Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
12 settembre 2025 5 12 /09 /settembre /2025 11:38
Lo sparviero, la macchina volante ideata da Emilio Salgari nel suo "Il Re dell'aria"

Ecco che ho sognato, quando mi pareva che non avrei più dormito per il resto della notte

Un sogno complicato (come sempre) in cui accadevano tantissime cose, di cui ricordo solo frammenti
C'era una grande manifestazione sportiva all'aperto (di questo sono certo), in un grande parco dall'inusitata bellezza, in cui si alternavano ampie radure a piccole boschetti di essenze pregiate.

Io ero lì e conducevo con me un trabiccolo volante, costruito in materiali leggeri vivacemente colorati e dotato di grandi ali simili a quelle della libellula, iridescenti nella luce del sole

Me lo trascinavo appresso (con attenzione per evitare che qualche componente si rompesse) alla ricerca di un luogo adatto al decollo.

Le cose andavano per le lunghe
Sopraggiungevano di continuo dei contrattempi oppure c'erano degli incontri imprevisti con altri convenuti alla festa che desideravano parlare con me o che mi riconoscevano

A quanto pare ero una specie di celebrità

Il decollo mai avveniva tuttavia

Eppure mi sarebbe molto piaciuto librarmi alto nel cielo

Ogni tanto volgevo gli occhi in alto e con la mente mi perdevo in quell'immensità azzurra.

Poi, più avanti (il trabiccolo lo avevo depositato da qualche parte) entravo in un grande tendone, destinato alla ristorazione.

Lì c'era un banco per la mescita di bevande (un piccolo bar a tutti gli effetti che, per quanto provvisorio, mi sembrava attrezzatissimo e super-accessoriato)

giullare giulivo (dal web)

Dietro il banco vi era una grande specchiera che occupava tutta la parete di fondo e che dilatava enormemente ll fondale del tendone, ampliandone la prospettiva.

Ero colpito dal mio riflesso: improvvisamente mi rendevo conto di com'ero vestito.
In sostanza, come un guitto o un giullare di corte: indossavo un paio di pantaloni aderenti tipo fuseaux e della calzature eleganti ed essenziali a suola piatta e con la punta ricurva all'indietro, quasi si trattasse di babbucce orientaleggianti; sopra, una blusa dalle maniche sbuffanti, il tutto bicolore in giallo e verde brillanti, una fusciacca verde avvolta stretta attorno alla vita; a completare l'abbigliamento, poi, un berretto a strisce bicolori, con delle punte pendenti a cui erano attaccati dei piccoli sonagli che ad ogni mio movimento della testa emettevano un suono argentino come di cembali

Al banco vi era un mio amico (nonché antico compagno di scuola) che, nel vedermi, a stento mi riconosceva così conciato, per poi riprendersi dallo stupore e sorridermi affabile e accogliente, facendo finta di niente e non entrando nel merito del mio strano abbigliamento..

E qui il sogno finiva (almeno la parte che mi ricordo)

Il Grande Nibbio, ricostruzione fatta per il Museo Leonardo 3

Il Grande Nibbio è il nome attribuito da Edoardo Zanon a una macchina volante ideata da Leonardo da Vinci tra la fine del '400 e l'inizio del '500 il cui nome si rifà a quello dell'uccello, il nibbio reale dal cui volo Leonardo aveva tratto ispirazione[3] tenendo presente anche il pipistrello la cui membrana alare viene imitata nella copertura delle ali.

Leonardo si dedicò per lungo tempo alla impostazione teorica del suo ambizioso progetto di realizzare uno strumento per il volo umano: gli studî sul volo risalgono in parte al primo periodo del soggiorno a Milano, tra il 1486 e il 1490, e in parte al secondo periodo del soggiorno a Firenze, verso il 1505. Con una serie di appunti e disegni riportati nel Trattato delli uccelli, rimasto incompleto, Leonardo programmava la sua ricerca sul volo degli uccelli, che doveva essere propedeutica a quella sul volo artificiale: «Dividi il trattato degli uccelli in quattro libri, de' quali il primo sia del volare per battimento d'alie; il secondo del volo sanza batter l'alie, per favor di vento; il terzo del volare in comune, come d'uccelli, pipistrelli, pesci, animali, insetti; l'ultimo del moto strumentale» (Leonardo da Vinci, Manoscritto K, f. 3r).

