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6 luglio 2026 1 06 /07 /luglio /2026 06:09
La manifestazione del 3 luglio 2023 a Palermo (Foto di Maurizio Crispi)

Il 3 luglio 2026 ha avuto luogo a Palermo una pacifica manifestazione di protesta (promossa dall’attivista Enrico Montalbano che, nei social, si firma “Corto Maltese”) in cui molti difensori degli alberi, armati di pennarelli, bandelle colorate, nastri adesivi e fogli di cartoncino, hanno affisso sui grandi tronchi degli alberi che l'Amministrazione comunale vuole abbattere per far posto alla rete tramviaria C, cartelli colorati con messaggi – a volte brevi ed icastici, altre volte più articolati - di riflessione contro la paventata e annunciata strage degli alberi: qualora venisse attuato, si tratterebbe di un autentico “ecocidio”, considerando che gli alberi da abbattere sono dislocati su di una linea di circa 2 km e sono circa 500 - una vera e propria foresta in fila indiana!
La perdita sarebbe cospicua, dal momento che l’abbattimento degli alberi si dovrebbe estendere anche lungo tutto l’asse viario di Corso Tuckory (sino a Piazza Giulio Cesare), arredato per tutta la sua lunghezza da un doppio filare di pregiate Jacarande e nella parte alta di raccordo con via Basile, di platani.
Sino ad ora l’Amministrazione comunale di Palermo è stata sorda a qualsiasi invito – anche da parte di molte associazioni ambientaliste – a modificare il progetto in modo da assicurare la tutela degli alberi: un’irremovibilità incomprensibile, visto che sono stati presentati anche dei progetti alternati, maggiormente rispettosi per l’ambiente.
Si tratta di piante di alto fusto, ramificate e possenti che danno ombra su tutta la via che altrimenti sarebbe assolata e desertica, e che rinfrescano il suolo, oltre a dare ospitalità benevola a diverse specie di uccelli e a svolgere il loro compito primario che è quello di assorbire CO2.
L'invito bonario è quello di trovare soluzioni alternative che non comportino la strage degli alberi.
Di seguito alcuni dei messaggi che sono stati affissi e che sono serviti a dare voce agli alberi che, pur essendo dei viventi interconnessi (si pensi alle scoperte di Suzanne Simard) non possiedono la parola e non posso esprimersi in linguaggio umano.
Eppure i manifestanti in modi fantasiosi sono riusciti a dar loro voce.


Non uccidete gli alberi
Fate passare il tram di fronte!
Grazie!


La linea C del Tram abbatte la CO2…
…ma anche gli alberi di via Basile!
Progetto illuminato!


Condizionatore naturale, gratuito ed ecologico!

Incavolato/a per lo stress?
Bevy un Cynar mentre guardi le mie foglie


Anche tu mi vuoi buttare giù?
Ma io ti tiro su!


Calati Jùncu
ca passa lu trammi!


Io sono un essere vivente che elargisce ossigeno a tutti gli esseri viventi,
non faccio distinzioni, anche a te che vuoi togliermi la vita.
Pensaci!

Mi nutro di anidride carbonica, tu mangi e respiri grazie a me!
Nutro te e i tuoi figli.
Io voglio il tuo bene e proteggo te  dalla eccessiva calura, proteggo gli uccelli che trovano ristoro e alloggio sui miei rami.
Faccio solo del bene e non danneggio nessuno!
Perché vuoi uccidermi?
Antonio ed Elisabetta hanno espresso il mio pensiero, perché io non posso farlo e non sono in grado di difendermi.


Abbattimenti
Calcoli per la compensazione farlocchi
E se ne parla tra venti anni!


Io vivo e ho emozioni
Io respiro con te


Parla un uccelletto appollaiato su di un ramo: 
- Non c’è mobilità sostenibile, se mi abbatti per realizzarla 
- Giù le mani dal mio albero! 
- Ci sarà pure un’altra soluzione per il tram
Stop abbattimento alberi!


L’albero è bellissimo

Linea tram o tramvata?

Affaristi!
Grandi o piccoli, sono loro a toglierci le nostre fonti di vita!


Uccidere 500 alberi è un ecocicdio!
Senza di noi vi aspettano vent’anni di sauna e di smog!


Non esiste una maledizione in elfico, entese o nelle lingue degli uomini per una tale perfidia! 
Non ci resta che vedercela con Isengard (Comune di Palermo), stanotte con cartelloni e pennarelli


Ci sono altre soluzioni!

Basta! 
Questo sistema mi ha sterminato la famiglia!
Non permetterò che uccidano anche i nostri fratelli dalle radici profonde e dalle folte chiome!


Abbattere è rigenerazione? Forse [è] de-generazione!

