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15 settembre 2023 5 15 /09 /settembre /2023 19:51

Ho scritto questa nota di diario (e onirica, al tempo stesso), più di un anno fa, quando i miei sogni erano vividi e rigogliosi, e l'ho pubblicata nel mio profilo Facebook, dimenticandomi poi di trasferirla nel mio blog. La ripropongo adesso.

Il mio profilo facebook

Bus perigliosi

Ho sognato che dovevo condurre delle persone
per le vie di Palermo su un grosso furgone
Il sedile di guida era regolabile
e fornito di tutti i comfort 
per adattarlo finemente
alle caratteristiche anatomiche di ciascun conducente
Prima di mettermi alla guida
dovevo mettere a punto 
complicate regolazioni
sopra, sotto, di lato
Sembrava in verità più che il sedile d'un autobus
la postazione di un astronauta
con tutti questi dispositivi
adatti ad un guidatore professionista,
quale io non sono

 

Anche la partenza era complicata,
poiché dovevo disincagliare
il mio furgone da un altro automezzo
che era stato parcheggiato
a stretto contatto del mio

 

E cominciava l’avventura 
lungo le vie d'una città sovraffollata
e satura di mefitici vapori
per via della monnezza abbandonata
Il viaggio durava per poco tempo,
su questo mezzo
Ma l'avventura continuava
 

Sulla mia storica moto Guzzi Stornello cc 125

Infatti, di lì a poco mi ritrovavo alla guida d’una grossa moto
Non ricordo se con un passeggero a bordo oppure no
All’inizio provavo un grande impaccio
poiché da anni non mi trovavo in sella alla mia moto
(che se ne sta a prender polvere in garage)
Eppure dopo avere armeggiato un po’
ritrovavo l’antica verve
e iniziavo a divertirmi
con lunghi affondi d’acceleratore
e abbassando la moto in curva
Ma l’ebbrezza della velocità 
durava ben poco
Presto ero costretto 
a fare una snervante gimkana 
tra enormi cassoni
per la raccolta della monnezza
di colore verde scuro
Il nostro beneamato Sindaco 
ha comprato nuovi contenitori 
per la monnezza!
Che dio lo abbia in gloria!

- Gridava una voce fuori campo
Ed io pensavo: Che spreco di denaro pubblico!
Poiché, in verità, l’intero parco dei cassonetti
era già stato rinnovato pochi mesi prima
Non è certo fornendo ai cittadini 
dei contenitori più voluminosi
che si risolve l’annoso problema della monnezza 
Intanto, la gioia ritrovata 
della corsa in moto era sempre più rovinata 
dal fatto che dovessi destreggiarmi
tra questi enormi contenitori 
abbandonati in mezzo ai passaggi e alle carreggiate
assieme a quelli più vecchi e obsoleti
che ancora non erano stati ritirati 
e, in più, pareva che tutti quanti
si fossero riversati in strada 
travolti dall’ebbrezza 
di poter conferire i propri rifiuti
senza nessuna restrizione
 

Tutti in processione per smaltire
anche mobili fatti a pezzi,
materassilerci ed altri effetti letterecci,
enormi sacchi pieni di detriti di plastica

e persino i propri escrementi
raccolti nei pitali e nelle seggette

 

Allegria! Viva lo spreco!
 

Epperó che meraviglia riandare in moto!

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13 settembre 2023 3 13 /09 /settembre /2023 07:22
Shawn the Sheep in auto (foto di Maurizio Crispi)

Entro in una casa
(che non è la mia)
Non c’è nessuno
Tutto è stato lasciato in perfetto ordine
Mi ritrovo nella cucina
che è la prima stanza dopo l'ingresso

Comincio a cucinare
dei petti di pollo e delle patate
(quello che c’é)
Mentre il cibo cuoce
risistemo alcune cose,
aggiungendo un mio tocco personale
all’ordine preesistente
(come ho detto, perfetto e impeccabile)
Il cibo sfrigola nella padella
ed è quasi pronto
Si sta facendo molto fumo
Spengo il fornello
e cerco di arieggiare
Apro la finestrella della cucina
e poi mi sposto in fondo al corridoio
per spalancare la finestra del bagno
che, nella pianta dell’abitazione,
è in linea perfetta con la cucina,
all’altra estremità dell’appartamento
Mi muovo furtivo,
quasi fossi un ladro,
un ospite segreto 
che deve mantenere l'invisibilità
In bagno
trovo un bollitore acceso
(che ci fa un bollitore in bagno?
Magari è lì per consentire a chi abita in casa
di farsi un the, mentre è intent*
in altre operazioni...
),
con l’acqua quasi in ebollizione 
Il mio cuore comincia a stantuffare
(C’è qualcuno)
Mi giro e vedo una figura di spalle,
avvolta in un accappatoio blu stinto
che percorre il corridoio
Si gira all’improvviso

 

È…

 

È Ale!

