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9 novembre 2025 7 09 /11 /novembre /2025 06:14
Nel labirinto (immagine generata da AI dietro mie indicazioni)

Sono in un posto di lavoro
Molta parte del tempo la passo
in un corridoio dove sono alle prese 
con una cassettiera 
dove vorrei poter riporre le mie cose

Ci sono molti contrattempi
e non riesco mai a concludere

Vedo che l’interno del mobiletto
é ampio e spazioso,
pieno di scomparti
Farebbe proprio al mio caso!
É abbandonato lì 
Nessuno lo utilizza
Vorrei spostarlo nella mia stanza,
ma qualcuno mi dice
che, prima di poterlo fare,
dovrei fare all’ufficio competente
specifica istanza scritta
in carta da bollo (se cartacea)
oppure tramite PEC 
E già mi passau 'u priu
Una di quelle cose assurde
Nessuno utilizza quel mobile,
ma sei volessi usarlo per me,
qualcuno potrebbe farsi avanti,
accampando dei diritti pregressi
Non fare e non far fare
(è uno degli inviolabili siculi principi)
In pratica, non se ne fa nulla

Continuo a vagare 
come anima in pena
e arrivo in una parte dell’edificio 
dove c’è un po’ più di vita
Mi ritrovo con varie genti
da me conosciute nel lavoro,
in passato e nel presente,
tutte mescolate assieme
C’è qui una stanza a disposizione
e penso che, infine, 
potrò liberarmi del fardello delle mie cose
Infatti, c’è tra gli arredi della stanza 
una cassettiera
(o, forse, trattasi un’armadietto) 
disponibile e utilizzabile,
senza dover fare penose trafile burocratiche 
La cosa mi mette di buon umore
C’è tutta una tarantella
per svuotare le mie tasche
e posare ciò che ho in mano

Poi, mi ritrovo 
assieme a tutti gli altri, a bagno
nelle acque di un magnifico laghetto
(o forse è una piscina,
costruita in modo da non apparire tale)
contornato da una fitta vegetazione arborea
di araucarie e magnolie
Sembra di essere in un altro mondo
o in un luogo esotico 
lontano da tutto e da tutti

Lost Io dico)

Dissolvenza

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9 novembre 2025 7 09 /11 /novembre /2025 06:13
gnocco fritto (wikipedia)