Approfondito il concetto e la meccanica del volo, unendo natura e ingegneria, per la progettazione tecnica del Grande Nibbio Leonardo eseguì una decina di disegni di parti e componenti parziali della macchina riportati in diversi fogli del Codice sul volo degli uccelli nel quale manca invece una descrizione complessiva unitaria dell'apparecchio per il volo.

Da alcuni disegni tuttavia è possibile presumere che il meccanismo sia stato ideato come un'imitazione del volo battente: essendo questo però difficilmente realizzabile con i mezzi dell'epoca, Leonardo preferì sviluppare una macchina per un volo prevalentemente planato che prevedeva la presenza di un pilota di cui Leonardo s'ingegnò, con numerosi sistemi da lui disegnati, di ridurne lo sforzo e moltiplicare così il rendimento dei suoi muscoli.

Una tradizione non adeguatamente documentata narra del primo esperimento di volo che Leonardo avrebbe realizzato con il "Grande Nibbio". L'episodio fu preannunciato in una annotazione di Leonardo in scrittura sinistrorsa sull'ultima pagina del Codice sul volo degli uccelli risalente al 1505[6], dove profetizza che

«Piglierà il primo volo il grande uccello sopra del dosso del suo magno Cecero e empiendo l'universo di stupore, empiendo di sua fama tutte le scritture e groria eterna al nido dove nacque.»
(Leonardo da Vinci, Codice sul volo degli uccelli, III di cop.[7])

Il volo di prova con il prototipo sarebbe stato affidato a un suo collaboratore Zoroastro da Peretola, pseudonimo di Tommaso Masini[8], conosciuto dal maestro quando nel 1482 si mise in viaggio verso Milano alla corte dello Sforza accompagnato dal Masini, "meccanico e mago", da un tale Atalante Migliorotti musico, e dal Salai. Il volo sperimentale sarebbe avvenuto nel 1506 sul monte Ceceri, una collina nel comune di Fiesole. La macchina volante lanciata nella vallata avrebbe planato per diversi metri prima di schiantarsi a terra. Nell'urto Masini avrebbe riportato una frattura alle gambe.

Otto Lilienthal in un volo planato (Wikipedia)


In tempi più recenti Otto Lilienthal (1848-1896), che ebbe come ispirazione per la costruzione della sua macchina volante il volo degli uccelli, probabilmente utilizzando lo stesso metodo di analisi e sperimentazione di Leonardo, riuscì a compiere con successo migliaia di voli librati fino a quando caduto nell'ultimo volo di collaudo per le ferite riportate perse la vita[1][10]. Una versione del Grande Nibbio è stata realizzata dal Centro ricerche Leonardo 3 e nel 2009 è stata esposta nel Museo di storia naturale del Mediterraneo[4]. Dal 2013 la macchina è esposta nella mostra permanente Il mondo di Leonardo di Milano.

 

Il grande nibbio. È la macchina volante più progredita che Leonardo abbia mai immaginato. Nei suoi manoscritti, il Genio non si limita al solo aspetto costruttivo, ma spiega chiaramente il modo in cui la macchina debba essere pilotata.

La macchina raggiungeva un'apertura alare di circa trenta braccia, equivalente a circa 18 metri. Le grandi ali si innestavano ai lati dell'abitacolo che ospitava il pilota in posizione verticale, seduto su una sorta di seggiolino.

Il grande Nibbio

 

Condividi post
Repost0
11 settembre 2025 4 11 /09 /settembre /2025 06:21

Stanco
Stancuccio
Stanchino
Ho dormito sodo
come un uovo sodo
Ora apro la mente
al nuovo giorno

Pronto sì,
pronto no
Pronto?
Son pronto,
eppur mai pronto

Vado all’arrembaggio
armato di spadone
(o di possente durlindana),
il pugnale tra i denti,
il fuoco negli occhi

Flight and fight
Fright and flight
A smart knight in a tight,
so bright

Right
Right
That’s the light
over me,
over me

Maurizio Crispi (9 settembre 2025)

The light over me (foto di Maurizio Crispi)

The light over me (foto di Maurizio Crispi)

Condividi post
Repost0
8 settembre 2025 1 08 /09 /settembre /2025 05:41
alba siccitosa (foto di Maurizio Crispi)

Le montagne si fanno 
sempre più gialle e aride,
desolate
sotto il martello impiacabile del sole
Persino la chioma degli alberi
ha perso brillantezza
I pozzi e le falde si prosciugano

