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4 dicembre 2025 4 04 /12 /dicembre /2025 06:35
Il raccolto delle olive 02.12.2025 (foto di Maurizio Crispi)

Questa è bella!

Ho sognato che ero istruttore in una palestra e qui, nel frammento di sogno che ricordo, ero impegnato a spiegare accuratamente ad un pubblico di astanti esclusivamente femminile la procedura per preparare le olive in salamoia.
La spiegazione era lunga e laboriosa, punteggiata di continue (e fastidiose) interruzioni e digressioni
Mi comportavo con sussiego, come se le mie spiegazioni fossero argomento degno di una Lectio Magistralis
Il tutto nasceva dal fatto che, poco prima, nelle pieghe degli abiti che indossavo avevo trovato una decina di “passuluna” in perfette condizioni e mi ero accinto a metterli in salamoia, appunto
Le mie spiegazioni procedevano in modo tormentato
Ogni oliva vale, mi ha insegnato il contadino, e non deve essere sprecata
Ieri, mentre i cutuliatori erano al lavoro, raccoglievo ogni singola oliva che saltava fuori dalla superficie delle tende…

É questo è quanto

Dissolvenza

 

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24 novembre 2025 1 24 /11 /novembre /2025 06:15

Ero in viaggio, non da solo
Facevo parte di una comitiva piuttosto numerosa
Non ho idea da quale luogo fossimo partiti, nè dove fossimo diretti
Ricordo soltanto che eravamo impegnati in un faticoso transfer, attraverso una sequenza di stanze, corridoi, cortili, ciascuno portando un pesante borsone con i propri effetti personali

Maurizio Crispi (23.11.2025)

It's a lovely war

Ci provo
Ci provo
Provando e riprovando
Ci provo-lo 
Ci provo-lo
Auricchio piccante 
Primo sale
Canestrato 
Forte odore di cacio stagionato,
anche nelle mani 
Mani da casaro
Un due!
Un due!
Un due!
Ritmo!
Ritmo!
Un due!
Un due!

Ed ora tutti giù per terra!
Saltelli 
E ancora saltelli
Op!
Op!
Op!

Ritmo!
Ritmo!
In alto le braccia
Scuotimento di mani
come fossero fronde arboree
scosse dal vento

Il vento,
grande cotoliatore!
Non vedo l’ora di esser me stesso,
ma anche di uscire da me stesso
ed essere altro da me

Aspettando Godot

Poche parole ogni tanto,
qualche grugnito di assenso
Sì sì
No no
Sì no
No sì


Spesso il silenzio,
mancanza di parola,
il vuoto e lo spazio siderale
che s’interpone

It’s a long, long, way to Tipperary

It’s never too late to mend

Chi sa mai perché, in chiusura, ho pensato proprio a questa canzone It's a long, long, way to Tiperrary"?

It's a long way to Tipperary

Up to mighty London came
An Irish lad one day
All the streets were paved with gold
So everyone was gay!
Singing songs of Piccadilly
Strand, and Leicester Square
'Til Paddy got excited and
He shouted to them there:
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square!
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there
Paddy wrote a letter
To his Irish Molly O'
Saying, "Should you not receive it
Write and let me know!
If I make mistakes in "spelling"
Molly dear", said he
"Remember it's the pen, that's bad
Don't lay the blame on me"
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there
Molly wrote a neat reply
To Irish Paddy O'
Saying, "Mike Maloney wants
To marry me, and so
Leave the Strand and Piccadilly
Or you'll be to blame
For love has fairly drove me silly
Hoping you're the same!"
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there


 

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24 novembre 2025 1 24 /11 /novembre /2025 06:05

Ho sentito un forte odor di broccoli
Ieri abbiamo mangiato
un broccolo di provenienza oscura

Maurizio Crispi

Il colore venuto dallo spazio

"Ieri abbiamo mangiato un broccolo di provenienza oscura".

Queste parole, pronunciate con una leggerezza che in seguito avremmo maledetto, segnarono l'inizio del nostro incubo.

