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6 ottobre 2023 5 06 /10 /ottobre /2023 06:49
Dead Man Walking (foto di Maurizio Crispi)

Guardavo la luna in cielo,
una bella luna piena
nel suo massimo splendore

 

Mentre l’ammiravo,
il suo disco argenteo 
si colorava di rosso sangue, 
per frantumarsi subito dopo, 
cadendo in pezzi e grosse zolle
Poi, in un attimo, 
anche quei frammenti
si dissolvevano, 
lasciando un terribile vuoto nero,
appena trapunto di stelle

 

Attorno a me i boschi
continuano a bruciare
É ormai impossibile
spegnere i roghi

 

Altrove, le vie della città 
sono state svuotate dagli alberi,
ovunque rimangono soltanto
cupi mozziconi di tronchi
a ricordare ciò che vi era stato,
il rigoglio ombroso e il riparo offerto 
dalle canopie d’un tempo
Alberi vigorosi
che qualcuno in uno squallido ufficio,
con un tratto di penna
tracciato senza compassione
su di un ordine di servizio
ha deciso di abbattere
perché ritenuti ormai a fine vita
o pericolosi per i cittadini

 

Inondazioni
Esondazioni
Tremori e terremoti
Incendi smisurati 
L’invasione dei topi rossi e dei granchi blu
per non parlare delle cavallette giganti
Tappeti di automobili in marcia,
immobili nei mega-ingorghi 
e fumanti di gas di scarico
Epidemie e pandemie
Le guerre
Le migrazioni
Le estinzioni di massa
La luna e le stelle che cadono dal cielo
L’ira di Gaia e di Dio

 

Ecco il mondo che ci aspetta

 

Non c’è più tempo

 

La fine è ORA

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5 ottobre 2023 4 05 /10 /ottobre /2023 07:27
Due cani per strada (selfie di Maurizio Crispi)

Sono in un sogno
E cammino con qualcuno
Devo fare qualcosa
Questo qualcuno non ha un volto
Poi, le sue sembianze si definiscono
E mi pare di riconoscerlo
Ciò mi rende inquieto
MI chiederete a questo punto chi fosse,
questo qualcuno senza volto
Ma, a questo punto,
la sua ombra è svanita del tutto
Eppure nel sogno
avveniva il disvelamento e io lo riconoscevo

 

Eravamo come due cani per strada
Facevamo cose
Camminavamo
Ci affaccendavamo
In realtà non accadeva nulla,
all'infuori di un'infinita ripetizione non sense

 

Due cani per strada

 

Due cani per strada

 

E poi mi sono alzato 
per uscire a passeggio con il mio amico Black

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1 ottobre 2023 7 01 /10 /ottobre /2023 06:58
Il lettore addormentato (foto di Alessandra Leone)

Viviamo
Pensiamo
Sogniamo
E poi dormiamo
Viviamo con dolore e con gioia,
ma solo se pensiamo,
se continuiamo a pensare
(mai smettere di pensare)
e a sognare
con il sogno
che ogni volta ci riempie
di meraviglia e di desiderio
e che ci conduce
dove non siamo mai stati,
oppure dove mai saremo
e talvolta anche dove già siamo stati

 

E questa notte
ci sono stati dei sogni
complicati e strani,
facilitati forse
dall’essere io,
per la prima volta dopo la calura,
imbozzolato in una copertina di pile
C’erano volti emergenti
dalle nebbie del passato,
del tempo di quando correvo,
e anche quelli di alcuni che non sono più
Parlavo con loro,
come fossero ancora vivi
e in buona salute
Parlando con loro, ricordavo,
riflettevo e cantavo in silenzio,
una canzone per i vivi
e una per gli estinti
che vivono ancora nella memoria

 

E non c’è altro da dire
se non che le giornate
si sono accorciate
La luce arriva più tardi
e la coltre di buio cala prima
e più veloce

 

Ancora una volta
l’anno si avvia a portare a termine il suo giro

 

Quanti giri ci aspettano
della ruota del tempo?

 

Nessuno lo sa,
nessuno può dirlo

Il lettore addormentato (foto di Alessandra Leone)

Due parole per raccontare la foto che correda questo post, il cui titolo (della foto) è "Il lettore addormentato".

