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20 dicembre 2012 4 20 /12 /dicembre /2012 09:44
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
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Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia

Belinda Mosse, giunta tardivamente nella sua vita alla pratica del naturismo, dopo una vita di conformismo, e il suo compagno Mark Golding sono espressione di una forma di nudismo "liberato", una forma di natursimo in cui il piacere dello stare intimamente a contatto della natura, senza veli o tessuti che facciano da interfaccia e il piacere della sessualità praticata o osservata negli altri che ci circondano sono inestricabilmente legati.
Sex on the BeachSex on the beach: a true account of explicit displays of exhibitionism and voyeurism (Inform&Enlighten Ltd, 2013) è il volume scritto a due mani dai due (autori anche di altri resconti sullo stesso tema) e corredato di foto di nudi di entrambi (semplicemente foto "nude", senza rappresentazioni sessuali esplicite, quindi a loro modo caste) racconta una serie di scene osservate nel contesto della spiaggia naturista di Cap d'Agde, uno dei più grandi resort internazionali del nudismo/naturismo, tanto che spesso ci si riferisce alla celebre location francese come alla "Città dei nudisti".
Le loro descrizioni fanno capire che il più delle volte accade che la nudità dei corpi e l'abbandono di tutte le convenzioni spociali di cui gli abiti rappresentano il più forte baluardo facciano sì che la pratica della sessualità (di una sessualità liberata) si faccia in un contesto naturale estremamente facile, senza remore e senza pensieri.
Il sesso praticato all'aperto, sia che ci si trovi di fronte ad un pubblico di astanti, sia che si sia da soli, nel contesto di coppia non inclusiva o condiviso con altri (che siano singoli o in coppia) diventa così una pratica assolutamente naturale, da cui si trae piacere e attraverso cui si dà (e si riceve) piacere, secondo una modalità non problematica, spogliata di tutti gli appesantimenti culturali, vissuta gioiosamente senza sensi di colpa di matrice religiosa e senza falsi pudori, esattamente sullo stesso piano che stare al sole, abbronzarsi, fare un picnic e godersi il mare e la natura.
Mare, sole, natura e pieno contatto con l'ambiente e con gli altri senza barriere "tessili" sono i quattro pilastri vincenti per una sessualità liberata e scevra da inibizioni e da pudori anacronistici, assieme alla libera e mutevole bilancia tra esibizionismo e voyerismo con modalità che nulla hanno a che vedere con l'ambito delle parafilie e che spesso, con una continua intercambiabilità dei ruoli, accrescono il piacere dell'essere a pieno tondo in un contesto naturale, dove le pratiche della sessualità divengono atti equiparati a molteplici altre azioni che si possono fare su di una spiaggia (o in natura), come nuotare, tuffarsi, giocare a pallone, correre, mangiare un gelato, con in più la consapevolezza di essere parte d'uno scenario e di contribuire alla costruzione di "cartoline" che rimarranno impresse nella memoria di quanti vi partecipano.
I racconti di Mark Golding e di Belinda Mosse sono appunte delle "cartoline", in cui la nudità, il sesso (guardato o praticato) e l'essere in natura sono strettamente intreccati.
Il libro si legge con piacere e con particolare interesse, specie se si è avuta l'occasione di frequentare la spiaggia di Cap d'Agde e altri luoghi dove si pratichi il nudismo "liberato", piuttosto che quelle forme di naturismo bigotte in cui la sessualità ostentata viene bandita in quanto ritenuta contraria ai principi di un "sana" pratica naturista.

(dal risguardo di copertina) Erotic true tales from one idyllic summer's month on the nudist beaches and other places in southern France. Lovers, exhibitionists and voyeurs are observed by Mark Golding who holds back nothing in this explicit and detailed account of what really happens when inhibitions are cast off along with the clothes. Needless to say Mark and Belinda enjoy the fun.
With photographs from Mark's collection and commentary by Belinda Mosse. Front cover shows Mark and Belinda who are well known in the naturist community and were for many years naturist columnists and 'agony aunts'.

