Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
19 dicembre 2025 5 19 /12 /dicembre /2025 09:48

Questo scrissi un anno fa circa

Maurizio Crispi (8 dicembre 2024)

Tramonto sul mare del porto (foto di Maurizio Crispi)

Soffia il vento 
a raffiche

Porta via i pensieri
come sabbia fine
o volute di fumo impalpabile

Anch'io vengo trascinato via
da un mulinello improvviso
e mi ritrovo a vagare
nel mondo dei ricordi 
più lontani,
cercando un senso,
il bandolo d’una matassa 
ingarbugliata e indistinta

Da dove sono partito?
Quali vie ho percorso
per arrivare dove sono arrivato?
Perché ho fatto alcune scelte 
e non altre?

Mi rendo conto 
che, a volte, seguiamo alcune strade
e non altre
per conformismo,
per comodità,
per mancanza di un sogno
o di una visione

Spesso decidiamo di andare
lungo la strada che molti altri imboccano,
(ci uniamo al gregge, insomma)
illudendoci d’esser liberi e autonomi
Rinunciamo a costruirci la nostra strada,
una via che sia unica e irripetibile
perché fatta a nostra misura

Andiamo avanti,
seguendo altri,
facendo quello che riteniamo 
essere il nostro dovere
Si aprono opportunità,
facciamo delle scelte,
scendiamo da un tram,
saliamo su di un carro diverso,
poi cambiamo di nuovo

È più che altro il Caso 
a governare le nostre scelte
Poi, a posteriori,
ci costruiamo su
un racconto mitologico,
l’epica delle origini,
per dare ordine al Caos
e per dare un senso generale
al percorso che abbiamo seguito,
introducendo magari 
la retorica del “Volli, volli sempre,
fortissimamente volli


In realtà, abbiamo governato
ben poco la nostra rotta

Solo il Caso è stato padrone assoluto
delle nostre pseudo-scelte
che poi la nostra narrativa
ha trasformato in Necessità,
in ineluttabile, ineludibile, Destino

 

Condividi post
Repost0
14 dicembre 2025 7 14 /12 /dicembre /2025 03:07

Scrivevo questo un anno fa

Maurizio Crispi (14 dicembre 2024)

Parco nazionale Gran Sasso (dal web)

Ho visto un’auto incendiata, ieri

Un’altra con i vetri spaccati

Mesi fa ne avevo visto sette o otto
parcheggiate nella stessa via
e tutte con i finestrini rotti

Alcuni mesi fa, ho adocchiato
un’altra auto incendiata,
non lontano da dove abito

C’è un folle folletto
che gira per le strade 
appiccando fuochi 
e spaccando tutto

Forse l’hanno beccato in flagranza,
così mi è giunta notizia,
anche se non di ieri

Tutto ciò è sintomo d’una deriva
preoccupante, per certo

Un tempo, conobbi uno
Lo incontrai per caso
durante un campeggio
nel Parco del Gran Sasso,
luogo bellissimo ed intatto

Era attendato vicino a me
Quando venne notte
ed io stavo per addormentarmi
fui all’improvviso destato
da un grido prolungato,
ferino e lacerante,
devastante,
nel silenzio profondo 
della notte stellata

Mentre cercavo di riprender sonno,
arrivó un secondo urlo
ancor più violento
e poi un altro 
e un altro
con una cadenza irregolare

Rinunciando al sonno,
misi la testa fuori dalla tenda
e gridai a quel tipo
di smetterla
Lui mi disse che non poteva
Gli chiesi perché 
Mi rispose che veniva
in questo posto 
apposta per gridare
Gridare lo faceva stare bene
Gli procurava un senso di liberazione
Un senso di potenza 
Gli consentiva di lasciar andare 
un eccesso di energia
che sentiva prorompente dentro di sè
e che minacciava di farlo esplodere

Gli dissi che però non poteva farlo
vicino alla mia tenda
e che, se proprio sentiva
quella necessità irrefrenabile, 
che almeno si allontanasse da me

Forse mi diede ascolto, non so
Però quella notte, alla fine riuscii 
a prendere sonno

