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11 agosto 2026 2 11 /08 /agosto /2026 07:13
Il momento presente

C’era qualcuno che mi tampinava e mi perseguitava
Io cercavo di far perdere le mie tracce in un gioco ripetitivo e senza fine
Mi sentivo braccato
Dovevo muovermi in continuazione per non farmi bekkare
Non potevo più tornare alla mia auto perché il mio persecutore senza volto la teneva sotto sorveglianza
Decidevo di tornare a piedi, percorrendo una via più lunga, seguendo una strada che costeggiava il mare, donandomi una vista su paesaggi di rara bellezza
Mi chiedevo come avrei fatto a tornare all'auto abbandonata
Ma intanto mi godevo la camminata

Il momento presente

Dissolvenza

Maurizio Crispi (11 agosto 2026)

Lo spadaccino (Immagine generata da Meta AI)

(9 agosto 2026) Ho sognato

Ero a casa e c’era la mamma
Lei parlava di me con una sua amica
Io facevo altre cose, ma orecchiavo
Da piccolo,  ero sempre interessato quando capivo che si parlava di me
Le mamme - si sa - si vantano sempre delle imprese dei propri figli
Quindi, entravo e uscivo di continuo dalla stanza dove la mamma e la sua ospite conversavano davanti ad una tazza di the

Dovevo esercitarmi nelle arti marziali e, in particolare, nel combattimento con la sciabola
Uscivo fuori nel balcone e lì, poggiate su di un tavolo da giardino rotondo in ferro battuto, trovavo due grosse sciabole, una nera e una bianca, ambedue con tanto di elsa
Le guardavo, le prendevo in mano e, mentre le soppesavo, capivo sgomento che avrei dovuto combattere senza più potermi tirare indietro

Combattere era il mio destino ineluttabile
Dentro di me non avrei voluto
Ma non potevo più tirarmi indietro


Dissolvenza

Il questuante (immagine generata da Meta AI)

(9 agosto 2026) Sono in una città diversa

Forse Milano con grandi viali e strade di cui non conosco la destinazione
Passo di corsa ad un buon ritmo
C’è qualcuno con me, ma non so chi sia (forse mi era chiaro mentre sognavo, ma non più adesso)
Andiamo e andiamo
Quando decidiamo di tornare siamo ormai molto lontani dal punto di partenza e non ho idea se ce la faremo a tornare

Chiediamo informazioni
Io, poi, vorrei fare un percorso diverso per tornare e questo mi complica le cose
In più non abbiamo alcuna idea della toponomastica e ciò comporta ulteriori difficoltà nel tracciare un possibile itinerario per il ritorno

Insomma i nostri interlocutori a cui chiediamo di volta in volta rinunciano prima di farci capire veramente qualcosa

Entriamo a questo punto nel grande atrio di un edificio austero che sembra una banca

Ci sono molti in attesa accomodati sulle panche
Altri, invece, seduti ai tavoli, scrivono o compilano moduli

C’è uno emaciato, con una canottiera sporca ed una bandana in testa, che gira dall’uno all’altro facendo la questua
Ha lo sguardo spiritato
Farfuglia parole senza senso e tende la mano per ottenere qualcosa
Non si trattiene
É insistente oltre misura 
Si avvicina a ridosso delle persone,
incurante delle leggi della prossemica 
Sarà strafatto di crack, penso io
Si muove, infatti, stralunato, come uno zombo
Gli interessa soltanto potere soddisfare con urgenza il suo bisogno
Tende la mano e si avvicina sempre di più
Io gli do un manrovescio secco all’altezza dell’addome e questo lo tiene a bada

Si allontana da me, a questo punto, e continua le sue peregrinazioni dall’uno all’altro, senza ottenere nulla

Poi si dirige verso un punto del grande atrio ov'è ubicato lo sportello bancomat e comincia a molestare i diversi clienti in attesa di fare le loro operazioni

Scattano gli allarmi e arrivano i vigilantes allertati dal suo comportamento
Si presenta anche il direttore dell’istituto, accompagnato da un carabiniere
Nel frattempo io avevo scritto una relazione clinica dettagliata sul tipo in questione, proponendo per lui un trattamento sanitario obbligatorio