 

Stavamo leggendo ad alta voce 
durante la siesta dopo pranzo, 
io nei panni del lettore
Poi, insensibilmente, 
sono scivolato nel sonno e nell'abbraccio di Morfeo,
mantenendo il mio assetto posturale precedente
Per me, il passaggio dalla veglia al sonno è fluido
e non richiede particolari sforzi
e nemmeno specifici rituali
(non sono uno che si sforza di "produrre sonno")
Come mi addormento,
così altrettanto fluidamente,
mi risveglio e riprendo a fare
ciò che stavo facendo prima,
come se niente fosse stato
Nell'addormentamento, inoltre, tendo a mantenere la postura 

che avevo nella fase di veglia
In questa foto,
sembra che stia facendo una breve pausa di riflessione 
su ciò che ho appena letto
Eppure sto dormendo
(e ho anche sognato
per quanto brevemente)
E... zacchete!
Qualcuno ha colto l'attimo…


(Il lettore addormentato, foto di Alessandra Leone)
 

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26 settembre 2023 2 26 /09 /settembre /2023 05:10

Tre sogni di treni: i sogni in cui sono di un treno e viaggio sono frequenti. Chi sa perché!
Forse per via del fatto che il Treno ha un elevato simbolismo o forse, perché in passato, per una consistente parte della mia vita ho viaggiato moltissimo in treno, poiché nella mia giovinezza i viaggi in aereo erano ancora molto costosi. Non so.
Comunque, il treno compare spesso nei miei sogni. E qui di seguito vi sono tre esempi relativamente recenti di questo tipo di sogni che ancora non avevo trascritto nel blog, ma soltanto nel mio profilo FB.

Maurizio Crispi

01. Un treno metafisico (26 settembre 2022)
treno in corsa (dal web)

Qualche notte fa ho sognato di essere su un treno
Il sogno era molto complicato,
ma dirò solo questa parte
che mi sembra più interessante e che ricordo meglio
Il treno viaggiava a tutta velocita
e percorreva la steppa siberiana
Io camminavo lungo il treno
e cercavo di arrivare alla sua testa
E, in effetti, ci riuscivo,
anche se il convoglio era molto lungo
Ad un certo punto non potevo andare oltre ero bloccato
Poi tornavo indietro
E cercavo di arrivare proprio alla coda del treno,
ma stavolta non riuscivo mai ad arrivare alla fine
Era come se il treno fosse infinito
Ed io comunque non riuscivo a muovermi abbastanza veloce
Lottavo contro la velocità del treno 
e rimanevo sempre ad un palmo dall'ultima carrozza,
senza mai potere arrivare in fondo
Pensavo che ciò succedeva
perché nella mia traslazione in avanti
io mi muovevo ad una velocità superiore a quella del treno
(la velocità del treno cui si aggiunge quella del mio spostamento in avanti),
un pelino più veloce, insomma
Mentre andando all'indietro, invece no
Io ero sempre più lento del treno
che rispetto a me guadagnava sempre strada
facendo sì che la coda del treno fosse per me irraggiungibile

 

Un problema metafisico oppure semplicemente fisico-matematico?

 

Non saprei, magari qualcuno mi saprà aiutare!

 

Durante il sogno succedevano tante altre cose, 
ma queste non le ricordo

02. Uscita da un treno in corsa (22 maggio 2023)1

Sono su di un treno
Decido di scendere ad una fermata prima della stazione
Il treno si ferma alla banchina 
con una scossa leggera e uno sbuffo
Le porte automatiche si aprono
Mi affretto verso la porta
Ma devo correre lungo molteplici
fughe di scale alla Escher
prima di raggiungerla
Come se il treno fosse a più piani
e io avessi viaggiato
proprio in cima
over the top
Arrivo alla porta 
quando già si sta chiudendo
e il treno si rimette in moto
Schizzo fuori
e con un rapido volteggio
cado sulla banchina
a gambe larghe,
leggermente flesse sulle ginocchia
Uscita perfetta
La prossima volta mi esibirò 
in un volteggio
Mancano solo
gli applausi degli spettatori,
gli sguardi stupefatti
e le grida di ammirazione

 

_____________________________
1. In realtà questo frammento era già stato pubblicato in un altro posto, con il titolo Due avventure oniriche

Treno in corsa (dal web)