Tornando all’appiccatore di fuochi
e al frangitore di vetri
c’è da dire che ravviso 
un’analogia con quel frangitor di timpani
ma mi sento anche di commentare
che i tempi cambiano 
in modo drammatico
e che le azioni di teppismo violento
si moltiplicano senza ritegno
senza alcun rispetto 
della civile convivenza
e, ormai all’ordine del giorno,
si esprimono con derive 
sempre più pericolose
e lesive della libertà altrui

Almeno, quel tizio,
per lanciare le sue urla belluine,
se ne andava in un luogo di natura
isolato e poco frequentato
In modo confuso
aveva ancora la percezione
che, per poter perseguire
ciò che sentiva come un suo bene
o beneficio assolutamente necessario
doveva il più possibile allontanarsi
dall’umano consesso

Oggi no, 
accade drammaticamente
che la percezione dell’Altro da sé
venga ad essere del tutto cancellata

(www.rosalio.it) Finestrini rotti nelle auto in zona Lazio-Statua, preso un diciassettenne
Nei giorni scorsi circa duecento automobili nelle vie limitrofe a viale Lazio e piazza Vittorio Veneto sono state danneggiate. Non era chiaro il movente perché in molte non si sono verificati furti, quindi si era pensato in un primo momento ad atti di vandalismo o a furti di spiccioli per disperazione o per l’acquisto di droga. Stanotte è stato fermato un diciassettenne in flagranza di reato.

Una residente stanotte ha visto il ragazzo in azione e ha chiamato il 112. Gli agenti lo hanno catturato ma un complice è riuscito a fuggire. Ha dichiarato: «Lo faccio per passatempo» prima di essere riconsegnato ai genitori nel quartiere Acquasanta. È scattata la denuncia a piede libero per danneggiamenti.

 

Condividi post
Repost0
9 dicembre 2025 2 09 /12 /dicembre /2025 06:13
Immagine generata da AI

É arrivato il giorno di festa 
ed è passato
Il giorno dell’Immacolata
che apre la strada alla sfilza
delle festività natalizie,
con la loro duplice faccia, 
religiosa e materiale,
e l’impeto a cascata
delle abbuffate a ripetizione
e dell’orgia di regali,
degli scoppi e dei botti,
e delle intemperanze

Sogno poco di questi tempi
e ricordo meno
Sognavo che mi accingevo a cambiare casa
Fervevano i lavori di risistemazione
per preparare la mia nuova dimora 
ad accogliermi
C’era il mastro di mia fiducia
che metteva a punto le ultime cose 
ed io ero lì che mi aggiravo
in quella casa nuova e ancora senz’anima
chiedendomi “Perché? 
Cosa mi ha condotto qui?
Cosa me lo fa fare?
Non ero contento
Anzi, ero un’anima in pena
Mi sentivo sottoposto ad una grande tensione
La casa (nuova) era spoglia
ma già dotata di un frigo,
funzionante e ben fornito
Aprivo il suo portello per curiosare,
confortato dal suo sommesso ronzio,
constatando che era strapieno
di ogni tipo di leccornia,
di quelle che si mangiano a profusione
nei giorni festivi,
come quelli che verranno a breve
Vedevo guantiere piene di 
panelle,
crocché,
arancine,
teglie di pasta al forno e lasagne,
preparati di finocchi gratinati,
carciofi e broccoli in pastella,
e tanto altro
E poi dolci a profusione,
e un’intera colata di cioccolato fondente,
appena uscito dalla fabbrica di Willy Wonka
Di quest’ultimo spezzavo un pezzo,
con concupiscenza 
e cominciavo a sgranocchiarlo
in estasi
Era buonissimo,
perfetto,
sublime
Tutto dimenticavo dei miei crucci
ed incertezze
Tanta roba!

É Natale (quasi)!
Auguri a tutti,
bagnati e asciutti!

E' arrivato il giorno della festa
E' arrivato il giorno della festa
E' arrivato il giorno della festa
E' arrivato il giorno della festa

Luci di Natale
Merry Christmas, dicono, ammiccanti
Ma nell’osservarle vedo soltanto gelo interiore e mancanza di emozioni
Ma sarà poi questo il Natale?
Che senso c’é,
Quando tanta gente muore di fame, di freddo e di guerra?