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5 dicembre 2012 3 05 /12 /dicembre /2012 11:38

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houllebecq (Appendice n° 1). La descrizione di Michel Houellebecq(Appendice n° 1) Quelle che seguono sono le pagine dello scrittore Michel Houellebecq, in cui si parla appunto di Cap d’Agde (Le particelle elementari, Bompiani)

 

 

"Ciò che colpisce al Cap d'Agde (...) è prima di tutto la coesistenza tra luoghi di consumo banali - simili in tutto e per tutto a quelli che ritroviamo nelle stazioni balneari europee - e altri commerci esplicitamente orientati verso il libertinaggio e il sesso. Per esempio è sorprendente vedere alternarsi macellerie e minimarket a negozi di abbigliamento che propongono essenzialmente minigonne trasparenti, biancheria in latex e indumenti concepiti per lasciare scoperti seni e natiche. E' altrettanto sorprendente vedere le donne e le coppie, accompagnate o meno dalla prole, aggirarsi tra gli scaffali senza mostrare il minimo imbarazzo di fronte al contrasto tra questi diversi commerci. Infìne sorprende vedere come le edicole presenti nel complesso offrano, oltre alla normale gamma di quotidiani e periodici, una selezione particolarmente abbondante di riviste pornografiche e giornali specializzati in inserzioni particolari, oltre a svariati articoli erotici, il tutto senza suscitare nei consumatori il minimo turbamento.

I centri-vacanze tradizionali si possono classificare lungo un asse che va dallo stile 'familiare' (Mini Club, Kid's Club, fasciatoi, scalda-biberon) allo stile 'giovani' (sport acquatici, serate a tema per i nottambuli, sconsigliata la presenza di minori di 12 anni). Per la frequentazione in gran parte familiare, per l'importanza che vi riveste lo svago di tipo sessuale svincolato dal contesto abituale del 'rimorchio da spiaggia', il complesso naturista di Cap d'Agde sfugge a questa dicotomia. E altrettanto si distacca, con grande sorpresa del visitatore, dai tradízíonali centri per naturisti. Questi ultimi, infatti, enfatizzano una concezione 'sana' della nudità, escludendo ogni interpretazione sessuale diretta; vi si fa un grande uso di cibi biologici, e il fumo vi è praticamente bandito. Spesso ecologicamente sensibili, i frequentatori si ritrovano in attività tipo lo yoga, la pittura su seta, le ginnastiche orientali; accettano volentieri di adattarsi a un habitat rudimentale in un luogo dove la natura è selvaggia. Invece gli appartamenti offerti dal complesso di Cap d'Agde rispondono abbondantemente alle norme di comfort tipiche delle stazioni di villeggiatura; la natura vi è presente essenzialmente in forma di prati e cespugli fioriti. Infìne, la ristorazione, di tipo classico, alterna pizzerie, ristoranti di frutti di mare, rosticcerie e gelaterie. La nudità stessa sembrerebbe, mi si passi il gioco di parole, rivestirvi un carattere diverso. In un complesso naturista tradizionale, essa è obbligatoria ogni volta che le condizioni atmosferiche lo consentano; tale obbligo è oggetto di una sorveglianza rigorosa, e si accompagna a un severo biasimo riguardo a ogni comportamento assimilabile al guardonismo. A Cap d'Agde, invece, si assiste alla serena convivenza, nei supermercati come nei bar, di tenute estremamente differenziate, che vanno dalla nudità integrale a un abbigliamento di tipo tradizionale, passando per tenute a vocazione apertamente erotica (minigonne di rete, biancheria intima, stivali). Inoltre il guardonismo è tacitamente ammesso: sulla spiaggia è comune vedere gli uomini indugiare davanti ai sessi femminili offerti al loro sguardo; alcune donne danno a questa conternplazíone un carattere più intimo optando per la depilazione, che facilíta l'osservazione del clitoríde e delle grandi labbra. Tutto ciò contribuisce a creare, anche quando non si prenda parte alle attività specifiche del centro, un clima estremamente singolare, lontano sia dall'ambiente erotico e narcisista delle discoteche italiane sia dal clima 'losco' tipico dei quartieri caldi delle grandi città. Insomma si tratta di una stazione balneare classica, sul genere 'alla buona', tranne per il fatto che i piaceri del sesso vi occupano una parte importante e bene accetta. A questo proposito è forte la tentazione di parlarne come di un ambiente sessuale 'socialdemocratico', tanto più che i frequentatori stranieri, parte rilevante dei numero totale delle presenze, sono essenzialmente costituiti da tedeschi, con un'altrettanto forte presenza di contingenti scandinavi e fiamminghi. (...)

In pratica, ciascuna delle coppie presenti nell'area compresa tra la linea delle dune e la battigia può prendere l'iniziativa di toccamenti sessuali pubblici; spesso è la donna a cominciare, masturbando o leccando il sesso del compagno, e questi ricambia allo stesso modo. Le coppie vicine osservano con particolare attenzione queste carezze, sí avvicinano per veder meglio, poco a poco cominciano a seguirne l'esempio. Così, a partire dalla prima coppia, sulla spiaggia si propaga rapidamente un'onda di carezze e di lussuria incredibilmente eccitante. Con l'aumentare della frenesia sessuale, numerose coppie si avvicinano tra loro, al fine di abbandonarsi a toccamenti di gruppo; ma, aspetto che va sottolineato, ogni avvicinamento segue rigorosamente un preliminare consenso, per lo più esplicito. Qualora una donna desideri sottrarsi a una carezza non desiderata, lo indica molto semplicemente, con un banale cenno del capo - provocando immediatamente nell'altro una profusione di scuse, cerimoniose e quasi comiche.

L'estrema correttezza dei partecipanti maschi appare ancor più sorprendente quando ci si spinga particelle elementari filmnell'entroterra, al di là della linea di demarcazione naturale costituita dalle dune. In effetti, tale zona è tradizionalmente dedicata agli amanti del gang bang e della penetrazione femminile da parte di più maschi. Anche qui il germe iniziale è costituito da una coppia che si abbandona a una carezza intima - perlopiù una fellatío. In breve, la coppia si vede circondata da una decina e a volte da una ventina di maschi singoli. Seduti, in piedi o accovacciati sui talloni, costoro si masturbano assistendo alla scena. Talvolta le cose finiscono qui, la coppia torna al rapporto iniziale e gli spettatori si disperdono alla spicciolata. Altre volte, invece, con un cenno della mano la femmina esprime il proprio desiderio di masturbare, leccare o farsi penetrare da altri maschi. A questo punto i maschi singoli si fanno avanti a turno, senza alcuna precipitazione. Quando la femmina desidera fermarsi, anche qui lo indica con un semplice gesto. Nessuno parla; si sente distintamente il vento che soffia tra le dune, che piega i ciuffì d'erba. Talvolta il vento cala; e allora il silenzio è totale, turbato unicamente dai gemiti di godimento.

Ma non si tratta in alcun modo di dipingere il complesso naturista di Cap d'Agde sotto l'aspetto idilliaco di chissà quale falansterio alla Fouríer[1]. Al Cap d'Agde come altrove, le donne di corpo giovane e armonioso, e altrettanto gli uomini seducenti e virili, vengono fatti oggetto di proposte lusinghiere. Al Cap d'Agde come altrove, gli individui obesi, avanti con gli anni o fisicamente sgradevoli, saranno condannati alla masturbazione - che, va comunque detto, laddove solitamente proscritta dai luoghi pubblici, qui sarà considerata con una cordiale benevolenza. (...) Tale atteggiamento rispettoso e legalistíco, che assicura a ciascuno, purché onori i termini del contratto, molteplici momenti di piacere, sembra in ogni caso disporre di un notevole potere di persuasione, giacché riesce a contagiare senza difficoltà, e a prescindere da qualsiasi codice esplicito, gli elementi mínoritari presenti nel complesso (bestie frontíste della Languedoc, delinquenti arabi, italiani di Rimini)".