Di tutto e di più 
Sono in un posto
E mi fermo per mangiare
Mio fratello è con me
Entro in una specie di trattoria rustica dove fanno del cibo molto semplice e vigoroso
Mi appresto al banco e chiedo di servirmi un panino imbottito con mortadella e primosale (che è secondo me, una combinazione splendida)
Poi mi correggo e dico:  No, lo voglio con caciocavallo non stagionato! (anche questa combinazione, sempre con la mortadella, è ottima)
Intanto, vedo che c’è mio fratello accostato un tavolo e mi rendo conto di essermi dimenticato di lui nella comanda 
Quindi dico di preparare un panino eguale anche per lui 
È tutto pronto dopo un’attesa relativamente breve e, attraverso la finestrella, mi porgono un vassoio che contiene i due panini imbottiti e poi una padella nella quale nell’olio bollente galleggia, ancora a friggersi, una grossa piadina
Usanza del posto! Mi dice la cuciniera
Forse più che di una piadina si tratta dello gnocco fritto (una pietanza dai molti nomi, tipo tigelle e crescentine) che è una tipica pietanza emiliana, usata per accompagnare affettati e formaggi
Invece di portare il tutto al tavolo di mio fratello, mi dirigo all’auto che ho lasciato parcheggiata fuori
Non so perché  (oppure, semplicemente, non ricordo il motivo adesso), ma dovevo sbrigare una commissione urgente
Ci salgo su, sistemando alla meno peggio il vassoio con il cibo e, sul pavimento, il padellino con l’olio sfrigolante
E compio un tragitto, pregando di fare presto e che, nel frattempo, l’olio non si spanda da tutte le parti
Vado, ed é un viaggio inutile, perché non riesco a concludere ciò che volevo fare 
Ritorno e non riesco a posteggiare davanti al locale 
Compio una serie di manovre sconclusionate, avanti, indietro, di lato, in alto e in basso
Quando, finalmente, ho trovato un buon parcheggio libero proprio davanti alla porta del locale, qualcuno mi dice che devo spostare l’auto con urgenza, poiché proprio quel posto è riservato all’auto che trasporta un disabile e che arriverà, di lì a poco
Penso con ansia a quei panini che stanno perdendo la loro freschezza e all’olio che sicuramente si starà spandendo da tutte le parti, rendendo la mia auto ancora più catorcio di quanto non sia già 
Finalmente, dopo molte vicissitudini, riesco a parcheggiare
Prendo il vassoio con i panini e il padellino
Mi accorgo che è vuoto adesso (quindi tutto l'olio ne deve essere fuoriuscito)
Della piadina che conteneva non vi é più traccia
Dell’olio, altrettanto
Certo! É tutto per terra sul pavimento dell’auto dove si vede una pozza di olio ormai freddo e rappreso
Entro brandendo il padellino vuoto e il vassoio con i panini
Cerco di spiegarmi con la signora che gestisce il ristorante, chiedendole un nuovo padellino con olio fresco, sfrigolante, e la piadina, raccontandole la mia odissea, ma lei mi fa capire che ormai è tardi e che la cucina ha chiuso i battenti
Arrivo al tavolo, dove mio fratello mi aspetta
Il tavolo è tutto disfatto, come se già un’orda intera ci avesse desinato
Mio fratello è lì, apparentemente tutto soddisfatto
Non sembra che l’attesa gli sia stata di peso e poi, forse, qualcuno durante la mia assenza gli ha tenuto compagnia e gli ha dato da mangiare
Osservo con mestizia il tavolo devastato e mi accingo a mangiare tristemente il mio panino
Manca la birra che avevo pregustato durante tutte le mie vicissitudini
Quella non me l’hanno data
E, ovviamente, ho soltanto con me quel padellino vuoto che mi ricorda la mia disfatta
Mi chiedo perché non avessi chiesto alla signora di ritardare l’esecuzione della comanda in modo da avere il tempo di eseguire la mia commissione in tutta calma
Domanda che non può trovare risposta poiché riguarda una di quelle cose assurde e di quelle incongruenze e irrazionalità che capitano non solo nei sogni ma anche nella vita
Che sogno!
Che sogno!


C’erano anche dei dettagli più vividi che adesso non riesco più a ricordare

Poi,
quando il sogno andava in dissolvenza
udii un trepestio di tuoni
sopra la testa
come un rullare di cannoni in battaglia
e, subito dopo, il picchiettio della pioggia
che presto si fece furibonda
ed inizió a transitar forte

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4 novembre 2025 2 04 /11 /novembre /2025 06:19
Prefiche (dal web)

Sogno complicato
pieno di movimento e di persone

Ma non ricordo molto, 
benché succedano tante cose

Mi ritrovo a camminare con Black
al guinzaglio accanto a me
(come spesso accade, nella vita e nel sogno)
Incrocio un gruppetto di donne in gramaglie,
in lutto stretto,
come se fosse appena morto qualcuno
Benché in lutto stretto, tuttavia,
sono vestite in modo ricercato,
come se stessero andando
alla cerimonia funebre 
del proprio congiunto
Una di loro 
é minuta e di bassa statura
Al momento dell’incrocio
Black, forse incuriosito,
si protende con il muso,
verso la donna minuta
(che è quella a lui più vicina)
Quella di ritrae con un movimento brusca
(in volto in espressione che è
tra le disgustato e l’inviperito)
Così facendo incespica 
e sta per cadere
Io con prontezza la afferro 
per il braccio e la sostengo,
salvandola da un rovinoso capitombolo
Senza alcuna riconoscenza
lei mi guarda con quell’espressione irata
e comincia a strillare e a inveire
come se avessi appena tentato
di farle violenza,
anziché salvarla
È un’esperienza difficile da sostenere
Mi allontano, assieme a Black,
mentre quella ancora grida i suoi insulti

Entro in una palazzina
dove c’è molta gente che conosco
e dove è in corso un qualche evento
(non so di cosa si tratti,
o non ricordo)
Vorrei raccontare a qualcuno
ciò che mi è appena successo
ma non riesco a trovare 
il momento adatto
In più, accanto a me
cammina con insistenza,
senza mai mollarmi, 
una tizia (non a lutto)
che mi guarda
tenendomi gli occhi puntati addosso
come fossero due trapani
Sono convinto che sia la figlia di quella donna in gramaglie
che era stata così ostile con me
Perché mi segue?
Perché mi assilla?

