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12 marzo 2015 4 12 /03 /marzo /2015 23:04
Seconda visita ai Royal Botanic Gardens Kew: anche questa volta non sono rimasto deluso

Il 9 marzo (2015) siamo andati a fare una bella escursione ai Kew Royal Botanic Gardens, in direzione di Richmond, proprio al limitare del territorio urbano di Londra a Ovest. Un'enorme area che un tempo faceva parte della tenuta di un palazzo reale e che, successivamente,è stata trasfomata in Giardino Botanico.
Ci abbiamo portato la mamma di Maureen, in visita.
Per me è stata la seconda volta: la prima visita con Maureen, quando ancora Gabriel non era nato.
Quella prima visita cadde in un altro periodo dell'anno: eravamo in prmavera inoltrata e c'era un trionfo di fioriture e mille fragranze nell'aria.
Ma anche questa volta, pur nella grigia atmosfera decisamente ancora invernale, benché ci stiamo avvicinando alle soglie della primavera, è stato bello: a dimostrare che uno stesso posto si può presentare con mille volti, in ogni diverso periodo dell'anno e che c'è sempre tanto da scoprire, unaa inesauribile miniera di dettagli, dai macro-elementi alle cose più minute.
Per esempio, questa volta  siamo entrati nella grande Serra delle Palme: una struttura fantastica e ardita, tutta di ferro dipinto e di vetro che racchiude uno spazio gigantesco che è un trionfo delle foreste pluviali e tropicali del Centroamerica e dell'Asia.

Sembrava di camminare all'interno della foresta amazzonica o dentro qualcheanalogo habitat tropicale asiatico, sia per la temperatura sia per i grevi odori di terra umida e di essenze profumate..
Poi, siamo andati ad un Coffee Shop allestito sotto enormi gazebo climatizzati e qui ci siamo fermati per rifocillarci con una bibita, ma mangiando i panini imbottiti portati da casa.

Al termine di questa sosta per rifocillarci, Maureen e la mamma, con Gabriel, sono andate a fare un giro ed io sono rimasto al caldo perchè era afflitto da una tosse insistente e il naso mi colava.
E ho passato un po' di tempo confortevolmente (a parte i miei sintomi) leggendo.
Quando Maureen, Margie e Gabriel sono tornati, sul finire - prima di andare via - siamo entrati in una grande struttura, adibita ad area giochi per i piccini, ma sempre "tematica", nel senso che tutti i vari giochi era ispirati alle tematiche botaniche.
Infine, con qualche difficoltà, poichè ci siamo persi nell'immensità del Parco e, ricercando l'uscita attraverso la Victoria Gate, cieravamo messi gagliadamente a camminare nella direzione diametralmente opposta, addentranci nel suo interno, anziché avvicinarci alla sua periferia, ci siamo messi sulla via del ritorno, su di un super-affollato e claustrofobizzante treno della metropolitana, esattamente nel culmine della rush hour.
Ed io con la mia tosse insistente e con il naso che mi colava, mi sentivo peggio di un appestato, un possibile untore affetto da Ebola...

E più pensavo a questo, più mi veniva da tossire e sputacchiare...

Ma, a parte il malessere e il fastidiosoè stata una giornata sommamente piacevole...

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11 marzo 2015 3 11 /03 /marzo /2015 20:33
E se...?

Per la seconda volta, arrivando a Londra, ai controlli "di frontiera", la mia Carta d'identità è stata passata sotto microscopio...

La prima volta, mi hanno richiesto un documento supplementare e, chi sa perchè, mi hanno domandato se avevo la patente..

La seconda volta (in qurst'ultimo viaggio (tornando il 7 marzo da Palermo), il funzionario di turno (in questo caso una donna) si è alzata dalla sua postazione ed è andata a consultarsi con suo collega.

In entrambe le occasioni, dopo questi lunghi esami, sono stato ammesso in territorio britannico:.in entrambi i casi, il mio documento di riconoscimento è stato esaminato, per così dire, con la lente d'ingradimento, analizzandone il pelo e il contropelo o - come soleva dire mia madre - facendone l'analisi grammaticale e logica..