Il direttore della banca, scortato dal carabiniere, si rivolge a me, chiedendomi un parere professionale
Vorrei dar loro la mia relazione già pronta, ma - per quanto la cerchi tra le mie cose - non la trovo più

Dissolvenza

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5 agosto 2026 3 05 /08 /agosto /2026 18:40
Deserto d'acqua (foto generata da Gemini AI

Ho sognato

Ero in viaggio, forse
Mi ritrovavo seduto su di una panchina assieme ad una mia amica di un tempo (che rimane tuttavia senza una precisa identità)
Abbiamo con noi gli zaini e un'agile attrezzatura da viaggio
Vado a comprare dei biglietti di treno per compiere l'ultimo tratto del viaggio
La biglietteria è in smobilitazion
Sembra che ci sia stato un black out severo
L'addetta alla vendita dei biglietti deve compilare tutto a mano
Le dico che ho bisogno dei biglietti per andare sino a Roma
E lei comincia a scrivere
Poi le annuncio che mi servono anche quelli per proseguire da Roma sino a Palermo
Ci ripenso ancora meglio e aggiungo "forse a questo punto è meglio fare un unico biglietto per Roma e per Palermo"
L'impiegata per la terza volta comincia a scrivere
A questo punto li stampa perchè con un ronzio le macchine e i dispositivi hanno ripreso a funzionare.
Torno dalla mia amica
Al passaggio altri ci hanno lasciato latte piene di olio d'oliva ed altre vettovaglie
A questo punto non siamo più dei "viaggiatori leggeri", come ci eravamo considerati sino a quel momento
Sono incuriosito dalla città in cui ci troviamo
Vedo che c'è un gruppo che si dirige verso una via monumentale, fiancheggiata da antichi palazzi per fare un giro turistico e mi aggrego a loro
La guida parla e blatera illustrando le belle storiche ed architettoniche
C'è un grande arco che consente di immettersi dentro un grande spazio illuminato che pare una caverna dove ha luogo una sorta di culto, senza che sia una chiesa in senso stretto
Torno indietro a chiamare la mia amica perchè possa guardare anche lei
Poi ci dirigiamo verso la stazione
Mi ricordo che nell'andare a visitare la caverna cultuale avevamo lasciato tutto quanto possedevamo, compresi i doni ricevuti, poggiato sulla panchina, ma ogni cosa era stata rimossa all'infuori dei nostri due zaini
Li prendo e faccio strada verso la stazione, ma adesso tutto si è trasformato in un mare che scorre minaccioso attraverso gli edifici, trasformando la città in un deserto d'acqua dove non è possibile procedere con facilità a guado tenendo bene in alto gli zaini
Occorre nuotare e temo che gli zaini possano bagnarsi e il contenuto ammalorarsi, compresi i due preziosi biglietti di treno per fare ritorno

Dissolvenza 

Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
Deserto d'acqua
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1 agosto 2026 6 01 /08 /agosto /2026 07:39

Il camminare frequentemente lungo le vie della città ma anche delle campagne porta a compiere fortuiti avvistamenti di persone, oggetti, immagini o piccoli dettagli. La cosa importante è poterli cogliere anche con i campo periferico dello sguardo pronto a d intercettare eventuali "anomalie" nel tessuto della realtà ordinaria, anomalie che rendono quella stessa realtà straordinaria.
Ed è stato così che ho scoperto del tutto casualmente la TBH Creature, nella forma di una minuscola affissione su di un palo della luce di una via cittadina.

Maurizio Crispi (31 luglio 2026)

TBH Creature. Affissione su di un palo della luce a Palermo (Foto di Maurizio Crispi)