 

Ciao Ale!
Ben trovata!
Volevo farti una sorpresa!
E mi era quasi riuscita!
Ma non potevo pensare che tu saresti arrivata
senza che io me ne accorgessi!
E la mia sorpresa
consisteva  nel farti trovare una pietanza pronta,
al tuo ritorno

 

Il solito birichino…
con quella faccia da monello!


(dissolvenza)
 

Il bello è che nei sogni possiamo essere qualsiasi cosa, possiamo andare nei posti più diversi, entrare nelle case altrui non visti, organizzare azioni complesse ed essere felici (o angosciati, a seconda dei casi). Non mi lamento mai dei miei sogni. Sono parte fondante della mia vita segreta.

Il bello è che nei sogni possiamo essere qualsiasi cosa, possiamo andare nei posti più diversi, entrare nelle case altrui non visti, organizzare azioni complesse ed essere felici (o angosciati, a seconda dei casi). Non mi lamento mai dei miei sogni. Sono parte fondante della mia vita segreta.

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11 settembre 2023 1 11 /09 /settembre /2023 09:28

Ambienti fatiscenti
Polvere, sporcizia 
Code interminabili 
Confusione
Sono in un ufficio tributi
Non riesco a capire bene
cosa devo fare
Sono tutti burberi,
poco comprensivi
vociazzanti, distratti

 

Finalmente trovo qualcuno di buon cuore
che mi aiuta a fare una ricerca
per capire quali tributi 
io debba pagare
Escono così delle indicazioni
scritte su dei foglietti di carta

 

Chiedo se adesso posso andare
Noooooo! mi dicono
Devi passare dallo sportello 
che si trova sull’altro lato della strada
e fare di nuovo la coda
Lì i tributi in questione
verranno messi a ruolo

 

Così abbandono questo purgatorio
fatiscente e pieno di polvere
per raggiungere un secondo purgatorio,
fotocopia del primo
Mi accompagna però 
uno di quel primo ufficio
che mi ha preso in simpatia 
(uomo di buona volontà,
raro a trovarsi)
e mi ha messo 
(per così dire)
sotto le sue ali
Infatti, nel secondo localo,
per via dei uffici del buon samaritano
salto la coda e vengo chiamato subito
Consegno i foglietti che mi erano stati dati
e aspetto fiducioso
Dopo un po’ l’impiegato ritorna
e mi consegna dei fascicoli
piuttosto corposi
Ecco, questo è tutto!, dice
E se va
Io rimango per un attimo perplesso
Poi, guardo meglio 
e vedo che i fascicoli
sono intestati ad associazioni
per me sconosciute
Ma chi sono costoro?
Cosa sono queste fantomatiche associazioni
con cui io non ho nulla a che fare?

Ritorno indietro al primo ufficio
(di nuovo un pellegrinaggio
da un purgatorio all'altro)
e chiedo a quello che era stato gentile
C’è stato un errore!
Questi non sono tributi miei!

Quello scuote la testa
e dice: Ormai sono stati messi a ruolo
a nome suo
E dovrà pagare!
Io non so altro
Forse ci sono altre vie,
ma dovrà consultare 
qualcun altro 
che sta in alto
per fare ricorso

Mi spiace!

 

Ma dove sono capitato?
In un universo kafkiano?