Siamo tutti assetati,
desiderosi di ricevere
la benedizione dell’acqua
che mai arriva

Ogni giorno scruto
il cielo e le nuvole
Meteobilli è un vate
e il più delle volte ci azzecca
Ma consulto anche gli aruspici 
e gli sciamani,
per non parlare dei rabdomanti

Sogno di fare una danza per la pioggia

Aspettiamo
Aspettiamo

Le foglie pendono dagli alberi
bruciate dal sole,
ustionate

Vedremo
cosa accadrà domani

Voglio poter vedere presto
la benedizione dell’acqua
che intrida la terra
e dia vita alla vita che muore,
prima che si faccia troppo tardi

Voglio potere sentire nelle narici frementi
il dolce petricore

Presto, prima che sia troppo tardi!

Condividi post
Repost0
7 settembre 2025 7 07 /09 /settembre /2025 07:51

C'era l'eclissi di luna ieri notte
Me ne sono ricordato
Quando sono andato a guardare
la luna piena era quasi scomparsa del tutto
Una buona parte del disco lunare non si vedeva più,
inghiottita dalla tenebra
mentre la parte restante era pervasa
da cupo rossore,
evocante il rosso del sangue


Poi, dopo un poco, sono tornato a guardare
e ho visto che solo un piccolo spicchio
- molto netto e definito -
aveva ripreso a splendere con il consueto bagliore
Mi ha colpito molto quel cupo rossore
dell’eclissi quasi al suo acme
Ho pensato a quanto gli uomini antichi
potessero essere impressionati da questi fenomeni,
presagi funesti annuncianti sciagure e calamità

Alba ad altavilla (artefatto) - foto di Maurizio Crispi

Sono
Non sono

Sano
o forse insano

Non più giovane
Vecchio, forse
Esaurito dalla ripetizione
Eppure sempre curioso
Voglioso di andare avanti

La vita è una marcia continua,
un lungo, interminabile, cammino
Si va avanti lungo una strada tracciata
A volte, la strada si perde nel nulla
Allora, bisogna improvvisare per ritrovarla
Occorre costruire gli strumenti di navigazione
Oppure orientarsi con le stelle,
come facevano gli antichi naviganti

C’è sempre l’alternativa
di abbandonare la via maestra
seguendo l’estro e la voglia
per esplorare qualcosa di inaudito 
e mai visto
E questo può sempre accadere,
sino all’ultimo battito d’un cuore stanco

Cammino e cammino
Ogni tanto dimentico di respirare
e poi espiro rumorosamente
Il respiro irregolare esprime bene
la fatica e la lotta,
ma anche la tensione

E siamo qui
ad inseguire con lo sguardo
una nuova alba

Condividi post
Repost0
6 settembre 2025 6 06 /09 /settembre /2025 05:54
selfie sfuocato

Succedono molte cose in questo sogno

Sono in un palazzo antico le cui mura hanno uno spessore ciclopico
C’é una nicchia profonda scavata nel muro e ha la capacità di accogliere anche tre persone
È come una piccola stanza scavata nello spessore del muro
L’accesso alla nicchia non è facile
É sopraelevata e per potervi entrare bisogna sollevarsi a forza di braccia
All’interno c’è già un’occupante che guarda fuori attraverso una finestrella ad occhio di bue che s’apre nello spessore del muro
Vorrei inerpicarmi e salire, ma non è cosa semplice, visto che ho con me tutta l’attrezzatura fotografica
Ci tento più e più volte, sforzi inani, perché ogni volta ricado pesantemente a terra
Dovrei salire su, perché il mio compito lì è costruire una documentazione per immagini
Poi sono su - e non so come ci sia arrivato - e scatto numerose foto
Mi sporgo con la testa fuori dalla finestrella ad occhio di bue e cerco di scattarmi un selfie, ma non è agevole, perché non c’è abbastanza spazio per tirare fuori un braccio che regga l’apparecchio fotografico
Poi a questo punto compare nella nicchia un terzo personaggio, uno psicologo di nome Oighen e facciamo un po’ di conversazione anche se lo spazio è veramente angusto e dobbiamo stare pigiati uno sull’altro come sardelle in scatola
Usciamo fuori dalla nicchia e percorrendo un lungo corridoio fiancheggiato da mura titaniche giungiamo ad un corte interna dove vi è, a vista, un poderoso sistema di enormi tubature di cotto chiazzate di muschi e licheni che servono allo smaltimento delle acque nere reflue dall’intero palazzo
Si sente infatti una vibrazione sonora che proviene da quelle tubazioni è un chiocchiolio allegretto di acque che scorrono
Sembra di essere in una valle montana, penso, anche se dalle commessure dei diversi segmenti delle tubazioni di cotto non perfettamente saldate fuoriescono miasmatiche esalazioni
Fotografo tutto quanto
Questo sistema fognario a cielo aperto possiede indubbiamente un suo fascino
Mentre fotografo tuttavia, tale è la puzza che devo turarmi il naso