L’albero è vivo!
Ospita nidi di uccelli!
E’ un generatore naturale di CO2


Montalbano sono!
Che minchioneria state facendo?


La foresta in fila per 2 km
Siamo qui da 50 anni, ben prima del tram!


Una città che uccide gli alberi, uccide se stessa
 

 

Manifestazione del 3 luglio 2026 contro il taglio degli alberi (foto di Maurizio Crispi)

Montalbano, organizzatore della manifestazione, così si esprime:
“C'è da chiedersi quali interessi allora stanno dietro a queste scellerate scelte. Se questo accadesse l'intera zona diventerebbe una landa desolata e assolata. In più, per ricostituire una struttura verde in grado di svolgere il compito di depuratore naturale di CO2 ci vorrebbero decenni. 
“Le promesse di ripiantumazione di alcuni di questi alberi (qualora sopravvivessero all’espianto) sono vaghe e inconsistenti. Una via già inquinata dal traffico veicolare H24 diventerebbe tossica con grave danno per la salute pubblica.
“Non ci fermeremo, chiederemo tutte le documentazioni, useremo tutte le vie legali per opporci a questa arrogante imposizione da parte di questa amministrazione che agisce come un regime che non tiene conto del punto di vista, della sensibilità e delle esigenze dei cittadini. 
“Infine: gli alberi sono entità biologiche, ospitano centinaia di nidi di uccelli stanziali e migratori. 
“Abbattendo un albero non si uccide soltanto una vita, ma tante.
“Altre azioni di questo tipo si ripeteranno in via Basile e in altre zone della città. 
“Uscite dai social, abbandonate le tastiere, e metteteci la faccia e i corpi: in una sola parola”

Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Fermiamo il taglio degli alberi di via Ernesto Basile e di corso Tüköry!
Scempio di alberi a Piazza Spinuzza, a Palermo, il 08.07.2026 (dal web FB)

(08.07.2026) Gli orrori che si continuano a perpretare a Palermo
Insensibilità e affarismo strettamente legati assiieme
L'ecocidio va avanti.
Mentre il caldo imperversa la città si fa sempre più povera di ombra e di zone di frescura.
Gli uccelli rimangono senza nidi e senza luoghi riparati dove poggiarsi.
Le promesse di ripiantumazione sono vuote (e, direi, anche false)
In ogni caso, se davvero dovessero essere piantumati altri alberetti al posto di quelli abbattuti tra quanti decenni essi potranno dare un'ombra valida?
Ogni tanto si vedono alcuni alberetti opera di recenti piantumazioni: essi sono stati negletti, non sono stati abbeverati e si sono seccati.
Ino goni caso se ci sono degli alberi solidi, validi, non ammalati, con tutte le carte in regale per quale motivo dovrebbero essere abbattuti se non per spendere i soldi del PNRR per la gestione e riqualificazione del verde pubblico
Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) finanzia progetti di forestazione urbana, ma talvolta prevede l'abbattimento di alberi esistenti per far spazio a nuove infrastrutture o per riqualificare aree verdi. In diverse città italiane, queste operazioni hanno suscitato forti polemiche per via della distruzione di alberature mature in nome di una transizione ecologica
Ed è tutta un'operazione fasulla in cui l'intento occulto è quello di spendere i soldi assegnati, distribuendole alle ditte che hanno in appalto questi lavori e che, a loro volta, si arricchiscono rivendendo il legname ricavato da queste barbare operazioni per farne legna da ardere o pallet o pellet o altri derivati del legno.
Viviamo in un clima di delirio totale.
Basta al taglio dissennato degli alberi 

Enrico Montalbano, alias Corto Maltese (foto di Maurizio Crispi)

(Enrico Montalbano - Corto Maltese, il 4 luglio 2026) In questa foto di Maurizio Crispi, scattata ieri mentre era in corso l'azione simbolica "Scrivi una frase su un cartello e legalo al tronco", in difesa dei 500 alberi a rischio abbattimento per mano del Comune di Palermo, per la prossima costruzione della linea C del tram, un vero e proprio ECOCIDIO, oltre che grave danno per la salute pubblica.

MENTRE FILMO, non può non saltare all'occhio la condizione in cui versano le lunghe aiuole che ospitano le alberature: spazzatura di ogni tipo e sorta per tutto il lungo tratto (nel video che ho pubblicato tutto ciò si vede molto bene). Nessuna pulizia da parte del Comune che al contrario, attraverso spot propaganda, sbandiera, con tanto di sindaco e assessori e tecnici, l'amore per il patrimonio verde di Palermo, per poi essere smentito quotidianamente nei fatti.