03. Il sogno del treno mancato (15 marzo 2024)

Questa volta 
sogno di essere in viaggio, in auto 
Guido di notte 
lungo strade sconosciute,
dissestate,
impervie 
Ci sono altri viaggiatori insieme con me 
E' una corsa contro il tempo 
e sono costretto a guidare veloce,
malgrado lo stato della strada
Bisogna arrivare ad un certo orario
e in un certo posto 
per beccare la coincidenza di un treno 
Ricordo alcuni tratti pieni di buche 
Ricordo il momento in cui conducevo l'auto,
a velocità folle, 
lungo un rettifilo
senza alcuna illuminazione 
e dal fondo dissestato, 
pieno di fossi che fanno sobbalzare l'auto 
e disseminata di sassi che schizzano via
sotto le ruote
Ad un certo punto mi sembra 
quasi di poter perdere il controllo dell’auto
ma poi riesco a rimettermi in carreggiata,
evitando in extremis 
un rovinoso deragliamento
Siamo dei desperado
e tiriamo avanti,
costi quel che costi
Ma poi ce la facciamo!
Arriviamo così alla piccola stazione decentrata 
Mentre fermiamo l'auto, 
ecco che c’è un treno azzurro in arrivo
all’unica banchina 
É notte fonda
Ci dirigiamo a piedi 
verso l’edificio della stazione 
All’esterno non c’è nessuno,
un deserto 
Ma, l’interno, dove c’è una grande folla assiepata
non sembra quello 
d’una piccola stazione periferica,
bensì quello d'una stazione metropolitana 
C'è gente in attesa stravaccata
Altri in coda davanti agli sportelli della biglietteria 
Siamo in tanti
appicciati, stropicciati, vocianti
come in bazar d’oriente
Alcuni semplicemente attendono il proprio treno
Altri sono in coda davanti ai diversi sportelli
Altri cercano di acquistare uno snack 
da mettere sotto i denti,
chi una bibita o un cappuccino
Faccio un giro dei diversi sportelli della biglietteria,
cercando quello meno affollato
Sono in ansia 
Temo di non farcela 
Finalmente, dopo molto girare, 
vedo uno sportello libero 
e mi ci dirigo
Dietro il vetro c’è un’impiegata 
che chiacchiera facezie e ricette
con altri colleghi
Le dico: Presto! Presto!
Presto che è tardi! 
Devo fare il biglietto per il treno
appena arrivato sul binario 1 
e che sta per partire 
Mi giro e guardo fuori 
E vedo che il treno 
già si muove lungo il binario 
Prendere velocità e se ne va 
Il treno già partito 
Il treno è già partito 
Il treno che dovevo prendere! 
Come non detto, 
dico alla bigliettaia, 
mi hai fatto perdere tempo, mannaggia! 
Magari, se non stavi a chiacchierare 
come se ci fosse 
tutto il tempo del mondo 
Avresti potuto staccarmi il biglietto 
senza perder tempo 
e io sarei potuto saltare su quel treno

E invece sono rimasto a terra
(potrei riversare sulla bigliettaia 
ingiurie ed improperi,
ma - pur adirato -
riesco a mantenere il mio linguaggio forbito)

Mi trema la voce mentre recrimino

(dissolvenza)

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25 settembre 2023 1 25 /09 /settembre /2023 06:37
Al mare

Ho dormito presto questa notte
ed è stata una notte in parte insonne
Una lunga pausa tra un sonno e l'altro 
condita di letture e di scrollaggi sullo smartphone
Poi, dopo molto battagliare con i cuscini,
mi sono infine riaddormentato
E ho sognato

 

Ero in una cittadella naturista
ed ero arrivato a questo sito 
viaggiando su un camper,
non da solo, ma viaggiando in compagnia d'altri
Posteggiavamo il camper nella piazzola 
che ci era stata assegnata
Dopo aver sistemato la nostra casa ambulante
e aver tirato fuori tutte le comodità
veniva il momento, per me, di fare una bella doccia
(rinfrescante)
Andavo alla ricerca del locale delle docce
(ovviamente in comune per uomini e donne)

 

Succedevano degli inciampi,
degli ostacoli mi si paravano innanzi,
ma anche delle distrazioni
come, ad esempio, gente 
(non solo coppie)
che faceva sesso sotto gli occhi degli altri
(e sotto i miei),
tutti incuranti dello sguardo altrui

 

Entravo in uno stato di eccitazione
(sono fatto di carne)
e, benché simulassi indifferenza, 
non potevo rimanere del tutto impassibile
e il mio corpo reagiva in maniera sintona

 

Abbandonavo la ricerca del locale docce, a questo punto,
ritornavo al camper
e mi accingevo ad uscire in un giro perlustrativo del luogo,
alla ricerca dei suoi misteri e delle sue molteplici attrattive
Andavo in esplorazione
Era immenso
Dovunque locali di vario genere
cinema a luci rosse per coppie,
hammam e saune
discoteche a tema con dress code obbligatorio,
e piscine enormi con in corso foam parties
Avvertivo una sensazione di familiarità,
come se lì ci fossi già stato
in una mia vita precedente

 

