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7 dicembre 2022 3 07 /12 /dicembre /2022 09:23
Atmosfera onirica (foto di Maurizio Crispi)

Faccio un viaggio, attraversando dei luoghi e facendo delle soste qua e là 
Sono stato ingaggiato come scrittore fantasma
con il compito di scrivere una storia emozionale dei luoghi che osservo e che vivo
Sono però luoghi che ha deciso lo scrittore vero
Io opero per suo conto,
seguendo una scaletta predefinita
pur avendo la licenza di compiere piccole variazioni
Il mio è esclusivamente quello
di raccogliere sensazioni ed emozioni
Sono come un cercatore di location per i film,
ma ciò che devo raccogliere sono gli stati emozionali,
i turbamenti e le fluttuazioni d'animo,
insomma tutto ciò che si sperimenta,
esponendosi a luoghi, a situazioni, ad eventi
Ricordo ad esempio la straniante bellezza
della spuma bianca di onde che si infrangono a riva
e il sottile velo dell’acqua dell’alta marea che giunge a lambire i miei piedi scalzi
Parlo con molte persone
Raccolgo impressioni
Sono sempre con un Moleskine con copertina nera in mano
e prendo instancabili appunti 
su tutto ciò che mi colpisce

 

Poi, più avanti, sono ad un ufficio postale
per fare un pagamento
Anche qui mentre aspetto che si smaltisca la coda 
osservo e annoto
Adocchio una splendida mantella impermeabile con cappuccio,
double-face, abbandonata,
Mi ripropongo di portarmela a casa
e cerco di capire se davvero sia stata dimenticata
Ad ogni buon conto mi ci seggo vicino
Intanto arriva un dipendente delle poste
e mi avvisa che c’è un pacco in consegna per me
Mi porge un dispositivo nel quale - mi dice - io dovrò digitare il mio pin
Quale? faccio io, allarmato, Ne ho tanti!
Quello che corrisponde a questo dispositivo, fa l’impiegato accigliato
Prendo la macchinetta in mano 
e l’esamino 
È un dispositivo complicatissimo,
pieno di bottoni e di led, e con due diversi display
Non mi raccapezzo
Vado per tentativi, prova ed errore
E ogni volta il dispositivo si blocca
L’impiegato si spazientisce, 
perché ogni volta deve resettare l’apparecchio
Infine, mi sembra di avere identificato il pin più papabile
e, dopo molti tentativi falliti,
finalmente lo digito corretto e la macchina da l’ok
“A questo punto, però, mi fa l’impiegato,
per oggi abbiamo concluso, perché il plico glielo potrò consegnare solo domani.
Adesso si è fatto tardi e il deposito è chiuso!”
Se ne va e io rimango frastornato a maneggiare la mantella che vorrei portarmi via
Mi chiedo anche cosa dovrò fare per ricevere il pacchetto domani
Non ho alcun modo di contattare l’impiegato responsabile della procedura
Mi rendo conto di non avergli chiesto un qualsiasi riferimento al pacchetto
o il suo numero di telefono
Mentre questo pensieri mi si agitano in testa,
mi rivolgo agli utenti presenti che tuttora fanno la loro brava coda,
la quale procede a ritmo lentissimo
Mi trovo ad Improvvisare un discorso,
una vera concione da arruffapopolo
Gli altri mi guardano esterrefatti, ma poi pendono dalle mie labbra
“È mai possibile, dico, che per qualsiasi cosa noi facciamo
ci debba volere un pin oppure una password, o quell'infernale spid?
Dobbiamo sempre penare per ricordare tutti questi numeri e cifre e lettere ballerini!
Ci stanno avvelenando la vita, questi qua.
Insorgiamo uniti contro questo abuso!”
Chiedo ai presenti di improvvisare una votazione per alzata di mano
per capire in quanti siano d’accordo con me
e poter dar vita ad un movimento neo-luddista
Persino la direttrice dell’Ufficio postale
che si è portata sull’uscio della sua stanza, sentendo tutto il trambusto,
applaude alle mie parole, piena di convinzione
E tutti alzano la mano a mio favore!
C’è l’ho fatta!
Ma ora rimangono da risolvere molti altri problemi in sospeso
Nell’immediato cerco, di appallottolare la mantella double-face
per infilarla nello zaino e poterla portare via
Almeno per oggi qualcosa ho trovato!
E riporto a casa anche un quaderno fitto di appunti

Bringing it all back home


(dissolvenza)

Cose che mi succedono di notte
Cose che mi succedono di notte
Cose che mi succedono di notte
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5 dicembre 2022 1 05 /12 /dicembre /2022 10:34
Selfie multiplo

Ho sognato che partecipavo ad un piccolo banchetto in onore della Regina Elisabetta
Di questo consesso io ero l’animatore indiscusso
Ero il narratore di cunti
Ero il comico scoppiettante
Ero il trasformista, alla maniera di Ridolini
Ero l’escapista come il mitico Houdini
Ero il Giullare,
il Jolly sardonico
ed anche il Jack-in-the-box
Ero istrionico e scoppiettante 
Infrangevo spesso l’etichetta,
suscitando sovente imbarazzo nei compunti servitori,
ma sovente ilarità nei commensali
che attorniavano il tavolo per accorrere ad ogni piccola esigenza di ciascuno dei commensali
Per esempio, facevo spesso cadere i calici dell’acqua e del vino, rovesciandone il contenuto sulla fine tovaglia
Ero seduto a capotavola, anche in ciò in contrasto con l’etichetta
La Regina, invece, era stata fatta accomodare, al centro di uno dei lati lunghi,
attorniata da pomposi personaggi, forse i suoi dignitari
Raccontavo storie e cercavo di catturare l’attenzione della Regina
A volte ci riuscivo, altre no
Barcollavo, ma non mollavo
Non demordevo
Tiravo fuori sempre nuovo argomenti con caleidoscopica foga
Gesticolavo con altrettanta foga
Cos' facendo, rovesciavo i calici dell’acqua e del vino
Infine, riuscivo a catturare la totale attenzione di Sua Maestà,
quando soddisfacevo una mia curiosità a lungo covata,
ponendole la domanda se avesse mai letto “La sovrana lettrice” di Alan Bennett,
un romanzo breve in cui entra in scena lei stessa
nei panni d’una curiosa e ironica lettrice
La regina fa un sobrio cenno della testa, come a dire Sì,
ma il suo sguardo è sorridente e compiaciuto
Io allora comincio a raccontare la trama di quel piccolo romanzo, ma faccio confusione
Non la ricordo più tanto bene
Mi sfuggono molti dettagli
Mi impappino e tartaglio
Devo infrusare e addobbare
Ma ciò nondimeno la Regina è più che soddisfatta e contenta
ch'io abbia ricordato al consesso quest’opera
Mi guarda adesso con interesse e attenzione, ed anche con simpatia,
mi par di capire
C’è qualcosa che brilla nel fondo dei suoi occhi
Non temo questa Regina
Non é una folle isterica come la Rossa Regina di Cuori di Alice 
Con questa Regina si può parlare e dialogare
Penso che potrei diventare il suo narrator di cunti preferito

 

E poi non ricordo altro
Mi sono svegliato 
ed ero nel mio letto
giù nel Kansas, 
proprio lì a Kansas City!

 

————————————
 

La regina di cuori, in una recente versione cinematografica

La Regina diventò di porpora per la rabbia e, dopo di averla fissata selvaggiamente come una bestia feroce, gridò: – Tagliatele la testa, subito!…
– Siete matta! – rispose Alice a voce alta e con fermezza; e la Regina tacque.
Il Re mise la mano sul braccio della Regina, e disse timidamente: – Rifletti, cara mia, è una
bambina

Alan Bennett, La sovrana lettrice, Adelphi

Alan Bennett, La sovrana lettrice (nella traduzione di Monica Pavani), Adelphi, 2007

 

(Nota di copertina) A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga.

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30 novembre 2022 3 30 /11 /novembre /2022 10:21
Selfie (29 novembre 2022) - foto di Maurizio Crispi

Ho sognato che ero in attesa di partire per un viaggio
C’erano infiniti preparativi,
c’era sempre qualcosa fuori posto,
c’era un lungo filo di cotone 
pendente dai uno dei miei indumenti
che avevo cercato di rammendare alla buona
Era un filo grosso ed intrecciato,
quasi una cordicella fatta di tante anime
Lo toglievo via o qualcuno mi aiutava in ciò 
Ma il filo ritorto poi rispuntava da qualche altra parte
e di nuovo cercavo di liberarmene,
all’infinito

 

Poi, ogni tanto, dovevo tirare l'acqua
su dal pozzo con un secchio
sino ad un recipiente che avrei dovuto riempire
una secchiata alla volta
Il secchio era fissurato sul fondo
e nel tragitto tra i due punti
si svuotava quasi del tutto all'infuori di poche gocce
Ma dovevo continuare questa fatica di Sisifo,
all'infinito

 

Non partivo mai
Non era mai tempo
Ero come arenato
Non era mai il tempo di morire
Invece, ero condannato a vivere
in attesa
in un tempo sospeso

Tempo di vivere, tempo di morire
Tempo di vivere, tempo di morire
Tempo di vivere, tempo di morire
Tempo di vivere, tempo di morire
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26 novembre 2022 6 26 /11 /novembre /2022 09:07
Foto di Maurizio Crispi - Mare mosso con boa

Nei sogni ne succedono sempre di tutti i colori

Questa volta sono in un contest all'interno del quale, 
assieme a mio figlio Francesco devo realizzare un corto
Discuto con lui delle inquadrature e delle sequenze
Siamo all'aperto
e davanti a noi accomodati su sedie intrecciate di paglia ci sono dei pescatori
dai volti antichi disegnati da un fitto reticolo di rughe
e piedi nudi, deformi e callosi, 
come solo qelli di uomini rotti alle intemperie 
e ai lavori di manutenzione delle reti possono essere
L'idea sarebbe di girare delle sequenze che mettano assieme questi dettagli
piedi, rughe del volto e sguardi profondi e antichi
Poi, arriva sulla scena un fuoribordo
Da dove non so
Forse, qualcuno l'ha portato
Anche questo mezzo dovremo usarlo per le riprese,
soprattutto per girare delle sequenze costiere:
vedute di mare, scogliere e spuma delle onde
Ma il fuoribordo crea problemi e genera preoccupazioni di gestione
Io non ne ho mai posseduto uno 
Non idea alcuna di come si faccia a manovrare 
in tutte le diverse circostanze
Lo guardo dall'alto di una torre
Come io sia arrivato sulla cima della torre, non so
Ma dall'alto vedo che il natante lasciato a secco sulla spiaggia 
è preso d'assalto dai bagnanti
che ci salgono sopra 
lo utilizzano per stendere i propri teli da mare 
e come base operativa per i loro picnic
Cerco di attirare la loro attenzione
Grido più volte, invitandoli ad abbandonare il mio fuoribordo,
ma non mi sentono (oppure semplicemente non mi ascoltano)
Scendo di fretta dal mio punto di osservazione
e cerco di rientrare nel pieno possesso dell'uso del mio bene
Ma ci sono altre preoccupazioni
Qualcuno mi dice che devo pagare la tassa di circolazione
e mi porge una serie di bollettini per il pagamento
e mi sento affondare in un mare di complicazioni burocratiche
Altri mi fanno notare che non sono in possesso della patente nautica
ma soprattutto mi trovo a riflettere sul fatto 
che mai nella mia vita mi sono trovato a gestire un natante motorizzato
e che non possiedo alcun know-How
Un bel casino insomma
Non so cosa fare

 

(dissolvenza)
 

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

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22 novembre 2022 2 22 /11 /novembre /2022 09:00
Via di notte a Palermo, con radici pensili (foto di Maurizio Crispi)

Come da copione,
mi sono svegliato nel cuore della notte
lucido e pimpante

Ho letto
Ho scrollato.
Ho pensato

Fuori, il vento soffiava
scuotendo gli alberi

Poi sono arrivati i rumori sgraziati,
dissonanti,
degli addetti al ritiro della monnezza

Tonfi
scricchiolii funesti
sfregamenti
l’ansimare cupo d'un motore a scoppio
non ben regolato
che risuona ominoso
come il respiro rotto d'un drago malefico
Un’accozzaglia di suoni non umani,
molesti

Poi, di nuovo, la voce del vento
e il silenzio

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20 novembre 2022 7 20 /11 /novembre /2022 09:18
La mia ultima Pistoia-Abetone (2007) - Foto di Paola Noris

Mi ritrovo a correre dopo molti anni una maratona, forse a Palermo
Non so
Ero indubbiamente senza allenamento alcuno per affrontare una simile fatica
ma ritenevo di dovermi accingere egualmente all’impresa
La maratona è cominciata ed io, allo start, sono partito assieme a tutti gli altri, amministrando le mie forze
"Se doso le mie forze ce la potrò fare", era il mio mantra, più volte mentalmente ripetuto
Ad un certo punto, forse a circa metà distanza, per alleviare la fatica - e forse anche per combattere dei crampi che sentivo imminenti - prendevo a correre all’indietro,
in quella maniera che alcuni, nel pittoresco e variegato mondo della corsa amatoriale,
chiamano retro-running e che anche praticano attivamente,
alcuni più che altro per distinguersi
Sono stato affiancato da uno (era il nostro Rachid Berradi) il quale, prima, a gesti mi faceva segno di rimettermi in assetto di corsa normale e, poi, strattonandomi cercava di girarmi, per obbligarmi a riprendere il giusto orientamento di marcia 
Ma chi me lo manda? E' forse un emissario dei giudici di gara?
Io prendevo il suo intervento come un sopruso e non gli davo ascolto,
mi divincolavo dalla sua presa e continuavo a correre all’indietro
Passavo davanti al tavolo dei giudici di gara, i quali - mentre gli atleti scorrevano davanti al loro -
scattavano delle foto e, dopo averle stampate in tempo reale,
le esaminavano alla ricerca di irregolarità ed infrazioni
Quando veniva il turno della mia foto,  si accigliavano e, scuotendo la testa, dicevano “Sempre tu, Crispi! Sei squalificato!
Ero così costretto a ritirarmi d’ufficio
Dovevo rinunciare al mio sogno di gloria e alla trita e ritrita retorica della maratona 
Ma non mi sentivo appesantito, né mortificato
Vagavo a lungo tra atleti in disarmo,
vecchie glorie,
super-maratoneti accaniti,
rappresentanti indomiti del popolo delle lunghe
e passavo accanto ai resti di banchi dei ristori,
presi d’assalto dagli atleti famelici e dai loro familiari e accompagnatori
C’erano folle di persone che, coperte di teli termici luccicanti,
ritornavamo dalla zona del traguardo,
esibendo una grossa medaglia pendula dal loro collo
Ero immerso nella puzza di sudore
e in quello assai pungente dell’olio canforato 
Sentivo l’urgente bisogno di svuotare la vescica,
ma in giro non c’era un solo water chimico

Continuavo a lungo a vagare in quel limbo senza potere trovare una via d’uscita

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16 novembre 2022 3 16 /11 /novembre /2022 09:30
Foto di Maurizio Crispi (in un parco giochi)

Sono andato a letto

Ho provato a leggere

Ma subito son crollato
con li libro aperto sulla faccia acquattato

E adesso dopo tre ore mi son scrollato
Un po’ scollato, ma ben cucuato 
(o forse collocato?)
sentendomi come uno che sul dark side of the moon
sia atterrato
O dovrei dire allunato?
O ammunnato?
No sé sasá
Invece, mi ritrovo semplicemente allettato

ma anche ben levigato

Pronto ad una secondo turno di ronfamento 

Every Day We Do It We Do It Better
Ogni giorno che lo facciamo,
lo facciamo meglio
Amen e Così sia

Ora, si ho dormito ancora, 
una seconda tappona tutta filata 
nel sogno prendevo parte ad una gara di triathlon moderno
e vincevo persino una medaglia di categoria
“primo posto Red cat. M70”, 
con PIF che tifava per me

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9 novembre 2022 3 09 /11 /novembre /2022 06:53

Il sonno procede
a balzi quantici
di sogno in sogno
di risveglio in risveglio
Sogno e poi son desto
ma la materia del sogno
continua a filtrare 
nello stato vigile
oppure una parte delle molecole del mio cervello
è rimasta indietro
impigliata nella rete del sogno

Ed ecco dove mi trovo
Sono a casa di amici
invitato ad un pranzo o ad una cena
Mi accorgo con mia sorpresa 
che c'è anche mio figlio grande 
Sono arrivato tardi al convito
e indugio in piedi davanti al tavolo 
attorno al quale dovremo desinare
Viene servito un'aperitivo,
semplice, senza pretese
potrebbe trattarsi di un Martini Rosso,
da quel che posso capire 
guardando il colore rubino della bevanda
servita con ghiaccio in capaci tumbler
Si fa un po' di conversazione, non impegnativa
Sono preso da un'improvvisa frenesia
Mi ricordo che ho un'incombenza urgente da sbrigare
Poco opportunamente mi allontano dalla compagnia
L'abitazione dei miei amici si trova ai piani alti
di un'alta torre
e quindi mi accingo a prendere l'ascensore
che presto arriva al piano 
Entro e ci sono altri passeggeri,
alcuni entrano in cabina, altri ne escono
Mi avvicino alla pulsantiera per prenotare la discesa
Intanto arrivano altri per fare la stessa cosa
Si crea una grande confusione e intrecci di dita
Io sbaglio il mio codice e quindi l'ascensore riprende a salire
La cabina continua la sua ascensione inesorabile, verso il cielo
Sono a disagio, vorrei bloccare la corsa dell'ascensore
Armeggio con la tastiera 
che, ad un certo punto, va in corto, 
sprizzando scintille ed esalando infine una nuvoletta di fumo nero
e odore di fili bruciati
L'ascensore intanto continua la sua corsa
e poi, dopo aver raggiunto il culmine,
prende a scendere verso il basso
Ma adesso non è più un semplice ascensore,
ma una seggiovia o una navicella aerea
che mi deposita alla fine,
al termine della sua corsa, 
in un luogo ameno,
in alta montagna
Potrebbe trattarsi di un rifugio d'alta quota
Come fare adesso a tornare indietro,
a casa dei miei amici?
Mi staranno aspettando, 
magari saranno anche in ansia,
visto che mi sono allontanato
senza dir nulla a nessuno
Vorrei avvisare mi figlio usando il telefono
Lo prendo, ma il dispositivo è morto
A mia insaputa, forse per via 
delle troppe app lasciate aperte
la batteria si è scaricata

Sono fuori gioco,
fuori tiro

Cosa penseranno di me?

E poi mi sono risvegliato
come Little Nemo al termine di un sogno

 

Spazio spazio stellato 
universo 
buco nero 
fantasmi vendo 
e poi me ne andrò a dormire 
di nuovo 
di nuovo 
febbre Titta Juve ant rap
Titta Juve ant 
ho detto rap e Titta rap 
Titta Juve ant Juventus 
Juve ant 
bisticciamo 
bisticciamo 
non riusciamo ad intenderci,
intenderci bene 
trastulli amo i trastulli 
amo terra Shark Shark 
tetù e catalani 
tetù e catalani 
Tata Tata Tata 
la Tata Tata
Esperimento 
detrimento 
nocumento 
fermento fermento tormento avvicendamento accroccamento
te lo te te lo te tu torte 
Lulù Lulù Lulù Lulù Lulù 
Lollo Lollo Lollo Lollo 
e ancora Lollobrigida 
tana Ocean tana Ocean 
Tarallo cavallo Varallo
e corro via come un cavallo imbizzarrito 

 

(Dissolvenza)