L'immagine mostra la celebre "TBH Creature" (nota anche come "autism creature" o "Yippee!"), un popolare meme di internet originato nel 2021 su Twitter e Tumblr come icona associata all'ADHD e all'autismo.
Questo personaggio è apparso per la prima volta su Twitter (ora X) a inizio 2021 ed è diventato virale nei mesi successivi.
La community online, in particolare le persone nello spettro autistico, ha adottato questa creatura minimalista e dallo sguardo fisso come una mascotte non ufficiale in cui immedesimarsi, proprio per via della sua espressione neutra e degli occhi grandi.
È spesso associata a un file audio compresso in cui una voce esclama "Yippee!" mentre cadono dei coriandoli.
La sigla TBH sta per l'espressione inglese "To Be Honest" (ovvero "a dire il vero" o "in tutta onestà").Il nome del personaggio deriva semplicemente dal fatto che il suo autore originale su Twitter (ora X) creò questo design e lo pubblicò accompagnato dalla didascalia "tbh" (a dire il vero), senza un motivo o un contesto particolare.Da quel momento, la community di internet ha iniziato a chiamare quel bizzarro animaletto stilizzato prima "The TBH Creature" (la creatura del "To Be Honest") e successivamente anche "Autism Creature" o "Yippee".

A Palermo. Affissione su di un palo della luce

#fotodimauriziocrispi

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29 luglio 2026 3 29 /07 /luglio /2026 18:25

Ho sognato che ero in una libreria molto affollata, piena di gente
C'erano tanti libri in mostra, di tutti i tipi
C'era anche un settore cartoleria, dove - tra le altre cose - erano in vendita dei portamatite giganteschi che avrebbero potuto essere utili ai figli dei Ciclopi.
Mi aggiravo tra quelle meraviglie, alquanto stupefatto... Oooooooh!
Poi m'avvicinavo ad un banco dove erano esposti dei libri antichi e di gran pregio, ma anche codici ed incunaboli
Ne osservavo uno che pareva un codice miniato, le pagine preziose di pergamena e lo sfogliavo con delicatezza, temendo che il semplice tocco della mano potesse farle a pezzi
Mi chiedevo quale costo avrebbe mai potuto avere questo codice
Me ne andavo, alla fine, e il sogno si dissolve

Maurizio Crispi (27 luglio 2026)

Il codice miniato (Immagine generata da Gemini AI)

Il codice miniato (Immagine generata da Gemini AI)

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28 luglio 2026 2 28 /07 /luglio /2026 05:45
Le vie brevi e le vie lunghe (Immagine generata da Gemini AI)

Un sogno strano

C’era anche mia madre
Aspettavo che arrivasse una paziente con la quale era fissato un appuntamento per un colloquio e mi affacciavo più volte al balcone, preoccupato perché non arrivava
La strada era buia, i lampioni tutti rotti e giù da basso nell’ombra cupa e densa scorgevo strani movimenti inquietanti 
Ero preoccupato che la mia paziente avrebbe potuto avere dei problemi e che, arrivando, avrebbe potuto essere insidiata ed assalita da quegli uomini senza volto che si nascondevano nelle pieghe d’oscurità della via
Quando ritenevo che la paziente fosse sul punto di giungere abbandonavo il mio punto di osservazione elevato, mi congedavo da mia madre frettolosamente e mi dirigevo verso il mio studio (ubicato nell'appartamento adiacente) per potere aprire da lì il cancello esterno e il portone di giù 

Anzichè essere nell'appartamento dov'è si trova lo studio, mi ritrovavo nel bel mezzo di un’enorme fattoria agricola dove v'era - da qualche parte - anche l’accesso al mio studio 
Lì mi ritrovavo a vagare come fossi smarrito e senza memoria assorbendo tutta la meraviglia di ciò che vedevo e, nello stesso tempo, cercando sempre la via per raggiungere il mio studio per potere accogliere la mia paziente ed assolvere ai miei doveri

Ci sono vie brevi e vie lunghe
Chi sceglie le vie più brevi e spicce raggiunge rapidamente il proprio scopo
Colui che sceglie le vie lunghe, pur correndo il rischio di perdercisi, sarà benedetto dal senso della meraviglia per le cose inaspettate che avrà modo di vedere e di incontrare. 
Chi sceglie la via lunga accetta l'incertezza.
Questo atteggiamento trasforma l'imprevisto da ostacolo a dono, regalando una comprensione più profonda della realtà che una linea retta non potrà mai offrire.