Dissolvenza

La città di Amelia, difesa a nord da uno sperone roccioso, è circondata quasi interamente da un’imponente cinta muraria che oggi appare come la somma di tecniche e stili differenti, raccontando nella sua stratificazione secoli di rifacimenti, ricostruzioni, restauri e ampliamenti del sistema difensivo della città.  Le mura amerine rappresentano una delle emergenze monumentali e archeologiche più imponenti della città, nonché un importante esempio di opera poligonale, tecnica costruttiva che prevede la realizzazione di un paramento murario costituito da grandi blocchi di calcare dalla forma irregolare. I blocchi sono sovrapposti uno sull’altro senza l’utilizzo di malta e la stabilità del paramento murario è garantita esclusivamente dal peso di queste enormi pietre.

La città di Amelia, difesa a nord da uno sperone roccioso, è circondata quasi interamente da un’imponente cinta muraria che oggi appare come la somma di tecniche e stili differenti, raccontando nella sua stratificazione secoli di rifacimenti, ricostruzioni, restauri e ampliamenti del sistema difensivo della città. Le mura amerine rappresentano una delle emergenze monumentali e archeologiche più imponenti della città, nonché un importante esempio di opera poligonale, tecnica costruttiva che prevede la realizzazione di un paramento murario costituito da grandi blocchi di calcare dalla forma irregolare. I blocchi sono sovrapposti uno sull’altro senza l’utilizzo di malta e la stabilità del paramento murario è garantita esclusivamente dal peso di queste enormi pietre.

Condividi post
Repost0
30 agosto 2025 6 30 /08 /agosto /2025 10:29

C’è questa panchina in ombra
al margine di assolato giardinetto
e parco giochi,
squallido e invaso dai rifiuti
L’occupante della panchina
è indifferente
alla calura e alla trascuratezza
Con il suo Smart Phone,
forse in videochiamata,
é in contatto con l’Altrove,
con la sua realtà di origine
cui nostalgicamente
tende sempre il suo cuore migrante

Maurizio Crispi (28 agosto 2025)

Panchina del migrante (foto di Maurizio Crispi)

Panchina del migrante (foto di Maurizio Crispi)

Condividi post
Repost0
29 agosto 2025 5 29 /08 /agosto /2025 07:34
Gabriel in villa

Oggi c’è caldo, 
ma caldo caldo,
un caldo denso e sciropposo

Sembra che qualcuno 
abbia lasciato acceso un phon gigante

Mexico, Mexico, 
ma senza nuvole

Andiam andiamo

Portiamo a spasso il Black

Passeggiando pare di nuotare
in un mar di Melassa 

La villa, intesa come giardino,
è deserta,
all’infuori d’una signora Massa
che rotola nella melassa
suonando la grancassa

È difficile trovare una panca
che non sia rovente come una graticola
Poi ce la facciamo, infine
É una panchina litotica  
che è stata all’ombra d’un ulivo stento
per buona parte del pomeriggio afoso
ma è ancora calda abbastanza 
per poterci cuocere un ovetto
E mi accomodo lì 
Black ai miei piedi (sotto la panca)

Mosche e zanzare che ci assaltano agguerrite,
affollandosi  vogliose sul tartufo del Black,
affollanti e assillanti, per quanto non permessanti
Gabriel gioca attorno
con il pallone da basket
e rompe come un ossesso
l’idilliaca quiete
Tum tum tum
Bum Bum TUM
Tum tum tum
Bum Bum TUM
Tu-Tum-tu Tum-tu


Ogni tanto il terreno vibra e rimbomba
come se ci fosse il vuoto sotto,
la promessa d’una Terra Cava
Tum tum tum tum-tu
Tum tum tum tum-ta


