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12 aprile 2025 6 12 /04 /aprile /2025 09:35
trana formazione con una mezza mela infilzata (foto di MauHo sognato un sogno persistente Avevo a che fare con un cane pecora Era un essere degno del bestiario fantastico di Borges Aveva una testa di cane, un corpo da pecora con il vello spesso e riccioluto e un ruggito da leone (nel pacchetto erano incluse zanne possenti) Aveva una sua bellezza ed eleganza: la testa era tutta bianca, mentre il resto del corpo era di colore marrone testa di moro Era portato al guinzaglio da una tipa che appariva fiera del suo cane pecora ed anche della sua irruenza abbaiosa e anche dei suoi slanci ferini a stento rattenuti dal guinzaglio tenuto con fermezza Il cane pecora compariva di continuo nel mio sognare ed era come se io mi arrotolassi di continuo nel sogno alla sua ricerca nel tentativo di incontrarlo per risolvere l’enigma della sua essenza più profonda Poi ero presente al finale di una gara podistica in cui i partecipanti correvano avendo ai piedi degli sci da fondo per asfalto e superfici dure (sapete, quelli con le rotelline) Sarebbe andato tutto bene, se non fosse stato che tutto il percorso di gara era fortemente accidentato e roccioso E quindi si proponeva ai concorrenti una grande sfida di resilienza, considerando che la regola base e numero 1 era quella di non sganciare mai dai piedi gli sci da fondo Assistevo agli ultimi drammatici metri di gara della prima donna prossima a tagliare il traguardo: si fermava più volte stremata e piangeva disperata, poi si rimetteva in marcia per fare anche un solo metro alla volta e poi di nuovo piangere e dolersi, mentre la sua più diretta avversaria alle sue spalle - pur con le sue difficoltà - si andava avvicinando insensibilmente, erodendo il proprio svantaggio C’era anche Jacques Anquetil, che un tempo è stato uno dei maggiori campioni campione del ciclismo mondiale e, soprattutto, c’era il cane pecora, mascotte della gara Ed io ero contento che fosse lì  Ma questo cane pecora non c’entra niente con il Bedlington Terrier, ma come ho detto viene direttamente dalle creature che popolano la zoologia fantastica di tutti i tempizio Crispi)

Un sogno elaborato

Lo scenario è un grande posto di natura,
un parco pieno di biodiversità,
fitto di grandi alberi secolari
ed anche di spazi aperti, larghi prati,
radure,
movimentati da formazioni rocciose emergenti
Sono in corso le prove
per uno spettacolo in costumi thailandesi
(Proprio così! 
Non laotiani o cambogiani, thailandesi!)
Ci sono varie prove

C’è anche un cavallo, il mio
Un bianco destriero,
elegante nelle movenze e superbo
Lo osservo da lontano, 
mentre si muove pigramente in giro,
intento al pascolo
L’erba succulenta e rigogliosa
non gli manca
Intanto che mangia,
viene seguito da una troupe di fotografi
alla ricerca dello scatto più bello
ed io osservo compiaciuto la scena
Poi si allontana
e, mentre va, 
si rimpicciolisce sempre più 
nel gioco prospettico
Alla fine, dall’alto della mia postazione,
lo vedo farsi sempre più minuscolo
in fondo ad un vasto pendio
disseminato di roccia
Vorrei attirar la sua attenzione
per fargli risalire la china
e riavvicinarsi a me
Provo a fischiare
senza riuscirci
Provo a gridare
ma i suoni che emetto
cadono a terra mosci
e li rimangono 
a contorcersi
come piccoli vermi bianchi e mollicci
Penso poi, Tornerà!
Saprà trovare la via di casa!
Ritorno ad interessarmi dello prove
per lo spettacolo
chiedendomi perché 
siano stati scelti abiti, oggetti
e arredi di scena orientali,
quando non siamo in un paese dell’Oriente

Ci sono vari momenti intersecati, 
ma più non ricordo

[stacco]

