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24 maggio 2026 7 24 /05 /maggio /2026 05:57
Cadono tutte le cose di mano (immagine generata da Meta AI)

Devo fare il check-out in albergo e poi andare a rendere omaggio alla salma di qualcuno che deve essere seppellito di lì a poco 
L’operazione non è semplice
Innanzitutto, non mi ricordo più qual’é la stanza dove ho alloggiato; poi, quando finalmente fare ci arrivo, mi ritrovo con un’enorme quantità di carabattole che mi viene difficile gestire
Scendo nella hall e qui c’è una folla invereconda, poiché una comitiva di turisti è appena arrivata e sono tutti in coda per fare il check-in 
Intanto, mi accorgo di aver dimenticato qualcosa su in camera e quindi raccolgo tutte le mie cose - o meglio cerco di farlo perché mi cadono da tutte le parti - e ancora una volta ho dimenticato dove si trovi la stanza
Intanto vedo che alcuni miei amici sono già fuori dall’hotel pronti per andare
Io no, e mi ritrovo per giunta ad avere un grosso phon tra le mani, grosso quanto un carrarmato o una piccola astronave e, intanto, tutte le cose continuano a cadermi da ogni parte

Una situazione disperata, ma non seria

O, forse, un’opera buffa

Poi ho sognato di nuovo

Ero in campagna, davanti alla casa
Mi crogiolavo al sole in abito adamitico
All’improvviso sentivo il sordo brontolio del motore di un’auto al di là della cortina degli alberi che rende invisibile il fronte della casa a chi si avvicina al cancello
Mi alzai allora dalla sdraio per poter sbirciare in direzione del cancello
In effetti al di là di esso, chiuso come di norma c’era un auto tipo pandina ferma e con luci di posizione accese
Correvo dentro casa, a culo nudo e disturbato nella mie quiete di prima, gridando: Ale, Ale, c’è un visitatore al cancello!, come a dire: Ale, occupatene tu di questi disturbatori della quiete pubblica!
Ma la mia quiete adamitica era stata demolita irrimediabilmente

Dissolvenza 

Un visitatore inatteso (immagine generata da Meta AI)

Un visitatore inatteso (immagine generata da Meta AI)

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21 maggio 2026 4 21 /05 /maggio /2026 05:52
Il tempo che scorre e l'attimo fuggente

Stanco di aspettare
Stanco
Stanco

Il tempo scorre, inesorabile
Tic tac
Tic tac

Alla fine della teoria lunga,
eppur finita,
di anni,
mesi,
giorni,
ore,
minuti,
secondi
la bomba esploderà
e nulla rimarrà
Tic tac
Tic tac

Maurizio Crispi (19 maggio 2026)

Gabriel in spiaggia, verso il tramonto, nel 2018 (foto di Maurizio Crispi)

Quando cammino
per le vie della città 
al mattino presto 
mi occorrono sensazioni
uniche, irripetibili
(non sempre però,
si tratta di momenti speciali)
Così...
Un raggio di sole sghembo
che illumina di cromatismi accesi
la facciata di un condominio
La qualità del silenzio quasi assoluto
posato su ogni cosa come una coltre pesante
Il lieve tremito di una foglia ancora giovane
Il volo d'un merlo che cade giù
in planata dal suo nido arboreo
verso il prato sottostante
dove poi saltella vigile
becchettando
Un uomo solo 
seduto su di una panchina
nel parco vicino
fermo ad attendere la sua ora
Bottiglie vuote di plastica,
bicchieri di carta 
ed altri frammenti colorati
e di indefinibili provenienze 
che mulinano nella brezza leggera 
e  sembrano giocare tra loro
ad inseguirsi a vicenda o a fuggire
l'uno dall'altro
E quel  gabbiano che plana in alto,
improvvisamento affaccendato
Sono, queste, istantanee di purezza assoluta  
e di rara bellezza
Mi ritrovo a pensare allora 
che non vorrei mai perdere l'occasione 
di provare ancora queste sensazioni,
ancora e ancora 
Questo tipo di esperienza 
(che è, assieme, sensoriale e mentale)
- quando occorre - 
mi induce a pensare
che vi siano delle buone ragioni per vivere
e del pari delle buone ragioni per non morire
ed anche a sentirmi dispiaciuto nel dover riflettere
che ci sarà un momento in cui
tutto ciò finirà,
quando l'interrutore
passerà alla posizione off,
quando il filo della vita verrà reciso
irrevocabilmente dalla forbice di Atropo
Ma intanto -
ed è questa la salvezza - 
si gode e si gioisce dell'ora e del minuto presenti,
sia nella gioia sia nel dolore,
poichè in ambedue i capi del dilemma
sta la vita che di continuo scorre