 

(dissolvenza)

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6 settembre 2023 3 06 /09 /settembre /2023 06:50
cielo con nuvole in Via Lombardia (foto di Maurizio Crispi)

Ero sull’orlo di una rupe
ricoperta dal verde fitto
della vegetazione selvaggia e rigogliosa
Sotto, ad un’infinita distanza, 
scintillava il mare di un’azzurro intenso
che a tratti sfumava in tonalità di verde smeraldo
Ed era - questa -
una visione meravigliosa e corroborante

Due poiane volteggiavano alte nel cielo
lanciando i loro fischi

 

Ero lì e guardavo in basso
Il mio cuore tremava
I miei piedi poggiavano
su d'una grande roccia 
piatta e rotonda
di duro granito
- un’ara sacrificale -
Il vuoto davanti a me mi respingeva
La visione del mare in fondo all'abisso
mi attraeva, con potenza
Mi pareva di sentire il canto ammaliante delle sirene
che lo abitavano
e i richiami dei cetacei


Sapevo che avrei dovuto lanciarmi
come altri avevano fatto prima di me
Era la prova suprema
Era il giudizio di Dio
Era il cimento ordalico
Era l’iniziazione
Ma indugiavo
Chi non lo farebbe?

 

Dietro di me qualcuno
- una presenza invisibile -
un mentore,
ma forse anche un sacerdote
bisbigliava parole rituali
mescolate con frasi d’incoraggiamento 
e ordini brutali, secchi e decisi

 

Eppure non mi decidevo 
a staccarmi dalla mia ombra
e a saltare giù 
Nel tempo sospeso dell’attesa trepida
guardavo il film della mia vita
alla ricerca di colpe ed errori da espiare
ma anche dei momenti più fulgidi
che mi sarebbero stati d’ispirazione


Mi sentivo del tutto solo;
alla resa dei conti, 
sotto il Cielo
e nello sguardo di un dio,
pietrificato nell'attesa
di un attimo eterno 
e del volo


(dissolvenza)
 

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4 settembre 2023 1 04 /09 /settembre /2023 08:00
Riproduzioni esercito di Qin (foto di Maurizio Crispi)

Cammino per le vie della città 
Cerco scorciatoie e passaggi
come soltanto colui che sa 
Cammino disegnando ampie traiettorie
e ghirigori
Sono un’artista del cammino
Sono indaffarato
Mi muovo perché ho motivo per farlo
Tutto l’opposto del flaneur
pigro ed indolente
che si affida al caso
nel decidere le sue rotte

 

Vado, 
le strade sono assolate
e sento il vento caldo
che batte sulla mia pelle
Arrivo ad un negozio di libri egizi ed esoterici
di cui sono cliente affezionato
E li il mio amico e il padre
accolgono i clienti
indossando armature di terracotta
fatte di grandi piastre piatte
collegate da stringhe di cuoio
Mi chiedo se ci stiamo comodi
Ma vedo che si muovono 
a proprio agio
senza nessun impaccio
Sotto indossano dei corpetti
di morbida pelle
Vorrei indossare anch’io
quell’armatura
ma - ahimè- non ne hanno altri esemplari

 

Sembrano così abbigliati
i guerrieri cinesi di Qin
di terracotta e a grandezza naturale,
l’armata a guardia di due mondi

 

(dissolvenza)
 

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3 settembre 2023 7 03 /09 /settembre /2023 08:08
L'albero e le mani (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato la mamma

 

Dovevo andare in ospedale 
e lei mi accompagnava in auto
Il viaggio era complicato
C’erano molti sensi unici nuovi
La città era irriconoscibile anche per me
Dovunque incolonnamenti fitti
causati da incidenti tra auto e moto
che cozzavano da tra loro a go-go
Un caos totale

 

La mamma guidava imperturbabile 
e m'infondeva fiducia
Le chiedevo di guidare io,
ma rifiutava
(decisa e determinata)
Mi diceva: Non ti preoccupare
In ogni caso, quando ti lascio,
dovrò pur andarmene da sola!
In ogni caso, soprattutto ora
che sono anziana,
devo allenarmi a fare tutto da sola
Quando arriverà il mio momento
di andarmene, 
sarò da sola
ad intraprendere il mio viaggio
Quindi, non stare lì a preoccuparti!
E non dispiacerti!
Lo sai bene che si è da soli,
quando si muore
Non pensare al mio viaggio!
Pensa al tuo di viaggio, piuttosto!
Pensa a vivere!

