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22 maggio 2025 4 22 /05 /maggio /2025 06:37
Cilo, nuvola e foglia (foto di Maurizio Crispi)

Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo

Cerca di viverlo bene, 
al massimo delle tue possibilità 

Viverlo bene
non significa ergersi
davanti ad ogni ostacolo
come un eroe invincibile e onnipotente,
con hubris e arroganza,
ma con la serenità e la calma

Qui vale ad aiutarci 
la preghiera della serenità
tanto citata a proposito di AA

Siamo sempre qui: 
non deve esserci trionfo 
in questa affermazione,
ma solo riconoscenza
e rimpianto per coloro che non ci sono più 
e che non ce l’hanno fatta
per età o malattia o imprevisto incidente

Ogni giorno diciamo grazie
per il semplice fatto di ricevere 
la possibilità di continuare ad esserci 
ancora per un giorno
e ringraziamo anche per i semplici doni 
che ogni giorno ci porta

Domani si vedrà 

Ciò che conta davvero è oggi
Facciamo ciò che possiamo fare oggi
Viviamo con gioia

É questo uno dei modi per dire grazie 

Viviamo anche nell'oggi
senza rassegnazione e senza nostalgia,
cercando di arginare
il peso troppo schiacciante della memoria
e l'ingombro di forme eccessive di desiderio

Oggi, stiamo nell’oggi

Domani si vedrà

 

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20 maggio 2025 2 20 /05 /maggio /2025 09:35
Bambola disarticolata (foto di Maurizio Crispi)

Sto partecipando ad una grande corsa su di un circuito che si deve ripetere più volte
Il percorso di ogni singolo giro è accidentato, pieno di difficoltà, con numerosi punti di svolta a gomito e passaggi ardimentosi.
Si sale e si scende di continuo 
Poi, ad un certo punto, si entra all’interno di un grande centro commerciale e si deve passare di lì fino al punto dove sono collocati i ristori e la zona di neutralizzazione
Poi si riprende ad andare e si torna all’esterno 
E così per tante volte 
(potrebbe essere un'ultramaratona a tempo su circuito, la cui organizzazione - da quel che ricordo del sogno - è di due ultrarunner che ben conosco, nel sogno e nella vita)
Ricordo che la fatica nelle mie gambe si faceva immensa, soprattutto dopo il passaggio al coperto e quando riprendevo a correre, dopo la sosta per rinfrancarmi e rifocillarmi, sentivo che erano come di cemento e facevo fatica a sollevarle e farle girare come si deve
In un certo momento della gara, mi ritrovavo all’interno d'una stanza e qui frugavo alla ricerca di qualcosa
Aprivo una scatola di cartone, tipo quella in cui sono contenute le merci acquistate su Amazon, e estraevo il suo contenuto per esaminarlo: ed era costituito da una grande varietà di DVD e CD musicali
Alcuni li trovavo interessanti e li mettevo da parte: avrei voluto portarli con me durante la parte di corsa che ancora mi restava, ma poi mi ricredevo e li riponevo di nuovo nella loro scatola, ripromettendomi di tornare a prenderli dopo la cerimonia delle premiazioni
Poi riprendevo a correre, di nuovo con quella sensazione di fatica infinita e le gambe pesanti 
Mi si è affiancato uno che mi dava da parlare, mi sbeffeggiava e interferiva con la mia corsa, urtandomi e mettendosi in rotta di collisione con me
Cercavo di evitare la distrazione e il contatto, ma quando il tizio si è fatto il più insistente, non potendone più, l’ho attaccato a sorpresa, facendolo cadere per terra come una bambola disarticolata e proseguendo, infine, nella mia corsa indisturbato

Dissolvenza

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17 maggio 2025 6 17 /05 /maggio /2025 10:21
Selfie con le nuvole (foto di Maurizio Crispi)

Nuvole e palme
Alberi e nuvole
Nuvole e visitors

Stanchezza abissale
Dove son io?
Nel cielo?
Nelle nuvole?
Svolazzante come un fantasma
tra le chiome degli alberi?
C’è un’inesausta ricerca di senso
che mai trova risposta