Dissolvenza

La prefica (dal latino praefica) è una figura le cui tracce risalgono all’antica Roma. Era una donna pagata per piangere ai funerali, inneggiando al morto con canti, urla e gesti di disperazione.

Non del tutto scomparse nella forma tradizionale, le prefiche 2.0 non lo fanno a pagamento ma per un senso di elaborazione collettiva del lutto. Come le loro antenate, possono non conoscere il morto ma seguono fedeli il carro funebre della notizia.
Amplificano le proprie urla dotandosi di prolungamenti virtuali. Generano una “nenia aumentata”: guardi al morto attraverso il loro account e ne rivivi la memoria con video, citazioni e interviste.

Prefiche

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2 novembre 2025 7 02 /11 /novembre /2025 06:17
Studenti protestanti (dal web)

C’è una protesta in corso
in una scuola o all’Università
Gli studenti sono nelle loro aule
disposti in piedi
ognuno davanti al proprio banco
e gridano slogan a voce stentorea
Alcuni modulano il suono dei fischietti
Altri battono con dei legnetti
sul fondo dei pentolini
È una protesta molto vivace,
eppure ordinata
Io giro da un’aula all’altra,
fornendo ai protestanti 
conforto e consigli, 
ma anche ristori di cibo e bevande
Succedono molte altre cose
ma nulla più ricordo

Poi di nuovo sognai
Ero con mio cugino Marcello
Ed eravamo andati in auto
in un lontano paesotto
dalle strade strette e tortuose
Per poter procedere oltre 
dovemmo lasciare l’auto
parcheggiata in una via angusta
e proseguire a piedi nel dedalo di stradine

Poi, volevamo tornare 
Ma per quanto ci affannassimo,
non c’era verso di poter ritrovare l’auto
Eravamo stremati da questa ricerca
che si protraeva da ore, infruttuosa
Non so perché, ma eravamo a torso nudo,
forse per via della stanchezza
Dicevo al cugino:
mentre ti rivesti,
io vado a dare un’occhiata in giro,
magari sarò fortunato
E vado
Ma dell’auto nemmeno l’ombra
Arrivo in un punto 
in cui la strada si fa stretta,
Poi si trasforma in poco più di un sentiero 
che corre lungo il ciglio di un dirupo
e mi accorgo di essere 
ad una grande altezza
Sono preso dalle vertigini
e devo stendermi a terra per non cadere
Strisciando vado avanti
sino ad una grande piazza
dove c’è una grande ressa di gente vociante 
che si diverte
Poi, intravedo una grande struttura metallica 
un sottile ponte aereo 
eretto per superare un precipizio 
che taglia la piazza in due parti,
vicine, eppure irraggiungibili, 
se non con l’uso di quel ponticello aereo 
Uno mi spiega che
con la costruzione d’una maledetta autostrada
solo per gli autoarticolati
hanno tagliato il paese in due
e che il sindaco ha organizzato una protesta
cui tutti i cittadini sono chiamati a partecipare
Giusto!, faccio io
Ma intanto non riesco a trovare
l’auto parcheggiata prima
e nemmeno ho la più pallida idea
su come fare per raggiungere
mio cugino Marcello

Dissolvenza
  

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28 ottobre 2025 2 28 /10 /ottobre /2025 09:57
Il porto al tramonto (foto di Maurizio Crispi)