Maurizio Crispi (18 dicembre 2025)

Condividi post
Repost0
4 dicembre 2025 4 04 /12 /dicembre /2025 06:35
Il raccolto delle olive 02.12.2025 (foto di Maurizio Crispi)

Questa è bella!

Ho sognato che ero istruttore in una palestra e qui, nel frammento di sogno che ricordo, ero impegnato a spiegare accuratamente ad un pubblico di astanti esclusivamente femminile la procedura per preparare le olive in salamoia.
La spiegazione era lunga e laboriosa, punteggiata di continue (e fastidiose) interruzioni e digressioni
Mi comportavo con sussiego, come se le mie spiegazioni fossero argomento degno di una Lectio Magistralis
Il tutto nasceva dal fatto che, poco prima, nelle pieghe degli abiti che indossavo avevo trovato una decina di “passuluna” in perfette condizioni e mi ero accinto a metterli in salamoia, appunto
Le mie spiegazioni procedevano in modo tormentato
Ogni oliva vale, mi ha insegnato il contadino, e non deve essere sprecata
Ieri, mentre i cutuliatori erano al lavoro, raccoglievo ogni singola oliva che saltava fuori dalla superficie delle tende…

É questo è quanto

Dissolvenza

 

Condividi post
Repost0
24 novembre 2025 1 24 /11 /novembre /2025 06:15

Ero in viaggio, non da solo
Facevo parte di una comitiva piuttosto numerosa
Non ho idea da quale luogo fossimo partiti, nè dove fossimo diretti
Ricordo soltanto che eravamo impegnati in un faticoso transfer, attraverso una sequenza di stanze, corridoi, cortili, ciascuno portando un pesante borsone con i propri effetti personali

Maurizio Crispi (23.11.2025)

It's a lovely war

Ci provo
Ci provo
Provando e riprovando
Ci provo-lo 
Ci provo-lo
Auricchio piccante 
Primo sale
Canestrato 
Forte odore di cacio stagionato,
anche nelle mani 
Mani da casaro
Un due!
Un due!
Un due!
Ritmo!
Ritmo!
Un due!
Un due!

Ed ora tutti giù per terra!
Saltelli 
E ancora saltelli
Op!
Op!
Op!

Ritmo!
Ritmo!
In alto le braccia
Scuotimento di mani
come fossero fronde arboree
scosse dal vento

Il vento,
grande cotoliatore!
Non vedo l’ora di esser me stesso,
ma anche di uscire da me stesso
ed essere altro da me

Aspettando Godot

Poche parole ogni tanto,
qualche grugnito di assenso
Sì sì
No no
Sì no
No sì


Spesso il silenzio,
mancanza di parola,
il vuoto e lo spazio siderale
che s’interpone

It’s a long, long, way to Tipperary

It’s never too late to mend

Chi sa mai perché, in chiusura, ho pensato proprio a questa canzone It's a long, long, way to Tiperrary"?

It's a long way to Tipperary

Up to mighty London came
An Irish lad one day
All the streets were paved with gold
So everyone was gay!
Singing songs of Piccadilly
Strand, and Leicester Square
'Til Paddy got excited and
He shouted to them there:
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square!
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there
Paddy wrote a letter
To his Irish Molly O'
Saying, "Should you not receive it
Write and let me know!
If I make mistakes in "spelling"
Molly dear", said he
"Remember it's the pen, that's bad
Don't lay the blame on me"
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there
Molly wrote a neat reply
To Irish Paddy O'
Saying, "Mike Maloney wants
To marry me, and so
Leave the Strand and Piccadilly
Or you'll be to blame
For love has fairly drove me silly
Hoping you're the same!"
It's a long way to Tipperary
It's a long way to go
It's a long way to Tipperary
To the sweetest girl I know!
Goodbye Piccadilly
Farewell Leicester Square
It's a long long way to Tipperary
But my heart's right there


 

Condividi post
Repost0
24 novembre 2025 1 24 /11 /novembre /2025 06:05

Ho sentito un forte odor di broccoli
Ieri abbiamo mangiato
un broccolo di provenienza oscura

Maurizio Crispi

Il colore venuto dallo spazio

"Ieri abbiamo mangiato un broccolo di provenienza oscura".