Il vecchio agricoltore, con occhi vitrei e mani che sembravano radici contorte, ci aveva avvertito, del resto.
Ma la fame e la curiosità ebbero la meglio sul buon senso.

Il vegetale, di un verde così profondo da sembrare nero sotto la luce fioca della luna, era stato trovato in una cesta abbandonata ai margini del bosco di Altavilla, in un luogo che gli abitanti del piccolo paese evitavano come la peste.
Il broccolo non aveva etichette, né altri elementi che indicassero la sua provenienza e la sua tracciabilità. Chi lo aveva coltivato? Dove? perchè? Non sembrava possedere tutte le qualità di un broccolo ordinario, eppure - per quanto in una maniera distorta - ci assomigliava: in più, attorno ad esse l'aria si distorceva e ne emanava una strana, quasi impercettibile, pulsazione che notammo solo dopo averlo portato in casa.
Ale, sempre audace nelle esperienze gastronomiche, lo aveva cucinato, riempiendo la nostra piccola cucina con un odore pungente, terroso, che ricordava l'umidità delle cripte.
Mentre lo consumavamo, un vento gelido si insinuò dalle fessure delle finestre, nonostante la stagione fosse mite.
Il sapore della pietanza che venne scodellata nei nostri piatti era indescrivibile: ferroso, amaro, con un retrogusto che ricordava la terra bagnata di fresco di una tomba aperta. Eppure, eravamo stranamente incapaci di smettere di mangiare finché non fu consumato fino all'ultimo, inquietante gambo.
Quella notte, il vero orrore ebbe inizio.
I nostri sogni divennero rutilanti e cominciarono a dispiegarsi in visioni distorte: non vedevamo più volti umani, ma un'infinita distesa di campi arati sotto un cielo cupo e opprimente, color sangue, e il suono di una vanga che colpiva la terra dura incessantemente e, ogni tanto, si levavano orrendi rumori di risucchio
Al risveglio, i nostri riflessi nello specchio ci apparvero distorti, mentre le nostre ombre si allungavano in modo innaturale, muovendosi con una volontà propria e sprigionando sinuosi tentacoli e viticci.
Sentivamo il bisogno irrefrenabile di tornare in quel bosco, di cercare l'origine di quella pianta maledetta che, così incautamente, avevamo ingurgitato
Guardando i nostri riflessi distorti nello specchio, avevo l’impressione che non fossimo più noi e che ci stavamo trasformando in qualcosa di altro, che cioè non si trattasse di una semplice dispercezione ma che noi stessi, in ogni nostra fibra fossimo in via di metamorfosi
Un'orribile ed indicibile trasformazione, invero, come essere diventati dei putridi vegetali marcescenti dalle fattezze ancora vagamente umane
Ah! Quel broccolo di provenienza oscura ci aveva corrotto irrevocabilmente, prima con il suo richiamo e poi indicendoci a nutrircene, al di là di ogni ragionevole prudenza.

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20 novembre 2025 4 20 /11 /novembre /2025 13:40
Ecoute

Ecco che vengo fuori da un sogno movimentato nel quale sono successe, come spesso capita, molte cose
Ne ricordo solo pochi dettagli 
Ero in un grande parco, che potrebbe essere con molta verosimiglianza quello della Favorita a Palermo, anche se non è esattamente identico a quello della realtà, come quando ci si muove in una situazione in cui tutto appare identico alla mondo che già conosciamo e però ci sono delle piccole e sottili differenze che introducono con un piccolo brivido, l’idea che forse non siamo proprio in quel posto e che forse stiamo vivendo in una realtà parallela, in un’altra dimensione. Ed è questo pensiero a generare sovente il perturbante