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24 ottobre 2022 1 24 /10 /ottobre /2022 12:31
Riflesso su di una superficie convessa (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che dovevo partecipare ad una grande corsa di resistenza, dopo molto tempo di inattività 
Avrei dovuto raggiungere il punto di partenza, da cui ero ancora molto lontano
C’era una folla tremenda, composta da genti di tutto il mondo
Ed io dovevo solcare questa folla, procedendo a zig zag per scansare i corpi che mi si paravano innanzi
Un po’ camminavo e un po’ correvo
Ansimavo
La mia corsa era dunque cominciata ben prima della partenza ufficiale: una corsa contro il tempo prima della corsa
Per aiutarmi nella marcia utilizzavo due enormi cucchiaie di legno, di quelle per rimescolare la pasta o altri generi alimentari in cottura nel calderone, in formato magnum - per l’arredo della cucina di un gigante - e di lunghezza diseguale
Per via di ciò, appoggiandomi nel mio andare alle due cucchiaie, pareva che fossi sciancato
Attraversavo il suq di una città di pescatori tutto fatto di strade coperte ed ombrose, con reti da pesca pendenti dai muri ad asciugare, barche tirate in secca, statue di santi protettori benedicenti ai crocicchi
Un po’ camminavo tutto sbilenco
Un po’ correvo e, mentre correvo, tenevo le due cucchiaie con una mano sola
Non arrivavo mai alla mia destinazione finale (che sarebbe stato un punto di partenza)
Da che c’era una folla, adesso non c’era più nessuno
Mi ero lasciato tutto alle spalle
Il labirinto forse mi aveva catturato e non mi lasciava più uscire
Mi fermavo in una vecchia casa abbandonata per rifiatare
Vi trovavo un bagno sporco di incrostazioni secolari e sentivo all’improvviso l’esigenza di svuotare la vescica
Tiravo fuori il pene e mi accorgevo con allarme che era delle dimensioni di una proboscide e che, mentre mi liberavo senza vigore, la sua estremità pendula andava a lambire la latrina intasata e maleodorante
Mi accorgevo che un estraneo mi osservava con insistenza attraverso il vetro sporco di una finestrella, come se fossi un fenomeno da baraccone 
Avrei voluto fare dei gesti vigorosi per dirgli di andar via e smetterla di fissarmi 
Ma niente 
Non riuscivo a compiere nessun gesto incisivo, all’infuori di un inarcamento delle sopracciglio e di un ruotar d’occhi
Non se ne dava per inteso
Avrei voluto ritrovarmi all’aperto, nella piena luce del giorno e correre nel sole
Qualcuno, nel buio, mi bisbigliava nell’orecchio, dicendomi che la prossima tappa sarebbe stata una cella d’isolamento e che, chiuso nella segreta, ben avvoltolato in una camicia di forza a impedirmi in ogni movimento, avrei potuto essere vagabondo delle stelle

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18 ottobre 2022 2 18 /10 /ottobre /2022 12:01
Volteggio su skateboard

Sognavo di essere un acrobata dello skateboard
e che andavo su e giù, pavoneggiandomi
e facendomi bello della mia abilità
E tutto questo esibirmi perché,
al di là del narcisistico piacere
d'una cosa ben fatta?
Ma ovvio!
Per attirare l'attenzione delle femminelle!
(e scusatemi il termine così poco adeguato,
decisamente contro lo spirito della proposta di legge Zan!)
Ma - per intendersi - alcuni termini,
senza nessuna offesa per le controparti,
vanno pure usati!
Altrimenti, il linguaggio 
- se si seguono le norme del politicamente corretto, 
all'americana - perde di nerbo
e finisce con l'appiattirsi

Ebbene sì!
Io mi esibivo e volteggiavo sulla mia mitica tavola,
per sedurre al primo sguardo 
tutte le femmine che mi guardassero
o che soltanto appuntassero gli occhi su di me!
Volteggiavo, 
facevo giravolte,
doppi e tripli salti morali, staccavo i piedi dalla tavola
facendo una giravolta per poi ricaderci 
esattamente con i piedi sopra
senza mai perdere l'equilibrio
Roba da mozzare il fiato!
Eppure c'era qualcosa che interferiva
con la mia esibizione
e, alla fine, il mio desiderio risultava frustrato
ed ero costretto a ridimensionare il mio ego ipertrofico

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  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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