Il sole al tramonto si accinge a scendere dietro la linea delle montagne e fra non molto scomparirà
Intanto, la sua luce intensa (abbacinante, se non fosse schermata dalla nuvolaglia) si riflette sulla superficie mossa dell’acqua 
Le nuvole sono tutte affastellate, ma ce ne sono alcune isolate come pecorelle riottose che, nei pascoli del cielo, cercano la loro solitudine
Il soffio mutevole della brezza, a tratti più forte a tratti più leggero, crea un effetto straniante di malinconia, assieme alle sensazioni generate dalle navi alla fonda e delle imbarcazioni da diporto ormeggiate lungo il molo, il cui movimento leggero provoca un debole sciacquio ma tutte quante - siano esse le grandi navi, siano esse le imbarcazioni più piccole - sono trattenute dalle gomene e non possono prendere il largo né essere trascinate via dal vento o dalla corrente
Tutto sembra sospeso sull’orlo di un movimento rattenuto che non può prendere corpo e nemmeno può avere sostanza: un movimento che rimane solo in potenza tra le braccia rassicuranti del porto, a vele ammainate e a motori spenti.
Anche quella foresta fitta di alberi senza foglie che si stagliano contro il cielo e le nubi che intanto trascolorano in tonalità di colore continuamente cangianti induce a pensieri di tristezza e malinconia.
I gatti sul molo tengono d’occhio la situazione e fanno la posta ad uno sparuto gruppetto di pescatori con la canna, pratica per cui ci vuole pazienza e capacità di indulgere alla filosofia dell’attesa, oziando intanto con i propri pensieri 
Poi, all’improvviso, le viscere di un grande naviglio cominciano ad eruttare nuvole di fumo bigio e quell’enorme corpaccione prende vita con eliche che sommuovono le acque torpide e lo spingono lontano dalla banchina verso l’imboccatura del porto; sembra che con la sua mole non ce la possa mai fare a sgusciare via tra i moli, eppure con lenti movimenti ce la fa ed è libero di raggiungere il vasto mare, liberandosi dall'abbraccio protettivo dei moli
Il sole con i suoi ultimi raggi, ritardatari, si nasconde sempre più dietro le nubi, imporporandone i margini frastagliati
La bitta rossa getta la sua ombra sempre più lunga sulle pietre squadrate che pavimentano il molo

E poi è subito sera

Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali

Palme,
nuvole,
barche e navi,
una grande nave che salpa
e sembra non farcela,
con quel suo corpaccione enorme,
a divincolarsi dai moli
che la stringono
e poi, alla fine, è libera,
prendendo il mare aperto
Sole che occhieggia,
approssimandosi al tramonto

Forti impressioni,
a tutto tondo,
indelebili

Maurizio Crispi (23 ottobre 2025)

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

Fortunale in arrivo
Nubi si addensano
Sopra Monte Pellegrino
un grande piovasco
che si avvicina a grandi passi
verso il Molo Sud
Sono state chiuse le coperture,
serrati gli ormeggi,
alcune imbarcazioni di piccolo cabotaggio
sono spostate verso approdi più sicuri
I pescatori usuali,
già radi rispetto al solito,
vanno via
Uno solo persiste
riparandosi con un ombrellino arancione
che forma nelle sfumature di grigio
una macchia cromatica abbagliante
E poi è arrivata la tempesta
Pioggia violenta,
ma senza vento
Al riparo!
Al riparo!
La grande nave
é uscita in mare aperto
subito avvolta nella bruma
E di lei è rimasto
solo il suono cupo della sirena,
echeggiante

Maurizio Crispi (31 ottobre 2025)

Sempre alla Cala e al Molo Sud
Sempre gli stessi luoghi
continuamente cangianti
come i colori,
le luci,
le atmosfere
Ma è anche lo sguardo
a modificarsi di continuo,
posandosi ora qua ora là,
come anche l’occhio che vede
e il cervello che percepisce
con l’attivazione di pattern neuronali
sempre diversi
Quindi, la stessa cosa
é molte cose diverse,
è poliedrica,
é multiforme,
é mutaforma
Basta accettare la mutevolezza,
la variabilità delle cose,
vedendone l’intrinseca instabilità,
osservando le anomalie
nella loro tessitura,
e non rimanere imprigionati
nel vedere un’unica forma,
immutabile
Ed è qui che nasce
il senso della meraviglia

Maurizi Crispi (4 novembre 2025)

Un altro giorno volge al termine
tra vento,
nuvole flottanti,
il barbaglio dell’ultimo sole
e la luna quasi al suo pieno fulgore
sorgente dal mare
Un pescatore a canna
si attarda ancora
sino al primo lucore della luna

Maurizio Crispi (5 ovembre 2025)