E si va avanti così 
guardando il cielo
e gli alberi
e le palme
e le nuvole cangianti
che si rincorrono
che si fondono
e che si separano
per poi sparire
e poi riaddensarsi

Ognuno scrive il proprio destino
C'è chi, invece,
pensa illusoriamente di subirlo,
ma così non è

Mi ritiro in buon ordine
alla ricerca del morfico,
rassicurante abbraccio di Morfeo

Domani è un nuovo giorno
Nuovi alberi
Nuove nuvole
Nuovi cieli
Nuove palme svettanti
mi attendono
e persino una piccola coccinella
che indugia pensosa
nell'incavo di un ramo

(foto di Maurizio Crispi)
(foto di Maurizio Crispi)
(foto di Maurizio Crispi)
(foto di Maurizio Crispi)

(foto di Maurizio Crispi)

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16 maggio 2025 5 16 /05 /maggio /2025 06:06

Esattamente un anno fa trascrissi questo sogno

Maurizio Crispi (16 maggio 2024)

Aiutooo! Fatemi scendere (foto di Maurizio Crispi)

Faccio parte di una squadra investigativa che deve raccogliere degli elementi per incastrare un pericoloso boss della mafia
Nel corso della mia attività devo operare sotto copertura e mi ritrovo a far parte del gruppo di scherani che vengono mobilizzati per proteggere il boss nei suoi spostamenti 
Il boss richiede un’obbedienza assoluta ed è afflitto da una spiccata paranoia (che é poi la paranoia del potere) e, quindi, controlla tutto e tutti, instancabilmente, incessantemente
L’inchiesta raggiunge un importante punto di svolta grazie al lavoro svolto da noi che siamo gli infiltrati speciali: è stato raccolto un importante dossier che contiene tutti gli elementi atti ad incastrare il boss e i suoi luogotenenti
Ciascuno di noi non conosce l’identità degli altri agenti sotto copertura
Mentre si sta arrivando a questo importante risultato, la sospettosità del boss è aumentata a dismisura 
Dietro i suoi imponenti occhiali da sole con impenetrabili lenti a specchio controlla tutto e tutti, e sembra che stia sempre lì a fissarti con uno sguardo invisibile
Stiamo ritornando In aereo nella città di residenza del boss: il volo di è quasi concluso e ho gli ultimi minuti del volo a disposizione per sottrarre delle carte importantissime ai fini dell’inchiesta 
Tra le mani tengo un fascicolo dal quale devo sottrarre dei documenti
Si tratta di estrarli da una busta trasparente di plastica, separarli da altri con cui sono spillati e velocemente intascarli, con destrezza
Le mie dita però sono impacciate, perché il boss è seduto un paio di fila dietro di me e ho l’impressione che mi osservi minacciosamente 
L’operazione é a rischio di fallire 
Ho paura di essere beccato e, di conseguenza, punito se non ucciso
Poco prima il boss aveva dato del filo da torcere ad uno dei suoi (mi chiedevo se anche costui non fosse sotto copertura), perché non aveva fatto correttamente l’elenco delle voci di spesa, entrate ed uscite, e delle relative destinazioni d’uso delle somme di denaro
Il boss controllava meticolosamente una voce alla volta, poi sollevava lo sguardo (sempre mascherato da quei possenti occhiali scuri) e fissava implacabile quel meschino
E il poveretto tremava
All’ultimo sguardo si era anche pisciato addosso, aspettando la parola (o il gesto) fatale

Ed io mi immedesimavo e tremavo con lui

Ed ora avevo paura che la stessa sorte potesse capitare a me 

Aiutoooo, voglio scendere!

(Dissolvenza)

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13 maggio 2025 2 13 /05 /maggio /2025 11:02
Cattedrale di Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Piazza Sett’Angeli

Giorno assolato di maggio

Le solite palme
Le solite torri turrite,
un po' smarrite 
nell'immenso blu
Il venditore di souvenir 
per turisti dalla bocca buona
Le solite nuvole 
tipiche d’un giorno trés sciroccoso
in strane forme lenticolari
evocanti astronavi aliene
in visita dallo spazio profondo

Nel giardinetto incementato e assolato,
senz’ombra e senza malombra
una turista un po’ depassée
in décolleté 
prende il sole
accomodata e agghindata
su rustica panchina

Io vago,
divago
e osservo

Mi impegno a fondo
nella quotidiana sfida
del flaneur metropolitano

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

Triste abbandono

Occhioni spalancati
che guardano nel nulla

Dove sono finito,
sembrano dire,
Cosa mi aspetta?
Chi si prenderà cura di me?