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18 maggio 2026 1 18 /05 /maggio /2026 06:07

Notte opaca, senza sogni
Risveglio
Occhi spalancati
nel buio

Maurizio Crispi (17 maggio 2026)

Un uomo stanco (immagine generata con Meta AI)

Poi sognai
Traccheggiavo con l’auto e con le auto
Lasciavo la mia
Ne guidavo un’altra
Poi mi rendevo conto che l’altra non potevo prenderla, 
là dove l'avevo lasciata parcheggiata
perché ero già alla guida di una seconda auto
e allora dovevo organizzare qualcosa
per farmi accompagnare da qualcuno con una terza auto
per poter ritornare a prendere la prima
E allora che fine avrebbe fatto la seconda auto?
Alla fine dei conti mi avanzava sempre un’auto
Per quanto mi scervellasi non riuscivo a trovare una soluzione
Grandi complicazioni
Poi, mi trova immesso in una situazione
in cui ci sidoveva congedare da alcuni ragazzi del pararowing
che andavano via
forse in un'altra città 
e, prima di salutarli,
avremmo dovuto guardare tutti assieme
un video che li riguardava

Questo era -  ricordo bene -
un momento molto emozionante

Succedevano molte altre cose,
un turbinio di eventi, ma non li ricordo più

Ho sognato varie cose in loop
Ero da qualche parte, per strada o in una piazza,
e qui avrei dovuto incontrarmi con alcuni operatori del Servizio per le tossicodipendenze
per definire dei casi clinici
Tuttavia, ed anche qui ero in loop, non riuscivo mai a concludere
Rimaneva tutto incompleto ed indefinito,
ma soprattutto non c’era mai un luogo dove incontrarsi
Interagivo con molte persone (e colleghi) della mia vita passata

Dissolvenza

Maurizio Crispi (15 maggio 2026)

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12 maggio 2026 2 12 /05 /maggio /2026 11:26
Il merlo sul ramo (foto di Maurizio Crispi)

Ho visto le strie chimiche

E, poi, una grande croce bianca
stagliarsi nel cielo,
intersecato dal volo 
segmentato e nervoso delle rondini
Ho anche visto 
una grande forma di cacio
Aveva un aspetto gustoso
e avrei voluto subito addentarla 
come un topino vorace 
e scavarmici dentro una tana confortevole
Ma, per questa volta, l’ho lasciata andare
Sui rami spogli si posano i merli,
conversando tra loro 
Piume disperse giacciono a terra
Forse sono il resto 
del banchetto dei gabbiani predatori
Una superba parete di falso gelsomino
ha attratto la mia attenzione,
stordendomi con la sua dolcissima e pesante fragranza

Per oggi, non c’è altro, direi
Così mi pare, almeno

 

Poltrona cannibale (foto di Maurizio Crispi)

Il cielo è ammantato da un velo di nubi
Il silenzio è ancora profondo
Ma sento anche il tubare insistente di piccioni ciarlieri

Superfici riflettenti convesse
riflettono il mio sguardo
E poi una grande poltrona rossa reclinabile, 
con elevatore meccanizzato
si erge spaventosa sul marciapiedi
Potrebbe essere il mostro alieno che divora il passante incauto
In ogni caso, rappresenta bene
questa nostra città che solo
riesce a produrre volatili ed inutili monumenti

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10 maggio 2026 7 10 /05 /maggio /2026 06:41
Temporale notturno (immagine generata da Meta AI)

