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Mi sono iscritto ad un’enorme palestra, tecnologica, superattrezzata, con sale, salette, campi da gioco delle più diverse discipline, piscine e piscinette, saune, vasche per l’idromassaggio, e disposta su diversi piani, alcuni dei quali sprofondano sottoterra
Incredibile e fantasmagorica...
Ci vado per la prima volta
Ci vado vestito con il minimo, cioè a piedi scalzi e in costume da bagno
Entro, superando i controlli (e le relative barriere di sicurezza), e poi comincio a correre, lento e metodico, percorrendo senza fretta tutti i diversi spazi
Faccio avanti ed indietro
Su e giù
Alcuni degli spazi sono affollatissimi di altri frequentatori che, come me, corrono
Altrove, invece, gli ambienti sono del tutto deserti, grandi quanto immense cattedrali vuote e cavernose
Ogni tanto il pavimento, lavato di fresco, è scivoloso e devo ricorrere a tutta la mia abilità per non slittare malamente
Ma vado avanti
Percorro il circuito intero diverse volte, anche se, ogni volta, mi accolgono prospettive diverse e cangianti come se fossi all’interno di architetture disegnate da Escher
Potrei correre per sempre
Ma per ogni cosa umana c’è una fine, prima o poi
Penso che alla fine di questo mio allenamento sarà bello concedermi una bella doccia corroborante
Mi rendo conto di non aver portato con me nulla per tale evenienza, né bagnoschiuma, né telo da bagno, né accappatoio
Mi sento sconfortato davanti alle uniche alternative possibili: farmi la doccia e rimanere tutto colato, oppure tornarmene a casa, rinunciando al beneficio dell’acqua
Salus per Aquam
Dissolvenza
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