Uno sguardo fuori da una finestra rotonda (immagine modificata da Gemini AI a partire da una mia foto)

Uno sguardo fuori da una finestra rotonda (immagine modificata da Gemini AI a partire da una mia foto)

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26 luglio 2026 7 26 /07 /luglio /2026 05:55
Sala d'attesa gremita (immagine generata da Meta AI)

Sono in un posto simile alla comunità

È quasi ora di pranzo
C’è anche mio fratello con me, in carrozzina
Ci dirigiamo verso la sala che funge da refettorio
Lascio lì mio fratello, proprio davanti ad un tavolo ben apparecchiato
e mi allontano per cercare un luogo dove cambiarmi
Voglio indossare qualcosa di più comodo
Vado dunque alla ricerca di un luogo adatto alla bisogna, che sia un bagno oppure uno spogliatoio
I bagni sono tutti occupati oppure sono in corso le pulizie e dunque sono inaccessibili
Finalmente, dopo molto cercare, mi ritrovo in un grande stanzone che potrebbe essere lo spogliatoio di una palestra o una sala d’attesa, gremito di gente, uomini, donne, bambini, tutti seduti su lunghe panche acccostate ai muri oppure messe in file disordinate al centro della stanzona
Cerco un luogo riservato: non ne trovo alcuno
C’è gente dovunque, soprattutto bambini
Non mi pare opportuno cambiarmi davanti a loro
Alla fine, pressato dalla necessità di far presto (mio fratello mi aspetta) mi seggo all’estremità di una lunga panca, incurante a questo punto di essere circondato dalle genti
Comincio a sfilarmi i pantaloni ma mi si ingarbugliano attorno alle gambe e non riesco più a smuoverli dalla loro posizione, per quanto mi sforzi e mi contorca
Sono ansioso per il fatto che mio fratello mi attenda ignaro
Penso che intanto sta già per finire il tempo della refezione
Che senso avrà allora l’essermi cambiato per stare più comodo?

Dissolvenza 

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24 luglio 2026 5 24 /07 /luglio /2026 13:01
Il dormiente con i sassi in mano (foto di Gabriel Crispi, Scopello, luglio 2026)

L’improvvisa rottura di schemi quotidiani e ripetitivi
Un novum,
la decisione improvvisa di trascorrere
una giornata al mare
Il ritorno dopo anni 
ad un posto conosciuto e amato,
la spiaggia di sassi levigati di Guidaloca
nei pressi di Scopello,
non più coincidente con i miei ricordi,
assaltata da una folla di bagnanti,
vacanzieri omologati e stampigliati,
stabilimenti balneari,
lettini e ombrelloni in affitto,
personale di salvamento,
vucumprà solerti e ripetitivi,
ombrellini e ombrelloni
(alcuni strappati via dal vento)

Noi ci siamo trovato riparo
sotto una roccia sporgente
che è stata come una tana
ombrosa ed accogliente

Siamo stati molto a mollo
nell’acqua fresca a giocare
a tuffarci e a saltare, provando a giocare a padel acquatico 
e poi a lanciarci una pallina

Tuffi, piccoli tratti a nuoto,
immersioni,
splash, splash

Oiu, estenuati da tanto giocare 
e dall'essere stati a mollo 
per così lungo tempo
ci siamo ristorati vicino ad un capanno allestito sulla spiaggia,
pane cunzato per me e cartoccio di fritturine di mare miste per Gabriel
per poi intraprendere la via del ritorno
sotto un sole che martellava sy di noi,
implacabile

Poi, dopo aver percorso
l’autostrada assolata del primo meriggio
e avvolta in una cappa di aria calda
densa come sciroppo,
abbiamo visto il fuoco sulla montagna
e lillipuziane libellule cariche d’acqua
che si affrettavano verso il rogo 
nel tentativo di domarlo

É stata una bella giornata,

una bella giornata al mare,
memorabile,
visto anche che è stata l'unica di quest'anno

Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)
Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)

Scopello, 15 luglio 2026 (foto di Maurizio Crispi e Gabriel Crispi)

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23 luglio 2026 4 23 /07 /luglio /2026 16:44

L’aria è di fuoco

Ci sono roghi che ardono,
non lontano
Borgo Nuovo,
Villa Tasca,
Bosco di Casaboli,
San Martino
Mi arriva il lezzo di bruciato al naso
fatto di legna resinosa,
di paglia e di altri detriti urbani
Camminare fuori
è come stare avviluppati
in uno sciroppo denso
che ti leva il respiro

Dove stiamo andando?

Quando finirà?