Il brontolio del tuono
mi ha d’improvviso svegliato
Soffiava il vento
e il battente della finestra
sbatteva ritmicamente
Ho guardato fuori
e tutto si s’è acceso
della luce livida di un lampo
Da dormiente, 
ero immerso in un sogno vivido,
ma il risveglio tumultuoso
l’ha fatto scivolare via
assieme alla pioggia
che batteva furiosa
Niente, 
nemmeno una traccia esile é rimasta
Eppure, 
era una scena onirica densa e articolata
Dopo la tempesta,
il silenzio s’è fatto assordante,
immenso

Poi, mi sono sistemato sul divano

Mi sono addormentato e ho sognato

Camminavo lungo le vie della città
e trovavo cose
Le raccoglievo da terra
Le esaminavo
Se mi piacevano, le tenevo
Ero, dunque, un raccoglitore
Attirava la mia attenzione 
un grosso oggetto traslucido
Aveva la forma di una grossa urna
Vi si distingueva alla sommità 
Una specie di coperchio,
costruito ad arte
perché non si vedeva alcuna commessura
Riuscivo a rimuoverlo,
non senza fatica, 
perché l’incastro era perfetto,
per scoprire che al di sotto
non c’era alcuna cavità,
ma ancora solo cristallo massiccio

Il venditore di oggetti di latta (immagine generata da meta AI)

Ero contento di questo ritrovamento
che mi faceva pensare 
ai famosi teschi di cristallo andini
Continuavo a camminare
con quest’urna sotto il braccio
che non mi pesava proprio,
malgrado il suo aspetto massiccio
e  vedevo un auto 
Il cui tetto era carico di utensili
di latta e di alluminio,
in quantità enormi 
e varietà indescrivibili, 
per tutti gli usi e necessità 
Di fronte, c’era una bottega
la cui vetrina era affollata
dallo stesso genere di utensili
Pensavo che avrei dovuto tornarci
in questo nuovo negozio
Rovistando, ci avrei potuto trovare
qualcosa di utile,
così pensavo

Dissolvenza

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7 maggio 2026 4 07 /05 /maggio /2026 06:28
Arcate crollate (immagine generata da Meta AI)

Ho sognato che mi muovevo per le vie della mia città e la vedevo disastrata, come se - dovunque - fosse stata sottoposta a pesanti bombardamenti
Per esempio, nei pressi del porto, una rampa in salita sostenuta da magnifiche arcate di pietra era interamente crollata e suoi giganteschi frammenti giacevano a terra, ingombrando il cammino nella strada sottostante
Altrove dei malacarne avevano organizzato dei chioschi abusivi per la vendita di bevande alcoliche e altri ristori di dubbia qualità 
Io camminavo e osservavo
Ad un certo punto, s’accostava a me una grande berlina nera con i vetri oscurati
Il finestrino di dietro si abbassava lentamente e compariva il volto del sindaco in persona a cui io tutto riferivo, di ciò che avevo visto, come se lui potesse essere un Risolutore, anche se in cuor mio avevevo la neta percezione ch fosse soltanto un satrapo di infima qualità e dalla capacità di governo quasi nulle.
Poi me ne andavo, proseguendo nel mio cammino, e c’erano molte altre cose che colpivano la mia attenzione e che annotavo con solerzia nel mio taccuino mentale
Il mio compito di esploratore e di osservatore delle cose guaste era inesauribile e senza fine
ero un geografo del disastro e speravo di imbattermi prima o poi in un vero Risolutore, qualcuno che veramente prendesse a cuore i problemi, le desolazioni, le devastazioni, i malcostumi che io avrei potuto segnalargli

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3 maggio 2026 7 03 /05 /maggio /2026 07:11
Il percorso nella caverna-palestra (immagine generata da Meta AI)