Andavo in una RSA per iniziare un'attività di lavoro
Arrivavo e venivo accolto
Avrei dovuto fare un colloquio di valutazione prima di essere assunto
Sembrava di essere in un appartamento adibito ad abitazione privata
Molto piccolo, molto pulito
C’erano numerosi letti
Quasi non ci poteva muovere agevolmente
C’era tuttavia solo un degente anziano sdraiato su di un lettuccio lindo
E poi due vecchine che s'aggiravano silenziosamente, indaffarate e arzille
Forse erano le proprietarie e le conduttrici di quell'ospizio
Nessuno mi rivolgeva la parola
Guardavo, osservavo, non fiatavo
Poi, compariva una giovane donna,
forse una volontaria, 
forse anche lei in visita per essere assunta,
eventualmente
Scambiavamo due chiacchiere
e poi decidevamo di andare via
Raccoglievo da un espositore 
appeso al muro
dei segnalibri colorati, 
molto belli e suggestivi,
ed anche delle cartoline
raffiguranti paesaggi autunnali
con letti di foglie ingiallite
Li offrivo alla giovane donna,
altri li tenevo per me
Alcuni avevano anche delle parti scritte,
che erano citazioni da un libro di lettere,
un epistolario,
la corrispondenza di due, uomo e donna,
che durante la guerriglia in un posto remoto dell’Asia, pur nelle difficoltà, s'erano amati, mente compivano il loro dovere e si sacrificavano
Leggevo ad alta voce i brani delle lettere che i due si erano scambiati e che raccontavano di una storia d’amore segreta di cui nessuno aveva mai saputo nulla, sino alla loro morte drammatica e al rinvenimento di quelle stesse lettere (preziose!), a distanza di anni
Pensavo che volevo assolutamente comprare quel libro per poterlo leggere nella sua interezza

Dopo ci ritrovavamo seduti in un auto tipo mehari parcheggiata fuori dalla struttura 
Eravamo comodi, e parlavamo di questo libro
C’era anche un cagnolo, un botolo minuscolo, beatamente addormentato
Arrivava un extracomunitario, forse un mauriziano, a cui forse avevo promesso un passaggio verso la città 
Non accadeva null’altro che fosse degno di interesse
Forse c’era un altro cagnolo senza collare che cercava di salire sull’auto
Rimanevamo fermi nell’auto,
in un tempo sospeso,
senza partire

Dissolvenza

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11 aprile 2025 5 11 /04 /aprile /2025 10:32
genio (foto di Gabriel Crispi)

Sogno o son desto?

C’è nel mio sogno
un’atmosfera cupa

Devo sfuggire 
ad una minaccia incombente,
orribile

Ci sono dei killer,
sanguinari cacciatori di corpi,
cannibali anche
che vogliono uccidermi
con arti sottili e letali
per poi cibarsi di me
ed io, utilizzando ingegno e astuzia,
devo loro sfuggire
S’annuncia lotta senza esclusione di colpi
e vinca il migliore!
Anche quando mi è chiaro
che, per questa volta,
potrò sopravvivere
continuo a sentire
la tensione e il fremito della paura

Di nuovo, sogno o son desto?

Oggi il sogno non è stato meraviglia
o forse sì, malgrado tutto!
Pur nell’orrore più puro e squisito
il sogno è meraviglia!

In fondo, c’è sempre in questi casi
un Genio della Lampada
che s’è liberato
dal luogo oscuro della sua reclusione
durata ben tremilacinquecento anni
per mettersi al servizio del sognatore
esaudendo i suoi desideri
(e facendoli vivere)

Genio, assistimi!

