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9 marzo 2026 1 09 /03 /marzo /2026 06:16

L’aria è fresca sulla pelle del volto
Mi carezza lieve le gote
La testa è leggera
come in preda ad una piccola ebbrezza
Il cielo ad Est trascolora,
ma ancora i lampioni brillano di luci
e aloni gialli
Inquieti scheletri
protendono le braccia al cielo
e le multiformi voci degli uccelli
mattinieri
fanno da colonna sonora
Le anime inquiete che di notte
hanno vagato qua e là
ancora senza pace
ritornano ai loro sepolcri
Altre anime rappacificate
salgono al cielo
finalmente libere

Siamo qui
nel nostro quotidiano cammino
avvinti alle catene della Terra
e speriamo, sempre,
in una possibile elevazione

Maurizio Crispi (4 marzo 2026)

Strada all'alba (foto di Maurizio Crispi)

Strada all'alba (foto di Maurizio Crispi)

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9 marzo 2026 1 09 /03 /marzo /2026 06:00
Immagine generata da Meta AI

Impasse

Sogni
Sogni
Molti
Continui
Sovrabbondanti
Discorrevo con qualcuno di ultramaratone
Vedevo una che aveva appena completato un’ultra di 100 km star male all’improvviso, presa da un accesso di vomito
Dopo le gare più impegnative bisogna tornare a casa, che non sempre è vicina, e occorre intraprendere un viaggio di ritorno, motivo per il quale c’è l’assillo delle coincidenze da rispettare
Questa parte delle ultramaratone occupava un sacco di spazio di questo mio sogno, ma ne ricordo soltanto un'impressione generica, senza alcun dettaglio
C’era poi un momento in cui ero sul punto di ritornare a casa
Ero in auto, già in via Lombardia, ma non si procedeva
Le auto erano tutte bloccate
Capivo anche che la strada era stata transennata
Forse era successo qualcosa…
Ma cosa?
Una vera beffa essere bloccato in auto a poche decine di metri dal portone di casa, dopo aver percorso centinaia di chilometri senza che nulla fosse accaduto
Vedevo che alcuni manovravano per uscire dall’inghippo a marcia indietro
Anche io mi adeguavo, pronto per andare alla ricerca di una via di fuga alternativa

(8 marzo 2026)

Antiche scale e sottopassi (immagine generata da Meta AI)

La casa trasformata

Ho sognato che c’erano dei lavori nella casa di campagna
Era tutto un cantiere
Le mura erano state portate a vivo per creare un nuovo rivestimento
Erano anche state realizzate delle varianti planimetriche e nei dettagli architettonici
Quella più interessante era questa
Per arrivare agli spazi interni della casa c’era uno stretto ingresso con una scaletta altrettanto stretta che scendeva sottoterra; e, quindi, seguendo un angusto e tortuoso passaggio si arrivava ad una fuga di scomodi gradini che portavano di nuovo verso l’alto e, qui, attraverso un varco davvero esiguo, si usciva nella casa vera e propria, dotata di un’ampia terrazza che si affacciava su di un golfo di bellezza sublime, il mare e il cielo indicibilmente azzurri e alcuni alberi fronzuti che delimitavano lo scenario, come in una cartolina
Tutto ciò contrastava con le caratteristiche del percorso che si doveva seguire per giungervi, così cupo e tenebroso, che mi facevano pensare piuttosto all’ingresso di una fortificazione medievale o di un bunker
Ero preoccupato di tutto questo
Pensavo che la mamma avrebbe avuto serie difficoltà a scendere quei ripidi gradini e a percorrere l’angusto cunicolo per arrivare a casa
Pensavo anche alle difficoltà cui sarei andato incontro per portare gli approvvigionamenti o grossi pacchi o i nuovi mobili
Andavo alla ricerca dell’operaio al comando per chiedergli di rendere il passaggio più agevole, per quanto ciò fosse possibile
Quando lo trovavo e gli esponevo le mie perplessità, mi diceva che certamente non poteva mettere dei maniglioni e dei passamano lungo il percorso, ma che - per il resto - avrebbe fatto il possibile per accontentarmi e tenere conto delle mie esigenze