I continui abbattimenti, potature e capitozzature sono l'esempio più eclatante. 
Chiederemo la documentazione, attraverso l'accesso agli atti, per capire quanto sta avvenendo su i diversi progetti, siano il tram o il cosiddetto piano di Rigenerazione del Verde Urbano della città di Palermo, il cui costo folle è di 12.000.000 di euro. 
C'è da dire che questo sta accadendo in tantissimi comuni italiani, a partire da Roma, dove sono stati abbattuti migliaia di alberi. Tanti sono gli interessi, questo è chiaro, e bisogna comprendere. Le città del futuro rischiano di diventare LUOGHI ARTIFICIALI con una qualità dell'aria, dell'ambiente sempre più scadente, a favore di un uso sproporzionato e spropositato della tecnologia che non conosce limiti per il rispetto della vita stessa del pianeta e di chi la abita.
SCHIAVI O RIBELLI.

Bisogna scegliere... ma in fretta [prima che sia troppo tardi, aggiungo io]

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14 dicembre 2023 4 14 /12 /dicembre /2023 08:03
Al posto della Libreria Sciuti di un tempo (foto di Maurizio Crispi)

Qui su tre vetrine (o luci, come si dice oggi), in via Sciuti a Palermo, si affacciava la Libreria Sciuti (ingresso al 91/F), una storica attività in questa parte della città.
I titolari, assillati dalle ristrettezze sempre crescenti in cui versa il mercato librario a causa della spietata concorrenza di Amazon e di altri venditori online ma anche per motivi connessi con la necessità, oggi, per chi esercita questo mestiere, di reinventarsi radicalmente allo scopo di potere attrarre un pubblico sempre più distratto, hanno dovuto abbandonare la partita, con grande dolore loro e degli affezionati clienti.

L’ultimo atto si è consumato, in silenzio e quasi senza che nessuno se ne accorgesse.
Nella fase di smobilitazione, con le scaffalature prima gremite di libri e ora sempre più desolatamente vuote, più volte mi sono ritrovato a parlare con Alessandro Cusimano e con Massimo, da sempre il mio preferito referente quando mi ritrovavo a ordinare dei volumi, e a discorrere del futuro della libreria, se avrebbe riaperto i battenti, dove e quando.

Mi sono ritrovato spesso, nel corso di queste conversazioni, spesso fortemente emozionali, a dover trattenere lacrime e singulti, perché vedevo dissolversi - con questa progressiva smobilitazione - un pezzo della mia vita che si è esteso nell'arco di diverse decenni.

Ho voluto intendere nel corso di queste chiacchierate che essi nel dover chiudere fossero stati assillati da richieste esose da parte dei proprietari dell'immobile, a cui non avevano più potuto far fronte, ma non è così, in realtà: questa è stata indubbiamente una mia narrazione personale che forse si è originata da loro non detti di cose a cui dare parola sarebbe stato imbarazzante e faticoso.

In realtà, la causa principale di questa chiusura (in verità, una morte annunciata) è stato il cambiamento dei tempi e il restringersi sempre più grave dei profitti, con la necessità - come ho detto - di doversi reinventare, cosa peraltro non facile e che come mostra Shaun Bythell, nel suo "Una Vita da Libraio", richiede enormi enormi energie e una non indifferente creatività organizzativa, sconfinando in attività che non sono esattamente connesse con la vendita di libri ma che fanno cultura, commercio, aggregazione e, per questo, non bastano le semplici e tradizionali, canoniche, presentazioni di libri con annesso firma-copie: la stessa causa che, in definitiva, ha portato alla decisone dei conduttori della Libreria Sciuti di non riaprire più in altri locali ubicati in zona (e in questo caso, sì, venivano davvero avanzate richieste di pigioni assolutamente esose); oltretutto, nella nostra realtà, per l'avvio o il riavvio di un'attività commerciale qualsivoglia sono enormi gli intralci burocratici e innumerevoli le norme da applicare, i certificati da richiedere, le specifiche tasse da pagare: non è come in altri paesi europei dove tutte queste procedure sono semplificate al massimo e, soprattutto, sono meno costose.

Foto Carmelo Di Rosalia

A giugno scorso (2023) la Libreria Sciuti ha chiuso i battenti, alla fine del doloroso sgombero e ancora per diverso tempo è rimasta l'insegna a sormontare le vetrine, come testimonianza del passato.

Il vicino negozio di arredi s'è espanso ad occupare i locali che furono della Libreria Sciuti.

Sono state rapidamente cancellate tutte le tracce che possano far dire che qui c’era una libreria “storica” della mia (della nostra città) con una necessaria azione di restyling e di omologazione alle vetrine già preesistenti del negozio di arredi che si espandeva già lungo tutto il marciapiedi.

Ancora di più - con la cancellazione delle ultime tracce - mi sento affranto e dispiaciuto.
Sono stato da sempre cliente affezionato di questa libreria che era a pochi passi da casa e per me, oltretutto, comodissima da raggiungere per soddisfare qualsiasi ghiribizzo librario mi saltasse in mente.
Qui potevo sempre entrare a dare un’occhiata alle novità, a ordinare i libri che andavo selezionando per i miei approfondimenti, ad acquistare quelli da dare in regalo, a scambiare quattro parole con i titolari e i dipendenti, circostanze che, a volte, si trasformavano in vivaci conversazioni e scambi di idee.
Ora, è tutto finito.

Ma è una storia che si ripete
Come è successo prima e come, sicuramente, succederà ancora
Per esempio, come non menzionare la scomparsa della Libreria L'Aleph in via Vincenzo di Marco, condotta dal mitico Lorenzo Giordano e soppiantata da un emporio cinese, o - ancora prima - con la storicissima Libreria Flaccovio in via Ruggero Settimo, che è persino nei miei ricordi di infanzia, perché mi ci portava mio padre, al cui posto s’è insediato un venditore di intimo femminile e che, negli anni del dopoguerra sino certamente alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, è stata un centro pulsante della intellighenzia culturale di Palermo e della Sicilia, per non parlare di tante altre librerie cittadine (e mi viene in mente la Libreria Ciuni, collocata di fronte al Teatro Massimo) e di tanti altri storici esercizi invasi e metarmofizzati in attività di tipo diverso che sono effimere e che, soprattutto , non hanno tradizione alcuna e un mondo di cultura alle loro spalle.

 

Questi casi che ho menzionato sono vividi esempi di un mondo che scompare, che viene cancellato sistematicamente senza che si faccia nulla per serbarne tracce per una futura memoria collettiva e senza che si reagisca.

Siamo diventati torpidi e indifferenti.

La civiltà dello spettacolo in cui tutto passa ed è effimero, senza un reale valore, ci ha abituati a questo.

Non voglio essere o apparire sterilmente nostalgico o dare l'idea di essere uno che si piange addosso e guarda continuamente al passato, rimuginando e rimpiangendo ciò che non è più; e che è disgustato dal modo in cui il mondo sta cambiando velocemente, troppo velocemente persino.

Se fossimo in altri paesi con una maggiore vocazione culturale e un’attitudine a conservare le tracce del passato e a farle vivere nella memoria individuale e collettiva, nei luoghi che hanno ospitato queste tre librerie verrebbero affisse delle targhe in bronzo o in marmo per fissare il ricordo e così tramandarlo.

Ed è quello che io propongo agli amministratori distratti di una città che si avvia a vivere una crescente condizione di “non luogo”, senza conoscenza delle proprie radici storiche e culturali e senza memoria collettiva
 

Salvatore Cangelosi. La città e i Libri. Avventure di un libraio

Salvatore Cangelosi, La Città e i Libri. Avventure di un libraio, Torri del Vento Edizioni (Collana I Capperi), 2014

Il volume è arrichito dalla prefazione di Marcello Bonfante. Vi si parla di pezzi di storia delle librerie di Palermo e vi si chiariscono anche i rapporti "di parentela" per così dire tra Libreria Ciuni e la Libreria Sciuti

Andrebbe sicuramente letto per chi ha desiderio di consolidare ulteriomente le radici delle proprie memorie

(risguardo di copertina) Alla fine degli anni settanta, un giovane monrealese si impiega, per puro caso, in una libreria, senza sapere che quel lavoro diventerà tutta la sua vita. Attraverso le vetrine delle librerie in cui negli anni lavorerà, Cangelosi vedrà una città in continuo cambiamento, incontrerà volti noti e meno noti, stringerà la mano a scrittori più o meno famosi, ma soprattutto inizierà a conoscere se stesso. Un'autobiografia scritta come un romanzo di formazione, una prosa asciutta e ponderata frutto di anni di frequentazioni intellettuali e di meditate letture.

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11 agosto 2021 3 11 /08 /agosto /2021 15:09

Stelle cadenti, deh!
Stelle cadenti,
c'è pane per i vostri denti!
Poichè tanti son i desideri latenti
per non parlar poi di quelli evidenti
E se il desiderio latente
mai sarà soddisfatto
allora la stella  
fu s-cadente e decadente,
altro che cadente ed esaudiente!
E, per ciò, il più delle volte
le stelle cadenti son scadenti
ed anche poco efficienti,
oltre che per nulla benevolenti

Desideri latenti, stelle impertinenti
Tanti sono i desideri latenti,
e milioni sono le stelle irridenti
Desideri latenti, stelle nullatenenti
Desideri imponenti, stelle fatiscenti

Come sempre,
attorno alle stelle cadenti,
si fa molta retorica per nulla

E tutti lì a cercare, con occhi attenti
quelle stelle cadenti
poi deludenti
Sempre deludenti, sì
Solo pochi furono mai i fortunati

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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