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Il brontolio del tuono
mi ha d’improvviso svegliato
Soffiava il vento
e il battente della finestra
sbatteva ritmicamente
Ho guardato fuori
e tutto si s’è acceso
della luce livida di un lampo
Da dormiente,
ero immerso in un sogno vivido,
ma il risveglio tumultuoso
l’ha fatto scivolare via
assieme alla pioggia
che batteva furiosa
Niente,
nemmeno una traccia esile é rimasta
Eppure,
era una scena onirica densa e articolata
Dopo la tempesta,
il silenzio s’è fatto assordante,
immenso
Poi, mi sono sistemato sul divano
Mi sono addormentato e ho sognato
Camminavo lungo le vie della città
e trovavo cose
Le raccoglievo da terra
Le esaminavo
Se mi piacevano, le tenevo
Ero, dunque, un raccoglitore
Attirava la mia attenzione
un grosso oggetto traslucido
Aveva la forma di una grossa urna
Vi si distingueva alla sommità
Una specie di coperchio,
costruito ad arte
perché non si vedeva alcuna commessura
Riuscivo a rimuoverlo,
non senza fatica,
perché l’incastro era perfetto,
per scoprire che al di sotto
non c’era alcuna cavità,
ma ancora solo cristallo massiccio
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Ero contento di questo ritrovamento
che mi faceva pensare
ai famosi teschi di cristallo andini
Continuavo a camminare
con quest’urna sotto il braccio
che non mi pesava proprio,
malgrado il suo aspetto massiccio
e vedevo un auto
Il cui tetto era carico di utensili
di latta e di alluminio,
in quantità enormi
e varietà indescrivibili,
per tutti gli usi e necessità
Di fronte, c’era una bottega
la cui vetrina era affollata
dallo stesso genere di utensili
Pensavo che avrei dovuto tornarci
in questo nuovo negozio
Rovistando, ci avrei potuto trovare
qualcosa di utile,
così pensavo
Dissolvenza
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