Il jinn (AFI: [ʤin:]; in arabo جِنّ‎, anche traslitterato come ǧinn o, nella grafia francese semplificata, djinn; pl. jinna, coll. jān, agg. jinnī, in arabo جني‎), spesso tradotto come genio, è una creatura citata nel Corano, e indica, nella religione preislamica e in quella musulmana, un'entità soprannaturale, intermedia fra il mondo angelico e l'umanità, avente perlopiù carattere maligno; anche se in certi casi può mostrarsi in maniera del tutto benevola e protettiva.

wikipedia

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8 aprile 2025 2 08 /04 /aprile /2025 13:33
Selfie duplicato (foto di Maurizio Crispi)

Un sogno complicato, 
davvero notevole,
ma già la costruzione onirica 
si sta sfaldando e perde pezzi

Accadono come sempre molte cose

Tra le poche che ricordo
c’è una carrozza ferroviaria 
adibita a ristorante ed io sono lì 
a conversare con alcuni dei commensali
Tra essi vi è Francesco Corrao (FC)
con il quale, in particolare, mi soffermo
a parlare e a raccontare
Gli indico alcune particolarità della carrozza
su cui viaggiamo 
che ha, in sé, un valore storico
perché usava viaggiarci Francesco Crispi
(anche lui, in acronimo, FC)
quando era primo ministro 
e con le parole e le opere
si prodigava per trasformare l’Italia,
da poco unificata, in Stato
Egli usava viaggiare su quel treno
da un capo all’altro della sua Italia
e sul vagone teneva conferenze 
ad un pubblico attento e perspicace
All’estremità anteriore di quella carrozza
c’é infatti, visibile anche adesso, 
un piccolo podio sul quale
é collocato un leggio di lucido mogano,
sul quale egli poggiava i suoi appunti
che dovevano servirgli come traccia soltanto
visto che era un eccellente oratore
Così andavo raccontando ad FC

Per il momento, altro non ricordo

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8 aprile 2025 2 08 /04 /aprile /2025 06:17
Selfie in riflesso (foto di Maurizio Crispi)

Mi accingo a partire per un viaggio
È tutto pronto
Le mie cose sono poggiate sul pavimento
Valigia e borsa, ed altri effetti
Arriva mio padre e non voglio che venga a sapere che sto partendo
È un segreto che non voglio condividere con lui, una cosa solo mia
Lo accolgo sulla porta e faccio in modo che non superi la soglia
Parlo con lui
Sto sulle spine
Non voglio che veda il mio bagaglio già predisposto
Anzi, in un suo momento di distrazione, lo sospingo dietro un mobile, per occultarlo alla vista
Papà se va
Rimasto solo a casa, decido di mangiare qualcosa, così partirò con la pancia bella piena
C’è solo del riso bollito e ne mangio a grosse cucchiaiate
C’è caldo e il sudore mi scorre a rivoli sulla faccia e lungo il corpo
Mi affaccio dal lato della cucina
Vedo la mamma giù che si accinge ad uscire con mio fratello con la sua vecchia FIAT 127, colore verdognolo
Vedo che la mamma ha fatto un qualche adattamento alla vettura e che il fratellone é seduto anteriormente con tutta la sua carrozzina in un alloggiamento che la mamma ha ricavato dal vano motore
Mi sembra una sistemazione precaria e poco appropriata, soprattutto ai fini della sicurezza di mio fratello
Grido dall’alto della mia postazione, cercando di attirare la loro attenzione, ma la mia voce non giunge sino a loro

Dissolvenza

 

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7 aprile 2025 1 07 /04 /aprile /2025 06:22
Tete de bois (foto di Maurizio Crispi)

Sognai che stavo di guardia, come medico, in un commissariato di polizia
Arrivava uno e diceva di essere assuntore di sostanze, di esserne dipendente e di volere essere messo in terapia
Parlavo a lungo con costui e, dopo avere valutato gli dicevo che si sarebbe dovuto presentare al SERD competente per l’accoglienza e per iniziare una terapia
Era privo di un documento d’identità
Era generico circa la sua residenza
Era sfuggente, in qualche modo
Il suo atteggiamento mi irritava, da un lato chiedeva, dall’altro non era disponibile a fare dei passi avanti e a metterci del suo
La solita tiritera
Nello stesso tempo, per quanto irritato, capivo che avrei dovuto prendermi carico del suo problema
Gli dicevo che il giorno dopo lo avrei accompagnato al SERD più vicino e che li avrei fatto da mediatore con quegli operatori
Il giorno dopo arrivavo ed era lì ad aspettarmi
Parcheggiavo l’auto e proseguivo a piedi
Quello parlava e parlava
Di nuovo c’era quel misto di irritazione, fastidio e di desiderio di essere di aiuto
All’improvviso mi rendevo conto di non avere la mia borsa con me (contenente i miei libri, i miei documenti e i miei strumenti di scrittura)
Avevo un sussulto
Mi sentivo nudo senza
Pensavo di averla lasciata esposta da qualche parte e che, ormai, l’avessero rubata
Quello mi diceva che, andando via, l’avevo sigillata nel portabagagli dell’auto
Mi rasserenavo e mi concentravo sul prossimo incontro, quando fossimo giunti al SerD
Il tipo fremeva per iniziare la terapia (in altri termini per ricevute un sostituto), ma ancora non sapeva che ci sarebbero stati procedure e protocolli da seguire
Ma già, se fossi riuscito a mediare con gli operatori del SERD un'accoglienza a favore del tizio, questo stesso fatto sarebbe stato un’importante conquista

Dissolvenza

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6 aprile 2025 7 06 /04 /aprile /2025 06:27

Ho lavorato intensamente
Ho tagliato un po’ d’erba
Un po’ l’ho scippata
Ho ripulito due aulivi dal selvatico
Ho cavato pietre,
mazzuolando e picconando
Le ho collocate
nel muretto di contenimento
che sto elevando
Sono soddisfatto
Mi prudono le mani
Ora mi godo
un meritato riposo

Dopo il lavoro (foto selfie, rielaborata con effetto speciale, di Maurizio Crispi)

Dopo il lavoro (foto selfie, rielaborata con effetto speciale, di Maurizio Crispi)

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31 marzo 2025 1 31 /03 /marzo /2025 13:46
La Santuzza (foto di Maurizio Crispi)

1. Ho sognato che ero in un grande albergo nel corso di un viaggio ed ero lì con una mia antica fiancé
Non so cosa facessi lì, in quale città o contrada si trovasse l’albergo 
La mia Beyoncé era rimasta in camera e io, invece, mi aggiravo per corridoi e atri spaziosi, quando all’improvviso vedevo venirmi incontro un’altra mia fidanzata d'un tempo ancora più lontano
Lei non portava i segni degli anni: era come lo ricordavo al tempo in cui ci frequentavamo
Ci salutavamo con una certa emozione: era come ritornare indietro di qualche decina d’anni, o forse d’una vita intera 
Era un incontro casuale, eppure era come se fosse stato preordinato, come se ci fosse stata una forza superiore a condurci ambedue in quel momento e in quel luogo (la forza del destino, insomma) 
Con sé ha un modello di un verdognolo Incredibile Hulk ed anche del materiale da disegno, album per schizzi e pastelli oltre a numerose matite e strumenti per il disegno a china
Conversiamo seduti su un grande divano quadrato, senza spalliera, al centro d’un grande atrio 
È una rimpatriata, abbiamo tante cose da raccontarci 
Poi vedo arrivare la mia fidanzata più recente che si fa subito circospetta, non si avvicina e passa a distanza
Poi, se ne va senza parlarmi
La fidanzata più antica, nel mentre, si era discretamente allontanata per non creare interferenze, ma poi ricominciamo a chiacchierare 
É bello questi incontro 
Si attivano e vibrano vecchie corde 
Poi mi allontano e comincio a corricchiare, intraprendendo un lungo giro di corsa per un interminabile corridoio che percorre tutto il piano, che è a pianta quadrata
Il percorso è difficile e accidentato 
É come se ci fossero dovunque dei lavori di restauro e risistemazione in corso
Devo aggirare grandi cumuli di materiali abbandonati
E poi il pavimento è scivoloso di brecciolino e sabbia, mentre in altri tratti è sdrucciolevole, perché bagnato come se appena prima fosse passata una squadra di pulitori
In ogni caso, dopo aver percorso tutti i lati del quadrato, mi ritrovo al punto di partenza e lei è ancora là