In questi casi, sai che non c'è nulla di cui preoccuparsi, ma - di questi tempi - tutto è possibile, persino essere presi per un pericoloso terrorista jahidista o,adesso, dell'ISIS che cerca di infiltrarsi.

E, da lì, a trovarsi segregato in una Guantanamo, il passo potrebbe essere breve: Guantanamo è nelle nostre menti, come Chernobyl.

Ad essere esaminati con simile occhiuta attenzione, ci si sente un po' sulle spine, insomma...

In effetti, niente è come appare...

Potrei essere un terrorista...

Potrei portare su di me una bomba batteriologica...

Potrei essere un Jack the Ripper redivivo, o anche un Jack the Snipper...

Potrei essere Hannibal Lecter

Paurissima!

Ma forse, molto di più, se proprio devo essere preso per qualcuno, m piacerebbe uno sbeffeggiante Spring-heeled Jack. O anche la Lepre Marzolina... o il Cappellaio Matto.

E' sempre meglio diffidare: fidarsi è bene, ma non fidarsi é meglio, dice il vechio adagio.

Non puoi mai sapere chi hai di fronte e quali sono i suoi più riposti segreti.

E se...?E se...?
E se...?
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25 febbraio 2015 3 25 /02 /febbraio /2015 19:46

The FallL'altro giorno, mentre scattavo  una foto di Gabriel sulla scala mobile dell'Underground ho perso l'equilibrio: ho cercato di trattenermi afferrandomi alla spalla dell'escalator, ma così facendo ho bloccato il mio movimento: Maureen e Gabriel (sul passeggino) mi hanno travolto e superato.

Io, senza capire più nulla di quello che succedeva, stavo per ruzzolare ulteriormente. In una frazione di secondo, si sono aperti nella mia mente scenari horror in cui venivo preso e stritolato dai meccanismi della scala mobile.

Ho compiuto due o tre contorsioni acrobatiche: e, alla fine, sono riuscito a rimetttermi in assetto, prima che si arrivasse al termine della corsa e alle sue terrifiche conseguenze. Come, al solito, siamo vittime delle suggestionicinematografiche e letterarie sedimentate nella nostra mente: e ce nìè per ogni circostanza.
Ma, naturalmente, sono riemerse le raccomandazioni che mi faceva la mamma quando andavamo alla Standa di Palermo, uno dei primi negozi su parecchi piani, e fornito di scale mobili,per salire e scendere: allora, per la palermo degli anni Cinquanta un'assoluta novità.
La mamma mi spiegava che il momento veramente pericoloso era la parte finale del tragitto e che dovevo stare mooolto, ma moooolto attento. Ed io ubbidiente, me ne stavo con gli occhi incollati ai gradini, nell'attesa del fatico momento in cui con un rapido saltello avrei dovuto divincolarmi dalla trappola minacciosa che avrebbe potuto catturarmi ed inghiottirmi in un sol boccone.
Puff Puff, Pant Pant!
Ce l'ho fatta per questa volta! Wow!
Ma la prossima volta eviterò di mettermi a scattare funny foto sulle scale mobili.

Lezione appresa e metabolizzata!

La foto è venuta egualmente, ma totalmente mossa perchè, mentre la scattavo, mi arruzzolavo ingloriosamente.
L'ho voluta conservare perconservarememoriadell'istantedi "the fall".
Certo però che la mia caduta non diventerà "viral" come quella recentissima e rovinosa di Madonna sul palco del Brit Awards! Ma la mia ha avuto la stessa caratteristica, vissuta con fair play e all'insegna del principio "The show must go on!".

 

The Fall

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19 febbraio 2015 4 19 /02 /febbraio /2015 18:26

Ci sono certi giorni...

Oggi, qui a Londra abbiamo goduto d'una splendida giornata.

Il cielo era terso terso e brillante. Il sole allegro, per quanto mai troppo alto sull'orizzonte.

Temperatura mite e dentro casa, con il riscaldamento andante (tarato sulle giornate più fredde), un caldo bestiale. E non sapevo come fare per ridurne la potenza, perchè non ho mai chiesto come si fa.

