donna minuta
(che è quella a lui più vicina)
Quella di ritrae con un movimento brusca
(in volto in espressione che è
tra le disgustato e l’inviperito)
Così facendo incespica 
e sta per cadere
Io con prontezza la afferro 
per il braccio e la sostengo,
salvandola da un rovinoso capitombolo
Senza alcuna riconoscenza
lei mi guarda con quell’espressione irata
e comincia a strillare e a inveire
come se avessi appena tentato
di farle violenza,
anziché salvarla
È un’esperienza difficile da sostenere
Mi allontano, assieme a Black,
mentre quella ancora grida i suoi insulti

Entro in una palazzina
dove c’è molta gente che conosco
e dove è in corso un qualche evento
(non so di cosa si tratti,
o non ricordo)
Vorrei raccontare a qualcuno
ciò che mi è appena successo
ma non riesco a trovare 
il momento adatto
In più, accanto a me
cammina con insistenza,
senza mai mollarmi, 
una tizia (non a lutto)
che mi guarda
tenendomi gli occhi puntati addosso
come fossero due trapani
Sono convinto che sia la figlia di quella donna in gramaglie
che era stata così ostile con me
Perché mi segue?
Perché mi assilla?

Dissolvenza

La prefica (dal latino praefica) è una figura le cui tracce risalgono all’antica Roma. Era una donna pagata per piangere ai funerali, inneggiando al morto con canti, urla e gesti di disperazione.

Non del tutto scomparse nella forma tradizionale, le prefiche 2.0 non lo fanno a pagamento ma per un senso di elaborazione collettiva del lutto. Come le loro antenate, possono non conoscere il morto ma seguono fedeli il carro funebre della notizia.
Amplificano le proprie urla dotandosi di prolungamenti virtuali. Generano una “nenia aumentata”: guardi al morto attraverso il loro account e ne rivivi la memoria con video, citazioni e interviste.

Prefiche

Condividi post
Repost0
2 novembre 2025 7 02 /11 /novembre /2025 06:17
Studenti protestanti (dal web)

C’è una protesta in corso
in una scuola o all’Università
Gli studenti sono nelle loro aule
disposti in piedi
ognuno davanti al proprio banco
e gridano slogan a voce stentorea
Alcuni modulano il suono dei fischietti
Altri battono con dei legnetti
sul fondo dei pentolini
È una protesta molto vivace,
eppure ordinata
Io giro da un’aula all’altra,
fornendo ai protestanti 
conforto e consigli, 
ma anche ristori di cibo e bevande
Succedono molte altre cose
ma nulla più ricordo

Poi di nuovo sognai
Ero con mio cugino Marcello
Ed eravamo andati in auto
in un lontano paesotto
dalle strade strette e tortuose
Per poter procedere oltre 
dovemmo lasciare l’auto
parcheggiata in una via angusta
e proseguire a piedi nel dedalo di stradine

Poi, volevamo tornare 
Ma per quanto ci affannassimo,
non c’era verso di poter ritrovare l’auto
Eravamo stremati da questa ricerca
che si protraeva da ore, infruttuosa
Non so perché, ma eravamo a torso nudo,
forse per via della stanchezza
Dicevo al cugino:
mentre ti rivesti,
io vado a dare un’occhiata in giro,
magari sarò fortunato
E vado
Ma dell’auto nemmeno l’ombra
Arrivo in un punto 
in cui la strada si fa stretta,
Poi si trasforma in poco più di un sentiero 
che corre lungo il ciglio di un dirupo
e mi accorgo di essere 
ad una grande altezza
Sono preso dalle vertigini
e devo stendermi a terra per non cadere
Strisciando vado avanti
sino ad una grande piazza
dove c’è una grande ressa di gente vociante 
che si diverte
Poi, intravedo una grande struttura metallica 
un sottile ponte aereo 
eretto per superare un precipizio 
che taglia la piazza in due parti,
vicine, eppure irraggiungibili, 
se non con l’uso di quel ponticello aereo 
Uno mi spiega che
con la costruzione d’una maledetta autostrada
solo per gli autoarticolati
hanno tagliato il paese in due
e che il sindaco ha organizzato una protesta
cui tutti i cittadini sono chiamati a partecipare
Giusto!, faccio io
Ma intanto non riesco a trovare
l’auto parcheggiata prima
e nemmeno ho la più pallida idea
su come fare per raggiungere
mio cugino Marcello

Dissolvenza
  

Condividi post
Repost0
28 ottobre 2025 2 28 /10 /ottobre /2025 09:57
Il porto al tramonto (foto di Maurizio Crispi)