Maurizio Crispi

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11 maggio 2025 7 11 /05 /maggio /2025 13:51
Cave canem (foto di Maurizio Crispi)

Cammino
all’interno d’un grande appezzamento
di terreno incolto,
circondato da alte mura possenti 
su due lati
lunghi quanto un campo di calcio
(e forse di più)

Su di uno dei lati corti
(che è poi quello da cui provengo)
c’è un edificio fatiscente
adibito a dubbio luogo di ristorazione
(che deve aver visto giorni migliori)

Il quarto lato,
quello verso cui procedo,
é aperto verso il mare
che s’intravede nella distanza
azzurro e scintillante
Una visione da sogno
che contrasta con lo squallore 
di questa corte interna, 
invasa dalla crescita selvaggia di male erbe
e ingombra di rottami e sfabricidi,
attraverso cui io incedo

Il fido Black mi precede, 
non al guinzaglio stavolta
Trotta gioiosamente 
e fa grossi balzi
Caracolla come un puledro imbizzarrito ed eccitato,
nevrile,
o forse si tratta soltanto 
di giovanile energia
e naturale impetuosità 
Poi lo vedo scivolare 
dentro una grossa buca fangosa
da cui sembra emergere
la testa di un toro lì abbandonato,
forse morente
Penso allarmato 
che quella buca possa essere 
una trappola di sabbie mobili
(ed entro in allarme per Black
nell’eventualità che venga catturato
da quella insidia letale)
ma sono al contempo infastidito
al pensiero che lui,
seguendo la sua natura
ferina ed ancestrale
possa indugiare a rotolarsi
con goduria
in quella melma 
puzzolente e fetida
Sì sa che i cani 
che abbiano lo spirito della caccia
ancora vivo
facciano ciò molto volentieri
per mascherarsi olfattivamente
o anche soltanto per il piacere di farlo,
afinalistico
Lo chiamo più volte
Black!

Black!
Black!
E mai risponde
Poi lo vedo balzare fuori dalla fossa,
lasciando il toro morente al suo destino
per proseguire nella sua corsa gioiosa,
pur rivestito ora da capo a piedi
di melma verdastra e purulenta

 

coccodrillo gigante preistorico

Mi accorgo con allarme 
che dalla direzione opposta avanza 
un coccodrillo enorme
(o forse si tratta di una gigantesca salamandra),
un essere preistorico, 
di immani proporzioni,
dal corpo ferrigno ricoperto
di grosse piastre verdastre,
luogo di crescita 
d’un fitto manto di alghe
e incrostato di cirripedi,,
le zampe arcuate 
grosse come tronchi
Un’entità primitiva 
che sembra essere uscita da un incubo
o da una delle tante versioni filmiche
di King Kong
Forse, proprio grazie alla mimetizzazione fangosa,
Black passa inosservato
e prosegue oltre, 
verso il mare,
verso la libertà 
Il mostro continua ad avanzare 
verso di me,
impedendomi di fatto
il passaggio 
Ad ogni suo movimento 
il terreno trema 
sotto i miei piedi
Quello potrebbe ghermirmi in un sol boccone
oppure potrebbe spezzarmi in due
con un semplice colpo di coda
Non ho alternative
Ritorno indietro
verso quel ristorante terzomondista

Entro e grido
a gran voce, 
cercando di avvisare
eventuali avventori e lavoranti
del pericolo imminente

Ma le mie grida sono inani
Non c’è nessuno ad ascoltarmi

Il mostro avanza alle mie spalle

Black tutto insudiciato
se ne é corso via 
verso la libertà 

Ed io?
Cosa mi rimane da fare
per avere salvezza?

Dissolvenza

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8 maggio 2025 4 08 /05 /maggio /2025 07:43
Foto di Maurizio Crispi

Piazza sonnolenta
Gente molto lenta
Di cani perduti
una marmaglia pigra e lenta
Piazza a ritmo ridotto 
Atmosfera da siesta messicana
Mexico e nuvole
Nessuno in giro
se non pochi turisti stanchi
in abiti leggeri estivi o da safari
in esplorazione 
a passi stanchi e lenti,
che lasciano impresse sul suolo
orme pulverulente
E ogni tanto sosta
e naso all’aria,
occhio ammiccante,

macchina fotografica penzolante
dal collo o dalla mano 
e clic clic clic e ancora clic

Vicolo con lenzuola stese
che garriscono nel vento
Palme svettanti
si stagliano su un fondale azzurro
percorso da una transumanza lenta
(non galoppante)
di bianche nuvolette candide
Torri goticheggianti
alte ed imponenti,
eppur eleganti,
ci ricordano 
con la loro presenza assidua
il tempo lento
di secoli e millenni di storia

Siamo sempre qua
a far lento esercizio di contemplazione
alla non-ricerca di immediato satori

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

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3 maggio 2025 6 03 /05 /maggio /2025 09:45

Questo piccolo scritto è stato recuperato da Facebook e non era mai stato riportato prima su questo blog

Maurizio Crispi (24.04.2021)

Albero capitozzato (foto di Maurizio Crispi, Palermo Villa Sperlinga)

Ho sognato di essere in un luogo di natura.

Ero su di un'auto, anche se - in questa circostanza - l'auto era il mezzo meno idoneo, poiché il percorso era difficile ed ero costretto di continuo a compiere manovre azzardate. per mantenere le ruote in assetto senza precipitare nella scarpata fiancheggiante la stretta pista che s'addentrava all'interno di un bosco fitto di alberi di grandi dimensioni.
C'erano anche altri con me nell'abitacolo che era come quello di una piccola astronave.
Qualcuno aveva acceso un fuoco ed io mi accorgevo che le fiammelle erano salite in alto, lungo il tronco - sino alla chioma - di un alto e fronzuto eucalipto (simile ad uno vicino a casa mia, maestoso, che di recente è stato capitozzato in modo selvaggio - e credo che si riprenderà mai da questo taglio che è stato in fondo un deliberato atto omicidiario) e che, da lì avevano cominciato a passare ad altri alberi le cui chiome, quasi per via di un irrefrenabile contagio, si facevano fiammeggianti (la temibile modalità della propagazione degli incendi boschivi "a balzi").
Cercavo di attirare l'attenzione degli altri su quanto stava accadendo e del pericolo imminente.
Nessuno mi dava ascolto. 
Soprattutto, nessuno volgeva lo sguardo verso l'alto.
"Guardate, Dio mio! Non vi rendete conto di quello che sta succedendo?".
I miei avvisi cadevano nel vuoto più disperante

Più avanti ero in una specie di libreria
E facevo delle fotografie, scatti su scatti
Una mia conoscente di vecchia data (che non vedo da anni e che fu un mio "amore" adolescenziale, mai ricambiato) mi guardava e mi chiedeva "Dove sei, adesso?".
Una domanda che cadeva anch'essa nel vuoto, perché trovavo che fosse difficile se non impossibile darvi una risposta
Cosa intendeva dire esattamente? Voleva riferirsi ad un luogo fisico, oppure ad uno stato mentale?
Oppure intendeva chiedermi: "In quale stato (o momento) della tua vita ti trovi?".
Rimanevo senza parole, ma anche con la mente semi-paralizzata, quasi che la domanda così criptica mi imponesse di esaminare nel dettaglio ogni risvolto della mia vita.

 

L'incendio nel bosco, mi ha riportato al libro che sto per finire di leggere in questi giorni ed è "La Pianta del Mondo" di Stefano Mancuso (Laterza,2021), ma mi ha anche ricondotto ad un mio piccolo scritto di qualche tempo fa che è "La piccola quercia tenace" (pubblicato nel mio blog).