Mi sono iscritto ad un’enorme palestra, tecnologica, superattrezzata, con sale, salette, campi da gioco delle più diverse discipline, piscine e piscinette, saune, vasche per l’idromassaggio, e disposta su diversi piani, alcuni dei quali sprofondano sottoterra
Incredibile e fantasmagorica...
Ci vado per la prima volta 
Ci vado vestito con il minimo, cioè a piedi scalzi e in costume da bagno
Entro, superando i controlli (e le relative barriere di sicurezza), e poi comincio a correre, lento e metodico, percorrendo senza fretta tutti i diversi spazi
Faccio avanti ed indietro
Su e giù 
Alcuni degli spazi sono affollatissimi di altri frequentatori che, come me, corrono
Altrove, invece, gli ambienti sono del tutto deserti, grandi quanto immense cattedrali vuote e cavernose
Ogni tanto il pavimento, lavato di fresco, è scivoloso e devo ricorrere a tutta la mia abilità per non slittare malamente
Ma vado avanti
Percorro il circuito intero diverse volte, anche se, ogni volta, mi accolgono prospettive diverse e cangianti come se fossi all’interno di architetture disegnate da Escher
Potrei correre per sempre
Ma per ogni cosa umana c’è una fine, prima o poi
Penso che alla fine di questo mio allenamento sarà bello concedermi una bella doccia corroborante
Mi rendo conto di non aver portato con me nulla per tale evenienza, né bagnoschiuma, né telo da bagno, né accappatoio
Mi sento sconfortato davanti alle uniche alternative possibili: farmi la doccia e rimanere tutto colato, oppure tornarmene a casa, rinunciando al beneficio dell’acqua

Salus per Aquam

Dissolvenza 

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26 aprile 2026 7 26 /04 /aprile /2026 06:36
SpiceLife (Immmagine generata con l'aiuto di Meta AI)

Nel sogno ho a che fare
con una serie di prodotti
per l’integrazione alimentare
e per la stimolazione naturale del metabolismo
immessi nel commercio
con il brand “Spezial SpikeLife
Nella loro preparazione
le spezie hanno un ruolo
di primo piano
Questi prodotti
in tempi in cui si discute
di metabolomica
li promuovo,
li pubblicizzo
e li consumo io stesso
H24,
di notte e di giorno
di giorno e di notte
Grazie a loro (detti prodotti)
mi sento pimpante e vitale
e ho un toro nelle mutande
Di continuo, ne do testimonianza
Sono un costante influencer
Bevo i prodotti a garganella
davanti a tutti,
sprizzando scintille e scintilline
subito dopo aver assunto la dose

Bevete Spezial SpikeLife
e la vostra vita sarà
calda e sicura,
brillante e scintillante,
ma anche performante”
,
questo è il mio magico slogan
che dico e ripeto
ad amici, a parenti ed anche a serpenti

Di più non ricordo

Dissolvenza

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26 aprile 2026 7 26 /04 /aprile /2026 06:27
La lotta per il controllo dell'acqua (immagine generata da Meta AI)

Sto viaggiando su di un autobus dopo aver lavorato
Devo percorrere un tratto di strada per arrivare alla stazione delle Ferrovie per prendere un treno e tornare a casa
La porta del bus, però, alla fermata giusta non si apre o rimane bloccata 
Per farsela aprire bisogna pigiar forte un pulsante rosso: non si può sbagliare!
Lo pigio con forza, ma il comando non risponde
Intanto viene a tampinarmi uno dell’Ufficio Gestione Risorse Umane e mi dice di passare dal suo ufficio per dargli tutti i dati per la mia anagrafica
Sono imbarazzato da questa richiesta 
É tardi e devo andare alla stazione a prendere il treno
Gli dico: Adesso non posso! Passeró domani! 
Quello sembra contrariato, poi abbozza e se ne va, scrollando le spalle
L’autobus riparte 
Vuol dire che scenderò alla prossima, mi dico
Arrivo alla fermata, e noto che la strada è tutta allagata, come se fosse appena finita un’improvvisa pioggia a tempesta
Scendendo dovrò attraversar a guado 
Pigio il pulsante rosso ma la bussola non si apre
Bussola! Bussola!, grido al conducente
Ma non c’è niente da fare 
L’autobus, inesorabilmente, riparte
Come farò a tornare a casa adesso?
Ammesso e non concesso che io riesca a scendere alla prossima fermata, poi dovrei percorrere a piedi tutta la strada sino alla stazione; e poi non so se sarò capace di orientarmi 
Del resto, sono in una cittá che ancora non conosco bene
Non so che fare a sto punto
Qualcuno mi dice che il tale che conosco é partito con una nuova infermiera per trascorrere il fine settimana da qualche parte ed io mi dico: Ma com’è possibile! Non C’é più mondo!, riflettendo sul fatto che i due sono abbastanza incompatibili e che il tale è individuo piuttosto rozzo

