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Devo fare il check-out in albergo e poi andare a rendere omaggio alla salma di qualcuno che deve essere seppellito di lì a poco
L’operazione non è semplice
Innanzitutto, non mi ricordo più qual’é la stanza dove ho alloggiato; poi, quando finalmente fare ci arrivo, mi ritrovo con un’enorme quantità di carabattole che mi viene difficile gestire
Scendo nella hall e qui c’è una folla invereconda, poiché una comitiva di turisti è appena arrivata e sono tutti in coda per fare il check-in
Intanto, mi accorgo di aver dimenticato qualcosa su in camera e quindi raccolgo tutte le mie cose - o meglio cerco di farlo perché mi cadono da tutte le parti - e ancora una volta ho dimenticato dove si trovi la stanza
Intanto vedo che alcuni miei amici sono già fuori dall’hotel pronti per andare
Io no, e mi ritrovo per giunta ad avere un grosso phon tra le mani, grosso quanto un carrarmato o una piccola astronave e, intanto, tutte le cose continuano a cadermi da ogni parte
Una situazione disperata, ma non seria
O, forse, un’opera buffa
Poi ho sognato di nuovo
Ero in campagna, davanti alla casa
Mi crogiolavo al sole in abito adamitico
All’improvviso sentivo il sordo brontolio del motore di un’auto al di là della cortina degli alberi che rende invisibile il fronte della casa a chi si avvicina al cancello
Mi alzai allora dalla sdraio per poter sbirciare in direzione del cancello
In effetti al di là di esso, chiuso come di norma c’era un auto tipo pandina ferma e con luci di posizione accese
Correvo dentro casa, a culo nudo e disturbato nella mie quiete di prima, gridando: Ale, Ale, c’è un visitatore al cancello!, come a dire: Ale, occupatene tu di questi disturbatori della quiete pubblica!
Ma la mia quiete adamitica era stata demolita irrimediabilmente
Dissolvenza
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