(7 marzo 2026)

Pioggia di balati  (immagine costruita da Meta AI)

La pioggia di pietre

Ho sognato che osservavo il fianco ripido di una montagna, percorso da un sentiero che a stretto tornanti saliva verso la cima
Il pendio era brullo e privo di vegetazione
Vi era però a mezza costa un’enorme ceppaia, il resto di un’enorme quercia che era stata recisa anni prima e che doveva essere così alta da superare la cresta del monte e da lasciare in ombra l’intero pendio con le sue fronde
Pensavo che poter vedere quell’albero gigantesco vivente sarebbe stato semplicemente meraviglioso, forse anche sublime - come ci si può sentire davanti ad uno spettacolo maestoso della natura
Eppure quella meraviglia era stata recisa brutalmente
Dal mio punto di osservazione vedevo dei camminatori, minuti nella prospettiva come soldatini di piombo che sgambettavano lungo il sentiero
Improvvisamente cominciavano a piovere enormi massi, come proiettili che impattando al suolo provocavano dei tonfi violenti e delle vibrazioni che si propagavano sino al mio punto di osservazione
Ad ogni impatto violento faceva seguito una pioggia di pietre e ghiaia
Alcuni di quegli uomini venivano colpiti, altri cercavano di mettersi in salvo, correndo in su o in giù lungo il sentiero
Ma era difficile trovare scampo perché i massi cominciavano a cadere con una frequenza elevata
Alcuni venivano colpiti e quelli che riuscivano a scansare l’impatto dei massi venivano poi travolti dalla frana di pietre minute e di pietrisco
Era una sciagura che tuttavia, allo stesso tempo, era terribile e meravigliosa, come essere davanti ad una manifestazione del Divino imperscrutabile
E c’era poi quell’enorme ceppaia che rimandava all’immagine d'una meravigliosa opera della natura distrutta senza motivo

 

(10 marzo 2026)
 

Un mondo popolato da bestie feroci (immagine generata da Meta AI)

Le bestie feroci

Sono incaricato di scrivere delle relazioni mediche di idoneità e predispongo dei moduli pre-stampati, apponendovi timbro e firma
Poi, all’improvviso, guardando meglio, mi rendo conto che i moduli dicono ben altra cosa e che, pertanto, non sono utilizzabili
Mi metto ad armeggiare davanti allo schermo del PC per stampare i modelli giusti, ma vado incontro a numerose difficoltà 
Ciò che è apparentemente semplice risulta essere difficilissimo: non riesco ad andare oltre il salvaschermo che appare nel display ed entrare nel sistema
Prima ero ad un importante convegno organizzato da un’Associazione del Terzo Settore
Io avrei dovuto fare parte di un team che sarebbe dovuto andare a compiere dei sopralluoghi
Ma prima bisognava ascoltare dei discorsi e guardare dei grafici
Del cibo veniva distribuito, panini imbottiti da quel che potevo capire
Tuti ricevevano la loro razione, ma io venni escluso
Chi era incaricato del compito, semplicemente mi ignorò
Cercai di inseguirlo, per chiedergli conto e ragione
Avrei voluto dire (frase fatta): “E che sono? Il figlio della serva, forse!”
Ma nel frattempo quello(a) si era dileguato lasciandomi con un pugno di mosche in mano
C’erano i preparativi da fare per andare in questo luogo misterioso e sconosciuto del quale occorreva costruire le coordinate allo scopo di disporre degli interventi
Salivo e scendevo delle scale per prendere la mia attrezzatura fotografica: c’era sempre qualcosa mancante all’inventario e quindi, come in loop, dovevo iniziare tutto daccapo
Mi giungevano notizie che in questo luogo vi fossero grandi pericoli da affrontare e che era come andare in un parco affollato di bestie feroci senza protezione alcuni
Ma anche: alcune di queste bestie erano orrende chimere, pericolosissime


(4 marzo 2026)

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7 marzo 2026 6 07 /03 /marzo /2026 06:11
Trum Narciso maligno