O prenderemo tutti fuoco
come zolfanelli
e sarà così che finirà?

Maurizio Crispi (il 22 luglio 2026)

Roghi sopra Monreale (immagine tratta dal web)

Roghi sopra Monreale (immagine tratta dal web)

Mulinelli di foglie secche e aghi di pino
si animano
e si dissolvono
come in una danza
Nugoli di polvere
si levano dal terreno disseccato

Il sole volge al tramonto

Nel nuovo giorno che ci attende
stuoli di macellai
armati di motoseghe
abbatteranno alberi secolari

Maurizio Crispi (vecchio post)

Alberi morti e fiamme sullo sfondo (Immagine generata da Gemini AI)

Alberi morti e fiamme sullo sfondo (Immagine generata da Gemini AI)

Immagine realizzata con Meta AI

Immagine realizzata con Meta AI

Mulinelli e alberi  morti (immagine generate da Gemini AI)

Mulinelli e alberi morti (immagine generate da Gemini AI)

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18 luglio 2026 6 18 /07 /luglio /2026 05:42
La spiaggia di Cap d'Agde, vista dalle dune (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che mi trovavo su di una lunga spiaggia,
immensa,
che si perdeva nella lontananza 
e non se ne vedeva la fine
Era piatta 
Lo sguardo correva lungo di essa,
senza incontrare ostacoli
Non vi era vegetazione ad interromperne la monotonia 
e nemmeno una linea di dune alle sue spalle 
verso l'entroterra
Era tutto un piattume 
La sabbia era liscia e fine, compatta, umida
perchè frequentemente invasa dalle onde 
nei giorni di tempesta
Se, da un lato, non ci fosse stata la linea grigio-blu del mare,
l'essere lì
avrebbe potuto dare l'impressione di stare 
su di una vasta superficie desertica
Eppure era una lunga spiaggia infinita,
un limite, forse una linea di confine
Anche al di là della spiaggia
verso l'interno,
non si intravedeva alcunché 
che servisse a creare una sensazione di movimentazione paesaggistica
Nulla di nulla
Partecipavo ad una gara,
prima correndo a piedi, 
all'inseguimento di altri avversari,
anch'essi costretti a muoversi a piedi
Mi difendevo dagli assalti di quelli che erano alle mie spalle,
ma anche insidiavo con il mio passo costante 
quelli che mi precedevano
Non v'erano giudici di gara,
del pari non v'erano spettatori o fan,
soltanto noi 
che avanzavamo lungo la spiaggia-deserto
Eravamo dei benandanti, forse
Poi, invece, la corsa continuava,
ma in altro modo
Ognuno era in sella ad un trabiccolo fantasioso,

Gara di trabiccoli (immagine generata da Gemini AI

del tipo che si vedono in Quei pazzi sulle macchine volanti
oppure nella Corsa più pazza del mondo
Anche qui, sulla mia bizzarra cavalcatura meccanica,
mi comportavo bene e non sfiguravo
Mi chiedevo quale senso potesse avere questa corsa eterna,
quale sarebbe stato il premio spettante a ciascuno di noi
Neppure sapevamo dove sarebbe stato il traguardo,
nemmeno sapevamo se ci sarebbe mai stato un traguardo
Eppure, malgrado le incertezze,
malgrado gli interrogativi e i dubbi,
sperimentavo un senso di grande pace interiore,
immerso com'ero,
nell'eterno ricorrere 
del qui ed ora di quella corsa 

La tazza rotta (immagine generata da Meta AI)

Dovevo acquistare un biglietto per il treno
C’era il grande dilemma se andare ad acquistarlo direttamente allo sportello, oppure telefonicamente o addirittura online
Innanzitutto c'era da scegliere tra queste
possibili alternative e il dubbio era lacerante 
Poi, quando finalmente decidevo di usare il telefono per collegarmi online, c'erano delle complicazioni di ogni genere
Non riuscivo a fare funzionare il telefono
Provavo e riprovavo 
Numerosi erano i tentativi che andavano a vuoto
Si avvicinava inesorabile il tempo della partenza ed ero ancora a niente

Più tardi, con Gabriel mi ritrovavo all'interno di un grande museo, in visita
Era un museo che esponeva le antichità di una regia casertana
Passavamo attraverso grandi e magnifici saloni, adornati di splendidi pezzi di mobilia d'epoca, sfarzosi, grandi specchiere dovunque, arazzi e dipinti di grandi dimensioni, oltre a ritratti di regnanti e dignitari di alto lignaggio
Era tutta una meraviglia
Bacheche, vetrinette, mensole ospitavano preziose collezioni di oggetti d'uso quotidiano, porcellane, cineserie, utensili e posate d'argento cesellato, ma anche statuine e altri oggetti privi di qualsiasi utilità pratica, madi squisita fattura: di tutto e di più, e persino pregiati pralli, vanvere e piritere, ma c'era anche un'intera collezione di dildi in ceramica, legno cesellato, vetro, oro e argento, di tutte le forme e dimensioni
Prendevo in mano una delicata tazza di porcellana per esaminarla meglio
Perdevo la presa del manico e whoops! la tazza cadeva a terra e si frantumava in mille pezzi, alcuni più grandi e altri minuti e minutissimi, più che altro schegge e materiale polverizzato 
I cocci più grandi li raccoglievo da terra e li posavo su di una mensola molto alta, fuori dalla vista
Avevo il cuore in gola
Mi chiedevo quanto avrei dovuto pagare per risarcire il museo del danno che avevo causato
Raccolsi anche i più minuti frammenti e li misi in tasca
Nel mentre sopraggiungevano altri visitatori, ma forse di nulla si accorsero, costoro (o forse sì? Non potrei giurarci)
Entrando nella sala successiva, un Guardiano, vedendoci arrivare, intonò un canto melodioso e minaccioso al tempo stesso, le cui uniche parole facevano così: 
Tazza rotta! Rotta tazza!
Tazza rotta! Rotta tazza!
Tazza rotta! Rotta tazza!

E questo canto si dipanava in tutte le possibili sfumature cantoriche e cantabriche
Era un modo per avvisare tutti della rottura appena avvenuta e che l’occhio onnipresente e onnisciente del Guardiano aveva colto
Pur continuando a camminare con quei minuti frammenti che ballonzolavano nella tasca e che, ogni tanto, attraverso il tessuto sottile mi pungevano la coscia, provavo un intenso imbarazzo ed un greve senso di colpa
Mi sentivo in pericolo
Quanto potrà costarmi riparare al danno fatto?, mi chiedevo di nuovo, con rinnovata ansia

Poi tutto andava in dissolvenza 

(19.07.2026)

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6 luglio 2026 1 06 /07 /luglio /2026 06:09
La manifestazione del 3 luglio 2023 a Palermo (Foto di Maurizio Crispi)

Il 3 luglio 2026 ha avuto luogo a Palermo una pacifica manifestazione di protesta (promossa dall’attivista Enrico Montalbano che, nei social, si firma “Corto Maltese”) in cui molti difensori degli alberi, armati di pennarelli, bandelle colorate, nastri adesivi e fogli di cartoncino, hanno affisso sui grandi tronchi degli alberi che l'Amministrazione comunale vuole abbattere per far posto alla rete tramviaria C, cartelli colorati con messaggi – a volte brevi ed icastici, altre volte più articolati - di riflessione contro la paventata e annunciata strage degli alberi: qualora venisse attuato, si tratterebbe di un autentico “ecocidio”, considerando che gli alberi da abbattere sono dislocati su di una linea di circa 2 km e sono circa 500 - una vera e propria foresta in fila indiana!
La perdita sarebbe cospicua, dal momento che l’abbattimento degli alberi si dovrebbe estendere anche lungo tutto l’asse viario di Corso Tuckory (sino a Piazza Giulio Cesare), arredato per tutta la sua lunghezza da un doppio filare di pregiate Jacarande e nella parte alta di raccordo con via Basile, di platani.
Sino ad ora l’Amministrazione comunale di Palermo è stata sorda a qualsiasi invito – anche da parte di molte associazioni ambientaliste – a modificare il progetto in modo da assicurare la tutela degli alberi: un’irremovibilità incomprensibile, visto che sono stati presentati anche dei progetti alternati, maggiormente rispettosi per l’ambiente.
Si tratta di piante di alto fusto, ramificate e possenti che danno ombra su tutta la via che altrimenti sarebbe assolata e desertica, e che rinfrescano il suolo, oltre a dare ospitalità benevola a diverse specie di uccelli e a svolgere il loro compito primario che è quello di assorbire CO2.
L'invito bonario è quello di trovare soluzioni alternative che non comportino la strage degli alberi.
Di seguito alcuni dei messaggi che sono stati affissi e che sono serviti a dare voce agli alberi che, pur essendo dei viventi interconnessi (si pensi alle scoperte di Suzanne Simard) non possiedono la parola e non posso esprimersi in linguaggio umano.
Eppure i manifestanti in modi fantasiosi sono riusciti a dar loro voce.