Stavo facendo un percorso (di salute, forse anche di vita)
In una radura in mezzo a grandi alberi trovavo, abbandonati fra l’erba, due marchingegni per scagliare delle frecce, simili nella loro concezione alle balestre.
Prima ne scorgevo uno, e poi ne vedevo un altro seminascosto dalla vegetazione 
Lo prendevo, lo esaminavo accuratamente, constatando che era ancora in ottime condizioni d’uso e decidevo di prendermelo per portarlo a casa
L’altro decidevo di lasciarlo lì dov’era (giusto per non essere troppo avido). Peccato che, assieme a loro, non vi fossero abbandonati in giro anche dei dardi.
Poi proseguivo il mio giro esplorativo, occasionalmente incontrando qualcun altro che camminava stralunato lungo i viali altrimenti deserti del parco, anime perse come me.
Mi ritrovavo ad imboccare un vicolo cieco che mi conduceva ad un casale, attraverso un cancello lasciato aperto,
Non si poteva proseguire oltre 
Da uno degli edifici che contornano la corte interna veniva fuori un tizio con un aria ostile e mi chiedeva brusco cosa ci facessi lì, aggiungendo che quello spazio era proprietà privata e che, dunque, io ero intruso, un trasgressore perseguibile anche ai sensi di legge
Mi scusavo allora, profondendomi in mille parole, cercando di mettere in evidenza la mia buona fede e l’assenza di malizia alcuna
E me ne andavo insalutato ospite
Alle mie spalle, appena varcata la soglia, arrivava uno che chiudeva un pesante cancello di ferro con forte clangore 
Muovendomi in giro, mi ritrovavo in un’altra grande corte fiancheggiata da edifici magnifici, forse settecenteschi
Il pavimento della corte era rivestito di lastre di marmo sulle quali ruscellava dell’acqua
Camminarci sopra non era sicuro e c’era il rischio concreto di slittare e, quindi, di capitombolare 
Anche qui cercavo una via di uscita, ma non ve ne erano 
Anche questa volta dunque ero andato a ficcarmi cose in un vicolo cieco 

Aiuto! 
Come farò a venire fuori da questo mondo? 

 

La statua "Ecoute"

Dissolvenza

La foto ê l’elaborazione della scultura di grandi dimensioni intitolata "Écoute" (Ascolta). 
È stata creata dallo scultore francese Henri de Miller. 
Si trova a Parigi nel quartiere di Les Halles, più precisamente sul lato esterno della Chiesa di Saint-Eustache.
La scultura monumentale in pietra rappresenta una gigantesca testa con una mano portata all'orecchio, come in ascolto, che emerge parzialmente dal terreno o dal muro su cui è appoggiata. 
Questa scultura è un punto di riferimento iconico e insolito della zona.

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20 novembre 2025 4 20 /11 /novembre /2025 11:45
Cielo blu con nuvole (foto di Maurizio Crispi)

Io non salto
Tu salti?
C’è invero qualcuno che as-salta
(una speciale categoria di saltatori
più aggressiva)
Salta tu,
che salto anch’io
Chi non salta in compagnia
o fa il ladro o fa la spia
Tutti saltammo a stento
Il saltator cortese
Il saltator stizzoso
Il saltator benevolo e quello malevolo
I saltatori al buio 
I saltatori nel buio
E ci son anche i saltatori in basso
e al ribasso 
E quelli che si limitano a saltar di lato

Salta tu,
che salto anch’io
Chi non salta in compagnia
o fa il ladro o fa la spia
Tutti saltammo a stento
I saltatori al buio 
I saltatori nel buio
I saltatori bendati e ciechi,
come la Fortuna
E ci son anche i saltatori in basso
e al ribasso 
E quelli che si limitano a saltar di lato

Ci sono i saltatori-grilli
e quelli che saltano 
come cavallette esaltate
e, mentre si divertono,
infastidiscono il prossimo
E vogliamo parlare
di coloro che saltano il fosso,
sfidando la sorte? 
E che talvolta saltano anche la fossa,
mentre i becchini 
sono intenti a scavarla?
Non dimentichiamoci, poi, 
dei saltatori di banchi
che, nei secoli, 
son divenuti i saltimbanchi,
a volte impropriamente
paragonati con gli stambecchi

Vorrei qui menzionare i saltalamerda,
che, cioè, son coloro che camminano saltando 
per evitar di calpestare barocchi riccioli di merda
abbandonati lungo la via
Abbiamo anche i saltimbocca, 
ma questa genìa di saltatori
è considerata un po’ invadente, 
il perché è evidente
Aggiungerei qui 
anche quelli che saltano di gioia
e quelli che saltano, 
perché il loro cammino
è un letto di tizzoni ardenti,
ma poi ci sono quelli 
che ci hanno fatto l’abitudine
ed anche sul terreno più urente
camminano come fosse niente