Sempre là siamo
tra il Foro Italico,
il Parco della Salute,
il Nautoscopio
e il Molo Sud
Forte transito di auto
ma anche aroma forte
di brat wurst grigliati
Il venditore, con il suo carro-ristoro
s’é infrattato (forse per scansar verbali),
ma l’odore lo tradisce
e fa da guida olfattiva
agli affamati
Navi titaniche,
palazzi naviganti
escono mollemente dal porto
e s’avventurano verso il mare aperto
Queste navi attivano
nell’astante
l’ansia di voler andare,
verso luoghi lontani
a volte anche esotici,
e poi si perdono tremule
oltre la linea d’ombra dell’orizzonte

Maurizio Crispi (7 novembre 2025)

Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali
Verso il tramonto, immagini portuali

Nubi tempestose
cariche di pioggia
Ed é poi arrivato
il rovescio di pioggia
annunciato
Gocce che picchiettano
senza tregua
sul basolato di grandi pietre squadrate
E la luna nuova
gioca a rimpiattino
tra quelle nubi,
mentre vele gonfiate dal vento
s’affrettano
al riparo delle ali sicure del porto

Maurizio Crispi (28 novembre 2025)

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28 ottobre 2025 2 28 /10 /ottobre /2025 08:46
Hamba kanhe Tata

L'altro giorno, mio figlio Gabriel, che ha già da alcuni mesi superato il giro di boa dei 12 anni, mi ha chiesto con fare meditabondo: Papà, ma quando muori chi si occuperà del terreno in campagna"?
Io gli ho risposto: "A farlo sarete tu e tuo fratello Francesco, se vorrete occuparvene".
Gabriel è stato un attimo a riflettere, ponderando la mia risposta; poi ha replicato in modo deciso: Allora sicuramente se ne dovrà occupare Francesco!"
"Perché mai?", ho chiesto io
"Ma semplice! - ha detto Gabriel - perché, quando morirai, io sarò ancora impegnato ad andare a scuola!"
Io allora - tra le tante possibili risposte, ho chiosato:: "Be', veramente, spero di vivere ancora molti anni" (a dio piacendo)

(...) "...quindi, possibilmente [e auspicabilmente], - ho aggiunto - quando tu finirai di andare a scuola io potrei essere ancora tra i viventi".

"Hamba kahle tata" è un'espressione in lingua isiZulu che significa "va' bene, papà" o "riposa in pace, papà". Si usa per esprimere un addio rispettoso a un uomo anziano o a una figura paterna, specialmente in contesti di lutto. Viene spesso utilizzata come commiato per personaggi importanti e amati, come nel caso di Nelson Mandela ("Tata Madiba"), come riportato dal African Oral History Archive e da msfsouthasia

African Oral History Archive

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25 ottobre 2025 6 25 /10 /ottobre /2025 11:03
Il mare ottobrino a Mondello (Foto di Maurizio Crispi)

Anche questa volta mi accadono molte cose di cui non ho memoria

Ricordo solo questo
Dovrei andare in un posto dove avrà luogo una gara podistica di endurance 
Mi hanno invitato a partecipare, non saprei dire se come podista o semplicemente come testimone dell’evento o come fotografo o in quanto giornalista o tutte cose assieme 
Ma andarci è una cosa alquanto complicata 
È un po’ lontano, ma mi sposto a piedi non ho mezzi di locomozione e non si comprende per quale motivo non voglio utilizzare dei mezzi di trasporto 
Strada facendo incontro una con cui in passato andavamo a fare assieme le gare podistiche di lunga durata in giro per l’Italia (con la quale ci siamo conosciuti per l’appunto durante una gara di 50 km)
Decidiamo di fare sosta in un posto non lontano da quello della gara, una località lacustre, e le propongo di farci un giro in pedalò
In effetti, c’è un posto dove questi pedalò vengono dati in affitto 
Vado e ne trovo uno ancora libero, ma è tutto pieno di sabbia 
Come faremo a usarlo in queste condizioni? 
Ci sporcheremo tutti di sabbia!, penso 
Allora lo prendo, sollevandolo con tutta la forza che posso usare sulla mia testa 
(Mi sento una specie di Sansone) e lo porto - con grande destrezza - in equilibrio sulla testa sino alla zona dove si trova il proprietario dei pedalò e dove vi è un’area attrezzata per il lavaggio degli stessi
Comincio quindi la complicata operazione di pulizia dell’interno del pedalò dalla sabbia che lo ingombra 
Prima lo scuoto, facendo cadere tutta la sabbia che posso, poi lo riempio d’acqua, lo scuoto di nuovo e lo svuoto dell’acqua e della sabbia residua; infine, lo metto ancora una volta sotto la doccia per eliminare i granelli di sabbia più resistenti 
Dopo aver fatto quest’operazione, ritorno dove avevo lasciato la mia amica, sempre portando il pedalò, adesso lindo e pulito, in equilibrio sulla mia testa 
Nell’attesa la mia amica si è distesa a prendere il sole senza utilizzare un telo da bagno e si è tutta imbrattata di sabbia
Ció mi irrita molto, perché se dovesse salire sul pedalò in queste condizioni, saremmo di nuovo punto e daccapo e il pedalo si riempirebbe di nuovo di sabbia molesta
Le dico, molto infastidito: “Vatti a lavare, mettiti sotto la doccia, elimina tutta la sabbia, così finalmente potremmo fare la nostra gita sul pedalò e arrivare sino al luogo della gara podistica!”
Lei esegue senza fiatare (ed una fortuna che non fiati, perché se soffrisse di fiatella e dovesse fiatare, sarebbe certamente una tremenda, insostenibile, esperienza) e va a farsi la doccia 
Ritorna e si distende sulla sabbia, ancora una volta senza usare il telo, di nuovo imbrattandosi tutto quanto il corpo di quei granelli di sabbia fine, molesti e onnipresenti
E io penso: Siamo punto e daccapo! 
Non so se riusciremo mai a fare la tanto agognata gita in pedalò!
Non so se riusciremo mai a giungere nel luogo dove si celebra la gara podistica!

Ci sono sempre molti ostacoli da superare, molte situazioni incompiute, molte incertezze e sono tante, troppe, le cose che non so
E non so se riuscirò a portare a termine ciò che voglio fare
Non so
Non so
Non so

Sono un cripto-viaggiatore
Sono un cripto-sognatore
Vorrei andare nell’Altrove

Dissolvenza 

Sto apposto!
Apposto sto!

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25 ottobre 2025 6 25 /10 /ottobre /2025 10:04
Cancello di notte (Foto di Maurizio Crispi)

Halloween

S'avvicina Halloween!
Wow! 
La notte delle streghe! 
Ma anche Valpurga e il Sabba infernale
Ed ancora il giorno dei morti
(El dia de los Muertos),
quello che noi celebriamo particolarmente

Ed io cammino nella notte
nera e buia
(ma non tempestosa)

Cammino con il mio cane nero al fianco
Due ombre che si muovono nell’ombra,
nella notte in cui tutte le vacche sono nere
Ad Est il cielo già trascolora
Si prepara il nuovo giorno

Ma non sappiamo se il sole sorgerà ancora
Però, questa è l’ora delle streghe
È l’ora dell’attesa di eventi ominosi
È l’ora del transito e del passaggio 
E l’ora in cui uomini e donne 
lasciano libero il proprio soffio vitale
E l’ora in cui le anime 
affrancate dalle loro prigioni 
trasvolano, 
andando alla ricerca dell’Altrove
senza sapere ciò che troveranno

Mentre cammino nell’ombra, 
io stesso ombra, 
affiancato dal mio cane-ombra 
sono stimolato da questi pensieri
che mi attraversano la mente,
non lugubri o tetri, tuttavia

Sarà forse il silenzio
Sarà forse questa brezza lieve
che è il vento prodotto 
dalle anime in movimento
che si sono appena liberate
dalle catene del corpo 
e della materia

Eppure, 
ogni tanto un’auto passa via
con rombo di motore ragliante, 
tagliando il buio 
con prepotenti lame di luce
Ma io e il mio cane-ombra
rimaniamo invisibili,
ben nascosti e avviluppati
in un nero mantello,
e non possiamo 
non sentire l’aria vibrare 
per via del movimento lieve
delle anime intente ad elevarsi 
verso un cielo muto,
ancora scuro
Provocano un vento senza vento,
come un'increspatura nell'aria,
che si fa allora più fredda e vibrante

Queste anime in movimento
sono come foglie secche 
che, anziché danzare verso il basso, 
s'innalzano al cielo 
con lenti ghirigori
e piccoli guizzi