 

Il momento del parcheggio in ospedale 
è complicato
Non si sa quale sia l’ingresso 
all’area adibita alla sosta dei veicoli
e nemmeno le modalità di pagamento 
E ci sono anche carrozze e carri
trainati da cavalli
provenienti da qualche remota contrada Amish
Dopo molti tentativi, rinunciamo
e conveniamo che io scenderò al volo,
mentre la mamma continuerà a guidare
sino a casa
In effetti, mi lascia scendere
E la guardo, mentre si allontana
a bordo della sua 127 FIAT
verde-bottiglia
un po’ scolorita e consunta,
ma ancora pimpante 

 

In ospedale passo poi 
lungo tempo
a mettere a punto 
assieme ad altri
un complicato test percettivo visivo 
basato su una sottile distinzione
di diverse categorie del vedere  e del guardare
(ma, su questo, 
non ho molti altri dettagli)

 

In un differente momento del sogno
(o forse in un sogno del tutto diverso)
sono in banca
e parlo con un’impiegata 
dei modi in cui affronterò
dei grossi pagamenti che mi attendono
(e la cui scadenza è imminente),
senza richiedere un mutuo
La tizia sembra annoiata 
dal mio discorso
molto pedante e puntiglioso
Mi ascolta per pura cortesia
Poi, dopo avere sviscerato 
la rava e la fava di tutto,
mi rendo conto 
di avere sbagliato interlocutore

 

Improvviso satori:
mi rendo conto 
d’essere nella banca sbagliata
Non é l’agenzia
dove ho il mio conto camminante
Ma si può essere più stupidi di così?

 

(Dissolvenza)

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2 settembre 2023 6 02 /09 /settembre /2023 08:25
Cielo con nuvole (foto di Maurizio Crispi)

Notte opaca
Sonno inquieto
Niente schermo di sogni

 

Macinìo di pensieri sparsi,
frammenti senza capo né coda
A tratti, leggendo e scrollando

 

Ora é l’alba
e m’accingo a mettermi in movimento
per le consuete attività quotidiane
che nel loro ripetersi
fanno da protesi
a chi si sente come un sacco di patate


Un nuovo giorno
con la sua scansione temporale,
salvifica
Dove sono io?
Dove vado?
Da dove vengo?
Cosa voglio?
Le eterne domande
Tutto in fondo si riduce
a queste poche cose
Quattro quesiti in croce
semplici e complessi insieme
che contengono da soli
tutta una vita


Andiamo, via!
Dall’alba alla sera
Dalla sera all’alba
Un nuovo giro di vite
Ed é tutto qua, poi!
Tutto si riduce a questo
Fai questo
Fai quello
Gioisci
Piangi
Soffri
Gioisci ancora
Mangi
Bevi
Cachi e pisci
Dormi
Ripeti
Ripeti
Ripeti
sino alla fine del tempo
e dei tuoi giorni,
il più delle volte da solo
qualche volta in compagnia,
ma sempre da soli si muore

 

 

Nel sogno ho faticato duramente

Succedevano cose diverse
Facevo cose diverse
Poi la conclusione era sempre identica
Mi adattavo alla ripetizione
Anche se avrei desiderato
Evoluzioni diverse
Finali caleidoscopici
Cambiamenti
Ma se mi chiedete i dettagli
Quali fossero le cose che accadevano
Quali le cose che facevo
E quale fosse quella identica conclusione
Non saprei proprio dirlo
Rimaneva tutto sfumato nell’ombra
E adesso che sono uscito dal sonno
Ogni dettaglio s’è dissolto
All’infuori di quell’unica sensazione
La ripetizione
Ripeti
Vivi
Ripeti
Ripeti
E ancora ripeti
Ripeti
E poi muori

Maurizio Crispi (19 giugno 2024)

La ripetizione (elaborazione grafica con ChatGPT)

La ripetizione (elaborazione grafica con ChatGPT)

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1 settembre 2023 5 01 /09 /settembre /2023 06:20
La mitica buccia di banana (foto di Maurizio Crispi)

La mitica buccia di banana (foto di Maurizio Crispi)