Il sole al tramonto si accinge a scendere dietro la linea delle montagne e fra non molto scomparirà
Intanto, la sua luce intensa (abbacinante, se non fosse schermata dalla nuvolaglia) si riflette sulla superficie mossa dell’acqua 
Le nuvole sono tutte affastellate, ma ce ne sono alcune isolate come pecorelle riottose che, nei pascoli del cielo, cercano la loro solitudine
Il soffio mutevole della brezza, a tratti più forte a tratti più leggero, crea un effetto straniante di malinconia, assieme alle sensazioni generate dalle navi alla fonda e delle imbarcazioni da diporto ormeggiate lungo il molo, il cui movimento leggero provoca un debole sciacquio ma tutte quante - siano esse le grandi navi, siano esse le imbarcazioni più piccole - sono trattenute dalle gomene e non possono prendere il largo né essere trascinate via dal vento o dalla corrente
Tutto sembra sospeso sull’orlo di un movimento rattenuto che non può prendere corpo e nemmeno può avere sostanza: un movimento che rimane solo in potenza tra le braccia rassicuranti del porto, a vele ammainate e a motori spenti.
Anche quella foresta fitta di alberi senza foglie che si stagliano contro il cielo e le nubi che intanto trascolorano in tonalità di colore continuamente cangianti induce a pensieri di tristezza e malinconia.
I gatti sul molo tengono d’occhio la situazione e fanno la posta ad uno sparuto gruppetto di pescatori con la canna, pratica per cui ci vuole pazienza e capacità di indulgere alla filosofia dell’attesa, oziando intanto con i propri pensieri 
Poi, all’improvviso, le viscere di un grande naviglio cominciano ad eruttare nuvole di fumo bigio e quell’enorme corpaccione prende vita con eliche che sommuovono le acque torpide e lo spingono lontano dalla banchina verso l’imboccatura del porto; sembra che con la sua mole non ce la possa mai fare a sgusciare via tra i moli, eppure con lenti movimenti ce la fa ed è libero di raggiungere il vasto mare, liberandosi dall'abbraccio protettivo dei moli
Il sole con i suoi ultimi raggi, ritardatari, si nasconde sempre più dietro le nubi, imporporandone i margini frastagliati
La bitta rossa getta la sua ombra sempre più lunga sulle pietre squadrate che pavimentano il molo

E poi è subito sera

Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali

Palme,
nuvole,
barche e navi,
una grande nave che salpa
e sembra non farcela,
con quel suo corpaccione enorme,
a divincolarsi dai moli
che la stringono
e poi, alla fine, è libera,
prendendo il mare aperto
Sole che occhieggia,
approssimandosi al tramonto

Forti impressioni,
a tutto tondo,
indelebili

Maurizio Crispi (23 ottobre 2025)

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

Fortunale in arrivo
Nubi si addensano
Sopra Monte Pellegrino
un grande piovasco
che si avvicina a grandi passi
verso il Molo Sud
Sono state chiuse le coperture,
serrati gli ormeggi,
alcune imbarcazioni di piccolo cabotaggio
sono spostate verso approdi più sicuri
I pescatori usuali,
già radi rispetto al solito,
vanno via
Uno solo persiste
riparandosi con un ombrellino arancione
che forma nelle sfumature di grigio
una macchia cromatica abbagliante
E poi è arrivata la tempesta
Pioggia violenta,
ma senza vento
Al riparo!
Al riparo!
La grande nave
é uscita in mare aperto
subito avvolta nella bruma
E di lei è rimasto
solo il suono cupo della sirena,
echeggiante

Maurizio Crispi (31 ottobre 2025)

Sempre alla Cala e al Molo Sud
Sempre gli stessi luoghi
continuamente cangianti
come i colori,
le luci,
le atmosfere
Ma è anche lo sguardo
a modificarsi di continuo,
posandosi ora qua ora là,
come anche l’occhio che vede
e il cervello che percepisce
con l’attivazione di pattern neuronali
sempre diversi
Quindi, la stessa cosa
é molte cose diverse,
è poliedrica,
é multiforme,
é mutaforma
Basta accettare la mutevolezza,
la variabilità delle cose,
vedendone l’intrinseca instabilità,
osservando le anomalie
nella loro tessitura,
e non rimanere imprigionati
nel vedere un’unica forma,
immutabile
Ed è qui che nasce
il senso della meraviglia

Maurizi Crispi (4 novembre 2025)

Un altro giorno volge al termine
tra vento,
nuvole flottanti,
il barbaglio dell’ultimo sole
e la luna quasi al suo pieno fulgore
sorgente dal mare
Un pescatore a canna
si attarda ancora
sino al primo lucore della luna

Maurizio Crispi (5 ovembre 2025)

Sempre là siamo
tra il Foro Italico,
il Parco della Salute,
il Nautoscopio
e il Molo Sud
Forte transito di auto
ma anche aroma forte
di brat wurst grigliati
Il venditore, con il suo carro-ristoro
s’é infrattato (forse per scansar verbali),
ma l’odore lo tradisce
e fa da guida olfattiva
agli affamati
Navi titaniche,
palazzi naviganti
escono mollemente dal porto
e s’avventurano verso il mare aperto
Queste navi attivano
nell’astante
l’ansia di voler andare,
verso luoghi lontani
a volte anche esotici,
e poi si perdono tremule
oltre la linea d’ombra dell’orizzonte

Maurizio Crispi (7 novembre 2025)

Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali

Nubi tempestose
cariche di pioggia
Ed é poi arrivato
il rovescio di pioggia
annunciato
Gocce che picchiettano
senza tregua
sul basolato di grandi pietre squadrate
E la luna nuova
gioca a rimpiattino
tra quelle nubi,
mentre vele gonfiate dal vento
s’affrettano
al riparo delle ali sicure del porto

Maurizio Crispi (28 novembre 2025)

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth