/image%2F1498857%2F20260831%2Fob_9e53fb_selfie-con-linguaccia.jpg)
Ho sognato che qualcuno mi porgeva un microfono per dire qualcosa all’uditorio raccolto davanti a me, in attesa
Io lo prendevo in mano, lo soppesavo, lo guardavo concentrato
Poi lo mettevo in assetto corretto e mi preparavo a parlare
Il mio respiro era calmo e regolare, il battito cardiaco pure
Aprivo la bocca per articolare i primi suoni, ma la voce non veniva fuori
Mi sforzavo allora e producevo soltanto dei ridicoli suoni gracchianti
(Dissolvenza)
Poi sognavo di nuovo
Mi trovavo in una città a me sconosciuta e andavo a lavorare al locale servizio delle tossicodipendenze
Incontravo molti colleghi già conosciuti in passato - e molti che si ricordavano di me - e altri a me sconosciuti che, tuttavia, mi riconoscevano
Il Servizio era sparso e suddiviso in molti diversi ambulatori, con funzioni diverse, in zone differenti della città
Entravo in uno e gli operatori che vi erano assiepati, vedendomi, mi dicevano: “Qui stiamo somministrando il metadone”
Io rimanevo a guardare cosa facevamo e soprattutto come lo facevano, quasi fossi una specie di supervisore/ispettore
Poi uscivo da quell’ambulatorio e mi mettevo a correre per le vie della città
Grandi piazze selciate di pietra, ampi viali, alcuni in parte ricoperti dall’acqua che fluiva liberamente
Correvo avvertendo un senso di leggerezza ed anche capacità di elevazione
Mi sentivo in ottima forma
Ero ottimista
Mi si affiancavano quattro podisti e ci mettevamo allo stesso passo, correndo gomito a gomito
La strada che percorrevamo era in leggera salita. In lontananza vedevamo sopraggiungere di corsa, a passo gagliardo, due uomini, ciascuno dei quali teneva al guinzaglio ben due possenti leoni dalla folta criniera. Erano splendidi da vedere, eppure avvertivo un pericolo imminente.
Presto! - Dicevo agli altri - dobbiamo metterci in salvo
La nostra corsa si rompeva e, ostacolati dsll’acqua che correva copiosa, cercavamo impacciati, cadendo e rialzandoci, una possibile via di fuga
Ed eccola
Era una stradina che si dipartiva in salita da quella che stavamo percorrendo
È fatta! É fatta! - gridavo agli altri miei compagni di corsa
Appena in tempo!
Arrivavano i tizi con i leoni, uno dei quali con uno scatto improvviso cercava di protendersi verso di noi, allungando una poderosa zampa e facendo schioccare l’una contro le altra le zanne potenti, senza riuscire ad afferrare nulla, solo l’aria
Salvezza!
/image%2F1498857%2F20260831%2Fob_3cfb32_i-quattro-leoni.jpg)
scrivi un commento …