Quella che vedete nella foto è la classica "buccia di banana", abbandonata per strada…
La buccia di banana è rinomata (un classico topos delle gag e storielle comiche nel cinema e nei fumetti) perché l'incauto che vi mette sopra il piede, mentre cammina, irrimediabilmente scivola rovinosamente a terra, facendosi anche mooolto, molto male, anche se per chi guarda l'evento dall'esterno lo scivolone ha qualcosa di intrinsecamente comico e che strappa la risata o un sorriso divertito. 
Sarebbe del resto lo stesso se si mettesse il piede su di una cacca di cane (lasciata esposta dal proprietario di un cane cittadino) particolarmente molle e ancora non rinsecchita dal sole.
Tutto questo è ovviamente riferito alle città, non certamente alle campagna dove è lecito (ed è possibile) trovare roba scivolosa sui sentieri che si percorrono.
Ma là non succede nulla. Sarà probabilmente, nelle città, a provocare i summenzionati incidenti, la combinazione dell'oggetto molle e scivoloso e il suo giacere su una superficie dura che non offre aderenza di sorta (come è appunto il caso dei marciapiedi rivestiti di cemento o di altri materiali)

Tuttavia oltre alla buccia "reale" nella quale ci possiamo sfortunatamente imbattere, ritengo che la buccia di banana abbandonata per terra abbia anche una sua valenza metafisica.
Ognuno ha - in fondo - la "sua" buccia di banana sulla quale prende prima o poi grandi scivoloni…
Quale sarà la mia?
Quale la vostra?

 

Il lapsus freudiano si può spiegare ricorrendo alla metafora dello scivolone sulla buccia di banana.

(Treccani.it) Per affrontare adeguatamente il lapsus forse ci può essere di aiuto la metafora dello “scivolone”, uno degli altri significati espressi dal termine latino. In genere lo scivolone è un evento con delle cause banali e degli effetti per lo più insignificanti (come il classico scivolone su una buccia di banana), che generalmente non richiede altro intervento al di fuori di un sorriso, ma che talvolta può indicarci, se accompagnato da altri segni, la presenza di una sottostante disfunzione (pensiamo all’esordio di una patologia neuro-muscolare), diventando quindi meritevole di un approfondimento.


 

Per questo motivo dire che "uno ha preso uno scivolone su di una buccia di banana" è anche un'espressione metaforica per dichiarare il fallimento di una costruzione di pensiero o di un'impresa ben congegnata per un nonnulla, come è appunto una buccia di banana.
Questa della foto, per fortuna, era stata misericordiosamente posta in alto.
Ma chi è davvero sfigato sarebbe capace di prendersi uno scivolone anche quando la buccia di banana - come in questo caso - viene messa in sicurezza...

La fisica dello scivolamento su una buccia di banana è stata studiata dagli scienziati giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai.
 Questi hanno misurato il coefficiente di attrito radente (μr) tra la buccia di una banana Cavendish e un pavimento in linoleum, che risulta essere di 0,07. Inoltre, è stato calcolato che l'angolo del passo, di solito di circa 15°, per non scivolare su una buccia deve essere ridotto a 3,8°. Per questa ricerca, gli scienziati giapponesi hanno ottenuto il Premio Ig Nobel per la fisica nel 2014.
Dal punto di vista biologico, gli stessi ricercatori giapponesi hanno scoperto che sulla superficie interna della buccia di banana sono presenti dei piccoli follicoli che se schiacciati sono in grado di rilasciare un gel lubrificante composto da polisaccaridi e proteine[1], che provoca la scivolosità della buccia di banana.

imprevisto di più o meno grave entità, che provoca un danno, una perdita: il ministro è scivolato sulla buccia di banana di uno scandalo.

Dizionario De Mauro

Quando New York aveva un grave problema di bucce di banana
E da lì viene il cliché dello scivolone.

New york e bucce di banana (foto d'epoca)

(Enrico Pitzianti, pubblicato il 05/08/2019) Avete presente la scenetta di qualcuno che scivola su una buccia di banana? È un cliché così diffuso che lo diamo per scontato, come se fosse sempre esistito, perché è tanto datato da sembrare quasi ovvio - ma al contempo privo di fondamento: chi mai scivola sulle bucce di banana nella realtà? Ovviamente nessuno.

Eppure in passato succedeva eccome. Sembra strano pensarci oggi, ma in una città come New York le bucce di banana furono un problema enorme, così grosso che il sindaco dell'epoca, Theodore Roosevelt (sì, proprio lui) dovette intervenire dichiarando "guerra alle bucce di banana". Disse proprio una frase del genere.