Vagavo da un posto all'altro,
un po' allucinato
(pensavo: questo tipo di attrattive non fa per me)
un po' imbambolato
un po' compiaciuto 
e sopraffatto da una carnale eccitazione,
non dominata dalla volitività della mia corteccia cerebrale

 

Degli altri miei compagni (o compagne) di viaggio 
non v'era più traccia
Ero solo
alla scoperta di questo mondo strano
in cui i rapporti personali
erano totalmente stravolti e sopraffatti
da un atteggiamento pansessuale


Poi, quando mi rendevo conto di essermi allontanato troppo dal camper
(la mia base sicura)
mi mettevo a correre
i miei piedi mettevano le ali
le gambe giravano che era un piacere
Mi muovevo agilmente,
anche se davanti a me ciondolava un obelisco

Malgrado il mio impegno,
molti ostacoli si frapponevano tra me e la mia meta
Mi ritrovavo in mezzo a situazioni e a scenette
che attiravano la mia attenzione,
anche se io cercavo di non farci caso
Mi sembrava di essere dentro
un incubo ricorsivo

 

E benchè corressi e corressi (a perdifiato)
non arrivavo mai
dove volevo andare,
dove volevo essere

 

(Dissolvenza)
 

Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
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24 settembre 2023 7 24 /09 /settembre /2023 07:01
Dormiente in Nepal (foto di Maurizio Crispi)

C’è una processione votiva questa notte

 

La via è tutta addobbata di archi luminosi,
come si usa

 

Ci sono anche dei pali piantati per terra
ad intervalli irregolari
e, sulla loro superficie ricurva,
sono state inchiodate 
immagini sacre ed ex voto

 

Per terra, dormiente,
c’è uno 
Mi pare di conoscerlo,
ma non so dargli un nome
E' buttato nella cunetta, senza ritegno alcuno,
in mezzo a detriti vari,
pacchetti di sigarette vuoti,
cicche e boli di chewing gum
e un rivolo d'acqua fetida gli inzuppa i vestiti

 

Provo a riscuoterlo
dal sonno letale
Chi sei?
Dove vai?
A chi appartieni?
Sei solo?
gli chiedo
Apre gli occhi,
mi guarda confuso,
farfuglia poche parole incomprensibili,
e ripiomba nel sonno

 

Riprendo il mio cammino
Sono inquieto
Penso che quel dormiente
sia un segnale che mi è stato inviato
Ma da chi? E perché?

 

Mi arrovello,
senza giungere 
a nessuna conclusione

 

(dissolvenza)
 

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21 settembre 2023 4 21 /09 /settembre /2023 06:38
Fiore di cactus (foto di Maurizio Crispi)

Mi svegliai
Il sonno tardò a ritornare

 

Le mani mi prudono
Son piene di spine
di fico d’india
spine lievi
invisibili e fastidiose
Anche i piedi mi prudono
e faccio finta di niente

 

Ho dormito come un ghiro
e adesso saltello in giro
come una pulce ammaestrata

 

Ho visto splendide fioriture di cactus
(tardive)
Ho visto una zucca
crescere spropositatamente,
come un pallone 
che viene gonfiato d’aria
Ho visto un colombaccio morto
e smembrato
(sarà stata la poiana a predarlo)
Ho visto le olive 
farsi turgide e grosse
(speriamo bene)
Ho riempito d’acqua
tutto ciò che doveva essere riempito
E ho bagnato le piante assetate

 

Ed ora eccomi qua
sentinella vigile
al suo turno di veglia di due ore
Il sonno tornerà 
e con esso
arriveranno altri sogni
ed io andrò in trasferta onirica

 

Non mi dispiace 
esser sveglio di notte,
da solo,
con i miei fantasmi

 

E poi il sonno mi ha sorpreso
e mi ritrovavo al lavoro
ma non era un posto riconoscibile 
in modo certo
C’erano però figure professionali antiche,
della notte dei tempi, 
ed anche la mia cugina Maria Patrizia
(che non è più)
e altri che non conoscevo
o che rimanevano senza volto
Interagivo con tutti
in situazioni che, per lo più,
erano ludiche e scherzose
Diverse volte mi lavavo le mani
e c’era un’intera sfilza
di prodotti antibatterici
(di quelli di cui 
ai tempi del Covid 
c’é stata inflazione)
Cercavo di lavarmi
le mani e la faccia
seduto alla mia scrivania,
ma - da seduto - non ci riuscivo bene
e dovevo mettermi in piedi per farlo
E davo anche una spiegazione di ciò 
Circolavano molti libri
C’erano molti giochi
Era tutto uno spasso
Io fornivo segnalibri a tutti,
per evitare che facessero
le orecchiette 
ai libri che leggevano