Il salone era letteralmente inondato di luce.    

Via con la solita routine, iniziata alle 5.00 di mattino perchè Gabriel è stato alquanto precoce nel suo  risveglio. E anche all'alba il cielo dove cominicavano a comparire delle strie chimiche rossastre e la sottilissima falce della luna calante era di una purezza incredibile.

Ma qualcosa non mi soddisfaceva.Mentre gabriel ha dormito a lungo, ho dormito anch'io e ho letto, spostadomi in diverse postazioni di lettura, ogni volta con un libro diverso, attuando una tecnica primordiale - ma efficace - di disambientamento.

Ma con Babie dormiente mi sentivo tutto solo soletto.

E, svegliatomi prima di lui, non avevo nemmeno voglia di mettermi a scrivere, cosa che frequentemente è davvero l'ultima spiaggia: una specie di droga che assorbe totalmente la mia mente e che mi fa viaggiare nel tempo e nello spazio, come la lettura del resto. 

E' arrivato il postino che, come ogni postino che si rispetti, ha suonato due volte.

Poi, Babie s'è svegliato e abbiamo mangiato un piccolo snack.

Con una giornata così bella sarebbe stato naturale affrettarsi ad uscire (come avevo fatto ieri con un meteo molto più incerto, mettendo un sogno positivo nei miei buoni proprsiti).

Eppure l'ho tirata per lunghe, sistemando, aggiustando, rasandomi (cosa che avrei potuto fare tranquillamente più tardi).

Ci sono certi giorni...I miei propositi bellicosi di correre anche oggi, per tenere l'abitudine appena ripresa, si sono rapidamente afflosciati e mi sono sentito pericolosamente privo di energia.
E poi è sempre una seccatura doversi radere almeno una volta ogni due giorni. Se ci fosse una pillola per bloccare la crescita della barba la prenderei volentieri: ma certo non gli estrogeni, quelli sarebbero perfetti, ma produrrebbero anche altri effetti, decisamente indesiderati.
Che strano! Quando ero ancora un adolescente imperbe ero ansioso che la barba cominciasse a crescere e spiavo con ansia il rafforzarsi di tutti i segni di virilizzazione.
E provavo anche a radermi, in gran segreto, anche laddove non c'era nessuna barba fomata, tagliando via la sottile peluria che stava al posto della barba, immaginando che così facendo l'avrei rafforzata e irrobustita.

Il passaggio dal bagno quasi sempre mi deprime, soprattutto per il fatto di dover vedere una mia immagine riflessa che offende il mio narcisismo.

Quasi quasi, a fronte dell'incomodo psichico che ne deriva, é preferibile rimanere con la barba non fatta. 

Ma tant'è.

E oggi, vista la solfa, radermi mi ha depresso ancora di più.

Sia come sia, alla fine siamo usciti ("Wow! Ce l'abbiamo fatta!" - quasi che uscire sia partire per una complicata missione esplorativa), ma sin da subito ho deciso di non mettermi in assetto di corsa.

L'opzione è per una passeggiata, dunque, spingendo il baby jogger con zainetto sulle spalle.La giornata é bella, ma l'aria è pungente e lo sento soprattutto nella mia testa nuda. 

Solito giro: King Edward's Memorial Garden, Thames Path, Narrow Street, Limehouse Basin e da lì, indietro lungo Commercial Road.

Il Tamigi oggi - come ieri - é con l'alta marea: acque limacciose, onde gonfie che si infrangono sugli argini, gabbiani che stridono e si accapigliano.

E, approfittando dell'alta marea, una folla di imbarcazioni lo percorre verso la foce e, soprattutto, pesanti chiatte che trasprortano container e rifiuti e il catamarano che serve una linea in collegamento con underground e overground e che sempre mi sono ripromesso di sperimentare, senza per questo diventare operativo.

Uno stuolo di runner che vanno e vengono, un flusso senza interruzione, anche loro numerosi come i gabbiani: runner prestanti, runner goffi, camminatori, fitwalker, tutti a ricordarmi la mia infingardaggine e lo gran rifiuto semi-letargico di questo giorno. Due lady attempatelle camminano verso di me, poi una delle due due rompe il passo e comincia a trotterellare arzilla e, intanto, ridendo, incita ("Jog! Jog!") la compagna che segue immediatamente il suo esempio [nei micro-gruppi di corsa, c'è sempre un leader, è innegabile...].

Il mio passo è lento, strascicato, quasi per contrasto.Io, oggi, non "joggo"... Ci sono certi giorni...

Sono stanco: questi sono i miei momenti di loneliness estrema che io stesso costruisco da me. E, paradossalmente, ciò capita nei giorni che, oggettivamente, sono i più belli e dovrebbero essere vissuti più intensamente.

Eppure la natura risorge: alcune specie vegetali si esibiscono in una fioritura precoce, altre ancora prive di foglie sono gonfie di linfa e punteggiate di gemme,ronte ad esplodere, nelle zone periferiche i crochi sono in piena fioritura.

E alla fine, guardando piccioni e gabbiani volteggiare su di noi, e scendere in picchiata per contendersi qualche brandello di cibo ("Birdie, Birdie!" - grida Gabriel, eccitato), siamo ritornati indietro seguendo una strada diversa, con una piccola sosta da Sainsbury's (ma non quello solito: questo più profondamente indovato nell'East End islamico, quanto a merci esibite ha un aspetto un po' più proletario)per comprare alcune cose essenziali.

A casa abbiamo ripreso la nostra piccola routine quotidiana, rassicurante e avvolgente.

Pranzo per Babie.

Pranzo per me.

Rigovernare.

Spazzolata dei denti per Babie.

La stessa cosa per me.

E poi il nostro riposino quotidiano: Babie si addormenta nella sua rocking chair ed io sul divano, accanto a lui, leggendo un libro e, nello stesso tempo, muovendo ritmicamente il dondolo: si tratta di un giallo che sta polarizzando la mia attenzione, ma non tanto da impedirmi di cadere addormentato.

E dormendo scivolo nel sogno di Lao-Tsu.

E dirò di più! So già cosa cucinerò per cena!Ma non lo scriverò qui. Lo farà sapere in altra sede, se qualcuno vorrà domandarmi.

Non era la cena l'aspetto importante di ciò che ho scritto, ma qualcosa connesso con le epifanie. 

 

 

 


 

Ci sono certi giorni...

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24 gennaio 2015 6 24 /01 /gennaio /2015 06:13

Come topi nel labirinto

Shop Galleries at Canary Wharf
negozi ammiccanti
manichini in mostra
occhiali gioielli e paraphernalia
 
Un delirio di folla
febbrile
come topi in un labirinto
Le shop gallery come un labirinto per topi
Scalpiccio di piedi
brusio di parole
code alle mangiatoie
per il lunchbreak
 
Tutti si muovono in fretta
come in un film antico accelerato,
Sarebbero comici, se non fossero tragici
come criceti intrappolati nella loro ruota
 
Fuori al sole
nessuno si avventura  
perchè fa freddo
Al mattino c'è una sottile gelata
sui tetti di ardesia
e i grattacieli sembrano cuspidi di ghiaccio
scintillanti in un sole obliquo
che stenta ad alzarsi
 
Ad una panchina assolata
i più preferiscono sotterranei claustrofobici,
grondanti false promesse
 
I bacini riempiti dal fiume addomesticato
risplendono della fredda luce invernale
 
E il Tamesis di acque limacciose
e correnti intrecciate ed alterne
scorre imperturbabile verso il mare

 

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24 gennaio 2015 6 24 /01 /gennaio /2015 06:00
Villa Sperlinga di notte (foto di Maurizio Crispi)

Mangiare biscotti sdraiato su di un divano troppo corto
con i piedi che sporgono ad un'estremità
Come sono buoni quei biscotti sbocconcellati a piccoli morsi e degustati ad occhi chiusi!
Il loro sapore è più ricco e più pieno che durante il giorno!
Leggere un libro e poi l'altro, sbocconcellando anche loro, come prima i biscotti
Fare di nuovo un giro veloce per casa, ascoltarne prima il silenzio profondo
e poi il sottile rumoreggiare delle tubature che si dilatano e dell'acqua che scorre nei muri
Rimettermi seduto in poltrona,
questa volta per divorare un capitolo d'un romanzo che mi sta piacendo particolarmente

Guardare le mail in arrivo e rispondere a questa e a quella

Consultare le statistiche del mio magazine online

Alzarsi e prepararsi un the: per la tua prima colazione mattutina.