Per avere un'idea di quanto grande fosse il problema basta guardare un articolo che uscì alla fine dell'ottocento proprio in un importante giornale newyorkese, era intitolato: “Banana Peel Causes Death”, cioè le bucce di banana causano la morte.

Come mai tanta attenzione alle bucce di banana? Le cause erano molte: l'immondizia si buttava in strada, e non perché poi qualcuno sarebbe passato a raccoglierla (cosa che capitava molto raramente) ma proprio perché la strada funzionava da discarica. Erano altri tempi, è passato più di un secolo, ma la mentalità era così diversa, così ingenua, ignorante e disattenta alle conseguenze ambientali dell'azione umana (vi ricorda qualcosa?) che oggi appare quasi irreale.

Per leggere tutto l'articolo segui il link sotto

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29 agosto 2023 2 29 /08 /agosto /2023 06:33
Notte incombente (foto di Maurizio Crispi)

Il vento soffia lieve e fresco
nel giorno che si spegne
Le ultime retroguardie
delle centurie di nubi
che si sono inseguite
nelle ore di luce
senza mai soffermarsi
indugiano ancora
tinte di rosa sui bordi

 

Un cane in solitudine abbaia 
ossessivo la sua desolazione
e c'è anche un gatto che s’inarca di schiena
drizzando il pelo
e allargando le fauci 
da piccolo predatore
mentre fischia minaccioso

 

Si avvia alla sua conclusione
il terzultimo giorno d’agosto
Siamo sempre qua,
mentre le luci notturne 
prendono a pulsare

 

Attendiamo 
pieni di meraviglia
l’avvento della luna rosso-sangue

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23 agosto 2023 3 23 /08 /agosto /2023 05:35
In viaggio verso il tramonto (foto di Maurizio Crispi)

Conducevo un’inchiesta
Interrogavo alcune persone
su ciò che era capitato di vedere
su chi avevano incontrato
Nelle loro esperienze di quasi-morte
Cervo di ottenere molte informazioni
e davo a ciascuna di esse delle spiegazioni
Facevo quasi delle sedute di psicoterapia
a quelli che erano stati in punto di morte
ed erano tornati indietro
perché quello non era ancora
il loro momento
Nel sogno
ero un ricercatore
instancabile e curioso 
ma anche mi sforzavo di aiutare
coloro che avevano varcato 
la soglia dell’Aldilá,
a farsi una ragione
della loro esperienza
Poi arrivava uno
e mi portava una gran quantità 
di provìni fotografici B/N
(le preliminari stampe a contatto,
di cui, con l'avvento del digitale, s'è persa memoria)
che avrei dovuto esaminare
alla ricerca di conferme visuali
delle testimonianze che andavo raccogliendo e catalogando
E assieme ai provini 
arrivava anche la mia vecchia e gloriosa R4 rossa,
in perfette condizioni, 
che avrei dovuto usare 
per andar via da quel luogo
al termine della mia ricerca
Era come la ricomparsa d'una amica di lungo scorso
da tempo persa di vista, ma rimasta nel cuore

 

Il sogno era complicato
e pieno d’incontri
e altro non ricordo,
se non che io stesso
stavo viaggiando in auto
in un tunnel buio, senza luci
e che, all’improvviso,
non vedevo più nulla
Immerso in un'oscurità totale
(difficile da immaginare),
ero costretto a piantare i freni
per non andare a sbattere
e sentivo un formicolio sulla schiena
come anticipazione dell’impatto violento
dell’auto dietro contro la mia
Avevo la visione negli occhi della mia mente
di immagini da film,
auto accartocciata
auto in fiamme
tamponamento a catena
tunnel in fiamme
Ed invece solo stridore di freni
suono rabbioso di clacson
ed io che, ritornando alla realtà,
accendo i fari (spenti)
e riprendo ad andare
ad andatura lenta
perché sono frastornato
da ciò che è appena accaduto
e devo arripigghiarmi
Nel mentre rifletto 
che certamente,
se in questo frangente
non mi è accaduto nulla di male,
é perché qualcuno
dall’alto del Cielo
o dall’Altrove
o dall'Altroquando,
ha posato su di me
uno sguardo benevolo

 

Non è stato il mio momento
e dovrò fare l'acchianata al monte sacro
(oggi deturpato dagli incendi)
r accendere un cero votivo
alla Santuzza

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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