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30 aprile 2025 3 30 /04 /aprile /2025 19:59

Una piccola nota onirica del 30 aprile 2023, recuperata da FB

Maurizio Crispi

Villa Cattolica (Bagheria): L’uomo che legge il giornale (foto di Maurizio Crispi)

Ancora una volta in viaggio

Questa volta su di un piccolo van,
assieme ad altri

Percorriamo una strada costiera
in prossimità del mare

Giungiamo in una città un tempo possente,
con edifici una volta magnifici,
ora ridotti in macerie,
muri erosi,
torri smozzicate, 
macerie sparse dovunque
Tutto invaso dalle acque
con onde di risacca 
cimate di spuma bianca 
che percorrono gli spazi tra le rovine

Uno spettacolo di romantica bellezza decadente
che ci fermiamo ad ammirare con stupore
Io sono armato d'una camera reflex con zoom
e scatto foto su foto

Ci sono dei cavalieri che si avvicinano
a passo lieve
camminando dentro l’acqua
e dunque non si sente il rumore di zoccoli,
solo lo scricchiolare dei finimenti 
e l’ansimare delle bestie

All’improvviso uno dei cavalieri
con tutto il suo destriero 
comincia a spiccare dei salti in verticale
ad altezza crescente
Qualcosa di innaturale,
mai visto
che nemmeno Buffalo Bill


 

Cowboy destrezza a cavallo (dal web)

Io, intanto, colgo l’occasione
e faccio scatti a ripetizione,
zoomando sul cavallo,
sui suoi occhi e sulle froge frementi,
ma anche sul cavaliere

C’è il terrore negli occhi del cavaliere,
panico in quelli del cavallo
Poi, alla fine dell’ultimo salto
cadono malamente
su di uno spuntone di muro
 
Il cavaliere si rialza indenne
Non così il povero cavallo
che rimane a terra,
semisommerso dall’acqua,
ancora vivo,
ma con il respiro affannoso

Penso che ora quel povero cavallo
dovrà essere abbattuto 
con un colpo misericordioso,
per porre fine alle sue terrene sofferenze

Dissolvenza

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30 aprile 2025 3 30 /04 /aprile /2025 19:43

Una mia annotazione onirica del 30 aprile 2024, ancora non inclusa in questo blog e recuperata dal mio profilo FB

Maurizio Crispi (30 aprile 2024)

Selfie (foto di Maurizio Crispi)

Accanto al fuoco di un bivacco mi sono confezionato un piccolo panino imbottito
Ricordo che ci mettevo dentro un formaggio molle spalmandolo per bene, aggiungendo poi delle fette di salmone affumicato che tiravo fuori da una busta ancora sigillata
Ricordo vividamente la fatica che mi costava separare le fette di salmone che mi servivano da quelle che invece sarebbero rimaste nella busta 
Le mie dita non funzionavano bene per portare a termine questo delicato compito
Il mio desiderio era quello di far sì che le fette di salmone che andavo estraendo non si spezzassero 
Una volta confezionato il sandwich, cominciavo a mangiarlo a piccoli morsi ed era davvero delizioso
Mmmmmm!
Lo assaporavo, facendo rotolare ogni singolo boccone con la lingua e macinandolo accuratamente con i denti
Poi mi spostavo verso un altro fuoco di bivacco e qua c’era un sacco di roba lasciata da qualcun altro prima di me e anche molti libri 
Li sfogliamo, li esaminavo, leggiucchiavo qualcosa qua e là, cercando di decidere quali di questi libri avrei portato con me
Incontravo altre persone che, come me, sostavano accanto ai fuochi dei bivacchi 
Non so cosa facessi lì, né dove dovessi andare 
Non so cosa fosse accaduto prima e non ricordo nemmeno cosa accadeva a dopo 
Era come nella vita quando fai delle cose, te ne succedono altre vivi i momenti che ti si presentano e non sai perché 
Sapevo soltanto che, di lì a poco, sarei dovuto andare via, anche se non sapevo verso quale meta mi sarei diretto e se ce ne fosse una, e che quindi dovevo prendere ciò che potevo e ciò che mi serviva per compiere questo viaggio
Era come se io dovessi compiere l’ultimo tratto di strada verso una meta conclusiva che rimaneva per me ignota 
Non c’era nessuno da cui accommiatarmi


Dissolvenza

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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