Poi, ne verranno altre

Un the sorseggiato assieme a due biscotti digestivi

e ad un piccolo donut ormai raffermo,
comprato ad una vendita promozionale una settimana fa,
e per contorno altre letture ancora,
osservando compiaciuto il progredire di diversi libri in cantiere

Alcuni appena aperti, altri in stato avanzato di lavorazione.

E guardare dalle ampie finestre la notte che trascolora nel giorno

E i treni che vanno in su e in giù, senza fermarsi mai

E le luci delle council house di fronte.

E le strade senza passanti

E intanto prepararsi al ritmo del nuovo giorno,
che vedrà ulteriori letture e scritture&piccole scoperte

Il mattino ha l'oro in bocca

Alcuni, cultori dell'inalienabile sonno lungo, definirebbero tutto questo insonnia

Ma la mancanza di sonno o il risveglio precoce o quello frequente

possono essere volti a proprio favore, invece che vissuti con sofferenza

In fondo, il giorno dei monaci comincia presto:
sono sempre tante le cose da fare
e la mente deve essere sempre tenuta impegnata

Il sonno troppo protratto è parente dell'accidia, dicono,
oppure genera mostri

 

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18 gennaio 2015 7 18 /01 /gennaio /2015 06:16

L'alba di un nuovo giorno

 

L'alba di un nuovo giorno s’accende,
mentre ancora domina il silenzio della notte
Il mio fondo schiena,  
appiattito da una lunga sessione mattutina davanti al PC,
urla e protesta
Ho già fatto quello che volevo fare, per oggi,
e mi ritengo soddisfatto
Ora mi attende un po' di ginnastica casalinga, alla buona,  
per rivitalizzarmi
Il cielo ad est si illumina d’una vaga sfumatura di arancio
La falce di luna, sempre ad est, brilla cospicua
nell'area del cielo ancora di un profondo blu che volge al nero.
Aerei con le loro luci ammiccanti
intersecano rotte
come alieni che solcano i cieli su argentee navi spaziali
Dalla mia torre di cristallo scruto il mondo
Fogli volanti, pagine sparse e libri alati turbinano attorno a me
Alcuni di questi esseri fiabeschi
premono impetuosamente contro i vetri delle finestre
perché vorrebbero uscire e volare nel mondo
Voci sussurrano e raccontano storie
su quanto sia vasto e misterioso il mondo,
al di là del banale che ci viene propinato

E, all'improvviso, sento vivido nelle mie narici
l'odore delle posidonie portate a riva dalla mareggiata
e l'odore aspro della salsedine,
in un altro tempo e in un altro spazio

È sabato,
sabato,
sabato,
uno dei tanti giorni dell'eterno ritorno

(Tarling Street, 17 gennaio 2015)

 

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7 gennaio 2015 3 07 /01 /gennaio /2015 23:04

Quelli che non si fanno i cazzi loro e gli pseudo-buoni samaritani

Corro spingendo il passeggino da corsa (Baby Jogger) mentre Gabriel dentro se ne sta tranquillo e al caldo.

 Incrocio alla Villa dello Stadio una coppia e lei sbotta: "Uh! Corre con il bambino! Ma così lo strapazza!".

Più avanti, una zingara questuante all'incrocio, da lontano mi grida: "Il bambino prende freddo!"

Vado al cinema con mio fratello. Lo lascio per un attimo "parcheggiato" davanti all'ingresso secondario, che è privo di barriere architettoniche, mentre vado ad avvertire il personale perché ci apra la porta dall'interno. Sopraggiunge una donna di mezz'età affannata per essere quasi a passo di corsa che grida verso di me, concitata e con tono di rimprovero: "Ma come lo lascia da solo! Ma che sta facendo?", quasi io fossi un criminale reo di abbandono di un bambinetto di pochi mesi.

A tutti i costoro, dico: "Ma via, fatevi i cazzi vostri!"

Non ne possiamo più di questi pseudo-buoni samaritani sempre pronti a dire la loro! E altrettanto pronti ad interferire con il tuo operato in nome della loro giusta causa!

 

Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e dei briganti lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno» (Vangelo secondo Luca 10,25-37) 

 

Quelli che non si fanno i cazzi loro e gli pseudo-buoni samaritani 

Il Buon Samaritano (Van Gogh)

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3 gennaio 2015 6 03 /01 /gennaio /2015 06:20

Quel che rimane, quel che ci aspetta

 

Giorno dopo giorno,

vita dopo vita

 

Al mattino presto

quando è ancora buio pesto

dominano i rumori della spazzatura che viene ritirata,

sacchi pieni di vetro scossi e triturati dal Barong innominabile

e il frastuono della sua rumorosa ruminazione

 

La vita procede come sempre

nel suo alveo

 

Un Natale e un Capodanno sono pasati

come sempre

Cosa è cambiato? Niente!

Un tempo quello tra le due festivita di fine anno

era periodo - per quanto breve - di bilanci e grandi aspettative

di attese di rivolgimenti, 

di speranze di cambiamenti

e di trasformazioni cruciali e definitive

di punti di svolta

Oggi niente più

c'è alle porte soltanto un altro anno che verrà 

uno in meno da vivere

uno in più nel conto di quelli trascorsi

da annullare con un frego rosso

 

Cosa è successo?

Niente! E, forse, molto...

Ho avuto un altro figlio

che ora cresce rigogliosamente

Mi sono sposato per la seconda volta

Scrivo e medito

faccio foto

leggo a più non posso

e mi imbottisco la mente di avventure e di mondi

per il momento, almeno,

facendo scongiuri,

la salute non mi manca

Ci sono tutti gli ingredienti

per poter dire: il bilancio di quest'anno è stato buono,

non siamo ancora alla bancarotta

e possiamo guardare con fiducia a quello che verrà

Ma in un angolo del nostro cuore

siamo sempre come quel pastore nomade 

nelle steppe asiatiche che a notte

mentre il suo gregge dorme

lui solitario guarda alla luna

vagabonda in cielo,

anch'essa solitaria

 

Quel che rimane, quel che ci aspetta

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21 dicembre 2014 7 21 /12 /dicembre /2014 04:51

Una casa metafisica in riva al mare

 

Silenzio

Silenzio

Silenzio

 

Una casa semplice,

appena un cubo di pietre d'aspra cementate

senza fronzoli

Il tetto piatto per raccogliere l'acqua piovana

Porte e finestre che si aprono sul mare

Solidi infissi di legno per proteggere dal vento e dai marosi

 

La casa è vuota e priva di arredi

Nudi pavimenti di cotto puliti

 

Da quando ci sono arrivato,

mi aggiro tra quelle mura,

passando da una stanza all'altra,

affacciandomi sul mare muto

 

Penso che potrei fermarmici

Non c'è anima viva, però

 

Sono solo

 

E' un sogno?

Oppure la realtà?

Non so

Non è che poi cambi molto,

sogno o realtà per me pari sono

 

Contano solo gli ingredienti

Una casa vuota o svuotata di ogni cosa

Un'anima inquieta che finalmente si posa

Il mare di fronte immenso

L'orizzonte lontano appena increspato

dove il blu del mare e quello del cielo si mescolano

Il vento che mormora

e ogni suo soffio accentua la sensazione di solitudine

 

Presto, mi rimetterò in cammino

Ma intanto questa casa vuota è un rifugio accogliente

per un po' di quel tempo che ancora rimane

 

 

Una casa metafisica in riva al mare

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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