Ci son quelli presi dal salto di San Vito
parente stretto dell'omonimo ballo
e che saltano sino a stramazzare al suolo,
come cavalli uccisi dalla fatica

Infine, a coronare il tutto,
non possiamo non menzionare
quelli che amano il salto al buio
e nel buio, 
costi quel che costi,
ma anche i saltatori nel vuoto
che sono vieppiù amanti del pericolo

E qui mi fermo e più non dico
e anch’io prendo a saltare
salto salterino 
salto salterino 
salto canterino
e tutti giù per terra!

Ridicoli e demenziali

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18 novembre 2025 2 18 /11 /novembre /2025 11:42
uovo sodo (dal web)

Ho dormito sodo, 
come un uovo sodo.
Sarà perché iersera 
mi son fatto un bel brodo,
con l’ultimo esemplare di Dodo,
che qualcuno aveva catturato di frodo,
lasciandolo appeso a frollare ad un chiodo,
ma senza fare il nodo
Ecco, proprio lì, 
dove il pescatore di frodo
aveva lasciato la sua rete, 
piena di pesci per il brodo
(che non avrebbe dovuto 
pescare in codesto modo), 
il gatto di casa avea ldeposto,
senza ritegno, 
il suo bel comodo


È stato, direi, 
un bell'accomodo,
molto comodo, 
per far le cose semplici 
e a modo,
ma vorrei qui dire 
che rispetto a quel Dodo 
cotto in brodo,
pur sempre preferisco 
un ovetto sodo,
innaffiato 
con un’Oransoda Crodo
(todo modo
un crodo dopo crodo,
l’é proprio un bel modo),
e magari accompagnato anche 
da un bel tozzo 
(di quel buon pane fatto in casa), 
con un top di marmellatina d’arancia,
come quella che mia nonna 
faceva un di’
con le arance belle sode
colte nel suo giardino
proprio lì, a Tortolì,
un vero e proprio lodo 
al buon gusto, todo modo,
senza condono

Evviva il magnifico brodo
(ma non di Dodo)
del buon tempo antico!

Evviva l’ovo sodo!

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15 novembre 2025 6 15 /11 /novembre /2025 11:24
Le chiavi smarrite (foto di Maurizio Crispi)

Cose che capitano!

Stamane mi accingevo ad uscire molto presto per andare in campagna e stavo impazzendo, letteralmente, perché non riuscivo più a trovare le chiavi della macchina 
Le ho cercate dovunque per mari e per monti, per laghi e per fiumi, per stelle e per pianeti, persino rovistando nelle più lontane galassie, anche perché ieri sera, rientrando a casa non le avevo messe al loro usuale posto, che è un piccolo gancio portachiavi nei pressi della porta d’ingresso.
E niente da fare, non potevo proprio trovarle! 
Con molto fastidio, mi accingevo dunque ad uscire prendendo la chiave di riserva che se ne sta appesa solitamente a quello stesso gancio e vado per mettermela al collo
Le chiavi della macchina, sia quella principale sia quella di riserva sono fornite di un cordone colorato che le rende più visibili 
E mentre faccio ciò di cosa mi accorgo?
Che la chiave che andavo cercando ce l’avevo già appesa al collo e che lì era stata per tutto il tempo della mia ricerca!

Tapino me!
Me Tapino!

Cose che, per fortuna, non capitano solo a me...