Queste parole, pronunciate con una leggerezza che in seguito avremmo maledetto, segnarono l'inizio del nostro incubo.

Il vecchio agricoltore, con occhi vitrei e mani che sembravano radici contorte, ci aveva avvertito, del resto.
Ma la fame e la curiosità ebbero la meglio sul buon senso.

Il vegetale, di un verde così profondo da sembrare nero sotto la luce fioca della luna, era stato trovato in una cesta abbandonata ai margini del bosco di Altavilla, in un luogo che gli abitanti del piccolo paese evitavano come la peste.
Il broccolo non aveva etichette, né altri elementi che indicassero la sua provenienza e la sua tracciabilità. Chi lo aveva coltivato? Dove? perchè? Non sembrava possedere tutte le qualità di un broccolo ordinario, eppure - per quanto in una maniera distorta - ci assomigliava: in più, attorno ad esse l'aria si distorceva e ne emanava una strana, quasi impercettibile, pulsazione che notammo solo dopo averlo portato in casa.
Ale, sempre audace nelle esperienze gastronomiche, lo aveva cucinato, riempiendo la nostra piccola cucina con un odore pungente, terroso, che ricordava l'umidità delle cripte.
Mentre lo consumavamo, un vento gelido si insinuò dalle fessure delle finestre, nonostante la stagione fosse mite.
Il sapore della pietanza che venne scodellata nei nostri piatti era indescrivibile: ferroso, amaro, con un retrogusto che ricordava la terra bagnata di fresco di una tomba aperta. Eppure, eravamo stranamente incapaci di smettere di mangiare finché non fu consumato fino all'ultimo, inquietante gambo.
Quella notte, il vero orrore ebbe inizio.
I nostri sogni divennero rutilanti e cominciarono a dispiegarsi in visioni distorte: non vedevamo più volti umani, ma un'infinita distesa di campi arati sotto un cielo cupo e opprimente, color sangue, e il suono di una vanga che colpiva la terra dura incessantemente e, ogni tanto, si levavano orrendi rumori di risucchio
Al risveglio, i nostri riflessi nello specchio ci apparvero distorti, mentre le nostre ombre si allungavano in modo innaturale, muovendosi con una volontà propria e sprigionando sinuosi tentacoli e viticci.
Sentivamo il bisogno irrefrenabile di tornare in quel bosco, di cercare l'origine di quella pianta maledetta che, così incautamente, avevamo ingurgitato
Guardando i nostri riflessi distorti nello specchio, avevo l’impressione che non fossimo più noi e che ci stavamo trasformando in qualcosa di altro, che cioè non si trattasse di una semplice dispercezione ma che noi stessi, in ogni nostra fibra fossimo in via di metamorfosi
Un'orribile ed indicibile trasformazione, invero, come essere diventati dei putridi vegetali marcescenti dalle fattezze ancora vagamente umane
Ah! Quel broccolo di provenienza oscura ci aveva corrotto irrevocabilmente, prima con il suo richiamo e poi indicendoci a nutrircene, al di là di ogni ragionevole prudenza.

Condividi post
Repost0
20 novembre 2025 4 20 /11 /novembre /2025 13:40
Ecoute

Ecco che vengo fuori da un sogno movimentato nel quale sono successe, come spesso capita, molte cose
Ne ricordo solo pochi dettagli 
Ero in un grande parco, che potrebbe essere con molta verosimiglianza quello della Favorita a Palermo, anche se non è esattamente identico a quello della realtà, come quando ci si muove in una situazione in cui tutto appare identico alla mondo che già conosciamo e però ci sono delle piccole e sottili differenze che introducono con un piccolo brivido, l’idea che forse non siamo proprio in quel posto e che forse stiamo vivendo in una realtà parallela, in un’altra dimensione. Ed è questo pensiero a generare sovente il perturbante