Stiamo a chiacchierare un altro poco e poi per me arriva il momento di andar via 
Ho una grossa valigia e devo stiparci dentro un accappatoio ancora intonso (blu, il suo colore) 
Con molta goffaggine, apro diverse cerniere per trovare lo scomparto più adatto, dove inserire l’accappatoio senza dover disfare tutto il bagaglio 
Sono impacciato, mi muovo a vuoto senza ottenere il risultato desiderato 
Ma forse alla fine ce la faccio 
Viene il momento di congedarsi 
Saluto la mia vecchia fidanzata 
Smack smack 
Bacetti sulle guance 
Piccolo abbraccio pudico
E poi lei se ne va con l’incredibile Hulk che le penzola dalla mano a testa in giù 
Ora devo andare a cercare la fidanzata più recente, ma so già che dovremo discutere a lungo - e forse litigare- perché sicuramente avrà capito che s’era verificata questa irruzione del mio passato e ne sarà stata fortemente ingelosita
Conosco i miei polli, io

Dissolvenza

 

Raddoppio (foto di Maurizio Crispi)

2. Un sogno complicato, 
davvero notevole,
ma già la costruzione onirica 
si sta sfaldando, scricchiola e perde pezzi
Accadono come sempre molte cose
Tra le poche che ricordo
c’è una carrozza ferroviaria 
adibita a ristorante ed io sono lì 
a conversare con alcuni dei commensali
Tra essi vi è Francesco Corrao (FC)
con il quale, in particolare, mi soffermo
a parlare e a raccontare
Gli indico alcune particolarità della carrozza
su cui viaggiamo 
che ha, in sé, un valore storico
perché usava viaggiarci Francesco Crispi
(anche lui, in acronimo, FC)
quando era primo ministro 
e con le parole e le opere
si prodigava per trasformare l’Italia,
da poco unificata, in Stato
Egli usava viaggiare su quel treno
da un capo all’altro della sua Italia
e sul vagone teneva conferenze 
ad un pubblico attento e perspicace
All’estremità anteriore di quella carrozza
c’é infatti, visibile anche adesso, 
un piccolo podio
dove é collocato un leggio di lucido mogano,
sul quale egli poggiava i suoi appunti
che dovevano servirgli come traccia soltanto
visto che era un eccellente oratore
Così andavo raccontando ad FC

Per il momento, altro non ricordo

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29 marzo 2025 6 29 /03 /marzo /2025 08:36

Piccola composizione risalente al 28 marzo 2011
Ritrovata

Maurizio Crispi (28 marzo 2011)

Il moscone (dal web)

Un grasso moscone

ronza nella stanza

muovendosi senza meta

secondo imprevedibili traiettorie

 

Nel silenzio,

altrimenti totale,

mi tiene compagnia

 

Passano le ore

e mi sposto da una stanza all'altra

e il moscone mi accompagna

instancabile

implacabile

 

Anch'io, 

muovendomi per casa,

seguo le mie traiettorie, 

prevedibili e scontate

 

Io e il moscone

entrambi stanziali

 

Io non ronzo,

penso

 

Forse il moscone, con il suo ronzare,

dà suono ai miei pensieri

imprigionati

nella tana

 

Dovrei alzare quelle tende

aprire le finestre,

dare aria alla casa

e far sì che il moscone possa volare

libero nei cieli del mondo,

gustando la libertà,

nell'arco della breve vita

che gli è concessa

zzz

zzzzzzz

ZZZZZZZZZZ

zzzzzzz

zzz

 ...

zzz

 ...

z

...

Poi, il moscone cadde

stecchito a terra

A cosa era valso

tutto quel volare

ronzando?