Trump è narciso maligno

Ho appena sognato 
che qualcuno gli faceva una peretta
per fare uscire da lui
la parte malevola
e renderlo così meno pericoloso

Grande meraviglia!
Come va con la testa
e con il mal di testa?
Trafitture,
aghi e punture di spillo nella capoccia,
colpi di spranga, 
telecamere a iosa,
deterrente,
Caramba che vengono a perquisire
e a requisire
Trump!, Trump!, Trump!
è il mio incubo ricorrente

Trump, essere maligno,
demone stolido e demente

Continuiamo con la cura delle perette,
orsù!
Magari, così una parte del Male 
da lui defluirà 
Altro che Asse del Male!
É lui il vero Asse,
Asse e Parallasse
Ci vuole un Guardiano del Faro,
impassibile e vigile,
ed anche Pazuzu 
il potente demone mesopotamico
che possa attivare centurie e centurie
di combattenti-troll
per sconfiggerlo e farlo a pezzettini
E poi, forse, ci vorrebbe anche 
il Genio della Lampada

Forse solo così potremo
venirne a capo
di quel Trump demente e folle

Adesso lasciamolo seduto 
sul suo WC d’oro massiccio
a spurgare e a spurgarsi
delle maligne essenze
e a blaterare le sue parole folli 
e a comandare forsennato
il rilascio di missili e bombe

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28 febbraio 2026 6 28 /02 /febbraio /2026 11:49
Bazar (immagine generata da Meta AI)

Ero al Servizio T dove ho lavorato per buona parte della mia carriera
Ma ero qui come outsider
In mancanza degli operatori titolari della postazione dovevo accogliere e prendere in cura un bevitore incallito
Attendevo e, intanto, mi aggiravo per le diverse stanze
Mi erano familiari, ma c’era qualcosa di diverso: per esempio, i quadri alle pareti lo erano di certo
Spesso sono i piccoli dettagli che fanno la differenza
Era, la mia, una lunga attesa
Speravo di incontrare qualcuno degli operatori del tempo passato, ma non arrivava nessuno
Anche il paziente atteso non spuntava mai
Allora uscivo a passeggiare per i vicoli che contornavano la struttura
Sembrava quasi di essere in un suk variopinto pieno di bancarelle che mettevano in mostra mercanzie di ogni genere in mille variazioni policrome
Colori, aromi e suoni si intessevano in un caleidoscopio continuamente mutevole e cangiante; quasi mi stordivano, portandomi verso una sensazione quasi estatica che si tramutava rapidamente in un’esperienza di picco, in cui uscivo fuori da me stesso e mi libravo su tutto, osservando con distacco sereno ciò che continuava ad accadere sotto di me e il brulicare delle diverse attività umane


Dissolvenza

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26 febbraio 2026 4 26 /02 /febbraio /2026 05:41
Strada di notte (foto di Maurizio Crispi)

Questo è un sogno avventuroso di libri
L’avventura è nelle pieghe del sogno, e li rimane, perché ne ricordo solo pochi dettagli
Eppure è questa la sensazione che me ne rimane
Devo andare a prendere un libro in libreria, intesa come “bookshop”
Ma il libro che devo prendere ce l’ho già con me
Dunque?
Che senso c’è?
Quale libro è?
É l’ultimo romanzo di Joe Hill, figlio di cotanto padre
Il volume ce l’ho con me in auto
(Sì, sono in auto!)
Ci fermiamo e andiamo
(Non sono solo. Chi c’è con me? Non so!)
La copia in mio possesso 
cerco di nasconderla in auto, 
prima che io ne esca,
mettendola fuori dalla vista,
poiché potrebbe attizzare qualche ladro di libri
Mi comporto come se quel libro lo avessi rubato e non l'avessi, piuttosto, legittimamente acquisito
Ma non riesco bene nel mio intento
Inoltre, nel tentativo di ficcarlo sotto il sedile (è un grosso volume di quasi 1000 pagine), si stropiccia tutto
Poi andiamo
Entro e dove mi ritrovo?
Nella libreria che frequentavo sino a poco tempo fa e che poi ha chiuso i battenti per cessata attività 
Piena di libri, piena di gente
Mi sento stordito e confuso
Non capisco
Mi sento di essere stato preso in giro
Esco a precipizio e me ne vado
Mi pare di ricordare, però, che per potere entrare si sarebbe dovuto pagare un biglietto oppure una quota di affiliazione
C’erano anche molti quadri in vendita