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24 ottobre 2025 5 24 /10 /ottobre /2025 11:52
Selfie a testa in giù (foto di Maurizio Crispi)

In questo sogno sono al lavoro nella comunità terapeutica

Si tratta di andare a prelevare dei soldi per la gestione delle spese di un paziente ospite della comunità
Pare che ci siano dei problemi nel potere, prelevare l’intera somma che serve per le sue esigenze e che - a quanto pare - è molto cospicua
Me lo viene a dire, di questo problema, l’educatrice M.
Me lo espone  e io le dico che ne possiamo parlare con il mio collega (che è il Responsabile della Comunità) e ci rechiamo da lui 
che, tuttavia, è molto indaffarato per poterci dare udienza nell'immediato. 
Il pavimento dell’ambulatorio dove si trova è interamente ricoperto da sacchetti che contengono materiali imprecisati
A stento vi si può camminare, destreggiandosi e facendo attenzione a dove mettere i piedi 
Penso con timore che in uno dei sacchetti possa esserci del materiale esplosivo e, dunque, la cautela è d’obbligo
Lui, il mio collega, è molto indaffarato, ma questo l’ho già detto.
Sta parlando contemporaneamente a due telefoni alternativamente a voce stentorea e intanto dà delle direttive ad una terza persona presente nella stanza. 
Cerco di parlargli, ma non riesco ad attirare la sua attenzione e, quindi, la soluzione al nostro problema, capiamo, tarderà ad arrivare 
Allora, considerando l’urgenza della questione irrisolta e desideroso di trovare soluzioni, dico ad M., l’educatrice, “Non ti preoccupare, adesso ti accompagno io a fare il prelievo" (il problema era anche di sicurezza, infatti, in considerazione dell’entità della somma da prelevare ed M. non si sentiva di andare da sola).
E dunque, ce ne partiamo  
Per arrivare allo sportello bancomat, dobbiamo fare una lunga traversata della città, ma anche di un grande parco con prati verdi con maestosi alberi e ci mettiamo a correre 

Corriamo, corriamo ma senza mai arrivare 

Diventiamo i corridori di una gara podistica di lunga lena

Insomma, questo prelievo non riusciamo a farlo 

E, quando mi sveglio, sto ancora correndo

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22 ottobre 2025 3 22 /10 /ottobre /2025 11:14


Piove
Piove
Senza sosta,
fitto e continuo
Le strade sono vuote e silenziose,
a parte il continuo picchiettio delle gocce
Ogni tanto lame di luce
fendono il buio,
abbacinanti
nei riflessi
che si accendono sull’asfalto bagnato
e nelle pozzanghere
vaste come piccoli laghi
Sono questi guidatori
in paziente attesa
Eppure si comprende bene
che sono inquieti e frettolosi
e che non si soffermano a cogitare,
e nemmeno a sentire
la pulsazione del mondo
sotto i propri piedi

Maurizio Crispi

Improvvise raffiche di vento,
come il forte respiro fremente
di un gigante adirato
Scruscio e porte che sbattono
Pioggia intensa
di grossi goccioloni
Forte transito
Vibrazioni nell’aria
Poi il gigante s’e placato
contento d’aver riscosso
il suo tributo
Ed è rimasto solo
un lento cader di gocce piovane,
tranquille e pacate

Con la pioggia son cadute le foglie,
quelle ormai mature, a fine vita

Uno sguardo notturno
fuori dalla finestra

Maurizio Crispi (16 ottobre 2025)

Strada all'alba (foto di Maurizio Crispi)

Le mie strade all’alba
tra ombre e oggetti reali
Talora l’ombra, tuttavia,
é indistinguibile dall’oggetto 
che la genera
e finisce con l’assumere vita propria


Lame di luce
Lampioni che all’improvviso
si spengono (inquietante!)
per poi riaccendersi
a macchia di leopardo
(inquietante!)
Zone di buio profondo,
zone morte e fredde


Ciangottio di uccelletti
che, innanzi al primo barlume del giorno,
son già desti nei loro nidi
a cantare il giorno che verrà 


Sì va avanti così 
un giorno dopo l’altro,
dal buio alla luce,
dalla luce alle tenebre più profonde,
e poi di nuovo alla luce 


Un passo dopo l’altro
Step by step
La ruota gira


Così sia
 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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