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27 marzo 2025 4 27 /03 /marzo /2025 13:31
Selfie modificato (foto di Maurizio Crispi)

Per nascere son nato 
(come ebbe a dire un poeta, 
se non ricordo male)

Sono stato un bambino irrequieto
Passavo molte ore da solo 
oppure affidato alla nonna

E ne facevo di tutti i colori

Con grande energia lanciavo oggetti 
dalla finestra e dal balcone
(stavamo ad un primo piano)
non tirandomi mai indietro 
di fronte alle dimensioni degli oggetti da lancio
(sino ad arrivare all’entusiastica defenestrazione 
d’un piccolo desco e sediolina abbinata)
e non parliamo poi di ortofrutta varia
e di uova di cui amavo
l’effetto pirotecnico 
quando si spiaccicavano

Facevo esperimenti 
da piccolo chimico 
allo stato brado
Mescolavo, ad esempio, 
i dopobarba e i profumi di papà
E poi davo fuoco alle diverse miscele
(e talvolta il contenitore si rovesciava e colate di fuoco 
si spandevano per il pavimento)

Facevo con grande pazienza e solerzia buchi nei muri
Ero instancabile in questo

Prendevo i soldatini di piombo,
li mettevo in un tegamino e guardavo 
quei poveri cristi in divisa
sciogliersi al calore,
le loro fattezze disfarsi
in un un magma rovente
che poi, incautamente, 
mettevo sotto il rubinetto
e con l'acqua fredda il piombo fuso sfrigolava
lanciando attorno schizzi di metallo ancora semi solidificato
a temperatura ustione 

Forse un angelo benevolo mi proteggeva
Non mi sono mai fatto male

Una volta però, 
armeggiando con un paio di grosse forbici per scavare un buco 
nella pancia d’un cavallo di plastica,
mi sono conficcato una punta aguzza 
nell'eminenza tenar della mano destra
Ma ho fatto fronte bene
a quell’inatteso dolore
e soprattutto alla vista del buchetto
che si riempiva di sangue

E poi che altro?

Ero piuttosto stizzosetto 
e mettevo a punto tanti piccoli dispetti 
di cui la vittima designata 
era la collaboratrice domestica di turno
(che però mi proteggeva 
e non diceva mai nulla ai grandi)

Insomma ne facevo di cotte e di crude
Un piccolo giamburrasca, forse
(la mamma esitò a lungo 
prima di darmi una copia di Giamburrasca 
che ricevetti come regalo di prima comunione
E non a torto!)

Se allora fosse stato già vigente il DSM 5
sarei stato catalogato 
come un "non normale"
e avrei potuto essere 
incanalato in percorsi di cura 
(di distruzione, in verità)

Ma non mi è toccata questa sorte infelice
La mamma era di larghe vedute
(anche nel suo ruolo di insegnante)
e diceva sempre "Passerà"

Ho dunque esplorato il mondo, 
a modo mio

Ce l'ho fatta 
Ho raggiunto un livello di passabile normalità
sia pure venata di eccentricità,
ma con una fondamentale curiosità nei confronti del mondo,
con tempeste di piccole-grandi ossessioni
che hanno strutturato il mio modo di essere,
come la passione per i libri o i viaggi 
(sino ad un certo punto, poi la stasi)
o i miei periodi vigoressici
e la smania di accumulare maratone e ultra 
(che si è estesa per oltre un ventennio)

Insomma, 
si potrebbe dire proprio dire che io ce l'abbia fatta 
e sono ancora qua
a chiudere cerchi e ad aprirne altri 
e posso raccontare ciò che ho fatto
e ciò che ho visto,
fallimenti e conquiste,
colpi di scena,
transiti e piccole metamorfosi

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27 marzo 2025 4 27 /03 /marzo /2025 12:28
Squarcio di azzurro (foto di Maurizio Crispi)

Ha piovuto questa notte

Le strade sembrano più pulite adesso,  
umide dal recente lavacro 


Le foglie degli alberi sono ancora imperlate di minuscole gocce d’acqua

Grappoli di glicine sontuosi
spandono attorno
il loro profumo 
più intenso ed inebriante che mai


Squarci d’azzurro s’aprono tra le nubi,
e per essi occhieggia il sole


Ieri,
sembrava autunno,
un autunno fuori tempo,
con tappeti di foglie secche e rattrappite 
mosse da raffiche di un vento
inquieto e ominoso


Oggi, 
pare d’esser tornati in primavera


Da ovest 
minacciose armate di cumuli tempestosi
avanzano


Non ci resta che cogliere l’attimo

La meraviglia è nella transizione,
nel passaggio da uno stato all’altro

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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