Dissolvenza

 

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24 febbraio 2026 2 24 /02 /febbraio /2026 06:37

C'è qualcosa nell'aria

Aria fresca e pungente del primo mattino

Gabbiani emettono strani versi di gola,
invisibili al mio sguardo,
arroccati come sono sulle creste di alte svogliere di cemento,
piccioni tubano anch'essi nascosti dalle fronde,
a volte traditi da un frullo d'ali
C'è tutto un indaffarato cinguettio e ciuciuliare di voci
di altri uccelletti in festa

L'alba incombe
Il cielo mi appare
ora ben sgombro di nubi nere e gravide di pioggia

Il freddo mi pungola la testa ignuda
ed erompo in una salva di starnuti tuonanti e dirompenti
che mi lasciano spossato

Ed è questo il mio saluto al nuovo giorno

Maurizio Crispi (24 febbraio 2026)

Nuvole impertinenti all'alba (foto di Maurizio Crispi)

Nuvole impertinenti all'alba (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato varie cose ripetitive

Ero in loop
e venivano compiute le stesse azioni
e dette le stesse parole
come in un mantra
Forse ero nella comunità per psicopazienti
Bisognava organizzare delle uscite
Uno telefonava dalla sua stanza
e diceva che aveva bisogno
d’un paio di scarpe nuove
E dava istruzioni su come dovevano essere
Io prendevo la cornetta e gli dicevo
che sarebbe stato bene per lui
andare di persona,
assieme ad un operatore
e così fare le sue scelte
Qui io iniziavo una lunga arringa
sulle caratteristiche che avrebbe dovuto
possedere la sua calzatura
Non ricordo bene dove fossimo
Tutti i luoghi attorno
erano contrassegnati da sigle di due lettere
in un turbinio di targhe
ed io non mi ci raccapezzavo più
Anche gli altri operatori
erano fortemente disorientati
Dissolvenza

Maurizio Crispi (22 fbbraio 2022)

Loop (immagine generata da Meta AI)

Loop (immagine generata da Meta AI)

Nuvole di primo mattino

Una passeggiata mattutina,
poco consueta al sabato mattino,
nuvole,
nugoli,
graffiti di facce ghignanti sui muri, 
platani spogli,
gabbiani a guardia 
di alte scogliere di cemento,
croci che si stagliano
contro il cielo livido,
panchine de mierda
e ancora nuvole,
palme svettanti
e altri alberi spogli
e topi morti
e monopattini elettrici
sventrati e smembrati
e cartelli irriverenti

Andiam, andiamo
cazzeggiamo,
ridiamo,
scherziamo,
siamo tutti bei bambini
Facciamo la giostra
Facciamo la tarantella 
e poi tutti giù per terra!
Facciamo il girotondo
e che caschi il mondo!
Modifichiamo
Salviamo
Esistiamo

E più non diciamo,
alle spalle lasciandoci l’indicibile

I giorni si allungano
Il sole sorge prima
e tramonta più tardi,
andando a svelti passi
verso la fine dell’inverno

Ancora siamo fortunati
a non dover subire un inverno nucleare
e le cronache del dopo bomba

Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)
Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)

Foto di Maurizio Crispi (21 febbraio 2026)

Il guardiano
Il passeggero
Il compagno di strada
Ubiquitaria e paziente presenza
Non parla mai, però
Tace e guarda,
fresca pupilla, palpebra levata,
sguardo fisso in avanti,
baffo ad arabesco
La gente guarda e passa,
se la ride e se la spassa
Chiede: Chi è costui?
Cosa ci fa costì?

Da quando è salito a bordo,
rispondo io,
più non é voluto scendere

Maurizio Crispi (20 febbraio 2026)

Il guardiano (foto di Maurizio Crispi)

Il guardiano (foto di Maurizio Crispi)

É bello sentire tubare i piccioni
nascosti tra le fronde
É bello sentire il fruscio del vento
É bello avvistare i fiori dell’aloé d’Oriente
già appassiti
É bello sentire il cemento sconnesso
sotto i piedi
É bello tirare avanti giorno dopo giorno,
anche se non accadono grandi eventi,
anche se non si parte
per strabilianti viaggi
É bello ascoltare di prima mattina
un ciddì o un ellepì che da tempo
non mettevi sul piatto
È bello siglare un libro
appena finito di leggere
di primo mattino
La felicità si ritrova nelle piccole cose,
nascosto nelle cui pieghe
un Dio dispensa gioie
e dolori ormetici

Maurizio Crispi (20 febbraio 2026)

Impressioni e divagazioni

Vivere sull’orlo dell’emergenza
e della precarietà
in attesa della crisi imminente
(ogni giorno ce n’é una)
e della catastrofe incombente
Andiamo avanti
e se non é successo nulla
quel giorno
tiriamo un sospiro di sollievo
e voltiamo pagina
La storia non è mai definitiva
e sempre ha da essere riscritta
scritta e riscritta,
narrata e rinarrata,
modulata e rimodulata
A cosa dare rilievo maggiore?
Agli eventi avversi?
Oppure a quelli positivi?
Le circostanze della vita
portano a pensare
che si viva sempre
sull’orlo della tragedia
senza la quale, tuttavia,
non può aversi la percezione
del piacere e della gioia

Maurizio Crispi (18 febbraio 2026)

Vivere sull'orlo del caos (immagine generata da Meta AI)

Vivere sull'orlo del caos (immagine generata da Meta AI)

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17 febbraio 2026 2 17 /02 /febbraio /2026 07:46
Antiche mura (immagine generata con Meta AI

Al centro di questo sogno c’era un’antica casa di pietre, forse parzialmente distrutta o in fase di ristrutturazione
Ne rimanevano soltanto le mura fatte di grosse pietre tenute insieme dalla malta, mentre il tetto era del tutto scomparso
Macerie e frammenti di coppi ingombravano il pavimento delle diverse stanze
Doveva essere una struttura antichissima, sicuramente plurisecolare, poiché nello spessore delle mura erano incluse anche delle colonne di epoca antecedente e dei grossi monoliti 
La casa si trovava su di un pendio montano, nel punto più alto di una cresta, al di là della quale intravedevo seguita una serie di altri edifici in buono stato, digradante verso il basso
La mia era l’ultima della serie e non capivo perché si fosse trasformata in rudere
Attorno il terreno, tutto brullo, s'era trasformato in una pietraia ostile dove nulla cresceva
Pensavo che tutto ciò fosse il frutto di una maledizione o di una contaminazione, come quella determinata dal Colore venuto dallo spazio (Lovecraft) o dell'Area X (VanderMeer)
Avvertivo una forte inquietudine, aggirandomi all’interno del rudere scoperchiato: ero preso da un forte tremore interno ed anche dalla sensazione ominosa che qualcosa di terribile potesse accadere da un momento all’altro
Scoprivo elementi di cui avevo ignorato l’esistenza, come dei passaggi segreti che erano stati murati in tempi più recenti ed anche una scala che scendeva in profondità nelle viscere della montagna e che io non osavo esplorare preso dal timore di imbattermi in presenze oscure che potessero ghermirmi o in ancestrali abitanti nascosti nei penetrali e portatori di indicibile terrore
C’era, tuttavia, anche un senso di meraviglia nell’osservare quelle mura spoglie e nel pensare che quell’edificio brullo sarebbe potuto tornare - attraverso un paziente lavoro di restauro - all’antica bellezza
Prima, però, avrei dovuto capire meglio le cause della sciagura che s’era abbattuta su quella dimora
Ero lì in attesa di un confronto con qualcuno che potesse raccontarmi le antiche storie
Ma nessuno arrivava
Poi, aggirandomi tra le mura scoprivo che da poco era stato avviato un cantiere: erano state erette impalcature, c’erano scale ed attrezzi: avrei voluto parlare con il capomastro, ma non c’era nessuno in vista
Pareva che gli operai fossero arrivati per poi repentinamente scomparire
Perché?
Era forse la maledizione della casa ad interferire sull’avvio dei lavori?
Ed anche questa domanda era destinata a rimanere senza risposta…