Stavo facendo un percorso (di salute, forse anche di vita)
In una radura in mezzo a grandi alberi trovavo, abbandonati fra l’erba, due marchingegni per scagliare delle frecce, simili nella loro concezione alle balestre.
Prima ne scorgevo uno, e poi ne vedevo un altro seminascosto dalla vegetazione 
Lo prendevo, lo esaminavo accuratamente, constatando che era ancora in ottime condizioni d’uso e decidevo di prendermelo per portarlo a casa
L’altro decidevo di lasciarlo lì dov’era (giusto per non essere troppo avido). Peccato che, assieme a loro, non vi fossero abbandonati in giro anche dei dardi.
Poi proseguivo il mio giro esplorativo, occasionalmente incontrando qualcun altro che camminava stralunato lungo i viali altrimenti deserti del parco, anime perse come me.
Mi ritrovavo ad imboccare un vicolo cieco che mi conduceva ad un casale, attraverso un cancello lasciato aperto,
Non si poteva proseguire oltre 
Da uno degli edifici che contornano la corte interna veniva fuori un tizio con un aria ostile e mi chiedeva brusco cosa ci facessi lì, aggiungendo che quello spazio era proprietà privata e che, dunque, io ero intruso, un trasgressore perseguibile anche ai sensi di legge
Mi scusavo allora, profondendomi in mille parole, cercando di mettere in evidenza la mia buona fede e l’assenza di malizia alcuna
E me ne andavo insalutato ospite
Alle mie spalle, appena varcata la soglia, arrivava uno che chiudeva un pesante cancello di ferro con forte clangore 
Muovendomi in giro, mi ritrovavo in un’altra grande corte fiancheggiata da edifici magnifici, forse settecenteschi
Il pavimento della corte era rivestito di lastre di marmo sulle quali ruscellava dell’acqua
Camminarci sopra non era sicuro e c’era il rischio concreto di slittare e, quindi, di capitombolare 
Anche qui cercavo una via di uscita, ma non ve ne erano 
Anche questa volta dunque ero andato a ficcarmi cose in un vicolo cieco 

Aiuto! 
Come farò a venire fuori da questo mondo? 

 

La statua "Ecoute"

Dissolvenza

La foto ê l’elaborazione della scultura di grandi dimensioni intitolata "Écoute" (Ascolta). 
È stata creata dallo scultore francese Henri de Miller. 
Si trova a Parigi nel quartiere di Les Halles, più precisamente sul lato esterno della Chiesa di Saint-Eustache.
La scultura monumentale in pietra rappresenta una gigantesca testa con una mano portata all'orecchio, come in ascolto, che emerge parzialmente dal terreno o dal muro su cui è appoggiata. 
Questa scultura è un punto di riferimento iconico e insolito della zona.

Condividi post
Repost0
20 novembre 2025 4 20 /11 /novembre /2025 11:45
Cielo blu con nuvole (foto di Maurizio Crispi)

Io non salto
Tu salti?
C’è invero qualcuno che as-salta
(una speciale categoria di saltatori
più aggressiva)
Salta tu,
che salto anch’io
Chi non salta in compagnia
o fa il ladro o fa la spia
Tutti saltammo a stento
Il saltator cortese
Il saltator stizzoso
Il saltator benevolo e quello malevolo
I saltatori al buio 
I saltatori nel buio
E ci son anche i saltatori in basso
e al ribasso 
E quelli che si limitano a saltar di lato

Salta tu,
che salto anch’io
Chi non salta in compagnia
o fa il ladro o fa la spia
Tutti saltammo a stento
I saltatori al buio 
I saltatori nel buio
I saltatori bendati e ciechi,
come la Fortuna
E ci son anche i saltatori in basso
e al ribasso 
E quelli che si limitano a saltar di lato

Ci sono i saltatori-grilli
e quelli che saltano 
come cavallette esaltate
e, mentre si divertono,
infastidiscono il prossimo
E vogliamo parlare
di coloro che saltano il fosso,
sfidando la sorte? 
E che talvolta saltano anche la fossa,
mentre i becchini 
sono intenti a scavarla?
Non dimentichiamoci, poi, 
dei saltatori di banchi
che, nei secoli, 
son divenuti i saltimbanchi,
a volte impropriamente
paragonati con gli stambecchi

Vorrei qui menzionare i saltalamerda,
che, cioè, son coloro che camminano saltando 
per evitar di calpestare barocchi riccioli di merda
abbandonati lungo la via
Abbiamo anche i saltimbocca, 
ma questa genìa di saltatori
è considerata un po’ invadente, 
il perché è evidente
Aggiungerei qui 
anche quelli che saltano di gioia
e quelli che saltano, 
perché il loro cammino
è un letto di tizzoni ardenti,
ma poi ci sono quelli 
che ci hanno fatto l’abitudine
ed anche sul terreno più urente
camminano come fosse niente

Ci son quelli presi dal salto di San Vito
parente stretto dell'omonimo ballo
e che saltano sino a stramazzare al suolo,
come cavalli uccisi dalla fatica

Infine, a coronare il tutto,
non possiamo non menzionare
quelli che amano il salto al buio
e nel buio, 
costi quel che costi,
ma anche i saltatori nel vuoto
che sono vieppiù amanti del pericolo

E qui mi fermo e più non dico
e anch’io prendo a saltare
salto salterino 
salto salterino 
salto canterino
e tutti giù per terra!

Ridicoli e demenziali

Condividi post
Repost0
18 novembre 2025 2 18 /11 /novembre /2025 11:42
uovo sodo (dal web)

Ho dormito sodo, 
come un uovo sodo.
Sarà perché iersera 
mi son fatto un bel brodo,
con l’ultimo esemplare di Dodo,
che qualcuno aveva catturato di frodo,
lasciandolo appeso a frollare ad un chiodo,
ma senza fare il nodo
Ecco, proprio lì, 
dove il pescatore di frodo
aveva lasciato la sua rete, 
piena di pesci per il brodo
(che non avrebbe dovuto 
pescare in codesto modo), 
il gatto di casa avea lì deposto,
senza ritegno, 
il suo bel comodo


È stato, direi, 
un bell'accomodo,
molto comodo, 
per far le cose semplici 
e a modo,
ma vorrei qui dire 
che rispetto a quel Dodo 
cotto in brodo,
pur sempre preferisco 
un ovetto sodo,
innaffiato 
con un’Oransoda Crodo
(todo modo
un crodo dopo crodo,
l’é proprio un bel modo),
e magari accompagnato anche 
da un bel tozzo 
(di quel buon pane fatto in casa), 
con un top di marmellatina d’arancia,
come quella che mia nonna 
faceva un di’
con le arance belle sode
colte nel suo giardino
proprio lì, a Tortolì,
un vero e proprio lodo 
al buon gusto, todo modo,
senza condono

Evviva il magnifico brodo
(ma non di Dodo)
del buon tempo antico!

Evviva l’ovo sodo!

Condividi post
Repost0
15 novembre 2025 6 15 /11 /novembre /2025 11:24
Le chiavi smarrite (foto di Maurizio Crispi)

Cose che capitano!

Stamane mi accingevo ad uscire molto presto per andare in campagna e stavo impazzendo, letteralmente, perché non riuscivo più a trovare le chiavi della macchina 
Le ho cercate dovunque per mari e per monti, per laghi e per fiumi, per stelle e per pianeti, persino rovistando nelle più lontane galassie, anche perché ieri sera, rientrando a casa non le avevo messe al loro usuale posto, che è un piccolo gancio portachiavi nei pressi della porta d’ingresso.
E niente da fare, non potevo proprio trovarle! 
Con molto fastidio, mi accingevo dunque ad uscire prendendo la chiave di riserva che se ne sta appesa solitamente a quello stesso gancio e vado per mettermela al collo
Le chiavi della macchina, sia quella principale sia quella di riserva sono fornite di un cordone colorato che le rende più visibili 
E mentre faccio ciò di cosa mi accorgo?
Che la chiave che andavo cercando ce l’avevo già appesa al collo e che lì era stata per tutto il tempo della mia ricerca!

Tapino me!
Me Tapino!

Cose che, per fortuna, non capitano solo a me...

 

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth