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22 settembre 2026 2 22 /09 /settembre /2026 06:04
Sogno su gruppo e leadership (immagine generata da Gemini AI)

 

Nel sogno mi ritrovavo in un luogo di lavoro
Dovevo fare una riunione con tutti gli operatori della struttura
Mi sorprendevo nel vedere tante persone che ho conosciuto nella mia vita professionale e che lavoravano nel Servizio che dirigeva a suo tempo
Ma qui siamo davvero in tanti
Siamo in uno stanzone gigantesco, grande quanto una piazza d'armi, e dobbiamo portare avanti questa riunione operativa per discutere dei diversi problemi che ci assillano da tempo.
Sono tutti seduti in ordine sparso, alcuni rimangono in piedi e qualcuno suggerisce che dovremmo mettere da parte i tavoli e disporre le sedie in cerchio, ma siccome siamo davvero tanti è proprio difficile fare un cerchio geometricamente corretto e in ogni caso, in questo modo, siccome siamo davvero tanti o troppi, diventerebbe difficile parlarsi: chi sta alle estremità diametricamente opposte fa fatica ad ascoltare l’interlocutore che parla di fronte a lui (a meno di non avere un megafono o altro strumento di amplificazione vocale, mentre si può comunicare con facilità con le due o tre persone sedute immediatamente vicino. Quindi, se la disposizione a cerchio dovrebbe facilitare l’idea di essere parte di un gruppo in cui tutti possono esprimere democraticamente il proprio pensiero, le sue dimensioni cospicue rendono problematica la comunicazione, creando degli effetti dispersivi. Forse bisognerebbe studiare altre disposizioni nello spazio delle persone allo scopo di rendere le comunicazioni più efficaci: come ad esempio la soluzione di disporre le sedie in due cerchi concentrici.
Un’azione di gruppo effettiva ed efficace stenta dunque a partire. Siamo in una specie di stallo.
In questo contesto c’è uno che viene da fuori e che dovrebbe proprio governare questo aspetto importante, cioè quello della comunicazione all’interno del gruppo di lavoro. Io mi presento, qualificandomi, e comincio a parlare con lui, ma non ricordo bene di cosa parliamo.
Questo tizio, tuttavia, ascoltandomi, si rende conto che io ho qualcosa di significativo da dire e che posso supportarlo nella sua azione di verifica e di guida.
Ci sono delle distrazioni e degli avvenimenti, direi delle turbolenze, che continuano ad interferire sul corretto svolgimento della situazione e sull’esperienza stessa.
Lo scenario cambia più volte, ma mi mancano i dettagli

Poi, siamo alla periferia di un’enorme struttura architettonica delle dimensioni - vorrei dire - pari al Teatro Massimo di Palermo o forse al Colosseo.
Ci sono con me delle persone.
Questa struttura architettonica é mobile e comincia ad un certo punto a ruotare attorno al proprio asse verticale, come una trottola gigantesca.
Da tutt’attorno affluisce dell’acqua e la struttura ruota e ruota, senza scomporsi e senza perdere pezzi, con un movimento sempre più veloce e vorticoso e, in effetti, si costituisce un vortice d’acqua, un gorgo immenso, che affluisce verso il centro.
Io esorto persone che mi stanno vicino, a prepararsi perché presto tutti quanti saremo inghiottiti dal gorgo e suggerisco loro di aggrapparsi alla ringhiera di ferro, che contorna l’edificio, per resistere il più possibile al risucchio spaventoso.

Dissolvenza

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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