Succedono molte altre cose

In una parte precedente dello stesso sogno io ero preposto al governo dell’erogazione dell’acqua nella cittá intera ma venivo ingaggiato in una lotta per il suo monopolio con un losco figuro che cerca di avere il predominio
E una guerra logorante ed intanto tutta l’acqua scorrre via e si perde da una selva intricata di tubi e condotte

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22 aprile 2026 3 22 /04 /aprile /2026 06:29
Immagine generata da Meta AI

Sono in un luogo misterioso e indecifrabile, forse anche arcano
Sono successe molte cose, prima, e non le ricordo
Mi trovo davanti ad un enorme palcoscenico
Davanti ad esso (e girato di spalle, quindi con la spalliera addossata al proscenio) vi è un divano enorme sul quale potrebbero accomodarsi dei giganti o dei ciclopi
Sul palcoscenico si muovono due personaggi grotteschi, mascherati e irriconoscibili
Sembrerebbe che portino sul viso delle maschere giapponesi Kabuki e si muovono lentamente girando l’uno attorno all’altro in una danza silenziosa e muta
Ciò che avviene lì sul palcoscenico attrae immediatamente la mia attenzione e vorrei avvicinarmi per fotografare la singolarità di quanto sta avvenendo
Tuttavia, per avvicinarmi e mettermi in una posizione di ripresa propizia dovrei inerpicarmi su quel divano per giganti
E non è un’impresa facile dal momento che indosso enormi scarponi, pesantissimi, imbottiti di piombo e pietre
Con questi stivali gravosi addosso, devo apparire come una figura sicuramente caricaturale, e mi vengono in mente certi personaggi di Robert Crumb
La mia mobilità è molto limitata per via dell’ingombro e del peso di questi stivaloni che non sono certamente gli stivali delle sette leghe e, in più, il divano é d’una morbidezza esasperante, cosicché ogni singolo passo di avvicinamento mi costa una fatica brutale e i piedi di pietra e metallo sprofondano inesorabilmente nel tessuto e nell’imbottitura sottostante che è di un’anomala morbidezza
E dunque profondo più volte sino al ginocchio, come se stessi camminando sulle sabbie mobili e, ogni volta che mi sembra di avere raggiunto una postazione di ripresa ottimale, i due personaggi sul palco si spostano, oppure uno dei miei due piedi viene vieppiù inghiottito nell’imbottitura e, quindi, quando ciò accade, perdo di colpo l’inquadratura
Un’altra difficoltà è data dal fatto che l’estremità superiore del divano è ricoperta da una quantità di piccoli oggetti fragili e delicati, dei quali alcuni sono ciotole e bicchieri di cristallo intarsiato che a loro interno contengono altri piccoli oggetti, come monili, piccole pietre e pezzi di vetro levigati dal mare, conchiglie e gemme senza valore o anche monete
Nei miei goffi movimenti e sprofondamenti la stoffa che ricopre la testiera del divano si tende e questi oggetti si muovono e cadono in giù riversando il loro contenuto e rompendosi
Ed io cerco di evitare il più possibile il danno
Per alcuni degli oggetti non c’è nulla da fare, perché il loro contenuto si disperde in mille rivoli o essi stessi - i contenitori - si frantumano
Alcuni altri riesco ad acciuffarli in tempo e a metterli in salvo (ancora una volta il the di The Catcher in the Rye…)
Le operazioni di salvataggio mi distolgono del tutto dal mio obiettivo e rimango impantanato in questa attività
Forse sarebbe meglio rinunciare e non fare più nulla del tutto, rispetto al mio piano originario
I due personaggi in maschera sul palcoscenico continuano imperturbati ad eseguire i complessi movimenti della loro pantomima

Dissolvenza

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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