 

Rutilante atmosfera

 

 

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20 settembre 2023 3 20 /09 /settembre /2023 07:27
In compagnia del faccione nero (foto selfie di Maurizio Crispi)

Bisognava mettere a punto
un materiale audiovisivo
per farne un videoclip

 

Le prove tecniche andavano avanti a fatica
e si manifestavano molti e inattesi inconvenienti 
Era anche una lotta contro il tempo
perché c’erano delle scadenze da rispettare
Alla fine, senza aver concluso nulla,
staccavamo,
lasciando tutto il materiale e le attrezzature 
sparsi per terra
ed anche una grande quantità di tessere colorate
disseminate sul pavimento 
a formare un'estesa chiazza poli-cromatica

 

Prendevo la mia bici da corsa
per trasportala a spalla giù dalle scale
e notavo che il tubolare anteriore
era stato rappezzato malamente
Mi chiedevo se la riparazione
avrebbe retto al mio peso,
una volta che, giù in strada,
fossi balzato in sella
e avessi cominciato a pedalare

 

Pedala!
Pedala!
Pedala?

 

(Dissolvenza)

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19 settembre 2023 2 19 /09 /settembre /2023 06:48
Sommergibile in avvcinamento (foto scattata da Vivishant Raul)

Nel sogno dovevo mettere a punto
una terapia a scalare con il metadone

 

In realtà (sempre nel sogno)
si trattava d’un imbroglio
per coprire un altro imbroglio
Una tizia, rampolla di una buona famiglia,
aveva ricevuto un quantitativo di metadone
e lo aveva perso
(o se n’era sbarazzata)
o lo aveva ceduto a terzi
Quindi, adesso,
bisognava giustificare l’ammanco del farmaco,
facendo apparire nei documenti sanitari
che era stato somministrato
in una terapia a scalare
E dunque ero lì a fare dei conteggi minuziosi
La difficoltà era quella di far sì
che, alla fine della finta terapia,
risultasse esattamente al milligrammo
il metadone mancante
Ma i conti non mi tornavano mai
C’era sempre qualche cosa soverchia
oppure in meno
Ed ero lì,
in una ruota senza fine
a fare conti su conti
e a provare varie combinazioni
Il diavolo ci metteva sempre la coda

 

Era lì ad aiutarmi e ad assistermi
il padre della ragazza beneficiaria
che era - lui - autorevole medico e cattedratico

 

Il sogno si ripeteva senza fine
Era come trasportare su per un pendio
il masso di Sisifo
che ogni volta,
prima di riuscire a farlo scollinare,
precipitava a valle

 

Ho ricordato la fatica che facevano gli infermieri
nel servizio che dirigevo
a fare i conti delle quantità di metadone somministrate
e ad avere alla fine un conteggio bilanciato senza ammanchi
o senza eccedenze
A me, alla fine,
toccava firmare
i registri di carico e scarico
dei farmaci stupefacenti 

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18 settembre 2023 1 18 /09 /settembre /2023 07:10
Il peso dei libri e della cultura (foto di Alessandra Leone)

Ho sognato

 

Una notte infarcita di sogni

 

Ad ogni piccolo risveglio
mi dicevo:
Questo sì che è memorabile
e me lo debbo trascrivere

Ma siccome non lo facevo
poi queste tracce svanivano
lasciandomi con un pugno di mosche in mano
(per così dire)

 

Ma c’è una cosa che mi è rimasta impressa,
tra le tante

 

Ed è che compariva mio padre
Era a casa con me
E occupava - da ospite - una stanza
Era assente
Ed io entravo furtivamente proprio in quella stanza
e ne esaminavo il contenuto minuziosa-mente
C’erano un sacco di cose
Alcune futili
Altre inquietanti
Non ricordo i dettagli
C'era un fascio di fogli scritti a mano
e altri documenti
ed io cercavo di afferrarli per esaminarli 
uno per uno
Ma l'intero fascio mi cascava per terra
e quei fogli si spargevano in disordine caotico
 un guazzabuglio -
sul pavimento

 

Cercavo di recuperarli
e, a quattro zampe, 
cercavo di recuperarli tutti
Avevo fretta, entravo in ansia,
le dita mi si accavallavano
e temevo di essere colto sul fatto
Ed era un'utopia soltanto sperare
di poterli ricomporre nell'ordine originario

 

Alcune cose
avrei voluto portarle con me
perché erano indizi rivelatori
di aspetti di mio padre
che ignoravo

 

Ma non c’era più tempo,
poiché sentivo la sua voce
dietro la porta

 

(dissolvenza)

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Mi Presento

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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