Poi, dopo uno stacco, mi ritrovavo a fare un grande lavoro informatico, davanti al computer, per i diversi pazienti e tutte le notazioni cliniche si trasformavano in animazioni, divertenti e piene di vita e colore
Non so come facessi a realizzarle
Venivano fuori così, quasi per incanto, con pochi tocchi soltanto
Erano presenti fanti operatori, tra cui molte persone del mio orizzonte lavorativo, sia del passato lontano, sia del presente
Mi chiedevano come facessi a realizzare queste fantasmagorie di colori e di segni: ed io non sapevo rispondere
Mi consideravano come una specie di mago del computer
Alcuni, in contemporanea, si preparavano per un esame e qualcuno, ripassando le cose più salienti, mi chiedeva la formula del “cocaetilene” e perché questa molecola si formasse
Nel mentre ci portavano delle cibarie e leccornie varie perché potessimo sfamarci mentre continuavamo a lavorare e, tra le molte cose attraenti, io sceglievo un piatto nel quale erano allestiti grossi e sugosi fichi canditi
E c’era anche una certa Mirella che veniva a consultarsi con me, nella quale ravvisavo le fattezze d’una mia amante del lontano passato, e notavo con sorpresa che indossava dei semplici sandali estivi, senza tacco, inappropriati per la stagione, ma che molto donavano ai suoi piedi affusolati

L’Area X è un territorio in costante espansione dove un fenomeno sconosciuto altera le leggi della fisica, trasforma gli animali, le piante e manipola lo scorrere del tempo. La Southern Reach è l’agenzia governativa che deve esplorarla e nasconderla all’opinione pubblica. Ma chi o cosa ha generato l’Area X? E qual è il vero scopo della Southern Reach?

Jeff VanderMeer, Trilogia dell'Area X. Annientamento. Autorità. Accettazione, Einaudi (Super ET), 2018

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16 febbraio 2026 1 16 /02 /febbraio /2026 06:17
Alla guida, dito al volante (foto di Maurizio Crispi)

Ero alla guida dell’auto in una difficile situazione
Strade trafficatissime
Rotonde incomprensibili
Snodi autostradali
Segnaletica indecifrabile o assente
Ale mi seguiva su di una bici scassata e cigolante,
presa in prestito
Ad un certo punto del percorso
avrei dovuto imboccare
il primo svincolo, 
uscendo così da una complicata rotatoria
Ma niente!
Non potti farlo
poiché un grosso e grasso 
camion con rimorchio
mi assillava da dietro
e mi toglieva il respiro
Fui costretto a tirare dritto
Ma ciò costituiva un guaio,
quel che si dice un grosso guaio a Chinatown
Per poter ritornare sui miei passi
dovevo proseguire per oltre dieci chilometri
sino allo svincolo successivo,
dove poter realizzare
l’inversione di marcia
E Ale?
Che fine avrebbe fatto?
Cosa avrei potuto fare
per ricongiungermi a lei?
Mistero!

Poi, di nuovo, 
ero in viaggio in un paese africano,
forse la Tunisia
Percorrevo strade interne, impervie e tortuose,
prive di segnaletica
Riuscivo ad andare avanti,
penetrando in profondità 
in un territorio che mi era ostile,
senza esitazioni,
senza perdermi
Per tornare,
avrei dovuto percorrere le stesse strade
all'incontrario
e, senza riferimenti, era un’impresa ardua, 
poiché avevo un limite di tempo
che era dato dall’orario di partenza
della nave che mi avrebbe riportato
a casa
Non sapevo come fare
perdevo la strada di continuo
Mi stavo perdendo d’animo,
sono a quando non mi ritrovai
a prender l’ardua decisione
di chiedere aiuto 
ad un tizio del posto,
losco e malandrino,
un vero mariuolo,
al quale allungai una mazzetta,
perché mi conducesse,
sano e salvo, 
sino alla nave e , quindi, sino a casa

Dissolvenza

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14 febbraio 2026 6 14 /02 /febbraio /2026 09:38
Avventure postume di personaggi illustri (Alajmo-Carapezza), pubblicato da Sellerio

Avventure postume di personaggi illustri, scritto a a quattro mani da Roberto Alajmo e Marco Carapezza (pubblicato da Sellerio nel 2025 (nella Collana La Memoria) racconta dieci avventure esemplari, capitate post mortem a uomini e donne che nei secoli hanno goduto di fama mondiale.

Si tratta di personaggi illustri della storia e dell’arte, della letteratura e della scienza, pontefici, santi, statisti, rivoluzionari, filosofi che durante la loro vita erano stati forse padroni del proprio destino (e del destino di molti altri), fino al fatale momento in cui, nel tempo di un respiro, hanno perso per sempre il potere di incidere sul mondo.
Sia detto con più coraggio e onestà: sono morti.
Ma poiché, come si legge in esergo a questo libro, fortunatamente «a morire sono sempre gli altri» (Duchamp), è proprio a partire da questa inevitabile piega del destino che Roberto Alajmo e Marco Carapezza si sono divertiti a raccontare con arguzia e intelligenza le vicissitudini postume di donne e uomini straordinari, le strade imprevedibili che hanno imboccato i loro resti terreni, le avventure spesso grottesche delle loro spoglie mortali.
«È del corpo», scrivono gli autori nel preludio a questo libro, «che bisognerebbe preoccuparsi quando viene a mancare il suo legittimo proprietario. Sul destino di alcuni cadaveri eccellenti, infatti, si apre un sipario imprevedibile, oltre il quale agiscono amore, fanatismo, anelito d’eternità, scaramanzia e molti altri fattori, secondo una ricetta variabile capace di trasformare in commedia anche la più fosca delle tragedie».
E così potremo seguire l’odissea, degna di una spy story, dei resti di Evita Perón, o la storia paradossale delle due teste di Cartesio, o ancora i tre funerali e mezzo di Pirandello e la sovietica manutenzione della mummia di Lenin. Fino all’incredibile macabro processo al cadavere di un papa (Formoso) dissepolto per essere giudicato e scomunicato dal suo successore, nel cosiddetto "Sinodo del cadavere".

Sinodo del cadavere, in un dipinto di Jean-Paul Laurens

Questo libretto divagante e originale racconta in fondo come il culto delle reliquie, nato col cristianesimo, ha resistito alla modernità più razionalista per arrivare ai giorni nostri, trasformandosi però in una sorta di accanimento, una forma di inconscia vendetta della mediocrità sulla grandezza, in una miscela inestricabile di ammirazione, feticismo e invidia.

C'è da dire che alcune delle storie che qui vengono raccolte non sono del tuto inedite: ad alcune di esse sono stati dedicate interi libri, come ad esempio la storia del triplice funerale di Pirandello (Camilleri), oppure quella avventurosissima delle spoglie di Mazzini (Luzzatto, La Mummia della Repubblica). 
C'è da dire che i due narratori di ciascuna storia raccontata citano scrupolosamente le fonti.

Il pregio di questo volume è quello di aver raccolto tutte assieme alcune di tali storie esemplari che, come dimostra il racconto delle avventure post mortem delle spoglie di Sant'Agata, hanno tutte a che fare - anche in contesti assolutamente laici - con il culto delle reliquie.

 

Gli autori.
Roberto Alajmo (1959) vive a Palermo. Tra i suoi libri: Notizia del disastro (2001, Sellerio 2022), Cuore di madre (2003), È stato il figlio (2005), da cui è stato tratto nel 2012 l’omonimo film diretto da Daniele Ciprì, Palermo è una cipolla (2005), L’arte di annacarsi (2010). Con questa casa editrice ha pubblicato inoltre Carne mia (2016), L’estate del ’78 (2018), Repertorio dei pazzi della città di Palermo (2018), Io non ci volevo venire (2021), La strategia dell'opossum (2022), La boffa allo scecco (2023), Abbecedario siciliano(2023), Il piano inclinato (2024) e, con Marco Carapezza, Avventure postume di personaggi illustri (2025).

Marco Carapezza (1962) è professore ordinario di Filosofia del linguaggio all’Università di Palermo. Ha pubblicato diversi saggi nelle principali riviste scientifiche italiane e straniere e si è occupato di critica d’arte. Per Sellerio ha scritto un saggio contenuto nel volume Guttuso di John Berger.

 

 

La morte l'imbalsamazione di Giuseppe Mazzini

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12 febbraio 2026 4 12 /02 /febbraio /2026 04:53
Vento di ponente (foto di Maurizio Crispi)

Il vento soffia forte

É vento di Ponente,
teso e in crescendo
Il mare in subbuglio
é un grande calderone in ebollizione
Fischia il sartiame,
beccheggiano gli scafi e i legni,
opere morte scosse e agitate
opere vive in tensione di spinta
Si sfilacciano le nubi
e vengono trasportate
in un fiero galoppo
di ghost riders in the sky 

Tutti corrono ai ripari
e mettono ai ripari 
per quando la furia delle raffiche
annunciata ben più severa
si abbatterà su di noi
Intanto il vento già tutto porta via
carte e cartacce
involucri di plastica vuoti
ritagli di stoffa
berretti e cappelli
sciarpe e pashmine
pensieri 
sogni e desideri

Tutto vola via nel vento
ed io faccio come il raccoglitore
nel campo di segale
o come un solerte acchiappasogni,
correndo qua e là a raccoglier 
ciò che posso
e a salvarlo dall’Abisso

E così le cose non si perdono nei vortici
Non vengono più risucchiate
nel grande nulla,
vivendo di nuova vita
e nuova bellezza

Il bambino che sogna (Immagine costruita con Meta AI)

Il bambino che sogna (Immagine costruita con Meta AI)

Il sole sorge
Gioca a rimpiattino con straccetti di nubi
colorandole in tinte pastello
Si nasconde
tra le fronde degli alberi spogli
creando riverberi e riflessi
É questo il nuovo giorno

Maurizio Crispi (10 febbraio 2026)

(alberi spgli (foto di Maurizio Crispi)

(alberi spgli (foto di Maurizio Crispi)

Alte torri s’ergono
sotto un cielo corruscato,
ma ci sono pur sempre
sprazzi di sereno

Maurizio Crispi (9 febbraio 2026)

Nuvole e alte torri (foto di Maurizio Crispi)

Nuvole e alte torri (foto di Maurizio Crispi)

Mentre il cielo annuncia pioggia
le nubi si aprono rivelando
un piccolo annuncio di sereno

Maurizio Crispi (8 febbraio 2026)

Pioggia e sereno (Foto di Maurizio Crispi)

Pioggia e sereno (Foto di Maurizio Crispi)

Il vento ha soffiato forte,
di notte,
abbattendo bici e monopattini
elettrici,
cassonetti e bidoni,
spostando foglie e frasche,
pezzi di carta,
resti di giornali e fantine pubblicitarie,
in mulinelli,
creando qua e lá,
mucchi più o meno vistosi,
e collinette di detriti
Un unico monopattino
è rimasto all’impiedi
puntando dritto
verso il buio,
invitando ad intraprendere
un viaggio verso l’ignoto
o verso il Grande Nulla
Alle spalle
tutto è stato portato via
da quel vortice
che ha lasciato
una tabula rasa elettrificata
É quel che vorrei
per ricominciare daccapo
con un fresco inizio

Maurizio Crispi (7 febbraio 2026)

Una bici abbattuta e la sua ombra in una notte di vento (foto di Maurizio Crispi)

Una bici abbattuta e la sua ombra in una notte di vento (foto di Maurizio Crispi)

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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