[1] Il falansterio di Fourier fu un esperimento utopico di “comune”, nel quale si praticava anche una sorta di libero scambio tra le coppie, allo scopo di evitare che il sentimento della gelosia potesse inquinare le relazioni sociali tra pari, tutte all’insegna della reciproca collaborazione e dello svolgimento paritario di tutti i compiti necessari a mandare avanti la struttura.

 
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4 dicembre 2012 2 04 /12 /dicembre /2012 18:16
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudi
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudi
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudi
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudi
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudi

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (App. 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudi

 

Molte fonti di stampa dicono che il fenomeno del nudismo e naturismo sulle spiagge dell'Italia sia in crescita in base ai dati ufficiali del 2013 (dati che in realtà provengono dalle stesse associazioni naturiste sulla base del numero annuale dei tesserati): ciò dovrebbe avere una relazione positiva con lo sviluppo di un mercato del turismo e di un indotto da non sottovalutare.

Segno di questa crescita culturale sono i numerosi eventi naturisti che vengono organizzati a macchia di leopardo in diverse aree geografiche dell'Italia, come sarà il prossimo NatFest Festival Naturista, in programma tra il 16 e il 18 maggio 2014 a Capalbio, definito come "Gli Stati Generali del naturismo in Italia" che si propone di coprire, con una serie di iniziative anche culturali tutti gli ambiti in cui dovrebbe estendersi una sana pratica del naturismo: lo sport, lo spettacolo, la filosofia, il discorso e la parola. E, ovviamente, a tutte le iniziativa si parteciperà nudi, ma senza fondamentalismi.

Inoltre, si fa sempre più diffuso il dibattito culturale sul naturismo, sulla sua essenza, sulle sue pratiche: come ad esempio nel sito web esserenudi.net, alimentato quasi giornalmente con nuovi post che esplorano i diversi ambiti del naturismo.
In realtà il dato non si accoppia ad un'effettiva crescita organica - quantomeno in Italia - della "cultura" del naturismo. Dove sono i praticanti del turimo in Italia? Nei cosiddetti "siti naturisti" (tutti non ufficiali e non autorizzati, a parte qualche eccezione), di naturisti veri se ne vedono sempre di meno, a parte in alcuni luoghi - e lo dico senza alcun pregiudizi - omosessuali che si cercano.
Di spiaggie autorizzate (anche solo parzialmente) non ce ne sono.

Di spiaggie con servizi "naturisti", dove si possa condurre una vita "naturista" a tutto tondo,manco a parlarne.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (App. 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudiQuindi i numeri citati prima hanno ben poco valore rispetto ad una realtà fattuale.Invece, se in Italia crescesse la cultura del naturismo e se le spiagge e se aumentassero le location che possano essere frequentati da coloro che fanno questa scelta (e non soltanto in termini di luoghi "adibiti", ma soprattutto di servizi resi) è chiaro che l'Italia acquisirebbe titoli per attrarre il grande turismo internazionale di soggetti che desiderano praticare il naturismo, perché in Italia potrebbero trovare confort analoghi a quelli disponibili in certe location francesi (o della Grecia o della Croazia) oppure la semplice libertà di potere praticare il naturismo dove ci sia la possibilità di farlo, senza che ciò susciti scandalo.

In Italia, succube di una cultura profondamente intrisa di cattolicesimo bigotto, c'è molta ipocrisia al riguardo e nessuno osa prendere delle prese di posizione certe, a partire dalla difficoltà degli stessi cultori del naturismo a venire allo scoperto per timore di riprovare e di forme di ostracismo sociale.
Potremmo dire che, in Italia, la crescita della creatura "naturismo" di cui molti sentono una forte esigenza, quanto meno in termini di un ampliamento della propria libertà e del proprio benessere psico-somatico, tanto che in una sede di specializzata si parla dei naturismi come di una "maggioranza perseguitata", è fortemente ostacolata da una forma di "gimnofobia" (ovvero paura di essere nudi) di rilevanza sociale e, nello stesso tempo, dal pregiudizio che l'esposizione del proprio corpo nudo abbatta le convenzioni sociali, riduca il baluardo delle regole morali ed esponga per ciò stesso a pratiche sessuali indiscriminate, licenziose e promiscue.
Le cose si complicano ulteriomente quando si entra nel merito del dibattito che oppone due presunte dottrine: quella del naturismo (inteso come disciplina nobile e pura) e quella del nudismo (attività triviale e di bassa lega, in cui l'esposizione del cropo nudo nonè sostenuto nè da un ideale, né da una filosofia).

Quindi, dire che il naturismo è in crescita, è soltanto trionfalistico e velleitario: bisogna cercare di capire "come" è in crescita.

Se è in crescita solo perché è aumentato di poche decine il numero dei naturisti praticanti che possono soltanto limitarsi a stare confinati in 15 metri di un tratto di spiaggia riparato dalle rocce, mi rifiuto di condividere questa valutazione.

C'è ancora in Italia molta arretratezza al riguardo e i naturisti italiani sono soltanto dei clandestini: possono soltanto limitarsi a prendere la tintarella integrale, ma non c'è nulla della libertà e della gioiosità che dovrebbe caratterizzare la scelta nudista/naturista che per essere profonda e radicale deve includere la possibilità di "vivere" ogni momento della propria vacanza in condizioni di totale libertà, quella libertà che così come è annunciato dalla filosofia naturista è una libertà edenica da paradiso terrestre ancora incontaminato dal peccato primigenio e dunque libero da qualsiasi senso di colpa.

Lo stesso "fondamentalismo" enunciato da alcuni naturisti praticanti e le voci moralistiche che, ogni tanto, si levano sono una nota stonata rispetto alla purezza e alla gioiosità del vero naturismo, ivi comprese le distinzioni che alcuni fanno tra nudismo e naturismo, ma per quanto riguarda si tratta di questioni di lana caprina e di un puro filosofeggiare, per separe coloro che vogliono includere il sesso in natura tra le loro pratiche naturiste.

Se non c'è colpa alcuna nell'esporre il proprio corpo nudo in un contesto naturale e allo sguardo di altri, del pari non ci dovrebbe essere alcuna colpa nel lasciarsi coinvolgere in un approccio sessuale con il proprio partner.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (App. 2). Il dibattito che oppone naturismo a nudismo: due concezioni apparentemente antitetiche dell'essere nudiSi tratterebbe soltanto di una cosa "naturale", ancora più naturale, proprio perché si è del tutto nudi e il passaggio all'eros può essere fluido e spontaneo.

Se i cosiddetti "tessili" sulla spiaggia si baciano, fanno petting o addirittura hanno un rapporto sessuale, perché ciò non dovrebbe essere fatto anche da chi pratica la scelta naturista, senza che ciò debba farli tacciare come i "soliti porcelli che stanno nudi per fare sesso".

E se si è in spiaggia in tanti a prendere il sole nudi, come capita di osservare in certi siti francesi dove si pratica il naturismo di massa, se c'è qualcuno che si bacia o che intraprende delle attività erotiche, la cosa suscita dei fenomeni "mimetici": e succede che è come se passasse su quei corpi distesi su teli da mare multicolori e al riparo di ombrelloni altrettanto vivaci nei loro cromatismo una folata di vento che accende l'eros tra le coppie. E tutto sembra essere molto normale e gioioso.

Ovviamente, con l'opportuna discrezione, poichè la libertà di uno non deve ledere la libertà degli altri.Nei paesi civili accade proprio così... Grandi siti naturisti, con camping e residence dovie si vive integralmente una vita naturista e spiaggie immense con una parte riservata alle famiglie e invece un'altra zona riservata agli adulti e soprattutto alle coppie.

A voi queste mie parole, per un'approfondita riflessione.


Non tutti sono d'accordo tuttavia nell'intendere superflua la disinzione tra naturismo e nudismo e pongono sottili differenziazioni per rimarcare la distinzione tra il naturismo, intenso come attività "nobile" cui è sottesa una "filosofia di vita e di approccio alla natura" e il nudismo, come attività "volgare" che, non essendo supportata da una "filosofia", scade in un semplice esercizio di esibizionismo/guardonismo, se non in una pratica di stampo pornografico/pornopoietico.

Come ad esempio questo commento di tipo definitorio ed assertivo: "Il naturismo è una filosofia di vita che si basa su un concetto generale di rispetto della persona e della natura, l’accettazione della nudità, come qualcosa di buono e giusto, il desiderio di potersi spogliare integralmente nei luoghi dove è possibile stabilire uno stretto contatto con il sole, la terra, il mare, la vegetazione. Nulla a che vedere, quindi, con la pornografia o con l’esibizionismo, di cui spesso i naturisti sono accusati. Si tratta, piuttosto, di una diversa valutazione del proprio corpo, che i naturisti giudicano privo di parti che debbano essere nascoste. Nel camminare, nuotare, prendere il sole senza nulla addosso i naturisti non hanno come obiettivo mostrarsi o dimostrare: il loro obiettivo è, invece, incrementare, attraverso questa pratica, il loro benessere personale, a tutto vantaggio anche dei rapporti interpersonali. Quello che conta è l’inebriante sensazione di libertà e, nello stesso tempo, di appartenenza alla natura concessa dall’assenza dei vestiti" (da un gruppo di discussione su FB sul Naturismo).

Seguendo tali precetti, c'è il rischio di trasformare il naturismo in espansione in una scelta reliigiosa fondamentalista e settaria.
Secondo me, soltanto la libertà e la possibilità di potere esprimere liberamente se stessi, nel rispetto degli altri (ovviamente) dovrebbero ispirare la crescita del naturismo.

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3 dicembre 2012 1 03 /12 /dicembre /2012 06:27

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Appendice 3). A capo nudo: una breve descrizione dei luoghi e delle persone

Mentre svolgevo delle ricerche sul web per arricchire la documentazione in mio possesso su Cap d'Agde, mi sono imbattuto in questo contributo, titolato "A Capo Nudo". Ho pensato che potesse essere di interesse e l'ho inserito nel materiale in appendice.

(Anonimo) Immaginate la linea blu scuro del mare, appena spruzzato di bianco dalla cresta delle onde, la spiaggia, le insenature, il verde della macchia mediterranea, il cielo azzurro. E sotto il sole dorato, tutti sono nudi.
Paradiso indiscusso dei libertini francesi, degli scambisti e dei nudisti, Cap d'Agde è un luogo tutto da scoprire. 

Innanzitutto c'è il campo nudista di Heliopolis.

L'accesso è controllato e a pagamento. Qui ci sono ristoranti, pizzerie, negozi e supermarket, persino il bancomat. Volendo, a Heliopolis si possono passare tutte le vacanze senza mai uscire dal campo.
Accanto a questa popolazione di nudisti puri e duri, da una decina d'anni i libertini francesi hanno scoperto le bellezze del luogo. La loro spiaggia è situata subito al di là di Heliopolis, non lontana dal posto di polizia. Anche se le orge scatenate del 1997 sono ormai un ricordo e le "attività" sono condotte con più saggezza, è sempre facile abbronzarsi, fare conoscenza e creare contatti "elettrici".

Verso le 19.00 le coppie si incontrano nei loro bungalow o sulla spiaggia per un "aperitif". Non c'è nessuna ambiguità nell'uso del termine "aperitif", si tratta senza dubbio di un invito ad un incontro di sesso.
Verso le nove si cena insieme. Per la notte c'è da scegliere: al centro di Heliopolis c'è La Villa Romaine [nel 2012 in corso di ristrutturazione per aver subito un devastante incendio l'anno precedente] aperta nel 1999, un bar ristorante a pochi metri dalla spiaggia oppure Glamour, un club aperto dalle 20.00 alle 02.00 del mattino.

La chiusura anticipata permette alle coppie che hanno incominciato a divertirsi in pista di avere più tempo per continuare a farlo nei loro appartamenti privati.

Cap d'Agde è sempre più frequentato non solo dai libertini di Francia, ma anche da quelli tedeschi e italiani e questo ne fa una sorta di melting pot della trasgressione sessuale.

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2 dicembre 2012 7 02 /12 /dicembre /2012 22:23
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 4). Le Iene a Cap d'Agde
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 4). Le Iene a Cap d'Agde
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq (Appendice n° 4). Le Iene a Cap d'Agde

Non ci sono moltissimi articoli su Cap d’Agde nella rete, a parte occasionali racconti diaristici di esperienze di visitatori attratti dalle possibilità naturiste, in generale, e, a volte, anche da quelle libertine. In questi casi, emergono sentimenti di stupore ed anche di compiacimento divertito per aver vissuto delle esperienze – anche soltanto in veste di osservatori – insolite e fuori dalle righe.

Mancano anche dei servizi giornalistici e documentaristici.

Un’eccezione è rappresentata da un documentario relativamente recente andato su Le Iene che ora è consultabile anche online.

Doppiamente interessante, sia perché colma un vuoto di disinteresse da parte della stampa nei confronti di questo e soprattutto delle sue pieghe “libertine”, ma anche perché consente agli spettatori di avere (anche se con un taglio giornalistico sintetico e con tutte le opoortune velature per la garanzia della privacy) di avere una carrellata di immagini in movimento delle consuetudini libertine (da spiaggia, da piscina e nella svariata gamma di locali notturni. Documenti di questo tipo nel web mancano del tutto, dal momento che a Cap d’Agde, soprattutto nelle enclave libertine è esplicitamente vietato l’uso di qualsiasi strumento di ripresa (macchine fotografiche, telefonini, videocamere) e chi li utilizza rischia seriamente il linciaggio, per così dire o il sequestro del suo strumento di ripresa (anche se questo asserto non più vero al cento per cento oggi, visto che sempre più è invalsa l’abitudine di fotografare e filmare ed immettere nella rete (si vedano ad esempio le collettanee di filmati sulle abitudini sessuali dei frequentatori della spiaggia di Cap d’Agde , siglati “Lola’s Sex in the dunes”)

Senza contare poi l’eccezione alla regola, da sempre esistente (come non detto, tuttavia), in base alla quale gruppi di libertini, consenzienti si riprendono tra loro, per poi usufruire delle riprese video delle proprie perfomance da riguardare in seguito e, quindi, per potere protrarre (e riesumare) il clima eccitante dei momenti vissuti da performer o da spettatore (o trovandosi alternativamente in entrambi i ruoli). 

Questa la presentazione al video di Le Iene:

 

(Giovanni Carzana, 18 marzo 2010, adattato). Le Iene sono state a Cap d'Agde, in Francia, la località di mare dove è concesso quasi tutto, tra orge sulla spiaggia e locali sadomaso.

Ma la salute è a forte rischio.

Il video, Il villaggio delle orge, realizzato da Petronio, è consigliato solo per un pubblico adulto.

Il servizio mostra Cap d'Agde, la località balneare in Francia dove se ne vedono davvero di tutti i colori: orge, scambi di coppia, sadomaso e non solo. E’ per questa ragione che se ne consiglia vivamente la visione soltanto a un pubblico adulto.

Le Iene mostrano come ci sia più di un particolare che lascia perplessi.

Primo fra tutti, la pressoché totale mancanza di utilizzo di sistemi per la prevenzione della trasmissione delle malattie, condom in primis. Senz'altro necessari, perché a Cape d'Agde se ne vedono davvero di tutti colori.

Il video mostra una "giornata-tipo". Durante le ore del giorno è tutt'altro che difficile trovare persone esibirsi in atti sessuali nei luoghi più disparati: dalle piscine alla spiaggia.

Chiaramente di notte la situazione non cambia.

E' possibile trovare discoteche in cui, neanche tanto di nascosto, ci sono stanze dedicate al sesso, in cui si trovano decine e decine di persone a fare sesso tutte insieme.

Inoltre non mancano i locali per gli amanti del sadomaso.

Cape d'Agde "nacque" come località in cui era possibile praticare il nudismo.

Ma negli ultimi anni la situazione è cambiata. Oggi è una delle mete preferite per i "malati di sesso".

A cui consigliamo vivamente, se sceglieranno di trascorrervi la prossima vacanza, di dotarsi quanto meno di condom.

 

Ecco il link al video:

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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