Non uccidete gli alberi
Fate passare il tram di fronte!
Grazie!


La linea C del Tram abbatte la CO2…
…ma anche gli alberi di via Basile!
Progetto illuminato!


Condizionatore naturale, gratuito ed ecologico!

Incavolato/a per lo stress?
Bevy un Cynar mentre guardi le mie foglie


Anche tu mi vuoi buttare giù?
Ma io ti tiro su!


Calati Jùncu
ca passa lu trammi!


Io sono un essere vivente che elargisce ossigeno a tutti gli esseri viventi,
non faccio distinzioni, anche a te che vuoi togliermi la vita.
Pensaci!

Mi nutro di anidride carbonica, tu mangi e respiri grazie a me!
Nutro te e i tuoi figli.
Io voglio il tuo bene e proteggo te  dalla eccessiva calura, proteggo gli uccelli che trovano ristoro e alloggio sui miei rami.
Faccio solo del bene e non danneggio nessuno!
Perché vuoi uccidermi?
Antonio ed Elisabetta hanno espresso il mio pensiero, perché io non posso farlo e non sono in grado di difendermi.


Abbattimenti
Calcoli per la compensazione farlocchi
E se ne parla tra venti anni!


Io vivo e ho emozioni
Io respiro con te


Parla un uccelletto appollaiato su di un ramo: 
- Non c’è mobilità sostenibile, se mi abbatti per realizzarla 
- Giù le mani dal mio albero! 
- Ci sarà pure un’altra soluzione per il tram
Stop abbattimento alberi!


L’albero è bellissimo

Linea tram o tramvata?

Affaristi!
Grandi o piccoli, sono loro a toglierci le nostre fonti di vita!


Uccidere 500 alberi è un ecocicdio!
Senza di noi vi aspettano vent’anni di sauna e di smog!


Non esiste una maledizione in elfico, entese o nelle lingue degli uomini per una tale perfidia! 
Non ci resta che vedercela con Isengard (Comune di Palermo), stanotte con cartelloni e pennarelli


Ci sono altre soluzioni!

Basta! 
Questo sistema mi ha sterminato la famiglia!
Non permetterò che uccidano anche i nostri fratelli dalle radici profonde e dalle folte chiome!


Abbattere è rigenerazione? Forse [è] de-generazione!

L’albero è vivo!
Ospita nidi di uccelli!
E’ un generatore naturale di CO2


Montalbano sono!
Che minchioneria state facendo?


La foresta in fila per 2 km
Siamo qui da 50 anni, ben prima del tram!


Una città che uccide gli alberi, uccide se stessa
 

 

Manifestazione del 3 luglio 2026 contro il taglio degli alberi (foto di Maurizio Crispi)

Montalbano, organizzatore della manifestazione, così si esprime:
“C'è da chiedersi quali interessi allora stanno dietro a queste scellerate scelte. Se questo accadesse l'intera zona diventerebbe una landa desolata e assolata. In più, per ricostituire una struttura verde in grado di svolgere il compito di depuratore naturale di CO2 ci vorrebbero decenni. 
“Le promesse di ripiantumazione di alcuni di questi alberi (qualora sopravvivessero all’espianto) sono vaghe e inconsistenti. Una via già inquinata dal traffico veicolare H24 diventerebbe tossica con grave danno per la salute pubblica.
“Non ci fermeremo, chiederemo tutte le documentazioni, useremo tutte le vie legali per opporci a questa arrogante imposizione da parte di questa amministrazione che agisce come un regime che non tiene conto del punto di vista, della sensibilità e delle esigenze dei cittadini. 
“Infine: gli alberi sono entità biologiche, ospitano centinaia di nidi di uccelli stanziali e migratori. 
“Abbattendo un albero non si uccide soltanto una vita, ma tante.
“Altre azioni di questo tipo si ripeteranno in via Basile e in altre zone della città. 
“Uscite dai social, abbandonate le tastiere, e metteteci la faccia e i corpi: in una sola parola”

Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
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Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Scempio di alberi a Piazza Spinuzza, a Palermo, il 08.07.2026 (dal web FB)

(08.07.2026) Gli orrori che si continuano a perpretare a Palermo
Insensibilità e affarismo strettamente legati assiieme
L'ecocidio va avanti.
Mentre il caldo imperversa la città si fa sempre più povera di ombra e di zone di frescura.
Gli uccelli rimangono senza nidi e senza luoghi riparati dove poggiarsi.
Le promesse di ripiantumazione sono vuote (e, direi, anche false)
In ogni caso, se davvero dovessero essere piantumati altri alberetti al posto di quelli abbattuti tra quanti decenni essi potranno dare un'ombra valida?
Ogni tanto si vedono alcuni alberetti opera di recenti piantumazioni: essi sono stati negletti, non sono stati abbeverati e si sono seccati.
Ino goni caso se ci sono degli alberi solidi, validi, non ammalati, con tutte le carte in regale per quale motivo dovrebbero essere abbattuti se non per spendere i soldi del PNRR per la gestione e riqualificazione del verde pubblico
Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) finanzia progetti di forestazione urbana, ma talvolta prevede l'abbattimento di alberi esistenti per far spazio a nuove infrastrutture o per riqualificare aree verdi. In diverse città italiane, queste operazioni hanno suscitato forti polemiche per via della distruzione di alberature mature in nome di una transizione ecologica
Ed è tutta un'operazione fasulla in cui l'intento occulto è quello di spendere i soldi assegnati, distribuendole alle ditte che hanno in appalto questi lavori e che, a loro volta, si arricchiscono rivendendo il legname ricavato da queste barbare operazioni per farne legna da ardere o pallet o pellet o altri derivati del legno.
Viviamo in un clima di delirio totale.
Basta al taglio dissennato degli alberi 

Enrico Montalbano, alias Corto Maltese (foto di Maurizio Crispi)

(Enrico Montalbano - Corto Maltese, il 4 luglio 2026) In questa foto di Maurizio Crispi, scattata ieri mentre era in corso l'azione simbolica "Scrivi una frase su un cartello e legalo al tronco", in difesa dei 500 alberi a rischio abbattimento per mano del Comune di Palermo, per la prossima costruzione della linea C del tram, un vero e proprio ECOCIDIO, oltre che grave danno per la salute pubblica.

MENTRE FILMO, non può non saltare all'occhio la condizione in cui versano le lunghe aiuole che ospitano le alberature: spazzatura di ogni tipo e sorta per tutto il lungo tratto (nel video che ho pubblicato tutto ciò si vede molto bene). Nessuna pulizia da parte del Comune che al contrario, attraverso spot propaganda, sbandiera, con tanto di sindaco e assessori e tecnici, l'amore per il patrimonio verde di Palermo, per poi essere smentito quotidianamente nei fatti.

I continui abbattimenti, potature e capitozzature sono l'esempio più eclatante. 
Chiederemo la documentazione, attraverso l'accesso agli atti, per capire quanto sta avvenendo su i diversi progetti, siano il tram o il cosiddetto piano di Rigenerazione del Verde Urbano della città di Palermo, il cui costo folle è di 12.000.000 di euro. 
C'è da dire che questo sta accadendo in tantissimi comuni italiani, a partire da Roma, dove sono stati abbattuti migliaia di alberi. Tanti sono gli interessi, questo è chiaro, e bisogna comprendere. Le città del futuro rischiano di diventare LUOGHI ARTIFICIALI con una qualità dell'aria, dell'ambiente sempre più scadente, a favore di un uso sproporzionato e spropositato della tecnologia che non conosce limiti per il rispetto della vita stessa del pianeta e di chi la abita.
SCHIAVI O RIBELLI.

Bisogna scegliere... ma in fretta [prima che sia troppo tardi, aggiungo io]

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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