E poi?
S’apre la terra
come una bocca enorme,
sdentata e sbroccata
e ci inghiotte in un sol colpo 
con un sonante rutto finale
(BURP!)
assieme a mosche e zanzare
affollanti e assillanti, per quanto non permessanti
E poi riprende il picchiettio
e così pure il sonoro rimbombo

Nada!
Nada de nada!
Nulla accade! 
Se non il fatto che ci alziamo
dalla panca di pietra
e camminiamo lenti 
nella calura sciropposa
per rientrare al riparo 
alla ricerca del fresco perduto
in attesa di notte senza sonno

      

Questo scrissi, osservando una piccola collezione di foto da spiaggia, realizzate dalla mia amica Tiziana Torcoletti, artista e fotografa.
L’autrice sollecitó dei commenti a queste foto ed io scrissi ciò che mi veniva in mente
Mi piacque ciò che scrissi e misi assieme i diversi commenti
Ed ecco il risultato

Maurizio Crispi (8 agosto 2025)

Una giornata al mare

 

Al mare (foto di Tiziana Torcoletti)

Una giornata al mare
piena di sole caldo
cosparsa di sabbia fine e dorata
a profusione 
Tutti sono andati a celebrare
Ognuno ha portato qualcosa
per far festa

C’é uno che é in due
e uno dei due 
è a testa in giù

C’é un vu cumprá
solerte e frettoloso
e trasporta un enorme tabellone 
carico di oggetti disparati
occhiali di plastica
braccialetti 
collanine
mezzanine e ciabattine

Poi c’è anche l’ombrellifero
che offre ombrelli e infradito 
ad un ottimo prezzo,
da mezzo stordito

E c’è quello che porta con sé
degli strani tubi rossi flessibili
per lanciarli e poi riprenderli
con acrobatici salti

Ma i più esotici sono questi due

Un venditore di nuvole belle e candide 
ed anche il venditore di aria in buste

Quelle nuvole 
d’un bianco abbacinante
pendono dal cielo blu
neghittose ed invidiose
al tempo stesso 
e vorrebbero impossessarsi di quei meravigliosi oggetti ripieni di aria

Siamo qui, siamo noi,
alla fine, solo noi
e temiamo coloro 
che portano doni


Io vorrei contrattare il prezzo
con il venditore di nuvole cortese
e portarmi a casa 
la più bella nube candida
e metterla nel mio salotto
e magari godere ogni tanto
di una pioggerellina domestica 
on demand
Con il caldo del solleone, 
è proprio quel che ci vuole

Foto di Tiziana Torcoletti, per gentile concessione
Foto di Tiziana Torcoletti, per gentile concessione
Foto di Tiziana Torcoletti, per gentile concessione
Foto di Tiziana Torcoletti, per gentile concessione
Foto di Tiziana Torcoletti, per gentile concessione

Foto di Tiziana Torcoletti, per gentile concessione

Condividi post
Repost0
23 agosto 2025 6 23 /08 /agosto /2025 03:05

Sono stato irrequieto, viaggiatore, vagabondo
Adesso sono statico ed immobile
L’altra faccia di una stessa medaglia
Viaggio con i libri e nei libri
Viaggio nei miei sogni
Sono beffardo
Pratico l’auto-sberleffo
Raramente mi prendo sul serio
Buffoneggio
Sento di essere come un ragazzino,
come un Peter Pan che ha smesso di crescere
Lascio che i giorni e le notti
mi scorrano sulla pelle
Preferisco essere un dormiente
che non uno attivo e propositivo
Guardo il mondo dal balcone di casa
o dalla finestra
E questo é tutto

Maurizio Crispi, recuperato (23 agosto 2022)

Ma in realtà è un duplicato
Il piccolo brano lo avevo già pubblicato, ma con altro titolo

Non mi prendo mai troppo sul serio

Non mi prendo mai troppo sul serio

Condividi post
Repost0
22 agosto 2025 5 22 /08 /agosto /2025 00:45

Questo scrissi, pensando all’avvicendamento dei pazienti nella Comunità in cui già lavoravo da più di un anno, osservando me e gli altri dopo il commiato da un paziente che era già stato residente in CTA per diversi anni e che, per raggiunti limiti di tempo, era stato trasferito in altra struttura protetta