 

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12 novembre 2025 3 12 /11 /novembre /2025 05:59
Nell'erba alta (autoscatto Maurizio Crispi)

I miei pensieri vanno
a ruota libera
mentre me ne sto in una cameretta
con finestrelle alte,
proprio al limitare del soffitto,
attraverso le quali
(i vetri sono opachi per la polvere e l'incuria)
s'intravede soltanto 
un barlume blu di cielo

Altomare
Bello Mare 
Che bello il mare!
Voci dialoganti 
Frastuono 
Dove siamo? 
Dove andiamo? 
A volte,  siamo come patelle
fortemente abbarbicate al loro scoglio
e lo sono ancor di più 
se avvertono un pericolo,
e nemmeno un coltello allora ci può
per scalzarle (per dire)

Forte patema (d’animo)
Andare forte 
Correre, 
correre, 
correre a perdifiato
Sentire il cuore che batte 
e batte,
percuotendo con forti colpi
la stretta gabbia di ossa
che gli é prigione
e il respiro che si fa sempre più corto

Ricordo

Ricordo che da bambino
ebbi una crisi di ansia notturna
(la chiamo così adesso,
allora fu terrore senza nome) 
Credevo di non poter più respirare
Avrei voluto aprirmi il petto
con le mani
per poter fare fluire liberamente
l’aria,
liberando i miei polmoni dalla loro gabbia
E così liberare la mia mente
Il pediatra consultato il giorno dopo
ebbe a dire:
Niente ci fu!
Nulla di cui preoccuparsi!
Passerà!
Non é vero, giovanotto?

E con le sue dita grosse e dure
mi diede un pizzicotto sulla gota

Io non fiatai,
benché sentissi male
E poi rifiatai

Mi ricorderò sempre di quella notte 
in cui pensai di non poter più respirare
come sempre ricorderò quel forte pizzico 
sulla guancia

Ogni tanto, ancora oggi,
dimentico di respirare

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9 novembre 2025 7 09 /11 /novembre /2025 06:14
Nel labirinto (immagine generata da AI dietro mie indicazioni)

Sono in un posto di lavoro
Molta parte del tempo la passo
in un corridoio dove sono alle prese 
con una cassettiera 
dove vorrei poter riporre le mie cose

Ci sono molti contrattempi
e non riesco mai a concludere

Vedo che l’interno del mobiletto
é ampio e spazioso,
pieno di scomparti
Farebbe proprio al mio caso!
É abbandonato lì 
Nessuno lo utilizza
Vorrei spostarlo nella mia stanza,
ma qualcuno mi dice
che, prima di poterlo fare,
dovrei fare all’ufficio competente
specifica istanza scritta
in carta da bollo (se cartacea)
oppure tramite PEC 
E già mi passau 'u priu
Una di quelle cose assurde
Nessuno utilizza quel mobile,
ma sei volessi usarlo per me,
qualcuno potrebbe farsi avanti,
accampando dei diritti pregressi
Non fare e non far fare
(è uno degli inviolabili siculi principi)
In pratica, non se ne fa nulla

Continuo a vagare 
come anima in pena
e arrivo in una parte dell’edificio 
dove c’è un po’ più di vita
Mi ritrovo con varie genti
da me conosciute nel lavoro,
in passato e nel presente,
tutte mescolate assieme
C’è qui una stanza a disposizione
e penso che, infine, 
potrò liberarmi del fardello delle mie cose
Infatti, c’è tra gli arredi della stanza 
una cassettiera
(o, forse, trattasi un’armadietto) 
disponibile e utilizzabile,
senza dover fare penose trafile burocratiche 
La cosa mi mette di buon umore
C’è tutta una tarantella
per svuotare le mie tasche
e posare ciò che ho in mano

Poi, mi ritrovo 
assieme a tutti gli altri, a bagno
nelle acque di un magnifico laghetto
(o forse è una piscina,
costruita in modo da non apparire tale)
contornato da una fitta vegetazione arborea
di araucarie e magnolie
Sembra di essere in un altro mondo
o in un luogo esotico 
lontano da tutto e da tutti

Lost Io dico)

Dissolvenza

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9 novembre 2025 7 09 /11 /novembre /2025 06:13
gnocco fritto (wikipedia)

Di tutto e di più 
Sono in un posto
E mi fermo per mangiare
Mio fratello è con me
Entro in una specie di trattoria rustica dove fanno del cibo molto semplice e vigoroso
Mi appresto al banco e chiedo di servirmi un panino imbottito con mortadella e primosale (che è secondo me, una combinazione splendida)
Poi mi correggo e dico:  No, lo voglio con caciocavallo non stagionato! (anche questa combinazione, sempre con la mortadella, è ottima)
Intanto, vedo che c’è mio fratello accostato un tavolo e mi rendo conto di essermi dimenticato di lui nella comanda 
Quindi dico di preparare un panino eguale anche per lui 
È tutto pronto dopo un’attesa relativamente breve e, attraverso la finestrella, mi porgono un vassoio che contiene i due panini imbottiti e poi una padella nella quale nell’olio bollente galleggia, ancora a friggersi, una grossa piadina
Usanza del posto! Mi dice la cuciniera
Forse più che di una piadina si tratta dello gnocco fritto (una pietanza dai molti nomi, tipo tigelle e crescentine) che è una tipica pietanza emiliana, usata per accompagnare affettati e formaggi
Invece di portare il tutto al tavolo di mio fratello, mi dirigo all’auto che ho lasciato parcheggiata fuori
Non so perché  (oppure, semplicemente, non ricordo il motivo adesso), ma dovevo sbrigare una commissione urgente
Ci salgo su, sistemando alla meno peggio il vassoio con il cibo e, sul pavimento, il padellino con l’olio sfrigolante
E compio un tragitto, pregando di fare presto e che, nel frattempo, l’olio non si spanda da tutte le parti
Vado, ed é un viaggio inutile, perché non riesco a concludere ciò che volevo fare 
Ritorno e non riesco a posteggiare davanti al locale 
Compio una serie di manovre sconclusionate, avanti, indietro, di lato, in alto e in basso
Quando, finalmente, ho trovato un buon parcheggio libero proprio davanti alla porta del locale, qualcuno mi dice che devo spostare l’auto con urgenza, poiché proprio quel posto è riservato all’auto che trasporta un disabile e che arriverà, di lì a poco
Penso con ansia a quei panini che stanno perdendo la loro freschezza e all’olio che sicuramente si starà spandendo da tutte le parti, rendendo la mia auto ancora più catorcio di quanto non sia già 
Finalmente, dopo molte vicissitudini, riesco a parcheggiare
Prendo il vassoio con i panini e il padellino
Mi accorgo che è vuoto adesso (quindi tutto l'olio ne deve essere fuoriuscito)
Della piadina che conteneva non vi é più traccia
Dell’olio, altrettanto
Certo! É tutto per terra sul pavimento dell’auto dove si vede una pozza di olio ormai freddo e rappreso
Entro brandendo il padellino vuoto e il vassoio con i panini
Cerco di spiegarmi con la signora che gestisce il ristorante, chiedendole un nuovo padellino con olio fresco, sfrigolante, e la piadina, raccontandole la mia odissea, ma lei mi fa capire che ormai è tardi e che la cucina ha chiuso i battenti
Arrivo al tavolo, dove mio fratello mi aspetta
Il tavolo è tutto disfatto, come se già un’orda intera ci avesse desinato
Mio fratello è lì, apparentemente tutto soddisfatto
Non sembra che l’attesa gli sia stata di peso e poi, forse, qualcuno durante la mia assenza gli ha tenuto compagnia e gli ha dato da mangiare
Osservo con mestizia il tavolo devastato e mi accingo a mangiare tristemente il mio panino
Manca la birra che avevo pregustato durante tutte le mie vicissitudini
Quella non me l’hanno data
E, ovviamente, ho soltanto con me quel padellino vuoto che mi ricorda la mia disfatta
Mi chiedo perché non avessi chiesto alla signora di ritardare l’esecuzione della comanda in modo da avere il tempo di eseguire la mia commissione in tutta calma
Domanda che non può trovare risposta poiché riguarda una di quelle cose assurde e di quelle incongruenze e irrazionalità che capitano non solo nei sogni ma anche nella vita
Che sogno!
Che sogno!


C’erano anche dei dettagli più vividi che adesso non riesco più a ricordare

Poi,
quando il sogno andava in dissolvenza
udii un trepestio di tuoni
sopra la testa
come un rullare di cannoni in battaglia
e, subito dopo, il picchiettio della pioggia
che presto si fece furibonda
ed inizió a transitar forte

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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