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Sono in un posto simile alla comunità
È quasi ora di pranzo
C’è anche mio fratello con me, in carrozzina
Ci dirigiamo verso la sala che funge da refettorio
Lascio lì mio fratello, proprio davanti ad un tavolo ben apparecchiato
e mi allontano per cercare un luogo dove cambiarmi
Voglio indossare qualcosa di più comodo
Vado dunque alla ricerca di un luogo adatto alla bisogna, che sia un bagno oppure uno spogliatoio
I bagni sono tutti occupati oppure sono in corso le pulizie e dunque sono inaccessibili
Finalmente, dopo molto cercare, mi ritrovo in un grande stanzone che potrebbe essere lo spogliatoio di una palestra o una sala d’attesa, gremito di gente, uomini, donne, bambini, tutti seduti su lunghe panche acccostate ai muri oppure messe in file disordinate al centro della stanzona
Cerco un luogo riservato: non ne trovo alcuno
C’è gente dovunque, soprattutto bambini
Non mi pare opportuno cambiarmi davanti a loro
Alla fine, pressato dalla necessità di far presto (mio fratello mi aspetta) mi seggo all’estremità di una lunga panca, incurante a questo punto di essere circondato dalle genti
Comincio a sfilarmi i pantaloni ma mi si ingarbugliano attorno alle gambe e non riesco più a smuoverli dalla loro posizione, per quanto mi sforzi e mi contorca
Sono ansioso per il fatto che mio fratello mi attenda ignaro
Penso che intanto sta già per finire il tempo della refezione
Che senso avrà allora l’essermi cambiato per stare più comodo?
Dissolvenza
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