Maurizio Crispi su FB, il 29 settembre 2024

Murale con tecnica mista su superficie metallica (foto di Maurizio Crispi)

Arrivano

Stanno per giorni, mesi, anni

Poi vanno via

In un sol colpo,
in un battito di ciglia,

vengono dimenticati

come se non fossero mai esistiti

Sono i passeggeri di un treno
che, non appena alla loro fermata

ne discendono,

se ne vanno 
portando con sé il proprio destino
non lasciando alcuna traccia
nella memoria di quelli
che, invece, proseguono il loro viaggio
L’allontanamento di coloro
che hanno abbandonato la partita

ingenera nei viaggiatori restanti 
un oblio immediato e totale,
anche se, durante la loro permanenza,

fiumi d’inchiostro e di parole

sono stati riversati

per fissare gli eventi
e poterne dare testimonianza

Chi scende 
non è più di competenza di chi rimane
Altri salgono a bordo
Un posto che si libera
subito viene occupato 
I viaggiatori nuovi giunti
racconteranno le proprie storie
Avranno i loro momenti
Richiederanno supporto e contenimento
Riceveranno attenzioni,

parole e pillole e cibo

Non c’è più tempo 
per pensare a coloro che non ci sono più  
Avvicendamento
Ricambio
Via il vecchio
Ecco il nuovo
Via uno, avanti un altro

Ma poi è sempre la stessa storia
Non c’è tempo per il ricordo,
non c’è proprio tempo

Anche se il viaggio continua

per tutti coloro che sono

nella stessa barca

Non c’è mai abbastanza tempo

Chi scende viene archiviato

Di sé lascia solo una vita d’archivio

conservata in un veccho faldone polveroso

Condividi post
Repost0
18 agosto 2025 1 18 /08 /agosto /2025 02:47

Stavo scrivendo un qualcosa, utilizzando la funzione dettatura. Nel mentre si è attivata una conversazione con Ale e il dispositivo ha continuato a trascrivere, ma senza il mio assiduo controllo.
Ecco il risultato finale

Maurizio Crispi (18 agosto 2024)

Visione distorta (foto di Maurizio Crispi)

Che c’è?
Il 18 agosto nasceva il disonorante
Che?
Il Bosco di Mara che schifo botta sta bruciando un sacco di legna.,,
Marabotta?
Ma cosa hai detto prima che il 18 agosto nasceva il Samo Morante?
Il Nano Morante? 
Queste righe che hai fotografato 
Quali righe? 
L’immagine è stata caricata, a quanto pare, difettosamente 
Il 18 agosto é nata Elsa Morante! 
Elsa!
Ah! Ho capito!
Ormai mi arrivano soltanto le notifiche di gruppi a cui sono iscritta
Cosa? 
Non mi arriva più niente dagli amici 
Dimmi qualcosa!
É morto Alain Delon? 
Perché non parli?
Dimmi qualcosa! 
Mmmmmmm…
Come che hai detto?
Sto scrivendo un sms!
Il resoconto dell’incidente che hai avuto… Perché? Non l’avevi mai letto?
Quindi, non te l’ho mai fatto vedere 
Mai e poi mai!
Boh! Questo non lo so! 
Certo! cemento, memento, ma questo incidente è terribile: c’era la mini minor che aveva spostato un SUV di parecchi metri
Vedi che schianto! 
A quanto doveva andare?
Con la mini? 
Perché questi qui corrono tutti 
Diciamo che se l’é andata a cercare, di corsa in fronte alla morte 
Secondo me, almeno a 100 all’ora!
No, di più! 
Sparso attorno alla macchina c’era il contenuto di un sacco di McDonald’s 
Aveva fretta di arrivare a casa di amici…
per mangiare qualcosa in compagnia
Una vicina ha sentito il botto, solo lei, e ha chiamato l’ambulanza 
Io sono arrivato poco dopo che il fatto era accaduto 
Sì, era successo poco prima
No, non mi hanno mai aggredito
Quando è successo?
Con il cane mi pare difficile 
Sì, non so, però devo vedere qual’è la data di questo fatto, dell’incidente intendo, che descrivo 
2010! 
Allora, se è il 2010, c’era Frida! 
Una berretta berretta
Di quale berretta parli?
C’era il bel lettino e ora non c’è più 
É vero! Dobbiamo  farlo riparare!
In autunno chiameró il coreano!
Lo facciamo sistemare

 

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth